Prove TFA. Qualche idea per voltare pagina

Innanzitutto, complimenti a tutti coloro i quali hanno superato le prove preselettive per l’accesso ai percorsi di tirocinio formativo attivo. Spiace, a volte, vederli additati come degli appestati o dei lebbrosi, quasi che il loro risultato sia frutto di un furto e non di studio o cultura personale. Saranno stati anche fortunati, ma sono stati soprattutto bravi. E hanno tranquillamente ripreso a studiare. Spero davvero che nessuno pensi di ledere, in alcun modo, il loro sacrosanto diritto a proseguire nel cammino.

Detto questo, una riflessione si impone. Potrei, a dire la verità, starmene a guardare con un sogghigno l’inenarrabile caos scatenatosi intorno ai test TFA. O, ancora, salire sul banco della pubblica accusa e inveire contro chi, non sapendo pedalare, con uno spintone si è impossessato della bicicletta che altri avevano costruito.

Amicus Plato, sed magis amica veritas, però. E allora provo un’altra strada, non semplice, meno popolare, ma che forse può essere di aiuto in mezzo alla canea scatenatasi in questo mese di luglio.

Sul banco degli accusati, errori o opacità nei quesiti, un eccesso di nozionismo (spinto, in alcuni casi, all’estremo) che ha provocato, in alcune classi di concorso, un’autentica mattanza.  

E’ inoppugnabile: ci sono stati errori. Magari meno di quelli denunciati, ma decisamente troppi. E che comunque non ci dovevano essere. Si sia trattato di sviste, dovute a una memoria incerta (il titolo di un racconto di Buzzati) o a un mancato aggiornamento (un quesito in francese), le brutte scivolate hanno gettato un’ombra sull’intera procedura.

In certi casi, basta purtroppo un solo errore per “fare notizia”. Quando poi gli errori si ripetono, il guaio assume dimensioni esponenziali, inducendo alcuni a gridare allo strafalcione anche quando strafalcioni non ce ne sono e ad assistere a scene da “assalto ai forni”, in questo caso a siti web che pubblicano senza filtri anonimi atti di accusa, a volte fondati, a volte fantasiosi. Chi ha sbagliato nella predisposizione degli item porta dunque, oltre al fardello dell’aver gettato discredito sul Ministero, la responsabilità aggiuntiva di aver vellicato l’italico piagnonismo.

Gli “onnipotenti analfabeti” di cui ha parlato Luciano Canfora (non tutti analfabeti, però, e comunque, anche chi ha sbagliato, non più analfabeta di chi, nell’ateneo dell’esimio filologo, parlavano all’epoca delle SSIS di risposte da contenere in “15 RIGHI” o piazzavano un bel “qual’è” tra i quesiti: il riferimento d’obbligo è a Matteo 7, 1-5) hanno combinato un grosso guaio. Spetta all’amministrazione, se e quando lo vorrà, rendere noto l’elenco degli autori, magari distinguendo tra chi ha sbagliato e chi errori non ne ha compiuti, visto che è proprio brutto essere gettati, da incolpevoli, nel tritacarne.

Tornerò dopo sulla inadeguatezza, vera o presunta, colpevole o colposa, degli item.

La domanda, però, resta. Ma chi saranno mai, costoro? Dei grigi burocrati pescati non si sa dove, o non piuttosto un misto di ispettori, docenti di scuola, docenti universitari, tutti con una ampia esperienza nel campo della predisposizione delle prove SSIS? Siamo così sicuri che chi si è sobbarcato (e gli va detto grazie) il coordinamento dell’immane e gratuita baracca sia proprio così sprovveduto? Che le colpe debbano ricadere su inesistenti burocrati e non invece su una parte almeno di quell’accademia o di quella scuola reale che oggi grida allo scandalo?

Pochissimi, ma da censurare, sono stati gli episodi di scarsa vigilanza da parte delle commissioni. Incredibile il “buco” dell’Università di Catania (che, ci si immagina, avrà esemplarmente punito i responsabili del mancato svolgimento delle prove). Chi ha violato, se lo ha violato, il protocollo di somministrazione o quello di vigilanza non può farla, come al solito, franca, perché altrimenti chi è stato corretto sarà additato come una carogna e gli aspiranti che si sono comportati secondo le regole come dei “fessi”. Sempre che alle decine di denunce anonime (sovrastate, però, dalle lamentele o dai ringraziamenti per comportamenti quasi polizieschi) che corrono sul web seguano altrettante denunce firmate alle autorità competenti. Abbassare la testa fa passare dalla parte del torto. Spargere illazioni è vergognoso.

Ma la questione delle questioni è un’altra. A prescindere dai risultati delle singole classi di concorso, vale la pena soffermarsi su tre dati.

Il primo è che chi rimpiange i test SSIS si comporta come i laudator(es) temporis acti di oraziana memoria. Solo che la memoria, per l’appunto, fa difetto. A scorrere le vecchie prove o il repertorio più vasto, pubblicato dalla SSIS Puglia, c’è più o meno la stessa proporzione di quesiti facili, medi, difficili, difficilissimi o, banalmente, ottusamente nozionistici. Per intenderci, come scritto da una mia delusa, ma non piagnona, corrispondente, “difficilissimo” è chiedere le ragioni della scansione scelta da Gugliemo Gorni per la sua edizione della “Vita nova”.  Ottuso è chiedere contezza dell’ormai celebre Amafinio o di Kaspar Hauser. E si potrebbe andare avanti a lungo, con l’avvertenza che spesso sono stati sbrigativamente giudicati come irrilevanti item che invece riguardavano fatti, autori, opere importanti, o che nel nervosismo post prova ci si sia appellati a Wikipedia per gridare all’errore, dove invece errore non c’era. La vera differenza tra queste prove e le prove SSIS è che le prove TFA sono nazionali, e dunque rappresentano un bersaglio “grosso”, e che l’ultima tornata di selezioni SSIS si è svolta prima che il web mostrasse tutto il suo potenziale di “visibilità” delle proteste.

Secondo dato, ci sono buchi nella preparazione universitaria. Non sto parlando di scarsa qualità dei laureati in questo o quel settore. Sto parlando di falle, quando non di voragini, tanto nelle conoscenze di base (la “parte istituzionale” degli esami, croce e delizia del vecchio ordinamento), quanto in alcune aree che si sono dimostrate spesso scoperte e che neppure l’eventuale studio individuale è riuscito a colmare. Per fare due esempi, la letteratura italiana contemporanea (parte integrante, peraltro, delle nuove indicazioni nazionali) risulta pressoché sconosciuta a legioni di candidati, pur magari ferratissimi in altre discipline. La linguistica, la glottologia  e la teoria della letteratura appaiono, del pari, ignote a un numero astronomico di candidati per lingua e cultura straniera, per i quali pure rappresenterebbero parti essenziali della “cassetta degli attrezzi”.

E veniamo al terzo dato, a mio parere il più rilevante. Alle prove è mancato (ma mancava in generale anche alle prove SSIS, con rare, felici, eccezioni) un “filo logico”, un “quadro di riferimento” o, meglio ancora, la definizione di uno standard di argomenti disciplinari imprescindibili, il cui possesso è ritenuto essenziale per poter dimostrare altre competenze nelle prove scritte e orali e per entrare nel percorso abilitante.

Senza standard, non solo ciascuna prova futura sarà destinata a essere contestata (lo sarebbe comunque, non ci si illuda), ma si perderebbe di vista l’oggetto di ogni selezione, e cioè il tipo di risultato che si vuole ottenere. Anche la “selezione più selettiva”, senza avere ben chiaro chi si vuole che la superi, si tramuta in una decimazione senza costrutto, perché la tipologia dei selezionati non corrisponde a una “tipologia” qualitativa di aspirante da inserire in formazione.

Il problema, i problemi che ho evidenziato si pongono per tutte, o quasi, le classi di concorso. Risultano, per alcune, magari paradossali. Per le prove di lingua straniera, ad esempio, esistono quadri di riferimento internazionale consolidati dalle “certificazioni”, che mi sembra sia stato indicato di NON utilizzare, e che invece rappresenterebbero un eccellente punto di partenza. Per altre, di difficile ma non impossibile soluzione. E’ il caso delle discipline umanistiche, il cui sterminato potenziale canone va invece rigorosamente definito, anche a costo di suscitare il malpancismo dei sostenitori di questo o quell’autore. Ma non sarebbe utile una mera azione di potatura, senza una accurata definizione della tipologia degli item, volta a privilegiare alcune competenze e conoscenze approfondite, piuttosto che una estensione meramente enciclopedica.

Ecco, se si ripartisse almeno da questi elementi, anche e soprattutto in vista delle future preselezioni per il secondo ciclo TFA e per il prossimo concorso, si potrebbe rimettere in carreggiata un meccanismo preselettivo tanto inevitabile quanto, allo stato attuale, discusso e discutibile. Altre opzioni, naturalmente, sono possibili: dal “librone” da imparare a memoria a una generale facilitazione delle prove.

Ma spero si possano, per una volta, privilegiare le scelte più adeguate e non le più, apparentemente, facili.   

