Licei: le ragioni delle scelte

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in seconda lettura il regolamento sui licei. La soddisfazione più grande, assieme a una accoglienza positiva da parte della stampa, è stata nel risultato e nel metodo adottato. La Cabina di Regia ha soprattutto maturato un “linguaggio comune” e ha condiviso le scelte, confrontate, passo a passo, con insegnanti e dirigenti scolastici, compresi alcuni tra i partecipanti al forum. Alla luce delle osservazioni relative ai quadri orari contenute nei pareri espressi dal CNPI e dalle Commissioni parlamentari, e facendo tesoro ad un tempo di un ricco dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi, sia nel corso dei seminari dedicati ai diversi percorsi liceali, sia in rete sul sito http://nuovilicei.indire.it, il Governo ha provveduto a riformulare complessivamente il prospetto dei curricoli, perseguendo il doppio obiettivo da un lato di realizzare una maggiore congruenza fra quadri orari e profili in uscita, dall’altro di rendere effettiva e visibile l’unitarietà di impianto che, di là dalle differenze dei singoli percorsi, caratterizza la loro natura di licei. In questa prospettiva, si sono tenuti presenti tre criteri guida, che hanno orientato e reso coerente il lavoro di revisione.

1. Primo criterio: i “pilastri”
Una osservazione critica avanzata da più parti, che si è ritenuto di dover accogliere, riguardava il difetto di corrispondenza fra la funzione di completamento del percorso dell’obbligo d’istruzione, assegnata al primo biennio, e un quadro orario che non in tutti i percorsi assicurava la continuità disciplinare, relativamente ai quattro assi culturali su cui il DM 139/2008 configura il sistema delle competenze essenziali in uscita dall’obbligo, in particolare per l’asse scientifico.  Alla decisione di inserire di conseguenza le scienze naturali anche nei bienni dove non erano previste, si è accompagnata una riflessione più generale sull’opportunità di fondare il sistema dei licei su  alcuni “pilastri”, presenti in ogni percorso, che assicurassero un denominatore identitario comune, un’anima, per così dire, all’istruzione liceale italiana. Si è dunque deciso di far ruotare i caratteri specifici di ciascun curricolo intorno alla presenza comunque significativa, in termini di monte ore, di tre materie chiave: l’italiano, la lingua straniera, la matematica, avendo cura di garantire in tutti i quinquenni l’insegnamento delle scienze e/o della fisica e della storia dell’arte. Il sistema cessa così di essere “a canne d’organo”.

2. Secondo criterio: la “consistenza” oraria
Si è cercato il più possibile di evitare la frantumazione del quadro orario, procedendo ad accorpamenti disciplinari nuovi (storia e geografia, scienze naturali) ed evitando in ogni caso (fatto salvo che per la religione cattolica) materie a 33 ore. Ciò limita lo “spezzatino” delle materie e rende maggiormente praticabile l’esercizio dell’autonomia scolastica (le quote del 20% e 30% a disposizione delle istituzioni scolastiche).

3. Terzo criterio: la “caratterizzazione”
Nella costruzione dei quadri ci si è posti l’obiettivo di caratterizzare con forza gli indirizzi. Il che significa, in concreto, che le materie tipiche non sono mai sotto la soglia delle 99 ore. Il senso di questo criterio è autoevidente. La pluralità dell’offerta è infatti realmente tale se la scelta da parte delle famiglie e degli studenti può orientarsi su un menu curricolare in grado di garantire effettivamente ciò che si promette nella denominazione di questo o quel liceo. Ciò ha significato, in alcuni casi, intervenire sulla prima versione dei quadri, là dove questi sembravano diluire la specificità dell’indirizzo, optando per una più netta accentuazione della sua identità, propria e tipica.

4. Il nodo delle “opzioni”
Le opzioni previste per i licei scientifico e delle scienze umane sono a tutti gli effetti delle articolazioni del sistema dei licei. Di contro all’ambiguità del testo in prima lettura, infatti, nel nuovo testo del decreto risulta chiaro che esse rientrano a pieno titolo nella programmazione regionale dell’offerta e non sono oggetto di scelta delle scuole.
    
Alcune scelte

1. Storia e geografia
Particolarmente discussa è stata, in questi giorni, la supposta abolizione della geografia. Non è così. In primo luogo, occorre considerare che la geografia fisica e politica è oggetto di studio nel primo ciclo dell’istruzione, i cui risultati di apprendimento, molto ambiziosi, dovrebbero rendere lo studente, all’ingresso dei licei, in possesso delle competenze di base. In secondo luogo, l’accorpamento a storia al biennio consente di rafforzare alcuni concetti di base (per fare un esempio, la migrazione, il popolamento, la globalizzazione). Soprattutto, nelle indicazioni nazionali sugli obiettivi specifici di apprendimento, le coordinate della storia e della geografia saranno intrecciate, proprio per consentire allo studente di unire le coordinate di spazio e di tempo e di leggere più agevolmente le “mappe” del mondo contemporaneo. Anziché uccidere la geografia, la scelta è stata quella di farla uscire dal ghetto.

2. Scienze naturali
L’insegnamento di scienze naturali contempla chimica, biologia, scienze della terra. Abbiamo evitato lo spezzettamento delle ore per consentire ai docenti un uso dell’orario che consenta di raggiungere i risultati di apprendimento. Non si può perseguire il sogno del “piccolo chimico” o del “piccolo biologo”, ma puntare decisamente sull’acquisizione delle conoscenze e delle competenze di base utili al proseguimento degli studi. Non è con più ore che si risolve il problema della debolezza in questo settore mostrata dai test OCSE/PISA, ma garantendo la continuità didattica col primo ciclo dell’istruzione; consentendo al docente la necessaria flessibilità di gestione delle ore; puntando decisamente sulla formazione in servizio degli insegnanti, come dimostra il successo del progetto “lauree scientifiche”. Il problema dell’insegnamento della disciplina dovrà essere affrontato in tre tappe: la prima, consentire alle istituzioni scolastiche di puntare sulle competenze effettive presenti nel corpo docente; la seconda, investire sul progressivo allineamento, dove necessario, delle competenze nelle tre discipline; la terza, attraverso le nuove lauree magistrali per l’insegnamento delle scienze naturali. Da questo punto di vista, i laboratori non devono essere un ghetto, ma una modalità di didattica da garantire, come avviene in tutta Europa, attraverso le capacità del docente.

3. Il profilo dello studente liceale
Il profilo comune ai percorsi liceali e il profilo specifico di ciascun liceo sono stati riscritti con la collaborazione di alcuni grandi “nomi” dell’accademia italiana: il prof. Giorgio Chiosso (pedagogia); il professor Luca Serianni (storia della lingua), il prof. Sergio Belardinelli (sociologia dei processi culturali); il prof. Stefano Zamagni (economia); il prof. Nicola Vittorio (coordinatore del progetto lauree scientifiche) che hanno collaborato con la Cabina di regia e il gruppo di lavoro sui licei musicali e coreutici e sul CLIL.
La riscrittura è stata improntata alla chiarezza e all’essenzialità dei profili, nell’intento di fornire la massima trasparenza dei risultati attesi dall’istruzione liceale.

Le modifiche, liceo per liceo

1. Liceo artistico
Rispetto all’impianto originale, si è deciso di “spacchettare” gli originali tre indirizzi che raggruppavano diversi gruppi in sei indirizzi, per facilitare la confluenza degli istituti d’arte (che comunque potranno scegliere di confluire anche nell’istruzione professionale); per presentare un quadro chiaro alle famiglie; per meglio caratterizzare ciascun indirizzo.
I quadri orari sono stati rivisitati, per dare un maggior peso alle discipline di indirizzo e per mantenere alcune specificità dell’area liceale, introducendo ad esempio la fisica nell’indirizzo delle arti figurative; per inserire le scienze naturali al primo biennio; per riconoscere, in alcuni indirizzi, la specificità dell’insegnamento di chimica dei materiali.

2. Liceo Classico
L’esigenza, in questo caso, era duplice: da un lato introdurre le scienze naturali sin dal primo biennio, in modo da garantire l’assolvimento dell’obbligo e da facilitare l’apprendimento in discipline che favoriscono lo sbocco nelle facoltà scientifiche (soprattutto medicina) che costituiscono uno degli sbocchi essenziali di chi frequenta questo percorso. Nel contempo, si è potenziato l’insegnamento della lingua straniera lungo l’arco dei 5 anni. Il tutto senza toccare il latino e il greco, materie caratterizzanti del percorso.

3. Liceo Linguistico
Nel caso del liceo linguistico si è scelto di puntare sulle tre lingue straniere, il cui apprendimento inizia dal primo anno di corso. Il latino è stato mantenuto ed è allo studio un programma specifico che aiuti l’apprendimento delle lingue straniere.

4. Liceo Musicale e Coreutico
Per quanto riguarda la sezione musicale, si è scelto di potenziare la storia della musica e, al primo anno, la materia “esecuzione e interpretazione” (lo strumento).
Per la sezione coreutica, è stata introdotta la storia della musica

5. Liceo scientifico
La rivisitazione del percorso del liceo scientifico ha portato a un migliore equilibrio tra materie umanistiche e scientifiche. In particolare, la fisica inizia sin dal primo anno di corso e sono state potenziate le scienze naturali
L’opzione di scienze applicate raccoglie l’eredità del liceo sperimentale scientifico-tecnologico.

6. Liceo delle scienze umane
Il quadro orario è stato ampiamente rivisitato, per dare una migliore caratterizzazione. Sono state reintrodotte le scienze umane al primo biennio e sono state potenziate le ore al triennio, è stato aggiunta, sempre al primo biennio, la disciplina Diritto ed economia.
L’opzione economico-sociale è stata rivisitata, in vista dei possibili sbocchi, per dare maggior peso alla disciplina diritto ed economia politica, caratterizzante del percorso; sono state potenziate la matematica e le due lingue straniere.

902 Risposte a “Licei: le ragioni delle scelte”

  1. Questi grandi nomi dell’accademia italiana hanno mai messo piede in una classe di liceo?

  2. COMUNICATO DELLA SOCIETA’ CHIMICA ITALIANA “La Società Chimica Italiana, nel prendere atto delle decisioni del Consiglio dei Ministri riguardante il riassetto dei Licei, rileva come, ancora una volta, non vengano recepite le indicazioni provenienti dalle sperimentazioni susseguitesi negli anni e come sembrino prevalere considerazioni estranee allo sviluppo scientifico e tecnologico del nostro Paese. In particolare, nell’opzione “scienze applicate” del nuovo Liceo Scientifico, vengono totalmente ignorati i risultati conseguiti nell’ambito del Liceo Scientifico-Tecnologico (come per esempio il Laboratorio di Chimica e Fisica) e la Chimica viene accorpata in un unico insegnamento con Biologia e Scienze della Terra, sconfessandone così il suo ruolo di imprescindibile presupposto concettuale. La Società Chimica Italiana rinnova il proprio appello perché il quadro che si delinea non implichi un ulteriore impoverimento della qualità dell’insegnamento della Chimica e si impegna ad adoperarsi in tutte le sedi utili perché l’insegnamento della disciplina sia affidato solo a chi possiede le indispensabili competenze anche laboratoriali.–Prof. Luigi Campanella-Presidente Società Chimica Italiana–Prof. Michele A. Floriano-Presidente della Divisione Didattica della Società Chimica Italiana”

  3. La riforma non è ancora pienamente comprensibile e valutabile perchè mancano molti atti di accompagnamento (decreti sugli organici, le classi di concorso, programmi, ecc.). Potrebbe darci qualche anticipazione?
    Vorrei sapere se in seconda lettura è stata mantenuta la distinzione tra discipline obbligatorie comuni, obbligatorie opzionali e opzionali facoltative ed eventualmente quali sono le risorse a cui le scuole potrebbero attingere per le discipline diverse da quelle obbligatorie comuni.

  4. Vorrei sapere per quale motivo pensate di affidare alla classe di concorso A037 l’insegnamento di filosofia e storia nei licei delle scienze umane. Da un lato si parla di risparmi, dall’altro si dovranno dichiarare in esubero tantissimi docenti di ruolo della A036 per lasciare spazio a precari della A037.

  5. Finora la comunicazione sul testo approvato in seconda lettura è piùttosto lacunosa. Potrebbe dirci se sono stati matenuti i Dipartimenti e il Comitato tecnico scientifico?

  6. Sono soddisfatta dei quadri orari del liceo scientifico e della sua opzione “scienze applicate”. Tuttavia non sono state ancora definite le classi di concorso. Quando sarà emanato il decreto in questione? Relativamente alla matematica, visto che nei quadri orari è separata dalla fisica e presenta elementi di informatica nel biennio, potrà essere insegnata dai docenti della A047 “Matematica”? La 47 insegna infatti “Matematica e informatica” in molti indirizzi mentre ciò non accade per la A049. Saranno accolte le richieste unanimi delle più autorevoli associazioni di matematici e fisici italiani che chiedono la riduzione a due sole classi di concorso (una per matematica e una per fisica)? In fine, sarà permesso ai docenti della A047 che attualmente insegnano nei licei scientifici, linguistici e delle scienze sociali di continuare a farlo? Faccio presente che si sta parlando di più di un terzo dei docenti di matematica dei licei.
    Ringrazio sinceramente il dott. Bruschi per il lavoro svolto e l’attenzione che presta quotidianamente al mondo della scuola. Attendo fiduciosa un Suo riscontro.

  7. Potrebbe dirci alla fine se per i licei la riforma parte solo dalla prima e quindi tutte le altre classi manterranno gli orari vigenti, anche le sperimentazioni Brocca a 34 ore ?

    E per i licei biologici e tecnologici attivati di solito presso gli ITIS cosa succederà? Riforma a 27 ore dalla prima col mantenimento delle 34 dalla seconda in poi oppure adattamento come i tecnici a 32 ore ?

  8. Che cos’è l’”organico aggiuntivo” citato nelle slides utilizzate negli scorsi mesi per presentare la riforma?

  9. Lei pensa che potremo avere a disposizione i nuovi programmi prima della scadenza per l’adozione dei libri di testo? Si tratterà di programmi oppure di linee guida e standard nazionali con livelli di competenze riferibili a quelli europei?

  10. Gentilissimo dott. Bruschi, intendo sottoporle una questione che non mi pare ancora sufficientemente chiarita in merito all’istituzione del nuovo liceo scientifico delle scienze applicate. Con probabilità, non pochi licei scientifici attuali chiederanno di avviare questa opzione, non tanto per interesse verso il tecnologico, quanto per salvaguardare i risultalti delle PNI in essere. Sarò sintetico: non appare chiaro se nel novo liceo delle scienze applicate storia e filosofia saranno affidate all’ A037, come finora avviene nei licei, oppure all’ A036 come mi pare avvenisse nel vecchio tecnologico laddove attivato presso gli Itis. Se si decidesse di non permettere anche agli abilitati dell’A037 di insegnare storia e filosofia nei licei scientifici delle scienze applicate ciò comporterebbe una confusione tale da screditare il mondo scolastico liceale agli occhi dell’utenza. Molti attuali titolari di storia e filosofia dovranno spostarsi presso altri plessi, inficiando così la CONTINUITA’ DIDATTICA che universalmente gli studenti e le famiglie ritengono l’aspetto più qualificante di una scuola (questa almeno la mia esperienza certificata da tanti anni di colloqui con i genitori). A parte ragionevoli dubbi di legittimità dell’operazione (l’A036 era infatti nata per insegnare filosofia e psicologia negli istituti e NON nei licei), qualora questo aspetto non fosse chiarito a favore dell’A037 ci troveremo in una situazione per la quale molti doventi di filosofia ritenuti “colonne” dei licei scientifici si troveranno nell’assurda situazione di soprannumerarietà PUR ESSENDOCI la cattedra. Ritengo indispensabile sanare la situazione nella fase transitoria, non tanto per ragioni di interesse personale (chi scrive, infatti, non è a rischio) ma proprio perchè la riforma non confermi quella situazione di caos che molti stanno paventando. Infine, aggiungo che in passato è stato concesso a docenti abilitati in materie letterarie di insegnare filosofia … sarebbe davvero ingiusto e meritevole di ricorso che ciò non fosse concesso a docenti abilitati sostanzialmente nella stessa disciplina (disciplina che peraltro ha molto di scientifico e poco di letterario). Grazie per l’interessamento. Prof. Bordin

  11. Non posso che rimanere esterefatto nel contemplare la sostanziale uccisione del Liceo Scientifico Tecnologico, ovvero dell’unica vera innovazione introdotta negli utlimi 15 anni nel panorama dell’istruzione liceale.
    Una scuola che, nonostante l’incomprensibile ostilità che ha spessissimo suscitato nei colleghi operanti nei licei scientifici di indirizzo, ha saputo coniugare la didattica sperimentale (quella VERA, Galileiana, non quella descrittiva della sterile dimostrazione) all’apprendimento critico, ottenendo nella assoluta maggioranza dei casi risultati lusinghieri per quanrto concerne il successo accademico dei suoi studenti. Che dire. ….RIP LST, sacrificato sull’altare del presappochismo al falso idolo della presunta semplificazione….
    Gradirei sapere per quale ragione si è deciso annullare (perche l’attuale liceo delle scienze applicate non è nemmeno lontanamente paragonabile ad un LST) questa esperienza di successo…..

  12. io insegno in un iti, ora in prima e in sconda ci sono 5 ore settimanali di matematica, in futuro 4, dov’è l’incremento? sì, ora ci sono 2 ore di laboratorio, ma sono comunque ore di matematica, l’informatica viene usata, almeno da noi, per risolvere problemi di matematica, non è fine a se stessa.
    In prima sono state inserite 3 ore di informatica, ma i ragazzi di quell’età non hanno le basi per comprendere l’informatica, al più si può insegnare l’uso di applicativi che però sono in grado di imparare anche da soli, essendo ormai gli studenti dei nativi digitali.
    mi sembra poi terribile veder liquidare il liceo scientifico tecnologico in questo modo! il liceo scientifico tecnologico è nato all’interno degli iti per poter usufruire del personale e delle attrezzature che i licei scientifici non hanno, ha sfornato ottimi studenti!
    ora si assegna ai licei scientifici, si eliminano gli itp (e quindi i laboratori, perchè 1 sola persona con 27-28 studenti in laboratorio non ce la può fare, anche ammesso che abbia le competenze tecniche degli itp), cioè si stravolge completamente una scuola che stava dando ottimi risultati.
    mi pare che non tutto sia come viene raccontato.

  13. Gentile Bruschi,
    sono abilitata nella classe di concorso A546 tedesco.
    Non mi è chiaro come avverrà l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera (CLIL).
    Potrebbe fornirmi delle indicazioni?
    Sono molto contenta di questa novità, che interessa già da tempo altri paesi europei.
    Cordiali saluti,
    Margherita

  14. Mi sono accorta che la tabella di confluenze del testo in prima lettura è diversa da quella in seconda lettura. In quella in prima lettura è specificato in una nota (doppio asterisco) che gli istituti ex magistrali in cui non è previsto il latino confluiscono nell’indirizzo scienze umane con opzione economico sociale, mentre nella tabella approvata in seconda lettura tale precisazione è scomparsa. Vuol dire che è venuta meno la confluenza automatica del liceo delle scienze sociali nell’indirizzo s.u. opzione economico sociale?

  15. Al collega Bordin vorrei ricordare che i docenti della A036 insegnano da moltissimi anni nei Licei (socio-psicopedagogico e delle scienze sociali) e che nel concorso per la A036 se non si superava la prova di filosofia non si procedeva nè alla correzione della seconda prova (pedagogia, psicologia, sociologia, antropologia, metodologia della ricerca) nè allo svolgimento dell’orale. Detto questo penso che con Bordin potremmo condividere la proposta di destinare la A036 al liceo delle scienze umane e la A037 al liceo scientifico. Se alla classe di concorso A036 si dovesse togliere l’insegnamento della Filosofia, si dovrebbe impedire ai laureati in Filosofia di insegnare psicologia, sociologia, antropologia, metodologia della ricerca come invece quasi sempre avviene con i laureati in Filosofia che insegnano con la A036.

  16. Prima di rendere il parere definitivo la Sezione ritiene di sollecitare un chiarimento da parte del Ministero in ordine a due punti.
    Con riferimento all’art. 15 risulta meritevole di approfondimento la questione – sollevata nel parere del Consiglio Nazionale della pubblica istruzione – relativa al riconoscimento del servizio prestato in via precaria presso le istituzioni scolastiche, ai fini dell’accesso al tirocinio formativo attivo, nonché come parte dei crediti formativi previsti nel tirocinio, con particolare riferimento ai laboratori didattici di cui alla tabella dodici. Al riguardo, anche al di là di possibili profili formali di irragionevolezza della disciplina transitoria, appare opportuno prevedere, in una fase di passaggio dal vecchio al nuovo regime, tener conto dell’esperienza professionale maturata, ferma restando la possibilità di fissare presupposti e limiti di tale rilevanza e di graduarne gli effetti
    ANCHE NOI SOLLECITIAMO CON FORZA CHE, COME GIA’ AMPIAMENTE SOTTOLINEATO DAL CNPI,SIA DATO AMPIO RICONOSCIMENTO AL SERVIZIO PRESTATO CON SERIETA’ E DEDIZIONE NELLE SCUOLE ITALIANE. NEL RISPETTO DEL DIRITTO TRANSITORIO VOLTO AD ELIMINARE DISPARITA’ DI TRATTAMENTO TRA DOCENTI CON MEDESIMI REQUISITI ( VEDI SANATORI RISERVISTI!!)
    SIG.MAX E’ ORA DI LAVORARE IN TAL SENSO, SI LASCI GUIDARE DA QUANTO HA GIA’ SUGGERITO IL CNPI.

  17. Parlate tanto di liceo delle scienze sperimentali come opportunità aggiuntiva e poi la scelta dell’attivazione non è più delle singole scuole ma degli organi superiori. Sembrà così che per non scontentare nessuno la provincia di venezia non lo conceda a nessuno Ha! Ha!

  18. Gentilissimo prof. Bruschi,
    potrebbe chiarire la questione del CLIL?
    Come saranno individuati gli insegnamenti e gli insegnanti? Ci sarà una compresenza di insegnante di lingua e insegnante di disciplina?
    Oppure l’insegnante sarà unico? In questo ultimo caso, a quali insegnanti sarà affidato l’insegnamento CLIL?
    Saranno attivati corsi di specializzazione?
    Cordiali saluti,
    Paola

  19. Faccio un riassunto e provo a rispondere delle varie questioni. @luciano: è la norma costituzionale a prevedere che il piano dell’offerta formativa sia approvato dalle Regioni (che raccordano quanto preparato dalle province). Ho provato a forzarla, ma un uccellino mi ha detto che alcune regioni avrebbero impugnato il regolamento. Il ministero può decidere il cosa e il come, non il dove: la responsabilità ricade, in questo caso, sulle decisioni della provincia di Venezia. @Paola e altri che chiedono lumi sul Clil. Abbiamo un poco di tempo per perfezionare la norma attraverso apposite linee guida. Grazie a Gisella Langé, faremo in modo che il Clil sia fatto sul serio e non per finta. C’è una fase di passaggio da gestire, che richiede di non disperdere le migliori sperimentazioni. A mio parere, la soluzione ottimale (a regime) è di affidare moduli a insegnanti in possesso almeno di un livello C1. @adriana: poveretti, all’estero, senza copresenza degli itp… eppure hanno risultati di gran lunga migliori dei nostri! L’ho già detto più volte: l’insegnante di materie scientifiche deve possedere le competenze per andare in laboratorio. Altrimenti non mi risulta chiaro quale sia la sua capacità di insegnamento. @valentina, @loredana: le indicazioni nazionali saranno una sorpresa: testi chiari, sintetici, con gli obiettivi fondamentali. Lo stile sarà quello dell’allegato A. Il gruppo che se ne occupa ha funzioni di supervisione. Ci sono gruppi di insegnanti che ci stanno lavorando, scelti tra quelli che hanno raggiunto i migliori risultati nel corso di questi anni. Entro i primi di marzo il testo dovrebbe essere pronto per acquisire il parere del CNPI, del CdS e del dibattito pubblico (con modalità anche telematiche) per essere emanato i primi di aprile. Confluenze: sono più libere rispetto al testo in prima lettura, perché le sperimentazioni hanno reso molti profili irriconoscibili. @bordin e altri, relativamente alle classi di concorso: ho chiesto alla struttura di predisporre un atterraggio “morbido”, privilegiando, in attesa delle nuove classi, la continuità didattica E il possesso di effettive competenze. Liceo Scientifico tecnologico: tutti ci han chiesto di cambiarlo, prioprio per non pregiudicare il rilancio dell’istruzione tecnica. Come si ricorderà, si tratta di un ibrido costruito nella previsione che l’istruzione tecnica sarebbe stata cancellata. Cosa che, decisione trasversale tra Fioroni e Gelmini, non è stata.

  20. @loredana, il Comitato e il dipartimento sono stati lasciati com epossibilità. L’organico aggiuntivo è incardinato alle USR e deve essere devoluto alle scuole per il potenziamento dell’offerta formativa. Il contingente è definito attraverso un apposito decreto di concerto col Mef.

  21. Quando si prevede possa avvenire la pubblicazione del regolamento sulla Gazzetta ufficiale? La campagna di informazione potrà partire prima di tale data? Gli USP vigileranno affinchè le scuole non facciano “pubblicità ingannevole” proponendo, in buona o cattiva fede, indirizzi che non possono attivare?

  22. @luigi. Sono in corso convocazioni dei direttori generali per garantire l’applicazione.

  23. Ho ancora qualche dubbio sulle confluenze. Un ex istituto magistrale che ha una sezione di liceo sociopsicopedagogico e una sezione di liceo delle scienze sociali può già dire alle famiglie che l’anno prossimo avrà sia il liceo delle scienze umane di ordinamento sia l’opzione economico sociale?

  24. @loredana: Dipende dal piano dell’offerta formativa provinciale/regionale. La provincia di Milano ha già chiuso tutto. Abbiamo dato date diverse di apertura/chiusura delle iscrizioni proprio per dare il tempo di perfezionare i provvedimenti.

  25. Max, il liceo tecnologico/biologico/sportivo manterrà l’orario “largo” a 34 ore dalla seconda alla quarta o verrà ridotto a 32 come i tecnici ?

  26. si prevedono correzioni riguardo al problema della A047 nei licei?
    Un ITIS (non ancora IIS) può “sottrarre” a un LS di ordinamento l’opzione scienze applicate?

  27. @Bruschi: “l’insegnante di materie scientifiche deve possedere le competenze per andare in laboratorio. Altrimenti non mi risulta chiaro quale sia la sua capacità di insegnamento”. Certo, che avendo nel loro curriculum di studi una manciata di esami chimici , alcuni appena uno, i docenti della attuale A060 - futura A-46 potranno avere (colpa loro?) grosse difficoltà. Da autodidatti, o con un corsetto di aggiornamento (finanziato con quali risorse?) nel 2010, non si può imparare a “stare” in un laboratorio chimico in condizioni di sicurezza per sè e per gli altri, a meno che non si svolgano esperienze a livello di scuola media… Se il Prof. Bruschi guardasse al di fuori del “recinto” dei licei e si affacciasse verso gli istituti tecnici e professionali si accorgerebbe che esistono moltissimi docenti della attuale classe di concorso A013, futura A-33, laureati in discipline chimiche (almeno 20 esami universitari chimici su una trentina totali e tesi sperimentale di un anno obbligatoria) moltissimi dei quali in seguito ai tagli negli istituti tecnici, risulteranno sovrannumerari. Pensa che sia una idea migliore, in termini di valorizzazione delle risorse umane esistenti nella scuola, e nell’interesse degli alunni, della Scuola e del Paese, farli lavorare nei Licei o fargli fare altro, magari Matematica e scienze nella scuola media? Cosa propone?

