TFA secondo ciclo, ecco quel che servirebbe…

Sono in molti ad attendere, “virtuosamente”, come rilevato da una ex “tieffina”, che sia bandito il secondo ciclo  del percorso ordinamentale di abilitazione. Ma il TFA, per poter essere attivato, richiede alcuni passi amministrativi. Il primo, la richiesta di autorizzazione sul contingente di posti, è stato compiuto dal MIUR il 7 agosto, e si spera che l’atteso e ad oggi previsto parere del MEF e di Funzione pubblica non si faccia ancora attendere. Ma, nel frattempo, occorreva e occorre mettere mano ad altri provvedimenti, senza i quali il II ciclo non può essere avviato.

Due atti sono tra loro collegati: si tratta della richiesta dell’”offerta formativa universitaria” (ovvero, quanti posti e per quali classi di concorso gli atenei e, per i bienni, le istituzioni AFAM, si dichiarano disponibili) e un contestuale provvedimento che fissi i requisiti di attivazione. La pratica non sarebbe di per sé laboriosa. La prima è una comunicazione amministrativa, il secondo è un decreto ministeriale di quelli che chiamo “simplex” (”decreto avente natura non regolamentare”), e che cioè non richiede particolari passaggi, ma solo la firma del ministro e la pubblicazione in Gazzetta. Il decreto non è secondario, anzi. Perché consentirebbe di risolvere, alla luce di quanto successo nella prima attivazione, alcuni nodi che è risultato difficile sciogliere in corsa, e che in alcuni casi sono rimasti, stante “l’autonomia universitaria”, avviluppati: la valutazione in itinere, ad esempio; il termine entro il quale chiudere le procedure, aspetto quest’ultimo delicatissimo, visto che il prossimo anno cade l’aggiornamento delle graduatorie; i requisiti QUALITATIVI per l’apertura dei corsi, sulla scorta di quanto già sperimentato per Clil e Sostegno, che potrebbero impattare  su docenza e contenuti del percorso in maniera tale da garantire uno standard elevato e profili in uscita omogenei.

Il terzo provvedimento, che è sempre un decreto ministeriale, riguarda i contenuti e, in parte, le modalità delle prove di selezione.
Le modifiche del 249/2010 hanno, infatti, riscritto il comma 5 dell’articolo 15:
“5. Le università e le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica che istituiscono corsi di tirocinio formativo attivo curano lo svolgimento della relativa prova d’accesso. La prova, che mira a verificare le conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento della classe di abilitazione, si articola in un test preliminare a carattere nazionale, in una prova scritta e in una prova orale. I programmi delle prove e le modalità di svolgimento del test preliminare sono definiti annualmente con uno o più decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca”.
Se per i contenuti non resta che rifarsi ai programmi concorsuali, del resto in parte innovati, resta il nodo della prova preselettiva. La nuova formulazione lascia al ministro la scelta sulla tipologia del test preliminare. La discrezionalità, però, non è senza vincoli. Anno per anno, il decreto deve:
a) fissare la data del test preselettivo (il “carattere nazionale”)
b) stabilire i programmi relativi al test e alle prove scritte e orali, di carattere disciplinare.
Il decreto può invece, di anno in anno:
a) optare per un test preselettivo unico, che contempli domande relative alle singole discipline, “alle competenze linguistiche e alla comprensione dei testi” ai sensi dell’art. 15 comma 7.
b) optare per demandare agli atenei, anche consorziati tra loro, la predisposizione degli item, limitandosi ad indicarne il numero complessivo il numero di item dedicati alle competenze linguistiche e di comprensione dei testi.
La soluzione più opportuna appare, visti anche i tempi, la seconda, procedendo contestualmente alla predisposizione di una banca dati di quesiti, opportunamente certificata e controllata, da utilizzare per i bandi successivi.

Ultimo, ma non ultimo, il decreto sui tutor, anch’esso in notevole ritardo, che potrebbe prevedere, stante l’invarianza di spesa, la conferma del contingente attuale.

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