<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Max Bruschi</title>
	<atom:link href="http://blog.maxbruschi.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.maxbruschi.it</link>
	<description>Consigliere del Consiglio 3 - Provincia di Milano - Vice Capo Gruppo di Forza Italia</description>
	<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 10:21:49 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5.1</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Il puzzle dell&#8217;istruzione</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2010/02/28/il-puzzle-dellistruzione/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2010/02/28/il-puzzle-dellistruzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 10:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi licei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1260</guid>
		<description><![CDATA[  In una intervista a Tempi, faccio il punto sul percorso fatto e su alcune questioni aperte per riformare &#8220;l&#8217;infrastruttura del sapere&#8221;.
 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=Q4SG4&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1" target="_blank">In una intervista a Tempi, faccio il punto sul percorso fatto e su alcune questioni aperte per riformare &#8220;l&#8217;infrastruttura del sapere&#8221;.</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2010/02/28/il-puzzle-dellistruzione/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Licei: le ragioni delle scelte</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2010/02/07/licei-le-ragioni-delle-scelte/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2010/02/07/licei-le-ragioni-delle-scelte/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi licei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1258</guid>
		<description><![CDATA[  Il Consiglio dei Ministri ha approvato in seconda lettura il regolamento sui licei. La soddisfazione più grande, assieme a una accoglienza positiva da parte della stampa, è stata nel risultato e nel metodo adottato. La Cabina di Regia ha soprattutto maturato un &#8220;linguaggio comune&#8221; e ha condiviso le scelte, confrontate, passo a passo, con [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Il Consiglio dei Ministri ha approvato in seconda lettura il regolamento sui licei. La soddisfazione più grande, assieme a una accoglienza positiva da parte della stampa, è stata nel risultato e nel metodo adottato. La Cabina di Regia ha soprattutto maturato un &#8220;linguaggio comune&#8221; e ha condiviso le scelte, confrontate, passo a passo, con insegnanti e dirigenti scolastici, compresi alcuni tra i partecipanti al forum. Alla luce delle osservazioni relative ai quadri orari contenute nei pareri espressi dal CNPI e dalle Commissioni parlamentari, e facendo tesoro ad un tempo di un ricco dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi, sia nel corso dei seminari dedicati ai diversi percorsi liceali, sia in rete sul sito <a href="http://nuovilicei.indire.it" target="_blank">http://nuovilicei.indire.it</a>, il Governo ha provveduto a riformulare complessivamente il prospetto dei curricoli, perseguendo il doppio obiettivo da un lato di realizzare una maggiore congruenza fra quadri orari e profili in uscita, dall’altro di rendere effettiva e visibile l’unitarietà di impianto che, di là dalle differenze dei singoli percorsi, caratterizza la loro natura di licei. In questa prospettiva, si sono tenuti presenti tre criteri guida, che hanno orientato e reso coerente il lavoro di revisione.<span id="more-1258"></span></p>
<p><span style="font-style: italic;">1. Primo criterio: i “pilastri”</span><br />
Una osservazione critica avanzata da più parti, che si è ritenuto di dover accogliere, riguardava il difetto di corrispondenza fra la funzione di completamento del percorso dell’obbligo d’istruzione, assegnata al primo biennio, e un quadro orario che non in tutti i percorsi assicurava la continuità disciplinare, relativamente ai quattro assi culturali su cui il DM 139/2008 configura il sistema delle competenze essenziali in uscita dall’obbligo, in particolare per l’asse scientifico.  Alla decisione di inserire di conseguenza le scienze naturali anche nei bienni dove non erano previste, si è accompagnata una riflessione più generale sull’opportunità di fondare il sistema dei licei su  alcuni “pilastri”, presenti in ogni percorso, che assicurassero un denominatore identitario comune, un’anima, per così dire, all’istruzione liceale italiana. Si è dunque deciso di far ruotare i caratteri specifici di ciascun curricolo intorno alla presenza comunque significativa, in termini di monte ore, di tre materie chiave: <span style="font-weight: bold;">l’italiano, la lingua straniera, la matematica</span>, avendo cura di garantire in tutti i quinquenni l’insegnamento delle scienze e/o della fisica e della storia dell’arte. Il sistema cessa così di essere “a canne d’organo”.</p>
<p><span style="font-style: italic;">2. Secondo criterio: la “consistenza” oraria</span><br />
Si è cercato il più possibile di evitare la frantumazione del quadro orario, procedendo ad accorpamenti disciplinari nuovi (storia e geografia, scienze naturali) ed evitando in ogni caso (fatto salvo che per la religione cattolica) materie a 33 ore. Ciò limita lo “spezzatino” delle materie e rende maggiormente praticabile l’esercizio dell’autonomia scolastica (le quote del 20% e 30% a disposizione delle istituzioni scolastiche).</p>
<p><span style="font-style: italic;">3. Terzo criterio: la “caratterizzazione”</span><br />
Nella costruzione dei quadri ci si è posti l’obiettivo di caratterizzare con forza gli indirizzi. Il che significa, in concreto, che le materie tipiche non sono mai sotto la soglia delle 99 ore. Il senso di questo criterio è autoevidente. La pluralità dell’offerta è infatti realmente tale se la scelta da parte delle famiglie e degli studenti può orientarsi su un menu curricolare in grado di garantire effettivamente ciò che si promette nella denominazione di questo o quel liceo. Ciò ha significato, in alcuni casi, intervenire sulla prima versione dei quadri, là dove questi sembravano diluire la specificità dell’indirizzo, optando per una più netta accentuazione della sua identità, propria e tipica.</p>
<p><span style="font-style: italic;">4. Il nodo delle “opzioni”</span><br />
Le opzioni previste per i licei scientifico e delle scienze umane sono a tutti gli effetti delle articolazioni del sistema dei licei. Di contro all’ambiguità del testo in prima lettura, infatti, nel nuovo testo del decreto risulta chiaro che esse rientrano a pieno titolo nella programmazione regionale dell’offerta e non sono oggetto di scelta delle scuole.<br />
    <br />
<span style="font-style: italic;">Alcune scelte</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">1. Storia e geografia</span><br />
Particolarmente discussa è stata, in questi giorni, la supposta abolizione della geografia. Non è così. In primo luogo, occorre considerare che la geografia fisica e politica è oggetto di studio nel primo ciclo dell’istruzione, i cui risultati di apprendimento, molto ambiziosi, dovrebbero rendere lo studente, all’ingresso dei licei, in possesso delle competenze di base. In secondo luogo, l’accorpamento a storia al biennio consente di rafforzare alcuni concetti di base (per fare un esempio, la migrazione, il popolamento, la globalizzazione). Soprattutto, nelle indicazioni nazionali sugli obiettivi specifici di apprendimento, le coordinate della storia e della geografia saranno intrecciate, proprio per consentire allo studente di unire le coordinate di spazio e di tempo e di leggere più agevolmente le “mappe” del mondo contemporaneo. Anziché uccidere la geografia, la scelta è stata quella di farla uscire dal ghetto.</p>
<p><span style="font-style: italic;">2. Scienze naturali</span><br />
L’insegnamento di scienze naturali contempla chimica, biologia, scienze della terra. Abbiamo evitato lo spezzettamento delle ore per consentire ai docenti un uso dell’orario che consenta di raggiungere i risultati di apprendimento. Non si può perseguire il sogno del “piccolo chimico” o del “piccolo biologo”, ma puntare decisamente sull’acquisizione delle conoscenze e delle competenze di base utili al proseguimento degli studi. Non è con più ore che si risolve il problema della debolezza in questo settore mostrata dai test OCSE/PISA, ma garantendo la continuità didattica col primo ciclo dell’istruzione; consentendo al docente la necessaria flessibilità di gestione delle ore; puntando decisamente sulla formazione in servizio degli insegnanti, come dimostra il successo del progetto “lauree scientifiche”. Il problema dell’insegnamento della disciplina dovrà essere affrontato in tre tappe: la prima, consentire alle istituzioni scolastiche di puntare sulle competenze effettive presenti nel corpo docente; la seconda, investire sul progressivo allineamento, dove necessario, delle competenze nelle tre discipline; la terza, attraverso le nuove lauree magistrali per l’insegnamento delle scienze naturali. Da questo punto di vista, i laboratori non devono essere un ghetto, ma una modalità di didattica da garantire, come avviene in tutta Europa, attraverso le capacità del docente.</p>
<p><span style="font-style: italic;">3. Il profilo dello studente liceale</span><br />
Il profilo comune ai percorsi liceali e il profilo specifico di ciascun liceo sono stati riscritti con la collaborazione di alcuni grandi “nomi” dell’accademia italiana: il prof. Giorgio Chiosso (pedagogia); il professor Luca Serianni (storia della lingua), il prof. Sergio Belardinelli (sociologia dei processi culturali); il prof. Stefano Zamagni (economia); il prof. Nicola Vittorio (coordinatore del progetto lauree scientifiche) che hanno collaborato con la Cabina di regia e il gruppo di lavoro sui licei musicali e coreutici e sul CLIL.<br />
La riscrittura è stata improntata alla chiarezza e all’essenzialità dei profili, nell’intento di fornire la massima trasparenza dei risultati attesi dall’istruzione liceale.</p>
<p><span style="font-style: italic;">Le modifiche, liceo per liceo</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">1. Liceo artistico</span><br />
