Concorsi: le risposte del Ministro Profumo
Mi sembra opportuno riportare, nella sua intierezza, il dibattito/question time svoltosi il 14 giugno 2012 al Senato, in modo tale da consentire a ciascuno di farsi la propria opinione in merito, senza riassunti sbrigativi o interpretativi:
Presidente: Passiamo ora alle interrogazioni sul reclutamento del personale docente della scuola, con particolare riferimento al tirocinio formativo attivo, cui risponderà il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, professor Profumo.I senatori hanno facoltà di rivolgere le loro domande al Ministro per due minuti ciascuno.
POSSA (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POSSA (PdL). Signor Ministro, le sarei molto grato se fornisse indicazioni precise circa il prossimo bando di concorso per il reclutamento del personale docente della scuola, con particolare riferimento all’eventuale quota di assunzione riservata ai giovani che avranno superato il prossimo corso di tirocinio formativo attivo, prevedibilmente terminante nell’ambito dell’anno scolastico accademico 2012-2013.
Quello che ci preoccupa e ci occupa in questa sede è dare prospettiva ai nostri giovani, dare speranza. È stato detto molto bene in precedenza dal senatore Astore che questo è uno dei compiti fondamentali. Dobbiamo fare in modo che i nostri giovani, abilitati tramite questi corsi, abbiano, in questa prospettiva di assunzione attraverso i concorsi di reclutamento della scuola, la loro possibilità di inserimento. Questo naturalmente vale anche per i successivi anni.
Sarei grato al Ministro se potesse fornire dei chiarimenti su alcuni punti, sempre afferenti al tema del reclutamento, anche se non circoscritti al TFA. Mi riferisco alla necessità di chiarimenti sul numero di assunzioni previste con il prossimo bando di concorso, sulla data di scadenza per la presentazione delle domande, sull’articolazione delle assunzioni per classi di concorso e sulle classi di concorso in base a cui verrà organizzato il bando: ci si riferirà alle attuali classi di concorso o a quelle di prossima approvazione? Vorrei poi chiarimenti sull’eventuale articolazione territoriale o regionale del concorso, sulla quota delle assunzioni assegnata solo in base ai titoli e, infine, sulla quota delle assunzioni assegnata in base a titoli ed esami.
RUSCONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSCONI (PD). Signor Ministro, penso che concordi che nessuna riforma seria e convincente della scuola possa prescindere da una rimotivazione del personale docente, da come questa professione ridiventi oggetto di ambizione per i giovani più preparati e capaci. Ci piacerebbe però affrontare il tema del reclutamento, che sappiamo complesso, con chiarezza e risposte precise, chiudendo così la fase degli annunci e delle interviste.
In data 15 maggio 2012, come Gruppo PD della Commissione istruzione, abbiamo presentato l’Atto Senato n. 2855 sui costi del tirocinio formativo attivo, che possono superare, in alcune università, anche i 3.000 euro (minimo 2.000) senza tra l’altro che sia stata prevista alcuna modulazione in base alla situazione reddituale dei corsisti. Eppure, anche in questo ambito, il concetto di merito sarebbe stato importante per favorire i più capaci e magari meno abbienti.
In secondo luogo, docenti con un anno, due, tre anni di servizio nella scuola e per i quali non sembrava necessaria (anche da sue dichiarazioni) la prova preselettiva, dovranno o rinviare il percorso abilitativo minimo di un altro anno oppure sottoporsi ai test e ai relativi costi.
Da parte del Ministro si parla di attivare, parallelamente ai corsi TFA ordinari e speciali, due procedure concorsuali per aprire la scuola ai giovani. L’intento è positivo - lo ammettiamo - ma i candidati potrebbero essere 300.000 per 12.000 posti. I suddetti concorsi dovrebbero poi servire per le immissioni in ruolo del 2013-2014-2015. Ma per le immissioni in ruolo del 2012, da effettuarsi tra qualche settimana, come da decreto interministeriale 3 agosto 2011, quali risposte può darci?