51 Risposte a “Prove TFA. Qualche idea per voltare pagina”

  1. Articolo bellissimo, dotato di grande buon senso.

  2. Mi complimento per le non poche citazioni in latino. Ma io preferisco il parla come magna.

  3. Molto sensato e condivisibile :)

  4. stanca e senza parole, di test preselettivi ne ho sostenuti due, superandoli entrambi, eppure sono qui, a preoccuparmi di cosa accadrà a settembre. Le mie fatiche saranno vane? Sarà tutto da rifare?
    Dovrei , da abilitata col Concorso del ‘99 non ancora in ruolo (credo mai più), essere abituata a questo clima di incertezza, alle regole che cambiano in itinere e, guarda caso, sempre a mio svantaggio.
    Spero davvero che le prossime scelte siano adeguate, basterebbe anche solo logiche e chiare, ma non mi illudo.

  5. Sono tra i superstiti del preselettivo. Secondo Lei, dott. Bruschi, rischiamo che ci venga invalidato il test? Io ho studiato tantissimo e sono riuscito a superare ben 3 test: mi dispiacerebbe veder vanificato questo mio sacrificio.

  6. Gentile sig. Bruschi,
    posso dire di essere d’accordo con lei su tutto ( certo, lei DEVE difendere i TFA, visto che ha contribuito a mettere su questo sistema di selezione), tranne che su un punto: vada a cercare su un qualsiasi buon vocabolario di lingua italiana la parola RIGO/RIGHI: scoprirà che questa parola esiste e capirà (spero) che il fatto che essa non sia usata dalle sue parti (Milano e dintorni) non la autorizza a dare dell’analfabeta a chi invece la utilizza altrove. Cordialmente.

  7. rigo

    rigo s. m. [variante di riga] (pl. -ghi). – 1. Lo stesso che riga, ma quasi esclus. per indicare le linee tracciate su un foglio o quaderno, oppure le linee di scrittura o di stampa: in fin di rigo; scrivi dritto sul r.; mi basta un tuo r. ogni tanto per tranquillizzarmi (al plur., però, sempre righe: gli scriverò due righe). 2. R. musicale, insieme di linee che serve per la notazione della musica; nel sistema di notazione moderno è detto anche pentagramma (v.) ed è costituito da cinque linee… Leggi

  8. Comunque vorrei farle presente che sicuramente tanti test si sono svolti nella massima serietà (l’aula dove mi trovavo io per esempio), ma purtroppo so di tanti altri in cui ciò non è avvenuto poichè le commissioni hanno lasciato “chiacchierare” e far confrontare i candidati……con un pò di preparazione, prontezza e confronto siamo tutti bravi a superare un quiz della settimana enigmistica!!!!!
    Le scelte più adeguate, come le chiama lei, non sono certo i TFA che non selezionano, tanto meno preparano all’insegnamento. L’insegnamento, glielo garantisco, si apprende sul campo, insegnando. Invece vedo che in Italia si fanno tante chiacchiere, ma alla fine si fanno sempre le solite vecchie cose obsolete……studiare studiare, verificare, verificare e ciò fino alla morte. Non si è mai preparati abbastanza e poi alla fine, dopo mille prove andiamo in cattedra per trasmettere un quarto di ciò che si è appreso!!!
    Mai una proposta seria che miri a verificare IL FARE, cioè COME SI INSEGNA, COME CI SI AGGIORNA, QUALI METODI SI SPERIMENTANO PER COINVOLGERE I RAGAZZI SEMPRE PIù ANNOIATI DA QUESTO SAPERE LIBRESCO……insomma una verifica del fare e non sempre e solo del sapere che è fine a se stesso.
    La nozione si recupera, il metodo no!!!!

    Con tutto rispetto, penso che tutti voi che vi occupate di scuola non trattiate con rispetto gli studenti nè i docenti…..siamo in grado di renderci conto che ci state prendendo in giro!!

  9. Egregio Professore,
    non sono un insegnante, nè ovviamente ho partecipato alle prove del tfa; per l’attività sociale che svolgo. per tante preparatissime persone (peraltro quasi tutte 110 e lode) che hanno partecipato alle prove sono stato il riferimento di sfogo per l’assurdità. dei quesiti, la loro scarsissima valenza accertatrice di preparazione culturale, scientica o tecnica che è ciò che l’insegnante deve dare agli studenti, oltre che per gli errori, strafalcioni, ambuguità di tanti quesiti.
    Vi è innanzitutto il dovere sia morale sia di recupero di un minimo di credibilità del Ministero nel dare corretta risposta alla gravissima gestione dei tfa e ciò non può avvenire che secondo tre precise scelte tra loro integrantesi:
    1- il punteggio assegnato a tutti, come risposta valida, per ogni quesito errato od anche incompleto od ambiguo (senza penalizzare chi ha indovinato, sbagliando!);
    2- il riporto dell’ammissibilità al punteggio di 18 (la suffucienza per altro quasi naturale per prove preselettive) e per tenere conto del globale quadro della caotica (per usare il migliore aggettivo possibile) impostazione globale dei quesiti in assenza di un quadro certo di riferimento di programma;
    3- la estensione della graduatoria degli ammessi al numero previsto dalle singola Università secondo i punteggi ottenuti indipendentemente dalla raggiunta o meno sufficienza.
    Senza nulla togliere al merito ed alla qualità degli ammessi, come giustamente Lei dice, ciò dà risposta concreta anche a domande che non possono non inquietare rispetto allo squilibrio profondo tra i risultati dei diversi Atenei.
    Naturalmente occorre fare tesoro di questa bruttissima esperienza perché essa non abbia più a verificarsi e molte delle cose che Lei dice sembrano andare in tale direzione.

  10. Complimenti per l’analisi, da candidata alle prove concordo su tutta la linea.

  11. Spett. le Signor Bruschi,
    chi le scrive fa parte di quell’enorme “esercito” che si è sottoposto alle selezio-ni per accedere al TFA (nella fattispecie per la classe A043, di cui non sono ancora stati resi pubblici i risultati).
    Non voglio polemizzare sui contenuti, errori, assurdità del test a crocette, poi-ché altrimenti la discussione si dilungherebbe troppo, e si allontanerebbe da ciò che mi interessa sottolineare. Argomenti sui quali, tuttavia, non è poi così tanto corretto soprassedere …
    Non le nascondo, invece, che mi ha fortemente sconcertato (e successivamente sono rimasta profondamente delusa) l’incipit del suo intervento.
    Riferendosi “a tutti coloro i quali hanno superato le prove preselettive per l’accesso ai percorsi di tirocinio formativo attivo”, sembra voglia spezzare una lancia in loro favore: “Spiace, a volte, vederli additati come degli appestati o dei lebbrosi, quasi che il loro risultato sia frutto di un furto e non di studio o cultura personale. Saranno stati anche fortunati, ma sono stati soprattutto bravi. E hanno tranquillamente ripreso a studiare. Spero davvero che nessuno pensi di ledere, in alcun modo, il loro sacrosanto diritto a proseguire nel cam-mino”.
    Scusi la franchezza, ma queste parole hanno proprio il sapore di “excusatio non petita accusatio manifesta”. In quale blog, sito, forum, Lei ha trovato questo astio nei loro confronti?! Da quali interventi Lei ha dedotto che tutti “ce l’hanno su” con loro?! Chi ha detto che il loro risultato ottenuto non è da ammirare?! Se Lei riporterà, citando, le fonti che Le hanno permesso di dedurre ciò, io nella più completa umiltà “ritirerò le accuse”, chiedendole rispettosamente perdono. Ma altrimenti, la prima impressione rimarrà.
    Tuttavia, in entrambi i casi (ed è questo che mi ha deluso), il suo comporta-mento non è stato affatto da gentiluomo, anzi, si inserisce nella più tipica linea di condotta della politica italiana.
    Con le sue parole iniziali, non fa altro che fomentare una (come si sente dire ormai spesso) “guerra tra poveri”: che bisogno c’è di aumentare la tensione, già alle stelle, tra i candidati?! Di aizzare gli uni contro gli altri?! Di far nascere o crescere lotte intestine?! Che strategia è?!
    Grazie per l’attenzione
    Profondamente delusa
    Claudia

  12. @Claudia: se ne può fare un’idea su Facebook. Sono in ferie e non ho modo di linkare tutto. Dia una occhiata alla mia pagina. Purtroppo. Avrei preferito non dover scrivere ciò che ho scritto, ma se l’ho scritto, è perché nutro un profondo senso della giustizia. Il che non toglie nulla alle critiche che ho fatto.
    @Antonio: l’unica soluzione a mio modo di vedere è la prima (che infatti mi sono battuto affinché fosse adottata, e con successo) per i quesiti riconosciuti come sbagliati. Altri criteri rischiano di aprire un vaso di Pandora.. le altre cozzano contro il regolamento e sarebbero, pertanto illegali. Il regolamento può essere ovviamente modificato, seguendo l’iter.
    @ginevra: ho detto parole dure contro le irregolarità. Ma occorre denunciarle. Non “parlarne”, magari de relato.
    @per chi ha superato il test, TUTTO il mio sostegno. Non solo a parole.

  13. Dott.Bruschi, ancora cerca di far danni alla scuola pubblica statale? Non Le basta quello che ha fatto insieme alla Gelmini? Ci faccia un piacere lasci la poltrona, nessuno la rimpiangerà!
    Cordialmente.

