Concorsi: perché, quando, come

Culturalmente, ho una nota idiosincrasia nei confronti delle graduatorie per l’assunzione dei docenti. Ben vengano dunque, come annunciato dal Ministro Stefania Giannini, i concorsi pubblici “tradizionali”, unica soluzione immediatamente percorribile senza mutare (come imparò a sue spese Letizia Moratti) lo stato giuridico degli insegnanti. Non entro neppure nel merito dell’assunzione “per chiamata”, perché sarebbe una mera esercitazione accademica. Altro oggi mi preme.
Perché bandire nuovi concorsi, innanzitutto? Per tre ottime ragioni, di carattere giuridico e culturale. Leggi il resto »