Presentato il Piano nazionale Qualità e Merito (PQM)

Il ministro Gelmini e Roger Abravanel, autore del noto bestseller “Meritocrazia”, hanno predisposto e presentato ieri nella sede di viale Trastevere del Miur il Piano Nazionale Qualità e merito (PQM), di cui si possono scaricare le slide, un progetto che prevede l’estensione dell’esperienza dei test oggettivi standard predisposti dall’Invalsi.
“Con questa nuova iniziativa non si intende penalizzare né gli insegnanti, né tantomeno gli studenti”, ha spiegato il ministro Gelmini, che ha osservato che “l’Italia è fra i pochi paesi dove ancora si misura il miglioramento dell’apprendimento degli studenti solo in un rapporto studenti-insegnanti. Servono invece criteri oggettivi di misurazione dei progressi fatti dagli studenti. Per raggiungere questo obbiettivo è importante avvalersi di testi standard internazionali”.
Il progetto prevede che le prove siano sottoposte ai ragazzi all’inizio dell’anno scolastico per rilevare la preparazione iniziale degli studenti, e che siano ripetute al termine dell’anno per verificare i miglioramenti ottenuti. Si comincerà con la scuola media per poi estendere la sperimentazione alle scuole secondarie superiori. Si potrà in questo modo valutare oggettivamente i rendimenti delle singole classi e gli istituti potranno valutare i propri risultati e avviare processi di miglioramento della qualità dell’insegnamento.
Il progetto intende premiare il merito legando la distribuzione delle risorse alla qualità dei risultati. “Come ha fatto Angela Merkel, ha detto il ministro, abbiamo istituito un fondo per il merito per premiare gli studenti indipendentemente dalle condizioni economiche ma sulla base di test volontari, al termine dei quali, i migliori potranno accedere a borse di studio e ad aiuti per proseguire la propria carriera scolastica”.

Formazione iniziale dei docenti: reso il parere dal Senato, ora si passa alla stesura definitiva

La VII commissione del Senato ha concluso ieri l’esame del provvedimento inerente la Formazione iniziale del personale docente e ha espresso parere positivo concludendo così un lunghissimo iter. Si tratterà ora, in tempi brevi, di valutare assieme a Giorgio Israel le proposte contenute nei vari pareri (non vincolanti) e collegare, nella maniera più adeguata, il provvedimento alla complessiva riforma in atto del sistema scolastico.
A una prima lettura dei pareri e delle centinaia di pagine che costituiscono ormai il “dossier”, mi sembra opportuno accogliere alcuni suggerimenti di assoluto buon senso: innanzitutto, il regolamento deve contenere le indicazioni adatte a mantenerlo aggiornato e allineato agli altri provvedimenti che costituiscono, presi complessivamente, la riforma Gelmini. Penso in particolare alle norme sul futuro reclutamento, su cui è in corso un vivace dibattito, e al regolamento sulle classi di concorso attualmente all’esame del CNPI.
Ma altri suggerimenti possono essere accolti: a partire dalla necessità di non cancellare il valore dei titoli di studio conseguiti precedentemente e, nel contempo, di garantire ai nostri studenti insegnanti dalla preparazione disciplinare e didattica adeguata; per finire con una rivisitazione della fase transitoria che mantenga netta l’esigenza di salvaguardare una rigorosa preparazione e di valorizzare i titoli di studio (veri!) e di servizio una volta accertata la competenza disciplinare.
Certo, non si tratta di una norma omnibus: pertanto, alcune proposte potrebbero trovare attuazione in altri provvedimenti. Una volta firmato dal ministro, il regolamento sarà completato dal secondo pezzo, che riguarderà la formazione degli insegnanti del secondo ciclo di istruzione e degli insegnanti tecnico pratici.