  14. Gentile professore,
    per alcune classi di concorso, A050, A051, A052, sarebbe stato sicuramente un quesito di alto livello culturale, interessante e pertinente quella sul Vaso di Pandora sia in rapporto al racconto di Esiodo nelle Opere e i Giorni sia in rapporto alla sua interpretazione metaforica di oggi: non mi sembra però che su entrambi i campi del racconto mitico e della metafora di oggi, le proposte di soluzione da me indicate trovino corrispondenza giacchè non si libererebbe alcun male (sempre per restare dentro al racconto di Esiodo)- che male si farebbe ad ammettere chi ha raggiunto la sufficienza! e nello stesso tempo ammettendo almeno fino al numero programmato dallo specifico Ateneo si conseguirebbe l’obbiettivo del Ministero (se era reale!!!) e delle singole Università. Stavolta dal Vaso uscirebbero non Mali ma Beni di Comune interesse per il Mondo della Scuola e quindi della Comunità nazionale ed Elpis resterebbe ancora nel Vaso speranzosa di una risposta giusta da parte di chi ha sbagliato. Naturalmente il Ministero, quando non lede l’interesse di alcuno puà modificare il regolamento.
    Cordialmente, Antonio

  15. Mi dispiace però che lei abbia colto solo l’aspetto burocratico-amministrativo del mio intervento, dimostrando ancora una volta che la sostanza delle cose non conta!!!

  16. Il mio pensiero va invece a quel mare sterminato di giovani aspiranti docenti e precari storici che si sono sottoposti alla truffa dei TFA. Ebbene sì, caro Prof. Bruschi: i TFA sono stati per tutta questa gente una truffa di Stato ai danni di persone che già con un reddito incostante e misero hanno speso la “modica” cifra di 100-150 euro per affrontare una prova preselettiva vergognosa e irritante per i contenuti e per la modalità “a crocette” di cui solo l’Italia, insieme a qualche paesello del terzo mondo si ostina a considerare come valida ai fini di una selezione. Lei minimizza molto questo aspetto, come minimizza il fatto che a fronte di tutti questi soldi, i questionari erano pieni di errori, ambigui, puntigliosamente mnemonici e assolutamente fuori scala rispetto al profilo professionale richiesto. Questo è quello che pensano le persone come me che si sono ritrovate a fare la prova per la A059 senza poter usare una calcolatrice e senza nemmeno la possibilità di un foglio di carta dove scrivere appunti per la risoluzione degli esercizi (cosa che è stata fatta utilizzando i risvolti dei fogli di istruzione, la busta dei fascicoli e fazzoletti di carta!). Anche la penna hanno rivoluto indietro! Che dire? Non solo è stata una prova indecente da un punto di vista professionale e scolastico, ma condotta anche con metodi da “pulciari”, come si dice a Roma. Le persone che hanno superato la prova sono state brave e fortunate, ma (ahiloro!) ce li avranno i 2.500-3.000 euro per completare le prove? Ce li avranno soprattutto gli abruzzesi o gli emiliani-romagnoli che hanno visto andare in fumo i loro beni con i terremoti? Lo sa che l’Università dell’Aquila è tra le più care in Italia per i TFA? Che vergogna!

  17. Buongiorno dott. Bruschi,
    sono anche io tra gli ammessi alla prova scritta, anche se dall’euforia per aver superato il primo ostacolo, sono passato all’angoscia per le decisioni del MIUR. Crede che, il ministero possa realmente annullare la prova preselettiva? O magari rifare i test solo nelle classi dove il numero degli ammessi è minore rispetto ai posti stabiliti? E poi, nel caso di annullamento del test, chi tutelerà i miei diritti? Un parlamentare dell’IDV in questo momento di erge a paladino dei partecipanti danneggiati…e noi che ABBIAMO SUPERATO IL TEST a chi ci rivolgiamo? Seguo il suo blog da quando si cominciava a parlare di TFA e in ogni occasione ci ha sempre messo la faccia, anche quando non doveva…CI TUTELI!!
    Saluti e buon lavoro.

    @ per chi ha superato il test: ragazzi, coalizziamoci, non possono fregarci in questa maniera meschina. Facciamo sentire la nostra presenza con ogni mezzo a disposizione…

  18. Antonio D.: mi sento di rassicurarla. Il comunicato MIUR NON parla di annullamenti. Solite voci messe in giro da chi ci spera…
    Andrea: annovera la Gran Bretagna tra i paesi del Terzo Mondo? Per il resto, sui costi purtroppo l’università è sovrana, come ci ha ribadito il Consiglio di Stato quando abbiamo provato a mettere un tetto.
    @ginevra: si governa, purtroppo o per fortuna, con le leggi. Preferisco dire le cose come stanno, e ciò vale anche per Antonio. Occorre una modifica al decreto. 6 mesi. Inoltre, le regole di questa tornata sono comunque immodificabili.

  19. Gentile Professore,
    dissento da quanto Lei dice; un Decreto Ministeriale - di questo si tratta, non un Decreto Legge - può essere emanato anche in una settimana, se c’è la volontà politica.di farlo.
    Le evidenzio che le soluzioni da me (e peraltro da tantissime altre persone, candidati e non)indicate,
    1- il punteggio assegnato a tutti, come risposta valida, per ogni quesito errato, incompleto od ambiguo (senza penalizzare chi ha indovinato, sbagliando!, ma….che sarebbe successo per alcuni-molti cadidati ammmessi se il Cineca, accortosi di errori e strafalcioni non avesse pubblicato - come purtroppo sbagliando profondamente ha fatto- , gli elenchi degli ammessi aspettando prima le risposte corrette o la non validità del quesito stesso??? ;
    2- il riporto dell’ammissibilità al punteggio di 18 (la suffucienza per altro quasi naturale per prove preselettive) e per tenere conto del globale quadro della caotica (per usare il migliore aggettivo possibile) impostazione globale dei quesiti in assenza di un quadro certo di riferimento di programma;
    3- lo scorrimento della graduatoria degli ammessi al numero previsto dalle singola Università secondo i punteggi ottenuti indipendentemente dalla raggiunta o meno sufficienza
    Tali soluzioni
    - non vanno in contrasto con le aspettative degli ammessi, anzi le agevolano perchè è impensabile che molti Atenei possano tenere i previsti corsi per …..1….3, 4 candidati;
    non creano conflitti e contenziosi tra ammessi e non ammessi,
    - danno reale credibilità al Ministro quando si scusa, affermando che si è sbagliato e si interverrà per dare positiva risposta agli errori di impostazione e di gestione commessi;
    - recupera la enormità delle spese finora fatte;
    - realizza gli obbittivi delle singole Università per i diversi corsi;
    - realizza gli obbiettivi del Governo e del Ministero, passato e presente, sul numero di tirocini da realizzare.
    Il problema vero è proprio quest’ultimo: tutto quanto si è verificato è stato casuale, di incapacità degli estensori dei quesiti, o invero ciò è avvenuto su esplicita richiesta politica (del precedente e dell’attuale ministro e governo) per non ammettere nei fatti il numero dichiarato e propagandato dei partecipanti ai corsi abilitanti, ma di ridurlo drasticamente??
    Se ciò non è vero, è evidente che da parte del Ministero si opera per concretizzare gli obbiettivi prefissati e le possibiltà corrette per farlo sono sicuramente quelle prima indicate.
    Cordialmente, Antonio.

  20. Buonasera dott. Bruschi,
    vorrei chiuederLe un’ opinione sulla non “originalita`” dei test TFA; per essere piu` chiara desidero chiederLe cosa ne pensa del fatto che per alcune classi di concorso sono state riproposte molte domande ssis (in quelle ci sono state meno contestazioni) oppure che per alcune classi di concorso (per essere precisi in 3) sono stati proposti gli stessi brani e soprattutto le stesse domande per la parte riguardante la comprensione del testo.
    Grazie

  21. Buonasera dott. Bruschi,
    vorrei chiederLe un’ opinione sulla non “originalità” dei test preselettivi TFA,; per spiegarLe meglio mi sto riferendo al fatto che in alcuni test sono stati proposti molti quesiti già dati in selezioni ssis oppure in altri test (in particolare in tre) sono stati somministrati (ovviamente in giorni diversi) per la parte riguardante la comprensione del testo gli stessi dieci quesiti.
    Grazie,
    Elisabetta

  22. capisco…anche troppo. Purtroppo le leggi sono il vero danno, quando sono fatte male. Comunque io non spero in un annullamento tanto sarà la reale situazione scolastica ad annullare le tante speranze riposte nel TFA.

    Cordialmente

  23. @Antonio: NON è così. Si tratta di un decreto ex legge 400, con procedura rafforzata, che richiede: concerto con MEF e FP, parere CNPI, parere CUN, parere CNAM, parere CNSU (studenti universitari), parere Commissioni parlamentari, parere Consiglio di Stato e parere con registrazione da parte della Corte dei Conti. A portare a casa il decreto originale ci ho messo più di un anno, tra continue “interlocutorie” e azioni varie da parte dei trecentosessantisti. Al netto di tutto ciò, ripeto, almeno sei mesi. Siccome di decreti del genere ne ho seguiti e portati in porto una trentina, penso di parlare con cognizione di causa.
    @Elisabetta: nulla di illegale, ma disdicevole sì… Ora, non è affatto detto che, in alcuni casi, non si sia trattato di coincidenza… purtroppo, proprio la ricerca dell’originalità a tutti i costi può aver contribuito a qualche forzatura di troppo. Moltiplicate i nove clicli SSIS per il numero di quesiti e per il numero di Regioni… il quantitativo di Item risulterà ragguardevole. Il fatto che qualche quesito fosse già stato usato non lede in nulla la procedura, perché nessuno sapeva che proprio quel quesito sarebbe stato somministrato.