Rispetto all’impianto originale, si è deciso di “spacchettare” gli originali tre indirizzi che raggruppavano diversi gruppi in sei indirizzi, per facilitare la confluenza degli istituti d’arte (che comunque potranno scegliere di confluire anche nell’istruzione professionale); per presentare un quadro chiaro alle famiglie; per meglio caratterizzare ciascun indirizzo.<br />
I quadri orari sono stati rivisitati, per dare un maggior peso alle discipline di indirizzo e per mantenere alcune specificità dell’area liceale, introducendo ad esempio la fisica nell’indirizzo delle arti figurative; per inserire le scienze naturali al primo biennio; per riconoscere, in alcuni indirizzi, la specificità dell’insegnamento di chimica dei materiali.</p>
<p><span style="font-style: italic;">2. Liceo Classico</span><br />
L’esigenza, in questo caso, era duplice: da un lato introdurre le scienze naturali sin dal primo biennio, in modo da garantire l’assolvimento dell’obbligo e da facilitare l’apprendimento in discipline che favoriscono lo sbocco nelle facoltà scientifiche (soprattutto medicina) che costituiscono uno degli sbocchi essenziali di chi frequenta questo percorso. Nel contempo, si è potenziato l’insegnamento della lingua straniera lungo l’arco dei 5 anni. Il tutto senza toccare il latino e il greco, materie caratterizzanti del percorso.</p>
<p><span style="font-style: italic;">3. Liceo Linguistico</span><br />
Nel caso del liceo linguistico si è scelto di puntare sulle tre lingue straniere, il cui apprendimento inizia dal primo anno di corso. Il latino è stato mantenuto ed è allo studio un programma specifico che aiuti l’apprendimento delle lingue straniere.</p>
<p><span style="font-style: italic;">4. Liceo Musicale e Coreutico</span><br />
Per quanto riguarda la sezione musicale, si è scelto di potenziare la storia della musica e, al primo anno, la materia “esecuzione e interpretazione” (lo strumento).<br />
Per la sezione coreutica, è stata introdotta la storia della musica</p>
<p><span style="font-style: italic;">5. Liceo scientifico</span><br />
La rivisitazione del percorso del liceo scientifico ha portato a un migliore equilibrio tra materie umanistiche e scientifiche. In particolare, la fisica inizia sin dal primo anno di corso e sono state potenziate le scienze naturali<br />
L’opzione di <span style="font-style: italic;">scienze applicate</span> raccoglie l’eredità del liceo sperimentale scientifico-tecnologico.</p>
<p><span style="font-style: italic;">6. Liceo delle scienze umane</span><br />
Il quadro orario è stato ampiamente rivisitato, per dare una migliore caratterizzazione. Sono state reintrodotte le scienze umane al primo biennio e sono state potenziate le ore al triennio, è stato aggiunta, sempre al primo biennio, la disciplina Diritto ed economia.<br />
L’opzione <span style="font-style: italic;">economico-sociale</span> è stata rivisitata, in vista dei possibili sbocchi, per dare maggior peso alla disciplina diritto ed economia politica, caratterizzante del percorso; sono state potenziate la matematica e le due lingue straniere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2010/02/07/licei-le-ragioni-delle-scelte/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il sì del Consiglio di Stato alla riforma dei Licei</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/15/il-si-del-consiglio-di-stato-alla-riforma-dei-licei/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/15/il-si-del-consiglio-di-stato-alla-riforma-dei-licei/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 15:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi licei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1257</guid>
		<description><![CDATA[  E adesso, che titolo farà Repubblica che, a fronte di una richiesta di approfondimenti sulla riforma della scuola superiore, non si era trattenuta dal titolare (in buona compagnia: Mimmo Pantaleo, segretario generale della Cgil Scuola) su un inesistente &#8220;stop del Consiglio di Stato&#8220;? La domanda sorge spontanea, visto che la brillante risposta data dal [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> E adesso, che titolo farà Repubblica che, a fronte di una richiesta di approfondimenti sulla riforma della scuola superiore, non si era trattenuta dal titolare (in buona compagnia: Mimmo Pantaleo, segretario generale della Cgil Scuola) su un inesistente &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2009/12/15/news/riforma_delle_scuole_superiori_lo_stop_del_consiglio_di_stato-1847781/" target="_blank">stop del Consiglio di Stato</a>&#8220;? La domanda sorge spontanea, visto che la brillante risposta data dal ministero ha chiarito i dubbi ai giudici di Palazzo Spada il cui parere, reso noto ieri, e che si può trovare sul sito dedicato ai <a href="http://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=riforma&amp;id_m=7789" target="_blank">Nuovi Licei</a>, si limita ad alcune richieste di modifica su punti secondari: a parte alcune formulazioni da ritoccare, tutto si ridurrebbe a togliere l&#8217;obbligo per le istituzioni scolastiche di istituire il Comitato tecnico scientifico (ma potrebbe essere lasciata l&#8217;opzione), mentre, per quanto riguarda il Comitato nazionale sull&#8217;istruzione liceale, esso potrebbe in realtà essere istituito con un semplice decreto del ministro: questo, naturalmente, in attesa di conoscere gli indirizzi da parte del Parlamento che potrebbe dare utili indicazioni in proposito. Nessun eccesso di delega, dunque, e via libera all&#8217;autonomia, ai dipartimenti, ai nuovi quadri orari. Si arrende persino l&#8217;<a href="http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=PAYA0&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1">Unità</a>. Eppure, nonostante tutto, <a href="http://www.rassegna.it/articoli/2010/01/14/57012/scuola-superiore-parere-consiglio-di-stato-rallenta-riforma-gelmini" target="_blank">qualche &#8220;agenzia&#8221; ancora non si dà per vinta</a>&#8230; facendo venire il serio dubbio che non tutti i giornalisti sappiano (o vogliano) leggere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/15/il-si-del-consiglio-di-stato-alla-riforma-dei-licei/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Conoscenze o competenze? Superiamo la diatriba con il buon vecchio “rasoio di Ockham”</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/05/conoscenze-o-competenze-superiamo-la-diatriba-con-il-buon-vecchio-%e2%80%9crasoio-di-ockham%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/05/conoscenze-o-competenze-superiamo-la-diatriba-con-il-buon-vecchio-%e2%80%9crasoio-di-ockham%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[competenze]]></category>

		<category><![CDATA[conoscenze]]></category>

		<category><![CDATA[indicazioni nazionali]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1256</guid>
		<description><![CDATA[  dal Sussidiario, 5 gennaio 2010
di Max Bruschi
«I nuovi programmi vietano le trite nozioni che per tanto tempo hanno aduggiato la scuola dei fanciulli; e richiedono la schietta poesia, la ingenua ricerca del vero, l’agile indagare dello spirito popolare, irrequieto e mai sazio di “perché”; il rapimento nella contemplazione dei quadri luminosi dell’arte e della [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=59444" target="_blank">dal Sussidiario, 5 gennaio 2010</a></p>
<p>di Max Bruschi</p>
<p><span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody">«I nuovi programmi vietano le trite nozioni che per tanto tempo hanno aduggiato la scuola dei fanciulli; e richiedono la schietta poesia, la ingenua ricerca del vero, l’agile indagare dello spirito popolare, irrequieto e mai sazio di “perché”; il rapimento nella contemplazione dei quadri luminosi dell’arte e della vita; la comunicazione con le grandi anime, fatte vive e quasi presenti attraverso la parola del maestro (…). Se il maestro (…) sarà pedante ripetitore, la vita spirituale rifuggirà da lui e si manifesterà in quelle forme inconsapevolmente ma irreprimibilmente difensive proprie del fanciullo che sono la irrequietezza e la turbolenza».</span></p>
<p style="text-align: justify;">È l’11 novembre 1923 e Giuseppe Lombardo Radice licenzia con questa premessa i “programmi” per la nuova scuola elementare. Tolto il lirismo d’antan, difficile non sottoscrivere. E difficile non considerare come, ieri e oggi, schiere di pedanti ripetitori abbiano visto “rifuggire” la vita spirituale e schiere, altrettanto nutrite, di corifei di una malintesa modernità, abbiano messo in soffitta i “quadri luminosi dell’arte” e seppellito le “grandi anime”. In mezzo, la falange di insegnati che, onestamente e umilmente, anno dopo anno, ha cercato di districarsi tra ordinanze, circolari, indicazioni, OSA, “assi”, competenze chiave e compiere al meglio la propria missione educativa e culturale.<span id="more-1256"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una parentesi appare necessaria. Ho avuto un ruolo non secondario nell’adozione dello schema europeo, fondata sul trinomio conoscenze, abilità, competenze, che sosterrà le future “indicazioni nazionali” liceali. E sono convinto che la certificazione delle competenze alla fine dell’obbligo formativo sia un atto dovuto e necessario, che non sostituisce ma integra la tradizionale “pagella”. Eppure non ho esitazione a schierarmi, nel mio piccolo, con Luciano Canfora ed Ernesto Galli della Loggia, Giorgio Israel e Paola Mastrocola. Nella pattuglia, tutt’altro che sparuta, di chi si rifiuta di sacrificare le conoscenze sull’altare delle competenze, per il semplice motivo che le seconde, senza le prime, semplicemente non sono. Ebbe a dire William Butler Yeats che «l&#8217;istruzione non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco».</p>