  28. Gent. dott. Bruschi, ho due domande per lei:
    1) In diversi ex istituti magistrali “convivono” attualmente (impiegati nei vari indirizzi sperimentali in essi attivati) docenti di lettere di due diverse classi di concorso (A50 e A51). Le cattedre di lettere del nuovo liceo delle scienze umane e del liceo linguistico saranno strutturate secondo quanto prevede la bozza di decreto sul riordino delle classi di concorso (cioè affidate alla nuova A12 - ex A51)?
    2) Quando si prevede che possa essere reso pubblico il testo definitivo del regolamento dei nuovi licei?

  29. Bruschi…sono curiosa di conoscere il suo parere sulla sospensiva che il CDS ha dato riguardo la bozza Israel e il nuovo reclutamento insegnanti…http://docs.google.com/View?docid=dd2xfk3m_21dnjt2xg2 le ho inserito il link in cui ho sottolineato la parte che riguarda proprio noi precari non abilitati…visto che esalta il CDS per l’approvazione tempestiva della riforma del secondo ciclo( approvazione non senza titubanze)…e visto che il parere del CDS come ribadito anche da lei è vincolante…cosa ha da rispondere in merito alla questione????????????????????????? Come vede non siamo poi così tanto invisibili come lei vuol fare credere…!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

  30. Prof. Bruschi,
    sono un docente del Comitato scientifico didattico dell’Istituto d’arte/Liceo artistico di Monza e, aldilà di eventuali osservazioni nel merito che potranno essere avanzate anche inc orso d’opera, vorrei farle presente che si sta creando concretamente una situazione anomala relativa proprio al nuovo liceo artistico.
    L’ampliamento degli indirizzi avvenuto in questo settore, che è indicato esplicitamente come dovuto alla necessità di agevolare la confluenza in esso anche degli istituti d’arte, rischia di esser inficiato alla base da un “contrattempo” cui si potrebbe, e dovrebbe, metter riparo rapidamente.
    Poichè la Programmazione territoriale dell’offerta formativa ricade in capo a Regioni e Province, per assurdo succede che le più virtuose - cioè le più pronte ad assumersi il compito istituzionale dovuto - hanno quasi già chiuso o chiuso la partita.
    La conseguenza evidente è che - avendo le scuole e le stesse Regioni e Province ragionato sulla base degli schemi ufficiosi disponibili precedentemente all’approvazione della Legge di riforma - le proposte da esse avanzate sono spesso viziate alla base dall’obbligo di attenersi a quegli schemi.
    Di conseguenza ci sono scuole, come la mia, che hanno richiesto 4 indirizzi e non 6 e, comunque, se anche non fosse stato nelle loro intenzioni chiederne 6, si trovano nell’imbarazzante situazione di esser state costrette a disattivare un indirizzo precedente (grafica, che non era riportatto negli schemi ufficiosi) per attivarne un altro esistente ma come materia (audiovisivi).
    Questo fatto crea , sul piano pratico, incongruenze non di poco conto, compresa la complessa necessità di “riconversione” di parte dei docenti di alcune materie che, invece, potrebbe esser evitata, portando così a compiutezza i profili culturali e professionali del nuovo liceo nel rispetto della Legge approvata.
    Il MIUR stesso, presumo grazie anche al lavoro della cabina di regia da lei coordinata e dalle osservazioni avanzate da diverse scuole, ha correttamente provveduto a istituire 2 indirizzi nel campo delle comunicazioni visive e audiovisive, rendendolo così compluto.
    Inoltre, ha introdotto l’indirizzo di scenografia scorporandolo da quello di audiovisivi e multimedia, come prevedeva il prrecedente schema.
    Decisione con la quale concordo, anche perchè parecchi allievi proseguono gli studi nel’analogo indirizzo dell’accademia di Belle arti, e dunque il dargli visibilità e identità anche in precedenza non può che esser utile.
    Resta, però, il problema della tempistica che ho citato, che rischia di inficiare alla base le correzioni giustamente apportate dalla Legge di riforma.
    Credo che sarebbe utile che, tenuto conto di tutto ciò, quelle Regioni e Porvince che già hanno provveduto alla formulazione del Piano dell’offerta formativa, ne riaprano rapidamente i termini, consentendo alle scuole di avanzare le proprie proposte sulla base di quanto davvero definito nella Legge di riforma, come mi pare - oltretutto - nel loro diritto e nell’interesse di tutti.
    Rischieremmo, altrimenti, di far partire in alcuni casi col piede sbagliato una Riforma che già dovrà misurarsi nel concreto con tanti altri problemi (modulazione delle flessibilità, declinazione dei programmi specifici, aggiornamento dei docenti, informazione all’utenza ecc.)
    Per questo ho ritenuto doveroso richiamare la sua attenzione su questo aspetto specifico, dimodo che lei possa tenerne conto e segnalarlo anche agli altri interessati.
    cordiali saluti

    Michelangelo Casiraghi

  31. @luigi. mi pareva che il ragionamento svolto fosse chiaro e lungi da polemiche tra abilitati A037 e A036. Da anni giudico come commissario all’esame di maturità studenti preparati nel corso dell’anno da docenti dell’A036. Eppure io sono abilitato nell’A037. Non crede che se mi togliessero la cattedra come soprannumerario per darla ad un collega dell’A036, un giudice con un minimo di cervello mi darebbe ragione? La soluzione migliore è l’equipollenza tra le due classi di concorso, magari anche tramite corso-concorso riservato. Non molti anni fa hanno permesso a chi è laureato in materie letterarie di prendersi l’A037. A parte il fatto che l’idea di filosofia come disciplina umanistica è vecchia come il cucco e fondamentlaemnte errata, non crede che sarebbe logico concedere a chi è abilitato in filosofia di insegnarla ovunque? Credo che ciò andrebbe a vantaggio di tutti, abilitati A036 in primis. Mi pare comunque che su molti punti concordiamo, ma ribadisco: questa cosa va fatta senza ma e senza se, pena il caos nei licei scientifici.

  32. @Casiraghi: un conto è essere “virtuosi”, altro è voler fare i primi della classe ad ogni costo. Le regioni hanno tutti gli strumenti per sistemare in corso d’opera i pof. Sulla localizzazione dei percorsi: non spetta al ministero, ma alle Regioni che, garantite dalla Costituzione, possono comportarsi come meglio credono. Licei della più varia natura e quadro orario: trattandosi di licei, manterranno i loro quadri orari ad esaurimento. Classi di concorso: ce ne sono alcune che chiuderei, mandandole ad esaurimento (cioè, chi c’è c’è: voglio essere chiaro). Ma, ripeto, ho chiesto che il passaggio della riforma sia morbido e si evitino, per quanto possibile, deportazioni di docenti. Mi scuserete se evito risposte nel dettaglio, ma, ripeto, il principio cui ho chiesto di attenersi mi sembra risponda alle vostre domande. (ps, niente corsi concorsi riservati, o altri simili strumenti che hanno portato a penose code di contenziosi e a furbizie di ogni tipo).
    @lorena: la differenza è tra una richiesta di chiarimenti e un parere. Sono preoccupato dal fatto che insegnanti confondano le due cose, sia che capiti perché non conoscono il significato delle parole, sia, e forse è peggio, se cercano di fare disinformazione. Se poi questo accade in una sede-thread dedicata ad altro, ciò non costituisce una attenuante. Comunque risponderemo al Cds chiarendo che si tratta di una decisione politica che esula dal campo di competenza del Cds stesso e preciseremo i contorni della norma, che comunque non verrà modificata.

  33. Mi sconcerta l’eliminazione della musica dalle scienze umane (e, in generale, dalla formazione liceale, con l’esclusione di un indirizzo pre-professionalizzante, ossia il liceo musicale). Non mi appello alla straordinaria tradizione storico-musicale italiana ma ai più recenti apporti psico-pedagocici e antropologici che chiariscono la rilevanza del “discorso musicale” nell’esperienza umana. Mi pare uno “scivolone” grave sul piano culturale e sul piano formativo generale. Ci allontaniamo, tra l’altro, dall’Europa. Perchè?

  34. E’ stato fissato un termine entro il quale le Regioni devono predisporre il Piano dell’offerta formativa e quindi fornire risposte certe sul tema della confluenza?

  35. Se un ragazzo di III media chiedesse al prof.Bruschi di spiegargli cosa si può fare dopo aver conseguito la maturtà del liceo con opzione economico-sociale, lui cosa gli risponderebbe? E se, incalzandolo, gli chiedesse per quali motivi dovrebbe iscriverso al liceo economico-sociale e non ad un istituto tecnico ad indirizzo amministrativo?

  36. Il 16 di. 2009 il Consiglio Naz. della P.I. ha rivolto al Ministro competente un dettagliato documento sulla cultura musicale nella nostra società e nella scuola. Il documento inizia con la seguente affermazione: “I motivi che hanno indotto il Consiglio ad una pronuncia di propria iniziativa non vanno ricondotti alla sola sollecitazione di interventi a sostegno della diffusione dei Licei musicali sul territorio nazionale, quanto piuttosto a quella di promuovere e sostenere la cultura e la formazione musicale e strumentale in ogni ordine e grado di scuola. Questa esigenza è nata, inoltre, anche dalla constatazione che nel nostro paese c’è carenza di strumentisti provenienti dalla Scuola e dalla tradizione musicale italiane…..” L’avete letto? Ester Seritti

  37. Gent. Dr. Bruschi ,
    nonostante il parere del CNPI sulla musica , dai licei delle scienze umane sparisce la musica come materia obbligatoria . Pensare che fino a gennaio si sapeva che (nell’indirizzo ordinario) sarebbe rimasta almeno nel biennio e invece , piuttosto proditoriamente è stata cancellata anche quella possibilità . La musica è certamente la disciplina più penalizzata da questa riforma ( certo , se si esclude l’indirizzo semi-professionalizzante ) . Come mai nell’opzione economico sociale Storia dell’Arte , che nell’ attuale Liceo della Scienze Sociali condivide una chance di presenza con musica, viene istituzionalizzata prendendo anche lo spazio che avrebbe potuto essere dato alla musica proprio perché questa è già maggiormente svantaggiata ? Che motivazione è quella per cui con la musica si avrebbe avuta una connotazione simile alle vecchie Magistrali ( magari ! ) .?! O ancora che anziché far male due linguaggi espressivi è meglio far solo Storia dell’arte ?! Non è forse che i docenti di musica sono una minoranza rispetto ai docenti di storia dell’Arte ?!

  38. Gentile Dott. Bruschi,
    mi permetto di porre a Lei la questione perchè, già in occasione del dibattito sulla riforma dei licei (sul sito dell’Indire), Lei ha avuto il garbo di rispondere sempre prontamente e con chiarezza ai miei quesiti.
    Le chiedo alcuni chiarimenti in merito alla questione CLIL. Ho letto una bozza, non ufficiale, su internet concernente i percorsi formativi per i futuri insegnanti CLIL in cui si parla di corsi di perfezionamento per l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera che le università italiane dovrebbero attivare in futuro. Nel testo si dice che “ai predetti corsi accedono gli insegnanti in possesso di abilitazione e di competenze certificate nella lingua straniera di almeno Livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue”.
    Il mio quesito è il seguente: quando si parla di docenti in possesso di abilitazione, si intende abilitazione nella classe di concorso della disciplina che si andrà ad insegnare? Immagino di sì. Ma la questione è per me di non poco conto.
    Io sono laureata e abilitata in inglese e tedesco e in possesso di certificazioni in entrambe le lingue di livello C2. Ho conseguito una seconda laurea in Filosofia due anni fa, ma non sono in possesso di abilitazione nella classe di concorso specifica A037 poichè non sono stati banditi più concorsi abilitanti nè corsi SISS. Il mio timore è che il legislatore non abbia contemplato o non contemplerà situazioni particolari come la mia. Non ritiene però che il mio percorso di studi possa essere considerato piuttosto adatto al ruolo di insegnante CLIL? Un docente Clil non dovrebbe essere una persona con una conoscenza specifica della disciplina, ma anche e soprattutto in possesso di nozioni e strumenti didattici e docimologici specifici dell’insegnamento in L2 che, come Lei e la dott.ssa Langé ben saprete, sono ben diversi da quelli delle altre discipline?
    Spero che le mie istanze possano essere prese in considerazione quando si affronterà la questione della formazione iniziale dei docenti, anche perchè ritengo, e spero, di non essere un caso isolato nel panorama della scuola italiana.

  39. Salve Dott. Bruschi,
    In una intervista ad un noto quotidiano, il ministro dice che “entro l’anno prossimo le graduatorie saranno esaurite”…..può spiegare il senso di questa dichiarazione?

  40. Prof. Bruschi
    non entro nel merito di classi, concorsi ecc. E’ un tema che nn mi appassiona, ho sempre pensato che la scuola fosse in condizioni tali da dover attraversare prima o poi una ristrutturazione anche pesante, purchè questo processo fosse accompagnato, semplicemente, da tutti gi strumenti (dagli ammortizzatori sociali alle riconversioni professionali all’accompagnamento morbido all’scitadal MdL) che in questi casi si usano in ogni azienda di dimensioni ragguardevoli.
    Ciò detto, il mio era solo un richiamo relativo al fatto che Province e Regioni, che so benissimo esser state dotate di attribuzioni esclusive o concorrenti in vari ambiti dalla riforma del titolo V° della Costituzione, in alcuni casi con la loro “rapidità” hanno di fatto costretto le scuole di istruzione artistica ad avanzar le proprie proposte sulla base di uno schema “ufficioso” risalente a tempo addietro, il cui valore normante è alquanto dubbio sia legalmente che razionalmente. E sarebbe pertanto opportuno che consentissero, altrettanto rapidamente, una riformulazione delle stesse proposte scolastiche sullo base dello schema vero, quello che una volta pubblicato in Gazzetta ufficiale avrà valore legale.
    Non mi pare contraddizione da poco, questa, se non viene sciolta in fretta.
    Tutto qui.
    cordiali saluti
    M.Casiraghi

  41. @fiordiliso: stiamo cercando di sistemare questi aspetti attraverso le linee guida e un eventuale aggiustamento del regolamento. La fase transitoria non sarà comunque brevissima, abbiamo alcuni anni per raggiungere il risultato.
    Sulla musica: parecchie scelte sono state dolorose. Questa dolorosissima. In realtà la cancellazione non è stata proditoria: sia nei seminari nazionali sia sul sito, in molti ci hanno indicato questa scelta come la più congrua. Occorreva rafforzare le discipline di indirizzo e l’area comune di un percorso che risultatva poco caratterizzato. Alcuni licei hanno già ovviato attraverso il pof e le discipline attivabili facoltative. Il “motu proprio”del CNPI riguarda la musica in senso ampio. Il problema è il primo ciclo, dove esistono delle autentiche voragini negli apprendimenti. Se si riuscisse a “metterlo in linea” (ma ci vorranno anni) avremmo spazio per modulare i quadri orari in maniera diversa.

  42. @Seritti: non so dove il CNPI abbia potuto notare una carenza di strumentisti in Italia… abbiamo, al contrario, da un lato enormi problemi occupazionali per i professionisti, dall’altro un settore di apprendimento “non formale” per amatori in continua espansione. E falangi di studenti che buttano il flauto appena usciti dal primo ciclo…

  43. @michele: su questo ha ragione. Ma, come le dicevo, alcune regioni hanno prontamente provveduto.

  44. @luigi: gli sbocchi principali potrebbero essere le facoltà di economia e scienze politiche. La differenza con un percorso tecnico è che si tratta di un liceo. Al di là dei quadri orari, è l’impostazione dei programmi a cambiare. Per fare un esempio, si studia economia politica e non economia aziendale. Si studia la filosofia, ecc. Questo non significa “serie A” e “serie B”, ma due percorsi diversi che corrispondono a due diversi “progetti” e due diverse motivazioni.

  45. Dr Bruschi, leggo la sua risposta a ESeritti: evidentemente lei ignora che le orchestre italiane sono piene di strumentisti stranieri. Questi musicisti hanno più chances di quelli italiani anche perché formatisi in paesi dove la musica è presente a pieno titolo nella formazione generale ed è parte naturale e irrinunciabile della cultura di base (quanto alle ‘falangi di studenti che buttano il flauto appena usciti dal primo ciclo’, lei dovrebbe anche sapere che iniziare una pratica musicale alla scuola media è troppo tardi e che l’Educazione al suono prevista nella Scuola primaria attualmente è in genere irrealizzabile per mancanza di operatori e/o di mezzi; già che ci siete parlate anche di questo, con la sig.ra Gelmini)

  46. Salve Dott. Bruschi,
    mi chiedo perchè un laureato in matematica con abilitazione in A047 e A049 precario,solo perchè tre anni fa ha deciso di caricare tutto il punteggio sulla A047 è tagliato fuori dai Licei secondo la Tabella A, di tanti tecnici nessuno ha pensato che è un’assurdità?Spero di avere una bella sorpresa quando uscirà la nuova Tabella anche se i silenzi sulla questione non mi rassicurano.Mi chiedo perché non si prevede l’atipicità dell’insegnamento della matematica nei licei, con doppia attribuzione alle classi A-25 (ex 47/A) e A-26 (ex 49/A), doppia attribuzione invece contemplata per la Matematica dei nuovi tecnici economici, come pure dei professionali settore servizi, nei quali l’insegnamento può essere attribuito alla A-25 o alla A-42 (ex 48/A matematica applicata).
    Desidero infine sottolineare che quanto detto sopra può riscontrarsi anche nell’autorevole parere espresso dalla Unione dei Matematici Italiani (che sottolineava anche l’importanza della separazione della Matematica dalla Fisica), parere condiviso anche dall’ANIMAT, dalla Società dei Fisici Italiani (SFI) e dalla Commissione per il Coordinamento delle Discipline Scientifiche e Tecnologiche. Tali opinioni sono oggetto di due interpellanze parlamentari: una (codice atto C.2/00432) dell’On. Garagnani e l’altra (codice atto C.5/01763) assegmnata alla VII Commissione della Camera (Cultura, Scienza e Istruzione), promossa dagli Onorevoli Grimoldi, Consiglio e Goisis.

  47. Gentile dott. Bruschi,
    ho sempre seguito la linearita’ del suo ragionamento in merito a diverse questioni. Come sa, su alcune sono in sintonia con lei. Su altre meno. Qui pero’ leggo un paio di cose che mi lasciano molto perplesso.
    Scrive infatti lei, a proposito di ITP: “@adriana: poveretti, all’estero, senza copresenza degli itp… eppure hanno risultati di gran lunga migliori dei nostri! L’ho già detto più volte: l’insegnante di materie scientifiche deve possedere le competenze per andare in laboratorio. Altrimenti non mi risulta chiaro quale sia la sua capacità di insegnamento”
    e poi, a proposito del Liceo scientifico Tecnologico, aggiunge “Liceo Scientifico tecnologico: tutti ci han chiesto di cambiarlo, prioprio per non pregiudicare il rilancio dell’istruzione tecnica. Come si ricorderà, si tratta di un ibrido costruito nella previsione che l’istruzione tecnica sarebbe stata cancellata. Cosa che, decisione trasversale tra Fioroni e Gelmini, non è stata.”

    Mi scusi, non vorrei passare per scortese, ma non e’ mica tanto corretto quello che dice.
    Perche’ i confronti vanno fatti su campioni omogenei.
    Punto primo: I risultati conseguiti dagli studenti usciti dal Liceo Scientifico Tecnologico presso gli Istituti Tecnici, come lei sa molto bene, sono di assoluta eccellenza, a prova di qualsiasi Finlandia, per intenderci.
    Punto secondo: se cio’ avviene, e’ anche perche’ li’, nei LST, ci sono molte ore di laboratorio, ci sono i docenti di laboratorio, chiamati ITP, che operano in compresenza con docenti laureati nelle proprie discipline.

    Non puo’ non considerare questi aspetti fondamentali.
    Al LST gli ITP ci sono e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Non si puo’ dire che il merito sia solo degli ITP, certo, ma non si puo’ nemmeno dire che sono gli ITP a causare i pessimi risultati dei licei nostrani. Perche’, se e’ ben noto a tutti che i risultati fotografano in maniera impietosa la qualita’ dei nostri Licei, e’ pur vero che gli ITP -sara’ che portano fortuna- ci sono solo nel Liceo Scientifico Tecnologico degli Istituti Tecnici, che e’ l’unico ad avere ottenuti eccellenti risultati, riconosciuti da tutti e *verificabili* da tutti.

    Che poi non ci fossero soldi sufficienti per mantenere questo modello, si puo’ anche capire, ma per carita’ di patria, non si dica che siccome dava risultati eccellenti tutti hanno chiesto di smantellarlo “per non pregiudicare il rilancio dell’istruzione tecnica” (?!) Francamente, non sta in piedi, e non fa nemmeno tanto onore a chi lo sostiene.
    Cordialmente,
    Gaetano Passarelli

  48. @Passarelli. Non ho mai e poi mai parlato di “colpe” degli ITP. Ma, come sa perché ne abbiamo già discusso, di “colpe” di un sistema di reclutamento/formazione degli insegnanti che non ha tenuto conto delle competenze laboratoriali degli insegnanti “curricolari”, a mio parere indispensabili. Un inciso. Ho visto alcuni OCSE/PISA (”io può”, come disse, se non ricordo male, un noto calciatore) e ci sono insegnanti che fanno ottenere alle loro classi risultati eccellenti senza ITP. E’ un pasticcio simile a quello combinato con i “conversatori”: tutto molto “italiano”, tutto molto inutilmente costoso. Che tutti abbiano chiesto di cambiare lo scientifico tecnologico, peraltro, sta nei documenti, motivazioni comprese. Penso di averne salvato il “cuore” (basta vedere il profilo, e vedrà anche le Indicazioni). Tanto potevo fare, e tanto ho fatto con piacere. Un ultimo dettaglio. Quando facciamo dei paragoni, non possiamo prendere i nostri risultati migliori e raffrontarli con i risultati MEDI di un altro Paese. Se paragoniamo migliore a migliore, purtroppo, le cose cambiano, nonostante le punte di eccellenza (con cui stiamo lavorando in questi mesi).

  49. @Olimpia: lei ha ragione, e sto cercando di operare in tal senso. @Chiti: conosco molto bene la situazione delle orchestre e le cose non sono così semplici. Non sono piene di strumentisti stranieri perché manchino gli italiani, tutt’altro. Mentre invece, sulla “pratica della musica”, lo sappiamo talmente bene che nel regolamento sul primo ciclo c’è una norma che ci consente di rivedere il sistema e aggiornarlo, cosa della quale il prof. Berlinguer mi ha dato più volte atto pubblicamente. Proprio oggi c’è un primo incontro di lavoro su questo tema.

  50. @Bruschi: ha perfettamente ragione quando parla di formazione/reclutamento dei futuri docenti di “scienze naturali”, ma questi nuovi “superlaureati tuttologi”, [che personalmente non condivido come "il meglio possibile", visto non si potrà comunque prescindere dalla competenza SPECIFICA nelle 3 distinte scienze sperimentali chimica, fisica e scienze della terra e biologiche], saranno presenti nella scuola in percentuali significative solo tra una ventina d’anni. Il problema, quindi è come valorizzare al meglio, fin dal proprio anno scolastico, le specifiche competenze dei docenti esistenti nella scuola superiore, che sono una risorsa (e non un problema) per la scuola e per il Paese. Uno dei motivi del successo del liceo scientifico tecnologico, infatti, come ben dice Passarelli, è stata la presenza di “docenti laureati nelle proprie discipline”, cioè il laureato in discipline chimiche che insegna la chimica, il fisico che insegna la fisica ed il laureato in scienze naturali e biologiche che insegna le scienze della terra e la biologia. Possibile che non ci sia resi conto che il centro della validità dei risultati del liceo scientifico tecnologico era proprio questo?

  51. errata corrige invece di proprio leggasi prossimo anno scolastico

  52. Gent.mo Prof. Bruschi,
    rispetto ad altri colleghi di cui ho letto i commenti sono di parere contrario al riguardo della separazione fra Matematica e Fisica sulle classi di concorso. Per quanto possibile secondo i quadri orari, ritengo che un insegnante unico per Matematica e Fisica in un liceo (soprattutto scientifico) possa sempre meglio trasmettere la sinergia che c’è fra le due meterie. La maggior parte degli insegnanti del Liceo Scientifico, inoltre, sono della classe di concorso A049 (Matematica e fisica) e un’uniformità con il biennio potrebbe solo migliorare la gestione delle cattedre. Se ben si guarda, tutti gli altri indirizzi liceali hanno da sempre avuto solo la classe di abilitazione A049 per tutto il quinquennio (liceo classico, ex ist. magistrale, sperim. liceo linguistico, etc.) e non si capisce il motivo per cui al liceo scientifico ci fosse la separazione tra biennio (A047) e triennio (A049). Si potrebbe pensare al fatto che non fosse presente fisica al biennio; ma come la mettiamo con il liceo classico in cui la fisica era introdotta addirittura solo negli ultimi due anni? In effetti in quarta e quinta ginnasio e in prima liceo classico, pur con la sola matematica, si insegnava e si insegna con la A049.
    Mirella Casci in un’email precedente afferma che nei quadri orari oramai matematica e fisica sono separate e quindi anche le classi di abilitazione dovrebbero esserlo. Vorrei farLe notare che è ovvio che le due materie, almeno nei quadri orari, debbano essere separate, perché, altrimenti esse avrebbero la valenza e il peso di un’unica disciplina e ciò sarebbe assolutamente inaccettabile in un liceo: questo quindi non significa che debbano essere separate le abilitazioni. Ritengo pertanto auspicabile che l’abilitazione A049 rimanga a pieno titolo nei licei scientifici e sia estesa (come previsto nelle prime bozze) a tutto il quinquennio.
    La ringrazio per l’attenzione e per il Suo lavoro svolto.

  53. Eg. dott. Bruschi, perchè non avete messo “Musica” tra le materie obbligatorie spostando “Storia dell’arte” tra le materie opzionali? Gradirei una risposta con risposte credibili. Grazie.

  54. chiedo scusa: … Gradirei una risposta con motivazioni credibili.

  55. @Lapo in realtà dalle nuove bozze non in tutti i Licei Fisica parte dal primo anno, e purtroppo ad oggi ci sono classi quinte in cui fisica non si insegna eppure la classe di concorso prevista è la A049,insomma molte sono le incongruenze in questo senso.Poi da un punto di vista didattico se dovessero assegnare alla A049 il biennio questi dovrebbero svolgere tre programmi :Matematica con elementi di informatica e fisica , non penso che un’unica figura per tre matetrie sia auspicabile.Bisogna tener presente anche il fatto che tra i precari ci sono molti abilitati A049 e A047 come me,che hanno anni di servizio su matematica e fisica ma hanno rinunciato a quei punteggi per via di nuove procedure sulle graduatorie,ci diano almeno a noi la possibilità di scegliere a condizioni cambiate dove caricare il punteggio.

  56. @Lapo e @Olimpia: per quest’anno sarà fotografato l’esistente. Per il futuro vedremo il collegamento con le nuove magistrali.
    @Piatti: storia dell’arte è una disciplina radicata da sempre nell’istruzione liceale, Educazione musicale, a parte sostanzialmente il vecchio pedagogico dove era un residuo del “magistrale”, no, e non parliamo di Storia della Musica, inesistente. Se vuole, la chiami pure la forza della tradizione, cui rimando per tutte le motivazioni del caso. Piuttosto, c’è da valutare seriamente se l’educazione musicale nel primo ciclo raggiunga i livelli di apprendimento previsti, ampiamente sufficienti, sulla carta, a garantire la possibilità di “fruire consapevolmente” del patrimonio musicale. Quanto al saper suonare, o cantare, sia pure rudimentalmente, vedi sopra. Insomma, c’è il problema di non scaricare sul secondo ciclo le inadempienze del primo, che tenteremo di correggere. L’alternativa erano quadri orari a 34/36 ore, che avrebbero dato grandi soddisfazioni agli insegnanti, non ai livelli di apprendimento che sono l’unica cosa a contare.