  24. Gentile professore,
    resto della mia idea perchè non si trarra di intervenire per un nuovo impegno di spesa o sulla programmazione, sugli indirizzi e sulle scelte per le abilitazioni, ma di decretare una norma - resasi necessaria a seguito di quanto avvenuto e noto - per attuare gli obbiettivi del Decreto Istitutivo dei tfa. Io penso anzi che il Ministro sia obbligato a decretare tale norma.e che in assenza di essa sia deferibile almeno alla Corte dei Conti per spreco di danaro pubblico. D’altra parte la norma sia per il 18 per l’ammissione, sia dello scorrimento della graduatoria fino al numero programmato dalle singole universita sia del tutto coerente con la “corretta” irregolarità di considerare buona per il punteggio ogni domanda errata o ambigua o poco chiara. Se essa, come logica, in assenza di una decretazione ministeriale, la si annullasse il 21 dell’ammissione diventerebbe per un solo errore 59×0,5×7diviso 10 e cioé non più quello fel decreto e varierebbe per ogni classe a seconda del numero dei quesiti errati. L’assenza di una corretta decretazione ministeriale per l’attuazione del decreto istitutivo dei tfa creerebbe comunque una situazione caotica, chiaramente insostenibile.
    Cordialmente, Antonio

  25. Buonasera dott. Bruschi,
    dopo l’intervento odierno del Ministro che attraverso la commissione per il test preliminare del tfa ha riveduto le domande e rivalutato i compiti, la meritocrazia si allontanerà a dismisura dal nostro orizzonte.
    Ho superato la prova preselettiva per la A036 a Romatre e oggi mi vedo in buona compagnia di una coorte di 53 new entry ripescate tra i non ammessi!
    Non devo ricordare a Lei (che è intervenuto bene su questo blog in merito ai tfa) che le domande incriminate dai piagnistei non erano ambigue: si doveva solo saper rispondere.

    Come posso far capire al Ministro Profumo che la sua soddisfazione per il lavoro della Commissione è surreale?
    La mia sfiducia è totale. Possiamo forse fare qualcosa contro queste formidabili finzioni?
    Grazie
    bluluigi

  26. @Max Bruschi @Antonio E’ davvero incredibile che un decreto per cui, come dice Max Bruschi, erano previsti tanti controlli, abbia generato una procedura che si espone a un contenzioso infinito. Gli elementi critici di questa procedura erano già presenti nel decreto e penso siano evidenti a chiunque abbia non dico un po’ di studi di legge, ma perlomeno buonsenso. Per i concorsi nella PA ad alto numero di candidati innanzitutto i quesiti somministrabili vengono pubblicati prima, così che quelli ambigui si possano rimuovere per tempo; i candidati passano alle prove successive in un numero rapportato agli effettivi posti disponibili, e non in base a un punteggio che qui, più che scremare, ha decimato i partecipanti; il punteggio dei test non concorre al punteggio finale, per evitare che le eventuali ambiguità dei quesiti residui non comportino ricorsi e controricorsi da parte dei partecipanti ammessi alle prove successive. La procedura TFA prevede tutto il contrario. Inoltre si sono corretti i punteggi delle graduatorie già pubblicate in base a criteri discutibili: si allarga la platea degli ammessi, ma si ledono contemporaneamente gli interessi di chi aveva già passato la prova rispondendo correttamente ai quesiti che la commissione del Ministero ha ritenuto controversi.

    Il risultato di tutto questo sarà una pioggia di ricorsi, come è ovvio, come è prevedibile per chi ha esperienza di concorsi. Ripeto, dottor Bruschi, che non sarebbe occorsa una suprema mente legale per prevedere che tutto questo accadesse. Non so chi sia il grande Solone che più di tutti abbia ispirato questa procedura di reclutamento. Chiunque sia, sarà responsabile, presumibilmente, di un danno ingente per lo Stato. Saluti

  27. TFA e ricorso: tutelate chi aveva superato la preselezione in prima istanza

    “Siamo un nutrito gruppo di aspiranti insegnanti che hanno superato la prova preliminare TFA in prima battuta e che ieri, venerdì 10 agosto, si sono visti ingiustamente scavalcare nella graduatoria dei punteggi da altri candidati, i quali, pur avendo ottenuto un punteggio reale di risposte corrette inferiore, ora sono risaliti in graduatoria grazie a un ingiustificato e gratuito abbuono di domande.
    Siamo indignati di fronte a questo trattamento iniquo che mette sullo stesso piano la preparazione e la mancanza di preparazione, il merito e la buona sorte. Ciò non rende onore al merito di coloro che hanno svolto e superato il test senza bisogno di aiuti, abbuoni miracolosi e sanatorie. Inoltre i criteri con cui sono state considerate sempre corrette alcune domande appaiono del tutto arbitrari in quanto, il più delle volte, sono stati annullati quesiti soltanto sulla base di vizi di forma che non pregiudicavano affatto la possibilità per i candidati di rispondere correttamente.
    Con questa operazione si è squalificato una volta per tutte il valore della prova preliminare, decurtata della validità di più di un terzo dei quesiti per alcune classi di concorso. Ci riteniamo danneggiati in primo luogo per la palese mancanza di serietà, la superficialità, il pressapochismo e la vergognosa negligenza con cui sono stati redatti i test, e in secondo luogo per il fatto che ora i sottoscritti si troveranno a competere nelle seguenti prove con un numero di candidati che per molte classi di concorso e università è addirittura decuplicato. Molti degli ammessi alla prova preliminare nella prima graduatoria stilata sono neolaureati o aspiranti insegnanti, i quali, non potendo contare sui punti aggiuntivi derivanti dal servizio, hanno puntato tutto sulle proprie capacità e conoscenze e che ora vedono seriamente compromesse le possibilità di accedere al tirocinio formativo a causa di una sanatoria intermedia che premia in maniera del tutto aleatoria e indiscriminata.
    Pertanto chiediamo con forza l’adozione di soluzioni rapide atte a tutelare la nostra posizione, quali il ripristino delle graduatorie precedenti o l’attribuzione di un bonus aggiuntivo ai candidati così platealmente penalizzati. Ricordiamo altresì che il decreto prevede l’attivazione del TFA anche in caso di numero di ammessi inferiore ai posti disponibili.
    Ci riserviamo di intraprendere al più presto un’azione legale collettiva al fine di vedere restituite dignità e serietà alla selezione”.

  28. Gent.mo Dott. Bruschi,
    ho superato in prima battuta A039 e A017 con 27/30, primo per ciascuna delle classi di concorso nelle rispettive sedi universitarie in cui le ho sostenute. Ora mi trovo “scavalcato” (di mezzo punto o un punto, non una esagerazione per carità!) nel punteggio da colleghi in seguito alla revisione dei quesiti ad opera della commissione ministeriale, oltre ad un incremento dei concorrenti allo scritto variabile dal 40 al 67%.
    Alcune domande dovevano essere considerate valide per tutti in quanto oggettivamente errate o ambigue. Altre, a mio avviso, non dovevano essere abbuonate (parlo ovviamente per le sole classi di concorso citate) e sorge il dubbio che il metro sia stato esclusivamente quello di saturare i posti negli atenei che avevano avuto un numero di ammessi allo scritto inferiore ai posti messi a bando. Le sembra corretto che io, come altri, per far saltare fuori qualche tassa universitaria in più a Cassino, mi trovi eroso di un meritato vantaggio relativo, potenzialmente importante per l’esito finale (visto che si concorre non per sole prove ma anche per titoli)? Ma soprattutto: al netto dei vincoli imposti dal bilancio dello Stato, come è possibile pensare di voler imporre uno sbarramento così rigido e non prevedere i riflessi economici per le casse universitarie in caso di ammissione di un numero inferiore di candidati? Davvero nessuno se lo aspettava (Lei stesso ne parlava: “selezione severissima”, erano parole Sue)? Nessun ripensamento sul “senza oneri per lo stato”? Non si può, a mio avviso, avere moglie ubriaca e botte piena. Se volete la garanzia di coprire i posti non dovete porre sbarramenti, ma saturare per scorrimento, in alternativa se volete lo sbarramento dovete necessariamente prevedere che lo Stato sopperisca ai mancati introiti di tasse universitarie nell’attivazione di corsi per un numero minore di candidati.
    Il resto sembra la solita commedia all’italiana…
    Cordialmente.
    Gabriele Levoni

  29. Gentile dott. Bruschi,
    in questi giorni a vincere ed esultare per gli abbuoni sono solo il demone confusione e il dio denaro. La confusione vince sulla meritocrazia e il denaro serve per garantire la “ricerca” universitaria.
    Il test che ho compilato a Romatre (A036) era fattibile. Le domande a cui ho saputo rispondere mi hanno permesso di superare il test. Alle restanti non sapevo rispondere.
    Non capisco ora gli abbuoni.
    Se, per esempio, non è scientificamente diffuso il termine “comportamentismo operante” perché in letteratura si parla di “condizionamento operante” è chiaro seguendo le indicazioni del test, che bisogna rispondere Skinner e che gli altri tre sono distrattori.
    Così per “la casa” o “le case” del titolo di uno scritto della Montessori.
    Chi ha risposto “Montessori” deve essere assolutamente premiato rispetto a chi ha scelto uno dei tre distrattori.
    Poi se si vuole, per esempio, abbuonare l’ignoranza dei più su Hans Jonas e il suo “Il principio responsabilità” capisco che viviamo in una grande finzione e ne traggo le dovute conseguenze.
    Che i sindacati plaudano alle rettifiche si capisce.
    Che gli Atenei ora tacciano, pure si capisce.
    Ma perché si pensa che un insegnante debba sì essere un furbetto ma assolutamente non intelligente?
    Grazie per l’attenzione

