Profumo: sì ai concorsi e modifica della procedura attraverso regolamento

Nel rispondere al question time alla Camera dei deputati (in calce il resoconto stenografico), il ministro Profumo sembra aver messo alcuni punti fermi: attivazione della procedura concorsuale appena terminata la ricognizione dei posti vacanti e disponibili e semplificazione della procedura concorsuale attraverso un decreto regolamentare, completando così la delega Fioroni che già ha consentito la redazione del DM 249/2010 sulla Formazione iniziale dei docenti.
Si tratta di una scelta a mio modo di vedere condivisibilissima nel merito, perché il concorso rappresenta la via d’uscita principe alla “Salerno-Reggio Calabria” delle Graduatorie, e saggia nel metodo, vista la decisione di abbracciare un percorso regolamentare per la revisione della vetusta procedura concorsuale.
Occorrerà, giova sottolinearlo, che l’amministrazione metta in luce le possibilità e i limiti dello strumento regolamentare, senza dar corso a piegature fantasiose che rischierebbero di dare spazio ai veti degli organi di controllo e al purtroppo consueto strascico di contenziosi.
Eppure, attraverso un decreto si potrebbe garantire il raggiungimento di alcuni obiettivi largamente condivisi: una cadenza biennale regolare, una platea preselezionata di persone già abilitate (con l’opportuna ciambella di salvataggio, per le microclassi di concorso e per gli ITP in attesa di specifico percorso, offerta dal decreto 460/1998), il bando a cattedra senza creare ulteriori graduatorie, la possibilità di incrociare, attraverso il riconoscimento e la certificazione di titoli professionali, le caratteristiche dei vincitori con le necessità delle scuole di assegnazione, la revisione dell’anno di prova. Non poco, direi!

Francesco Profumo, Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca: Signor Presidente, in risposta a quanto rappresentato dagli onorevoli interroganti, faccio presente, anzitutto, che sul reclutamento del personale docente della scuola, attualmente articolato in due canali di alimentazione, graduatorie e concorsi, di pari incidenza, è in corso, su mia precisa indicazione, un approfondito esame, da parte dell’amministrazione, anche al fine di individuare modalità appropriate per consentire l’accesso ai ruoli dei docenti più giovani.
L’indizione di nuovi concorsi presuppone l’individuazione dell’effettiva consistenza dei posti vacanti e in tal senso il Ministero sta procedendo ad una ricognizione per accertare, nelle varie realtà territoriali, la disponibilità di posti e il relativo esaurimento delle corrispondenti graduatorie.
Sul tema sono intervenuti tre elementi di novità che, influendo sulla disponibilità dei posti da mettere a concorso, devono essere in tal senso attentamente valutati. Mi riferisco in primo luogo alle procedure sulla mobilità interprovinciale del personale inserito nelle graduatorie ad esaurimento, personale che, come è noto, anche alla luce di quanto deciso dalla Corte costituzionale con sentenza n. 41 del 2011, può transitare dalla graduatoria di una provincia a quella di un’altra, così modificando l’entità numerica delle graduatorie stesse. In secondo luogo mi riferisco al completamento, da parte delle regioni, dei piani di ridimensionamento della rete scolastica che, nel caso di chiusura o accorpamento di scuole o plessi, possono comportare variazione negli organici.
Infine il riferimento è alle nuove norme sui pensionamenti che, prorogando ulteriormente la permanenza in servizio del personale di ruolo prossimo al termine della carriera, limitano di fatto le disponibilità di posti da destinare alle immissioni in ruolo.
Una volta accertata la consistenza delle disponibilità, è mia ferma intenzione procedere immediatamente all’indizione dei concorsi sui posti vacanti e disponibili, tenendo conto delle legittime aspettative dei giovani che usciranno dai corsi di tirocinio formativo attivo (TFA) in fase di attivazione. Si valuterà altresì l’opportunità di introdurre elementi di semplificazione della procedura concorsuale, attraverso lo strumento regolamentare di cui all’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007 n. 244.
Per quanto riguarda l’iniziativa della regione Lombardia, richiamata dagli onorevoli interroganti, devo segnalare di aver avviato con tutte le regioni un confronto generale che ha sullo sfondo l’operatività del titolo V della Costituzione nel campo dell’istruzione.
In tale percorso saranno affrontati temi di interesse comune e saranno ricercate soluzioni condivise, ivi inclusa la possibilità di avviare progetti sperimentali sul reclutamento, se del caso con forme innovative, ferma restando la competenza esclusiva dello Stato a dettare la disciplina della materia.
 

54 Risposte a “Profumo: sì ai concorsi e modifica della procedura attraverso regolamento”

  1. Gent.mo Dott. Bruschi,

    a questo punto la ciambella di salvataggio del decreto 460/1998 sembra essere non più una norma vetusta da abrogare (come Lei stesso ipotizzava), ma una concreta possibilità per quelle che Lei chiama le ‘micro classi’ di concorso. In pratica, laddove vi sia un numero di abilitati inferiore a 3 volte il numero dei posti a bando, sarà consentita la partecipazione al concorso anche ai non abilitati, ferma la possibilità per i vecchi laureati privi di abilitazione di partecipare comunque a prescindere dal contingente (in ossequio al principio, rispettato anche per il tfa, della salvaguardia della validità temporale dei titoli di accesso).

    Si va forse verso la divisione delle classi di concorso in due grandi famiglie?
    - macro classi: laurea magistrale + tfa + concorso biennale (poveri loro!);
    - micro classi (sulla base di un criterio esclusivamente “numerico”): laurea e requisiti DM 39/98 - 22/05 + concorso alla bisogna
    risparmiando in tal modo l’attivazione di lauree magistrali e tfa per pochi insegnanti (ovviamente sto pensando alla mia cara A039 - Geografia)
    E’ una ipotesi plausibile?
    Comunque la tempistica del concorso non può essere certo ottobre 2012 (come dichiarato in precedenza dal ministro), salvo escludere il primo ciclo tfa o fare un ciclo-burla con tre lezioni di pedagogia in giugno e 3 ore di tirocinio in settembre.
    Sbaglio?

    Posso fare notare nuovamente una cosa? Il problema non è solo quello di individuare un sistema di reclutamento adeguato per coprire le cattedre vacanti, ma anche quello di creare un sistema di reclutamento adeguato per coprire le supplenze, ivi comprese quelle annuali (attualmente siamo nella situazione in cui, in alcuni casi, gli organici di fatto sono ben più ampi degli organici di diritto; tali differenze, più che contingenti, sono strutturali, ma non generano posti per i ruoli). In assenza di iniziative, laddove non vi sia il salvagente degli esauriti (nel senso di inseriti nelle graduatorie di esaurimento, che già di per sè può essere causa di esaurimento nervoso), ci si affiderà a piene mani ai muniti di titolo - privi di abilitazione inseriti nella vituperata terza fascia delle graduatorie di istituto.
    D’altronde, finchè gli organici sono così rigidi, non vi sono molte alternative che rivolgersi ai comuni laureati che scalano le graduatorie con il solo servizio e le raccolte punti.