  57. Da quando esiste il nuovo Esame di stato si rileva un’incongruenza tra la valutazione svolta durante il percorso e quella finale. Per tradizione in pagella solo per alcune discipline (italiano, matematica, latino, greco, lingue straniere) è prevista la valutazione distinta per lo scritto e per l’orale. Le prove scritte degli Esami finali possono invece riguardare ad esempio anche pedagogia e scienze sociali (II prova) oppure tutte le altre discipline (terza prova) che per cinque anni sono state valutate solo oralmente. Con la Riforma, per quali discipline è prevista una diversa valutazione per scritto e orale? Cambierà qualcosa?

  58. Quali discipline potranno essere oggetto di seconda prova scritta all’esame di stato di un liceo economico sociale?

  59. @Bruschi: “L’alternativa erano quadri orari a 34/36 ore, che avrebbero dato grandi soddisfazioni agli insegnanti, non ai livelli di apprendimento che sono l’unica cosa a contare”.
    Forse avrebbe fatto meglio a dire: “… non alle esigenze dei tagli previsti dal Ministro Tremonti”. Forse è solo la sua “pedagogia” che misura I livelli di apprendimento a ore. In quanto alla “forza della tradizione” mi chiedo: ma il ministro Gelmini non ha detto che questa è una “riforma epocale”, con tanto di innovazioni, ecc. ecc.?

  60. x Lapo: premetto che nutro, come spero avvenga reciprocamente, il massimo rispetto per i docenti della A049. Quanto alla mia affermazione che ha citato, facevo riferimento a quadri orari precedenti a quelli emanati (scorrettamente diffusi su internet come definitivi) in cui matematica e fisica costituivano una sola materia. Per fortuna questo non è avvenuto e in questo senso ringrazio chi ha scritto i quadri orari per la lungimiranza. Mi sembra poi che lei riduca erroneamnte la presenza degli insegnanti della A047 nei licei al solo liceo scientifico. Oltre a rappresentare un terzo dei docenti di matematica dei licei scientifici -che comunque non sarebbero pochi- i docenti di “matematica” sono presenti in molte scuole che seguono giustamente il provvedimento delle classi di concorso alla lettera e inseriscono la A047 al biennio di tutti i licei (così come era scritto nel decreto del ‘98). Inoltre nel liceo linguistico da lei segnalato, la A047 può insegnare (come anche negli indirizzi sperimentali PNI, Tecnologici e delle Scienze Sociali) per tutto il quinquennio. Infatti il ministero ha da poco rese note le materie esterne e i commissari esterni di matematica in queste scuole possono essere della A047 o della A049. Non voglio tuttavia che la questione finisca con il passare per un attacco ai docenti della A049, di cui, lo ripeto, ho la massima stima. Visto che mi pare di capire che Lei sia della A049, mi scuso se così è sembrato, ma spero che da parte vostra non si voglia delegittimare dei colleghi che hanno seguito il vostro percorso universitario e insegnano la materia per cui hanno conseguito l’abilitazione con passione e serietà. Inoltre visto che è di Matematica e Fisica le faccio presente che nello stesso documento che esclude la 47 dai licei si legge che la 49 è esclusa dai tecnici e che quindi sarebbe anche opportuno una modifica in questo senso. Faccio infine notare a lei e al dott. Bruschi che nel liceo scientifico la tanto ricercata continuità didadttica la si potrebbe avere solo con la separazione delle cattedre. Ogni classe ha infatti un orario complessivo di 7 ore (mate+fisica) che finirebbero per essere insegnate da docenti diversi in almeno una classe su tre.

  61. Egr. Dott. Bruschi,
    la sua risposta a Mario Piatti mi lascia esterrefatta. Gli unici criteri per decidere se inserire la Musica nella formazione dei nostri adolescenti sono stati dunque:
    - la sua assenza nella tradizione;
    - l’orario settimanale, la cui efficacia curiosamente è inversamente proporzionale al numero di ore;
    - il fatto che nella secondaria inferiore i traguardi dovrebbero essere già sufficienti (e secondo lei non vengono raggiunti).
    Complimenti. Nel 2010, a 90 anni di distanza dalla precedente riforma della superiore (quella Gentile, che peraltro prevedeva una molto maggiore presenza della musica rispetto a oggi) non solo si riproducono le carenze della precedente, ma non ci si rende conto, alla luce delle trasformazioni sociali e culturali sempre più accelerate, che la musica (e non la storia della musica, ma la pratica musicale connessa con lo sviluppo di una fruizione consapevole) ha un ruolo fondamentale quale fattore identitario, di coesione/integrazione sociale, di sviluppo della sensibilità estetica, di educazione e controllo consapevole delle emozioni e degli affetti, soprattutto nella fascia adolescenziale. Non ci si venga poi a lamentare, in televisione o sui giornali, che la cultura musicale è poco diffusa in Italia, che il pubblico dei concerti diminuisce, che gli adolescenti sviluppano comportamenti violenti, ecc. La scuola secondaria inferiore fa quello che può, se ha dei limiti vanno superati, ma per nessun altra disciplina si invoca il fatto che gli obiettivi del ciclo inferiore sono sufficienti. Con lo stesso raqionamento si sarebbe potuto eliminare la Storia dell’Arte e, perché no? la matematica.
    A me, piuttosto che una svolta epocale, sembra una grande occasione perduta per il futuro delle nuove generazioni.

  62. @Lapo @Casci. A parte il fatto che buona parte dei docenti della A047 che conosco(compreso il sottoscritto) e che insegnano nei bienni dei licei sono in possesso di entrambe le abilitazioni, credo che i problemi maggiori siano questa sorta di precarietà e la mancanza di una tempestiva informazione sul nostro futuro che ci mette in fibrillazione.Sarebbe interessante conoscere quale sarebbe ” l’atterraggio morbido ” che il dott. Bruschi ha consigliato il prima possibile.

  63. Egr. Dott. Bruschi,

    Le scrivo in qualità di Presidente nazionale della SIEM - Società Italiana per l’Educazione Musicale, associazione accreditata quale Ente formatore presso il MIUR che raccoglie circa un migliaio di iscritti tra docenti dei vari gradi d’istruzione, operatori musicali, musicisti, studiosi musicologi ecc..
    In questi giorni stiamo ricevendo centinaia di e-mail e contatti telefonici di colleghi (ma anche di molti genitori) che lamentano la scarsa considerazione data da questa riforma agli studi musicali.
    Porto quindi alla Sua attenzione alcune criticità che le prospettive dei nuovi licei riformati (per quanto è dato ad oggi sapere) lasciano intravedere in merito al ruolo della musica nel sistema nazionale d’istruzione.
    Ben inteso tutti salutano con grande soddisfazione la nascita dei nuovi Licei musicali-coreutici, sebbene le premesse di un loro avvio in esclusivo regime di convenzione con i Conservatori non lasci troppo ben sperare in termini: sia quantitativi (visto il loro numero gravemente ridotto), sia qualitativi (considerato che non sono stati previsti una pluralità di sub-indirizzi capaci di rispondere alle diversificate professionalità richieste dal mercato della musica). Ciò, quindi, non può purtroppo attenuare la forte preoccupazione per la totale assenza della musica (a livello curricolare) in tutti gli altri indirizzi e, in particolare, nel Liceo delle Scienze umane, in cui confluiranno i percorsi ex magistrali e psicopedagogici. In quest’ultimo caso si tratta di un’assenza particolarmente grave, se si considera che proprio da quel tipo di indirizzo usciranno al maggior parte dei futuri educatori di scuola d’infanzia e primaria.
    L’ultimo convegno di settembre 2009 organizzato dalla SIEM, a Milano, avevamo scelto come titolo “Educazione musicale: punto e a capo?”. E’ stata l’occasione per fare il punto su 40 anni di storia della nostra associazione e, soprattutto, su 40 anni di storia dell’educazione musicale in Italia. Una storia che speravamo potesse finalmente vedere l’ingresso pieno dello studio della musica nelle scuole superiori quale forma di sapere necessario e quale competenza chiave sancita dal Consiglio dell’UE nei termini di una:
    “Consapevolezza dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la letteratura e le arti visive.”
    Come è dato vedere la musica è posta (forse non a caso) al primo posto e non nei termini di mera “fruizione”.
    A questo punto ci chiediamo: non ci rimarrà che ricorrere alla Corte di Giustizia europea per sperare di vedere salvaguardato il diritto alla musica - quale forma espressiva e sapere culturale inalienabili - che lo Stato italiano avrebbe il dovere di garantire a tutti i giovani?
    Roberto Neulichedl

  64. @Bruschi. Come sempre, la sua risposta si distingue per chiarezza ed efficacia. Provo a fare altrettanto :-)
    Confermo intanto la mia piena sintonia sul fatto che ereditiamo colpe (io le virgolette le tolgo) dovute a logiche che poco avevano a che fare con la qualita’ della didattica e la formazione degli studenti. Detto questo pero’, vorrei davvero che non si buttasse via il bambino con l’acqua sporca.
    Provo a spiegare cosa intendo.
    Purtroppo, ad oggi, se dobbiamo constatare -lei mi ricorda che non possiamo farne a meno- che moltissimi docenti di tabella A (preferisco distinguerli in questo modo, evitando che qualche lettore distratto possa considerare gli ITP insegnanti “non curricolari”, dunque ancillari), non esercitano quelle competenze di tipo pratico che dovrebbero possedere, e’ perche’, da oltre 60 anni l’ordinamento scolastico italiano ha demandato la specificita’ dell’insegnamento in laboratorio ad una intera categoria di docenti, quella dei docenti di tabella C, gli ITP, appunto.

    Ora, e’ fuor di dubbio che i docenti di tabella A che non sanno muoversi in un laboratorio abbiano le loro colpe, ma queste credo vadano attribuite almeno con la attenuanti generiche :-) E’ stato il sistema scolastico nel suo complesso, in interi lustri, che ha prodotto tali risultati.

    A questo punto pero’, occorre prenderne atto, altrimenti si rischia di buttare a mare un patrimonio enorme, fatto di competenza ed esperienza.
    Il senso di quanto voglio dire e’ questo. Ha perfettamente ragione (sa che gliene ho gia’ dato atto in passato), quando sostiene che la futura formazione dei docenti di materie scientifiche dovra’ essere impostata diversamente. Prevedendo che essi sappiano fare bene attivita’ didattica in laboratorio. Ma se ora, dopo aver finalmente recepito (come lascia intendere il suo intervento) la necessita’ che anche al Liceo le scienze vengano insegnate e imparate (ma soprattutto *capite*) in modo pratico, sperimentale, *applicato* (gia’ una vecchia e nota pubblicita’ lo diceva: basta la parola :-)), si mandano allo sbaraglio intere flotte di docenti di tabella A -abituati da sempre a fare affidamento sul collega di laboratorio- imponendo loro di fare da soli attivita’ didattica di laboratorio, si rischia il fallimento.
    Con tutto l’affetto che posso avere per i colleghi “esperti”, dubito che docenti che hanno 50 anni e passa, possano avere la voglia e la flessibilita’ per cambiare modus operandi. I nuovi si’, i giovani vanno formati adeguatamente e non deluderanno certo, ma nel frattempo che facciamo? Lasciamo a spasso centinaia di docenti di laboratorio (per par condicio consideriamo 50-enni pure loro) che da sempre insegnano in e con il laboratorio le materie scientifiche, e contemporaneamente chiediamo a chi non lo ha mai fatto di mettersi li’ a ripensare a tutta la sua didattica, magari a qualche anno dalla pensione?!

    Lei e’ una persona che ha dimostrato di sapersi muovere con intelligenza anche in un contesto difficile (a mio parere quasi impossibile) come questo, in cui occorreva cercare di dare un servizio di qualita’, pur dovendo fare i conti con una riduzione delle risorse disponibili, paragonabile forse solo al taglio dei finanziamenti degli USA per le missioni lunari (NASA USA vs Scuola Italia, non c’e’ partita…).

    So che fara’ il possibile per non far andare disperso nemmeno un granello di quello che gia’ ora e’ disponibile nelle scuole. Per stare sul concreto, faccia in modo che nell’opzione di scienze applicate sia chiaro che il Laboratorio di Chimica e Fisica (l’unico laboratorio scientifico che siete riusciti ad inserire nell’allegato H) possa e debba essere insegnato (almeno finche’ non terminera’ questa fase transitoria e avremo finalmente a disposizione i nuovi docenti adeguatamente formati, che insegneranno le materie scientifiche con l’uso del laboratorio ) in compresenza con l’ITP. Altrimenti, nonostante le ottime premesse che potrete dare nelle indicazioni e nei profili, continueremo ad avere i laboratori scientifici dei licei completamente -desolatamente- vuoti. Si recepisca fino in fondo l’illuminato parere della VII Commissione Istruzione del Senato, la quale sollecitava in maniera convinta l’inserimento, nell’opzione del Liceo Scientifico, sia delle ore di didattica di Laboratorio, sia dei docenti tecnico pratici.
    Credo che almeno ai Senatori della nostra Repubblica, sia doveroso dar credito. Se sono arrivati ad una simile conclusione, dopo aver studiato per mesi i regolamenti proposti dal Governo, avranno avuto evidentemente ottime ragioni per farlo. Personalmente penso anche di sapere quali possano essere tali motivazioni, avendole sperimentate sul campo, ma non vorrei correre il rischio di essere considerato di parte.
    La commissione Istruzione del Senato, pero’, e anche tutto Palazzo Madama, non si puo’ certo considerare un pericoloso covo di ITP rivoluzionari :-)
    Con immutata stima,
    Gaetano Passarelli

  65. a proposito di occasioni perse, tutta la riforma lo è perchè non cambia sostanzialmente la struttura delle secondarie, ma semplicemente le peggiora e solo per una questione economica.
    Se i modelli di riferimento sono i paesi dell’OCSE che hanno buoni risultati nei test e che quindi si rivelano più efficaci, bastava prendere ispirazione da quei modelli! ma allora ci si sarebbe resi conto che gli studenti seguono solo 6 o 7 materie all’anno- quelle che interessano loro, quelle in cui riescono meglio , quelle che poi approfondiranno al college etc. la singola scuola ne offre però una grande varietà e non esiste la lotta- a volte la guerra- fra liceo scientifico o classico o la spaccatura fra licei ed istruzione tecnica. Nesuuno rinfaccia all’altro che latino è meglio della seconda lingua straniera oppure sì al diritto e no all’informatica…….. ogni studente alla fine della carriera scolastica, indicativamente gli ultimi tre anni- e dopo un piccolo numero di materie fondamentali - ha la libertà di scegliere il suo percorso- e quindi anche la musica o la storia dell’arte o anche materie più professionalizzanti. Questo per noi è fantascienza e questa sì che sarebbe stata una riforma epocale. Allora si spiegano tante cose- le motivazioni presentate dal Dr Bruschi come all’origine di certe scelte ministeriali- lo spezzatino che non porta ad alcuna vera preparazione - in realtà nn è stato abolito, anzi….. le materie - salvo alcune eccezioni- sono più o meno le stesse ma hanno meno ore…….quindi nn vedo il vantaggio. Nel biennio dello scientifico ci sono fisica-scienze. storia dell’arte con due ore alla settimana- e storia + geo con tre ore…fate un po’ i conti! senza considerare che nelle altre scuole europee le tradizionali interrogazioni nn esistono- si fanno solo test scritti - questo vuol dire usare tutto il tempo per insegnare e meno stress per tutti! ma se io nn interrogo cosa scrivo, non dico in pagella, ma nei famigerati pagellini di metà quadrimestre che sono lo spauracchio di tutti gli studenti e degli insegnanti che hanno poche ore alla settimana? tutta la struttura scolastica, la vita scolastica è diversa all’estero e nn si può guardare solo ai risultati OCSE se poi nn si approfondisce cosa c’è dietro.

  66. Che orrore: “lo spezzatino delle materie”. Questa è una pura falsità. La finta riforma approvata porterà l’inesorabile decadenza della cultura scientifica! Se questo era l’ obiettivo primario della riforma è stato raggiunto pienamente!

  67. Cortese dott. Bruschi,
    non mi resta forse che associarmi alle problematicità segnalate da numerosi colleghi riguardo a quella che, mi passi il termine, risulta essere una vera e propria ‘truffa’ (spero ancora involontaria) riguardante la Musica e i Licei.
    Non si tratta di salvaguardare posizioni di rendita (e non è questo il mio ruolo) di docenti o che. Si tratta di una visione dell’educazione delle future generazioni alle quali di fatto viene negata la possibilità di usufruire delle opportunità che l’educazione attraverso la musica prima e alla musica poi offre nel loro percorso di crescita alla cittadinanza, alla tolleranza e alla integrazione. In questo la totale assenza segnalata da precedenti blogger dello strumento musica nei licei ‘non musicali’ - mi consenta il gioco di parole’ risulta esser ancora più grave che la reale debolezza intrinseca del progetto Licei musicali che per numeri e organizzazione purtroppo non riesce nè ad incentivare di nessuna unità quanto già esistente in italia, nè a fotografare la situazione nella quale docenti, istituti, famiglie, associazioni si sono impegnati da anni a supplire alle carenze di impegno da parte delle Istituzioni. Come peraltro dimostra la ricerca effettuata proprio dal Ministero e pubblicata negli annali.
    Concludo augurandole buon lavoro ne abbiamo tutti bisogno.
    Francesco Galtieri

  68. Egr.Dott. Bruschi
    Sono un insegnante di Musica della scuola secondaria di primo grado “Gozzadini” dell’ istituto comprensivo di Castenaso ( Bologna) che non sa rispondere alla seguente domanda che mi pongono centinaia di genitori :” perchè la formazione musicale per tutti si interrompe alla fine della terza media?” Nel nostro paese (Castenaso prov. di Bologna) si crede nel valore formativo, educativo, socializzante, creativo, culturale ( se vuole posso continuare) della musica, un percorso che parte dalle scuole dell’infanzia fino alle medie, arrivando a fare suonare e cantare 420 ragazzi insieme ( tutti, nessuno escluso!) in una grande orchestra e coro ( vada su you tube e digiti “Concerto Castenaso Bechis” per toccare con mano) . Abbiamo pochi “Talenti” da indirizzare al Liceo musicale e coreutico (tra l’altro non sappiamo ancora ad oggi se a Bologna nascerà), ma abbiamo tutti i 420 ragazzi che vorrebbero continuare anche alle superiori (in tutte le superiori) ad approfondire la musica in tutti i suoi aspetti, fino a diventare parte integrante del loro modo di esistere, di essere, di capire, di fare, senza necessariamente diventare “Musicisti”, ma solo persone musicali, musicofile e, forse, migliori.
    Bene questo è stato loro negato.
    Per le grandi riforme ci vuole anche coraggio, lungimiranza, soldi, e credere davvero che un mondo migliore possa esistere e possa realizzarsi migliorando l’attenzione alla formazione della persona. Ma a tutte le persone…….non solo a pochi eletti.
    Cosa devo rispondere alle centinaia di genitori dei miei allievi alla domanda sopra esposta?

    Solo che non ci sono i soldi? Solo che prima non c’era e siamo sopravissuti ugualmente? Solo che abbiamo ben altri problemi che fare Musica alle superiori?

    Grazie per una Sua risposta

    Un prof. di Musica amareggiato

    Pier Carlo Bechis

  69. Segnalo un errata corrige nella presentazione del dott. Bruschi, paragrafo “Le modifiche, liceo per liceo”:
    “4. Liceo Musicale e Coreutico
    Per quanto riguarda la sezione coreutica, si è scelto di potenziare la storia della musica e, al primo anno, la materia “esecuzione e interpretazione” (lo strumento musicale).
    Per la sezione coreutica, è stata introdotta la storia della musica”.
    Per quanto riguarda la sezione MUSICALE, si è scelto… :-)

  70. @luciano infatti è così sarebbe interessante sapere qual è l’atterraggio morbido,credo che in queste parole già sia data sentenza a noi precari,soprattutto, dell’A047.
    Io credo che bisognerebbe ascoltare le varie associazioni,è assurdo pensare di lasciare la Tabella A uguale,significa non avere a cuore una parte del mondo della scuola.
    @Dott Bruschi prenda a cuore questa situazione perchè per noi è vitale,in quanto tolti i Licei rischiamo di non insegnare,tenga presente inoltre che in quasi tutte le province le graduatorie del concorso dell’A049 sono esaurite a differenza di quelle della A047, per noi precari A047 già la situazione è più complicata così figuriamoci poi con tale riforma.

  71. A049 esaurite?
    Niente di più falso.
    In quali province la A049 sarebbe esaurita????

  72. Le graduatorie ad esaurimento sono stracolme di docenti abilitati A049 disoccupati, anche nelle regioni del Nord dove si lavora da terza fascia per altre discipline!

  73. Gentile dott. Bruschi,
    condivido pienamente le preoccupazioni espresse da insegnanti, musicisti e studiosi di discipline musicali, circa l’assenza della musica nel curricolo obbligatorio di tutti i percorsi liceali. L’istituzione del liceo musicale non compensa questa mancanza: esso riguarderà una minoranza di studenti, dotati di particolari capacità musicali ed esecutive, ma il cittadino italiano sarà completamente deprivato di quella cultura che fa parte della nostra storia e di quelle esperienze che sono fondamentali per lo sviluppo globale della personalità, sul piano emotivo, socio-affettivo e cognitivo. In questi ultimi mesi diversi documenti ufficiali (CNPI, Comitato ministeriale per l’apprendimento pratico della musica)
    hanno sostenuto la necessità di promuovere la cultura e la formazione musicale e strumentale in ogni ordine e grado di scuola. Come ha ricordato R. Neulichedl, anche il Consiglio dell’UE ha considerato la musica, insieme alle altre arti, una competenza chiave per l’apprendimento permanente.
    Nessuno può negare come la musica rientri, a tutti gli effetti, tra i maggiori interessi degli adolescenti e come ci sia, in generale, una grande domanda di cultura e di espressione musicale ed artistica.
    Tutto questo dovrebbe indurre, a mio modesto parere, ad andare oltre la mera logica dei tagli e del risparmio, ed a creare le condizioni affinchè tutte le scuole che lo vogliano, possano, su richiesta delle famiglie, attivare insegnamenti quali “Musica” e “Strumento musicale”, non “nei limiti del contingente di organico assegnato all’istituzione scolasrtica” (cfr. Allegato H dei Regolamenti) ma, a prescindere, contando su personale docente qualificato garantito dallo Stato.
    La ringrazio per l’attenzione e buon lavoro.
    Sabrina Ceccarelli

  74. Sono quantomeno sorpreso nel leggere che il Liceo Sc.Tec. è stato cambiato per che è TUTTI volevano che cambiasse. Ma chi sono questi TUTTI?
    Di sicuro NON i genitori degli studenti, come ha modo di verificare chiunque parli con loro, soprattutto in questi giorni dedicati all’orientamento delle scelte in vista delle iscrizioni, NON i docenti che vivono la proposta come pura e semplice azione di macelleria per fare cassa e per eliminare insegnamenti fondamentali, NON le associazioni e gli ordini professionali dei chimici, ingegneri e biologi, NON Confindustria che ha di contro speso parole per salvaguardare questa esperienza…. ma insomma, CHI sono questi TUTTI?????

    A proposito della didattica laboratoriale e della impreparazione dei docenti: mi si scusi ma come scusa per questo taglio è decisamente scarsina…. sono state tagliate, in tutti gli ordini di scuola, le ore delle materie che impiegano PROPRIO la didattica sperimentale, a partire dalla Chimica, scienza sperimentale per eccellenza, che viene eliminata quasio completamente e dove rimane vede ridursi le ore di LABORATORIO!!! Le dirò… sa tanto di presa per i fondelli. Non me ne voglia, ma l’aspetto è questo.

    Se poi aggiungiamo che è stato, di fatto, disattivato l’unico liceo che ha fatto della didattica sperimentale il suo punto di forza (LST), siamo alla quadratura del cerchio! O si pensa che si possa insegnare in laboratorio senza prevedere ore di laboratorio nel quadro orario?
    Forse si pensa che laboraorio significhi “far vedere” agli studenti come si opera in laboratorio… nulla di più falso! Se si fa didattica sperimentale, in laboratorio bisogna starci e FARE, sporcarsi le mani, non ci sono alternative.
    Questo i docenti delle materie scientifiche sperimentali (che NON sono le “scienze naturali”) lo sanno fare, ma senza laboratori si fa fatica a farlo.

    Aggiungo che si fa fatica anche a pretendere di portare in laboratorio gli studenti a grupponi da 25-30 facendoli operare in condizioni di sicurezza e con certa sorveglianza, se ci sono solo due occhi a verificare tutto. Non mi si dica che le esperienzedevono essere senti da rischi: chiunque è entrato in un laborario sa che questa è una pia speranza….

  75. Allora, lavorando, è un poco difficile star dietro a tutti. Ci provo. Primo, in molti si fa finta che le rilevazioni internazionali e nazionali, le prove di ingresso fatte dall’università siano un qualcosa che avviene in un altro pianeta e non in Italia. Poi magari si sostiene che in alcune realtà siamo al livello della Finlandia, confrontando la loro media con i nostri massimi. Non si tratta della logica del taglio e del risparmio, si tratta di una scelta precisa: meno ore per imparare meglio (come dice l’Europa e il buon senso) concentrando gli insegnamenti. Se ciò non piace a Piatti, mi spiace per Piatti. Ma i fatti sono contro di lui. Sulla musica. Vero. Verissimo. Siamo un popolo straordinario di ascoltatori. Talmente coriaceo da superare l’impatto col flautino. E vero, verissimo, sarebbe splendido che tutte le scuole potessero attivare corsi facoltativi di Musica e Strumento. Alcune (tante, a dir la verità) già lo fanno, peraltro, senza chiedere una lira allo stato e con ottimi risultati, attraverso convenzioni con Conservatori, Scuole di Musica, istituti Musicali pareggiati. Dico di più. Se avessimo quattro soldi da investire sull’arricchimento dell’offerta formativa (cosa che al momento non abbiamo, perché occorreranno ancora anni prima di ristrutturare un bilancio colabrodo) li darei direttamente alle scuole per organizzarsi da sole, in autonomia, come meglio credono. Non vorrei che tutto, al solito, si riducesse a un problema di classi di concorso e non di apprendimento dei ragazzi. @rsintoni: il modello che lei espone è il modello che la Finlandia ha imboccato e da cui, mi diceva Bottani, sta precipitosamente tornando indietro, perché un quindicenne è sempre un quindicenne, anche in Finlandia… e dunque tende a scantonare. Sa in Italia quale materia uno studente non vorrebbe studiare? Al primo posto, il latino; al secondo, la matematica… Il sistema vige peraltro negli USA, fatte salve le scuole di élite . E la differenza, ahimé, si vede, visto che il paese sprofonda in una ignoranza addirittura più abissale della nostra, e si salva solo perché un sistema di borse di studio vere riesce a premiare i migliori.
    @passarelli. Su alcune osservazioni ha ragione. Sono le stesse attenuanti di insegnanti di lingua che a malapena hanno un B1. Del resto, se il sistema ha spalancato le porte, non tutti sono così santi da non approfittarne per pudore… Ok per l’allegato H (almeno, ci provo), però, insisto, non è il solo “laboratorio”. Per me l’insegnamento delle scienze o è anche in laboratorio o non è… e vedremo di farcela. Il primo investimento in formazione dovrebbe essere fatto sui docenti di scienze naturali, Il progetto lauree scientifiche, che forse conosce, si è mostrato indirettamente efficace proprio in questo. Occorrerebbe, certo, evitare di fare il “bis” di altre formazioni in servizio, tradottesi in uno spreco senza efficacia. Però si può fare…
    PS, non entrerò più nel merito di questioni inerenti alle classi di concorso. Se ne è parlato troppo per decenni, con i risultati che sappiamo…
    Ps 2. Il liceo delle scienze umane non ha più niente a che fare col vecchio magistrale.