  30. Solito danno alle eccellenze giovani che erano passate.
    Regalati punti su punti e anche chi aveva fatto un test penoso ora è ammesso.
    Conteranno i giorni di supplenza (2 punti in più ogni 180 giorni) e NON le capacità.
    Riscritte le graduatorie, moltiplicati gli ammessi.
    L’elitè, i pochi bravi, quei pochi che servivano alla scuola tornano a confondersi nella massa. E se sono giovani si perderanno.
    Pazienza. Insegnerà chi ha preso 4 in un test. Amen.
    In Italia va cosi. Non c’è mai spazio per il merito e per i giovani.
    Peccato. Grazie di tutto e buon lavoro

  31. Gentile dottor Bruschi,
    mi permetto di insistere e Le chiedo non solo un parere su quanto sta accadendo ma anche un supporto, perché Lei in una risposta a un commento precedente si è dichiarato disposto a difendere non solo a parole chi ha superato il test.
    Nella mia classe di concorso (ma il discorso vale anche per le altre, stando ai commenti sui forum internet e alle lettere ai giornali) la Commissione di cattedratici a noi sconosciuta ha riconosciuto valide 11 risposte a domande prima considerate giuste. I Commissari hanno quindi ritenuto ambigue le domande 1, 4, 8, 10, 14, 23, 27, 51, 52, 58 e 60.
    Le ultime quattro sono domande di comprensione di testi e dovrebbero dimostrare a tutti noi che dal testo non si evince neanche l’esclusione dei distrattori.
    In realtà erano domande banali per chi sa leggere e comprendere un testo.
    Anche per le domande giustamente nozionistiche (è un test e lo si sapeva) perché i Commissari mettono sullo stesso piano chi ha risposto Jonas alla domanda 8 (In “Il principio responsabilità” del 1979 si propose di formulare un’etica adatta all’età della tecnica:
    A) Hans Jonas
    B) Carl Schmitt
    C) Jürgen Habermas
    D) Carl Friedrich Freiherr von Weizsäcker) e chi ha risposto Schmitt, Habermas, Weizsacker?

    Per quale motivo devo accettare che Cattedratici nominati dal Ministro della Repubblica in cui vivo, lavoro, amo, mi batto, voto debbano agire in un modo contrario alla stessa logica?

    Le critiche giuste sono ai quesiti errati ma non bisogna trattare, come scrive Lei, da appestati coloro che hanno risposto correttamente alle domande chiare.

    I test fatti bene sono un buon modo per scremare i partecipanti, la buona cultura per un insegnante non è un optional e gli Accademici senza volto non sono i tutori della nostra cultura.

    A questo punto è per me una battaglia contro il totalitarismo che c’è in questi provvedimenti.
    Il Ministro abbia cura degli onesti e torni sui suoi passi con una graduatoria onesta.
    Così la graduatoria è indifendibile. Ma perché in questo Paese soltanto il ricorso garantisce il diritto degli onesti a essere trattati con onestà?

    Aspetto il Suo parere e, se Lo ritiene giusto, il Suo supporto.

  32. test TFA 037: si danno c.ca:
    7 domande x filosofia antica
    1 domanda x filosofia medievale (”averroismo latino”)
    9 domande x filosofia moderna
    8 domande x filosofia contemporanea

    M-Fil/08 e Co., seppur prossimi al decesso e al trapasso, ringraziano il MIUR e l’Intelligencija sottesa ai quesiti TFA per l’alta stima e considerazione…

  33. Gent. Sig. Bruschi, Le chiedo gentilmente come posso reperire info riguardanti la seconda e terza prova del tfa relativa alla classe AO29\AO30. Inoltre, poichè sono rientrata negli ammessi nella seconda graduatoria vorrei sapere se posso comunque svolgere a settembre i test di ingresso per altra facoltà, non vorrei che per un cavillo burocratico rimarrei esclusa da entrambe le opzioni. Grazie.

  34. Sono uno tra i promossi al TFA della prima ora con 23/30. Ero decimo ex-equo con altri sei. Adesso che sono stati rieffettuati i controlli dal ministero il voto e’ diventato 24,5/30 ma in compenso sono stato scavalcato nella graduatoria temporanea (diciannovesimo sempre con altri sei). Ho visto che le domande che sono state date buone sono ben 16 su 60. Dopo il primo conteggio quelle date comunque buone erano soltanto 6 su 60.
    Purtroppo quelle 10 in piu’ io le avevo gia’ fatte quasi tutte giuste e quindi non ho potuto beneficiare anzi sono rimasto penalizzato.
    Nota polemica a parte sono comunque andato a vedere tra tutte le domande date comunque buone e francamente NON mi sembra che siano domande ambigue o alle quali non si potesse rispondere… Quali sono i criteri che hanno guidato questa nuova valutazione delle prove? Come si fa a saperlo? E con chi eventualmente protestare? Grazie in anticipo. Cordialmente.

  35. Mi scuso con tutti, ma sono in ferie sino al 21 e ho problemi di connessione. A molte riflessioni ho cercato di rispondere attraverso le mie pagine di FB. Resto dell’opinione che ho scritto. Certo, alcune ricorrezioni (parlo delle Classi di concorso con cui ho a che fare: quelle umanistiche) hanno lasciato perplesso anche me, e posso dire ai “passati” della prima ora, davvero, di tenere duro. Ho evitato il peggio, visto che c’era chi parlava di annullare alcune prove o addirittura di eliminare i quesiti ritenuti (non si sarebbe saputo poi in base a cosa…) opinabili, aprendo un vaso di Pandora. Non so chi abbia proceduto materialmente alle ricorrezioni, so però che tutti gli atti sono verificabili, chiedendone l’accesso. Sulle caratteristiche delle seconde e terze prove, le uniche deputate a formularne la tipologia sono le università. Occorre attendere, pertanto, i singoli bandi. Sul resto, sono nemico del librone a quiz, stile patente. Ciò che mi ha lasciato di stucco è la messe di “errori errori” che, come ho scritto, non avrebbero dovuto esserci.

  36. Siamo un nutrito gruppo di aspiranti insegnanti che hanno superato la prova preliminare TFA in prima battuta e che ieri, venerdì 10 agosto, si sono visti ingiustamente scavalcare nella graduatoria dei punteggi da altri candidati, i quali, pur avendo ottenuto un punteggio reale di risposte corrette inferiore, ora sono risaliti in graduatoria grazie a un ingiustificato e gratuito abbuono di domande.
    Siamo indignati di fronte a questo trattamento iniquo che mette sullo stesso piano la preparazione e la mancanza di preparazione, il merito e la buona sorte. Ciò non rende onore al merito di coloro che hanno svolto e superato il test senza bisogno di aiuti, abbuoni miracolosi e sanatorie. Inoltre i criteri con cui sono state considerate sempre corrette alcune domande appaiono del tutto arbitrari in quanto, il più delle volte, sono stati annullati quesiti soltanto sulla base di vizi di forma che non pregiudicavano affatto la possibilità per i candidati di rispondere correttamente.
    Con questa operazione si è squalificato una volta per tutte il valore della prova preliminare, decurtata della validità di più di un terzo dei quesiti per alcune classi di concorso. Ci riteniamo danneggiati in primo luogo per la palese mancanza di serietà, la superficialità, il pressapochismo e la vergognosa negligenza con cui sono stati redatti i test, e in secondo luogo per il fatto che ora i sottoscritti si troveranno a competere nelle seguenti prove con un numero di candidati che per molte classi di concorso e università è addirittura decuplicato. Molti degli ammessi alla prova preliminare nella prima graduatoria stilata sono neolaureati o aspiranti insegnanti, i quali, non potendo contare sui punti aggiuntivi derivanti dal servizio, hanno puntato tutto sulle proprie capacità e conoscenze e che ora vedono seriamente compromesse le possibilità di accedere al tirocinio formativo a causa di una sanatoria intermedia che premia in maniera del tutto aleatoria e indiscriminata.
    Pertanto chiediamo con forza l’adozione di soluzioni rapide atte a tutelare la nostra posizione, quali il ripristino delle graduatorie precedenti o l’attribuzione di un bonus aggiuntivo ai candidati così platealmente penalizzati. Ricordiamo altresì che il decreto prevede l’attivazione del TFA anche in caso di numero di ammessi inferiore ai posti disponibili.
    Ci riserviamo di intraprendere al più presto un’azione legale collettiva al fine di vedere restituite dignità e serietà alla selezione.

