Bre.Be.Mi. sì, nonostante Philippe le Petit

Si è svolta oggi in Regione Lombadia la presentazione, da parte dell’Assessore regionale Raffaele Cattaneo, del progetto definitivo della Bre.Be.Mi., col conseguente avvio della procedura che porta alla cantierizzazione e definitiva realizzazione della nuova autostrada lombarda.
Una indispensabile opera, 62 km lungo 5 province e 43 comuni, per decongestionare il traffico, a tutto vantaggio dell’ambiente, della qualità della vita dei cittadini e della competitività delle nostre imprese.
Un risultato straordinario, ancor più importante in un momento di crisi, che premia l’intuizione di Regione Lombardia nella creazione di CAL, la società in comproprietà con Anas che ha permesso in soli due anni una impressionante accellerazione (per gli standard italiani) sul fronte burocratico e procedurale e del modello di project-financing con capitale interamente privato.
Si tratta della vittoria della determinazione e del buongoverno contro il partito del No! finalmente sconfitto. La scelta della Provincia di Milano di non aderire all’accordo di programma per BreBeMi, a differenza di moltissimi altri Enti locali, per il diktat della maggioranza rosso-verde che condiziona e paralizza le scelte politiche del Presidente Penati, non ha impedito (anzi, ha oggettivamente favorito) questo traguardo.

Penati commissario ai rifiuti si becca un primo sganassone

Proprio in concomitanza con la nomina a Commissario per il piano Rifiuti, Filippo Penati riceve un pesantissimo sganassone a firma Bruschi/Gatti. La 1° Commissione consiliare ha infatti detto no alla trasmissibilità al consiglio della delibera che avrebbe sancito la partecipazione di ASAM a una società promossa dal CORE (attuale gestore del termovalorizzatore di Sesto) per la costruzione di un nuovo impianto in sostituzione di quello sestese. Favorevole, solo il PD, contrari tutti gli altri. La delibera, infatti, confonde il ruolo della Provincia, che verrebbe a ricoprire il dublice ruolo di controllore e controllato, di ente che costruisce e di ente che deve dare le autorizzazioni ed effettuare i controlli; impegna ASAM a un nuovo esborso senza aver ancora coperto il debito di 180 milioni di euro e la coinvolgerebbe in una impresa non prevista dall’oggetto sociale della società. Infine, nessuna richiesta del CORE era agli atti. Una Caporetto per Penati, che pure aveva relazionato personalmente  sul provvedimento, e maggioranza in frantumi. La Commissione ha deciso che, prima di valutare nuovamente l’atto, dovranno avvenire le audizioni del presidente di Asam e del presidente del Core, come richiesto da me e dal consigliere Gatti di Sinistra Democratica. Resto favorevole, come noto, ai termovalorizzatori, ma non c’è fine che giustifichi i mezzi che Philippe le Petit cerca di impiegare.

Serravalle e Asam, il dies irae. Ho richiesto al presidente di Asam di riferire in Commissione

Ecco il lodo arbitrale attraverso cui il collegio composto dagli avvocati Salanitro, Schlesinger e Trimarchi ha condannato la Provincia di Milano a pagare 433.000 euro al Comune oltre a due terzi delle spese di arbitrato e ha rigettato le domande della Provincia. Ma il “lodo” è durissimo nel devastare, in punta di diritto, tutto il gioco di prestigio attraverso cui, il 29 luglio di tre anni fa, la banda di Sesto si impossessò del controllo di Serravalle facendo carne di porco delle prerogative del Consiglio. Nel frattempo, ho provveduto a sollecitare (dopo un anno dalla prima richiesta) all’avvocato Princiotta, segretario generale dell’Ente, la determina che consentirà a un avvocato “terzo” di definire i diritti dei consiglieri in merito all’accesso agli atti, affinché la Commissione garanzia da me presieduta possa far chiarezza sulle opacità delle società, e ho invitato il presidente di Asam, l’avvocato Paolo Manzato, a riferire in Commissione la prossima settimana.

