Il gran rimpastone delle graduatorie. Saetta previsa vien più lenta…

Il prossimo anno solare si consumerà uno dei principali riti del “corpo mistico dell’organico”. Mi riferisco  al rinnovo triennale delle Graduatorie Permanenti (ora ad esaurimento: GAE) e delle Graduatorie di Istituto, previsto dalla normativa, e regolato da una serie di provvedimenti riportati in una apposita pagina del sito MIUR. Pagina non proprio tra le più visibili, ma certo tra le più preziose, perché una sua accurata consultazione consente di evitare di annegare tra Scilla (le “indiscrezioni” e i “si dice” dei sempre anonimi “bene informati”) e Cariddi (consulenze associative, sindacali o addirittura ministeriali, a volte, come posso constatare dagli appelli che mi giungono sul sito o sulla pagina pubblica di Facebook, alquanto disinvolte o imprecise). Meglio, è il mio consiglio da sempre, restare ancorati ai testi.
Ma quei testi sono, carte alla mano, superati. Il prossimo aggiornamento NON è un placido adempimento burocratico a bocce ferme. Non solo perché la norma prevede  la possibilità di “muoversi” da parte di tutti gli interessati. Ma perché regolamento, decreti e tabelle annesse necessitano di una preventiva e chirurgica opera di manutenzione. Beninteso, il MIUR potrebbe anche fare spallucce, abborracciando soluzioni all’ultimo momento e alimentando, in tal modo, l’attività degli studi legali. Ma i tempi e i modi per mettere le cose a posto ci sarebbero. Leggi il resto »

Invalsi, cambiare il presidente per cambiare l’Istituto?

Il ministro Carrozza ha nominato la “commissione di saggi” che dovrà selezionare le candidature a presidente Invalsi, dopo le dimissioni di Paolo Sestito. Presieduto dal linguista ed ex ministro dell’Istruzione  Tullio de Mauro, il gruppo è composto da Benedetto Vertecchi, Clotilde Pontecorvo, Cristina Lavinio e Giorgio Israel.  Tutti docenti universitari (e questo potrà far arricciare il naso a qualcuno), ma tutti con significative esperienze nel campo della formazione dei docenti o, comunque, con un interesse spiccato verso l’istruzione, come si evince dai cv linkati anche dei meno noti, anche se a volte con sensibilità divergenti, se non divaricanti: l’attenzione per la “slow school” della Pontecorvo e per la promozione precoce dei talenti di Israel, solo per fare un esempio. Ma ciò che conta è, scartabellando per il web, comprendere come la scelta di questi nomi possa, sia pur indirettamente, influenzare il futuro dell’Istituto e se sussistono idee comuni. Ebbene, sembra proprio che le carte siano in regola per assistere a una svolta. Israel è stato in questi anni uno dei più puntuali (e “puntuti”) critici delle prove di valutazione. Vertecchi, già presidente di Invalsi, è, sia pure più garbatamente, altrettanto rigoroso e sistematico nel denunciare i limiti delle prove attuali. Nessuno tra De mauro, Pontecorvo e Lavinio può essere annoverato tra gli “invalsori”. Insomma, per ragioni diverse, a nessuno tra i “saggi” piace l’istituto così come è. Ed è difficile che si possa “pescare” nuovamente un presidente dal mondo della tecnocrazia di Bankitalia.
Ma l’assetto Invalsi è già mutato dalla presenza, quale DG, di una persona quale Lucrezia Stellacci che la scuola e l’amministrazione le conosce in ogni piccola piega e sa bene quali siano le reciproche ragioni: se dunque il nuovo presidente, chiunque sarà, saprà capitalizzare l’esperienza e le capacità della sua “donna macchina”, ne potremmo vedere delle belle.
C’è, dunque, spazio per una svolta. Sarà interessante leggere, tra pochi giorni, il bando, che darà una prima indicazione sui criteri. E sarebbe interessante riflettere, insieme, sulle possibilità di sviluppo dell’Istituto.