    Conclusione: la riforma, impostata così, è monca e lascia fuori un pezzo molto importante del reclutamento.

    Ringrazio anticipatamente
    Gabriele Levoni

  2. Come farà il Ministro a cancellare con un colpo di spugna più di 250.000 Precari. Gli Abilitati dei prossimi TFA scavalcheranno i precari con oltre 20 anni di servizio?

  3. Gentile Bruschi,
    sono un congelato siss in attesa di risposta…da 5 anni…ricordo l’anno scorso di questi tempi il suo entusiasmo, le sue certezze, i suoi dantismi…e alla fine siamo ancora qui a scriverci su presunti avvii di questio benedetto tfa..che mi dice?
    Grazie,
    C.

  4. @ciro: le dico che sino a un certo punto ero responsabile della procedura, che tenevo monitorata minuto per minuto e provvedimento per provvedimento. I decreti sui numeri non sono passati per le mie mani e il loro successivo iter è in capo, a quanto mi risulta, al gabinetto dell’on. Ministro. Ho notizie frammentarie e de relato, così come informalmente mi sono state chiesti delucidazioni e consigli che ho prontamente dato. Non so però se abbiano avuto un seguito, né come, né con quale esito.
    @nello: e perché mai si dovrebbe cancellare qualcosa? tutto è nella norma. Se poi una persona abilitata da breve tempo risulta, in sede concorsuale, più brava e preparata, e arriva prima degli altri, mi sembra che tutto sia nella norma. E mi sembra che il creare una corsia di sorpasso sia cosa buona e giusta. Quanto ai vent’anni, ricordo che l’utimo concorso fu fatto nel 1999/2000 e che i veri vincitori andaro in cattedra subito…
    @levoni: concordo con lei, non da oggi, sulla necessità di ripensare il sistema delle supplenze e l’organico dell’autonomia potrebbe essere, a regime, la soluzione. Quanto al duplice sistema, non concordo. Nel senso che la ricomposizione delle classi di concorso e la definizione di un nuovo sistema di formazione iniziale per gli ITP (cose strettamente collegate, in questo caso…) dovrebbero risolvere il problema. Aggiungo che si potrebbe tranquillamente bandire il primo concorso per i percorsi che hanno avuto continuità nella formazione, l’anno dopo per i percorsi che questa continuità non hanno avuto, e così via, regolarmente. Una soluzione, questa, di indubbia praticità e che avrebbe il vantaggio di “rodare” subito il nuovo sistema con numeri minori.

  5. benissimo, abbiamo scaricato il barile! Si assuma le sue responsabilità caro Bruschi, e almeno riconosca la gestione sciagurata di istruzione e ricerca da parte del ministro gelmini, che lei sosteneva e “consigliava”. Quello che è chiaro, dal suo politichese, è che confusi si è adesso come confusi si era prima, quando si millantava “sugel ch’ogni omo sganni”. Non avevate nemmeno la minima idea di come e in che tempi far partire i tfa (sbandierati come una vittoria) e continuate a non averla (con la piccola differenza che adesso ci si nasconde dietro l’alibi di un cambio di governo). Il dramma dell’Italia è che ci si è messi per anni in mani del tutto incompetenti. Cordiali saluti, Ciro.

  6. @Bruschi. Non credo che l’organico dell’autonomia possa essere la soluzione al problema delle supplenze, almeno per quanto concerne l’attribuzione di una parte di esse a personale non abilitato (sottoscritto compreso), che - mi pareva a suo tempo di capire - Lei percepisce come un problema.

    Per le classi di concorso esaurite, se vale l’equazione

    n. posti tfa = n. posti ruoli = n. posti vacanti in organico di diritto

    (perchè il numero di posti per il tfa è agganciato alle disponibilità, giusto? Quindi, nei fatti, reclutamento e abilitazione non sono ancora separati, perchè l’abilitazione crea ancora legittime aspettative al ruolo: giusto?)

    allora vale anche la seguente equazione:

    organico di fatto - organico di diritto = ore assegnate a supplenza = ore assegnate a personale non abilitato (terza fascia di istituto)

    Come potrebbe l’organico funzionale porre rimedio a tutto questo? Mischiando classi di concorso e atipicità come già avvenuto per il personale di ruolo? Facendo insegnare tutto a tutti purchè dotati di qualsivoglia abilitazione? Se così fosse perderebbe di senso la struttura stessa del tfa, la cui prova di accesso ha lo scopo preliminare di verificare le conoscenze disciplinari.

    Come ne veniamo fuori, Dott. Bruschi, dalle graduatorie di istituto, cioè da una situazione in cui persone insegnanto una materia per 10 anni senza che lo Stato riconosca loro alcuna abilitazione per farlo?

    Altra cosa. Se (sempre con esclusivo riferimento alle classi di concorso con gae esaurite o esaurende)

    n. posti tfa = n. posti ruoli

    Allora l’equazione di cui al D.M. 460/1998, cioè:

    n. partecipanti al concorso >= n. ruoli a bando x 3

    non è rispettata, a meno che - a normativa vigente - al concorso non partecipino vecchi laureati (ante 2001, 2002, 2003) in numero = a n. ruoli x 2; infatti a questi ultimi è salvaguardato il diritto di accedere al concorso pur privi di abilitazione, in quanto il loro titolo ratione temporis lo consentiva.

    Se non si verifica questa ipotesi, mancando una platea concorsuale sufficiente, sarà possibile garantire l’accesso anche ai ‘trombati tfa’, cioè ai non abilitati, a meno di modificare la normativa.

    Paradossalmente, la conseguenza estrema del ragionamento è che:

    - per le cdc con gae sature ci sarà una platea concorsuale adeguata, formata da abilitati gae e abilitati tfa, senza possibilità per i laureati post 2001 privi di abilitazione di partecipare;

    - per le cdc con gae esaurite o esaurende vi sarà una platea concorsulae non adeguata (inferiore a 3 volte i posti messi a bando), con possibilità - di fatto permanente - per i laureati (vecchi e nuovi) non abilitati di partecipare, vanificando la stessa attivazione del tfa (che a quel punto non servirebbe più: si potrebbe andare in ruolo direttamente con il concorso). A meno di cambiare la normativa.

    Tutto questo a meno di sganciare completamente i numeri delle abilitazioni da quelli dei ruoli.

    Realmente crede che questa ipotesi sia così remota?
    E davvero crede che questo sistema non finirà nel medio periodo per alimentare - in luogo del precariato degli abilitati - il precariato dei non abilitati?