<p style="text-align: justify;">A ben vedere, nella querelle tra competenzisti e contenutisti, tra teste piene e teste ben fatte (tra “tacchi alti e tacchi bassi”, direbbe Jonathan Swift) la frase rappresenta un brillante punto di sintesi. Perché, per accendere un fuoco, occorre per lo meno avere legna o altro materiale combustibile. Per costruire un edificio, occorrono mattoni. E un campo, senza semi, non dà frutti. Banale, vero? Talmente banale che gli storici “programmi ministeriali” per i licei redatti dalla Sotto commissione alleata nel 1944/1945, più volte idolo polemico del pedagogismo “a la page”, non facevano altro che elencare una serie di conoscenze ritenute fondamentali premettendo, liceo per liceo e disciplina per disciplina, una “declaratoria” che riassumeva - ma vedi il caso strano! - quelle che oggi definiremmo competenze in uscita.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dare torto a Giorgio Israel, quando asserisce «le competenze? Una cosa che abbiamo sempre fatto!». O, almeno e più realisticamente, «che si sarebbe dovuta fare» già da oltre sessant’anni. Colgo dal programma di italiano: «I due anni di biennio offrono al giovane la possibilità di impadronirsi, attraverso la conoscenza dei migliori autori, di un patrimonio che sarà ulteriormente approfondito nel triennio, e che intanto svilupperà in lui il gusto e la capacità dell&#8217;espressione aderente e sentita, e renderà consapevole il suo giudizio estetico (…). Della padronanza della nostra lingua, delle capacità di valutazione delle opere, della sensibilità nell&#8217;esame di processi naturali, moti dell&#8217;animo, concetti, daranno prova d&#8217;ora innanzi gli alunni in gare collettive per l&#8217;espressione precisa e bella, e nella redazione scritta individuale».</p>
<p style="text-align: justify;">Segue dettaglio (per modo di dire: una paginetta) delle conoscenze fondamentali richieste. Un capolavoro ineguagliato di buon senso, perché il buon senso aveva guidato i redattori, tra i quali il pedagogista statunitense Carleton Wolsey Washburne. Il quale Washburne, dal canto suo, era teorizzatore e propugnatore di un particolare metodo didattico (praticato nel complesso scolastico sperimentale di Winnetka) che si era ben guardato, pur avendone la possibilità, di prescrivere a tutte le scuole italiane: perché i metodi didattici sono, per loro natura, plurali, diversificati, adattabili caso per caso. Non si impongono per circolare ministeriale, ma si propongono e si discutono nel dibattito tra gli insegnanti che dovrebbero testarne la validità avendo come unico fine il successo educativo. </p>
<p style="text-align: justify;">Forse il difetto (imperdonabile!) di quelle declaratorie era di essere scritte in buon italiano (che magari oggi può apparire un poco polveroso, ma nulla più), di essere comprensibili e aliene dalle fumisterie e dalle “tecnicalità” che hanno funestato, nei decenni successivi, tanta parte della produzione “trasteverina”. Trasteverina, poi, per modo di dire. Perché gli incolpevoli funzionari e dirigenti del ministero dell’istruzione si trovavano costretti a mettere su carta le elucubrazioni dell’esperto di passaggio, con risultati a volte grotteschi: per limitarci alle indicazioni nazionali del 226/2005, alla voce «obiettivi specifici di apprendimento di lingua italiana nel biennio dei licei», cosa diavolo rappresenti «l’uso consapevole della scrittura veloce e compendiata» o «padroneggiare in particolare il dinamismo del verbo come generatore della struttura della frase e compiere trasformazioni in tale struttura» è materia che volentieri lascio a menti più eccelse della mia. </p>
<p style="text-align: justify;">Se dovessi individuare la sfida delle future indicazioni nazionali e dove puntare la loro barra, non avrei esitazioni a indicare la strategia del buon senso. Il che non si tradurrebbe in una improbabile sintesi (o, peggio, compromesso) tra competenzisti e contenutisti, tra disciplinaristi e pedagogisti, ma nel mettere le cose al loro posto, utilizzando senza remore quel buon vecchio “rasoio di Ockham” che, da parecchi secoli, ci insegna a sbarazzarci degli “enti inutili” e a non procedere alla trasformazione del semplice nel complicato attraverso l’inutile. Perché questo invece è accaduto in questi anni nelle fasi di passaggio tra riforme per lo più abortite.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ideologia del “competenzismo” e delle “teste ben fatte”, come tutte le ideologie, è andata ben oltre il segno. La lotta (giusta) contro il “nozionismo” ha portato a travolgere, caricaturizzando il sapere (la lezione imparata, come si diceva un tempo, a pappagallo), le stesse conoscenze che, per di più, solo un rigurgito neopositivistico può portare a finalizzare, sempre e comunque, a una utilità pratica. Il timore di essere scontati o banali ha indotto a spaccare la koiné educativa innanzitutto distruggendo una lingua comune tra insegnanti, famiglie, studenti; poi a procedere a una discutibilissima “amplificatio” retorica che porta a illustrare (male) in dieci pagine ciò che potrebbe essere detto (bene) in cinque righe; infine, in un delirio tassonomico, a pretendere di incardinare tra loro conoscenze, abilità, competenze in mirabolanti tabelle pluricolonna che dubito un insegnante prenderebbe mai sul serio nel proprio percorso didattico ed educativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Compresi quegli “assi culturali” al termine del biennio dell’obbligo cui sarà forse il caso, a tempo e luogo, di rimettere mano, visto che, come ben sanno i membri di quella commissione, si trattava solo di una “prima bozza” che lo spazientito Fioroni trasformò in legge tagliando il nodo gordiano di un dibattito a suo dire protrattosi troppo a lungo. Il tutto condito dalla moda strutturalista sulla quale, in una formidabile palinodia, Tzvetan Todorov ha detto parole definitive. Insomma, rispetto a tutto questo, occorre procedere in una direzione contraria perché “l’abbassamento dei livelli” non è una preoccupazione per il domani, ma una realtà, drammatica, di oggi, come testimoniano le prove nazionali e internazionali, le valutazioni compiute dalle università sul livello di preparazione delle matricole e, buon ultimo, il grido d’allarme dell’Accademia della Crusca sul semianalfabetismo di una fetta consistente di popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornare all’ordine e al buon senso significa, innanzitutto, fissare obiettivi fondamentali, raggiungibili, verificabili. Il che non vuol dire né abbassare (ulteriormente) l’assicella del sapere, né rifugiarsi in una comoda genericità. Significa, al contrario, indicare chiaramente cosa ci si aspetta alla fine del percorso educativo in termini di conoscenze, abilità, competenze portando l’accento (l’accento, non fiumi di inchiostro) su tutti tre i termini, collocandoli al loro posto e tornare a ragionare sui contenuti fondamentali delle discipline, sulle abilità proprie di ciascuna di esse e su quelle da considerarsi trasversali, sui profili in uscita generali e particolari, riassaporando il termine cultura. Significa verticalizzare e rendere tracciabili i curriculum, evitando le fratture tra i cicli scolastici e tra i cicli scolastici e l’alta formazione, universitaria o meno, ponendo fine allo sconcio di atenei costretti a ri-alfabetizzare le proprie matricole o a insegnanti di latino (i più tenaci) impegnati a spiegare cosa sia un accusativo a chi mai, nel proprio percorso scolastico, ha mai avuto sentore dell’esistenza di una certa analisi logica o grammaticale.</p>
<p style="text-align: justify;">Significa favorire lo scambio di esperienze pedagogiche e negare diritto di cittadinanza a qualunque prescrittivismo pedagogico “di Stato”, perché la via per il successo educativo non è assimilabile al processo di fabbricazione di un tondino: passa attraverso una relazione educativa tra insegnante e studente che è irriducibile a schemi perché l’animo umano, le relazioni umane sono irriducibili a schemi. Significa mettere a regime il sistema di valutazione nazionale, che non può e non vuole essere ridotto a un “testificio”, ma che deve essere messo nelle condizioni di poter misurare e premiare il successo educativo, individuare le malattie affinché, passaggio non scontato, siano curate.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/05/conoscenze-o-competenze-superiamo-la-diatriba-con-il-buon-vecchio-%e2%80%9crasoio-di-ockham%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Istruzione: un edificio dalle fondamenta fragili?</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/04/istruzione-un-edificio-dalle-fondamenta-fragili/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/04/istruzione-un-edificio-dalle-fondamenta-fragili/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 11:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[scuola primaria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1255</guid>
		<description><![CDATA[  La pubblicazione degli esiti della rilevazione degli apprendimenti in II e in V primaria svolta dall&#8217;Invalsi è passata, salvo eccezioni, sotto silenzio. Un peccato, perché una analisi dei risultati avrebbe meritato di scatenare un ricco dibattito pubblico. Preziosa risulta, in proposito, l&#8217;opinione di Norberto Bottani, uno dei massimi esperti internazionali di sistemi formativi, che [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> La pubblicazione degli<a href="http://www.invalsi.it/snv0809/" target="_blank"> esiti della rilevazione degli apprendimenti in II e in V primaria </a>svolta dall&#8217;Invalsi è passata, salvo eccezioni, sotto silenzio. Un peccato, perché una analisi dei risultati avrebbe meritato di scatenare un ricco dibattito pubblico. Preziosa risulta, in proposito, <a href="http://ospitiweb.indire.it/adi/Invalsi09/in9_frame.htm" target="_blank">l&#8217;opinione di Norberto Bottani</a>, uno dei massimi esperti internazionali di sistemi formativi, che tabelle alla mano rileva la fragilità della scuola primaria proprio in due aree delicatissime, quali la matematica e la lingua italiana.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2010/01/04/istruzione-un-edificio-dalle-fondamenta-fragili/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma dei Licei: un confronto a Rai Educational</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2009/12/21/riforma-dei-licei-un-confronto-a-rai-educational/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2009/12/21/riforma-dei-licei-un-confronto-a-rai-educational/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 07:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[Attilio Oliva]]></category>

		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi licei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1254</guid>
		<description><![CDATA[  Da Fuoriclasse.rai.it
Prosegue il ciclo di approfondimenti dedicati aggiornamento docenti di Fuoriclasse. Dopo aver ampiamente delineato nelle scorse puntate cosa accadrà negli istituti professionali e nell`istruzione tecnica superiore, ora proviamo a capire in che modo verranno riordinati gli indirizzi liceali con l`avvento della Riforma varata dal Ministero dell`Istruzione.