PITTONI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PITTONI (LNP). Signor Presidente, signor Ministro, ho apprezzato che - accogliendo l’appello da me personalmente rivoltole all’inizio del suo mandato - abbia teso la mano agli insegnanti non abilitati che hanno maturato un certo periodo di attività, annunciando l’intenzione di agevolarli nell’accesso al tirocinio formativo attivo.
A questo punto, però, diventa davvero urgente il varo di un nuovo sistema di reclutamento, che preveda un adeguato filtro del merito (come nella nostra proposta già sul suo tavolo), in grado di correggere la pesante disomogeneità di valutazione sul territorio, pena l’ennesimo assalto alla diligenza, nell’illusione che l’abilitazione (magari con qualche furberia) porti quasi automaticamente alla cattedra, cosa che ovviamente non è e non deve essere.
Il candidato all’insegnamento va messo in condizione di valutare correttamente l’intero percorso (tirocinio formativo attivo più sistema di reclutamento), così che finalmente la scelta diventi un fatto di pura coscienza personale.
Nel vuoto attuale, la “paura” di numeri troppo elevati può spingere il Ministero a inserire paletti eccessivi, non riconoscendo, ad esempio, il riferimento a 360 giorni di servizio (sempre utilizzato dal 1971), corrispondenti a 2 anni scolastici, per consentire l’accesso ai corsi abilitanti.
Attenzione però: parametri diversi, se assunti senza cautele, alimentano il rischio di contenziosi volti a far risaltare il profilo professionale definito e stabilito dai contratti stipulati con i docenti delle graduatorie della III fascia d’istituto. E la direttiva europea 36/2005 CE stabilisce che tre anni di esperienza professionale sono assimilati a un titolo di formazione, non all’accesso a un anno di tirocinio per ottenere il titolo abilitante.
Le chiediamo, quindi, un intervento coordinato. Da una parte, un sistema di reclutamento che renda finalmente operativo un serio filtro della qualità della preparazione e dell’attitudine all’insegnamento dei candidati, mettendo così sotto controllo i numeri. Dall’altra, non eccedere nella limitazione dell’accesso diretto al tirocinio formativo attivo per gli insegnanti che già da tempo svolgono questa attività, quanto meno evitando di escludere chi ha maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativo, a partire dall’anno scolastico 1999-2000, naturalmente intendendo per anno di servizio i 180 giorni previsti dalla legge 3 maggio 1999, n. 124, articolo 11, comma 14.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Ministro, senza leggerle la litania dei numeri, che lei conosce e che anche noi conosciamo, la mia domanda sarà diretta e molto politica.
I suoi annunci sono stati successivi, e per certi aspetti anche apprezzabili, a livello di buone intenzioni. Poiché lei è ingegnere, e più volte ha ricordato di esserlo, le pongo allora una domanda politica: ci presenta un piano di fattibilità rispetto a queste sue buone intenzioni? Buone intenzioni che riguardano sia la riapertura dei concorsi, che il metodo con cui svolgerli, la premialità, il merito tout court, e che però non possono prescindere, signor Ministro, da un intervento di qualità sulla scuola. Un intervento che riguardi la capacità complessiva della scuola di essere a livello alto, così come ci chiedono l’Europa e la competizione internazionale, una scuola non per pochi, possibilmente per tutti: un piano di fattibilità che richiede tempi, risorse e collegialità del Governo, perché qui non si parla soltanto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ma di un Governo che sulla scuola deve saper investire con decisione, competenza e fermezza, e anche con la certezza delle risorse che mette a disposizione.
VALDITARA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDITARA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Presidente, signor Ministro, una buona formazione ed una meritocratica selezione degli insegnanti sono essenziali per una buona scuola, che dovrà, tra l’altro, essere sempre più oggetto di valutazione circa i risultati raggiunti anche al fine di premiare economicamente il merito ai docenti.