    Gabriele Levoni

  7. insegnanti A076 laureati in economia aziendale e abilitati A017 cosa devono fare? attendere la riconversione o chiedere passaggio di cattedra?o restare nella A076?
    grazie Lucia

  8. Balle! io ho vinto il concorso del 1999/2000, arrivata 60° su 1500 iscritti, sorpassata per anni dai sissini! Ma quale cattedra subito! I sissini sono tutti di ruolo e io sono l’unica delle GaE rimasta ancora lì. Lavoro con continuità da 10 anni, ma sono ancora lì. Prima di sparare asinate sarebbe meglio informarsi!
    Le ho anche già scritto varie volte su facebook, spiegandole la mia storia. Si vede che la memoria non è il suo punto di forza.

  9. Se vuole verificare quanto dico sono nelle GaE di Modena classe A016. Tutti i sindacati mi hanno detto che non avrei potuto iscrivermi in seconda fascia (dove i sissini non potevano iscriversi) e sono finita in terza fascia delle attuali GaE. Mi spiega come mai? I sindacati mi hanno fregata forse? per quale ragione lo avrebbero fatto? Anche altri colleghi abilitati in A016 con concorsi precedenti erano nella mia graduatoria! E’ che voi siete lì e avete un’idea vaga di quello che succede ad applicare le regole che scrivete a tavolino. Ci vorrebbe davvero poco a staccare il sedere dalla poltrona che, sicuramente con merito, occupate, per andare a vedere come davvero stanno le cose. O anche voi fate l’errore di fidarvi dei numeri che vi trasmettono i sindacati…..

  10. Prima si mette a posto la situazione che c’è, poi si identificano nuovi modi…e nuove persone. Nella mia graduatoria siamo in 26….come fate? Per giustizia dovrebbero prima essere sistemati i 26 già abilitati, (tutti sissini tranne me…) poi dovreste dire: ora ne chiamiamo altri. Vi lamentate che i prof sono vecchi! Voi ci fate invecchiare da precari!

  11. @Ciro, vede, oltre a essere una persona vile (il suo è un fake) ha un totale irrispetto per il lavoro altrui e una superficialità che, se lei fosse un insegnante, la rende totalmente inidoneo a svolgere il suo lavoro. Per due anni, da quando mi sono preso carico della situazione, ho dato conto giornalmente dei problemi, delle scadenze, dei risultati via via conseguiti. Mettendoci, come si suol dire, la faccia che lei non mette. A partire da una certa data (poco prima del cambio di governo), qualcuno ha deciso di essere più adatto di me a gestire la materia, avocandola a sé, pur avendo uno conoscenza tutt’al più delle slide dei provvedimenti. Non so se per raccogliere i frutti o per mandare tutto a catafascio. Il risultato, purtroppo, si vede. Mi sono talmente fatto carico del barile, barile di gente che davvero, a differenza sua, merita di vedere la fine di questo tunnel, che negli ultimi giorni, mentre altri pensavano a pararsi il deretano, ho mandato in firma tutti i provvedimenti mancanti, salvo i due (numeri del TFA) che mi erano stati sottratti…
    @No, Levoni, è sbagliato. La concezione di fabbisogno non è quella che lei delinea (e che bloccherebbe non so quante generazioni dall’avere l’abilitazione). Il parametro scelto è un altro, lo può vedere sul sito del ministero. E non crea NESSUNA aspettativa legittima (o pseudo tale).
    Quanto al problema da lei citato, siccome le GAE esaurite sono più che altro “territoriali”, il problema NON si pone. Il dispositivo che consentirebbe ai non abilitati di fare il concorso, stante alle proiezioni che mi son fatto fare da un funzionario, riguarderebbe soprattutto gli insegnanti tecnico pratici, qualche classe di concorso “micro”. Sul precariato non abilitatato ha ragione. Le GI io le abolirei progressivamente, mandandole ad esaurimento degli attuali iscritti. Sa qual è la loro causa? Che chi è in GAE spesso aspetta il posto senza far supplenze… Legittimo, per carità. Ma è il sistema a dover essere ripensato. Totalmente. Pensando appunto al sistema e non alla produzione di Lumpenproletariat scolastico.
    @Lucia: se può, chieda il passaggio di cattedra.
    Sola: lei non ha vinto un concorso, lei è risultata idonea a un concorso. Se lo avesse vinto, sarebbe in cattedra dalla data di compilazione della graduatoria. Aggiungo: il concorso risponde alla legge e soprattutto all’esigenza di non far invecchiare il corpo docente in graduatoria. Che è quello capitato non solo in questi dodici anni, ma a partire dagli anni 70, quando si cominciarono a “saltare” le tornate concorsuali a causa delle pressioni sindacali per esaurire graduatorie chilometriche, da concorso e da sanatoria. Per caritàò, capisco chi cerca di tutelare la propria posizione. Ma è proprio la tutela di situazioni da “prima sistemiamo” ad aver mandato il sistema a carte quarantotto. Quanto alla sua specifica situazione, mia cara Anonima Sola, mi sa che l’asinata gliela han fatta fatre i sindacati. Lei non è anche in Graduatoria di merito?

  12. Dissento su un punto. L’esistenza delle GI, a mio avviso, non è imputabile esclusivamente alla presenza di soggetti inseriti in GAE che aspettano il ruolo facendo altro (anche perchè costoro sono ben individuabili), ma è dovuta a:
    - incomprensibile frammentazione delle cdc, che genera eccedenze di personale in alcune e aumento del fabbisogno in altre;
    - mancata programmazione delle ssis; si è permesso di abilitare senza limite su cdc sature solo per far contenti i baroni universitari, non preoccupandosi di cdc praticamente esaurite per cui le ssis non venivano attivate;
    Aggiungo inoltre che l’assoluta incertezza (per alcune fasce di insegnanti) di ricevere un incarico annuale alimenta il fenomeno del ‘prendo / non prendo’ (portando ad un legittimo arbitraggio tra la rinuncia ad una attività in corso e la rinuncia ad una supplenza breve). D’altronde gli insegnanti esercitano la stessa forma di arbitraggio che - in altro modo - esercita il ministero (salvo i soprannumerari di qua, frego i precari di là).
    Ma la domanda rimane aperta: come fare a meno delle GI? Delle due l’una:
    - si abilitano più persone del fabbisogno, e qualcuno starà con le mani in mano in attesa che altri si ammalino;
    - si crea un organico ‘regionale’ o ‘nazionale’, con ampia mobilità sul territorio.
    Infine: è veramente sicuro che il fenomeno dell’esaurimento di alcune gae sia solamente territoriale?
    Gabriele Levoni

  13. @Levoni. Non dissente, in realtà, ma integra correttamente. Sulle soluzioni, le abilitazioni sono sempre più dei posti vacanti e disponibili. L’abilitazione NON è un corso-concorso.