Cosa ne sarà dei 396 indirizzi sperimentali attualmente esistenti? Come funzioneranno, quante [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Da <a href="http://www.fuoriclasse.rai.it/new/dettaglio_puntata.aspx?IDPuntata=435" target="_blank">Fuoriclasse.rai.it</a></p>
<p>Prosegue il ciclo di approfondimenti dedicati aggiornamento docenti di Fuoriclasse. Dopo aver ampiamente delineato nelle scorse puntate cosa accadrà negli istituti professionali e nell`istruzione tecnica superiore, ora proviamo a capire in che modo verranno riordinati gli <span style="font-weight: bold;">indirizzi liceali</span> con l`avvento della <span style="font-weight: bold;">Riforma </span>varata dal <a href="www.istruzione.it" target="_blank">Ministero dell`Istruzione</a>.<br />
Cosa ne sarà dei 396 <span style="font-weight: bold;">indirizzi sperimentali</span> attualmente esistenti? Come funzioneranno, quante e che tipo di <span style="font-weight: bold;">modifiche</span> coinvolgeranno i licei italiani?<br />
Ne discutono in studio con <span style="font-weight: bold;">Benedetta Rinaldi</span>, alla quinta puntata dal titolo<span style="font-style: italic; font-weight: bold;"> “<a href="http://www.fuoriclasse.rai.it/new/dettaglio_puntata.aspx?IDPuntata=435" target="_blank">I licei si fanno in sei</a>”</span>: <span style="font-weight: bold;">Max Bruschi</span>,<span> consigliere del Ministro Gelmini e componente la cabina di regia della Commissione per la riforma dei licei</span> e, in collegamento dalla sede Rai di Genova, <span style="font-weight: bold;">Attilio Oliva</span>, presidente dell`<a href="http://www.treellle.org/" target="_blank">Associazione &#8220;Tre elle&#8221;</a> (associazione no-profit da anni impegnata nel campo dell`educazione e della formazione).<br />
E come sempre, la nostra professoressa <span style="font-weight: bold;">Rossella Mengucci</span>, dirigente scolastico in servizio al MIUR.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2009/12/21/riforma-dei-licei-un-confronto-a-rai-educational/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Mariastella Gelmini: Il confronto sui licei sbarca sul web</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2009/11/24/mariastella-gelmini-il-confronto-sui-licei-sbarca-sul-web/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2009/11/24/mariastella-gelmini-il-confronto-sui-licei-sbarca-sul-web/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi licei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1253</guid>
		<description><![CDATA[  &#8220;Abbiamo deciso di aprire al più vasto confronto la riforma dei licei. Vorremmo che non solo la scuola, ma tutto il Paese, dal mondo della cultura, ai genitori, agli stessi studenti si sentisse coinvolto. Diamo un&#8217;opportunità, sfruttando anche gli strumenti del web, di partecipare attivamente al progetto della scuola del futuro&#8221;. Con queste parole [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;Abbiamo deciso di aprire al più vasto confronto la riforma dei licei. Vorremmo che non solo la scuola, ma tutto il Paese, dal mondo della cultura, ai genitori, agli stessi studenti si sentisse coinvolto. Diamo un&#8217;opportunità, sfruttando anche gli strumenti del web, di partecipare attivamente al progetto della scuola del futuro&#8221;. Con queste parole di invito al dialogo e alla partecipazione il ministro dell&#8217;Istruzione Mariastella Gelmini con un comunicato si rivolge al Paese, sollecitando interventi per migliorare la riforma dei licei.<br />
La nota del dicastero di viale Trastevere spiega che &#8220;dopo la prima lettura e il primo via libera del Consiglio dei Ministri alla Riforma dei licei, il ministro ha deciso di aprire uno spazio di discussione per perfezionare il testo e continuare ad ascoltare il mondo della scuola, della cultura, le famiglie, i ragazzi, i dirigenti scolastici e gli insegnanti sull&#8217;assetto generale dell&#8217;istruzione liceale&#8221;.<br />
Uno dei luoghi principali del &#8220;dialogo con il mondo della scuola e con la pubblica opinione&#8221; sembra essere &#8220;il sito <a href="http://nuovilicei.indire.it/" target="_blank">Nuovi licei</a>, da cui è possibile scaricare i documenti approvati in prima lettura, commentarli on line articolo per articolo, seguire il &#8216;cantiere del cambiamento&#8217; passo a passo attraverso la rassegna stampa, gli appuntamenti di confronto e di comunicazione e i relativi video, relazioni o abstract, i documenti e gli &#8216;appunti di viaggio&#8217; che via via saranno messi on line. I primissimi commenti segnalano la correttezza di alcune ipotesi già allo studio della Cabina di regia (i cui membri dialogano on line), come il perfezionamento dei quadri orari relativi alle &#8216;Scienze Umane&#8217; e il rafforzamento ulteriore dell&#8217;asse scientifico matematico e della seconda lingua&#8221;.<br />
Altra occasione di dibattito sono i seminari nazionali, sei in tutto, uno per ogni indirizzo liceale, che segnano &#8220;un momento di confronto e dibattito con dirigenti scolastici e insegnanti sui quadri orari, sui profili e sui nodi da sciogliere in vista della stesura definitiva. Sono già stati tenuti i seminari relativi al liceo musicale e coreutico, delle scienze umane e artistico, entro il 4 dicembre si svolgeranno i seminari relativi ai licei classico, linguistico e scientifico. Sono già stati convocati i forum delle associazioni di insegnanti, genitori e studenti per una valutazione finale prima della seconda lettura del provvedimento&#8221;.<br />
Inoltre il comunicato del Ministero ricorda che &#8220;dal mese di agosto è al lavoro una Cabina di regia, presieduta dal Consigliere del ministro Max Bruschi, col compito di sostenere il processo di riforma valorizzando ogni possibile contributo. Ne fanno parte docenti come Paolo Ferratini, già assessore all&#8217;Istruzione a Bologna, Andrea Ragazzini, tra i fondatori del Gruppo di Firenze sul Merito, Walter Moro, già dirigente di punta del CIDI e oggi direttore del Centro di sperimentazione educativa Cisem di Milano e presidi come Luca Azzollini, dell&#8217;istituto Frisi, scuola di qualità e di frontiera nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano. Tra gli ispettori ministeriali si segnalano Gisella Langé, esperta di CLIL (insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera) di livello europeo e l&#8217;ispettore Luciano Favini. L&#8217;Indire e l&#8217;Invalsi sono rappresentate da Elisabetta Mughini, coordinatrice dell&#8217;Ufficio comunicazione dell&#8217;Indire e Elena Ugolini, membro del comitato di indirizzo dell&#8217;Invalsi, preside del liceo Malpighi di Bologna&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2009/11/24/mariastella-gelmini-il-confronto-sui-licei-sbarca-sul-web/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Max Bruschi in audizione alla VII commissione della Camera dei deputati</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2009/11/17/max-bruschi-in-audizione-alla-vii-commissione-della-camera-dei-deputati/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2009/11/17/max-bruschi-in-audizione-alla-vii-commissione-della-camera-dei-deputati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[cabina di regia]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi licei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1251</guid>
		<description><![CDATA[  Ecco il testo del mio intervento alla Commissione Cultura della camera dei Deputati, dove sono intervenuto in qualità di Presidente della cabina di Regia per i nuovi Licei
Onorevole presidente Aprea, onorevoli deputati.
