Scritto il 2 Settembre 2008 da Max Bruschi
Ecco la dichiarazione resa da Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell’associazione editori:
SCUOLA: GRECO (AIE), RACCAPRICCIO PER BLOCCO RIEDIZIONE LIBRI =Milano, 2 set. - (Adnkronos) - ”Leggiamo con raccapriccio l’art. 5 del Decreto Legge 1/9/2008 n. 137”. Lo afferma Enrico Greco,
presidente del Gruppo Editoria scolastica dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge che contiene la disposizione sul ‘blocco’ quinquennale delle riedizioni di testi scolastici.
“Senza nessuna consultazione del settore -continua Greco- il ministro Gelmini ha deciso di bloccare per 5 anni le adozioni dei libri di testo, ignorando i costi sociali altissimi che ne deriveranno. Se ne assume ogni responsabilita’”.
Di raccapricciante, c’è solo la politica vessatoria nei confronti delle famiglie operata dagli editori con la connivenza di tutti quei collegi docenti che, fregandosene dei tetti ministeriali, scelgono testi costosissimi.
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Scritto il 2 Settembre 2008 da Ombretta
Ecco le novità introdotte dal decreto legge Gelmini, ecco cosa cambia a scuola e nelle università: dal voto in condotta all’introduzione dell’educazione civica, dal valore abilitante alla laurea in Scienze della formazione primaria all’accesso alle scuole di specializzazione mediche, dal maestro unico nella scuola primaria ai nuovi sistemi di adozione dei libri di testo e di valutazione del rendimento scolastico.
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Scritto il 13 Agosto 2008 da Max Bruschi

Anche Newsweek “conquistato” dal piglio del governo Berlusconi. Ecco l’articolo del “duro” Jacopo Barigazzi apparso ieri sul settimanale statunitense. Per una volta, la stampa estera esce dal solito schema Italia pizza baffetti mandolino e tributa al premier un inatteso e documentato omaggio. “Nei suoi primi 100 giorni”, rileva Barigazzi, ”Berlusconi ha fatto l’impossibile: mettere ordine in questa nazione apparentemente ingovernabile”.
Miracolo in 100 giorni. Come Berlusconi ha messo ordine nel caos Italia, e quali saranno le prossime sfide.
di Jacopo Barigazzi
Nei primi 100 giorni di governo, Silvio Berlusconi ha fatto qualcosa che sembrava impossibile: in un modo senza precedenti nella storia dell’Italia moderna, ha preso il controllo di una nazione apparentemente ingovernabile. I partiti di opposizione sono scomparsi litigando, e Berlusconi, ora primo ministro per la terza volta dal 1994, ha un rating di approvazione del 55 per cento, superiore a quello di Gordon Brown in Gran Bretagna, Nicolas Sarkozy in Francia o José Luis Rodríguez Zapatero in Spagna. Leggi il resto »
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Scritto il 7 Agosto 2008 da Max Bruschi
Ho cambiato quartiere. Spostandomi poco in linea d’aria, molto dal punto di vista “ambientale”. Via Padova, a Milano, è tristemente famosa. Eppure, mantiene una dimensione da “quartiere” che altrove, a Milano, è svaporata. E, in effetti, nel giro di una settimana sono stato fermato più e più volte da cittadini, anziani e non, che mi hanno sottoposto i problemi della zona. Uno su tutti, la sicurezza, messa in pericolo costantemente da una multietnicità non sempre sana, che non è riuscita ad amalgamamarsi. Risultato: degrado, gruppi di balordi, paura. Ma ieri è stato un bel giorno. Nessuna faccia losca per strada, spariti tutti come d’incanto. C’era l’esercito di pattuglia, e l’esercito ha consentito l’accesso ad angoli deliziosi del quartiere altrimenti impraticabili. Uno su tutti, il parchetto all’angolo con via Arquà, sogno sino a quel momento irraggiungibile del mio cagnolino, che ha potuto, finalmente, razzolare tranquillo nell’erba. Allora: perché non approfittare di questa occasione per recuperare stabilmente questi angoli di Milano? perché non pensare a un’area bimbi? Perché non approfittare di Expo 2015 per terminare il recupero della magnifica area del parco Trotter? Perché non rioccupare il nostro quartiere? Io ci sono.
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Scritto il 7 Agosto 2008 da Max Bruschi
Ci volevano Mattias Mainiero e Libero per ricordarsi, oggi che la lotta agli sprechi è un asse portante dell’azione del governo, di un ante marcia: Raffaele Costa da Mondovì, implacabile lottatore contro gli sprechi, oggi presidente della Provincia di Cuneo, cui la testata dedica un doveroso e riconoscente tributo. Quando ho mosso i primi passi in politica, pur in un partito diverso (il PRI), per me Costa era contemporaneamente un modello e il monito quotidiano di quanto il Paese fosse malmesso. Beato quello stato in cui i Costa non hanno ragione d’essere!, mi dicevo. Per questo mi spiace, sempre su Libero, vedere un giono sì e l’altro pure il faccione di Filippo Penati. L’uomo, si sa, è ganassa e pure simpatico, ha indubbio fiuto e comunicazionalmente è un asso. Ma per quanto riguarda la gestione dei pubblici danari, è l’antitesi delle tesi del coraggioso giornale di Vittorio Feltri. Caro direttore, tra il Catone di Mondovì e il Verre di provincia, non ho dubbi!