  14. che fa Bruschi, offende? io ho sempòicemente riassunto la realtà che voi politicucci continuate a negare! Un anno fa esultava, oggi parla di decreti che le sono stati scippati…è almeno paradossale! Non rispondo alla vile (quella si) polemica sul lavoro di insegnante, perché lei, caro amico, non sa neanche cosa significa insegnare.
    Ciro (nessun fake, ma dottore di ricerca in filologia moderna, ricercatore precario, insegnante in GE precario).

  15. ..e poi, guarda caso, i due provvedimenti che le hanno scippato erano proprio quelli decisivi per capire quanta gente del suo barile pesante doveva accedere ai tfa…lei è il simbolo di un governo del tutto incompetente in materia di istruzione (non voglio nemmeno accostare a voi la parola “ricerca”). Ah, sono pure congelato siss, quei congelati del tutto dimenticati dalla gelmini (evviva la competenza!).

  16. mi spiace per lei, ma come le potranno da più parti confermare, sistemare il problema dei congelati è stata una delle mie preoccupazioni. Si legga il decreto. Ripeto, io ci metto la faccia, lei neppure una mail…

  17. @Bruschi. D’accordo l’abilitazione non è un corso - concorso. Non crea legittime aspettative, però i numeri non sono del tutto sganciati dal fabbisogno, anzi. E’ proprio da lì’ che si parte. E’ pur vero che è previsto un incremento del 40% per tenere conto del fabbisogno delle paritarie (e, in realtà, questa quota in diversi contesti è eccedente rispetto alle cattedre effettivamente disponibili nelle paritarie).
    Ciò - dal mio punto di vista - non è sufficiente per fare a meno delle GI. La supplenza di due mesi da aprile a giugno (posto che l’abilitato privo di incarico annuale potrebbe essersi realmente messo a fare ‘altro’) continuerà ad essere coperta dal non abilitato inserito in GI.
    L’organico funzionale può essere una soluzione, però occorre allargare i cordoni della borsa, perchè avere personale disponibile per le supplenze brevi significa avere personale in servizio che, in attesa dell’utilizzo a copertura della supplenza, si dedichi ad attività complementari alla didattica, quindi personale in più.
    L’altra soluzione è l’albo regionale e l’ampia mobilità del personale (Aiuto!!!).
    In ogni caso una riserva emergenziale occorrerà sempre.
    Io non sarei contrario ad una soluzione del tipo: esame tfa anticipato all’ingresso in GI, trasformate in graduatorie provinciali / regionali uniche, formate da tutti gli idonei all’esame, cioè tutti coloro che abbiano superato la prova (senza quote); poi accesso automatico a tfa e formazione in servizio durante il primo incarico (triennale, conferito dalla rete delle scuole nell’ambito dell’organico funzionale) e esame finale di abilitazione. Poi concorsi per i ruoli (titoli - ma non solo servizio - e colloquio, con commissioni miste, in parte a estrazione e commissari esterni) gestiti dalle reti di scuole. Banca dati online del portfolio di tutti gli insegnanti, pubblica e accessibile, dove pubblicare (con valore legale) elaborazioni, progetti, materiali didattici, oggetto di valutazione periodica da parte di commissioni (a estrazione) di docenti universitari dei SSD affini e insegnanti di scuola ai fini dell’attribuzione della quota di punteggio dei titoli non riservata al servizio. Affiancamento inoltre di altre modalità meritocratiche per la valutazione dei titoli (esempio: valutazione ex post degli studenti, dei genitori, dei colleghi, del dirigente); differenziale di rendimento INVALSI su basi statisticamente significative.
    Gabriele Levoni

  18. Egr. Dott. Bruschi,
    La ritrovo di nuovo dopo un anno; sembra passato un minuto e invece sono trascorsi 360 giorni e siamo di nuovo nella medesima situazione a porci domande e a cercare di svelare arcani misteri su come far abilitare migliaia di giovani all’insegnamento.
    A febbraio 2011 Lei era convinto che il TFA sarebbe partito al 100% entro l’a.a. 2011/2012
    A febbraio 2012 Lei personalmente è convinto che ciò accadrà nell’a.a. 2012/2013 oppure nel 2013 ci staremo di nuovo a chiedere se partirà nell’a.a. 2013/2014 e così via fino ad kalendas graecas?
    Grazie.
    Saluti.

    Leonardo De Luca

  19. dopo 4abilitazoioni, dopo 19 anni di precariato, oggi sono 4 nella mia ge.. che faccio? Perdo le speranze di immissione in ruolo visto le dichiarazioni di Rossi doria?.. Mi risponda per cortesia.. sono sull’orlo doi una crisi isterica…Queste immissioni in ruolo, si faranno si o no?

  20. @pennetta: le immissioni sono disposte dal piano triennela che NON è stato revocato. Il sottosegretario Rossi Doria si riferiva ad un aumento degli organici, non alla copertura dei vuoti di organico.
    @De Luca: sino a quando ero in grado, in qualche modo, di governare la procedura, le mie convinzioni derivavano dallo svolgersi degli eventi. Da quando c’è stato il cambio della guardia, proprio a un passo dal risultato, sono rientrato nei ranghi, salvo alcune commissioni dove mi è stato chiesto di entrare e una commissione (Sostegno) che è stata riconvocata a furor di associazioni… Nel frattempo, chi nell’amministrazione e fuori da essa ha sempre voluto far saltare il tutto (avete presente il Gladiatore? La scena di Commodo con Lucio…) sembra essersi dato da fare… A febbraio 2012 non ho convinzioni, se non la convinzione di quel che sarebbe giusto fare.
    @Levoni: senza quote, significa dopo poco trovarseli tutti. Le idee devono essere calibrate al Paese….

  21. Gent.mo Dott. Bruschi,
    a dicembre 2011 ho conseguito la laurea magistrale di durata biennale in Archeologia, beni culturali e turismo (classe LM 2), dopo un percorso triennale in scienze dei beni culturali e ambientali.
    Per poter partecipare al TFA volevo domandarLe se il discorso dei crediti minimi da avere valesse anche per le lauree del nuovo ordinamento (e dunque per la mia) e se il patentino della lingua inglese B2 e quello di informatica fossero requisiti fondamentali per partecipare al tfa o per avere l’abilitazione all’insegnamento.

    La ringrazio per la Sua disponibilità.

    Cordilamente,
    Paola.

  22. @Paola, i crediti sono fissati dal DM 22/2005. Il B2 è requisito per avere l’abilitazione, non per partecipare alla selezione al TFA e da NESSUNA PARTE si cita un patentino di informatica….

  23. Gent.mo Dott. Bruschi,
    all’università hanno dato queste informazioni, ossia che il possesso del B2 e del patentino ECDL sarebbero requisiti fondamentali per entrare.
    Il mio dubbio infatti nasceva proprio da queste informazioni sbagliate.
    Riguardo ai crediti, il mio piano di studi (seppure di nuovo ordinamento) deve essere dunque adeguato ai crediti minimi richiesti?