vi ringrazio della preziosa opportunità che mi dà modo innanzitutto di illustrarvi quale sia la modalità attraverso la quale si è deciso di [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <em>Ecco il testo del mio intervento alla Commissione Cultura della camera dei Deputati, dove sono intervenuto in qualità di Presidente della cabina di Regia per i nuovi Licei</em></p>
<p>Onorevole presidente Aprea, onorevoli deputati.<br />
vi ringrazio della preziosa opportunità che mi dà modo innanzitutto di illustrarvi quale sia la modalità attraverso la quale si è deciso di affrontare i passaggi che porteranno alla seconda lettura del regolamento sui licei.<br />
Il ministro ha inteso governare questi mesi attraverso l’istituzione di una cabina di regia, il cui compito è di essere il centro di raccolta dei pareri formali e informali intorno al testo approvato in prima lettura.<br />
Si tratta di un gruppo composto prevalentemente da insegnanti e dirigenti scolastici, da persone che vivranno il cambiamento che stanno essi stessi predisponendo.<br />
A nessuno di loro è stato chiesto se e quale tessera avesse in tasca, a tutti è stato chiesto di condividere una certa idea di scuola e di collaborare a una navigazione che segua un’unica stella polare.<br />
Un dirigente di questa amministrazione, nel partecipare a una riunione della cabina di regia, tenutasi nel salone dei ministri, disse: “E’ una delle rare volte da quando sono qui in cui i ritratti che ci stanno guardando non provano imbarazzo, perché state provando a costruire dei percorsi intorno agli studenti”.<br />
Questa è la nostra stella polare, e spero che la nostra non sia una “piccoletta barca” e che il parlamento ci aiuti a tenere la barra dritta. Vorrei ringraziare tutti i miei compagni di viaggio per questi mesi di lavoro fatto e per i mesi di lavoro che ancora ci aspettano.</p>
<p><span id="more-1251"></span><br />
Le prossime settimane ci vedranno impegnati a raccogliere le indicazioni che proverranno da un sito internet, dove il regolamento approvato in prima lettura potrà essere commentato articolo per articolo; saranno svolti sei seminari nazionali, uno per ciascun indirizzo liceale, dove abbiamo chiamato a riflettere sui percorsi insegnanti e dirigenti scolastici; sono stati già convocati i forum degli studenti, dei genitori, delle associazioni professionali.<br />
I pareri formali e informali saranno poi declinati in alcune proposte di modifica al testo base che sottoporremo all’attenzione dell’onorevole ministro, che sta comunque seguendo passo a passo i nostri lavori.<br />
Un simile processo dovrebbe essere seguito anche per il provvedimento relativo alle future indicazioni nazionali, dove la nostra ambizione è di ricondurre a compattezza “l’infrastruttura del sapere”. E’ un argomento che esula dall’oggetto di questa audizione, ma è impossibile non accennarne. Siamo consapevoli che occorrerà innanzitutto eliminare le smagliature che in questi anni si sono create tra i cicli scolastici e suturare le ferite aperte tra gli effettivi risultati di apprendimento raggiunti al termine dei percorsi e i livelli necessari ad affrontare i successivi. Ma questa opera di armonizzazione non può prescindere da una rivisitazione complessiva, da una verticalizzazione dei programmi che ci consenta, nel tempo, di ridurre ed eliminare la distanza che ci separa dai paesi più avanzati; da proposte di modalità didattiche che generalizzino l’uso dei moderni mezzi informatici e introducano quella laboratorialità utile alla trasmissione del sapere e della cultura.</p>
<p>Conoscete tutti il testo del regolamento e ritengo opportuno, salvo fornire i chiarimenti che eventualmente mi dovessero essere richiesti, soffermarmi su alcune istanze che ne hanno retto l’architettura e che intendiamo affinare nel corso della redazione definitiva.<br />
Noi potremmo quasi dormire sugli allori. Potremmo accampare i risultati OCSE PISA che collocano i nostri quindicenni liceali ai primi posti nelle graduatorie internazionali. Potremmo rivolgerci con fiducia a un sistema che, in oltre ottanta anni di storia, ha mostrato di reggere. Potremmo dunque limitarci a un maquillage, a toccare il meno possibile, ad agire su un ricalco del liceo gentiliano anche per i nuovi indirizzi.<br />
Occorre invece, con buon senso, coniugare tradizione e modernità.<br />
Il mondo che ci circonda è profondamente cambiato dal 1923 e occorre adeguare percorsi all’epoca innovativi, e farlo in maniera sistematica, avendo sott’occhio l’intero secondo ciclo dell’istruzione. Prevedere che una materia non linguistica sia insegnata in lingua straniera, ad esempio. O capire che l’informatica e i nuovi media tagliano trasversalmente la didattica e sono strumenti di insegnamento più che una materia a sé. Stabilire che si può apprendere, anche in un percorso liceale, in contesti lavorativi. Sottolineare l’importanza di alcune competenze chiave, secondo quanto ci dice l’Europa, ma recuperare l’importanza delle conoscenze.<br />
Per usare una battuta fatta da Paola Mastrocola, leggere e capire l’“Infinito” di Leopardi ha un valore in sé, può aiutare a far crescere, infatti, quella coscienza critica di sé e della realtà che è sicuramente uno degli obiettivi da raggiungere qualsiasi percorso di studi si intraprenda. Tra i contenutisti e i competenzisti a oltranza, è bene collocarsi lateralmente, riconoscere che conoscenze, abilità, competenze hanno ciascuno il proprio ruolo, e che nessuna competenza può essere raggiunta da una testa magari ben fatta, ma irrimediabilmente vuota.<br />
C’è un altro elemento su cui invito tutti a riflettere. Anche la preparazione della media, e sottolineo della media, dei nostri liceali non risulta, oggi, pienamente adeguata.<br />
A dirlo sono i risultati delle prove che ogni facoltà compie per verificare quali studenti siano in possesso dei requisiti necessari ad affrontare i rispettivi percorsi, e per quali studenti siano invece necessari corsi che li portino ad assolvere ai cosiddetti “obblighi formativi aggiuntivi”. Queste prove, da quest’anno, sono generalizzate. Non abbiamo ancora a disposizione un dato complessivo, ma una parte considerevole degli studenti è costretta a svolgere corsi di recupero in discipline fondamentali per i percorsi che loro stessi hanno scelto.<br />
Più della metà rivelano gravi lacune nelle competenze in lingua italiana. Solo per farvi un esempio, il 35% delle matricole di lettere di un prestigioso ateneo non è in grado di comprendere un testo scritto, percentuale che sale vertiginosamente nelle prove di verifica, ad esempio, a Scienze dell’Educazione.<br />
Ciò si traduce non solo in uno spreco di risorse umane ed economiche, ma rappresenta uno spreco di intelligenze che non sono state adeguatamente coltivate e rende la formazione permanente una chimera<br />
La decisione di tornare a quadri orari sostenibili, indicazione già contenuta nel Quaderno bianco sulla scuola compilato sotto la precedente amministrazione e che è il cardine di tutti i sistemi scolastici che mostrano performance migliori del nostro, è maturata dalla consapevolezza che l’equazione tra maggior tempo scuola e migliore qualità degli apprendimenti si è dimostrata erronea.<br />
L’accumulo di materie e l’appesantimento dei quadri orari hanno ottenuto come effetto la sindrome “dell’infarinatura”: si crede di sapere un poco di tutto, senza in realtà “conoscere” nulla, si passano sei, sette ore a scuola al giorno di lezione e si torna a casa senza l’energia per studiare da soli o in gruppo, senza insomma il tempo e la forza per imparare.<br />
Meglio allora “alzare l’asticella” su un numero più circoscritto di materie, consentendo a ciascuno di approfondire, rafforzare, riprendere quanto ha iniziato ad apprende attraverso la mediazione educativa del docente.<br />
Altra convinzione profonda è che l’autonomia scolastica sia una risorsa rimasta, per dieci anni, tutt’altro che completamente sfruttata e che occorra rileggere, rafforzare, rendere effettivo il percorso tracciato dal decreto 275 del 1999.<br />
Per questo le singole scuole hanno ampia possibilità di progettare i percorsi a seconda delle loro caratteristiche e della loro storia, delle professionalità esistenti all’interno dei collegi dei docenti, delle sperimentazioni meglio riuscite, intervenendo sugli orari (in misura variabile, dal 20 al 30%), attivando altre materie elencate in un apposito repertorio, puntando alla personalizzazione degli studi, coinvolgendo esperti esterni, collegandosi col territorio e creando reti tra scuole, tra scuole, università, istituzioni culturali, tra scuole e mondo del lavoro.<br />
Sappiamo quanto sarà delicato passare da una fase in cui si aggiungeva a una fase in cui occorrerà fare delle scelte. Sappiamo anche che l’autonomia, per non restare sulla carta dei piani dell’offerta formativa, ha bisogno di una diversa gestione degli organici, e l’amministrazione sta lavorando su modelli e procedure che possano renderla effettiva fin dal prossimo anno scolastico, quando entreranno in vigore i nuovi ordinamenti.<br />
Ci tengo a sottolineare questo passaggio, giacché sino ad ora la rigidità del meccanismo ha impedito alle scuole di godere appieno, nei fatti, dei margini di libertà nella costruzione del curricolo che la legge loro attribuisce da dieci anni. La doppia strada che abbiamo intrapreso – ridurre la pletora oraria nell’ordinamento, dare effettività all’autonomia delle scuole – costituisce una risposta efficace all’esigenza duplice di offrire una scuola insieme coerente nei suoi indirizzi generali e duttile nei confronti delle specificità di ciascun contesto.<br />
Siamo soddisfatti dell’architettura proposta dal regolamento e siamo consapevoli di come vada sostenuta innanzitutto dal punto di vista tecnico e dal punto di vista culturale. Nella cabina di regia sono presenti un preside e un vicepreside che proprio a partire dalla scelta di utilizzare l’autonomia compiendo delle scelte hanno costruito percorsi di eccellenza anche in situazioni non facili, come il quartiere Quarto Oggiaro di Milano.</p>
<p>Non mi dilungherò oltre su questo aspetto, per passare invece ad altre considerazioni che spero possano essere utili per l’espressione del vostro parere.<br />
La convinzione che il liceo vada riformato assieme all’intero secondo ciclo dell’istruzione è una idea che ereditiamo, beninteso, dai tentativi del passato, a partire dalla legge 30 del 2000 sino alla legge 53 del 2003, la legge Moratti, e i successivi provvedimenti attuativi. Ma una idea che stava alla base della stessa riforma firmata da Giovanni Gentile e da Giuseppe Lombardo Radice, di cui vorrei ricordare un connotato fortemente innovativo: l’elevamento per tutti dell’obbligo scolastico fino ai 14 anni di età. Una sfida, per l’epoca, colta appieno, non a caso, da Antonio Gramsci.<br />