  76. Egregio Dott. Bruschi

    in merito al Ps 2 la pregherei di considerare il fatto che il “vecchio magistrale” fu sepolto alla fine degli anni 90 del secolo scorso.

    In diversi interventi idi questo forum, se non mi sbaglio, si fa piuttosto riferimento a quei percorsi didattici, a quelle esperienze e a quelle competenze didattiche maturate negli indirizzi sociopsicopedagico e scienze sociali (che sono ben altra cosa del vecchio magistrale).

    “Cedant arma togae” - diceva un tal Cicerone…

    Per dirla fuor di metafora, a soccombere al “Diritto” nel neonato Liceo delle Scienze Umane, è stata la Musica. Tutto qui.

    Peccato davvero!

    Si è persa l’occasione di creare una “verticalizzazione” dell’insegnamento musicale che avrebbe consentito di protrarre il triennio di “Educazione musicale” (ora Musica) della scuola secondaria di primo grado nel biennio di un Liceo che ha per oggetto lo studio di quei fenomeni che costituiscono l’identità umana.

    Grazie per l’attenzione

  77. L’abolizione della cultura musicale nell’istruzione secondaria, distanziandosi dalle autorevoli posizioni berlingueriane in rapporto alla valorizzazione in senso formativo del patrimonio armonico, sta arretrando il Bel Paese su posizioni di imbarbarimento istituzionalizzato. Il motivo occulto di tale scelta si individua agevolmente nel leit-motiv dello spirito mercantile, nello ‘Spirito del Tempo’ italico, che anima l’incultura della scuola-impresa, dell’università-impresa ovvero dell’impresa mediatica che tutto fagocita nella macina della privatizzazione selvaggia. Anche questo è un piccolo ma efficace indizio dello scardinamento subito dal settore istruzione pubblica, riecheggiante quello dell’università e della ricerca scientifica: moriture, a vantaggio dell’ accademia privata. Nasceranno come funghi istituti coreutici e licei musicali privati (ma presto ‘legalmente riconosciuti’) In questa prospettiva squisitamente mercantile, l’educazione estetico- musicale si fa questione squisitamente monetizzabile e privatizzabile. Chi può, se la paga, chi non può se ne priva….

  78. Gentile onorevole,
    Le scrivo per chiederLe se è possibile un suo intervento per il reinserimento della Musica almeno nel biennio del liceo delle Scienze Umane.
    Tale richiesta è motivata da vari fattori:
    1. in varie università alla facoltà di Scienze della formazione primaria gli studenti non sono tenuti a sostenere alcun esame di Musica, poiché è nell’area facoltativa! Inoltre quand’anche tutte le università rendessero obbligatorio tale insegnamento, il numero di lezioni che i futuri maestri sarebbero tenuti a frequentare sarebbe assolutamente inadeguato a coprire le esigenze di formazione per far musica in modo responsabile, corretto e accattivante con i bambini della scuola primaria, perché tali futuri maestri avrebbero alle spalle, come loro formazione musicale di base, 5 anni di vuoto… ed il lontano ricordo delle lezioni di musica svolte alla scuola media;
    2. sostenere l’affidamento delle lezioni di Musica nella scuola primaria a maestre provviste di diploma di Conservatorio non risolve il problema dell’Educazione musicale dei bambini, sia perché chi è provvisto di diploma del conservatorio non è detto sia preparato dal punto di vista didattico (in Conservatorio fino a pochi anni fa il corso di Didattica della musica era quadriennale!) e non è affatto detto che riesca a coprire il fabbisogno dell’intera popolazione scolastica infantile, per cui resterà comunque alla maestra la responsabilità dell’educazione musicale; sia perché in futuro chi vorrà diventare maestro non riceverà un’adeguata formazione musicale se frequenterà un Liceo della Scienze umane privo di musica e un Università con un monte-ore insignificante di lezioni di quella materia;
    3. non inserendo la Musica come materia curricolare nei licei in generale, come questa riforma prospetta, si evince che il problema della formazione culturale musicale del cittadino italiano non viene preso in considerazione. La soluzione che si profila ha dell’ assurdo: poiché esisteranno i licei musicali (peraltro 2 per regione!), la musica non comparirà negli altri licei. Sarebbe come dire che poiché esiste il liceo artistico, l’arte non dovrebbe essere insegnata in nessun altro liceo. Ha senso? E questo è tanto più grave se si pensa che l’adolescenza è l’età in cui si formano i gusti delle persone, in cui si ha bisogno di materie che diano spazio all’espressione, alla creatività, di attività che sollecitino un lavoro sulle emozioni e sull’integrazione del gruppo classe, oltre che sulla cultura storico-musicale. E questo è solo qualcuno dei contributi che l’insegnamento della Musica offrirebbe. Perché allora sacrificare sull’altare della musica per l’infanzia un curriculum scolastico di cui l’adolescente ha bisogno?
    4. I docenti di Musica che attualmente insegnano nei licei delle Scienze Sociali, nei licei Sociopsicopedagogici e negli istituti tecnici per Dirigenti di Comunità, con una riforma che toglie l’insegnamento della musica persino dal Liceo delle Scienze umane rimarrebbero totalmente privi del loro posto di lavoro, anche perché molti di loro, precari, a suo tempo avevano rinunciato ad insegnare nella scuola media, investendo energie e risorse per e nella secondaria superiore.

    Le chiedo pertanto, anche a nome dei colleghi insegnanti di musica alle superiori, di sostenere un reinserimento, almeno nel biennio del liceo delle Scienze umane, della Musica : materia presente in tale Liceo fino al 20 gennaio 2010. Poi, a fine gennaio, le 2 ore settimanali di Musica in prima e seconda classe del Liceo della Sc. Umane-ordinario sono state date a Diritto. Il dato interessante è che quando insegnavo al Liceo delle Scienze sociali tutti i colleghi docenti di Diritto (materia attualmente presente nel biennio di Scienze sociali) si lamentavano dicendo che a quell’età i ragazzi non hanno proprio le coordinate per capire il Diritto. Continuavano dicendo che in un quadrimestre riuscivano a malapena a svolgere 2 unità didattiche con grande fatica loro e degli studenti, e concludevano affermando che, alla fin fine, sarebbe stato meglio inserire il Diritto nel Triennio superiore e toglierlo dal Biennio. Tengo a precisare che il Diritto è presente anche in tutto il quinquennio del Liceo delle scienze umane-indirizzo socioeconomico con un numero ragguardevole di ore.
    Inserire Musica nel biennio del Liceo delle scienze umane (almeno nell’indirizzo ordinario, se non è possibile anche in quello socioeconomico) con 2 ore settimanali (66 in prima e 66 in seconda) offrirebbe una boccata d’aria diversa, espressivo-creativa oltre che culturale, ai giovani e metterebbe altri tasselli nella loro formazione musicale di base . Ciò andrebbe a beneficio dei futuri cittadini italiani e, nel caso gli studenti scegliessero la via dell’insegnamento, dei futuri insegnanti di scuola primaria.

    La ringrazio molto per la Sua cortese attenzione e Le porgo distinti saluti.
    Damiana Fiscon, prof.ssa di Musica alle Superiori

    Padova, 11 febbraio 2010

  79. @Valentina Infatti ho detto le graduatorie del CONCORSO non quelle di terza fascia c’è una differenza,come tu ben sai le immissioni in ruolo sono al 50% da Concorso e 50% da GE, nella maggior parte delle province la lista degli abilitati A049 CONCORSO sono esaurite (in Campania,Lazio,Toscana, etc….solo a Ravenna sembra ne siano rimasti 4…),quelle del CONCORSO A047 esistono ancora con liste di 200 persone circa al sud e meno al nord,mi sono studiata bene la situazione l’anno scorso per le code (non dico falsità per favore informiamoci prima di fare certe affermazioni siamo persone adulte, non si può beneficiare una CDC a scapito di un’altra ).

  80. Egregio Dott. Bruschi
    quanti esperti di didattica e quali hanno avvalorato con dichiarazioni pubbliche la decisione di far sì che l’educazione musicale nei licei non musicali sia solo un corso facoltativo? Si rende conto invece di quanti esperti in questo ambito stanno dichiarando pubblicamente quanto questa decisione renda questa riforma un’occasione perduta per rimediare a una tradizione che ha fatto più danni che altro?

  81. Egr. Dott. Bruschi,

    alla formazione del futuro cittadino d’Europa non può mancare una adeguata conoscenza della musica, che tanta parte ha avuto nella creazione di essa. Il suo carattere sovranazionale, già dimostrato nei secoli passati, ha contribuito più di qualsiasi altra arte allo scambio conoscenze ed idee. Il suo potere sintetico ed incisivo di comunicazione non manca mai di stupire: qualunque grande (ma anche piccolo talvolta) evento della storia è immancabilmente stato ‘catturato’ in qualche manifestazione e composizione musicale. Il mistero del potere fascinatore della musica
    è tale da mimare la stessa natura dell’uomo.
    Ecco perché la musica deve essere insegnata nelle scuole con la stessa dignità e importanza con cui si insegna la poesia o la matematica. Per cercare di capire come funziona il nostro cervello, i nostri sentimenti, le nostre passioni.
    La musica non è un ornamento, una colonna sonora alla nostra vita, ma parte essenziale di essa. E questo i giovani lo sanno benissimo e ne fanno un uso invasivo. Non ne possono fare a meno.
    Quindi perché non estendere le loro brame anche alla grande musica?
    Perché non parlare loro di Monteverdi, Corelli, Scarlatti, Verdi e, a maggior ragione, per essere giovani europei, di Bach, Mozart, Schumann, Ravel? Perché abbandonarli a musiche mediocri?
    A fianco dei licei musicali (ben vengano numerosi), nelle scuole superiori non può mancare l’insegnamento della musica: per poter sviluppare un atteggiamento critico e selettivo di fronte all’immane flusso di suoni da cui siamo investiti perennemente.
    Il fai da te della conoscenza musicale non può rompere la catene del già noto.
    Cordialità.

  82. Occorre fare delle scelte. Naturalmente, chi è soddisfatto tace, chi non lo è protesta. Poco male, ciò è, per così dire, nelle cose. Nessuno tra gli intervenuti prende di petto un’altra questione, e cioè in che condizioni sia l’educazione musicale, nella sua più ampia accezione, nel primo ciclo di istruzione. E su questo proprio Luigi Berlinguer sa quale sia il mio impegno. Dissento sulla condanna delle musiche mediocri, come anche sulla condanna delle mediocri letture. Come dire, de gustibus. Non mi ergo a giudice dei gusti altrui, anche se la musica che ascolto è prevalentemente classica o operistica. E non è che occorra lo studio a scuola per indurre qualcuno ad apprezzare la musica “colta”… il mio amico Nazareno Carusi suscitò l’ira dei parrucconi per aver osato eseguire a Zelig proprio Scarlatti, se non ricordo male; ad Amici, saldamente al primo posto, è un giovane tenore…. L’enfasi sulla “lettura consapevole” ha distrutto legioni di lettori in una sorta di accanimento sugli strumenti che assomiglia molto a una sorta di dissezione anatomica. Cosa riconosciuta, peraltro, da uno dei padri di quella moda, Tzvetan Todorov. Mi sembra che fare lo stesso servizio alla musica non sia proprio commendevole. Sono comunque certo che l’autonomia scolastica saprà valorizzare adeguatamente le esperienze “vere” ed efficaci.

  83. Egregio Dott. Bruschi,
    come lei dice “Il Governo ha provveduto a riformulare complessivamente il prospetto dei curricoli, perseguendo il doppio obiettivo da un lato di realizzare una maggiore congruenza fra quadri orari e profili in uscita, dall’altro di rendere effettiva e visibile l’unitarietà di impianto che caratterizza la loro natura di licei” allora mi chiedo come non mai avete preso in considerazione i buoni frutti che ha dato il liceo tecnologico così come attualmente è all’interno degli ITIS.
    Le faccio questa domanda perchè sono stata a due congressi organizzati dall’On. Berlinguer sul nuovo liceo scientifico e (presente anche l’On. Aprea) si discuteva di come riformulare tale liceo. In tal senso il modello del liceo scientifico tecnologico così come è attualmente oggi con molta attività didattica in laboratorio, con la chimica fino al 5 anno risultava esser una scelta ottimale se si vuole finalmente fare assumere al liceo scientifico una dignità propria.
    Posso capire che bisogna fare dei tagli (anche se non capisco perchè proprio sulla scuola e spero che nelle prossime elezioni ciò venga tenuto in considerazione) ma perchè non sfruttare delle ottime esperienze che sembrano funzionare???
    Grazie

  84. Inoltre continuando a sfogliare i suoi commenti, mi sorprendo nello scoprire la definizione del” sogno del “piccolo chimico””, ma la informo che qui in Italia non si riesce neanche a trasmettere i saperi di base in tale materia complessa che non si vuole insegnata da docenti di chimica ma da docenti “tuttologi”.
    Non so se servirà ma il messaggio di una scuola riformata sta sempre più cedendo il passo al messaggio di una scuola “rovinata” da una riforma che doveva segnare il cambiamento ma che non ci sta riuscendo!!!
    Che vergogna…

  85. Cortese Dott. Bruschi, non credo (mi permetta) che la sua risposta delle 14.05 sia appropriata e consona al suo ruolo. Il fatto che nonostante indicazioni ministeriali, piani organici ecc.. la valenza formativa della musica sia disattesa nel primo ciclo di istruzione non è una giustificazione per fare danno nei cicli superiori. Nè si vede all’orizzonte una regolamentazione di qualità sull’intervento privato nel settore che sarebbe la logica conseguenza del suo pensiero. Mi consenta brevemente di ribatterle che non è questione di interesse personale. Mi interesso personalmente da anni insieme a tantissimi altri ricercatori, insegnanti e musicisti dell’importanza della musica fin dai primissimi anni di vita, ho fatto campagne e promosso delibere comunali per l’inserimento organico della musica nella scuola di infanzia (a Roma è ferma purtroppo per iniziativa di suoi colleghi di partito, volentieri gliene manderei una copia per la sua opinione ).
    Non insegno nei licei, nè sto in graduatoria. Semplicemente vista la mia modesta ma abbastanza lunga esperienza ritengo dannosa (ancorchè leggittima) la scelta fatta di abolire la Musica negli istituti superiori cosi come di fatto avverrà. A prescindere ovviamente dagli orientamenti presenti e futuri del Prof. Luigi Berlinguer .
    Cordiali saluti

  86. Sono profondamente amareggiata
    e disgustata: come avete potuto cancellare con un colpo di spugna la MUSICA dalla formazione CULTURALE dei giovani italiani?
    Non vi rendete conto di quello che avete fatto, dell’occasione epocale che avete sprecato.
    Faranno ridere i politici che alla prossima prima della Scala si affretteranno (come sempre) ad occupare le poltronissime tutti impettiti con signore ingioiellate al seguito! Per non parlare dei prossimi Concerti al Quirinale o al Parlamento! Puah! E il Comitato ministeriale per l’apprendimento pratico della Musica” dov’è finito?
    Anche quello mi fa ridere…
    Condoglianze (non alla Musica, ma alla CULTURA italiana.

  87. Segnalo che alle mie domande di giorno 11/02 ore 15:03 e 15:06 non è stata data risposta.

  88. Gent.mo Prof. Bruschi,

    leggo che la Classe A057 (Scienze degli Alimenti) confluirà nella A14 (Discipline Sanitarie). A mio giudizio sarebbe più pertinente l’accorpamento con la Classe A46 (Scienze naturali, chimiche e biologiche) in considerazione del numero rilevante di CFU acquisiti in queste materie dai docenti nel corso degli studi universitari.

    La ringrazio per l’attenzione e porgo distinti saluti

  89. Egregio dott. Bruschi,
    perchè risulti credibile e sostenibile la sua ipotesi di demandare all’autonomia di ogni istituto l’organizzazione di attività musicali scolastiche o extrascolastiche, è indispensabile che la dotazione di ogni scuola includa nell’organico di diritto almeno una figura di musicista didatticamente formato. Il fare musica, anche a livello amatoriale, esige continuità e contatto con professionalità artistiche adulte. Per contro, niente come la partecipazione a progetti di musica d’insieme, corale o strumentale, costituisce antidoto alle maschere di cinismo e alla paralisi espressiva che avvelenano tanti nostri adolescenti: la musica è un modo di pensare e vivere il mondo e le relazioni. Come riprova, Le consiglio la consultazione dei rapporti di ricerca INVALSI sui laboratori musicali scolastici (VALMUSS 1 e 2).

    Franca Ferrari (Conservatorio S. Cecilia, Roma)

  90. Se in una scuola ci saranno 34 iscritti alla prima classe dell’indirizzo scienze umane d’ordinamento (di cui uno con sostegno) e 20 iscritti al liceo delle scienze umane con opzione economico sociale quante classi potranno essere formate?

  91. Gentile dottor Bruschi,
    il liceo scientifico opzione scienze applicate prevede l’insegnamento di scienze naturali (biologia, chimica, scienze della Terra) dal primo al quinto anno. Negli appunti di viaggio, a proposito di tale insegnamento, si parla di “consentire al docente la necessaria flessibilità di gestione delle ore”. Cosa significa? Vuol dire che saranno le singole scuole a decidere la distribuzione nell’arco dei cinque anni di tali insegnamenti o il Ministero darà ulteriori indicazioni?
    Cordialmente,
    Maria Cristina Alleva

  92. Gent.mo Dott. Bruschi,
    Finalmente ci siamo, arrivano i Licei musicali! L’Italia con la sua grandissima tradizione musicale non poteva continuare a considerare l’insegnamento della musica come un’esperienza esclusivamente legata alla pratica strumentale e al solo ‘saper suonare’. La cultura musicale è qualcosa di più e la formazione dei futuri musicisti ed insegnanti necessita di conoscenze che dovrebbero andare al di là della sola esecuzione musicale. Ciò che dà vita alla musica è il ‘saper sentire’, l’essere in grado di interpretare un testo musicale e non possedere soltanto capacità tecnico-esecutive.
    Nei nuovi Licei musicali, per fortuna, c’è questo nuovo orientamento, ma credo che il principale problema da porsi sia: a chi affidare le materie di insegnamento? Forse non tutti sanno che ci sono attualmente docenti (alcuni di essi non lavorano) che hanno seguito percorsi formativi di tipo universitario (non mi riferisco ai vari I, II livelli, lauree brevi o altro) ma lauree, a tutti gli effetti (ciò che si intendeva per laurea anni fa), presso sedi universitarie riconosciute come importanti centri di riferimento culturale con insigni professori e piani di studio articolati in modo esemplare.
    Ma purtroppo una laurea in Discipline della musica (DAMS) o in Paleografia musicale, non sono mai valse a niente al fine di poter insegnare in Conservatorio o in qualsiasi altra Istituzione musicale statale. Per insegnare musica in Italia, tutti sanno, bisogna possedere solo i famosi ‘titoli artistici’, e qui mi astengo da ogni considerazione.
    Perché per insegnare Lettere nella scuola statale è necessaria una laurea e invece per insegnare Musica è sufficiente la licenza media unita al diploma di Conservatorio (dove si impara solo a suonare uno strumento)? Questo può andare bene per alcuni tipi di insegnamento, ma per poter insegnare nei futuri Licei o nei futuri Conservatori?
    Perché si continua a non dare precedenza a chi ha studiato musica all’Università? A che serve laurearsi in Musicologia se poi si viene dimenticati anche quando nascono i nuovi Licei?
    In conclusione, secondo un mio personale parere, per quanto riguarda la scelta dei futuri docenti, per favore, si dia precedenza a chi ha seguito un percorso di studi universitario, magari associato ad un diploma di Conservatorio e con un’abilitazione specifica; questa soluzione, come punto di partenza, più di altre è sicuramente in grado di garantire maggiore qualità e figure professionali più adatte all’insegnamento della musica nei Licei e nei Conservatori che verranno.
    Grazie per l’attenzione e buon lavoro!

  93. @luigi: l’esame di Stato non era materia di regolamento. @marco: per insegnare strumento musicale è essenziale che ci siano musicisti VERI. La tradizione italiana è quella della bottega, della trasmissione da maestro ad allievo. Quando l’abbiamo allentata, sono stati dolori. TGanto più che il musicale è destinato a talenti. Per cui, ci sarà uno stretto legame con Conservatori e Musicali pareggiati. Non è mai esistita una classe di concorso riservata ai musicologi e l’insegnamento non può essere considerata la soluzione a un problema occupazionale. Esiste un problema reale, e cioè il fatto che università e conservatori si guardino troppo spesso in cagnesco, con risultati grotteschi dal punto di vista della preparazione. Ho subito, dalle università, l’accusa di essere troppo sensibile all’azione dei conservatori, e dai conservatori l’accusa inversa…Figuriamoci! A ognuno il suo, direi. Ma se, putacaso mio figlio avesse talento per il violino, non avrei esitazione ad affidarlo a un insegnante di Conservatorio, non a un musicologo! Mentre l’università prepara più accuratamente su altri versanti.

  94. Egr. Dott. Bruschi,
    potrebbe spendere per cortesia una parola sul fatto che la Musica è stata cancellata dalla formazione culturale dei giovani poiché non compare più come disciplina curricolare in NESSUN Liceo?
    Sto parlando di Licei frequentati da ragazzi che non hanno “talento per il violino” ma hanno il sacrosanto diritto di conoscere Verdi, Beethoven,Mozart ecc. un po’ più da vicino, non crede?
    Il Liceo musicale non risponde certo a questo diritto, anzi a quest’ esigenza, essendo esso pensato, appunto, solo per i talentuosi….
    Ma soprattutto:
    Leggo il “Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei” (Allegato A del Regolamento sui Licei) e trovo scritto: “A conclusione di ogni liceo gli studenti dovranno (..) saper fruire delle espressioni creative delle arti e dei mezzi espressivi, compresi lo spettacolo, la MUSICA, le arti visive”.
    Leggo il “Profilo educativo, culturale e professionale dello studente a conclusione del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione” (Allegato A del D. Lgs. 226/05) che dice: “Tra le finalità del secondo ciclo di istruzione vi è anche quella di dare gli strumenti culturali che consentano di “leggere un’opera d’arte, contribuire alla valorizzazione del patrimonio artistico ed ambientale e apprezzare il linguaggio MUSICALE nelle sue forme”. E infine leggo
    il D.M. 139/07 “Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione” e vi trovo scritto: “L’asse dei linguaggi ha l’obiettivo di far acquisire allo studente (…) la conoscenza e la fruizione di molteplici forme espressive non verbali”. “L’integrazione fra i diversi linguaggi costituisce strumento fondamentale per acquisire nuove conoscenze e interpretare la realtà in modo autonomo”. A conclusione dell’obbligo di istruzione sono indispensabili la conoscenza degli elementi fondamentali per la lettura/ascolto delle opere MUSICALI e delle principali forme di espressione artistica.
    E poi che succede? La Musica, voilà, sparisce!! E’ incredibile!
    Ma basterebbe anche soltanto chiedersi: Soria dell’Arte si studia forse solo al Liceo artistico? No. E allora?
    E poi, che fine faranno gli abilitati A031?
    Sarebbe molto gradita una risposta chiara ed esaustiva sull’argomento, se è possibile.
    Grazie.

  95. Egr.Dott. Bruschi
    non trovo nelle risposte da Lei date fino ad ora la risposta alla domanda : “perchè la formazione musicale per tutti si interrompe alla fine della terza media?” che le ho posto in data 11 febbraio alle ore 19,20.
    Le Sue spiegazioni ( non date espressamente a me), sintetizzo, accennano al fatto che:
    _ tante cose non vanno bene già adesso nella educazione musicale dei ragazzi nella scuola dell’obbligo, quindi inutile fare continuare qualcosa di sbagliato anche alle superiori,
    _ le sembra una questione di posti di lavoro,
    _ bisogna fare delle scelte
    _ Musica la faranno in autonomia e opzionalmente le scuole che la vorranno fare .

    Se questa è la risposta, io questo comunicherò ai genitori dei miei allievi.
    Se ho capito male, per favore mi corregga.

    In tutti i casi, se possibile, preferirei una risposta diretta nello specifico.

    Grazie

    Pier Carlo Bechis

  96. La mia domanda sulle materie oggetto della seconda prova agli esami di stato del liceo economico sociale non è fuori tema poichè riguarda il profilo di tale indirizzo. Le materie oggetto della seconda prova sono sempre quelle che caratterizzano l’indirizzo e hanno quindi un considerevole numero di ore. Visto che le due materie caratterizanti sono scienze umane e diritto ed economia saranno queste le due materie che si alterneranno come seconda prova? Saranno quindi discipline con valutazione scritta nel corso dei cinque anni? E come sarà possibile avere scritto e orale con sole tre ore settimanali?

  97. desiderei fare una precisazione al Dr Borrielli riguardo alle competenze dei docenti che insegnano nell’ Ao60 e non sono laureati in chimica.Io sono laureata in scienze biologiche e insegno da più di 13 anni nel liceo.Ho la laurea in scienze biologiche ma di esami di chimica all’ università ne ho fatti molti , avendo seguito l’ indirizzo fisiologico biochimico e facendo anche la tesi sperimentale di due anni in chimica organica.Non bisognerebbe generalizzare le conoscenze e competenze dei docenti della scuola italiana:ci sono inoltre docenti che contiunano sempre ad aggiornarsi per migliorare e tenersi aggiornati anche a proprie spese.

  98. Gent. Dr. Bruschi,
    come docente di Musica nella scuola secondaria superiore (liceo sociopsicopedagogico sperimentale) mi ritengo fortemente e irrimediabilmente danneggiata da quanto è emerso nei quadri orario dei nuovi Licei. Sono abilitata dal ‘90 nella classe A031, classe di concorso che risulta letteralmente annientata!!!! Musica non esiste piu’ come materia obbligatoria nella scuola superiore italiana!!! Possibile? Dove sono i Licei Musicali? Cosa devo prevedere per il prossimo anno scolastico? Che ne sarà della mia esperienza lavorativa? I corsi di aggiornamento, i laboratori musicali, e, non ultima, la costruttiva attività con gli studenti del Liceo socio-psicopedagogico (orientata al lavoro nella scuola primaria, alla musica come espressione privilegiata per entrare in contatto con ambienti socialmente problematici) risultano realtà scolastiche sperperate, da eliminare, cancellate con un colpo di scure.
    Che risposte puo’ dare a noi che abbiamo svolto e creduto con passione in questo lavoro? E che risposte daremo e darete ai nostri studenti che si impegnano per portare avanti con interesse queste attività?
    Vorrei capire, vorrei capire
    Grazie

  99. @tiziana.imperia TUTTI i docenti laureati in chimica della attuale A013-futura A-33 hanno sostenuto oltre 20 esami universitari chimici ed una tesi sperimentale di un intero anno in laboratorio. Può dirsi la sessa cosa di TUTTI i laureati in scienze naturali e biologiche della attuale A060-futura A-46? In media gli esami universitari chimici sono un paio… Forse Lei ne avrà sostenuti “molti”, ma, a parte il fatto che un esame di chimica organica sostenuto presso un corso di laurea in chimica non può essere paragonato ad esempio ad uno sostenuto a scienze naturali, in ogni caso, anche ci fosse un surplus quali-quantitativo nel suo particolare curriculum, questo sì che non può essere generalizzato… Comunque attendo pazientemente che il dott. Bruschi risponda alle mie precedenti domande… ovviamente se lo vorrà fare… dopotutto questa è “casa sua” :-)

  100. Gent.le Dott. Bruschi,
    cosa intende per musicisti VERI?
    Marco ha centrato perfettamente il problema.
    Oggi (e finalmente, perché eravamo in ritardo rispetto ad altri Paesi, europei e non solo) per essere un buon musicista e suonare bene uno strumento non è più sufficiente “andare a bottega” da un grande concertista.
    Forse Lei non è al corrente del fatto che non basta avere talento ed eseguire “correttamente” (nel senso della corretta lettura delle note), con virtuosismo ed espressione, i brani musicali.
    La musica è costruita utilizzando regole complesse, forme, figure retoriche, ecc. E’ NECESSARIO (lo chieda ai musicisti VERI) avere anche una grande preparazione di tipo compositivo, filologico, paleografico, ecc. non per fare sfoggio di cultura, ma proprio per eseguire “correttamente” (nel senso della corretta prassi esecutiva) i brani in oggetto.
    Tant’è che ormai i migliori Conservatori collaborano con l’Università (Milano ne è un esempio eccellente) e molti musicisti e docenti ad alto livello di queste Istituzioni sono in possesso sia di Diploma di Conservatorio che di Laurea.
    Immaginerebbe un pittore senza nessuna nozione di storia dell’arte, di storia delle tecniche artistiche o di restauro? O un letterato che non conosce la grammatica? Pensa che potrebbero imparare tutto “a bottega”? E’ un’dea un po’ romantica, affascinante ma anacronistica. Un’idea a cui molti legano ancora la musica, da riservare a pochi talenti, capaci di stupire disponendo in modo a volte spettacolare una nota dopo l’altra.
    A parte il fatto che i talenti sono molti più di quanto si pensi (”gli stonati non esistono” dicono molti grandi della musica; ed in effetti con lo studio anche loro possono recuperare la loro musicalità) per fortuna la musica non è solo questo.
    Ma è come un cane che si morde la coda: fino a che in tutti i Licei la musica non sarà presente non se ne comprenderà l’importanza. E se al termine di un percorso di scuola superiore un liceale, magari futuro politico, avrà compreso l’importanza di Dante e di Manzoni, di Giotto e di Canova, abbinerà invece Gluck solo a Celentano e Beethoven al protagonista a quattro zampe di un film. E non certo per merito della scuola.
    Questo futuro politico (non mi riferisco a Lei: confido in una Sua ottima cultura musicale), che manderà il figlio ad imparare il violino da un bravo maestro il lunedì piuttosto che alla scuola di calcio il venerdì, pensa si porrebbe dubbi se invitato a scegliere quale materia sacrificare, in un nuovo quadro orario, tra latino o storia dell’arte (per fare degli esempi) e musica?