    La ringrazio e mi scuso per l’insistenza ma da Lei son certa di avere informazioni esatte.

    Cordialmente,
    Paola.

  24. Egr. Dott. Bruschi,
    giorni fa brancolavamo nel buio e nell’incertezza…oggi la notizia ufficiale sul sito del MIUR: “Miur: Tfa partirà entro giugno.
    Per la scuola secondaria di primo grado 4.275 posti
    per quella di secondo grado 15.792″.
    Come commenta questa positiva novità?
    Ritiene che i tempi verranno rispettati?
    I numeri in definitiva sono gli stessi di quelli preventivati dall’ex Ministro Gelmini.
    Grazie.
    Saluti.

    Leonardo De Luca

  25. @De Luca: per mesi ho temuto che il parto si tramutasse in quello di Chiara Uzeda… Diciamo che la forza delle norme, tutelata innanzitutto dal sottosegretario Ugolini, la ha avuta vinta sui “gufi” (per usare un termine gentile… ). Sono soddisfatto, ma vorrei anche fossero disincagliate le LM. Non è possibile che sia stato dato il via libera a SFP e alle LM no. Siccome cerco di avere lo sguardo lungo, mi piace impostare correttamente il futuro. E il futuro è rappresentato dai giovani che stanno prendendo o hanno appena preso una triennale.
    @Paola: se una risposta simile gliela avesse data uno dei miei dipendenti, sarebbe già stato sottoposto a richiamo. QUalsiasi piano di studio deve rispondere ai requisiti previsti dai DM: 39 se di veccchio ordinamento, 22 se di nuovo, 249 se si vuole accedere a una LM.

  26. Egr. Dott. Bruschi,
    in riferimento a quanto scritto sulle lauree magistrali il d.m. n. 249/2010 che regola il sistema di formazione iniziale del personale docente stabilisce che, in regime transitorio, possono conseguire l’abilitazione per l’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado, attraverso il tirocinio formativo attivo:

    - coloro che alla data di entrata in vigore del regolamento sono in possesso dei requisiti previsti dal d.m. n. 22/2005 per l’accesso alle scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario e i possessori di laurea magistrale corrispondente a una delle lauree specialistiche cui fa riferimento il d.m. n. 22/2005;

    - coloro che nell’anno accademico 2010-2011 risultano iscritti a uno dei percorsi finalizzati al conseguimento di uno dei suddetti titoli; ecc…….

    Per i possessori di laurea magistrale si parla solo di CORRISPONDENZA a una delle lauree specialistiche indicate nel dm n.22 e non di adeguamento ai requisiti minimi previsti (cfu).
    Tenendo in considerazione che la normativa, essendo del 2005, è stata scritta quando il TFA ancora non era previsto.

    Dinque, se il tfa dovrebbe “completare” il nostro percorso formativo e “abilitarci” all’insegnamento, la questione dei crediti minimi non dovrebbe sussistere. L’importante è che la LM in possesso corrisponda con una delle LS indicate.

    A maggior ragione che possono partecipare al tfa coloro che sono iscritti ma ancora non sono in possesso di questi titoli.

    Dunque, se il possesso di una LM (inidicata nel decreto) costituisce requisito per entrare al TFA, gli eventuali crediti mancanti si possono colmare anche nel corso dell’anno formativo, tenendo conto che entra anche chi il titolo ancora non lo ha conseguito?

    Mi scusi, ma su questo discorso c’è troppa confusione e vorrei chiarirmi le idee anche io..

    La ringrazio.
    Luca

  27. @Luca, il tutto è chiarito dal DM 11 novembre 2011. Occorre avere i requisiti a posto.

  28. Egr. Dott. Bruschi,
    avrei bisogno di una precisazione.

    In base al decreto del TFA del novembre 2011 se sono ancora iscritto a una laurea V.O. posso partecipare al TFA una volta laureato?

    La ringrazio.

  29. Certamente! ma è un recordman del fuoricorso? Credevo non ne esistessero più di VO!

  30. Buongiorno dott. Bruschi,
    su orizzontescuola c’è un preoccupante articolo sulla data del possesso dei crediti per l’accesso al tfa… devo far riferimento al DM 11 novembre o sbaglio? un paio di mesi fa mi ha rassicurato che avrei potuto iscrivermi quest’anno a un corso singolo per recuperare i crediti…. sto sbagliando??
    saluti

  31. caro max,
    sono una congelata siss e vorrei chiederle se la mia “categoria” accederà di diritto senza sostenere alcuna prova ai tfa. Sul sito miur dove si parla di chi vi accederà è scomparso ogni riferimento a noi migliaia di congelati!!
    Se le prove si svolgeranno a giugno (verosimilmente) il tfa inizierà con il nuovo anno scolastico, ovvero a settembre? Grazie mille per la sua disponibilità,
    Fiorina.

  32. @izzo: nessun problema, fa fede il 249 e il decreto 11 novembre 2011. Vi sbrinerete tutti…
    @antonio: stia tranquillo. I crediti possono essere acquisiti permanentemente. Per iscriversi, deve avere tutti i titoli in ordine.

  33. Sempre un piacere sentire parole chiare. Potrebbe sciogliere pure l’altro dubbio ovvero se le prove si svolgeranno a giugno (verosimilmente) il tfa inizierà con il nuovo anno scolastico, cioè a settembre? Grazie ancora
    Fiorina.

  34. No, non posso perché andrei nel campo del “presumibile”. Non governo io il sistema…

  35. Salve sono Rosa,volevo chiederle ma il maxi-concorso riservato agli abilitati ci sarà come dalla dichiarazioni del Ministro in autunno o no?Perchè se dovranno parteciparvi i giovani abilitati in seguito al tfa credo che questo sia impossibile,in quanto per tale periodo non credo che i tfa saranno terminati,visto che ancora ci devono essere le selezioni.

  36. I DATI resi pubblici dal MIUR relativi ad oltre 15.000 posti per le abilitazioni relative alla scuola secondaria di II grado mi sembrano sinceramente SCANDALOSI.
    Per una serie di motivi:
    1) la Gelmini bloccò le SSIS perchè foriere di precariato… i TFA, con questi numeri, non creano forse aspettative destinate ad essere disattese in larga parte?
    2) non legare l’ abilitazione (che è titolo non versatile e non spendibile altrimenti) al reclutamento inganna migliaia di giovani e offende moltissimi precari che lavorando da abilitati, o da specializzati (leggasi SSIS) non sono mai stati assunti a T.I. in tempi ragionevoli
    3) l’intervenuta riforma pensionistica non influisce sulla programmazione del fabbisogno regionale?
    4) la maggiorazione del 30% per le paritarie non le sembra sproporzionata?
    A parte tutto mi chiedo come si possa conciliare una tale iniziativa innanzitutto con il comune buon senso che avrebbe imposto un TFA ben programmato, cioè che tenesse conto delle stato delle GE!