Oggi questa convinzione ha come contrafforti non solo l’aver innalzato l’obbligo sino ai sedici anni di età, provvedimento del precedente governo cui l’onorevole ministro ha deciso di dare conferma e continuità, ma la necessità di tenere fermo il principio del diritto dovere all’istruzione “per almeno 12 anni o comunque sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età” .<br />
Un processo di innovazione tutt’altro che scontato nella realtà empirica. Un processo che l’architettura degli ordinamenti può aiutare a realizzare, ma in cui risolutivo è il ruolo delle istituzioni scolastiche autonome, del sistema regionale della formazione e istruzione professionale, della cultura degli insegnanti e della cultura del paese. Possiamo progettare dei solidi binari, possiamo farli calcare da treni moderni ed efficienti, possiamo metterli in moto attraverso il carburante della migliore cultura (e quando uso il termine cultura parlo della cultura del libro e della cultura del lavoro), ma non possiamo obbligare un ragazzo che voglia recarsi a Trento a prendere per forza il treno per Torino. Dobbiamo superare automatismi ancestrali che conducono solo al fallimento scolastico, per cui ancora oggi si sentono troppi genitori spingere i loro figli e troppi insegnati spingere i loro allievi lungo percorsi che non corrispondono alle loro predisposizioni, ai loro talenti e ai loro progetti di vita, sia pure appena abbozzati. E dobbiamo “oliare gli scambi”, rendere le scelte non irreversibili e farlo non sulla carta ma nella realtà. Ogni destinazione cambiata impone fatica, impone, magari, di cambiare una parte del nostro bagaglio.<br />
Non c’è riconoscimento di credito scolastico che possa portare al successo formativo, se non è accompagnato dalla fatica dello studio e da “passerelle” che rendano il cambiamento non semplice, ma possibile. Un aspetto, questo, su cui si potrà e, siamo convinti, dovrà intervenire in occasione del decreto sul riconoscimento dei crediti.<br />
Dobbiamo muoverci tra due distinte esigenze. La prima punta ad offrire ai nostri giovani le risorse culturali, la cassetta degli attrezzi necessaria loro per leggere la realtà, renderli cittadini consapevoli delle proprie scelte e utile a rendere non solo fittizio il processo del lifelong learning. La seconda punta a diversificare la proposta formativa: i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali, i percorsi di istruzione e formazione professionale sono strade per dare a ciascuno la “sua” scuola, una possibilità qualificata per imparare e mettere a frutto i propri talenti. Non è la strategia dell’indistinto che può sconfiggere quel fenomeno di dispersione scolastica che sta interessando ancora troppi ragazzi, solo una proposta capace di motivarli e di farli crescere, anche se puntando su approcci diversi, può su sconfiggere la piaga degli “abbandoni”.<br />
E’ una strada su cui ci spingono decisamente, anche per quanto riguarda i licei, i pareri del CNPI, quanto sta emergendo dalle audizioni, quanto stiamo ascoltando in questi mesi di confronto con la scuola e quanto ci detta il buon senso.<br />
Il buon senso ci dice che, proseguendo sulla logica dei quattro assi culturali declinati dal DM 139/2007, che anche nella delineazione del primo biennio dei licei dovrà essere resa forse più riconoscibile, analogamente a quanto succede per gli istituti tecnici, come fondamento unitario dell’ultimo segmento dell’obbligo d’istruzione, occorra edificare pilastri su cui poggiare le materie di indirizzo. L’italiano, la lingua straniera, la matematica, le scienze sperimentali, la storia rappresentano questi pilastri, la cui armatura è costituita da un “core curriculum” di conoscenze, abilità e competenze comuni da incrementare attraverso le piegature che possono assumere percorso per percorso, scuola per scuola, insegnante per insegnante, senza più inseguire la chimera dei programmi omnicomprensivi che costringono l’insegnante a scegliere e non ad arricchire attraverso la propria capacità didattica. E avere dei “core curriculum” potrà aiutare il faticoso processo di valutazione nazionale degli apprendimenti, costituire magari l’essenza di quella prova nazionale aggiuntiva rispetto al tradizionale scritto di italiano e alle prove specifiche dei vari indirizzi, prova auspicata dal Ministro Gelmini in occasione dell’ultima prova nazionale Invalsi al termine del primo ciclo.</p>
<p>E’ una direzione di forte impatto culturale, e spero che il parlamento voglia condividerla con noi, così come ho colto questa condivisione nella relazione della presidente Aprea.<br />
Il buon senso ci dice anche che i percorsi vanno ben definiti. Proprio la scelta di fondare l’edificio scolastico su alcuni pilastri impone di sviluppare ancora meglio le specificità. Penso, pensiamo soprattutto ai percorsi che risultano meno delineati. Il liceo delle scienze umane, ad esempio, risente ancora troppo, nei suoi quadri orari, della vecchia matrice professionalizzante, quando ancora si chiamava istituto magistrale. Si tratta di un passato glorioso, ma, appunto, di un passato.<br />
I dati di iscrizione a scienze della formazione primaria ci dicono che chi accede poi alla laurea per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia o nella scuola di primo grado minima solo in parte ha frequentato un liceo psicopedagogico. La realtà della scuola ci parla di una insoddisfazione di fondo, visto che proprio sulla sua base si sono innestati i cambiamenti più clamorosi, magari solo superficiali, perfino con indirizzi musicali e coreutici che di musicale e coreutico hanno ben poco.<br />
Eppure, l’esigenza di un percorso di approfondimento delle scienze sociali non può essere disattesa. Così come, nello stesso ambito, l’indirizzo socio economico merita una migliore declinazione delle materie caratterizzanti e del profilo, in modo da arrivare alla configurazione di un vero liceo economico che non sia sovrapposto agli istituti tecnici, ma che fonda cultura economica e cultura liceale.<br />
Altra questione da più parti sollevata riguarda il liceo scientifico tecnologico. Se ci limitassimo a conservare un “pendaglio” liceale alla nuova configurazione degli istituti tecnici faremmo un cattivo servizio agli stessi nuovi percorsi e confonderemmo la scelta delle famiglie e degli studenti.<br />
La domanda che ci stiamo ponendo, e che ora pongo a voi, è se non risulti opportuno creare, a similitudine di quanto accade per il liceo musicale e coreutico, due distinte opzioni tanto per il liceo delle scienze sociali quanto per il liceo scientifico, opzioni che, in quest’ultimo caso, potrebbero da un lato rafforzare ulteriormente lo studio delle scienze sperimentali, dall’altro della matematica e dei linguaggi formali.<br />
Vorrei fare brevi cenni a due realtà che hanno attirato l’attenzione di molti. La prima riguarda il liceo musicale e coreutico. E’ essenziale seguire attentamente la sua prima attuazione, per garantire il percorso di qualità che solo può affiancare e, in prospettiva, sostituire i percorsi della tradizione dei nostri conservatori. La possibilità di utilizzare, nelle forme più proprie e opportune, l’esperienza dei Conservatori mi sembra una occasione da non perdere. La tradizione musicale italiana non può permettersi fratture rischiose in una delicata fase di passaggio delle competenze didattiche e non può permettersi esigenze localistiche che non siano suffragate dall’effettiva possibilità di garantire percorsi di qualità. Da questo punto di vista, caldeggio il rilievo dato dalla Presidente Aprea, nella sua relazione, alla necessità di potenziare la storia della musica e dell’arte coreutica, intesa soprattutto quale studio del repertorio nelle sue esecuzioni.<br />
La seconda riguarda il Liceo artistico. Le preoccupazioni di perdere alcune specificità che rappresentano autentiche eccellenze è ben presente. Ma nell’architettura del regolamento sono presenti ampie possibilità di integrare arte, artigianato e territorio non solo sfruttando l’autonomia delle istituzioni scolastiche, ma operando di concerto con le regioni per la predisposizione di percorsi atti a tutelare il nostro primato nel campo dell’artigianato.</p>
<p>Onorevole Presidente, onorevoli deputati. Siamo consapevoli di quanto ogni cambiamento porti preoccupazione. So, sappiamo, che ogni scelta porta con sé tacito consenso, critiche spesso assennate e rumorose proteste. Come Ulisse, legati saldamente all’albero maestro, proveremo a non farci distrarre e a puntare decisamente verso la nostra stella polare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2009/11/17/max-bruschi-in-audizione-alla-vii-commissione-della-camera-dei-deputati/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Progetto di Legge Gelmini: l&#8217;Università volta pagina</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2009/10/29/progetto-di-legge-gelmini-luniversita-volta-pagina/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2009/10/29/progetto-di-legge-gelmini-luniversita-volta-pagina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Per una nuova università]]></category>

		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1249</guid>