  101. Il vero problema sta nelle ultime righe di Rossana. La riforma così com’è sulla carta potrebbe anche essere interessante, ma se per questioni economiche le uniche attività formative offerte ai ragazzi resteranno quelle delineate nei quadri orario senza un reale potenziamento dell’offerta formativa (con l’organico aggiuntivo e le materie facoltative con il bilancio della scuola) la riforma sarà un arretramento. Una volta stabilite le discipline obbligatorie con un curriculo snello diamo realmente ai ragazzi e alle famiglie la possibilità di scegliere, individualmente, se fare musica, la seconda lingua straniera, teatro, ecc…La riforma sulla carta lo consente, ma se non ci sono le risorse è solo fumo negli occhi. Andrà a finire che l’ampliamento dell’offerta formativa potranno averlo solo i ragazzi di famiglie benestanti frequentando corsi privati di lingua, musica, ecc. Con questa riforma, accompagnata dall’evidente intenzione di non dare nè organico aggiuntivo nè fondi per l’autonomia, aumenteranno le differenze tra ceti sociali e tra Nord e sud.

  102. Gentile dottor Bruschi
    il giorno in cui lei avesse un figlio (che abbia o non abbia quel talento musicale di cui lei parla, sul quale per il momento sorvoliamo), forse si renderebbe conto di quanto possa essere poco responsabile non distinguere tra un’inutile “dissezione anatomica” di ciò che egli legge (compresi i brani musicali) e una loro lettura “consapevole” (anche nel caso delle musiche “mediocri”). Ma ovviamente quel giorno lei lo manderebbe in una ricca scuola (magari privata) capace di darle una mano, disinteressandosi di tutti gli altri italiani che non potrebbero permettersi di avere questa opportunità (il diritto ad avere tutti le stesse opportunità non interessa a chi si interessa di libertà)….

  103. A questo punto il consigliere ministeriale Bruschi, letteralmente sommerso da accorate istanze sul diritto leso alla trasmissione del sapere musicale (in tutte le sue forme!) non può esimersi, auspico:
    A)dal rispondere alle precise domande sull’utilizzione della docenza acquisita nell’insegnamento musicale

    B) da proporre un mutamento di rotta alla barra della Cabina di Regia!

  104. Gent. dott. Bruschi, con il presente pensiero desidero esortarla a riaprire il forum che fino al 5 febbraio scorso era attivo sul sito istituzionale dell’INDIRE. Appare evidente, infatti, che tra tutti coloro che operano nel mondo della scuola è ancora molto vivo il bisogno di confronto e di dialogo sull’importante tema del “riordino” della scuola secondaria superiore. E’ vero che sul sito dell’INDIRE nelle scorse settimane l’oggetto del dibattito era costituito dalle modifiche da apportare alle bozze del regolamento dei Licei, che ormai sono divenute testi definitivi e non modificabili; ritengo, però, che molti degli aspetti dell’intera operazione meritano altri approfondimenti e chiarimenti (come del resto dimostrano i commenti presenti in questo Suo blog personale, in cui anch’io nei giorni scorsi ho lasciato qualche quesito). D’altra parte mi sembra molto illogico il fatto che a più di una settimana dall’approvazione definitiva dei regolamenti da parte del C. d. M., nel momento in cui avrebbe dovuto avere inizio la più volte annunciata “massiccia campagna di informazione” sulla “riforma”, sui siti istituzionali del Ministero dell’Istruzione non sia ancora possibile prendere visione del testo dei regolamenti e che non ci sia alcuna nota che informi dell’interessante forum attivo su questo blog, a cui quindi possono partecipare solo in “pochi”. Non voglio nasconderLe qui i miei sentimenti di assoluta non condivisione dell’intera operazione di “riordino” della scuola appena approvata; credo però molto nelle “istituzioni” e nel ruolo che Lei ricopre. Per questi motivi La esorto a trasferire questo dibattito in un sito istituzionale e da tutti raggiungibile. Cordialità.

  105. La proposta Giardina mi sembra interessante, e la sottoscrivo. Tutti devono poter dare il proprio contributo di idee per il bene della scuola, che si concretizza nel bene delle future “generazioni” di studenti e di cittadini, e quindi in ultima analisi del Paese. Chiederei pertanto al dott. Bruschi di accoglierla.

  106. Gentile Dott. Bruschi

    se è vero quanto riportato sul sito snals, che cioè lei stesso nell’incontro del 3 febbraio u.s.

    “…ha puntualizzato alcuni aspetti di modifica derivanti da indicazioni dei diversi pareri che si possono sintetizzare:

    1. si è resa necessaria una diversa articolazione delle discipline attribuendo maggior rilievo nel primo biennio a quelle che devono consentire il completamento dell’obbligo. In questa logica è stato potenziato l’asse delle scienze;”

    come mai ci si è dimenticati di mantenere la Musica nel liceo delle Scienze Umane (nell’ottica del completamento dell’obbligo scolastico) - come già previsto dalle bozze?

    Il Diritto è presente nella prima fascia dell’obbligo scolastico?

    Grazie per l’attenzione

  107. chiedo anche io come i miei precedenti colleghi che sia riaperto un forum dedicato ai tanti quesiti ancora aperti dopo il riordino dei cicli- moltissime cose nn sono chiare e altre poco praticabili, per es. la famosa quota di autonomia delle scuole- nel mio liceo avevamo già svolto un collegio in merito all’introduzione della seconda lingua straniera, ma è stato un lavoro reso vano dal cambiamento in corsa dei quadri orari……chiunque però si metterà al lavoro per cambiare i quedri del ministero si troverà presto in una selva di regole e limiti che di fatto renderanno l’operazione se nn impossibile forse inutile. Ha senso tagliare materie da tre ore per avere un’altra materia da due? che preparazione possiamo oggettivamente offrire con materie da due ore alla settimana in classi di trenta persone? Allo Scientifico le uniche materie con più di tre ore sono matematica e italiano, ma sono le materie dei due scritti…….nn si sa niente della terza prova, sarà ministeriale o demandata alle scuole? come facciamo se la terza prova sarà a carico ddel ministero? chi fa delle variazioni dal quadro orario è immediatamente penalizzato…….. al di là quindi di ciò che uno vorrebbe o non vorrebbe fare e anche sorvolando sull’aspetto economico - che è comunque un grosso problema- gli interrogativi sono tanti. Un forrum ufficiale è secondo me la soluzione migliore per chiarire i dubbi—-sempre se c’è qualcuno che risponde!

  108. Mi può spiegare perchè soltanto al liceo Classico (oltre ai licei delle arti) è consentito avere 31 ore di insegnamento al triennio? Mi sembra anche di aver letto che manterrete la vecchia denominazione IV e V ginnasio, che senso ha? La diversa denominazione del ginnasio crea molta confusione nelle scuole in cui sono presenti più indirizzi, quando si parla delle “quarte” c’è chi capisce primo anno e chi invece quarto anno. Perchè volete mantenere, come nella legge Gentile, una sorta di supremazia del Classico? La qualità della formazione in uscita dai licei non è forse equivalente?

  109. Egregio dott. Bruschi, nelle bozze del liceo linguistico erano presenti tre ore di matematica nel terzo e nel quarto anno e due nel quinto: in quelle approvate risultano solo due ore per classe in tutto il triennio. In questo blog Lei scrive: “Si è dunque deciso di far ruotare i caratteri specifici di ciascun curricolo intorno alla presenza comunque significativa, in termini di monte ore, di tre materie chiave: l’italiano, la lingua straniera, la matematica, avendo cura di garantire in tutti i quinquenni l’insegnamento delle scienze e/o della fisica e della storia dell’arte.”
    Ma solo due ore settimanali nel triennio non mi sembrano una presenza significativa!
    Come Italiano ha quattro ore in tutti gli indirizzi, la prima lingua straniera tre ore, mi sarei aspettato che anche la matematica avesse tre ore in tutti gli indirizzi liceali in ogni classe (lasciando a parte il liceo scientifico).
    Questo mi sarebbe sembrato un congruo numero di ore.
    Quale è la motivazione che ha portato a inserire solo due ore di matematica nel triennio della maggior parte degli indirizzi liceali?
    Grazie e cordiali saluti.

  110. Lancio una provocazione: visto che la Musica è considerata dai politici una disciplina INUTILE (è così che la considerate, senza tanti giri di parole…), perché non la eliminate anche nella Sc. Secondaria di I grado? Ma sì, che siano sostituite queste stupide ore di musica con qualche altra materia più interessante e formativa…….. 2 ore a settimana di l’educazione musicale? E a che servono? Tanto più che alle superiori Musica sparisce del tutto…
    Ottimizziamo il tempo anche alle medie!

  111. @bordin: perché la scelta era di diminuire le ore di lingua. Sul serio, non è stato per niente facile. Comunque sono stato in strettissimo contatto con Alcuni docenti di matematica (tra cui il prof. Bolondi) che mi hanno assicurato la possibilità di costruire un buon curriculum anche con le ore a disposizione. @luigi. No, nessuna supremazia. Mi sono trovato quelle ore e le ho gestite. Dopo di ché, su scelta del Consiglio dei ministri, il primo biennio del classico sarà detto ginnasiale. Un aggancio con la tradizione che non fa male a nessuno, tra l’altro.
    @manconi: io ho frequentato scuole pubbliche e sceglierò scuole pubbliche anche per i miei figli. Trovo sgradevole che si facciano enfatiche dichiarazioni su vita e reddito di persone di cui nulla di privato si conosce.
    Sulla musica: i “politici c’entrano poco, a dire la verità. C’era l’esigenza di caratterizzare in maniera diversa il percorso delle scienze umane, e l’abbiamo fatto seguendo le indicazioni sul “cosa scegliere” arrivate da presidi e insegnanti. Dopo di che, sono convinto che l’educazione musicale nel primo ciclo vada completamente ripensata.
    @rsintoni. Stiamo organizzando incontri e conferenze di servizio sul territorio per spiegare ai dirigenti scolastici come utilizzare le norme previste dal regolamento. Ne approfitto per annunciare che il sito sarà riaperto sulle indicazioni nazionali “in prima bozza”. Scopo del sito era, e sarà, quello di dare una possibilità di esprimere opinioni in vista della seconda lettura. Una volta approvato il regolamento, questa funzione istituzionale è venuta, obiettivamente, meno. Così come verrà meno dopo l’approvazione definitiva delle indicazioni nazionali, salvo “risorgere” su altri provvedimenti su cui stiamo lavorando.

  112. @rossana: ho avuto la fortuna di conoscere artisti straordinari che, fuori dal palcoscenico, non erano propriamente pozzi di scienza (né musicalmente, né in altri campi). Ho conosciuto artisti coltissimi (plurilaureati!) che non avrei fatto cantare a una festa di compleanno. E artisti colti nella vita quanto straordinari esecutori. Non esiste una regola generale. Ma, poniamo, tra un tenore laureato e in grado di comporre delle sonate che si strozza negli acuti e non è in grado di emettere una nota a mezzavoce e uno che innanzitutto sa cantare, io non ho esitazioni nel definire chi sia un artista e chi no.

  113. chiedo gentilmente al dr bruschi di se il ministero organizzerà formazione pee i docenti delle superiori per la riforma.

  114. @Bruschi: mi trova assolutamente d’accordo.
    Il fruttivendolo che passa col camioncino vicino a casa mia, ha una voce più bella di alcuni miei amici diplomati. L’uno non ha avuto la possibilità di studiare, gli altri non posseggono il dono di natura. Capita, in ogni attività artistica e non solo.
    Ma, per farmi capire meglio, vorrei raccontarLe questo episodio.
    Sono stata allieva di un grande musicista (direttore dei cori di Scala e RAI) che aveva un talento musicale innato. Le sue esecuzioni affascinavano tutti (apprezzato da Petrassi, di cui dirigeva le opere corali), professionisti e non. Ad un certo punto la sua carriera ha subito un duro colpo: le sue esecuzioni, bellissime dal punto di vista musicale, non rispettavano del tutto il testo. C’erano cose che lui non sapeva, perché di un’altra generazione; per esempio che le note di alcuni brani antichi andavano trascritte in un un modo diverso da come lui aveva sempre fatto (tenendo conto della “solmisazione” e della “musica ficta”, del “tactus”, ecc.). Erano conquiste nuove, basate sullo studio dei trattati d’epoca, che di fatto rendevano superato il suo modo di fare musica (cambiavano letteralmente le note di una partitura) e che nessun direttore, ormai, oggi trascura più.
    Dopo un primo momento di sconforto, decise di fondare un corso, presso la Scuola Civica di Milano, dove invitava docenti musicologi. Alla mia domanda sul perché egli continuasse ad eseguire i suoi brani come prima, mentre obbligava noi a fare diversamente, la risposta fu: “Non potete chiedermi di cambiare, alla mia età. Ma voi dovete andare avanti nello studio, e cambiare il modo di fare musica”. E mi invitò a seguire corsi tenuti dalle stesse persone che lo criticavano.
    Per questo dico che il modo di fare musica è cambiato, e lo si sente anche entrando nei Conservatori. Il talento è fondamentale e il musicista deve fare il musicista.
    Ma, specie se si occupa di musica a livello di eccellenza, della musicologia non potrà più fare a meno: è la base, su cui poi l’artista vero lavora per creare il miracolo.
    Per intenderci, visto che entrambi, da quello che ho capito, abbiamo frequentato il liceo classico: sarebbe come se a scuola per lungo tempo avessimo tradotto Senofonte utilizzando un dizionario che riporta i termini del greco moderno invece di consumare, per fare un esempio, il caro e vecchio Rocci (chissà se è ancora attuale). O tradurre Cicerone con le regole del latino medievale. Sarebbe tutto da rifare.

  115. Gent. Dott.Bruschi,
    la sua stringata e fumosa “risposta” ai fiumi di parole e domande sulla Musica (che io continuo a scrivere con la maiuscola, mi perdoni) non è stata per niente esaustiva, né chiara. Pazienza…
    Alle prossime elezioni noi musicisti e docenti di Musica sapremo come comportarci.
    Saluti.

  116. ..a proposito del Classico lei scrive “Mi sono trovato quelle ore e le ho gestite”, la stessa cosa non è avvenuta per gli altri indirizzi dove pur trovandosi “quelle ore” ha lavorato di forbici

  117. @Bruschi. L’opzione delle scienze applicate del Liceo Scientifico è stata ricondotta correttamente all’interno del percorso liceale in maniera chiarissima e definitiva. Purtroppo la sua attivazione, difformemente da quanto previsto per le due opzioni liceali nel testo licenziato in prima lettura, è demandata alla programmazione dell’offerta formativa da parte della Regione e, visti i tempi così avanzati nei quali è stato definito il Regolamento (tra l’altro a tutt’oggi non ancora reso noto dal MIUR) e vista l’imminente, se non già avvenuta, chiusura del nodo del sistema informativo atto a ricevere le decisioni di nuove istituzioni, quasi nessuna Regione sarà in grado di intervenire.
    Si avranno quindi solo le confluenze automatiche indicate nell’allegato I, nelle quali le opzioni non risultano essere la confluenza automatica di nessun indirizzo, e quindi l’opzione di scienze applicate, così come quella economico-sociale, rimarranno per quest’anno solo sulla carta.
    Oppure, ma non credo, verranno attivate solo dagli istituti nei quali funzionava il LST (non credo perchè sarebbe paradossale che, proprio nel momento in cui con chiarezza l’opzione viene ricondotta definitivamente nell’ambito liceale, questa non potesse trovare la luce nei Licei e venisse attivata di fatto quasi solo negli istituti tecnici).
    E’ possibile fare chiarezza su queste prospettive? E’ possibile trovare una soluzione (tenere ancora aperto il nodo informatico o dare la possibilità ai singoli Licei di attivare, in forma sperimentale o surrogatoria, l’opzione anche in assenza di una programmazione regionale)?
    Mi è tra l’altro poco chiaro il motivo dell’inserimento nel regolamento di questa modalità di attivazione (all’interno della programmazione regionale) nè mi convince una risposta data sopra (”un uccellino mi ha detto che alcune regioni avrebbero impugnato il regolamento…”) in quanto non si tratta di indirizzi autonomi (in tal caso di competenza regionale) ma di opzioni del LS, quindi di varianti interne.
    Grazie per lo sperato chiarimento che credo interessi in questo momento l’indirizzo di studi più diffuso in Italia.

  118. Il liceo delle scienze umane e l’opzione economico-sociale. Che fare?

    In queste settimane le scuole sono chiamate a prendere posizione sui nuovi quadri orari e da più parti arrivano notizie di tensioni, conflitti, incomprensioni collegate prevalentemente alla gestione della quota di autonomia. Ancor prima dell’uscita degli obiettivi di apprendimento e di un confronto sui profili formativi ci si scontra sull’attribuzione di ore a una o a un’altra disciplina: il tutto avviene in un vuoto di pensiero o, perlomeno, in uno stato di azzeramento del pensiero educativo che ha impegnato il nostro mestiere negli ultimi decenni.

    Per noi che abbiamo lavorato nei licei delle scienze sociali in un clima di sperimentazione continua e abbiamo via via costruito un possibile modello di scuola per il futuro, è difficile riconoscersi in una idea di riforma della scuola per “quadri orari”.
    Nella seconda lettura degli Ordinamenti si è persa la traccia della sperimentazione dei Licei delle scienze sociali generativa della opzione del Liceo Scienze Umane, infatti la revisione all’art. 9 fa dell’economico-sociale, nella pratica, un liceo a sé dal profilo di difficile definizione. Cambia la matrice di riferimento: nel primo caso si parla di scienze umane come disciplina in un liceo omonimo, nel secondo si parla delle stesse scienze umane in un liceo economico-sociale…insomma rimane un nodo da sciogliere sul piano epistemologico.

    Ma allora che fare?
    Pensiamo sia necessario in questa fase affrontare con prudenza la questione delle ore e delle quote di autonomia, perché ancora non sono usciti gli obiettivi di apprendimento e i programmi disciplinari (se e come usciranno) e ci mancano quindi i riferimenti necessari per decidere con coerenza. Possiamo invece tenere presenti alcuni paletti che possono aiutare ad orientarci:
    - lavorare al curricolo cioè al senso complessivo da attribuire al piano di studi. Il curricolo non coincide con le discipline o la somma o la sottrazione, ma è il paradigma a cui vanno riferiti i diversi ambiti disciplinari; il curricolo di un liceo delle scienze umane non è uno psicopedagogico, né l’economico-sociale può corrispondere al diritto-economia-matematica-sociologia;
    - rispetto a ciò che uscirà in termini di obiettivi e profili disciplinari puntare a un equilibrio tra le aree disciplinari; è evidente per esempio una assenza di fondo per l’economico-sociale, quella delle scienze della natura che costituiscono un asse interpretativo imprescindibile nella cultura contemporanea;
    - lavorare sulle integrazioni tra i saperi più che su progetti e temi. A noi docenti in questa fase spetta un grosso esercizio di rivisitazione degli statuti disciplinari per individuare la sintassi, gli snodi, i fondamentali, il core curriculum – come si dice oggi. Non si potrà continuare a proporre uno sviluppo diacronico delle discipline, né un procedere per temi, pena la superficialità a fronte di quote orarie risicate. Poiché la fase di sperimentazione è finita, ai docenti rimane – ma non è poco – il compito che costituisce una parte della professionalità, cioè l’analisi dei saperi e la loro traduzione sul piano della didattica. L’altra parte, non meno importante, riguarda la relazione educativa e l’insieme delle pratiche che fanno della scuola un luogo di formazione.

    Di più in questa fase non si può realisticamente dire, ma sarebbe un errore ricadere nella trappola oraria - che ci è stata purtroppo imposta – e nella difesa di orticelli particolari. Continuiamo dunque a confrontarci mantenendo l’attenzione alla coerenza del curricolo e all’equilibrio tra le aree, perchè sarebbe un errore chiudersi all’interno della propria scuola e rinunciare al confronto con altre esperienze. Il sito Passaggi http://www.scienzesocialiweb.it può costituire un punto di scambio di ipotesi, mentre a Trieste faremo la sintesi così da poter assumere posizioni condivise.
    La Rete è stata un punto di forza e deve continuare ad esserlo per non perdere la bussola e per progettare il futuro.
    Josette Clemenza
    Antonella Fatai
    Luigi Mantuano
    Lucia Marchetti
    Maria Teresa Santacroce
    Anna Sgherri
    Lia Stancanelli
    Stefania Stefanini

  119. I regolamenti consentono di modificare i quadri orario, con le quote di flessibilità, anche dopo le iscrizioni? Oppure l’iscrizione è una sorta di contratto tra la scuola e la famiglia e pertanto il quadro orario che è stato presentato dalla scuola non potrà più essere cambiato per quella classe?

  120. Gent.mo Dott. Bruschi,
    è difficile sradicare delle convinzioni che ormai sono stratificate in molti di noi, in fondo la nostra società ci mette ogni giorno nelle condizioni di fruire di modelli culturali che sono parte integrante di un sistema che non necessita di approfondire i contenuti; è forse questa la ‘libertà’ che ha guadagnato il nostro mondo contemporaneo? Forse sì da un punto di vista economico, ma non in termini di autentici valori.
    La musica è protagonista in questo sistema, fino a prova contraria non è un fenomeno di ‘nicchia’, investe tutti e tutti ne possono parlare. La musica identifica, ci dà un ruolo nella società, coinvolge i nostri sentimenti, basterebbe solo questo per non farla studiare più e lasciare che la gente continui ad idolatrare talenti o pseudo-talenti che hanno fatto di questa forma d’arte il loro principale linguaggio di espressione.
    In letteratura si può conoscere o non conoscere un argomento (e quindi eventualmente fare una brutta figura), in musica basta esprimere un parere e anche se non si passa per esperti si è liberi di dire ciò che si vuole perché legittimati da una visione della musica come prodotto di consumo o ancor più identificatore sociale e tutto ciò come al solito costringendo la Musica d’arte ed i suoi sostenitori a far parte di questa ‘nicchia’ a cui nessuno vorrebbe mai appartenere. Facciamo sì che il sapere musicale diventi invece un reale ‘sapere comune’ così come avviene per tante altre materie che si studiano nella scuola dell’obbligo non dimenticando che, in più, lo studio dell’arte sviluppa le capacità critiche ed intellettive.
    Ciò che si ricerca oggi nell’ascolto musicale è sopratutto l’‘effetto’ - e non è poco- d’accordo, ma questo non può essere ritenuto il solo elemento su cui fondare una valida educazione musicale. Nessuno pretende che si debba modificare il pensiero di un’intera generazione che ha vissuto e vive soprattutto di miti o luoghi comuni, ma non si può negare che le Istituzioni debbano svolgere nel modo migliore possibile il loro ruolo formativo in ambito scolastico.
    Nel mio precedente post non ho parlato di insegnanti di strumento ‘musicologi’, ma piuttosto mi complimentavo per la scelta delle nuove materie musicali nei Licei (mai viste in nessun Conservatorio) e che finalmente dovrebbero essere insegnate oggi da chi le ha studiate. Ma senza parlare delle nuove materie basterebbe citare, nel nuovo ordinamento, il ‘rivalutato’ insegnamento di Storia della musica (ridotta a poche paginette di riassunti in Conservatorio) e invece presente nei Licei musicali durante tutto il corso di studi. E’ così assurdo che questa materia possa essere insegnata da docenti che l’hanno studiata in Università?
    Di fatto, una maggiore qualità d’insegnamento relativa a questa disciplina non penalizzerebbe certo le figure di eccellenze o artisti, anzi, fornirebbe agli studenti e nel tempo alla società gli strumenti culturali adatti per comprendere il loro valore e il loro spessore artistico.
    I musicisti VERI di cui lei parla, certamente dovranno insegnare! Ma non bastano, non possiamo ambire a formare solo esecutori o talenti musicali, ma piuttosto studenti capaci di crescere e migliorare attraverso la musica sia come persone che come professionisti.
    Grazie e buon lavoro!

  121. Gent. dott. Bruschi,
    anch’io condivido, come tanti altri commentatori, il disappunto per la scomparsa della disciplina “Musica” dai curricoli di tutti i licei (eccezion fatta, ovviamente, per il liceo musicale). Mettiamo anche che si siano dovute fare delle scelte, dolorose (mah…), e che questa riforma, per le note ragioni di bilancio, privilegi i saperi “fondamentali” e l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro. Bene, vi sono numerosissime professioni che richiedono solide competenze musicali, diverse da quelle richieste a esecutori, compositori, direttori, a cui il liceo musicale è destinato. Una su tutte: il maestro di scuola primaria. A lui è richiesto di insegnare musica ai suoi allievi (non mi pare che la legge di riforma del primo ciclo preveda l’insegnante specialista di musica); dove mai acquisirà le competenze per farlo, se ad esempio, per problemi di indisponibilità dell’organico funzionale o di collocazione di soprannumerari ecc… non venissero attivati i percorsi opzionali di musica nel liceo delle scienze umane? Se le dovrà procurare privatamente. Sbaglierò, ma mi pare che questo fatto, se si dovesse verificare, sarebbe in contrasto con l’art. 4 della Costituzione, che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto”. Offrire dei percorsi di studio gratuiti (pur con le tasse scolastiche di iscrizione) a chi si forma per talune professioni (che so, il docente di lettere) e costringere altri (il maestro di primaria) a pagare per acquisire competenze richiestegli dallo Stato per l’esercizio della sua professione non mi sembra una condizione di parità, condizione che renda effettivo il diritto al lavoro. Gradirei comunque un Suo parere in merito. Secondo me si potrebbe, se non altro, prevedere l’obbligo per ogni liceo delle scienze umane di attivazione di percorsi musicali per rimediare a questa lacuna (più volte Lei stesso ha affermato che è necessaria una riqualificazione delle attività musicali nel primo ciclo; già, ma con quali insegnanti formati in quale modo?), e, magari, per quanto riguarda quegli istituti in cui vi fossero iscritti interessati a esercitare in futuro professioni in qualche modo attinenti alla musica, una sorta di precedenza nell’assegnazione, sempre nell’ambito dell’organico funzionale, di docenti di materie musicali, visto che questo bisogno formativo, a differenza di quanto accade per le altre materie, resta inespresso a livello di discipline dell’ orario obbligatorio.
    Grazie. Le auguro buon lavoro.

