Scritto il 21 Marzo 2008 da Max Bruschi
Ieri sera, finalmente, si è tenuto un Consiglio Provinciale dedicato a Malpensa, mesi e mesi dopo che l’opposizione lo aveva richiesto e a oltre tre mesi dalla “prima puntata” (poi sospesa) che aveva visto l’audizione del presidente di Sea Bonomi. Giorno prima, Philippe le Petit, preso da astinenza mediatica, aveva annunciato in pompa magna un ordine del giorno inteso a chiedere l’aumento di capitale di Sea (che gestisce Malpensa) attraverso l’ingresso dei privati. Privati che, ovviamente, si sono spanciati dalle risate. Ma quel che conta è apparire sulla stampa. Peccato che i massmedia non abbiano messo la stessa enfasi su quanto capitato ieri sera: nessun ordine del giorno della sinistra (che si è limitata a bocciare i nostri), nessuna parola di Penati sull’aumento di capitale, sparito improvvisamente dal dibattito. Una relazione imbarazzante, invece, che propinava una descrizione “pro domo sua” degli eventi. Quanto a Malpensa, un dietrofront totale.
Codicillo. Ho avuto il “privilegio” di intervenire subito dopo la relazione del Presidente (spero di poter mettere il video on line al più presto). Una replica che l’ex venditore di polizze Unipol ha pensato bene di non ascoltare, rientrando in aula solo dopo che ho terminato di parlare. Rispondo come Stecchetti: “Tirate calci? E bene, / ma non è questo segno / che v’ho frustato bene?”. Si sarà mica offeso perché ho tirato fuori una brutta storiaccia di assunzioni?
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Scritto il 24 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Si sono già persi 5 mesi, e altri se ne perderanno. Filippo Penati, annuncia il Corriere della sera a firma Maurizio Giannattasio, sembra intenzionato a riaprire sul nuovo termovalorizzatore indispensabile per evitare, tra qui a tre anni, la “campanizzazione” del milanese. Del resto, le Osservazioni che la Regione si accinge a trasmettere a Palazzo Isimbardi sono inequivocabili, come registrano Corrado Dragotto sul Giorno e Andrea Montanari su Repubblica: il piano non va. Le dichiarazioni di Bruna Brembilla, assessore all’Ambiente, a Cronacaqui rappresentano un capolavoro di ipocrisia. Lei, del resto, che il Piano sottostimasse il quantitativo di monnezza da smaltire lo sapeva, tanto che nella prima versione (cassata dai “rosso-verdi”) il termovalorizzatore c’era. E lo abbiamo gridato in aula, che i dati erano sbagliati, che la Regione non avrebbe potuto che respingere il piano. Risultato: sei mesi di tempo persi per fare melina e rinviare il problema. Già. Solo che il Piano dovrà tornare in Consiglio per le modifiche, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione e forse anche Sinistra Democratica, di termovalorizzatori non vogliono sentir parlare, come non volevano sentire parlare di Expo, Cerba, Tem. Provvedimenti che erano nel programma della CdL, e che senza di noi non sarebbero stati approvati. Ora, però, gradirei si dicesse basta. Su ambiente, urbanistica, infrastrutture e sviluppo, la giunta e il centrosinistra sono spaccati a metà. Vuole, per cortesia, Philippe le Petit prendere atto che la sua maggioranza non c’è più?
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Scritto il 23 Gennaio 2008 da Max Bruschi
In un articolo di Gianandrea Zagato sul Giornale, alcune sorprese dalle delibere sui fondi terzomondisti dell’amministrazione Penati.
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Scritto il 16 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Nella selva di interviste, dichiarazioni, articoli sulla vicenda Alitalia-Malpensa, mi sembra utile riportare l’intervento alla Camera di Maurizio Lupi, responsabile nazionale infrastrutture di Forza Italia, la replica del Ministro Padoa Schioppa come estratti del resoconto stenografico d’aula. I termini della questione sono chiariti bene dalla ricostruzione del Sole 24 Ore, del Giornale e del Corriere della Sera, oltre che dall’editoriale di Ettore Livini su Repubblica che mi sento di sottoscrivere. Resta, purtroppo, una brutta sensazione. Sono convinto che separare le sorti di Malpensa da quelle della (decotta) Alitalia costituisca un’opportunità. Ma c’è, nei fatti, una precisa volontà del governo di affossare l’hub lombardo. Il perché, è misterioso.
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Scritto il 10 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Dopo le scene dalla Campania e le denunce dell’assessore Cadeo e mie sulle insufficienze del piano rifiuti della Provincia di Milano, ecco la consueta intervista di Penati sul “Corriere della Sera”, che “apre” (meglio tardi che mai!) sui termovalorizzatori, cui fa da controcanto il capogruppo di Rifondazione, Nello Patta, con una dichiarazione da “pomodori (marci) in faccia” e un articolo di Gianandrea Zagato sul Giornale che fa chiarezza sulla situazione. Siccome occorre mettere qualche punto fermo, e presto, presenterò una mozione che individuerà una “road map” per la revisione del piano. E vedremo, in aula, chi vuole sommergere Milano di sporcizia.