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Scritto il 5 Agosto 2008 da Max Bruschi
A dire la verità, me lo aspettavo. Ed è anche un film già visto, in questi tempi bui di norme barocche e tribunali che si occupano della qualsiasi. Dunque, uno studente di un liceo piemontese risulta insufficiente in 5 materie e viene debitamente bocciato. Sin qui, nulla di nuovo. Accade però che i genitori decidano che no, non è giusto, paghino un avvocato (!) e si appellino al TAR (!!). Il quale TAR dà loro ragione (!!!!!!!!) con motivazioni formali alquanto eccepibili: i genitori non sarebbero stati informati, la scuola non avrebbe garantito tutti i corsi di recupero necessari… Un precedente, contro cui si inalbera il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Giorgio Rembado e cui è prevedibile si attaccheranno migliaia di famiglie. E se, banalmente, il ragazzotto avesse studiato durante l’anno? Ah, i bei tempi antichi, quando una bocciatura ti teneva a lavorare senza vacanze, e babbo e mamma ti rifilavano due ceffoni anziché pagarti l’avvocato.
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Scritto il 4 Agosto 2008 da Max Bruschi
Una dettagliata analisi di Gianni Trovati del Sole 24 Ore presenta le Regioni italiane ai “blocchi di partenza” del dibattito sul federalismo. In 14 regioni, la spesa pubbblica supera di gran lunga le risorse prodotte dal territorio. Eppure, proprio un dato così negativo dovrebbe far propendere decisamente per il federalismo fiscale. Cicale e formiche non possono (non solo - le formiche - non vogliono) più convivere. La proposta Calderoli per aiutare le regioni più deboli, infatti, non è così lassista da non costringere gli spreconi a tirare la cinghia. Con un rapporto stretto tra taxation e representation, che vincolerà i nuovi governi regionali a rispondere all’elettorato della politica fiscale e di come i soldi verranno spesi. Resta un pericolo da evitare. E cioè che il federalismo, così come accadde con la costituzione delle regioni, provochi una nuova esplosione della finanza pubblica, nel tentativo di garantire da un lato maggiori risorse per i “virtuosi” e di mantenere sprechi e privilegi nelle altre. Nel frattempo, Giulio Tremonti pone fine all’assalto alla diligenza sulla Finanziaria, beccandosi i complimenti di Mario Ajello. Insomma, si intravede all’orizzonte un barlume di rigore.
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Scritto il 4 Agosto 2008 da Max Bruschi
Una scuola più rigorosa e meglio organizzata. Magari, a piccoli passi. Ma nella giusta direzione. E così due provvedimenti sino ad alcuni anni fa impensabili (ma altro c’è nelle pieghe dei provvedimenti del governo) sembrano prendere forma: il ritorno del voto in condotta a scuola, salutato con favore, tra gli altri, da Marcello D’Orta e da Paolo Pombeni sul Messaggero, e un primo “stop” al valzer delle cattedre, analizzato dalla prestigiosa rivista Tuttoscuola e da Silvia Mastrantonio per il Quotidiano nazionale. Certo, non mancano le polemiche benaltriste. E così Pina Picierno (subito rimbeccata dal coordinatore nazionale dei giovani azzurri Francesco Pasquali) non trova di meglio che straparlare di risorse e investimenti: quasi che la buona educazione e il rigore dipendano dai quattrini.
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Scritto il 30 Luglio 2008 da Ombretta
Gianni Trovati, sulle pagine de Il Sole 24 ore, segnala la crisi di sette atenei italiani; una crisi pesante in uno scenario universitario che rimane comunque variegato. Il finanziamento statale è fermo e i costi del personale sono in naturale crescita. Tra chi vede migliorare i propri bilanci rispetto all’anno scorso e chi senza sconti sui calcoli si troverebbe già fuori soglia, l’Università italiana deve fare i conti con una manovra estiva che si preannuncia ancora più decisa nel prossimo biennio. Manovra giusta o manovra crudele? Il dilemma non è questo. Il Libro Verde, prodotto dalla commissione tecnica per la Finanza pubblica guidata da Gilberto Muraro, mette in chiaro che le regole, giuste o sbagliate, sono state uguali per tutti, è la gestione del personale, al contrario, ad essere stata diversa fra tutti. Napoli Orientale, Firenze, Pisa, Trieste, Aquila, Cassino e Bari sono già in rosso e altri dieci centri sono già in allarme; Bicocca e il Politecnico di Milano godono invece di ottima salute. I conti sulle spese del personale e la contribuzione studentesca in rapporto al finanziamento statale sono un valido strumento per capire…
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Scritto il 22 Luglio 2008 da Max Bruschi
di Mario Ricciardi, il Riformista del 22 luglio 2008
Piuttosto che nei libri di storia, la dichiarazione di Umberto Bossi sulla bocciatura del figlio è destinata a entrare in quelli di pedagogia. Quale illustrazione migliore del fenomeno che da anni imperversa in buona parte delle scuole della penisola? Oltre a lavorare per uno stipendio da fame (come ha riconosciuto il ministro Gelmini) i docenti delle scuole italiane devono anche difendersi sempre più spesso dalle accuse di genitori indignati: “non è mio figlio a non aver studiato. La colpa è dell’insegnante che non lo capisce”. Leggi il resto »
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