  122. Intendevo, ovviamente, “prevedere l’obbligo per ogni liceo delle scienze umane di attivazione di percorsi musicali NELL’AMBITO DELLA QUOTA ORARIA OPZIONALE” per rimediare a questa lacuna” - mi era sfuggito…
    Grazie ancora!

  123. Per recuperare la musica bastava fare per il liceo delle scienze umane ciò che è stato fatto per il liceo classico: triennio a 31 ore settimanali (1 ora da gestire eventualmente modularmente per due ore settimanali in un solo quadrimestre). Perchè ciò che è stato possibile fare per il liceo classico non si è voluto fare per il liceo delle scienze umane?

  124. “La vita senza musica è impensabile.
    La musica senza vita è accademia”

    (Leonard Bernstein)

  125. Stamattina i giornali elencano tra le spese della Camera quelle per i corsi di lingue. I docenti pur non essendo liberi professionisti ma pubblici dipendenti devono pagare la formazione di tasca propria (con il proprio stipendio di latta). Visto che il Pdl ha il pallino del “buono …” perchè non istituisce un “buono lingue” per consentire ai docenti che lo vogliono di andare in estate all’estero per un corso di lingue (con obbligo di certificazione)?

  126. @Aldo. il liceo delle scienze applicate è una boiata pazzesca. Si esprimerebbe così Fantozzi e qualsaisi persona dotata di un briciolo di buon senso. La tecnica è l’applicazione della scienza, non la scienza. Con l’attivazione del liceo scienze applicate si vuol far fare ai licei quello che gli itis non sono riusciti a fare negli ultimi anni. Il motivo reale di questo fallimento, tuttavia, non è nell’offerta formativa come ridicolmente crede Bruschi, ma nel mercato del lavoro, che vuole i tecnici MA NON E’ DISPOSTO A PAGARE CON UN MINIMO DI DECENZA IL LAVORO DIPENDETE. Quindi, cosa fa il governo per fornire più tecnici? Costringe anche nei licei a fare tecnologia, usurpando così il vero ruolo dei licei che è quello di fornire basi teoriche e non pratiche. Sarebbe bello che anche borielli e la gang della chimica si convincesseoro di questo ma è solo una mia illusione. Magari la lentezza delle regioni impedisse l’attivazione di questo mostro ! (un liceo che non è liceo e un tecologico applicato che in assenza dei laboratori non è nememno quello). Stia tranquillo, Aldo, troveranno la scappatoia più o meno legale, come hanno sempre fatto in questi ultimi anni di dispotismo.

  127. “Costringe anche nei licei a fare tecnologia, usurpando così il vero ruolo dei licei che è quello di fornire basi teoriche e non pratiche. Sarebbe bello che anche borielli e la gang della chimica si convincesseoro di questo ma è solo una mia illusione” scrive Massimo. Ma forse non è a conoscenza del fatto che IN TUTTO IL MONDO è noto che per un apprendimento significativo della chimica sono necessarie esperienze laboratoriali, che non sono “tecnologia” o “tecnologismo”, ma una metodologia didattica fondamentale e peculiare della Chimica in quanto tale. Chimica che purtroppo spesso molti (tra cui molti ex liceali) non conoscono e non ne riconoscono l’importanza nella realtà attuale, e viceversa magari ritengono erroneamente di conoscerla, conoscendone nei fatti solo una versione superficiale, approssimativa e distorta, come un centinaio di anni di chimica insegnata da docenti non laureati in chimica mi pare evidente abbia prodotto nel nostro Paese.

  128. @ Luigi
    @ max

    In qualsiasi settore, la formazione è finanziata dal datore di lavoro, ma ovviamente nella scuola questo non può essere… molto più conveniente lasciare i docenti nella condizione di precari e obbligarli a sborsare di tasca propria tanti bei soldini per inutili corsi di perfezionamento.

  129. Tra un po’ , con l’abolizione delle GE, ci diranno anche che tutti quei costosi corsi per fare punti non saranno più validi, e allora che faremo?
    Chiederemo un risarcimento al MIUR? Mediamente 2000 euro a precario, spesi in corsi di perfezionamento!

  130. @aldo. Sull’opzione scienze applicate non c’era altro da fare che rimettersi ai piani regionali. Abbiamo studiato le carte sino all’ultimo momento, ma scappatoie, glielo posso assicurare, non ce ne erano. Quanto alle “notazioni” sulla sua qualità, dissento. Mi sembra un insulto gratuito ai docenti che ghanno lavorato su quel quadro orario e su quel profilo ed è in contraddizione con la buona accoglienza che il profilo ha avuto da parte delle scuole. Un profilo che non è “tecnologico”, come si evince dall’allegato A.
    @luigi. Sono, personalmente, d’accordo con lei. Il sistema del voucher per la formazione mi sembra uno strumento utilissimo. Cozza contro la “tradizione”, ma è una tradizione che non ha portato grandi risultati. @Clemenza: “a fronte di queste ore risicate” mi sembra una affermazione che, per quanto riguarda i regolamenti approvati in seconda lettura, non corrisponde alla realtà: 132 ore al biennio e 165 al triennio… Quanto all’indirizzo economico-sociale, non poteva essere un liceo “finto”. Il quadro orario è stato calibrato sul profilo in uscita. Per quanto riguarda la progettazione dei percorsi, gli OSA saranno “light”, proprio per garantirla. @marco. prendo atto che ci siamo fraintesi. Ognuno avrà “il suo”. Per evitare di entrare nella diatriba che divide università e conservatori, ognuno avrà il proprio compito, senza “mediazioni” ma nell’interesse della preparazione dei ragazzi. @fabio: le consiglio di guardare il regolamento sulla scuola primaria. Legga. E poi mi dica.

  131. @valentina. Scusi, ma questa notizia chi l’ha diffusa? L’allarmismo è totalmente ingiustificato. Anche se potrei aprire un capitolo poco commendevole sulla “raccolta punti”.

  132. @Max. La notizia sta circolando su parecchi forum, a seguito di un’intervista fatta al Ministro Gelmini sulle modalità di reclutamento (intervista del Messaggero). In pratica si afferma che in un futuro molto prossimo si assumerà solo per merito e non per “mero scorrimento delle graduatorie”.
    Da questa frase molti precari inseriti in GE hanno capito che le stesse verranno annullate per passare ad un nuovo metodo di assunzione (per alcuni la tanto temuta chiamata diretta da parte dei DS; ovviamente, mentre gli abilitati più giovani guardano con positività ad un nuovo metodo di reclutamento, non basato su punti comprati e private fantasma, i docenti più attempati, che magari hanno seguito strade poco consone per accumulare punteggio, temono che questi loro “sacricifi” andranno in fumo). Tra l’altro quella “associazione” che tanti danni ha provocato con i ricorsi contro le code ha già fatto sapere, vedendo già numerosissimi introiti, di voler ricorrere contro ogni tipo di nuovo reclutamento che verrà proposto dal Miur.

  133. A me andrebbe benissimo l’abolizione delle graduatorie, purché mi vengano restituiti i soldi che ho speso per SSIS e corsi vari che ho fatto solo per restare a galla, non certo per volontà mia.

  134. In ogni caso, prima di diffondere allarmismo ingiustificato, il Ministro Gelmini dovrebbe documentarsi su ciò di cui parla nelle sue interviste.

  135. @ Paolo

    Proprio non capisco la distinzione tra docenti giovani e docenti attempati.

  136. Dott. Bruschi io vorrei una risposta a questa domanda, si sta pensando effettivamente a modificare qualcosa della tabella A relativa agli accorpamenti delle cdc o no?

  137. gentile dott. Bruschi,
    in merito alla sua risposta fornita a Valentina può dipanare ogni dubbio?
    Ci assicura che le GE rimarranno in vigore fintanto che non saranno completamente esaurite? Per esaurite intendo dire che tutti gli inseriti saranno assunti a tempo indeterminato salvo loro rinuncia.
    Ci assicura inoltre che in una certa provincia e su una certa classe di abilitazione (attuale o post riforma) non verrà fatta alcuna assunzione a t.i. con il nuovo sistema di reclutamento fintanto che ci saranno aspiranti inseriti col vecchio sistema? Oppure se si assumerà 50% e 50% ce lo dica.
    Lei è una persona molto disponibile, lo dico in tutta franchezza. Però le sue risposte talvolta sono un po’ sibilline. Se ne ha gli elementi potrebbe rispondere in modo non generico. Grazie e buon lavoro!

  138. Dott. Bruschi
    vorrei soffermarmi un attimo sulla riforma messa in atto nei professionali.Sono state tagliato drasticamente le ore di indirizzo ad esempio nei primi due anni tecnica professionale + esercitazioni pratiche (per 11 ore) sono state sostituite con solo 3 ore di laboratorio svolte da un ITP. Vi siete resi conto che così facendo avete snaturato completamente la figura della persona che raggiungerà la qualifica ? Esiste una logica dietro a questa cura dimagrante volta a sopprimere la pur scarsa preparazione che i professionali riescono a dare agli alunni ? Come fanno ad essere avviati al mondo del lavoro con così poche ore di materie professionalizzanti ?
    Se casomai alla fine del secondo anno un allievo volesse seguire la strada dell’ apprendistato andrebbe a fare un lavoro senza una minima conoscenza teorica di quello che sta facendo. Ma si è reso conto del danno che apporterà questa riforma ai professionali che non saranno più in grado di sfornare operai specializzati ?? di cui si ha tanto bisogno ?? In compenso avete inserito materie teoriche (ad es chimica in alcuni indirizzi ) di dubbia utilità.
    Così facendo i professionali nel giro di qualche lustro sono destinati alla scomparsa.

  139. Gentile dott. Bruschi,
    mi piacerebbe sapere cosa si è deciso riguardo i docenti della A047 che attualmente insegnano nel biennio del liceo scientifico. E’ impensabile che laureati in matematica, abilitati in matematica, insegnanti di matematica da decenni nei licei scientifici di tutta Italia vengano estromessi!
    Attendo con fiducia un Suo riscontro.

  140. NOTIZIA STRAORDINARIA: il Vostro ministro gelmini ha deciso di risolvere il problema di migliaia di docenti in attesa di abilitazione!.
    dopo ormai 10 anni di attesa dall’ultimo concorso (1999) ed avere sanato la posizione di migliaia di colleghi senza averne titolo,l’ amato ministro ha deciso di organizzare una abilitazione di massa. organizzera’ viaggi della speranza a reggio calabria , pacchetto all-inclusive viaggio, alloggio, vitto ed abilitazione a prezzi veramente modici.
    del resto il vostro ministro ha testato la cosa di persona abilitandosi con “merito” tanti anni orsono.si sta tentando di interessare anche la protezione civile per organizzare il tutto senza spargimenti di sangue!.
    svegliati max!!!!!!!, siete veramente convinti di potere cambiare le cose mettendo in atto il piu’ grande liceziamento di massa della storia?. a febbraio migliaia di ex insegnanti, al termine della disoccupazione, diranno definitivamente addio all’insegnamento e purtroppo ad ogni possibilita’ di lavoro.
    grazie a nome di tutti

  141. Gent. mo dott. Bruschi,
    in passato ha affermato di aver spezzato una lancia in favore della A047 che secondo la bozza di riordino delle cdc sarebbe incredibilmente espulsa dai bienni liceali. Siamo quasi tutti laureati in Matematica, abilitati in Matematica , e volutamente insegniamo solo matematica, La prego di darci al piu’ presto rassicurazioni in merito alla nostra vicenda . Sarebbe assurdo che la nostra materia venisse insegnata nei licei SOLO dalla cdc A049 dove confluiscono molti laureati in fisica , ingegneria ed altro . E poi non capiamo assolutamente quali potrebbero essere i motivi che hanno portato a questa esclusione . Mi permetto di ricordarLe che l’abilitazione in Matematica contiene ore di Laboratorio di Didattica aggiuntive rispetto alla corrispondente parte matematica della A049 , quindi , se mai abbiamo maggiormente approfondito . Spero che non si tratti del solito leitmotiv sui collegamenti interdisciplinari perche’ non sarebbe possibile insegnare matematica senza evidenziarne continuamente il suo ruolo di modello , quindi …Attendiamo in molti e con ansia una revisione della bozza che non ci escluda da cio’ che secondo noi vogliamo e sappiamo fare bene : trasmettere entusiasmo per la materia che noi stessi
    abbiamo amato da sempre .

  142. Bruschi ma tutte le promesse per noi ex magistrale ed ex Isef su un percorso annuale con test d’ingresso…. sono solo favole?

  143. @ Roberta

    Ciò che affermi sulla A049 è completamente falso, poiché, per esempio, gli ingegneri hanno accesso alla A047 ma non alla A049 e sia fisici che matematici hanno accesso ad entrambe. Inoltre mi sembra scorretto e offensivo dire che la matematica è stata approfondita più nella a047 che nella a049. Io sono laureata in matematica e abilitata nella A049, non credo di conoscere la matematica peggio di un abilitato nella A047.
    Inoltre, lasciare la sola A049 nei licei, permetterà maggior flessibilità e migliore organizzazione nella formazione delle cattedre, e agevolerà la continuità didattica tra biennio e triennio.
    Da non sottovalutare la questione dei posti di lavoro: gli abilitati nella A047 hanno attualmente molte più possibilità di lavorare, dal momento che in tutte le scuole è presente la A047 (ciò si può verificare anche consultando i siti degli USP e gli incarichi annuali che vengono assegnati). Affidando l’insegnamento della matematica alla A049 nei licei, si ristabilirà l’equilibrio e le graduatorie della A049, fin ora penalizzata, respireranno un po’!

  144. @Valentina scusami ma di quale scuole parli?Dove sarebbe presente la A047 se sarà atipica alla A048 ?Forse non hai letto bene la tabella A del riordino!La A049 non è stata affatto svantaggiata negli anni anzi…..poi gli ingegneri prima potevano abilitarsi nella A049 solo dal terzo ciclo Siss non hanno potuto più farlo (Un mio collega ingegnere è abilitato nella A049 e insegna mate e fisica).
    I posti di lavoro li perderà che lavora sulla A047 ed è abilitato sulla A049 soprattutto i precari!Con la riforma si estende a TUTTE le SCUOLE ,ovvero i LICEI, la A049.Mi spieghi perchè noi non potremmo insegnare nei LICEI?

  145. Egr. dott Bruschi,

    è vero, nessuno ha ancora dato la notizia dell’abolizione delle graduatorie ad esaurimento, ma non posso fare a meno di dar ragione a Valentina nel momento in cui afferma “il Ministro Gelmini dovrebbe documentarsi su ciò di cui parla nelle sue interviste.” L’intervista rilasciata a Gennaio 2010 a “La Stampa” affermava l’esaurimento delle graduatorie entro il 2011″, il che sarebbe un sogno che si avvera per i precari che puntualmente vengono assunti l’1 settembre, licenziati il 30 giugno e riassunti il primo settembre. Ora invece si parla di concorsi per tutti. Capisco la necessità di migliorare il percorso abilitante, ma occorre anche che il Ministro rassicuri tutti i precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento, riconoscendone i diritti acquisiti senza rimandarli ad un ipotetico concorso. La prego caro prof. Bruschi di fornire una risposta rassicurante in questo senso, noi precari abbiamo bisogno principalmente di certezze per lavorare meglio.
    Cordialmente
    Paolo

  146. Noi della A047 non pretendiamo il triennio dei Licei,ma che ci lasciassero almeno nei bienni!

  147. Gent. dott. Bruschi,

    ho controllato i DPR 81 e 89/2009. Lei forse si riferiva al comma 10 dell’art.4 del DPR 89? Relativamente all’insegnamento della musica nella primaria, di per sé, questo comma sarebbe anche una soluzione soddisfacente (anche se non è chiaro a cosa si fa riferimento: l’insegnamento di “musica”, la quale, secondo il documento ministeriale “Fare musica tutti” di Berlinguer, è compito di qualsiasi maestro/a -quindi resterebbe il problema da me posto nella mia precedente mail-, o di attività musicali pratiche quali strumento, musica d’insieme, coro… o entrambe le cose? La differenza non è di poco conto) . Ma a quale decreto, di natura non regolamentare, fa riferimento? Quando è stato emanato? Occupandomi, nel mio istituto, di organizzazione di attività musicali e di raccordo tra primaria e secondaria in merito, mi sarebbe utile conoscerlo.
    Musica nella secondaria di secondo grado: la cosa importante è che, ovunque vi sia domanda (e ve n’è), vengano realmente attivati seri percorsi di istruzione musicale almeno nell’ambito della quota oraria opzionale; secondo me, per l’acquisizione di solide competenze culturali e pratiche, questi devono avere, più o meno, la fisionomia degli indirizzi musicali nella secondaria di primo grado (ovviamente con gli insegnamenti più consoni alla diversa fascia di età); va da sé che ciò richiede un po’ di risorse, non uno o due soli insegnanti volenterosi presenti nell’organico d’istituto (suggerisco: vi sia una pianificazione provinciale o regionale di questi percorsi e delle risorse necessarie, il singolo istituto difficilmente ce la farà, a meno di organizzare il tutto con costi interamente o quasi a carico delle famiglie).
    Vigiliamo, noi e voi, che ciò abbia realizzazione concreta. Lo ammetterà, il rischio che, per scarsità di risorse o per altri motivi, questi percorsi restino solo “attivabili” ma, nei fatti, lettera morta, è alto.
    Peccato, comunque, aver rinunciato all’insegnamento obbligatorio della musica nei licei, allo scopo di acquisire competenze in merito sul piano culturale (su quello pratico, ovviamente, so bene che l’ora di musica in classe non serve a molto…).
    Grazie ancora per l’attenzione (e scusi il mio puntiglio, ma ve n’è bisogno.) Buon lavoro!
    Fabio

  148. Dr. Bruschi,
    ancora in attesa di una risposta circa la legittima preoccupazione per l’annientamento di una classe di concorso (A031), dedico questo tempo a ricordarLe, o metterLa a conoscenza, delle Proposte della Commissione Brocca su alcuni punti relativi a quello che era l’insegnamento ed il senso della Musica nella Scuola Superiore (che voi avete eliminato - consapevolmente o distrattamente?)

    FINALITÀ SPECIFICHE DELLE SINGOLE DISCIPLINE

    4. 2 .11 MUSICA

    L’insegnamento di Musica ha le seguenti finalità:
    1. l’acquisizione di strumenti e di criteri di analisi e di comprensione della musica nella varietà delle sue forme;
    2. la partecipazione diretta e attiva all’esperienza musicale nel momento sia di ascolto sia di esecuzione;
    3. la promozione, mediante la consuetudine con opere musicali e in corrispondenza con altre forme di espressione artistica, dell’esperienza estetica quale importante modalità di conoscenza del reale;
    4. la consapevolezza dei rapporti che la musica ha avuto e continua ad avere con altri campi della cultura: arti figurative, contesto geografico, costume, filosofia, letteratura, poesia, religione, scienza, storia, teatro, tecnica, tradizioni;
    5. il superamento degli stereotipi della percezione sonora e dell’ascolto musicale.

    RAPPORTI CON I CONTESTI CULTURALI
    3.1. Scritti concernenti la musica (trattati, cronache, critiche, commenti ecc. ).
    3.2. Rapporti della musica con i testi poetico-letterari e con le arti figurative.
    3.3. Rapporti della musica con la storia e con le tradizioni religiose delle varie epoche.
    3.4. Rapporti della musica con il pensiero filosofico, umanistico e scientifico.
    3.5. Rapporti della musica con la storia sociale e politica e con il contesto geografico

    Cosa pensa di questa relazione con le altre discipline? Non voglio pensare che la Musica sia ritenuta soltanto espressione pratica, trascurando quanto le sue basi affondino nel pensiero filosofico, estetico, nonchè nel contesto storico e nella realtà geografica di appartenenza (si veda l’Etnomusicologia, per esempio).

    Grazie per l’attenzione e buon lavoro!

  149. Signor Bruschi
    Io credo che Lei stia arrecando un grave, e forse irreparabile, danno alla Musica.
    Lei non ha addotto nessuna, dico a mio parere nessuna, motivazione coerente ad ognuna delle innumerevoli domande rivoltegli al riguardo.
    Le chiedo, rispettosamente ma fermamente, di fermarsi e riflettere con cognizione e coscienza su quanto diceva Platone della Musica:
    “La musica…. dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno
    slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose. Essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, giusto e bello, di cui essa è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna.”
    In caso contrario direi che sia il caso di aderire alla proposta del presidente della SIEM e quindi di addivenire ad un eventuale contenzioso alla Corte di giustizia europea.

    Pietro Luigi Capelli

  150. Mi scuso se le risposte non sono immediate. L’ho già detto più volte, non ho la possibilità di stare collegato per più di un tot, e magari per giorni sono costretto a non accedere al sito.
    Rispondo sulle GAE e a chi mi accusa di essere sibillino. No, non sono sibillino. Ma le risposte possono essere precise (o progressivamnte più precise) mano a mano che i provvedimenti avanzano. Faccio un esempio: mesi fa ho detto che avrei previsto un percorso per gli ex magistrali e gli ex isef. Cosa fatta, eppure ancora oggi, dopo mesi, mi sento fare domande in proposito, quasi che le carte non parlassero da sole. Con la stessa nettezza, sulla questione GAE posso dare mie opinioni, non risposte inequivocabili che poi qualche pozzo di scienza copia e incolla sui blog, decontestualizzandole e dando loro forza di legge! Quel che so è che le GAE devono rimanere chiuse ed andare ad esaurimento senza essere riaperte grazie a qualche ope legis. Sul nuovo sistema di reclutamento, ho le mie idee, più volte espresse, nessuna delle quali lede i “diritti acquisiti”. Posso ritenere che il sistema delle GAE sia ottuso e “criminogeno”: ma quello c’è. Per il resto, se ne sta discutendo. E mi sembra che di tutto possa essere accusato il ministro, tranne che di “cincischiare”. Sul cosiddetto sindacato, che a quanto pare si è fatto ricco sui ricorsi, non rispondo. Ho un criterio personale per giudicare le proposte sulla scuola. Tutto ciò che non punta a migliorare , ma anzi danneggia, gli apprendimenti degli studenti, andrebbe additato al pubblico disprezzo.
    @fabio. Il provvedimento non c’è ancora, ma ci sarà. Dobbiamo evitare, però, di cadere nell’illusione del maestro totipotente. Vedi la grottesca vicenda dell’inglese. Anche Berlinguer è d’accordo. Sul resto, so anche io che i soldi sono pochi, ma la nottata passerà. Non siamo caduti nel baratro greco e stiamo assorbendo la crisi meglio di altri paesi, occorrerebbe ricordarsene sempre. Nel regolamento abbiamo sistemato i binari: il carburante al momento è poco, ma aumenterà. Basta che non si ricominci ad assumere in maniera scriteriata e che si punti a investire sul merito.
    Sulle classi di concorso e sulla fase di passaggio non rispondo più, avendo risposto infinite volte.

  151. Eg. Sig. Bruschi,
    riporto qui di seguito, quanto previsto da Voi per il Nuovo Liceo linguistico : “Nel caso del liceo linguistico si è scelto di puntare sulle tre lingue straniere, il cui apprendimento inizia dal primo anno di corso. Il latino è stato mantenuto ed è allo studio un programma specifico che aiuti l’apprendimento delle lingue straniere.”
    Ed ecco, adesso, qui di seguito, il mio commento:
    Premetto che parlo 5 lingue ed ho 10 anni più di lei e che come lei mi sono laureato con il massimo dei voti ma nei tempi dovuti e non con più di un lustro di ritardo. Ho un’esperienza professionale internazionale.
    Pertanto l’accuso formalmente di aver secondo il mio modesto parere distrutto le future generazioni da un punto di vista culturale.
    Mio figlio ha 13 anni e frequenta la terza media. Ha vari interessi e predisposizioni , pertanto si era pensato di iscriverlo al liceo scientifico, con l’opzione seconda lingua avendo già studiato alle scuole medie inglese e spagnolo. Si pensava di farlo proseguire con lo studio di inglese e francese in modo tale da avere nel suo futuro un discreto bagaglio linguistico che lo avrebbero facilitato nella sua attività professionale, Ai miei tempi era sufficiente conoscere delle lingue straniere per realizzare i propri sogni professionali , come è avvenuto al sottoscritto, oggi invece non è più così, le lingue sono indispensabili per accedere seriamente a qualunque attività professionale che si rispetti. Cosa fa il ministero ? Punta tutto solo sulla lingua inglese, abbandonando di fatto le altre lingue. Le ricordo che lo studio di una lingua straniera e fonte di conoscenza , cultura e apertura verso le altre civiltà. Cosa ne pensa il governo italiano se i nostri Paesi limitrofi, come Francia , Spagna, Germania, eliminassero gradualmente lo studio della lingua italiana dai loro ordinamenti scolastici ( cosa che di fatto sta già avvenendo?). Le proporrei pertanto di eliminare tra i 6 nuovi licei proposti proprio il liceo linguistico , poichè non ha ragione di esistere, in quanto non apporta soddisfacenti conoscenze e competenze in nessuna disciplina e men che meno nelle lingue straniere, poichè, sarei curioso di capire come si può apprendere una lingua straniera con solo due ore settimanali nel primo biennio ( poichè un’ora è consacrata alla conversazione). Capisco che le sue competenze linguistiche, come lei stesso afferma nel suo curriculum , sono semplicemente “sufficienti”, quindi di fatto inadeguate sia per esprimersi in lingua che avere esperienze tali da insegnare agli insegnanti come attuare il “miracolo ” di farle apprendere a degli allievi in così poco tempo. Concludo ritenendo che lei occuperà di certo un angolo della storia della scuola italiana, come in passato lo occuparono Montessori o Gentile. AI posteri la fama che le sarà affidata, ma la sentenza appare ai più alquanto scontata.
    P.s. Rimango curiosamente in attesa di conoscere gli effetti prodotti dallo studio di un programma specifico che aiuti l’apprendimento delle lingue straniere , come da Voi indicato.

  152. “Sulla musica: parecchie scelte sono state dolorose. Questa dolorosissima”.
    Come no, mi sembra di sentirvi piangere…. ma per favore.

