Breve e veridica storia del TFA

Del percorso ordinamentale di abilitazione dei docenti, detto volgarmente TFA dall’acronimo di tirocinio formativo attivo, mi sento un poco il papà, avendo steso materialmente il provvedimento e tutti gli atti che consentivano di attuarlo. Fu un cammino travagliato non tanto nell’iniziale concepimento, frutto del lavoro e delle idee della commissione presieduta da un meritocratico di ferro quale Giorgio Israel, ma nel percorso che portò alla sua firma. Soprattutto perché, per la prima volta nella storia italiana, non vi era inclusa alcuna sanatoria o percorso riservato, nonostante le innumerevoli pressioni, arrivate a minacce più o meno velate al sottoscritto. Dall’attuazione del I ciclo fui escluso, essendo cambiato il ministro, sino a quando Lucrezia Stellacci non decise di richiamarmi a Roma, sia pure nelle retrovie. Bene: nelle idee quel percorso, indirizzato all’abilitazione, doveva essere attivato ogni anno, a partire dal settembre 2011. E tutto ritardò di un anno. Alla fine del I ciclo ci sarebbe dovuto essere il primo dei concorsi di “nuovo conio” biennali. E invece il concorso fu fatto senza il nuovo regolamento e soprattutto senza attendere i nuovi abilitati, nell’illegittima convinzione di poterne bandire un altro l’anno successivo. Il TFA 2013/2014, secondo ciclo, ha subito un rinvio che fa vergogna, perché ancora una volta le legittime aspettative di decine di migliaia di persone, giovani e meno giovani, sono state frustrate non si sa bene da chi, ma comunque da persone che dovrebbero strangolarsi, come nelle fiabe, ogni qual volta provassero a pronunciare la parola “merito”. E, pur avendo manifestato il ministro Giannini la volontà di attivarlo, ben poco si sta muovendo, mentre nella clessidra la sabbia scende. Nel frattempo, forse illudendosi o venendo convinto di guadagnare una pax sindacale, l’ex ministro Profumo decise (poi, troppo tardi, pentendosene e tentando di inserire degli sbarramenti) per un percorso speciale, sul quale la burocrazia si buttò ventre a terra, e che l’ex ministro Carrozza confermò non bloccandone l’iter. Oggi i manifestanti del I TFA ordinario si sono fatti sentire. Non so quanto troveranno ascolto. Mi limito a dire che trovo giuridicamente giustificata una differenziazione di punteggio; che trovo eticamente sacrosanto chiedere di bandire percorsi di abilitazione e procedure concorsuali REGOLARI (senza dimenticare l’errore del mancato scorrimento, nel periodo di “interregno” legale, delle graduatorie di merito dell’attuale concorso), perché quello che accade al “mondo insegnanti” non ha nulla del diritto moderno e ha molto a che fare con il diritto medioevale e con la giurisdizione dei vassalli sui servi della gleba; che trovo una pacifica e lodevole rivoluzione meritocratica del sistema distruggere i “bussolotti” delle 10/20 scuole sulle supplenze lunghe da graduatoria di istituto.

Lascia un commento