È necessaria, a mio avviso, la rapida approvazione di una legge che preveda procedure di reclutamento a numero programmato in relazione ai posti da coprire su base regionale. La selezione dovrebbe avvenire considerando innanzitutto i migliori laureati. Occorrerebbe poi prevedere un percorso successivo alla laurea in ogni Regione, che si concluda con un esame che renda decisivi i criteri omogenei di valutazione, così da evitare i vantaggi di partenza fondati sui titoli, che hanno talvolta un significato diverso da università ad università. È pure indispensabile una verifica delle attitudini all’insegnamento.
Un insegnante così selezionato dovrebbe permanere per almeno cinque anni nella Regione prescelta. Cosa intende fare, signor Ministro, a questo riguardo? Ci sono alcuni progetti di legge: qual è la sua posizione?
Lei ha preannunciato ora un concorso nazionale. Vorrei sapere, insieme con i colleghi che sono appena intervenuti, come intende organizzarlo.
È di fondamentale importanza pure la graduale soluzione del problema del precariato: si può programmare un percorso che dia a chi ne ha diritto una previsione di assunzione? E infine: nel 2012 vi saranno assunzioni di nuovi insegnanti?
CASTIGLIONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Presidente, signor Ministro, le pongo una domanda diretta per quanto riguarda il destino degli ex SSIS. Con la pubblicazione a dicembre del decreto che sancisce la partenza dei corsi per il TFA, acronimo che sta per tirocinio formativo attivo, di fatto si sono replicati, a mio avviso, quelli che erano i vecchi corsi SSIS.
In tutto questo, si crea sicuramente un vuoto normativo, un limbo per tutti coloro che avevano espletato questi corsi, tra l’altro a pagamento, presso le università, negli anni 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011.
So che alla Camera è stato approvato, a febbraio 2012, un ordine del giorno che prevedeva diverse possibilità.
Le chiedo di sapere se il Governo ha intenzione di istituire un tavolo con le organizzazioni sindacali e di dare risposta a questi soggetti che, pur avendo pagato e conseguito l’abilitazione, di fatto non possono essere inseriti nelle graduatorie e quindi non possono lavorare.
GIAMBRONE (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBRONE (IdV). Signor Presidente, signor Ministro, il Gruppo dell’Italia dei Valori è da svariati anni impegnato - come lei sa bene - sul campo del riconoscimento dei diritti degli attuali operatori della scuola, nonché sulla programmazione relativa al reclutamento dei futuri docenti.
Signor Ministro, sin dall’assunzione dell’autorevole carica che ricopre, lei ha affidato ai mezzi di comunicazione importanti dichiarazioni relative al mondo dell’istruzione e, in particolar modo, al reclutamento.
Ministro, le riconosciamo molto volentieri che non ha mancato peraltro di mostrare un certo margine di autonomia rispetto alle posizioni politiche del suo predecessore, nonché rispetto alle posizioni politiche dei Gruppi parlamentari che sostengono il Governo di cui lei fa parte. Lei ha annunciato sin da subito che il Ministero che dirige avrebbe predisposto un megaconcorso per la scuola - come ricorderà, si tratta di sue dichiarazioni - del quale - mi dispiace dirlo - non c’è ancora traccia, nonostante siano passati più di sei mesi dall’assunzione del suo incarico.
A tal riguardo, Ministro, l’Italia dei Valori è interessata a comprendere a che punto siano le attività volte ad indire il più volte sbandierato concorso nazionale ed in che modo si procederà al conteggio dei posti messi a concorso, non avendo il suo Dicastero ancora provveduto all’emanazione del decreto ministeriale di riordino delle classi di concorso della scuola. Come lei ben sa, la normativa di riferimento è ormai molto datata: risale al 1998. Ad opinione dell’Italia dei Valori, non si può procedere all’indizione di un concorso nazionale per il reclutamento dei docenti senza conoscere quali cattedre abbiano bisogno di esser coperte e quali abbiano già oggi un esubero di personale.