  37. Egregio Professore,
    la domanda centrale che allo stato va posta è questa: dopo tutto quanto successo è possibile trovare una soluzione equa e legittimamente certa, che consenta il prosieguo del cammino dei tfa?
    Sicuramente questo non puù avvenire per mera dichiarazione del CINECA e del MIUR, “A seguito della verifica effettuata dalla Commissione ministeriale sono stati aggiornati i risultati.La valutazione deve ritenersi definitiva.”, ma a mezzo di una decretazione ministeriale finalizzata alla attuazione degli obbiettivi del decreto istitutivo dei tfa.
    L’errore centrale è stato fatto dal CINECA e dal MIUR nella pubblicazione delle risposte e dei risultati, quando è apparso evidente che si era davanti non solo ad un sistema di quesiti dalla scarsissima valenza accertatrice di preparazione culturale, scientifica o tecnica che è ciò che l’insegnante deve dare agli studenti, ma anche stracolmo di errori, strafalcioni, ambiguità. A tal punto o andava sospesa la continuità delle prove per una riscrittura degli stessi quesiti, o se le prove venivano continuate, il Ministro doveva nominare con propria decretazione una Commissione per verificare per tutte le classi, tutti i 60 quesiti secondo una determinata griglia - esempi: il quesito era chiaro?; prefigurava una sola risposta?; era pertinente con la classe del concorso? . La relazione con i risultati della Commissione e l’approvazione di essa da parte del Ministro avrebbero fornito un quadro più certo ed affidabile della validità del singolo quesito, della risposta corretta, della unicità della risposta … ecc. Ciò ancor prima di qualsiasi possibile identificazione di candidati, ammessi e non, avrebbe consentito più facilmente soluzioni politiche (che comunque restano le sole possibili) sia rispetto alla decisione sulle risposte errate-ambigue-non a risposta unica - sia rispetto al riporto dell’ammissione a 18 ed allo scorrimento della graduatoria ad esempio al doppio dei posti disponibili presso ciascun Ateneo; i risultati avrebbero avuto una loro incontestabile oggettività nel senso del lavoro delle Commissioni di verifica e delle decisioni del Ministro.
    La situazione oggi è ancora più difficile: la verifica delle Commissioni - non è pubblico né come nominate né secondo quale mandato - è stata del tutto parziale e sicuramente contestabile ed impugnabile- Il Ministro potrebbe almeno come primo passo decretare la verifica secondo determinata griglia di tutti i 60 quesiti per ciascuna classe di concorso Per citare il solo caso della A052 dubbi profondi restano ad esempio; per il quesito n° 2 : Scrisse il ” dialogo della salute” risposta Cineca : Carlo Michelstaedter, a parte la pertinenza del quesito rispetto alla classe di concorso,: Il titolo dell’opera di Michelstaedte, è ” dialogo della salute. E altri scritti sul senso dell’esistenza”; per il quesito 15 . La legge elettorale detta “legge Acerbo” è del: A) 1923. B) 1925 C) 1924 D) 1926- Il quesito così posto porta chiaramente alla risposta C) - 1924 - , perché l’iter legislativo attivato dal deputato Acerbo e mirante ad una legge elettorale che garantisse la maggioranza dei due terzi al partito con maggioranza relativa fino al 25%! , si concluse con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n.5 del 7 gennaio 1924 del regio Decreto 13 dicembre 1923 n. 2694 “Approvazione del testo Unico della Legge Elettorale Politica”; nell’Aprile successivo - 1924 – si votò con tale testo di legge elettorale e la domanda come formulata non può che far riferimento che a tale Testo; per il quesito n. 25….. per il quesito 26…(per non farla troppo lunga non riporto le motivazioni, in realtà facili ed evidenti che eventualmente Le svilupperò); per il quesito 33….Ne potrei aggiungere altre ma è la commisione che deve verificare tutti i Quesiti
    Non aiutano a cercare corrette e legittime soluzioni quelle posizioni - così come avverrà per i nuovi elenchi- che difendono sic et simpliciter le prime pubblicazioni dei risultati perche in esse erano stati dati punti anche a chi aveva nei fatti sbagliato e tolti a chi aveva risposto correttamente o a chi era stato fortunato o sfortunato per caso su domande sbagliate!!
    Cordialmente, Antonio

  38. Egregio Professore,
    la domanda centrale che allo stato va posta è questa: dopo tutto quanto successo è possibile trovare una soluzione equa e legalmente certa, che consenta il prosieguo del cammino dei tfa?
    Non vi è dubbio che questo possa avvenire per mera dichiarazione del CINECA e del MIUR, “A seguito della verifica effettuata dalla Commissione ministeriale sono stati aggiornati i risultati.La valutazione deve ritenersi definitiva.”, ma a mezzo di una decretazione ministeriale finalizzata alla attuazione degli obbiettivi del decreto istitutivo dei tfa.
    L’errore centrale è stato fatto dal CINECA e dal MIUR nella pubblicazione delle risposte e dei risultati, quando è apparso evidente che si era davanti non solo ad un sistema di quesiti dalla scarsissima valenza accertatrice di preparazione culturale, scientifica o tecnica che è ciò che l’insegnante deve dare agli studenti, ma anche stracolmo di errori, strafalcioni, ambiguità. A tal punto o andava sospesa la continuità delle prove per una riscrittura degli stessi quesiti, o se le prove venivano continuate, il Ministro doveva nominare con propria decretazione una Commissione per verificare per tutte le classi, tutti i 60 quesiti secondo una determinata griglia - esempi: il quesito era chiaro?; prefigurava una sola risposta?; era pertinente con la classe del concorso? . La relazione con i risultati della Commissione e l’approvazione di essa da parte del Ministro avrebbero fornito un quadro più certo ed affidabile della validità del singolo quesito, della risposta corretta, della unicità della risposta … ecc. Ciò ancor prima di qualsiasi possibile identificazione di candidati, ammessi e non, avrebbe consentito più facilmente soluzioni politiche (che comunque restano le sole possibili) sia rispetto alla decisione sulle risposte errate-ambigue-non a risposta unica - sia rispetto al riporto dell’ammissione a 18 ed allo scorrimento della graduatoria ad esempio al doppio dei posti disponibili presso ciascun Ateneo; i risultati avrebbero avuto una loro incontestabile oggettività nel senso del lavoro delle Commissioni di verifica e delle decisioni del Ministro.
    La situazione oggi è ancora più difficile: la verifica delle Commissioni - non è pubblico né come nominate né secondo quale mandato - è stata del tutto parziale e sicuramente contestabile ed impugnabile- Il Ministro potrebbe almeno come primo passo decretare la verifica secondo determinata griglia di tutti i 60 quesiti per ciascuna classe di concorso
    Per citare il solo caso della A052 dubbi profondi su limiti, errori, sStrafalcioni, restano, per citare qualche esempio per :

    il Quesito 15:
    La legge elettorale detta “legge Acerbo” è del:
    A) 1923
    B) 1925
    C) 1924
    D) 1926
    Risposta Cineca: A) 1923
    Il quesito così posto porta, invece, chiaramente alla risposta C) - 1924 - , perché l’iter legislativo attivato dal deputato Acerbo e mirante ad una legge elettorale che garantisse la maggioranza dei due terzi al partito con maggioranza relativa fino al 25% , si concluse con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n.5 del 7 gennaio 1924 del regio Decreto 13 dicembre 1923 n. 2694 “Approvazione del testo Unico della Legge Elettorale Politica” in attuazione dell’Art. 2 della legge 2444 del 3 dicembre 1923; il 6 aprile del 1924 si votò con il testo della legge elettorale del 7 gennaio del 1924 e la domanda come formulata non può che far riferimento a tale Testo. In tutti i libri e saggi di storia e di politica si afferma che le elezioni del 1924 si tennero in base alla “Legge Acerbo”: appare evidente che la conclusione dell’iter legislativo avviato dal deputato Acerbo è il succitato testo unico del 1924. Altrimenti bisognerebbe dire che tutti i libri di storia e saggi politici sono sbagliati!
    Per precisione si elencano le tappe che portarono alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 7 gennaio 1924:
    1) l’approvazione alla Camera della legge 2444, il 21 luglio 1923;
    2) l’approvazione al Senato della legge 2444, il 18 novembre 1923;
    3) la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 283 del 3 dicembre 1923 della legge n. 2444;
    4) il regio decreto 13 dicembre 1923 n. 2694, Approvazione del testo Unico della Legge Elettorale Politica”;
    5) ed infine la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regno d’Italia n.5 del 7 gennaio 1924 dell’ Approvazione del Testo Unico della Legge Elettorale Politica”.
    Naturalmente le tappe intermedie sono passaggi e fa testo l’atto definitivo con cui si è poi votato!

    Per il quesito 25.
    Indica il testo latino corrispondente al seguente periodo italiano:
    “Esortati i soldati, il console diede il segnale di battaglia”
    A) Hortatus milites, consul signum pugnae dedit
    B) Hortatos milites, consul signum pugnae dedit
    C) Militibus hortatis, consul signum pugnae dedit
    D) Hortans milites, consul signum pugnae dedit
    Risposta Cineca: A) Hortatus milites, consul signum pugnae dedit
    Va premesso che, sul piano metodologico “testo latino corrispondente al seguente periodo italiano” appare una formulazione non scientifica del concetto di traduzione, poiché, come è ben noto, nel passaggio da una lingua ad un’altra non c’è corrispondenza diretta, ma “traduzione”, poiché ogni lingua ha le proprie specifiche strutture sintattiche ed il proprio lessico.
    Entrando nel merito, l’unicità della correttezza della risposta A) è messa in discussione dal fatto che il verbo hortor, deponente, ammette però anche un significato passivo, nonché una forma non deponente horto, come attestato ad esempio sia dal dizionario oxoniense A Latin Dictionary, Oxford-Clarendon Press sia dal Dizionario Latino-Italiano Georges-Calonghi alla voce ‘hortor’ sia dal dizionario latino Campanini – Carboni alla voce “horto”.
    A titolo esemplificativo si riporta la voce “hortor” del già citato Charlton T. Lewis, Charles Short, A Latin Dictionary, Oxford Clarendon Press:

    a. Also in the act. form, horto , āre (Prisc. p. 797 P.), Enn. Ann. 554 Vahl.; perf. hortavi, Sen. Suas. 5, 8.—
    b. hortor , āri, in pass. signif.: ab amicis hortaretur, Varr. ap. Prisc. p. 793 P.; cf. Gell. 15, 13, 1: hoste hortato, Auct. B. Hisp. 1 fin.