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Scritto il 9 Gennaio 2008 da Max Bruschi
“La Provincia di Milano ha approvato, lo scorso anno, un piano rifiuti patacca. Per non dire esplicitamente che è necessario un nuovo termovalorizzatore, si è sottostimato l’incremento di produzione dei rifiuti. E questo per i veti criminali dell’estrema sinistra, dei piccoli Pecoraio Scanio che hanno provocato la tragedia napoletana e che rischiano di gettare Milano dalla stessa piramide di rifiuti” ha dichiarato Max Bruschi, consigliere di Forza Italia alla Provincia di Milano. “Oggi la visione di quanto capita a Napoli ha risvegliato la coscienza dei cittadini, e i termovalorizzatori non sono più un tabù. L’assessore al Comune di Milano Maurizio Cadeo ha lanciato un grido d’allarme: vogliamo ascoltarlo, o preferiamo nascondere la testa sotto la sabbia oggi e sprofondare nella monnezza domani? Chiedo un tavolo di confronto urgente e l’audizione in consiglio dell’assessore Cadeo, dei vertici delle società che si occupano di smaltimento (a partire da A2A), l’eventuale inserimento immediato di un nuovo termovalorizzatore nella programmazione provinciale” Per quanto riguarda la localizzazione, per Bruschi, “è necessario procedere con serietà e chiarezza, coinvolgendo anche le popolazioni locali, e prevedere eventuali forme di compensazione. Sono convinto che gli scenari campani abbiano aperto gli occhi a molti..
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Scritto il 22 Dicembre 2007 da Max Bruschi
So che l’argomento non è dei più popolari, ma insisto. Lo smaltimento dei rifiuti diventerà un problema anche per la Provincia di Milano, visto l’assurdo piano scritto sotto i diktat della Cosa Rossa. E allora, vale la pena di leggere, sul Corriere, l’articolo di Gian Antonio Stella. Che ci parla di Napoli e di Venezia. E ci spiega come si fa a trasformare un problema in risorsa.
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Scritto il 19 Dicembre 2007 da Max Bruschi
La Corte dei Conti assolve Philippe le Petit dall’accusa di aver provocato un danno erariale, cioè di aver sprecato soldi pubblici per pagare con denaro della Provincia Barbara Vitti, la sua “estetista” personale. Annuncio in pompa magna, ma… oltre ai giudici a Berlino, ci sono giornalisti che san fare bene il loro mestiere e che hanno voglia di frugare nelle carte. E così, Oriana Liso di Repubblica ha letto la sentenza e ha scoperto che i giudici contabili bollano il Presidente e i suoi famigli con parole di fuoco…
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Scritto il 17 Dicembre 2007 da Max Bruschi
L’Espresso, a firma di Emiliano Fittipaldi, pubblica un lungo reportage sulla “discesa di classe”. Insomma, anche il settimanale della sinistra al caviale prende atto della drammatica realtà italiana: per la prima volta dal dopoguerra, i figli stanno decisamente peggio dei padri e sono scettici sulla possibilità di uscire dal declino. Dall’altra parte dell’Oceano è Ian Fisher, sul New York Times, a siglare una corrispondenza il cui filo rosso è “now life is harder”. Mentre la cosiddetta grande stampa si impastoia su retroscena e legge elettorale, non sarebbe il caso invece di mettere i “bamboccioni” al centro dell’agenda politica e mediatica? Magari prima che sia troppo tardi?
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Scritto il 12 Dicembre 2007 da Max Bruschi
Ricevo dal compagno Krusciov e volentieri pubblico:
“Viene in mente la borrachera, la ciucca anarchica spagnola: prima fase borracho; seconda fase muy borracho; terza fase cantos populares; quarta fase cantos patriotticos; quinta fase canto religiosos; sesta fase negacion de l’evidencia; settima fase insulti al clero y apoteosis final. Siamo alla sesta fase, la negacion de l’evidencia. Solo che la corte di palazzo Isimbardi è sobrissima. Da mesi la giunta Penati è in crisi. Su sicurezza, sviluppo del territorio, Expo 2015 i democratici sono appiattiti sul Presidente, la sinistra è dall’altra parte della barricata. Da giorni la “verifica” tiene banco nei corridoi, nei telefonini, nelle segrete stanze. Nodo centrale, la “ciccia”: Serravalle ed Asam. Con Penati intenzionato a vendere, la Sinistra arcobaleno che cerca di fargli trangugiare la maggioranza pubblica nello Statuto. Nodi collaterali: la vicepresidenza del Consiglio Provinciale vacante, gli assetti di giunta da rivedere. Da Palazzo trapela, come ovvio, tutto. Ma tutto appare silenziato. Silenzio (eccezione un colonnino sul Giornale) sul “moralizzatore” Penati che, dopo aver sbandierato ai quattro venti l’intenzione di diminuire gli emolumenti dei consiglieri di amministrazione delle società e di recuperato quanto indebitamente incassato da costoro, “grazia” come un vero sovrano gli amici Di Marco e Bracchi: loro non renderanno uno sghello, nonostante Filippo abbia proposto e fatto votare in Consiglio il contrario. Silenzio addirittura sulla candidatura di Roberto Caputo alle prossime elezioni provinciali (unica eccezione, per ora, il Giorno) nonostante rappresenti una notizia innocua ma golosa: Penati perde il PSI.
Insomma, un bel tacer non fu mai scritto. Da oggi, grazie all’ospitalità del sito blog.maxbruschi.it, potrete trovare alcuni frammenti “dall’interno” di quanto sta accadendo”.
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