Le ricordo che, con nota del 29 maggio scorso, il MIUR ha precisato quanto segue, che leggo testualmente: «L’avvio dei moduli aggiuntivi ai corsi di TFA, riservati ai docenti non abilitati, con servizio» richiedendo «una modifica del decreto ministeriale n. 249 del 2010 (…)» seppur in fase «di approvazione (…) non potrà concludersi in tempi brevi». Continua poi dicendo: «nell’anno scolastico 2012-13 vi sarà l’istituzione di un doppio percorso di TFA». Il primo concorso, per così dire standard, avrà una prova di selezione, quindi un percorso di formazione in aula, tirocinio ed esame finale; l’altro permette, invece, ai docenti con tre anni di servizio di accedere direttamente alla formazione in aula e all’esame finale.
L’Italia dei Valori vorrebbe sapere, signor Ministro, quando questo decreto istitutivo del percorso formativo per i docenti con servizio vedrà la luce e, più nel dettaglio, come verranno computati i tre anni di servizio citati; ovvero se si considereranno gli anni scolastici o quelli solari, e se questi saranno comprensivi o meno dei mesi estivi in cui l’attività scolastica non è svolta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere congiuntamente agli interroganti il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, professor Profumo.
PROFUMO, ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Signor Presidente, signori senatori, ho provato a sintetizzare le domande rivolte, essendo in alcuni casi ripetitive.
La prima risposta è relativa ai costi dei percorsi TFA, per i quali, anche a seguito di un confronto con gli atenei, risulta che l’importo della tassa oscilla tra 2.500 e 3.500 euro. Tale aspetto è stato oggetto di valutazioni in seno alla Conferenza dei rettori delle università italiane, la quale ha collaborato attivamente con il Ministero nella gestione di un processo molto complesso. Nell’ambito di tale oscillazione è consentito ad ogni ateneo di utilizzare ulteriori parametri di graduazione della tassa che possano tener conto della condizione reddituale del candidato. Nel far presente che tale valutazione rientra nella sfera di autonomia delle università, il Ministero non mancherà di segnalarne l’opportunità agli atenei per il tramite della Conferenza dei rettori.
Il secondo punto riguarda i docenti che hanno svolto un servizio per 360 giorni. Quanto ad iniziative in favore dei docenti non abilitati che hanno svolto servizio di insegnamento in qualità di supplenti, si condivide l’opportunità che venga previsto un diverso percorso finalizzato al conseguimento dell’abilitazione. Come ben ricordate, i momenti sono tre: un momento iniziale di test, un momento in aula e un momento di tirocinio. Queste persone, avendo già fatto un percorso all’interno della scuola, si ritiene che non abbiano la necessità di avere il percorso in tirocinio e il percorso di selezione. In proposito, sono in corso di definizione le modifiche al decreto ministeriale n. 249 del 2010, al fine di istituire per detti docenti percorsi formativi abilitanti speciali che non prevedano il test di ingresso e il tirocinio e che saranno quelli della primavera del 2013.
Per quanto riguarda i prossimi concorsi per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola, sono in programma due bandi di concorso: uno prima dell’estate e il secondo nella primavera del 2013. Il primo, che si svolgerà secondo le vecchie regole, quindi quelle attuali, riguarderà i posti disponibili negli anni scolastici 2013-2014 e 2014-2015. In questo concorso le classi di concorso sono quelle attuali, perché per quelle nuove, che sono circa metà rispetto alle precedenti, è stato concluso l’iter tecnico e adesso è avviato l’iter amministrativo che si concluderà per la fine dell’anno. I posti a concorso sono circa 7.400 e sono stati validati dal Ministro dell’economia e delle finanze sulla base dei pensionamenti dell’anno precedente. C’è stato un po’ di ritardo rispetto al previsto, perché con la nuova normativa sui pensionamenti c’è stata necessità di fare un riconteggio rispetto alla valutazione iniziale.
Il secondo concorso, quello della primavera dell’anno prossimo, sarà avviato con una nuova procedura volta a introdurre criteri di selezione più rispondenti a principi di selettività e valorizzazione della capacità delle persone.