    Come nell’ultima citazione, di conseguenza, è corretta anche la risposta in ablativo assoluto C) “Militibus hortatis, consul signum pugnae dedit”.
    È del tutto ovvio, infatti, che “esortati” può significare sia “avendo esortati i soldati” che “essendo stati esortati i soldati”.

    Per il quesito 26. Quale delle seguenti frasi latine corrisponde alla frase italiana
    “Nel frattempo, Cleomene era già giunto alla riva”?
    A) Haec dum aguntur, iam Cleomenes ad litus pervenerat
    B) Haec dum agerentur, iam Cleomenes ad litus pervenerat
    C) Haec dum agebantur, iam Cleomenes ad litus pervenerat
    D) Haec dum acta erant, iam Cleomenes ad litus pervenerat
    Risposta Cineca: A) Haec dum aguntur, iam Cleomenes ad litus pervenerat
    Oltre a quanto detto per il punto 25 sul concetto di “corrispondenza” e “traduzione”, emergono nello specifico più criticità in questa domanda.
    Partiamo dal dum: è vero che dum per lo più regge il presente indicativo per esprimere azione contemporanea a quella della proposizione principale (mentre, regge il congiuntivo nel discorso indiretto), tuttavia regge anche l’imperfetto indicativo e l’imperfetto congiuntivo (oltre al perfetto indicativo) come riportato da tutti i manuali di grammatica – universitari e liceali -, dai dizionari alla voce DUM (cfr. Dizionario Latino IL alla voce “dum”). Ciò trova riscontro nei passi che di seguito si elencano a titolo di esempio:
    1) Cicero, Pro Roscio Amerino, 91. 2-4: Dum is in aliis rebus erat occupatus qui summam rerum administrabat, erant interea qui suis volneribus mederentur (n. b., Cicerone è l’autore da cui è stata tratta la frase oggetto del quesito, per la precisione, Cicero, In Verrem, 2. 5, 91).
    2) Livius, 5. 47, 1: dum haec Veiis agebantur, interim arx Romae Capitoliumque in ingenti periculo fuit;
    3) Livius 7. 39, 1: consul educto in aestiua milite, dum quietos Samnites habebat, exercitum purgare missionibus turbulentorum hominum instituit, etc.;
    4) Livius 10. 36, 16: dum haec in Apulia gerebantur, altero exercitu Samnites Interamnam, coloniam Romanam, quae uia Latina est, occupare conati urbem non tenuerunt;
    5) Livius 10. 40, 9, dum his intentus imperator erat, altercatio inter pullarios orta de auspicio eius diei exauditaque ab equitibus Romanis.
    Ciò significa che sono equivalenti alla A) anche le due risposte: C) Haec dum agebantur, iam Cleomenes ad litus pervenerat (imperfetto indicativo) e B) Haec dum agerentur, iam Cleomenes ad litus pervenerat (imperfetto congiuntivo).
    Ma il problema di fondo è nell’errore di traduzione che intercorre tra la domanda e tutte e quattro le risposte, poiché l’avverbio “nel frattempo” non si traduce in latino con una subordinata “haec dum aguntur” o con le altre due equivalenti, ma con “interea” o “interim”: ovviamente con un avverbio non con una frase.
    Recuperando la citazione originale, presa da Cicerone, In Verrem, 2, 5, 91, si riesce a ricostruire agevolmente la dinamica dello “strafalcione”:
    “haec dum aguntur, interea Cleomenes iam ad Helori litus pervenerat”
    Ora ecco svelato l’arcano: “nel frattempo” non può essere tradotto con la frase del dum ma con interea: nelle risposte proposte è stato semplicemente eliminato “frattempo” ovvero “interea”: quindi le risposte offerte sono tutte sbagliate!!!! la traduzione sarebbe:INTEREA IAM CLEOMENES AD LITUS PERVENERAT
    In una versione di V Ginnasio, data la frase “Haec dum aguntur, iam Cleomenes ad litus pervenerat” o le altre equivalenti, a qualcuno, studente o docente, verrebbe mai in mente di tradurre “Nel frattempo, Cleomene era già giunto alla riva?”.

    per il quesito n° 2 ….:

    Non aiutano a cercare corrette e legittime soluzioni quelle posizioni che difendono sic et simpliciter le prime pubblicazioni dei risultati perche in esse erano stati dati punti anche a chi aveva nei fatti sbagliato e tolti a chi aveva risposto correttamente o a chi era stato fortunato o sfortunato per caso su domande sbagliate!!

    Cordialmente, Antonio

  39. Condivido e sottoscrivo.

  40. Egregio professore,
    con la nuova pubblicazione delle “domande non corrette” fatta con il comunicato del CINECA del 22 Agosto, significativamente diverse da quello precedente e tuttora presente sul sito CINECA e MIUR-con le pesanti conseguene sugli ammessi e sulle graduatorie siamo al totale CAOS. Da una parte si conferma l’assoluta necessità di rivedere correttamente, alla luce di una predefinita griglia, i 60 quesiti di ciascuna classe e di definire una “nuova matrice delle risposte esatte”, cui rapportare le risposte dei candidati per ridefinire il punteggio e dall’altra sempre più appaiono elementi che fanno ritenere necessari accertamenti di natura penale; la differenza tra i due elenchi di domande sbagliate è uno ennesimo, gravissimo, ma casuale svarione o è stato determinato da altre ragioni che, se non immediatamente chiarite, richiede l’accertamento della Magistratura?
    Sarebbe di una gravità estrema, totalmente ingiustificabile, se non si correggessero evidenti ed incontestabili limiti, errori o veri strafalcioni, tuttora presenti in domande non riconsiderate dalla Commissione di verifica, penalizzando con profonda giustizia alcuni candidati.
    In rapporto ai tre quesiti -15, 25 e 26- riportati come esempio di “limiti, errori e strafalcioni” della classe A052 -dopo la pubblicazione sul presente blog, mi è stato inviato per il quesito 15 una “aggiunta” che proprio toglie, se ci fosse stato!, ogni qualsiasi dubbio sulla correttezza della risposta C) 1924

    dal Portale Storico della Camera dei Deputati
    ……..1924
    Politica estera ed eventi internazionali
    domenica, 27 gennaio 1924….
    Politica, cultura e società
    martedì, 29 gennaio 1924…
    Parlamento e istituzioni
    martedì, 5 febbraio 1924….
    Politica estera ed eventi internazionali
    venerdì, 8 febbraio 1924…
    Politica, cultura e società
    martedì, 12 febbraio 1924…
    Politica estera ed eventi internazionali
    lunedì, 18 febbraio 1924…
    Politica, cultura e società
    giovedì, 28 febbraio 1924….
    Politica estera ed eventi internazionali
    sabato, 1° marzo 1924….
    Italia e Cecoslovacchia stipulano un accordo doganale.
    Politica, cultura e società….
    lunedì, 24 marzo 1924
    Politica estera ed eventi internazionali
    martedì, 25 marzo 1924…

    Parlamento e istituzioni
    domenica, 6 aprile 1924
    Si svolgono le elezioni politiche sulla base della nuova legge maggioritaria (regio decreto 13 dicembre 1923, n. 2694), elaborata dal segretario alla Presidenza del Consiglio, Giacomo Acerbo. Vota il 63,80% degli aventi diritto; il “listone”fascista ottiene il 64,9% dei voti.
    La nuova legge elettorale, “Testo Unico della Legge Elettorale Politica”, come detto, fu pubblicata concludendone l’iter legislativo sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n.5 del 7 gennaio 1924
    Cordialmente, Antonio

  41. Gentile dottore,

    Con la revisione ministeriale è successo qualcosa di inaudito, si è calpestato il merito di tanti giovani come me che, superato il test in prima battuta con tanto tanto studio, ora si vedono fuori dal tirocinio. Sì, perchè i candidati ammessi sono ora una miriade e l’anzianità di servizio, su cui ovviamente non posso ancora contare data la mia giovane eta, peserà come un macigno sull’esito finale. Le domande ‘abbuonate’ sono quasi tutte corrette e perfette nella loro formulazione. Basta un po’ di onestà intellettuale per rilevare questa situazione paradossale, cosa che Lei ha già fatto e di cui La ringrazio. La prego di continuare a far sentire la mia voce e quella di tanti altri ragazzi sfiduciati ed amareggiati. Distinti saluti.

  42. Egregio professore,

    sono uno dei tanti laureati profondamente amareggiati e delusi dall’esperienza fatta partecipando alla prima fase del concorso per accedere al TFA: sono stata collocata al quarto posto della graduatoria dell’Ateneo in cui mi sono iscritta (al quinto dopo la revisione delle domande) come seconda degli esclusi, perché, sebbene per poco, non ho raggiunto i 21 punti necessari.
    Entro subito in medias res risparmiandole i dettagli del mio percorso personale, i tanti sacrifici, la laurea conseguita con il massimo dei voti con una tesi in letteratura greca, le speranze riposte in un concorso che doveva finalmente premiare la vera cultura in vista di una scuola rinnovata, e le elenco i motivi per cui ritengo che la decisione di allargare il numero dei concorrenti idonei a passare alla fase successiva considerando valido per tutti, indipendentemente dalle risposte date, un numero di domande che varia secondo le classi di concorso, è ingiusta, arbitraria e non accettabile.