  37. Infatti, Gianluigi: impostato così, il TFA serve solo a soddisfare le esigenze “economiche” di alcuni atenei. Quando dici che “non legare l’abilitazione al reclutamento inganna migliaia di giovani”, affermi purtroppo una sacrosanta verità.

  38. Gianluigi, c’è stato un unico momento nel quale si sarebbe potuto legare il reclutamento all’abilitazione: il 1999. Poi, di sanatoria in sanatoria, i numeri sono esplosi. Al netto dei sanati 1999 e 2005 e delle liste chilometriche di idonei del concorso 1999, la programmazione SSIS (a quel punto, trasformata in “corso concorso”) poteva quadrare. Il paradosso è che molti di coloro i quali non vogliono il TFA, vogliono invece sanare decine di migliaia di precari non abilitati. Ora, nei numeri più abbondanti, i migliori di loro dovrebbero passare. Ripeto, NON è la mia programmazione, ma sul fatto che, in sede di prima applicazione, si dovesse tener conto della sospensione, per tre anni, delle SSIS, non ho nulla da dire.

  39. Il reclutamento si può legare all’abilitazione in qualsiasi momento. Si poteva tranquillamente procedere parallelamente alla riforma universitaria. Avremmo evitato un sacco di problemi. La ministra non è stata ben consigliata e a pagare sono - come sempre - gli insegnanti. Compresi quelli ancora senza abilitazione (da oltre un decennio i concorsi sono “sospesi”) che non chiedono “sanatorie”, ma - avendo maturato anni di insegnamento - nientepopodimenoche l’accesso diretto al TFA, pronti poi a rimettersi ancora in gioco nel “filtro di merito”, che si auspica venga inserito nel nuovo sistema di reclutamento.

  40. Ricordo a Mario Pittoni che, dal 1990 (e attuata dal 1999) la strada per le abilitazioni NON è il concorso, ma i corsi specifici di abilitazione. Rinvio alla lettura del Testo Unico e al Decreto Interministeriale 24 novembre 1998, n. 460, articolo 1. Nessuna, dico nessuna delle proposte in campo crea un automatismo tra abilitazione e reclutamento, reso impossibile dal fatto che i docenti attualmente in GAE e tutti i docenti comunque in possesso di abilitazione hanno pieno diritto a partecipare a qualsivoglia procedura concorsuale per titoli ed esami, in virtù innanzitutto della Costituzione. Il ministro Gelmini avrebbe voluto mettere mano subito al regolamento per il nuovo reclutamento, fermo restando che il parlamento avrebbe potuto approvare una proposta di revisione delle procedure più ampia attraverso norma primaria. Ne è stata a lungo dissuasa dalle strattonature di quei parlamentari che giuravano e spergiuravano che la loro proposta fosse in procinto di essere approvata. E invece, nessuna proposta è andata più in là del dibattito in commissione VII, e alcune neppure ci sono arrivate. Tanto che, in estate se non ricordo male, il Ministro annunciò i concorsi… Purtroppo, dal 2000, si è perseguita la grande riforma senza usare gli strumenti (leggi: concorsi triennali, poi biennali dal 2007) a disposizione. Il ministro Berlinguer aveva previsto regolari concorsi (dopo quello del 1999, il primo si sarebbe dovuto tenere nel 2002), ma tutto saltò in attesa della previsione, mai attuata, della legge 53. Aggiungo che, purtroppo, le ultime vicende parlamentari (riapertura delle GAE) mi portano a ritenere che in non pochi, dopo un eventuale sanatoria o procedura riservata che dir si voglia, resisterebbero al “grido di dolore” di decine e decine e decine di migliaia di docenti sanati che chiederebbero l’ingresso nelle GAE.

  41. Mi riferivo ovviamente al vecchio concorso (che portava all’abilitazione). Poi la cosa si è decisamente complicata, al di là del valore dei candidati. Quanto alla riforma del meccanismo di assunzione, ma chi ha mai parlato di automatismo tra abilitazione e reclutamento? Trovo inoltre sconcertante che qualcuno ritenga il reclutamento “impossibile” perchè - in virtù della Costituzione - i “docenti attualmente in GaE e tutti i docenti comunque in possesso di abilitazione hanno pieno diritto a partecipare a qualsivoglia procedura concorsuale per titoli ed esami”. Ci mancherebbe che non fosse così! La soluzione per riavviare il reclutamento c’è e non passa certo per un semplice regolamento (strumento insufficiente in quella che è ormai una giungla di interessi contrapposti) e neppure “incrociando” le varie proposte parlamentari per realizzare un “frullato” utile solo ad accontentare il bisogno di visibilità dei partiti (certo è fondamentale che le graduatorie a suo tempo dichiarate “ad esaurimento” restino tali, altrimenti non se ne viene fuori). Si sono persi anni, ma ce la si può ancora fare…

  42. Vorrei intervenire per sottolineare che i docenti che da anni stanno lavorando e attendono di abilitarsi, non stanno cercando uno scivolo: non è la stessa cosa cercare di entrare in un numero chiuso dopo tutti questi anni di vuoto di abilitazioni rispetto a quando i nostri colleghi avevano 3 canali a disposizione…
    Mentre prima ci sono stati 33 anni di corsi abilitanti, 9 anni di Siss e anni di concorsi (e i tre canali si sono sovrapposti per anni), adesso si dovrà cercare di superare un esame per un numero irrisorio di posti al fine di accedere ad un unico canale per abilitarsi. Gli aspiranti saranno tutti i “tagliati fuori” degli ultimi 5 anni di “vuoto abilitante” (docenti con esperienza, ma anche tutti i neo-laureati degli ultimi anni). Inoltre, se si pensa che un insegnante che lavora in un Paese europeo in cui il servizio viene considerato titolo valido per l’abilitazione, viene riconosciuto come abilitato anche in Italia e si inserisce direttamente in II fascia d’istituto, viene proprio voglia di dire che le direttive europee, seppur recepite in Italia, non vengano applicate in egual misura per tutti…
    I docenti che stanno insegnando da anni presso le scuole italiane, sulla base di una regolare graduatoria di merito istitutita dal Miur, chiedono solo che venga riconosciuto loro ciò che di fatto stanno svolgendo da anni: l’attività di insegnante. Tutto questo non ha nulla a che vedere con le Gae. Se ci fosse un sistema di reclutamento adeguato e chiaro, nessuno andrebbe in crisi. I docenti con servizio hanno il diritto ad avere il riconoscimento dell’abilitazione, perchè da anni lavorano come abilitati, anche se le istituzioni stanno facendo finta di non vedere. Non chiedono altro. Se manca un sistema di reclutamento con regolare filtro di merito per le assunzioni, non è colpa loro.
    Buona sera.