Per il primo concorso, pur mantenendo ancora la struttura prevista della normativa vigente, vi è una novità, cioè una delle due prove previste verterà sulla competenza delle persone e la seconda consisterà in una simulazione di lezione in Aula, in modo da poter valutare anche la capacità della persona di relazionarsi all’interno dell’aula e di rapportarsi con gli studenti. Naturalmente, questo sarà formalizzato nella nuova modalità di gestione dei concorsi.
Alle future procedure concorsuali, a differenza di quanto avvenuto in passato, potranno partecipare gli aspiranti già forniti di abilitazione conseguita attraverso i precedenti percorsi abilitanti o attraverso il tirocinio formativo attivo introdotto dal decreto ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010 («Regolamento concernente la definizione dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti»). È prevedibile che alle selezioni partecipi una quota rilevante dei candidati anche attualmente inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e coloro che stanno per esservi inseriti nella fascia aggiuntiva introdotta dall’articolo 14 del decreto-legge n. 216 del 2010, convertito dalla legge n. 14 del 2012 (il cosiddetto milleproroghe del 2012).
Infine, per la ex Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario (SSIS) è previsto un tavolo con i sindacati per fare quella valutazione che io ritengo necessaria, come da lei proposto.
PRESIDENTE. Hanno ora facoltà di replicare gli interroganti per un minuto ciascuno.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBARBATI (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI). Signor Presidente, signor Ministro, la ringrazio per i dati che ci ha fornito e che in gran parte conoscevamo già, per via delle sue dichiarazioni e delle sue risposte alle organizzazioni sindacali.
Credo però che, in buona sostanza, alla mia domanda, che era più politica, lei non abbia risposto. Le ho chiesto una cosa molto particolare, cioè un piano di fattibilità, e lei sa meglio di me cosa sia. Lo aspettiamo da molto tempo: tutti parlano di scuola e dicono che vogliono fare grandi cose, ma un piano di fattibilità vero, con certezza di risorse e tempi di esecuzione, non c’è mai.
Siamo preoccupati per la qualità della scuola, per la carenza di interventi strutturali sulla scuola stessa, per impegnarla sulla modernità, sulle nuove tecnologie, su nuovi contenuti aderenti a quello che oggi la società della scienza e della comunicazione ci impegnano a rilevare in maniera diversa. Rassegno a lei queste mie preoccupazioni, sperando che il Governo le faccia proprie e risolva la situazione.
POSSA (PdL). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
POSSA (PdL). Signor Presidente, ringrazio anche io il Ministro per i dati forniti nel suo chiarimento alle nostre domande. In particolare, ritengo che vi sia l’accoglimento delle richieste provenienti dai giovani che hanno in animo di frequentare questi corsi TFA (tirocinio formativo attivo) il prossimo anno, così come per gli anni successivi. La citata sequenza dei due primi bandi di concorso fa pensare che vi sia questo andamento sempre più privo di soluzione di continuità tra coloro che riescono ad abilitarsi tramite quei corsi e coloro che effettivamente hanno l’opportunità di essere reclutati nella scuola.
RUSCONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUSCONI (PD). Signor Ministro, sono parzialmente soddisfatto nel complesso, mentre sono pienamente soddisfatto per la puntualità e la precisione delle risposte, soprattutto sul TFA.
A me resta un rammarico, perché speravo che finalmente, con questo Governo e con questo Ministro, andasse diversamente. Quando l’Italia considererà il sapere e la conoscenza una priorità? Penso alle scelte che ha fatto la Germania in piena crisi, con risorse aggiuntive. Altrimenti, il messaggio che si dà agli insegnanti presenti e ai giovani che vorrebbero magari guardare a questa professione è che l’attività di insegnamento non sia importante per il Paese. Sarebbe però un segnale molto negativo.
Faccio una proposta concreta: perché il Ministero non si fa carico di una quota del costo dei TFA, almeno per i più meritevoli, ma meno abbienti? C’era una volta una grande cifra stanziata per il merito. Non si sa che fine abbia fatto.