    1) A parte alcuni casi clamorosi, la maggior parte delle domande annullate dalla commissione di controllo, in particolare per la classe 043 accorpata alla 050, erano del tutto comprensibili, tanto che buona parte dei concorrenti aveva dato una risposta corretta.

    2) Le domande relative alla comprensione del testo erano del tutto chiare, anche se non sempre di facile soluzione ed annullarle è stato un atto arbitrario: molti concorrenti avevano dato risposte giuste questo dimostra che i quesiti erano comprensibili e sufficientemente chiari. L’annullamento ha finito con il premiare persone che si trovavano molto indietro in graduatoria senza peraltro risarcire chi come me non aveva superato il test per pochissimi punti.

    3) Il bando precisava che i concorrenti di ogni classe di concorso avrebbero dovuto rispondere a 60 domande: gli annullamenti decisi creano situazioni diseguali, dal momento che il numero delle domande considerate valide risulta essere differente da classe a classe. Vi sono classi in cui sono state annullate addirittura 25 o 26 domande!

    4) Pochi, anzi troppo pochi, sono stati i concorrenti che hanno superato il test alla prima valutazione, e quei pochi a maggior ragione devono essere tutelati e premiati! E’ inaccettabile che persone che non hanno dato la giusta risposta a ben 25-26 domande possano trovarsi in graduatoria accanto o addirittura davanti a quei geni che erano riusciti a superare dei quiz destinati a solutori più che abili…

    5) Ed eccoci infine all’ultimo punto, che poi non è altro che il punto di partenza: i quesiti proposti ai candidati erano nozionistici e difficili, troppo difficili…così difficili che solo un esiguo numero di partecipanti è stato in grado di raggiungere il punteggio minimo richiesto per accedere alla fase successiva. Non credo che per essere dei buoni insegnanti sia necessario conoscere Niccodemi, l’autore de “La nemica”(?) o Elio Pagliarani coautore con Guido Guglielmi di un “Manuale di poesia sperimentale” (domande poste alle classi 043 e 050).
    Ritengo che sia indispensabile, per un concorso così importante, l’indicazione di un programma e di precise indicazioni bibliografiche!
    Un’ultima osservazione: perché accorpare la 043 e la 050? Il livello di conoscenze necessarie per insegnare alla scuola media inferiore deve essere uguale a quello richiesto per insegnare alle scuole superiori?

    Con tanta amarezza
    Dott.ssa Elisabetta Biondi della Sdriscia

  43. Egregio prof. Bruschi,
    non posso non essere d’accordo con lei quando parla di buchi nella preparazione universitaria, soprattutto in merito alla storia e alla letteratura contemporanea. In genere in questi casi uno Stato corre ai ripari, cercando di trovare un modo per migliorare la qualità dell’insegnamento e degli insegnanti. Questi test potevano essere l’occasione per dimostrarlo. Ma purtroppo deve prendere atto del fatto che al centro di essi non c’era la voglia di selezionare i migliori, ma semplicemente tagliare. Tagliare più candidati possibili. Tagliare ad ogni costo. A questo punto spero nella seconda prova più che mai, dal momento che forse sarà la sola vera prova selettiva che premierà il merito, la bravura, l’impegno vero e costante. E’ quello che auguro a tutti i miei colleghi, di cuore.

    Ah, dimenticavo!
    Vorrei consigliare a lei e gli altri miei colleghi un paio di letture interessanti, piacevoli e di grande spessore di questi tempi (soprattutto al Miur ): dal Decameron di Boccaccio, novella 6 dell’ottava giornata (Calandrino e il porco) e novella 5 della nona giornata (Calandrino). Fino a qualche settimana fa credevo fossero tutte ambientate a Firenze (come lo credevo d’altra parte della novella di Frate Cipolla, che assurdità, eh?), ma evidentemente anche questa domanda è sfuggita al Cineca, alla prima e alla seconda correzione. Eh sì, perché entrambe queste novelle sono ambientate al di fuori di Firenze, anzi, la seconda arriva addirittura a Camaldoli, in provincia di Arezzo! Una delle domande del mio test recitava così:

    6. Novella di Boccaccio non ambientata a Firenze:
    A) Frate Cipolla
    B) Guido Cavalcanti
    C) Cisti fornaio
    D) Calandrino

    Alla luce della lettura, onestamente, lei cosa avrebbe risposto, sapendo che Frate Cipolla è ambientata a Certaldo, provincia di Firenze, Guido Cavalcanti e Cisti Fornaio sono ambientate a Firenze e che delle tre che hanno per protagonista Calandrino, una è ambientata a Firenze, l’altra in un podere poco fuori Firenze e l’ultima tra Camerata e Camaldoli, provincia di Arezzo?
    Buona lettura e in bocca al lupo a chi prosegue la sua corsa verso il miliard… Ah no, dimenticavo che qui siamo a “Chi vuol essere precario?”

  44. @Angela (e altri): i ricorrettori hanno ricorretto e messo una pietra sopra questa vicenda. Mi astengo dal commentare, sperando che qualcuno col diritto di accesso mi comunichi perché gli item sull’endecasillabo e su Pesci rossi sarebbero sbagliati… QUanto alla prima parte del suo intervento, in questo caso i tagli non c’entrano. C’entrano, piuttosto, un assetto dei percorsi universitari (3+2) che non mi è mai piaciuto e un uso dissennato dell’autonomia, con tanto di scontri tra i diversi SSD…

  45. [...] Paolo Ferratini, contro del professor Bertagna. Non ho molto da aggiungere alla vicenda rispetto a quanto ho già scritto, se non un paio di puntualizzazioni che mi sembrano doverose. Quando Paolo Ferratini asserisce [...]

  46. Gentile Max,

    ritorno sulla questione “cascata” per le classi di Lettere.
    A quanto mi pare di capire, prima della riorganizzazione delle c.d.c. dovrebbe valere (non mi è nota alcuna comunicazione ufficiale in proposito ma, stante la normativa vigente, pare potersi dedurre “e silentio”).
    Tuttavia a questo punto avremmo bisogno di una conferma ufficiale. Le faccio il mio esempio: ho già sostenuto le prove scritte per la 52, 51, 50, 43, ho superato quella per la 52, mentre attendo ancora i risultati delle altre. Mettiamo che io abbia superato anche la 43: a questo punto mi si pone un dilemma, puntare alla preparazione orale per la 52 - c.d.c. che maggiormente corrisponde ai miei interessi ma nella quale, come è noto, è molto difficile lavorare - oppure investire sulla 43 - dove è più probabile ottenere supplenze? Gli scritti sono stati in giorni consecutivi e non è improbabile che anche gli orali siano l’uno a ridosso dell’altro. Chiaramente la preparazione per l’orale sarà diversificata, i tempi sono stretti e non tutti possono permettersi di studiare “full time”. Insomma, Le chiedo se a suo avviso si può contare sulla certezza della “cascata”. è complicato mettersi in gioco senza avere contezza delle regole del gioco…
    La ringrazio per la sua disponibilità
    Benedetta

  47. @benedetta, l’ho sollecitata più volte e sono solidale con voi…. L’unica certezza che mi sento di darle, perché definita dalla norma senza alcuna possibilità di dubbio, è che con la 52 si porta a casa 51 e 50. Sulla 43, deve rispondere la DG al personale.

  48. La ringrazio della tempestiva (e solidale!) risposta. Già in primavera avevo posto - sempre su Suo suggerimento - il quesito alla DG al personale, da cui ho poi ricevuto la seguente testuale risposta:
    “Non è valida l’abilitazione a cascata” (il quesito riguardava genericamente le c.d.c. di Lettere, non solo 52 vs 43). Capirà ora le mie perplessità.
    Provvedo comunque a riproporre la domanda e a sollecitare un chiarimento ufficiale che, credo, potrebbe giovare a molti.
    Di nuovo La ringrazio

  49. @benedetta, ho sollecitato più volte la DG personale… il problema è fare domande precise… ad esempio, “cascata” è entrato nell’uso, ma non ha riscontro nella normativa.

  50. Gent.mo Dott. Bruschi,
    mi trovo nella condizione di essere stato ammesso e di essermi già immatricolato nel tfa della A039 a Bologna. Mi trovo però anche nella condizione di essere in pole - position per l’accesso al tfa della A017 a Modena, che deve ancora completare le selezioni. Premesso che - comunque - voglio e intendo fare il tfa della A039 per l’anno corrente, è veramente possibile immaginare che la norma che prevedere l’accesso in soprannumero per i sissini risultati idonei e in posizione utile per una seconda abilitazione non valga anche per i tfa? Mi pare una discriminazione. Secondo Lei è possibile una interpretazione estensiva che consenta - il prossimo anno, 2013-2014 - l’accesso in soprannumero (senza dovere rifare l’iter delle prove) per coloro che fossero risultati idonei e in posizione utile in più selezioni tfa poi abbiano optato (come impone la normativa) per la frequenza di uno solo?
    In caso di risposta negativa, non reputa sia una discriminazione tra fattispecie del tutto identiche? Che differenza c’è tra un soggetto che fosse risultato idoneo e in posizione utile per una seconda abilitazione ai tempi delle ssis e un soggetto che sia in posizione utile per due selezioni tfa?
    Grazie in anticipo.
    Gabriele Levoni

  51. Evitare i problemi riscontrati nella SSIS. Lasci stare le “discriminazioni”, sono piuttosto allergico… La norma nasce con un’altra ratio, e cioè che si sarebbe potuta provare solo una cdc alla volta.

Lascia un commento