Quelli che la Serravalle… forse ha trovato un giudice

Da Bruno Dapei e Giovanni De Nicola un rapido comunicato foriero di succosi sviluppi: “pagina 38: “condanna la Provincia di Milano a pagare al Comune di Milano la somma di Euro 400.000″;
“dichiara che è tuttora in vigore tra le parti nei suoi termini originari il Patto di Sindacato del 17-12-2004, tranne le clausole…(omississ)… cessate il 22-11-2007 per sopravvenuta nullità”;
“rigetta nel merito le altre domande riconvenzionali della Provincia”;
pagina 39: “condanna la Provincia di Milano a rimborsare al Comune di Milano le spese di difesa nella misura di Euro 33.000, maggiorata di IVA e CPA”.
E’ questo un piccolo, ma significativo, estratto dalle 39 fitte pagine della sentenza da 6 giorni (carta canta) nelle mani dell’avvocato nominato dall’Amministrazione Penati. Eppure ancora ieri il Presidente, incalzato in aula consiliare al riguardo, assicurava di “non conoscere” il contenuto del lodo arbitrale per la risoluzione della controversia tra Palazzo Isimbardi e Palazzo Marino circa il Patto di Sindacato per il governo della Milano Serravalle Spa, dichiarato cessato con lettera del 4 ottobre 2005 dal Presidente Penati.
Una sentenza chiara, che rende ancora più oscuri i motivi che spinsero Palazzo Isimbardi a spendere 238 milioni per acquisire da un privato il controllo della Milano-Genova. Controllo che non era nelle mani di chi vendeva ma, allora come oggi, della stessa Provincia insieme al Comune di Milano.
Sottoporremo giovedì, alla Conferenza dei Capigruppo, l’intera documentazione nelle nostre mani e la richiesta di audizione in Consiglio provinciale del Presidente Penati il prossimo 27 novembre”.

ll consiglio Provinciale censura all’unanimità il Presidente Penati sulla questione nomine


Il Consiglio Provinciale ha avuto la schiena dritta. All’unanimità ha infatti approvato l’ordine del giorno della Commissione Garanzia e Controllo da me presieduta che prende atto di nomine effettuate dal Presidente Penati in violazione del Regolamento nella forma e nella sostanza. In particolare, la censura è rispetto alla nomina del Direttore generale dell’Ente, Giancarlo Saporito, alla guida del Collegio dei revisori dei conti di ASAM, la holding con in pancia il controllo di Serravalle, avvenuta violando il regolamento. Il collegio dei revisori della società era stato azzerato dopo che si era opposto, codice civile alla mano, al golpe attraverso il quale era stato azzerato il Consiglio di Amministrazione presieduto dal professor Giulio Sapelli.

Due botte per Penati

Aldo Grasso sul Magazine del Corriere della sera, indica cosa non bisogna fare in vista dell’Expo di Milano 2015. E indovinate qual è l’esempio negativo citato? La Milano Serravalle, governata attraverso scatole cinesi da Filippo Penati. Il suo nome non compare nell’articolo, ma il suo faccione pensoso è l’immagine che lo correda. Ma la settimana nera del Presidente protempore della Provincia di Milano è proseguita. Giovedì 25 settembre l’assemblea dei sindaci ha bocciato, nonostante i tentativi di boicottaggio, il Piano Territoriale, uno dei pochi atti di governo provinciali. Ecco, in proposito, le dichiarazioni del Capogruppo di Forza Italia Bruno Dapei e del Coordinatore Regionale Guido Podestà.  

Tem: come volevasi dimostrare

Stamattina l’assemblea dei soci di Tem (sdegnosamente assente il presidente defenestrando, Antonio Duva) ha provveduto a compiere lo scempio che avevo preannunciato ieri, e che l’articolo di Milano Finanza ha confermato anche negli scenari futuri, che vedono Fabio Terragni, neopresidente di Tem, scaldare i muscoli in vista dell’ascesa, il prossimo anno, ai vertici di Serravalle liberando la poltrona di Tem per un Massimo Di Marco che, a quanto pare, non è più ritenuto così affidabile da Filippo Penati… forse in quanto non sestese! E così, Terragni accumula la carica di neopresidente di Tem a quella di presidente e amministratore delegato di Pedemontana e di amministratore delegato dell’Agenzia di Sviluppo Milano Metropoli (altra creatura penatiana nata sulle ceneri di ASNM, “agenzia” che gli abitanti di Sesto San Giovanni conoscono bene, e che frutta a Terragni 75.000 euro l’anno). Un dubbio: come la metterà, Terragni, coll’amministratore delegato Giuliano Asperti? La domanda sorge spontanea: Asperti, dopo aver condotto in porto il via a Pedemontana e dopo pochi mesi di convivenza con Terragni, lasciò l’incarico nella società con una letteraccia. Che la storia si ripeta, visto che Asperti ha portato anche Tem alla soglia degli appalti? C’è altro, ovviamente. La Provincia di Milano ha aggirato, come al solito, il proprio statuto (non portando in aula le modifiche a Tem) e il regolamento per le nomine, facendo designare famuli e famigli dalle controllate Asam e Serravalle. Fra i neolottizzati, spunta il nome dell’avvocato Giovanna Giampà, ignota ai più se non per la sua militanza nel Circolo Archimede, per essere membro della direzione regionale del PD, una sodale di Mario Adinolfi e per essersi iscritta al club “Lei non sa chi sono io”. Ma qui siamo alla lottizzazione spicciola. Che offende meno della consueta, ma illegittima, presenza dell’avvocato Antonino Princiotta tra i sindaci di Tem, che stavolta penso non passerà inosservata a chi di dovere.  