  153. Per Valentina
    Scusa ma hai veramente travisato il senso delle mie frasi
    Nessuno mette in dubbio conoscenze e competenze matematiche degli abilitati nella A049, specie se laureati in matematica ! Iinvece e’ un dato oggettivo che nel PERCORSO ABILITANTE SSIS la a049 e la a047 hanno seguito gli stessi corsi ma la a049 aveva parecchie ore in meno nei corsi di Didattica e Lab di didattica della matematica rispetto alla a047 ; quindi per quanto concerne, ripeto, il percorso abilitante, la A047 ha potuto approfondire maggiomente ( il numero di ore e’ un dato oggettivo, mi pare )
    Gli ingegneri hanno avuto accesso alla A047 anche nel IX ciclo ( figurati la mia migliore amica e’ ingegnere , IX ciclo , abilitata nella A049 e A047 ), Certo che i Fisici hanno accesso alla A049 e probabilmente sono piu’ dei matematici ! In ogni caso Matematica nei trienni dei licei e’ insegnata prevalentemente da laureati NON in matematica e l’assurdo e’ che tantissimi laureati in Matematica rischiano di non insegnare piu’ neanche al biennio . Non credo di offendere nessuno se dico che chi si laurea in Matematica e vuole insegnare Matematica abbia i titoli per farlo anche al liceo , o forse sei tu che ritieni la professionalita’ dei docenti della A047 inferiore a quella della A049 ?
    Infine il numero di cattedre disponibili varia da provincia a provincia, nella mia sono avvantaggiati quelli della A049 .
    Io non chiedo di prendere il posto della A049 , bensi’ di conservare il mio , visto che la matematica dei bienni non e’ mica cambiata ! Se avevo la giusta professionalita’ ieri, perche’ non dovrei avrrla anche oggi, se i contenuti sono gli stessi ?
    Per quanto riguarda la maggior flessibilità e migliore organizzazione nella formazione delle cattedre non so come puoi saperlo, visto che ogni liceo ha un numero di classi diverso , e per quanto riguarda la continuità didattica trovo che la soluzione migliore sarebbe la separazione delle cattedre lasciando la Matematica sia alla A047 che alla A049 , e la fisica alla A038 e alla a049 , cosi’ la continuita’ didattica e’ assicurata in tutti e cinque gli anni : Mi risulta che le principali organizzazioni di Matematici e Fisici la pensino come me .

  154. “che le sue competenze linguistiche, come lei stesso afferma nel suo curriculum , sono semplicemente “sufficienti”, “: avevo un livello B2, disgraziatamente le lingue occorre praticarle. Leggo l’inglese e il tedesco, senza avere bisogno di vocabolario, mi è capitato anche di fare delle traduzioni. Ma a parlarle, ovviamente, ho perso la fluidità, anche se di solito i miei interlocutori si complimentano “visto che sono un italiano”. Siccome di solito nei cv si largheggia ben oltre il lecito, preferisco tenermi basso… Comunque, il profilo del liceo linguistico e il suo quadro orario sono stati definiti assieme a Gisella Langé e ad alcuni esperti internazionali. Penso che sulla loro competenza non dovrebbe avere di che obiettare. Peraltro, non capisco l’accusa sull’inglese. Nessuno vieta di insegnare altre lingue. I quadri orari recitano “lingua straniera”…

  155. Bravo, si complimentano con lei visto che è italiano e di conseguenza appartenente ad un popolo ignorante nello studio delle lingue straniere. Per quel che mi concerne nella mia esperienza di apprendente delle lingue straniere ho potuto notare che ricevevo complimenti fin quando non le parlavo affatto bene. Dal momento che esse diventavano fluide nessuno mi facevi complimenti e comunque di solito le lingue le parlo all’estero dove si è di norma più avari nel fare i complimenti specialmente nei paesi scandinavi dove i nostri geni delle lingue per loro solo semplicemente dei cittadini con competenze linguistiche assolutamente nella norma .
    Ma lasciamo il personale che poco importa ai lettori di questo blog, bensì parliamo di come affronterà il nostro Paese lo studio delle lingue straniere in un futuro ormai prossimo.
    Io non accuso l’inglese, ma il fatto che se devo scegliere una sola lingua da far apprendere a mio figlio mi vedo, quale persona responsabile e lungimirante, costretto ad optare per la lingua inglese.
    Non ho il piacere di conoscere Gisella Langè nè gli esperti internazionali a cui lei fa riferimento ( da Paese esterofilo abbiamo sempre bisogno di far ricorso ad esperti internazionali), ma ritengo che sarebbe bastato rivolgersi a degli esperti insegnanti di lingue che magari già operano nei nostri falsi Licei linguistici ( ex progetto Brocca) per capire le difficoltà che si incontrano nell’insegnamento delle lingue e che il numero di ore è ridicolo, così come l’atteggiamento che si ha nei confronti delle lingue straniere poichè popolo culturalmente e linguisticamente lontano dalla Mittle Europa. Forse non sono stato chiaro , ma occorre assolutamente rendere obbligatorie lo studio di tre lingue straniere in tutti gli ordini di scuola , abolendo così di fatto il Liceo linguistico che non ha ragione di esistere, solo così potremo creare nei nostri ragazzi delle solide basi per affrontare un futuro in cui la concorrenza sarà sempre più spietata. Saremo ridicolizzati, come avviene di già dai nostri coetanei stranieri.
    Pensi che un ragazzo che si diplomerà quest’ anno avrà studiato di norma la lingua inglese per 5 anni alle scuole elementari, 3 alle scuole medie e 5 alle scuole superiori, per un totale di 13 anni. Immagini l’umiliazione che subirà quel giorno in cui uno straniero gli chiederà per quanti anni ha studiato inglese e lui con sincerità risponderà : 13 anni. Penserà che il problema sarà quel ragazzo , ma se poi il ragazzo non sarà da solo allora scoprirà che il problema è nazionale. Le assicurò che chi come me viaggia parecchio ha subito questa umiliazione nei confronti del mio Paese , l’Italia.
    Vorrei tanto che siano gli insegnanti che hanno esperienza didattica a fornire consigli sul buon andamento della nostra scuola. Purtroppo mi rendo conto che a creare le basi del nostro oscuro futuro culturale siano persone che per lo più l’ultima volta che hanno messo piede in un’aula scolastica è stato in qualità di alunni.
    Che ciascuno si occupi nell’ambito delle proprie competenze e lasciate la scuola agli insegnanti, unici vittime e martiri, insieme agli alunni, di questa catastrofe che ci sta travolgendo.
    P.s. Concludo invitandola a mettermi in contatto con la s.ra Langé al fine di potermi confrontare direttamente con Lei sulle nuove metodologie di insegnamento delle lingue straniere con un numero ridotto di ore settimanali e far raggiungere al contempo il livello di competenze B2 a tutti gli alunni alla fine del ciclo scolastico.
    La ringrazio anticipatamente,
    Alessandro Gambino

  156. Egregio dott. Bruschi,

    è ancora presto per chiederle se nei nuovi licei classici insegneranno docenti della 51 e della 52 (come avviene attualmente), o si utilizzeranno esclusivamente docenti della 52 (dando così una mano ad esaurire questa cdc che scorre lentamente e spesso utiilzzata come canale di mobiità)?

    grazie.

  157. Il cv di Gisella Langé: http://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=read_commissione&id_cnt=7953.
    Guardi che l’intero progetto del secondo ciclo è stato curato da insegnanti. Invece, sui 13 anni, ha ragione. Il problema è nazionale e riguarda lo scarso livello di apprendimenti.

  158. Alessandro Gambino, sottoscrivo quando da lei detto, visto che sono operatore in un Liceo linguistico Brocca, che lei giustamente definisce “falso” linguistico. Purtroppo, la Riforma non cambia molto le cose; l’unico fatto positivo per il liceo linguistico sarà l’introduzione del CLIL, ma bisognerà, poi, vedere come esso verrà effettivamente messo in atto. Già ci sono colleghi che masticano 4 parole d’inglese e che vanno dicendo: “il CLIL lo faccio io, tanto ci faranno fare un corsetto”. Io dico che ciò sarebbe semplicemente vergognoso: il CLIL al liceo linguistico può funzionare solo se ad insegnarlo sono docenti MADRELINGUA (con la laurea specifica nella materia) oppure italiani che hanno conseguito la laurea nel paese straniero o che sono in possesso di titoli equivalenti (il livello C1 in questo caso sarebbe ridicolo e farebbe “fallire” la novità che è stata introdotta).

    A parte il CLIL, nella Riforma ci sono, però, vari elementi negativi: per esempio, 2 ore sole di lingua (prima lingua al triennio e seconda/terza lingua al biennio) separate dall’ora di conversazione sono qualcosa di scandaloso: bisognava avere il coraggio di portare almeno a 3+1 le ore settimanali per ogni lingua (spiegatemi come è possibile in 33 ore per trimestre somministrare 3 compiti scritti, spiegare, fare esercitare la lingua e, forse, pure interrogare, a meno che si decida che il conversatore interroghi lui 2 volte a quadrimestre, ma con 16 ore anche questo sarebbe una magia!). Non è stato possibile aggiungere ore di lingua straniera al liceo linguistico perché altrimenti si sarebbero sottratti spazi alle altre materie? Bene, bastava fare quello che stanno facendo, vergognosamente per noi della scuola pubblica, alcune scuole PRIVATE. Certo, noi non temiamo la concorrenza delle paritarie, perché, si sa, soprattutto nelle realtà provinciali i livelli qualitativi sono spesso inferiori a quelli delle pubbliche (lo dimostrano gli studi delle fondazioni), però è SCORRETTO che le private possano portare (come stanno facendo) le ore del biennio da 27 a 30 e quelle del triennio talvolta fino a 32 (basta farsi un giro sui motori di ricerca e vedere quanto è già stato pubblicato su molti siti delle paritarie). Loro dicono: “abbiamo voluto POTENZIARE le ore di inglese e della seconda lingua rispetto al prospetto ministeriale”. Grazie tanto, a noi della scuola pubblica questo non è concesso e visto che, poi, il diploma sarà equivalente, si crea una disparità di partenza che è perlomeno intollerabile!

    Infine, certo in Austria, in Germania ed in Francia, ad esempio, il liceo linguistico non esiste, perché in tutti i licei di questi paesi è data la possibilità di studiare fino a 3 lingue comunitarie. Queste sono nazioni molto forti economicamente, culturalmente e politicamente ed anche molto “nazionaliste” da un certo punto di vista. Eppure hanno capito che gli “altri”, le altre lingue e le altre culture sono un’enorme risorsa…

  159. mi unisco al sig. Gino e al Sig. Gambino per sottolineare come le lingue siano state penalizzate nella riforma. Nel Liceo Scientifico sarà impossibile aggiungere la seconda lingua straniera con una dignità minima di tre ore alla settimana- che sono comunque insufficienti e al liceo linguistico- se le ore del lettore sono staccate, come sembra da quelle del docente, nel triennio si dovrà fare con due ore alla settimana…. è una vera presa in giro delle famiglie e degli studenti. Io ho insegnato per 15 anni in un linguistico sperimentale presso un tecnico- avevamo 5 ore alla settimana per lingua. Perchè parlo al passato? ovviamente questo tipo di sperimentazione è stata cancellata! Personalmente prevedendo il peggio ho chiesto tre anni fa il trasferimento ad uno scientifico ma le mie colleghe di francese e tedesco (di ruolo) perderanno il posto e si perderà anche una tradizione di lavoro e di esperienze! Insieme avevamo fatto teatro in lingua, progetti multidisciplinari, scambi all’estero, preparazione per le certificazioni ……. tutto finito!

  160. Un esempio di liceo scientifico che ha mantenuto 2 lingue:

    http://www.liceobelfiore.it/liceo_scientifico_opzione_lingue.html

  161. Ringrazio i sigg. Gino e Rsintoni per aver compreso a pieno il mio scritto, il che sta a significare che:
    1) i suddetti due lettori sono degli esperti analisti del genere letterario riuscendo a comprendere l’ermetico mio scritto visto che loro , e a me pare evidente, sono degli insegnanti che vivono, amano e comprendono la scuola;
    2) Gli altri non hanno le competenze analitiche per voler capire o meglio tentano di giustificare l’ingiustificabile, ma a questo punto perlomeno che lo facciano di fronte a chi fa finta di credergli e non fronte a delle persone che, grazie alla loro esperienza, sanno molto su come funzioni realmente la scuola.
    Persone che hanno dato l’anima per la scuola.
    Persone che in lingua hanno operato per i ragazzi anche tramite competenze extrascolastiche. Vedi teatro in lingua straniera.
    Io, così come credo il sig. rsintoni, ci siamo occupati di teatro in lingua. Ho portato il nome della scuola italiana in vari Paesi stranieri, conseguendo, con orgoglio, onori e complimenti.
    Adesso tutto ciò lo lasciamo solo alle scuole private di Elite, che possono permettersi un monte ore superiore a quello delle scuole pubbliche.
    Per me andrebbe tutto bene, ma perlomeno ammettere che in questa riforma, tutto è stato improntato sull’unico obiettivo che è il risparmio.
    Basterebbe affermare questo per riavere un minimo di credibilità anzichè continuare ad offendere delle menti pensanti.
    Nella vita ho imparato ad ascoltare , ma solo chi è meritevole di ascolto.

  162. Sono d’accordo con quanto detto dal Sig. Gino: un linguistico con così poche ore di lingua è scandaloso e il CLIL, se non organizzato bene, sarà un tipico buco nell’acqua all’italiana ! Non sono invece d’accordo con il Sig. Gambino perché sono una sostenitrice dell’indirizzo linguistico, avendolo frequentato io stessa e insegnando su questo corso da più di 20 anni. E’ un indirizzo che apre la mente, porta a riflettere, forma il cittadino europeo, che potrà poi decidere di completare la sua formazione all’estero. Io credo veramente in questo indirizzo umanistico moderno e l’ha frequentato anche mio figlio, che adesso studia commercio estero all’università. L’ha frequentato anche lei, prof.Bruschi, se non sbaglio. Il mitico Manzoni di Milano dove le lingue si studiano tuttora per 5-6 ore a settimana . E allora perché tradire così la sua stessa formazione? Senza pratica, e lo dice anche lei, non c’è storia, la lingua non si impara e si dimentica. Io, da responsabile d’indirizzo linguistico ho lottato contro la sperimentazione Brocca ( falso linguistico!!!) e siamo passati alla sperimentazione cm27 , che poi abbiamo ulteriormente migliorato aumentando le ore di inglese e offrendo la terza lingua dalla prima grazie all’autonomia . Ma quali saranno i margini dell’autonomia adesso al di là delle parole e delle percentuali? Se le cattedre saranno tutte a 18 ore, le ore da 60’ e i fondi per l’autonomia sempre più risicati che cosa si potrà proporre realmente alle famiglie? Un linguistico snaturato e che non porta da nessuna parte…purtroppo.
    Anch’io come il collega rsintoni passerò allo scientifico! Che tristezza!

  163. Mi unisco a Paolo: non solo nel liceo scientifico, ma anche in altri percorsi liceali l’inserimento di una seconda lingua, usando gli strumenti dell’autonomia, è possibile. Posso documentare altri esempi. I casi di Austria, Germania, Francia sono differenti l’uno dall’altro, e in nessuno, a quanto mi risulti, sono previste tre lingue straniere. In Francia, in realtà, la lingua 3 (LV3) è tra le materie opzionali. Ma è tutto il sistema ad essere tradizionalmente diverso. In Austria, a quanto mi risulta, esiste una opzione tra latino e seconda lingua straniera, mentre il classico prevede oltre al latino una seconda lingua straniera oppure il greco. Il Gymnasium tedesco ha anche lui l’opzione tra seconda lingua straniera e latino… di terze lingue non ho trovato traccia, ma sono pronto a ricredermi.
    Sulle scuole paritarie: l’ordinamento è uguale per tutti. Che siano d’élite, è tutto da dimostrare. Una delle migliori, però, segue già da prima della riforma il quadro orario ordinamentale. Sul potenziamento dell’offerta formativa hanno una duttilità maggiore, ma ho visto fare cose straordinarie da licei statali senza tante ore e con ottimi insegnanti, collaborando con le università e aprendosi al territorio.

  164. @lavelli: vero. Il Manzoni è un ottimo linguistico. Il vero asso nella manica erano eccellenti insegnanti e una selettività altissima: ricordo che, della mia prima, alla fine del percorso restammo in una quindicina… C’è una cosa su cui concordo, ed è la necessità di alimentare finanziariamente l’autonomia scolastica, anzi, potenziare l’autonomia e renderla finalmente effettiva, valutandola. Una delle migliori scuole che ho visitato è l’Altiero Spinelli di Torino. Alle “elementari” il livello di conoscenza delle lingue era eccellente. Perché? Perché anziché imbarcarsi in corsi improbabili, avevano investito in giovani lettori dell’università che parlavano in lingua con i bambini… Sulle ore a 60 minuti occorre fare una precisazione, che ho già fatto in altra sede: nulla, ma proprio nulla, vieta di modulare gli orari in base al 275 del 1999 costruendo unità didattiche. Porto il ragionamento all’estremo: nulla vieta di modulare le 27 ore in 54 unità didattiche di 30 minuti. Il 275 è pienamente in vigore. Abbiamo posto fine allo sconcio delle ore retribuite ma non lavorate, invece.

  165. Gent. Dott. Bruschi…

    finalmente il dibattito si amplia a nuovi orizzonti che non siano più le anguste (e assurde alle sue orecchie) proteste dei (pochi) docenti di Musica nelle scuole superiori.

    Può, per favore, farci sapere quando il Ministero diramerà all’utenza l’ubicazione esatta dei 40 licei musicali previsti (e delle 10 sezione coreutiche)?

    Le ricordo che il 26 febbraio 2010 si aprono le iscrizioni alle prime classi delle Superiori riformate in modo epocale…

    E il Liceo Musicale è il fiore all’occhiello di questo nuovo assetto liceale.

    Sarebbe molto utile poter comunicare agli alunni delle scuole medie dove potersi pre-iscrivere: anche perchè temo si prospetterà l’ipotesi di un genitore di Messina che voglia iscrivere il proprio figlio al Liceo Musicale che nel frattempo è stato attivato a Palermo o a Catania… (ma qui faccio solo illazioni gratuite).

    Grazie sempre dell’attenzione!!

  166. ringrazio Paolo per il link ad un liceo scientifico con due lingue… domani farò subito vedere ai colleghi il quadro orario.- purtroppo però la seconda lingua ha due ore quindi la preparazione che si aveva prima con tre ore i futuri studenti se la scordano! E dubito che i colleghi di lettere accettino di vedersi ulteriormente ridurre le ore di storia/geo e anche latino!

  167. Egr. dott. Bruschi
    la prego, se può, di rispondere a questa reiterata e ossessiva domanda: che fine faranno gli abilitati nella Classe di Concorso A031?
    GRAZIE.

  168. Mi associo anch’io alla domanda di Rosalba, siamo in attesa di una risposta. Che fine faremo??? Grazie

  169. Varie ipotesi di risposta alla domanda di marco

    a. in uno dei 40 licei musicali sparsi su tutti il territorio nazionale (se va bene)…

    b. mediante un lavoro di riqualificazione professionale (40 ore?) potremo insegnare sostegno (ipotesi sindacale)…

    c. c’è sempre un posto al Museo - non si capisce in quale ruolo (ipotesi Bondi)…

    d. Ci si invita a fare i musicisti (proposta Bruschi)…

    MA

    P.S. non è che essendo la categoria più debole numericamente e come capacità “contrattuale” (non avendo la Forza del Diritto) avremo il privilegio di essere i primi dipendenti dello Stato ad essere licenziati per il riordino della Pubblica Amministrazione?

    Attendonsi risposte….

  170. Sulla A031 il primo punto da chiarire è che nessun docente di ruolo sarà licenziato. Mi sembrava inutile dirlo, ma tant’è. Il secondo punto è che esistono due possibilità: la prima, riguarda l’autonomia; la seconda, il potenziamento dell’offerta formativa. L’ipotesi sul sostegno mi sembra quanto di più inopportuno abbia sentito in questi anni… il sostegno lo dovrebbe fare chi ci “crede”! @antonino: non ho mai detto “fate i musicisti”… Quanto alla localizzazione delle sezioni iniziali di musicale e coreutico, come ho spiegato più volte, il ministero può decidere il cosa e il come, il dove invece spetta a Province e Regioni. E’ la Costituzione.

  171. Gentile Dott. Bruschi,
    Sono un abilitato A013, futura A33, naturalmente precario.
    Mi spiega perchè in italia un chimico, laureato e abilitato a013, non ha la possibilità di insegnare chimica o materie scientifiche come biologia, o altro (vedi a060) in un liceo? Lei cosa ne Pensa?. Una riforma epocale sarebbe dovuta andare nella direzione di cancellare questi antichi paradossi.
    Tutti i docenti di chimica sono indignati per questa pesante discriminazione.

  172. Mi scusi il Dott. Bruschi se approfitto del Suo blog

    Prego tutti i docenti della classe di concorso A031 di contattarmi via mail o via cell. in modo da formare un coordinamento nazionale che possa fare ascoltare (oltre che sentire) le nostre ragioni al Dott. Bruschi
    visto che le parole scritte possono ingenerare spiacevoli equivoci

    ninofaro64@libero.it
    antonino.faro@istruzione.it
    328 6559535

    P.S. evito di tirar dentro nell’azione di “sensibilizzazione” l’On. Min, Gelmini per rispetoo l

  173. @francesco: penso che lei abbia ragione e che occorra cambiare strada. Come ho già detto più volte, mi sto occupando anche di questo.

  174. Domanda forse retorica ma fondamentele. Mio figlio fa la terza media ad Appiano Gentile e, forse, vorrebbe/potrebbe voler fare il liceo musicale, nascituro con la riforma Gelmini. Como ha richiesto una sede delle 40 da istituire in Italia, ma…… come il solito in Italia, oggi non si conoscono ancora le sedi che verranno autorizzate dal Ministero. Peccato che a giorni inizierà la corsa alle iscizioni a tutte le scuole superiori da parte di tutti gli studenti attualmente in terza media. Dove/come posso/potrei sapere dove/come/quando/perchè iscrivere mio figlio ad un liceo (musicale) ancora di fatto non istituito concretamente, visto che l’unica sede sicura della lombardia presumo sia Milano?
    Possibile inoltre che ci sono e ci sono stati gli open day di tutte le tipologie di liceo, ma……. riguardo al liceo musicale……. NISBA, come si usa dire a Milano.
    Cosa fare? Una scelta sicuramente fondamentale per mio figlio, come penso per tanti altri studenti volonterosi in Italia, tenuti in sospeso da una MEZZA SCELTA Ministeriale, senza nè capo nè coda.
    Gradirei, se possibile una risposta che sicuramente interesserà tante altre persone che, magari in regioni e/o zone diverse, devono SCEGLIERE RESPONSABILMENTE per il futuro di loro figlio/a.
    Grazie.

  175. @Carlo: come ho avuto più volte modo di precisare, la scelta delle collocazioni dipende dalle Regioni, non dal ministero.

  176. Il Liceo Musicale e coreutico resta il fiore all’occhiello della Riforma Gelmini….

    speriamo non sia un crisantemo….

    nf

  177. Gentile dott. Bruschi, sono una docente precaria della A013 (chimica e tecnologie chimiche) e noto con sconcerto che la chimica, in tutti i licei si trova ancora accorpata nell’insegnamento calderone “scienze naturali”…. Ma perchè??? perchè i chimici possono insegnare la chimica negli istituti tecnici e non nei licei? Molte volte mi sono trovata di fronte a studenti che dal liceo si sono iscritti a facoltà scientifiche ed hanno avuto problemi con la chimica, io stessa proveniente da un liceo classico e iscritta al corso di laurea in chimica ho incontrato mille difficoltà. Un docente di biologia non ha le basi di laboratorio, anzi la maggior parte dei docenti laureati in biologia (vecchio ordinamento) non sono mai entrati in un laboratorio di chimica e sappiamo che la chimica….. non si può improvvisare. Perchè continuare su questa strada? Mi aspettavo che la riforma tenesse conto anche di queste situazioni! Si rende conto che chi ne pagherà le spese saranno gli studenti? la ringrazio, Marcella

  178. Sono un docente di chimica A013 e rilevo anch’io l’assurda situazione del liceo scientifico per quanto riguarda la mia materia. E’ un assurdo che abbia più diritto a insegnare chimica chi si è laureato in materie diverse dalla chimica.

  179. Egregio dott. Bruschi,
    La ringrazio per la risposta del 15 febbraio. Vorrei però aggiungere alcune considerazioni sulla matematica. Lei dice “mi hanno assicurato la possibilità di costruire un buon curriculum anche con le ore a disposizione”. Dalla mia esperienza di insegnante in un liceo linguistico con circolare ministeriale 27 ritengo che due ore siano poche per costruire un buon curriculum in questa materia. L’attuale curriculum presenta al terzo anno geometria analitica, al quarto trigonometria ed esponenziali e logaritmi, al quinto anno analisi matematica (argomenti che affronto non certo a livello di un liceo scientifico ma comunque con una certa “profondità”). Penso che questi argomenti siano essenziali nella preparazione di uno studente liceale. Ma con due sole ore a settimana….
    Spero di essere smentito ma l’impressione è che si voglia seguire il modello del liceo classico pre - riforma in cui l’analisi matematica non è insegnata.
    Io ritengo che sia una parte della disciplina importante da conoscere per uno studente liceale di qualsiasi indirizzo: con essa si comprendono e si applicano le nozioni studiate in tutti gli anni precedenti ed è importante per le applicazioni nello studio della fisica.
    Inoltre temo/presumo che con solo due ore settimanali diventerà una materia solo orale.
    In alcuni licei classici (ad esempio il liceo Zucchi di Monza) sono attivati corsi extrascolastici di analisi matematica per l’ultimo anno: con l’attuale scarsità di risorse per le scuole non so se sarà ancora possibile. Inoltre, ritenendola una conoscenza importante, spero e penso che debba essere inserita nel curriculum.
    Capisco l’esigenza di diminuire il numero di ore: le ore del biennio del linguistico dove insegno sono scese a tre per classe ma avrei lasciato le tre ore nel triennio.
    Questo poteva essere fatto mettendo 31 ore settimanali anche negli altri licei e non solo per il classico: avrebbe garantito un maggior equilibrio per i tre “pilastri” da Lei indicati (italiano, lingua straniera, matematica) Ho letto il post in cui dice che è una scelta non dipesa da Lei, ma la domanda resta lo stesso: perché il liceo classico ha 31 ore settimanali al triennio? E’ forse “più” Liceo rispetto agli altri licei?
    Grazie e cordiali saluti,
    Alessandro Bordin

  180. Gent.mo Dr. Bruschi

    ancora riguardo alla classe A031 vorrei capire meglio il contenuto della sua risposta “…….esistono due possibilità: la prima, riguarda l’autonomia; la seconda, il potenziamento dell’offerta formativa “.
    Si tratta di corsi da attivare nel “caso che”, e quindi legati ad una richiesta da parte delle famiglie? Chi sosterrà gli oneri? I docenti di ruolo, fissi come organico, saranno tenuti in attesa di eventuali alunni interessati alla materia? E quindi, può conciliarsi la stabilità di un ruolo con la precarietà della domanda e dell’offerta? (Oggi abbiamo “acquirenti”, domani forse, dopodomani si vedrà!) Perchè la musica non può essere materia obbligatoria? Perchè questa ingiustificata esclusione dalla formazione culturale degli italiani? E i nostri figli, da quali maestri saranno guidati per esprimersi musicalmente? Chiameranno le scuole dei soggetti “privati”? Perchè la musica deve diventare solo e sempre “a pagamento”?? Nel Liceo delle Scienze Umane (ex psicopedagogico, ex Istituto magistrale) deve esistere questo insegnamento. La sua assenza nella formazione e preparazione dei futuri docenti è grave per i nostri figli, che frequentano o frequenteranno la scuola primaria ed elementare! Si vedano i metodi di didattica della musica attualmente insegnati al Liceo Sperimentale Sociopsicopedagogico.