  43. Pittoni: “Trovo inoltre sconcertante che qualcuno ritenga il reclutamento “impossibile” perchè - in virtù della Costituzione - i “docenti attualmente in GaE e tutti i docenti comunque in possesso di abilitazione hanno pieno diritto a partecipare a qualsivoglia procedura concorsuale per titoli ed esami”. ” Non ho MAI DETTO QUESTO. Ho detto invece che la situazione impedisce di creare automatismi, stile “corso concorso”, che peraltro non mi risultano presenti in nessuna proposta. Quanto al resto, insisto: proprio la presenza di una pluralità di proposte ha, in questi anni, bloccato i meccanismi. Non mi sognerei mai di escludere l’intervento del Parlamento, alle cui decisioni (se e quando ci saranno) ci si inchinerà. Ma, nel frattempo, occorre rimettere in moto la macchina concorsuale, e il regolamento è la via più rapida. Quanto alle proposte parlamentari, hanno alcuni elementi in comune, ma l’unica che aveva in qualche modo fatto sintesi era la proposta Aprea, poi bloccata improvvisamente per la contrarietà da parte della Lega. Non entro nel merito. Ognuna contiene elementi interessanti e, in molti casi, si sovrappongono. Occorrerebbe un lavoro di sintesi, oppure che una tra le proposte avesse la forza di imporsi sulle altre. Ma al momento così non è. Quanto alle GAE, è vero, occorre tenerle chiuse. Ma ogni rallentamento nel reclutamento rende la spinta per riaprirle inarrestabile, nonostante la coerente e ferma opposizione di alcuni, tra i quali il senatore Pittoni.
    Lasciamo perdere la “favola europea”. Non è esattamente così. Ogni Paese ha i propri sistemi e nessuno si sogna di scardinarli in una indecente corsa al ribasso.

  44. Grazie sen. Pittoni,grazie grazie e mille volte grazie per il suo impegno a infondere nel parlamento un’apertura per i docenti non ancora abilitati,il suo è un esempio di grande partecipazione e sensibilità.
    Spero che il suo regolamento diventi legge dello Stato!

    Con ammirazione
    Paolo e Madre da FROSINONE (non proprio una provincia del Nord ma la serietà d’intenti è un valore universale)

  45. Gent.mo Dott. Bruschi,
    la realtà europea - in molti casi - è fatta di Stati che offrono fiducia ai cittadini e di cittadini che offrono fiducia agli Stati, entrambi con il reciproco impegno di meritarla e non tradirla. Per mettersi in condizione di sostenere - a buon titolo - posizioni contrarie a qualsivoglia sanatoria, innanzitutto occorre creare i presupposti perchè non vi sia nessuno da sanare. Secondo presupposto, è essere credibili: io Stato voglio verificare le tue competenze (prima e non dopo) che tu inizi ad insegnare, perchè ci tengo alla qualità dell’insegnamento alle future generazioni; in cambio mi impegno a valorizzare le tue competenze - che ho scelto e voluto - nel percorso di lavoro che seguirai, riconoscendo le tue prerogative.
    Qui invece abbiamo uno Stato che ragiona in questo modo:
    «Gentile insegnante, grazie per avere coperto cattedre di insegnamento negli ultimi 6 o 7 anni per carenza di personale che io non ho voluto abilitare, ma ora devo verificare che Lei sia idoneo ad insegnare: capirà, non posso permettere - ultimi 6 o 7 anni a parte - che personale inidoneo insegni. Le comunico anche una cosa: dopo che avrò verificato che Lei è idoneo a insegnare, molto probabilmente Le toglierò la cattedra per darla a qualcuno di ruolo che sta diventando soprannumerario in un’altra materia e che non ha un briciolo del percorso di studi che ha Lei per potere insegnare la sua materia; ma siccome ho fatto una riforma con la pistola alla tempia del ministro dell’economia, non mi sono preoccupato di valutare i riflessi che ci sarebbero stati sugli organici, e ora risolvo la cosa in questo modo. Grazie, buono studio per il tfa (che tanto non le servirà a nulla, perchè non ci sarà più posto), e arrivederci».
    La credibilità di coloro che reclamano l’accesso diretto al tfa con 360 giorni di servizio e che un domani potrebbero reclamare la riapertura delle Gae non credo che sia molto inferiore a quella di uno Stato che si comporta in questo modo…
    Poi Lei ben sa che io sarei il primo a sostenere un reale cambiamento, purchè bilaterale…
    Gabriele Levoni

  46. @Levoni, io credo nella responsabilità individuale dei comportamenti. Troppo spesso i nomi collettivi sono una comoda foglia di fico. Purtroppo, occorre sempre che qualcuno spezzi una circolarità di comportamenti negativi. Il ragionamento che lei attribuisce allo Stato è frutto di diversi “pezzi” che è difficile ricomporre… comunque, a partire da chi quest’anno si è iscritto a una LM, l’accesso in classe dovrebbe essere precluso. Fermo restando il valore del titolo per chi già è nel “circuito”, sia che il titolo ce l’abbia, sia che si sia iscritto nel momento in cui tale titolo valeva per “l’insegnamento”. Quanto alla questione soprannumeri, qualcuno a mio modo di vedere ha fatto dei pasticci. A partire dallo sbraco con i sindacati sulle utilizzazioni. Ma nessuno è utilizzato sulle cattedre senza che “abbia titolo”.

  47. @Bruschi. “L’accesso in classe dovrebbe essere precluso”. Non credo, salvo obbligare le università a fare ciò di cui c’è bisogno e non ciò che pare a loro.
    “Quanto alla questione soprannumerari, qualcuno a mio modo di vedere ha fatto dei pasticci”; il problema è che lo si è consentito (leggi: cdc).
    “Nessuno è utilizzato sulle cattedre senza che “abbia titolo”". Il titolo è dato unicamente dallo status di assunto a t.i., non da altro. Non c’è solo il caso della 51/A - 52/A, ma anche quello della 60/A - 39/A, e si tratta di cose diverse.
    In ogni caso non esistono solo i soprannumerari, che comunque non perdono il posto di lavoro, ma anche i precari - abilitati o non abilitati che siano: di entrambi lo Stato ha attualmente necessità allo stesso modo - la cui continuità di servizio non può essere meramente subordinata a esigenze di cassa o all’esigenza di non chiedere a un insegnante di ruolo di fare 10 km di strada in più.
    Gabriele Levoni

  48. @Bruschi. Finalmente siamo arrivati a dama. La circolare organici è uscita, ora ho la certezza, come tanti altri, di essere privo di incarichi a decorrere dal 01/09/2012. L’impianto non tiene: è come se Lei invitasse qualcuno a cena, Lei si impegna per preparare pietanze succulente e poi qualcuno si diverte ad avvelenarle. Il nostro caso è emblematico: delitto perfetto di una classe di concorso. Ah, già, dimenticavo: l’esclusiva per la 39/A sui trienni dei tecnici turistici. Praticamente una riserva indiana, roba da “Arte della lavorazione del cuoio” o simili. A questo punto sarebbe più onesto e coerente mandarci tutti ad esaurimento e accorpare la 39/A alla 60/A, sospendendo tuti i previsti TFA per la nostra classe di concorso: almeno la smetteremmo di prenderci in giro.
    Cordialmente
    Gabriele Levoni. Dal 1° luglio p.v. ex insegnante di Geografia - classe di concorso 39/A.