PITTONI (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PITTONI (LNP). Signor Ministro, le rivolgo un appello a prestare la massima attenzione al mantenimento del carattere ad esaurimento delle liste che così si chiamano, perché, se non riusciamo ad esaurire quella graduatoria, c’è il rischio che anche la riforma del reclutamento non trovi applicazione prima di chissà quando.
VALDITARA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VALDITARA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI). Signor Ministro, è stato chiaro sul concorso e sul TFA, mentre non ha risposto sulla programmazione dell’assunzione dei precari, ma su questo ci sarà sicuramente tempo per approfondimenti, e anche sul discorso di un nuovo sistema di reclutamento, come quello che diversi disegni di legge da tempo in discussione in Commissione hanno evidenziato e che io ho cercato di riassumere. Sarebbe importante da parte sua una posizione più precisa, perché il concorso può essere utile in una fase transitoria, ma non ritengo che possa essere lo strumento adeguato nel lungo periodo.
CASTIGLIONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI). Signor Ministro, naturalmente sono soddisfatta. Mi fa piacere che lei al più presto convocherà le organizzazioni sindacali, perché una soluzione per queste persone va trovata. È giusto collocarle in un ambito ben preciso e non lasciarle ancora in questo limbo.
GIAMBRONE (IdV). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMBRONE (IdV). Signor Ministro, non mi pare che sia risolutivo ciò che lei ha appena annunciato. Il tema è uno (glielo dico con grande chiarezza): o le politiche per il mondo della scuola, dell’università e della ricerca tornano ad essere centrali nell’azione del Governo, o avremo fallito quest’esperienza. È una scommessa importante. Ce la sentiamo di farla? Penso che il mondo della scuola meriti una grande attenzione, perché è fatto di grandi professionalità e competenze che, per troppi anni, sono state abbandonate e mortificate e che devono, invece, essere valorizzate.
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time) all’ordine del giorno è così esaurito.
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Vanno bene i concorsi… Mi chiedo però i precari che lavorano da anni nella scuola con incarichi dal 1 settembre al 31 agosto su posti vacanti che hanno acquisito punteggi su punteggi che devono fare ancora? Lo scorso anno è stato siglato un piano triennale di assunzioni, sarà risprttato quest’anno? A breve cioè ci saranno le immissioni ? Perchè pensare al 2013 senza pianificare prima quello che potrebbe accadere tra qualche settimana? Grazie
@Bruschi. 360 giorni… mi sembrava di ricordare che si parlasse di 3 anni; diamo forse i numeri? Tutto questo non fa che togliere serenità a coloro che si accingono a preparare le prove del tfa “ordinario”…
Gabriele Levoni
Non posso che augurarmi che il piano triennale sia rispettato. Non vedo come né perché non dovrebbe esserlo!
Intanto, se anche dovesse essere rispettato il piano triennale, non lo sarà certamente nei numeri, a causa della ben nota legge Fornero.
Infatti il ministro ha parlato di 7400 posti nel triennio 2013/2015 riservati ai concorsi; il resto immagino (e spero) alle GaE. Piuttosto pochi se si pensa che il governo precedente ne aveva previsti (mi corregga se sbaglio) circa 22000 all’anno per tre anni nel triennio di riferimento. Inoltre, non si è ben capito se al concorso “autunnale” possano partecipare anche i non abilitati purchè laureati entro un certo anno accademico. Può chiarire questo aspetto? Grazie
Ancora un’altra domanda. Il ministro ha parlato di nuove modalità di espletamento del concorso: una delle due prove dovrebbe essere una lezione simulata. Le chiedo se la nuova modalità riguardi già il primo dei due concorsi previsti. Grazie di nuovo
Mi piacerebbe conoscere le intenzioni del Ministero dell’istruzione circa il piano triennale di assunzioni nella scuola firmato lo scorso Agosto. Verrà rispettato e con quali cifre? Ho letto di circa 12000 nuove immissioni…. ma i posti vacanti per il corpo docente non dovrebbero essere più di 20000? grazie
@francesco: sì. Il vincoli sono quelli stabiliti dall’art. 400 del Testo Unico e basta.