		<description><![CDATA[  Il governo ha approvato ieri il disegno di legge sull&#8217;università (ecco il testo del provvedimento) presentato dal ministro Mariastella Gelmini. Si tratta di un provvedimento che affronta tutti i nodi del sistema universitario alla luce dei criteri di trasparenza nelle scelte e merito nelle valutazioni. E&#8217; impossibile dar conto delle reazioni, comunque in gran [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Il governo ha approvato ieri il disegno di legge sull&#8217;università (<a href="http://blog.maxbruschi.it/wp-content/uploads/ddl-28-ottobre-ore-9-definitivo-_con-grassetti_.pdf">ecco il testo del provvedimento</a>) presentato dal ministro Mariastella Gelmini. Si tratta di un provvedimento che affronta tutti i nodi del sistema universitario alla luce dei criteri di trasparenza nelle scelte e merito nelle valutazioni. E&#8217; impossibile dar conto delle reazioni, comunque in gran parte positive. Nella scheda seguente, sono riassunti i punti cardine. Sono felice che due contributi su cui mi sono speso più volte, il sistema di abilitazione &#8220;aperto&#8221; e la possibilità per gli studenti di valutare i docenti, siano presenti all&#8217;appello.  Ora la parola spetta al Parlamento.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">SCHEDA<span id="more-1249"></span></span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Organizzazione del sistema universitario</em></strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;">(<em>entro sei mesi dall’approvazione della legge le università dovranno approvare statuti con queste caratteristiche</em>)</p>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt; <span style="text-decoration: underline;">Adozione di un codice etico</span></em></strong><strong> </strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni e nell’amministrazione; <strong></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.<strong></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt; <span style="text-decoration: underline;">Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma.</span></em></strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: ogni università decide il numero dei mandati;<strong></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni, con valenza retroattiva.<strong></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d’Amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.</span></em></strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: attualmente vi è una confusione e ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l’assunzione di responsabilità nelle scelte;<strong></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Il CdA non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del CdA potrà essere esterno.</span></em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Presenza qualificata degli studenti negli organi di governo.</span></em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Introduzione di un direttore generale al posto del direttore amministrativo.</span></em></strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;<br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell’ateneo.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Nucleo di valutazione d’ateneo a maggioranza esterna.</span></em></strong><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: molti nuclei di valutazione sono oggi in maggioranza composti da docenti interni;<strong></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Gli studenti valuteranno i professori</span></em></strong><br />
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili.</span></em></strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: oggi università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi;<strong></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.<strong></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore).</span></em></strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico-disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;<strong></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: saranno ridotti per evitare che si formino micro-settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt; <span style="text-decoration: underline;">Riorganizzazione interna degli atenei</span></em></strong><br />
Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Reclutamento di giovani studiosi</em></strong></p>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt;</em></strong> Il ddl introduce <strong>l’abilitazione nazionale</strong> come condizione per l’accesso all’associazione e all’ordinariato. L’abilitazione è attribuita  da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati.</li>
</ul>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">I punti salienti:</span></em></strong></p>
<ol>
<li><strong><em>&#8211;&gt;</em></strong> commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e, per la prima volta, anche stranieri;<strong></strong></li>
<li>cadenza regolare annuale dell’abilitazione a professore al fine di evitare lunghe attese e incertezze;<strong></strong></li>
<li>attribuzione dell’abilitazione, a numero aperto, sulla base di rigorosi criteri di qualità stabiliti con Decreto Ministeriale, sulla base di pareri dell’ANVUR e del CUN;<strong></strong></li>
<li>distinzione tra reclutamento e progressione di carriera: basta con i concorsi banditi per finta solo per promuovere un interno. Entro una quota prefissata (1/3), i migliori docenti interni all’ateneo che conseguono la necessaria abilitazione nazionale al ruolo superiore potranno essere promossi alla luce del sole con meccanismi chiari e meritocratici;<strong></strong></li>
<li>messa a bando pubblico per la selezione esterna di una quota importante (2/3) delle posizioni di ordinario e associato per ricreare una vera mobilità tra sedi, oggi quasi azzerata;<strong></strong></li>
<li>procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.<strong></strong></li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Accesso di giovani studiosi</em></strong></p>
<ul>
<li>Il ddl introduce interventi volti a favorire la formazione e l’accesso dei giovani studiosi alla carriera accademica.</li>
</ul>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">I punti salienti:</span></em></strong></p>
<ol>
<li>revisione e semplificazione della struttura stipendiale del personale accademico per eliminare le penalizzazioni a danno dei docenti più giovani;<strong></strong></li>
<li>revisione degli assegni di ricerca per introdurre maggiori tutele con aumento degli importi;<strong></strong></li>
<li>abolizione delle borse post-dottorali, sottopagate e senza diritti;<strong></strong></li>
<li>nuova normativa sulla docenza a contratto, con abolizione della possibilità di docenza gratuita se non per figure professionali di alto livello;<strong></strong></li>
<li>riforma del reclutamento con l’introduzione di un sistema di <em>tenure-track</em>: contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3).<strong> </strong>Al termine dei sei anni se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario terminerà il rapporto con l’università maturando però dei titoli utili per i concorsi pubblici. Questo provvedimento si rende indispensabile per evitare il fenomeno dei ricercatori a vita e determina situazioni di chiarezza fondate sul merito. Inoltre il provvedimento abbassa l’età in cui si entra di ruolo in università da 36 a 30 anni con uno stipendi che passa da 1300 euro a 2100.</li>
<li>chiarificazione delle norme sul collocamento a riposo dei docenti;<strong></strong></li>
<li>valutazione complessiva delle politiche di reclutamento degli atenei ai fini della distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario;<strong></strong></li>
</ol>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Gestione finanziaria</em></strong></p>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt; <span style="text-decoration: underline;">Introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra MIUR e Tesoro.</span></em></strong><strong> </strong><br />
<strong><em>Come è</em></strong>: i bilanci delle università non sono chiari e non calcolano la base di patrimonio degli atenei;<strong></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong>: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari nel bilancio.<strong></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt; <span style="text-decoration: underline;">Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario</span></em></strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Valutazione degli atenei</em></strong></p>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt;</em></strong> Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione dei fondi a pioggia.</li>
</ul>
<ol>
<li><strong><em>&#8211;&gt;</em></strong> obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate per evitare che si creino insegnamenti e strutture non necessarie.<strong></strong></li>
<li>valutazione dell’efficienza dei risultati conseguiti da parte dell’Anvur.<strong></strong></li>
</ol>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt;</em></strong> <strong><em><span style="text-decoration: underline;">I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una soluzione il problema delle assenze dei professori negli atenei.</span></em></strong> Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno per il complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione, fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.<strong><em></em></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em>&#8211;&gt; <span style="text-decoration: underline;">Scatti stipendiali solo ai professori migliori.</span></em></strong><br />
<strong><em>Come sarà</em></strong><strong>: </strong>si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.<strong></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Diritto alla studio e aiuti agli studenti meritevoli</span></em></strong><br />
Delega al governo per riformare organicamente la legge 390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi universitari e mobilità.<br />
Inoltre sarà <strong>costituito un fondo nazionale per il merito al fine</strong> di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Mobilità personale</span></em></strong><br />
Sarà favorita la mobilità all’interno degli atenei perché un sistema senza mobilità interna è un sistema non moderno e dinamico.</p>
<p><strong><em>&#8211;&gt;</em></strong> Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2009/10/29/progetto-di-legge-gelmini-luniversita-volta-pagina/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma del secondo ciclo: oggi se ne parla in Conferenza Unificata</title>
		<link>http://blog.maxbruschi.it/2009/10/29/riforma-del-secondo-ciclo-oggi-se-ne-parla-in-conferenza-unificata/</link>
		<comments>http://blog.maxbruschi.it/2009/10/29/riforma-del-secondo-ciclo-oggi-se-ne-parla-in-conferenza-unificata/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 09:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Max Bruschi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ma la scuola!]]></category>

		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[Mariastella Gelmini]]></category>

		<category><![CDATA[Max Bruschi]]></category>

		<category><![CDATA[riforma licei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.maxbruschi.it/?p=1248</guid>