    P.S. Si immagini se dovesse passare l’ipotesi di un accesso diretto al TFA con i 360 giorni… da morire dal ridere: abilitiamo una quantità infinita di insegnanti di Geografia (tutti coloro che hanno maturato 360 giorni negli ultimi n anni, e sono tanti) che dal giorno dopo sarebbero senza lavoro… le SSIS ci hanno messo 10 anni per arrivare a questo encomiabile risultato. Il TFA ha le potenzialità per riuscirci in un anno solo. Pensi Lei. Muoio dalle risate al solo pensiero.

  49. @Levoni, sono perfettamente d’accordo con lei. Ho più volte sottolineato, in sede di nuove cdc, l’improponibilità di affidare quell’insegnamento ad altri. Basta leggere le linee guida per capirlo. Sono, per quel poco che possa servire, solidale. Per me è di magra consolazione sapere che non ho avuto responsabilità tecniche (mai visto quel provvedimento) e neppure, da novembre, responsabilità politiche.

  50. @Bruschi. Lo so, la stimo e reputo sincera la solidarietà espressa. Ma tant’è. Fine delle trasmissioni, è stato bello finchè è durato.
    Gabriele Levoni

    P.S. Le ultime vicende mi fanno pensare che i destini dell’istruzione secondaria superiore in Italia siano, di fatto, in mano ad alcuni baronati universitari… la vicenda delle cdc rispecchia del tutto i rapporti di forza esistenti tra settori scientifico disciplinari in ambito universiario.

  51. @levoni…..sto recuperando i crediti in geografia per tentare di abilitarmi nella A/39…mi schiarisca le idee su cosa accadrà a questa classe?!

  52. @ Antonio. Semplice. I bienni sono assegnati in ‘atipicità’ alle classi di concorso A039 e A060. Significa che le ore di Geografia devono essere date prioritariamente a evitare la soprannumerarietà del personale di ruolo delle due classi di concorso. Siccome i docenti di scienze (A060) per effetto della riforma Gelmini hanno perso circa metà del proprio monte ore negli ITC, senza le ore di Geografia sarebbero tutti soprannumerari. Risultato: finchè dura l’atipicità dai bienni verranno 0 (zero) ore per le supplenze dei precari della A039, in quanto tutte assorbite dal personale della A060 per evitare la soprannumerarietà. La riforma delle pensioni ci darà il colpo di grazia. Fino a quest’anno l’organico della A039 è stato preservato dalla permanenza dei previgenti trienni (professionali e tecnici). Dall’anno prossimo perderemo le terze: 40% in meno. L’anno successivo perderemo le quarte: altro 30%. L’anno successivo toccherà alle quinte. Lì è finita per tutti. Organici praticamente azzerati, ruoli nemmeno a parlarne, senza parlare degli esuberi tra coloro che sono andati di ruolo in anni più recenti e la necessità di riassorbire i soprannumerari della A039 provenienti dai professionali, in cui la materia è scomparsa. Inoltre, essendo l’atipicità “paritetica” (o meglio, sbilanciata sul fronte della A060 in quanto la graduatoria è più in sofferenza, per cui le eventuali ore residue vengono date dalla scuola a propria discrezione, ma con attenzione per la graduatoria più in sofferenza, quindi alla A060) prevedo anche che (se le cose non cambieranno) nel medio periodo sulle ore di Geografia scattino dei ruoli per gli insegnanti di scienze. Attualmente a noi rimane - in prospettiva - solo l’esclusiva sul triennio di Geografia turistica dei tecnici turistici (circa il 5% degli organici a regime).
    Se le cose non cambiano non c’è futuro per la A039. Anzi. Potrebbe essere il prodromo per la sua definitiva soppressione.
    Un consiglio: non lasci comunque le cose a metà. Se ha iniziato a completare i crediti per la A039 termini, la speranza che ci ripensino e tolgano l’atipicità non è sfumata del tutto. Se deve ancora iniziare, valuti le alternative.
    Cordialmente
    Gabriele Levoni

  53. Buongiorno Gabriele,
    ascolti…realisticamente, crede che per la A/39 ci siano spiragli o questa assurdità sarà destinata ad eliminare definitivamente la categoria dei geografi? sono iscritto all’ AIIG in qualità di dottorando di ricerca…mi dica, come posso contribuire?! se vuole, possiamo scambiarci la mail.
    Grazie per la disponibilità.
    Antonio

  54. @Antonio. Guardi, è come cercare di guardare nella sfera di cristallo. Se l’atipicità sparisce c’è futuro. Se viene codificata definitivamente nel regolamento di revisione delle classi di concorso no. La “guerra” è fatta sulla base di logiche squisitamente numeriche. La A039 è stata ingrassata di cattedre in questi anni coperte da personale non abilitato (docenti “invisibili” per il MIUR) per carenza di percorsi abilitanti; era diventata come un porcellino pronto per la macellazione, e ora si stanno dividendo i pezzi. I colleghi della A060 - a conti fatti - contano molto più di noi, sono in numero maggiore e alle spalle hanno ben più potenti baronati universitari e fior fior di dipartimenti di Scienze della Terra; noi pochi docenti, a volte in età avanzata, pochi dipartimenti in via di ‘estinzione’, corsi di laurea con pochi iscritti, una storia decennale di marginalizzazione universitaria e scolastica. Questo è il dato. Il MIUR si disinteressa delle questioni ‘didattico - disciplinari’ e agisce solo sulla base di una logica sindacal burocratica.
    Mi chiede se ci salveremo? Non lo so, magari può essere che un miracolo accada, e per i prossimi 10 anni si possa stare tranquilli, fino al prossimo “attacco”.
    L’unico contributo individuale che possiamo dare, in questo momento, è diffondere il più possibile il tam tam di protesta su inernet, sollecitare i sindacati (che - probabilmente - remeranno contro di noi, ma non si sa mai), sostenere l’AIIG, sollecitare i parlamentari a presentare atti di sindacato ispettivo, mandare fax al MIUR… tutto quello che è possibile fare per gridare che esistiamo e che la materia che insegnamo ha una sua dignità. Per il resto… siamo in Italia, e il nostro destino è legato a logiche ben lontane da criteri di ragionevolezza.
    Cordialmente
    Gabriele Levoni

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