@Loretta: l’idea di Gelmini era che, fatti i tagli ai quadri orari previsti da… 13 anni (si guardi la legge 30) si potesse procedere a coprire tutti i posti vacanti di anno in anno. Il meccanismo assunzionale prevede due passaggi: il primo, è il piano di fabbisogno triennale (che c’è) e indica il massimo. Il secondo, annuale, autorizza le assunzioni a seconda del fabbisogno non preventivato, ma effettivo: ci possono essere infatti variazioni (come nel caso presente della riforma Fornero).
@levoni: si tratta di una semplice “ripresa” delle parole di Pittoni. L’orientamento non mi risulta essere cambiato. Il problema è che, con tutta questa enfasi sulle nuove tecnologie, non si tiene comunque conto del loro impatto: e cioè di come le informazioni siano disponibili facilmente a tutti e di come gli errori o le sbavature o le opacità corrano in rete e si diffondano con una velocità che richiederebbe una maggiore attenzione.
Credo che la risposta che mi ha dato si riferisca alla seconda domanda. Potrebbe gentilmente chiarirmi la questione relativa all’accesso ai futuri concorsi?
@francesco: sugli “aventi diritto” alla partecipazione esistono tre norme: una che riserva la partecipazione agli abilitati, altre due, in deroga, che consentono la partecipazione ai diplomati magistrali, ai laureati entro un certo anno (a seconda della durata dei corsi), ai laureati aventi titolo qualora il numero delle domande di docenti abilitati sia inferiore al triplo dei posti messi a bando. Quanto alle prove, la norma assegna alcuni margini di intervento riservati al bando. Dunque, anche in un concorso con vecchie regole le prove possono anche essere modulate come “simulazione”.
Quindi, se non ho frainteso le parole del Ministro, per poter partecipare ai percorsi formativi abilitanti speciali basta aver svolto un servizio per 360 giorni.
E’ così, dottor Bruschi?
Grazie.
No, le ha fraintese. Consiglio di aspettare l’atto.
Dopo l’espletamento dei concorsi, una quota delle immissioni in ruolo sarà riservata ai vincitori ed un’altra agli aspiranti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento?
Andrea, è già così: 50% da GAE, 50% da concorsi.
Gentile dott. Bruschi, alcuni giornali (Corriere della sera, la Stampa) riportano che il ministero ha intenzione di riservare nei concorsi che verranno banditi prossimamente, una quota (10-15%) ai giovani under 30. Premesso che, almeno nella prima tornata concorsuale, ciò sarebbe piuttosto difficile, (dal momento che non potrebbero partecipare gli abilitandi TFA), una norma del genere non creerebbe disparità tra i candidati e sarebbe quindi fonte di contenzioso?
@francesco: io NON lo farei. Per ragioni di carattere culturale (un concorso è un concorso, e nella mia cultura tutti devono avere le stesse possibilità, senza quote riservate), e per ragioni di carattere tecnico. Una norma del genere, per di più in un bando, sarebbe immediatamente impugnata, a mio parere con qualche possibilità di successo. Potrei sbagliare, ma preferirei non rischiare…
Gentile Dott. Bruschi, sono una insegnante di scuola primaria iscritta nella terza fascia della graduatoria di istituto. Volevo chiederle se anche i diplomati prima dell’anno scolastico 2001/2002 potranno partecipare al concorso o solo svolgere il TFA. A me sembrava di aver capito non potessimo partecipare ma Il Messaggero, nell’edizione di ieri, affermava che per primaria e infanzia era sufficiente il diploma. Potrebbe fare un pò di chiarezza? Grazie
Barbara, il tutto è regolato da un decreto interministeriale: http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/magistrali.html che rende permanente la validità concorsuale del titolo.
Grazie… inizio a studiare