		<description><![CDATA[  Dopo il chiarimento a livello istituzionale e politico dei rapporti Governo e Regioni, intervenuto venerdì scorso, la Conferenza unificata Stato-Regioni e Autonomie locali riprende finalmente l&#8217;attività interrotta da mesi. Oggi, giovedì 29 ottobre, alle ore 15, è stata convocata la Conferenza Unificata per trattare gli argomenti non discussi in questi mesi e all&#8217;ordine del [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Dopo il chiarimento a livello istituzionale e politico dei rapporti Governo e Regioni, intervenuto venerdì scorso, la Conferenza unificata Stato-Regioni e Autonomie locali riprende finalmente l&#8217;attività interrotta da mesi. Oggi, giovedì 29 ottobre, alle ore 15, è stata convocata la Conferenza Unificata per trattare gli argomenti non discussi in questi mesi e all&#8217;ordine del giorno sono compresi gli argomenti relativi all&#8217;istruzione, attesi da tempo. In particolare saranno trattati l&#8217;accordo sulle sezioni primavera per il 2009-2010 e i pareri sui regolamenti relativi alla riforma dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali. <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article24305.html" target="_blank">Sulla riforma dei licei ecco l&#8217;intervista richiestami da Orizzonte Scuola che affronta alcuni nodi di metodo e di merito</a>.</p>
<p>29 ottobre 2009 - red<br />
Oggi 29 ottobre la Conferenza Stato Regioni darà il proprio parere sulla Riforma delle superiori, dopo un lungo periodo di stallo. La Gelmini ha assicurato che tuttò sarà pronto per il 2010, ma appaiono ancora molti i nodi da sciogliere. Orizzonte Scuola in queste settimane ha raccolto quesiti provenienti dal mondo della scuola e li ha sottoposto a Max Bruschi, consigliere del ministro e presidente della cabina di regia per la riforma dei licei<br />
<span id="more-1248"></span><br />
<strong>1) Uno degli argomenti più seguiti in questi ultimi giorni è stato lo scontro tra il ministro Gelmini e il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani , i quali si sono rimbalzati la responsabilità dello stallo dei procedimenti di riforma. Potrebbe chiarire a che punto è l&#8217;iter della riforma delle scuole secondarie superiori?</strong></p>
<p>Mi sembra che la situazione si sia, oggi, sbloccata. Ha prevalso la regola aurea del buonsenso. Ci tengo però a sottolineare che la fase di stallo non riguardava il ministro Gelmini, quanto un braccio di ferro tra Conferenza e Governo su altri temi, quali l&#8217;allocazione di risorse sulla Sanità. Spero la Conferenza voglia, nel cumulo di lavoro arretrato prodotto dallo stallo di questi mesi, riconoscere l&#8217;estrema urgenza dei pareri da dare in materia di istruzione.</p>
<p><strong>2) Quale risposta dare ai Dirigenti Scolastici che in questi giorni devono predisporre le attività di orientamento in entrata? </strong></p>
<p>Una prima risposta è data dallo slittamento del termine delle preiscrizioni al 27 febbraio. Grazie al pieno sostegno del Ministro, ho concordato con la struttura ministeriale l&#8217;opportunità di dare alle scuole, formalmente, la nuova data il prima possibile, in modo da tranquillizzare autonomie scolastiche, famiglie, studenti. Come ben sapete, l&#8217;iter di consultazione e la necessità di affinare i regolamenti ha bisogno di tempi serrati, non certo di fretta. E il mondo della scuola ha la necessità di avere in tempo reale tutti gli elementi di certezza che siamo in grado di offrire, per evitare che ci si affidi, in mancanza di indicazioni chiare, alle voci e alle interpretazioni.<br />
Sull&#8217;orientamento, &#8220;di massima&#8221; fanno fede i regolamenti approvati in prima lettura, alcuni dei quali saranno certo perfezionati, ma senza grandi stravolgimenti nei quadri orari.<br />
Abbiamo iniziato a lavorare sul <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/content-1848.html" target="_blank">parere del CNPI</a>, del quale sono estremamente soddisfatto e che giudico in maniera positiva, nonostante alcuni, strumentalmente, abbiano parlato di &#8220;bocciatura&#8221; del regolamento. Così non è, e abbiamo già concordato quasi tutti i punti di dubbio col relatore. Attendiamo inoltre il parere della Conferenza e delle commissioni parlamentari, oltre ai frutti del dibattito del mondo della scuola e della pubblica opinione.<br />
Sui quadri orari e sull&#8217;orientamento, occorre inoltre tener conto che la quota di autonomia del 20% - 30% dovrebbe essere, per la prima volta dal 1999, effettivamente fruibile. Certo, le scuole dovranno compiere delle scelte, identificare il loro profilo, programmare il futuro. Ma sono certo che i collegi docenti e i dirigenti scolastici sapranno operare al meglio.</p>
<p><strong>3) I docenti di alcune discipline mostrano preoccupazione per l&#8217;impianto dei nuovi licei che a loro dire presenta evidenti carenze.</strong></p>
<p>Abbiamo tenuto saldo un vincolo che rappresenta una precisa scelta culturale: diminuire il tempo scuola liceale, perché rappresentava un peso insostenibile per gli studenti, che devono avere il tempo anche di studiare e approfondire per lasciar sedimentare quanto appreso. E&#8217; un modello di studio intensivo che rappresenta il ritorno a un passato in cui i risultati di apprendimento erano decisamente superiori rispetto al presente. La logica dell&#8217;infarinatura è il contrario del buon senso e della buona scuola, magari è in grado di dare soddisfazione a micro classi di concorso, certo non all&#8217;obiettivo della migliore preparazione degli studenti.</p>
<p><strong>4) Ad es. quale sarà il reale impianto del nuovo liceo di scienze umane? Potrebbero verosimilmente essere accolte le <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article-24017--0-0.html%20">richieste dei docenti della classe 36A</a> volte a: </strong><br />
<strong>1) reinserire le scienze umane nel biennio<br />
2) incrementare, sia nel liceo delle scienze umane tradizionale sia nell&#8217;opzione economico-sociale, le ore dedicate alle discipline di indirizzo (scienze umane e sociali)<br />
3) associare l&#8217;insegnamento di filosofia a quello di storia della pedagogia (nel liceo delle scienze umane) o a quello di scienze sociali (nell&#8217;opzione economico-sociale), affidandoli, come è sempre accaduto fino ad ora, al medesimo docente<br />
4) reintrodurre nei programmi del triennio del liceo delle scienze umane lo studio sistematico di psicologia e sociologia</strong></p>
<p>Il liceo delle scienze umane e la relativa piegatura economico sociale è, in effetti, il percorso che richiede, tra tutti, i maggiori interventi. E&#8217; importante capirne la storia, dall&#8217;eredità dei vecchi percorsi magistrali alle varie sperimentazioni. Dobbiamo guardare al futuro e a cosa chiediamo a questo percorso, piuttosto che al passato. Peraltro, nel corso degli anni, proprio in questi percorsi le scuole sono maggiormente intervenute sui profili, innestando percorsi su percorsi, di tipo musicale, comunicativo&#8230; segno forse di una insoddisfacente resa del &#8220;percorso base&#8221;.<br />
Una migliore definizione dei profili in uscita e dei quadri orari, oltre che delle classi di concorso, sarà indubbiamente possibile. Nella cabina di regia sono presenti il professor Giovannetti e il preside Azzollini, alla guida di due tra le migliori esperienze in questo campo, e siamo in contatto costante, per quanto riguarda la piegatura economico sociale, col prof. Castrovilli e col prof. Zamagni. Ma, al di là dell&#8217;orario base che scaturirà dal dibattito, non mi stancherò mai di ricordare come, attraverso le quote di flessibilità, ciascuna istituzione scolastica potrà operare per valorizzare le proprie specificità, aumentare o diminuire le ore delle singole discipline e introdurne di ulteriori attraverso il repertorio.</p>
<p><strong>5) Altrettanto preoccupati appaiono i docenti di diritto ed economia che dal sito <a href="http://www.docentidiritto.it/" target="_blank">www.docentidiritto.it</a> lanciano un appello per la salvaguardia della disciplina all&#8217;interno dei nuovi quadri orario. </strong></p>
<p>Diritto ed economia entra a pieno titolo nel novero delle discipline attivabili dalle singole istituzioni scolastiche e hanno il loro posto &#8220;pleno iure&#8221; nel percorso economico sociale del liceo delle scienze umane.</p>
<p><strong>6) Arrivano <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article-print-23257.html%20">segnalazioni </a>anche da parte dei docenti della classe 7/A &#8220;Arte della fotografia e della grafica pubblicitaria&#8221;, i quali chiedono che alla nuova classe A-03 (Audiovisivo) dove è confluita la 7/A sia restituito, tra gli indirizzi di studio possibili per l&#8217;insegnamento, l&#8217; ISTITUTO PROFESSIONALE settore industria artigianato, (oggi grafico pubblicitario e industriale) oltre che al Liceo Artistico ad indirizzo Audiovisivo </strong></p>
<p>Il provvedimento sulle classi di concorso è anch&#8217;esso in via di affinamento. Si tratta comunque di un provvedimento tampone, che dovrà essere rivisto una volta approvata la riforma dei cicli anche alla luce della nuova formazione iniziale dei docenti. Ho girato subito questa segnalazione, assieme ad altre, a chi se ne sta specificamente occupando.<br />
Resta una notazione di carattere generale: le classi di abilitazione nuove, a mio parere, dovranno privilegiare le competenze effettive piuttosto che logiche di impianto sindacale. Altrimenti rischiamo effetti grotteschi: spedire in cattedra docenti che insegnano discipline senza averne la preparazione specifica. Penso che il nuovo sistema di abilitazione, fondato su specifiche lauree magistrali, possa aiutarci a dare una sterzata per il futuro, prevedendo comunque i migliori accorgimenti per &#8220;esaurire&#8221; senza traumi tutte le classi attuali.</p>
<p><strong>7) Per quanto riguarda lo studio del latino è stata presentata una <a href="http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article-23931--0-0.html">interrogazione al Consiglio Europeo</a> della parlamentare europea Cristiana Muscardini e presentato un documento in cui si chiede che lo studio della Lingua Latina, in qualche misura, andrebbe introdotto almeno in tutte le scuole che si fregiano del titolo di &#8220;Liceo&#8221; e, in particolare, nel Liceo Scientifico. </strong></p>
<p>Lo studio obbligatorio della lingua latina è una specificità tutta italiana che ho inteso preservare in quasi tutti i percorsi. Tanto è vero che mi è stata fatta l&#8217;accusa opposta, cioè di aver messo il latino anche nel caffè&#8230; Resta sempre la possibilità di attivare le cattedre per le istituzioni scolastiche che lo desiderano. Soprattutto mi sembra importante preservare, nella formazione liceale, lo studio comunque della nostra classicità, a prescindere dall&#8217;apprendimento della lingua latina, dando una coloratuta &#8220;ginnasiale&#8221; al primo biennio dei percorsi, che devono assolvere contemporaneamente ai contenuti dell&#8217;obbligo di istruzione. Penso soprattutto a materie quali la storia, la letteratura, la storia dell&#8217;arte. Su questo stiamo ragionando assieme al mondo della scuola.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.maxbruschi.it/2009/10/29/riforma-del-secondo-ciclo-oggi-se-ne-parla-in-conferenza-unificata/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
