E questo sia suggel ch’ogn’omo sganni

Il nuovo regolamento sulla Formazione Iniziale dei docenti ha passato il vaglio della Corte dei Conti. L’organo di controllo si sarebbe limitato ad “oscurare” (cioè a non ammettere a registrazione) cinque commi (articolo 8 comma 2, 9 comma 3, 16 commi 2, 22 e 24) che riguardano il rinvio esplicito a successivi provvedimenti per l’istituzione di lauree magistrali relative alle classi di abilitazione della scuola secondaria di secondo grado. I provvedimenti potranno comunque essere presi perché ricompresi nella delega più ampia e, come già previsto, saranno redatti una volta concluso l’iter di approvazione del regolamento sulle classi di concorso, che attende di essere discusso dalle commissioni parlamentari. La modifica “stilistica” non tocca dunque il provvedimento, che può entrare (finalmente) nella sua fase attuativa.

Esame di terza media: forse è arrivato il momento di cambiare

A cura di Lorenzo Salvia, il Corriere della sera pubblica una paginata dedicata alle preiscrizioni al nuovo anno scolastico e ad alcune novità per l’anno in corso. Mi sembra che due punti siano particolarmente rilevanti.
Il primo, da quest’anno le prove di valutazione Invalsi sono estese agli studenti che frequentano il secondo anno delle superiori “pre riforma”. L’anno prossimo la valutazione riguarderà invece gli studenti al termine del primo biennio della riforma. Una lettura comparativa dei dati, con tutte le cautele del caso, sarà interessante. Ma ancora più interessante sarà il lavoro di Invalsi per calibrare le future prove sul raggiungimento degli obiettivi di apprendimento fissati nelle Indicazioni nazionali. Un lavoro che potrebbe riguardare l’elaborazione di set di prove che coinvolgano non solo le discipline fondamentali, ma anche, rimettendo alle scuole la loro somministrazione o procedendo a una campionatura, o ancora attraverso una procedura volontaria, le discipline specifiche dei vari percorsi.
Il secondo punto riguarda l’esame finale del primo ciclo, attualmente normato da una vecchia ordinanza che copre un vuoto legislativo in attesa di un provvedimento atteso da 11 anni. Ebbene, il momento di quel provvedimento, anche tenendo conto delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo in fase di elaborazione, è arrivato. Spero si possa aprire, sul tema, un bel dibattito. Una ipotesi che ho messo sul tavolo parlandone col Corriere  è di creare un mix tra prove standard Invalsi e prove invece a cura delle scuole, magari introducendo una delle tipologie previste per gli esami di maturità (la terza prova a risposte aperte) e prove pratiche che possano riguardare le scienze e le materie tecniche.
Ma occorre partire da un presupposto corretto. Le prove di esame devono essere scelte in base a quello che si vuole esaminare, rispetto agli obiettivi di fondo del percorso scolastico. Altrimenti, diventano un esercizio di ordinaria burocrazia.