L’ennesimo pasticciaccio brutto: Tem

Ho appena scritto al vicepresidente della provincia, Alberto Mattioli, e ai vertici di Tem per tentare di restituire un minimo di regole alla società chiamata a sovraintendere alla costruzione della nuova Tangenziale Est Esterna. Insomma, il clan dei sestesi sta provando a fare l’ennesimo golpe: facendo approvare in giunta, e non in consiglio, magari per evitare problemi con ”l’opposizione arcobaleno”, la modifica allo Statuto che limita ad un anno la durata in carica degli amministratori. Una proposta che, illegittimamente visto il tipo di assemblea, il rappresentante del gruppo Gavio aveva fatto nel corso dell’assemblea del 7 aprile, come si evince dal verbale. Assurdo! Perché limitare la durata di amministratori che devono compiere atti essenziali, come il nuovo Piano economico finanziario e la nuova Convenzione, oltre alla partecipazione alla gara per l’appalto dei lavori? A meno che non si voglia scaldare il posto a qualcun altro, anche a rischio di indebolire la società in vista di una gara dove chiunque potrà partecipare (galassia Gavio compresa). Inoltre, i nuovi amministratori verranno nominati domani (se nessuno ci mette la pezza) fuori da ogni bando pubblico, previsto espressamente dalla Provincia. Perché? Forse perché si vuole nascondere alla propria maggioranza la volontà di imporre, quale presidente, Fabio Terragni, che accumula (in quanto sestese?) questo ennesimo incarico, dopo la presidenza e l’amministrazione di Pedemontana e la presidenza dell’Agenzia di sviluppo Milano Metropoli? Non è che per caso Terragni venga piazzato alla Tem in attesa di un avvicendamento con l’amministratore di Serravalle Di Marco?

Oh mamma, mi ci vuol la segretaria! tanto paga Serravalle…


Nel muro di gomma che finora la Serravalle e la Provincia di Milano hanno eretto a difesa di una gestione opaca e discutibile si è aperta una prima breccia: ecco la determina attraverso la quale risulta che Claudia Cugola, assistente personale di Philippe le petit, è stata assunta da Serravalle e quindi distaccata alla Provincia di Milano per una cifra da capogiro che ogni mese Palazzo Isimbardi rimborsa alla propria controllata. Questo, mentre centinaia di lavoratori sono ancora precari e gli stipendi delle “parigrado” della stimatissima Cugola, sino a dicembre distaccata dal penatiano Consorzio Acque Potabili, sono di un terzo. Domanda. E lo stimatissimo signor Maggi, non è che tra gli atti criptati c’è pure la sua assunzione in qualche controllata? Per saperlo, ho chiesto l’elenco completo dei dipendenti distaccati.

Tem, vince il partito del sì

La Provincia di Milano ha sottoscritto l’accordo di programma che dà il via alla Tem, la nuova Tangenziale est esterna di Milano, un’opera ideata dall’amministrazione Colli fondamentale per il sistema infrastrutturale lombardo. Ebbene, in giunta, al momento del voto, gli assessori di Rifondazione Comunista e dei Verdi sono usciti.

Ieri solo solo grazie al centrodestra è passata la delibera di ricapitalizzazione della società, che ha visto l’astensione di Verdi, Rifondazione, Sinistra democratica e Comunisti Italiani, e il loro voto contrario a un ordine del giorno p’resentato dal Centrodestra che diceva un sì alla nuova infrastruttura. Domanda. E’ possibile che Penati non abbia la maggioranza su tutti i nodi fondamentali per l’amministrazione, dai rifiuti, all’urbanistica alle infrastrutture?