    Grazie

  181. Gent. dott. Bruschi,

    grazie per la Sua risposta. Riallacciandomi a questa, mi par di capire che, circa l’insegnamento della musica nella primaria, si dovrà compiere una scelta: 1. musica e attività musicali pratiche - ad esempio coro e strumento - verranno affidate in toto a docenti esperti, che, in parole povere, entreranno in classe al posto del maestro (visto che le compresenze sono state abolite); in questo caso dovrà essere assolutamente aumentata l’offerta di licei musicali, non certo quaranta (sezioni!), su tutto il territorio nazionale, ma almeno un liceo per provincia, ciascuno composto da più sezioni, giacchè tutto il personale docente di materie musicali delle scuole di ogni ordine e grado dovrà essere “titolato”, ed è naturale pensare che prima di accedere all’AFAM sia stato necessario frequentare il liceo musicale; 2. si scelga di affidare gli insegnamenti musicali pratici (di cui sopra) a personale titolato (a questo punto in compresenza col maestro) e la disciplina “musica” ai maestri - che, a meno di aver compiuto studi musicali seri, non possono farcela ad insegnare attività pratiche quali strumento (non sto parlando dell’Orff, naturalmente), musica d’insieme, coro… non sono totipotenti, lo so (eccome se lo so); in questo secondo caso, dei percorsi strutturati a mo’ di “indirizzo musicale” nei licei delle scienze umane sono indispensabili. Opzionali, sì, ma che la scuola è tenuta ad organizzare. E gratuiti.
    Si tratterà, appunto, di compiere una scelta, e in un caso o nell’altro, l’offerta formativa musicale che si sta delineando da questo quadro di riforma è insufficiente. Nell’una o nell’altra direzione andrà necessariamente ampliata.
    Resto del mio parere sul fatto che, se questa riforma punta a fornire competenze in merito ai soli “saperi fondamentali” e al mercato del lavoro (ovviamente la musica meriterebbe ben altro trattamento, ma questo si è scelto di fare…), siccome oltre agli insegnanti esistono molte altre professioni di carattere musicale o che richiedono competenze musicali diverse da quelle dello strumentista, del compositore o del direttore, qualcosa la scuola pubblica sarà pur tenuta a fornire (= gratuitamente), sia pure a livello di percorsi opzionali, laddove vi sia richiesta. A voi il compito di disporre una quantità di organico aggiuntivo o funzionale effettivamente rispondente alla bisogna, fin da subito. Diversamente (ma questo, ovviamente, è solo un mio parere), davvero qualcuno potrebbe aver qualcosa da obiettare sulla legittimità di questo impianto di riforma, per la parte che riguarda la musica, dal momento che le competenze necessarie per svolgere la propria professione potrebbero dover essere acquisite solo con percorsi a pagamento, senza possibilità di alternativa (mentre, e anche questo è solo un mio modesto parere, ci potrebbe anche stare il versamento di una piccola quota a titolo di contributo per una migliore o più ricca offerta formativa opzionale, ma solo a condizione che lo stato o l’ente locale abbia provveduto alla grossa parte della spesa allo scopo).
    Questa volta non Le chiedo una risposta. Spero, però, che le mie osservazioni in qualche modo Le possano essere utili, affinchè almeno quell’ “un po’ meno del minimo indispensabile” possa essere organizzato a dovere, solo per il bene degli studenti.
    Cordialmente

    Fabio

  182. Vorrei aggiungere una riflessione ulteriore sulla Musica (ebbene sì, ne sentirà parlare ancora a lungo, penso).
    L’obbligo scolastico (o diritto-dovere) è esteso fino ai 15 anni e/o al biennio della Secondaria di II grado. Giusto?
    Ebbene la Musica è l’UNICA, ,dico l’UNICA, disciplina il cui insegnamento è stato interrotto 2 anni prima del completamento dell’obbligo!!
    Italiano, Storia e Geografia, Matematica e Scienze, Lingua straniera, Tecnologia, Arte, Scienze motorie e l’immancabile Religione: ci sono tutte nel biennio delle superiori!
    Unica assente… Musica…
    MA PERCHE’? P E R C H E’??
    Scusate…ma io non so farmene una ragione.

  183. @Fabio che dice al dott. Bruschi: “Questa volta non Le chiedo una risposta. Spero, però, che le mie osservazioni in qualche modo Le possano essere utili, affinchè almeno quell’ “un po’ meno del minimo indispensabile” possa essere organizzato a dovere, solo per il bene degli studenti”.
    Caro Fabio, condivido al 100% le tue osservazioni. La risposta del dott. Bruschi in questa sede potrebbe anche non esserci. L’importante è che ci sia una risposta da parte del Ministro (o di chi per Lei) con atti normativi e finanziari concreti e adeguati: ma questa risposta concreta non arriverà:
    - primo perchè il Ministro Tremonti (e men che meno il sig. Berlusconi) non è certo disposto a dirottare un po di milioni di euro dalle spese militari, o dalle grandi opere, a quelle per l’istruzione (che sarebbe, questa sì, la più GRANDE OPERA che un Paese dovrebbe sostenere), o a recuperare un po’ di milioni di euro dalle mazzette della Protezione Civile (i soldi ci sarebbero, caro dott. Bruschi, è che vengono spesi per far guadagnare avvocati, costruttori edili, industria bellica, ecc. ecc.);
    - secondo, perchè atti normativi che prevedano un docente di musica nell’organico della scuola primaria sarebbero in contraddizione con il maestro unico tanto sbandierato dal Ministro Gelmini (e come può un Ministro essere in contraddizione con sè stesso?);
    - terzo, perchè per quanto riguarda la formazione iniziale musicale dei docenti delle scuole primarie sembra che a livello ministeriale si sia incapaci di capirne l’importanza e di prendere le dovute decisioni in merito, prova ne sia che su questa questione è da almeno quarantanni che da più parti si fanno proposte e si lanciano appelli costantemente ignorati. Alcuni corsi di formazione in servizio (come quello di 200 ore fatto a metà degli anni novanta, o il famoso Progetto MUSE) sono risultati un semplice palliativo che non ha inciso più di tanto sulla realizzazione del curricolo musicale. E quanto sembra prospettarsi in merito a soluzioni per potenziare la musica nella scuola dell’obbligo sembra più essere un modo per mettere una foglia di fico sulla vergogna dello smantellamento della scuola pubblica.
    Caro Fabio, ovviamente noi, alla base, continuiamo a operare arrabattandoci nel migliore dei modi, con il sostegno spesso degli Enti locali che, nonostante i tagli dei contributi governativi, cercano di assicurare ai bambini e alle bambine l’opportunità di crescere musicalmente.
    E continuiamo a sperare (o a sognare?) che un giorno accada quanto auspicato in un appello del 2006 (cfr. http://www.musicheria.net/home/default.asp?id_testo=684&pagina=Notizie)
    “Riteniamo urgente che il governo e il parlamento italiano predispongano gli atti normativi e finanziari al fine di:
    1) garantire a tutti i bambini e le bambine della scuola elementare una educazione musicale centrata sulla pratica corale e strumentale, oltre che sulla conoscenza degli elementi di base del linguaggio musicale, col contributo di personale qualificato ed esperto nel settore;
    2) assicurare la possibilità, per chi lo desidera, di iniziare lo studio di uno strumento musicale fin dal ciclo primario;
    3) consolidare l’indirizzo musicale nella scuola secondaria di I grado, assicurando l’attivazione di un numero adeguato di corsi in ogni provincia, sulla base delle richieste avanzate dai vari istituti;
    4) rafforzare la presenza della musica nel curricolo generale delle scuole secondarie di II grado;
    5) rendere operativa l’istituzione dei licei musicali con l’assunzione di personale specificamente preparato e predisponendo, con opportuni finanziamenti, sedi adeguate e attrezzature idonee;
    6) emanare con urgenza tutti i decreti attuativi della legge 508/99 relativi alla trasformazione dei Conservatori di musica in Istituti Superiori per gli Studi Musicali, individuando anche le risorse finanziarie adeguate per l’attuazione della riforma;
    7) attivare i nuovi percorsi formativi per l’accesso alle classi di concorso relative agli insegnamenti di musica nelle scuole secondarie, con specifico riferimento alle classi A31, A32, A77 e a nuove classi di concorso per i diversi insegnamenti nel licei musicali;
    8) garantire i diritti acquisiti di chi da anni svolge l’insegnamento della musica nei vari ordini scolastici;
    9) equiparare, per l’accesso ai pubblici concorsi, il diploma di conservatorio conseguito in base agli ordinamenti previgenti la legge 508, alle lauree di II livello, in analogia a quanto già avvenuto per i titoli universitari;
    10) sostenere tutte le iniziative atte a creare un circolo virtuoso tra strutture formative e istituzioni di produzione e di diffusione della cultura e della pratica musicale”.

  184. @piatti: perché non si rilegge il regolamento del primo ciclo? e, magari, qualche intervista al ministro o qualche intervento del sottoscritto dove si specifica che il cd “maestro unico” in prospettiva dovrebbe essere affiancato da insegnanti specialisti su alcune materie… e guardacaso tra le materie citate c’è proprio la musica? Legga e poi, se lo ritiene, rettifichi.
    @stefano. In realtà al primo biennio mancherebbe anche storia dell’arte. Ma è il principio che informa il suo ragionamento ad essere sbagliato. Gli assi parlano (a volte straparlano, ma non è questa la sede per discuterne) di competenze da raggiungere entro il termine del primo biennio delle secondarie, alcune delle quali potrebbero essere raggiunte, se ciascuno facesse il proprio dovere, già alla fine delle “medie”. Il vizio italiano, anziché risolvere i problemi, è di scaricarli su qualcosa che viene dopo… vedi le università costrette a RIALFABETIZZARE (le assicuro, non è un termine esagerato) gran parte delle matricole in italiano, matematica e scienze… e non le dico cosa succede con la storia…
    @fabio: la scelta è appunto questa. Personalmente sono per la versione “A”. Le 40 sezioni sono solo in prima attivazione, ma guai a Dio se dovessimo fare, di loro e dell’AFAM, una fabbrica di insegnanti per i quali non c’è posto! Inoltre, le graduatorie di a 031, A 032, a 077 sono strapiene. E’ stato il dramma delle facoltà di lingue, la cui graduatoria si esaurirà tra circa 16 (SEDICI) anni. Ribadisco un dato di realtà, che è sfuggito ai più: il liceo delle scienze umane non è più destinato a futuri insegnanti elementari. Non solo perché non è più professionalizzante, ma perché i diplomati in “sociopsicopedagogico” non scelgono tutti (grazie al cielo) formazione primaria e di tra chi la sceglie, solo una parte riesce a passare le prove d’accesso. Per troppo tempo questo percorso è stato interpretato come un liceo facile facile, che magari per attirare utenza ha impostato sperimentazioni “glamour”

  185. “Dum Romae consulitur”…

    stamattina ho svolto la mia lezione di storia della musica ad una quinta classe del Liceo delle Scienze Sociali, nell’aula magna del mio Istituto suonando al pianoforte (coda Petrof) due Mazurche e due preludi di Chopin.

    Non entro nel dettaglio delle spiegazioni date (anche perchè forse Lei ne sa più di me) ma di certo il mio “uditorio” non era composto da persone da “sfornare” provetti musicisti…

    Semplicemente si tratta di alunni che si trovano in un Liceo nel quale fino ad oggi la Musica era studiata in quanto elemento presente in tutte le Comunità umane, fattore della Società, forma di Linguaggio…

    Ma tant’è…

    La lungimiranza (economica) del Legislatore assegna dignità assoluta all’”Infinito” di Leopardi (lungi da me il metterlo in dubbio!!) ma assoluta irrilevanza culturale (prima ancora che didattica) alle musiche di un compositore del quale guarda caso ricorre quest’anno il secondo centenarioo della nascita.

    In nascita di Chopin… In morte della Musica

    Complimenti Dott. Bruschi

    Un vero capolavoro

    Bene

    Bravo

    Bis

    M° Antonino Faro

    P.S. secondo me lo Stato dovrebbe avere il coraggio di LICENZIARE I FANNULLONI piuttosto che tagliare con la scure chi ha speso vent’anni della propria vita a servizio dell’Educazione e della Cultura.

  186. Gentile Dott. Bruschi

    Come si recluteranno i docenti nei licei musicali? Saranno utili le abilitazioni in A031/32 - A077 e i diplomi accademici di secono livello?

  187. Il principio su cui baso il mio ragionamento può essere anche sbagliato, ma questo non cambia niente circa la disparità di trattamento tra le discipline.
    Secondo lei allora solo le competenze in Musica sarebbero già raggiunte alla fine delle “medie” ? Per questo non è necessario proseguire nel biennio delle superiori?
    Ma che bravi questi docenti di Musica, sono in grado di esaurire e completare il percorso formativo 2 anni prima di tutti gli altri: sono dei geni della didattica!

  188. @marco: esecuzione e interpretazione e musica di insieme sono materie affidate ai conservatori. Per ora, anche Teoria, analisi e composizione, dove andrà costruita una classe di concorso. Per Storia della musica, si ritiene che il possesso dell’LM 45 e di un diploma di conservatorio potrebbe essere l’optimum, anche perché gli obiettivi di apprendimentoi sono di alto livello.

  189. I programmi delle disciplini comuni a tutti i licei sranno gli stessi o saranno curvati in relazione all’indirizzo? sarà prevista la statistica per le scienze umane?

  190. E’ uscita l’ordinaza per la mobilità delle superiori ( scadenza domande di trasferimento 22 marzo), a quando l’assegnazione definitiva delle classi di concorso ai vari licei ?

  191. A tutte le persone attive di questo blog,

    Mi piacerebbe discutere qui di scuola, didattica, metodologia, ecc . con chi a scuola veramente svolge una funzione attiva e non con chi presenta nei cv solo pubblicazioni ma nessuna attività\esperienza didattica reale. Atti e non fumo desideriamo dalla nostra scuola e allontaniamo tutti coloro che pensano di dirigere dal di fuori e che magari l’ultima volta che hanno messo piede in un’aula scolastica è stato l’ultimo giorno del loro liceo ( in qualità di alunni).
    Mi piace questo blog poichè qui si incontra gente veramente attiva che vuol credere ancora nella scuola che dice ciò che pensa e non ciò che gli viene detto di “pensare”.
    Continuiamo così , rimarremo in pochi ma salveremo questa scuola dal naufragio.
    P.s. Sig Bruschi, la prossima volta che risponde ad un mio scritto la invito cortesemente , solo per una questione di forma, a far capire chi è il destinatario dei suoi pensieri poichè anche se spesso non li condivide , anche io merito almeno il titolo di “sig.”
    Grazie dell’attenzione, Alessandro Gambino

  192. Se le materie del liceo musicale INTERPRETAZIONE ED ESECUZIONE + MUSICA DI INSIEME saranno affidate ai conservatori….dove sarebbe la novità? Bella sporcaccionata avete combinato, VERGOGNA!

  193. Rimarrebbe solo “tecnologie musicali”. Quale titolo sarà utile per l’insegnamento di questa materia?

  194. Mi scuso in anticipo col dott. Bruschi e con i lettori se questo mio intervento apparirà un po’ off topic in relazione al titolo di questo blog, anche se è si riferisce a una risposta dello stesso dott. Bruschi al mio precedente intervento.
    Max Bruschi, il 20 Febbraio 2010 alle 12:29 ha scritto: “@piatti: perché non si rilegge il regolamento del primo ciclo? e, magari, qualche intervista al ministro o qualche intervento del sottoscritto dove si specifica che il cd “maestro unico” in prospettiva dovrebbe essere affiancato da insegnanti specialisti su alcune materie… e guardacaso tra le materie citate c’è proprio la musica? Legga e poi, se lo ritiene, rettifichi”.
    Eg. dott. Bruschi, ho riletto con attenzione il regolamento del primo ciclo (DPR 20 marzo 2009, n. 89), ed effettivamente è giusto che rettifichi la mia affermazione “…atti normativi che prevedano un docente di musica nell’organico della scuola primaria sarebbero in contraddizione con il maestro unico tanto sbandierato dal Ministro Gelmini (e come può un Ministro essere in contraddizione con sè stesso?)”.
    Il regolamento del primo ciclo si rifà alla legge 30 ottobre 2008, n. 169, che titola l’art. 4 “Insegnante unico nella scuola primaria”. Non mi pare che tale articolo di legge sia stato modificato da un’altra legge (se così fosse mi corregga). Il regolamento ribadisce nell’art. 4: “3. Il tempo scuola della primaria è svolto ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, secondo il modello dell’insegnante unico che supera il precedente assetto del modulo e delle compresenze”. Poi di fronte all’evidenza della realtà delle scuole, apporta un correttivo e prevede che “… qualora il docente non sia in possesso degli specifici titoli previsti per l’insegnamento della lingua inglese e dei requisiti per l’insegnamento della religione cattolica, tali insegnamenti sono svolti da altri docenti che ne abbiano i titoli o i requisiti” (forse è anche per questo che l’Atto di indirizzo del 9 settembre 2009 trasforma l’insegnante unico in “unico/prevalente”…).
    Da tenere presente che, sempre secondo il DPR 89 art. 4, “6. La dotazione organica di istituto è determinata sulla base del fabbisogno del personale docente necessario per soddisfare l’orario delle attività didattiche”.
    E’ importante tenere presente i commi 3 e 6 per capire come potrebbe venire applicato quanto previsto dal successivo comma 10: “Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, avente natura non regolamentare, sono individuati, nell’ambito dell’istituto o di reti di scuole, i titoli prioritari per impartire l’insegnamento di musica e pratica musicale”.
    In pratica sembra che si voglia dire (ma ovviamente è una mia interpretazione): se l’insegnante ‘unico’, oltre che religione e inglese, non è in grado di “impartire l’insegnamento di musica e pratica musicale”, tale insegnamento può essere affidato ad altri docenti (“dell’istituto o di reti di scuole”) che abbiano i “titoli prioritari” individuati da un decreto ministeriale.
    In analogia alla religione cattolica e all’inglese si presume quindi che tali docenti di “musica e pratica musicale” siano nell’organico della scuola, e in numero sufficiente per “soddisfare l’orario delle attività didattiche” (cfr. art. 4 comma 6). Che questa sia quasi un’utopia lo sa chiunque entri in una scuola elementare. Quindi, nell’ipotesi abbastanza reale che nell’organico di un Istituto non sia presente nessun docente che abbia i “titoli prioritari” di cui sopra, tale docente dovrà essere “assunto” e immesso in organico. A questo punto viene da chiedersi: se le cose stanno come le ho descritte, da quale graduatoria avverrà tale assunzione?
    Fatta la rettifica, attendo ora con fiducia gli atti normativi e i dispositivi finanziari che garantiscano un numero sufficiente di docenti di musica nell’organico delle scuole primarie.

  195. Dott. Bruschi, potrebbe chiarire cosa intende per “LM 45″ (titolo valido insieme al diploma di conservatorio per insegnare Storia della Musica)? Grazie.

  196. Da quando sono usciti i quadri orario ci sono alcuni docenti che ogni volta che si affronta il tema riforma non riescono a trattenere le lacrime (molti colleghi si musica) e altri (ad esempio chi insegna da un decennio con la classe di concorso A050 in un liceo delle scienze sociali sapendo che tale classe di concorso scomparirà in quella scuola) che di notte non riescono più a dormire serenamente. Perchè il ministro Gelmini non dice pubblicamente (e seriamente) cosa accadrà in tutte queste situazioni? I docenti soprannumerari potranno rimanere nelle scuole anche con un orario di cattedra inferiore a 18 ore? Non si può giocare (con i siparietti con Bondi o qualche altro ministro) coinvolgendo le vite delle persone!

  197. Vorrei fare i miei complimenti al dott. Bruschi e al governo di cui fa parte!!!
    Siamo soddisfatti davvero dalla scomparsa della musica nei licei musicali, anzi le dirò di più!!!! Siccome lei ha nominato quella miniera di cultura che è “AMICI DI M. DE FILIPPI” assurgendola ad esempio per tutti noi, direi di togliere tutte le ore di musica in ogni ordine e grado di scuola e di finanziare con quei soldi un’altro programma di Berlusconi che sia altrettanto educativo per i ragazzi.
    A dire il vero le dico che si dovrebbe vergognare a dire queste cose!!!! Purtroppo certe cose non si studiano, il cervello quando è bacato è difficile fare altrimenti!!! GRAZIE GRAZIE GRAZIE

  198. I docenti si stanno giocando la faccia facendo orientamento al buio, impegnandosi con le famiglie soltanto con dei quadri orari. Siamo proprio sicuri che i regolamenti che verranno pubblicati in Gazzetta ufficiale saranno gli stessi su cui si sta fondando l’orientamento? Perchè dopo più di due settimane dall’approvazione da parte del Cdm non sono stati ancora pubblicati?

  199. Sign. Bruschi le chiedo ufficialmente scusa per il mio precedente intervento in quanto non avevo a pieno capito il senso del suo precedente intervento, quindi le chiedo gentilmente di non prendere assolutamente in considerazione la mie parole. Grazie

  200. Cito testuamente il dott. Bruschi: “Inoltre, le graduatorie di a 031, A 032, a 077 sono strapiene. E’ stato il dramma delle facoltà di lingue, la cui graduatoria si esaurirà tra circa 16 (SEDICI) anni.” Può chiarire meglio il rapporto fra graduatorie di materie musicali e le facoltà di Lingue??? I sedici anni di attesa per l’esaurimento sono riferiti alle graduatorie summenzionate A031-32 o a quelle di lingue?

  201. Gent. Dr. Bruschi,

    potrebbe chiarire cosa s’intende per “LM45″? Come si concilia per esempio con la classe di concorso A031? Lei pensa che la preparazione dei docenti di ruolo da anni nella scuola secondaria superiore non sia “all’altezza” di insegnare la materia “Storia della musica” nei Licei Musicali? Non si ritiene esagerato questo continuo svilimento di chi già insegna da anni con coscienza ed entusiasmo questa materia? Qualcuno ha pensato che forse molti dei docenti della A031 hanno anche una Laurea in Musicologia? In tal caso come vi comporterete? E, comunque, ritengo che tutti i colleghi di scuola secondaria superiore abbiano IL DIRITTO di insegnare nei futuri LIcei Musicali (riguardo alla Storia, credo che abbiano conquistato la Laurea sul campo - del resto per superare il Concorso del ‘90 la loro preparazione a riguardo doveva essere piu’ che completa!!!!).
    Grazie,
    aspetto gentile risposta

  202. Gent.le Sig. Bruschi, le preoccupazioni di noi insegnanti di musica mi paiono apparirLe il più delle volte di poco valore, quasi semplici rivendicazioni di categoria.
    Ma dovrebbe riflettere sul fatto che se un docente del livello del M° Piatti, che oltre ad essere una delle menti eccellenti della didattica musicale italiana e non solo (componente oltretutto del “Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica”, istituito dal MIUR con decreto) esprime preoccupazione, forse c’è qualcosa che sfugge in quest’opera di legislazione.
    La possibilità di attivare laboratori musicali presso le scuole elementari è già presente.
    Quando le maestre non hanno competenze musicali (nella grande maggioranza dei casi e non per loro demerito) si richiede l’attivazione di laboratori affidati a docenti esperti esterni.
    Purtroppo:
    1) ci sono poche risorse e le attività si riducono a poche ore l’anno (quest’anno per una classe mi hanno concesso 15 ore);
    2) la scuola non possiede materiali adatti (un vero miraggio lo strumentario Orff, che sarebbe la dotazione minima);
    3) queste attività sono scelte in alternativa ad altre (le maestre devono decidere, sempre per mancanza di fondi, tra musica, teatro, decoupage, ecc.);
    4) quando l’attività non è realizzabile, la maestra incaricata di fare musica in classe risolve il problema come può, magari facendo cantare i bimbi sopra una cassetta registrata, in modo approssimativo. Se il coretto canterà male potrà dire che nel gruppo ci sono alunni “stonati”, risolvendo la questione (chissà come mai se il lavoro lo fa un esperto gli alunni stonati non si sentono più…)
    La nostra paura è che tutto rimanga com’è ora, e che la musica mantenga il suo stato effettivo di attività a carattere opzionale.
    Come ha rilevato giustamente il M° Piatti:
    “…In analogia alla religione cattolica e all’inglese si presume quindi che tali docenti di “musica e pratica musicale” siano nell’organico della scuola, e in numero sufficiente per “soddisfare l’orario delle attività didattiche” (cfr. art. 4 comma 6). Che questa sia quasi un’utopia lo sa chiunque entri in una scuola elementare. Quindi, nell’ipotesi abbastanza reale che nell’organico di un Istituto non sia presente nessun docente che abbia i “titoli prioritari” di cui sopra, tale docente dovrà essere “assunto” e immesso in organico…”
    L’operazione della musica nelle scuole, dalla primaria fino al Liceo, rischia di essere un grande bluff: tutto si può attivare, basta che ce ne siano le condizioni (che per ora non ci sono).
    A costo zero, s’intende.

  203. Gentile Dott. Bruschi, circola voce ripresa da alcuni forum fra cui quello del quotidiano La Stampa che nel nuovo Liceo Linguistico rimarrà bensì il lettore di madrelingua, ma non più in compresenza con il titolare di cattedra. E’ vero?

  204. Francesco, la cosa è certa: leggi la Relazione tecnica del decreto, a pag. 7 (la puoi trovare su: http://www.adiscuola.it/adiw_brevi/?p=3113):

    “Le Tabelle 8 e 9 mostrano, inoltre, come i nuovi ordinamenti prevedano insegnanti
    tecnico-pratici solo nel liceo linguistico, peraltro non più in compresenza a differenza di
    quanto avviene con gli attuali ordinamenti . In tale settore, infatti, l’allegato allo schema di
    regolamento che riporta i quadri orari prevede che una ora a settimana in ciascuno degli
    insegnamenti “Lingua e cultura straniera l”, “Lingua e cultura straniera 2″ e “Lingua e
    cultura straniera 3″ sia effettuata da un conversatore di madrelingua in assenza del docente
    titolare. Nell’attuale ordinamento, come già notato in calce alla Tabella 2, i conversatori sono
    docenti ITP in compresenza all’insegnante titolare.”

    Questo sarà l’inglese potenziato nel triennio del liceo linguistico, l’inglese “spezzatino”: 2 ore con il docente di lingua+1 ora con il conversatore+2 ore di materia CLIL (scelta ottima, ma non si è ancora capito chi lo farà e se sarà fatto veramente seriamente, il che implicherebbe che si rinunci alle “risorse interne”, del resto quasi inesistenti, e che si faccia ricorso a docenti realmente esperti nella lingua e nella materia da insegnare).

    Il tutto condito da un assurdo pedagogico e didattico: le 2 ore del docente di lingua e l’ora del conversatore concorreranno a formare un unico voto (perchè sono un’unica materia). Tanto valeva separare del tutto la materia Conversazione rendendola autonoma (ed aggiungendo, come avrebbe voluto il buon senso, 1 ora al docente base: con lo schema attuale, in due ore settimanali il docente dovrà perfezionare la lingua, spiegare un po’ di cultura e letteratura, somministrare tre prove scritte e pure interrogare? oppure demandiamo ai lettori anche l’interrogazione di letteratura?).
    Lo stesso dicasi per le altre due lingue, il cui problema si presenta al biennio

  205. Gentile dott. Bruschi,
    la ringrazio davvero per l’opportunità di dibattito fornita da questo blog.
    Le farò una sola domanda. Che prospettive avranno i docenti “precari” abilitati solo nella classe A031 che per anni hanno avuto l’incarico annuale e che verosimilmente, dal prossimo anno scolastico, dovranno fare i conti con la povertà?
    Grazie

  206. Concordo con Gino.

    Nel liceo linguistico la mancata compresenza fa in modo che il docente titolare abbia pochissimo tempo (meno inglese che in tutti gli altri indirizzi, professionali compresi). Non capisco questa pessima scelta, dettata a questo punto solo da “bisogni di cassa” non certo perchè le compresenze non fossero utili o 4 ore di inglese (3+1) siano troppe per un linguistico.

    Speriamo che qualche istituto, nei limiti delle proprie finanze, ripristini la compresenza o aggiunga un’ora al docente curricolare.

  207. Sicuramente con l’autonomia noi potenzieremo lo studio delle lingue sul linguistico, come d’altronde facciamo dal 2003, ma sicuramente questa riforma, per l’indirizzo linguistico, è perdente perchè comunque l’insegnante di lingua straniera arriverà con cinque classi a 12 ore , per arrivare a 18 dovrà avere altre due classi: sette in totale!! Pensate sia possibile curare la preparazione di studenti che devono avere un’ottima competenza linguistica con passione, dedizione quando si avranno due classi in più di quelle previste fino a quest’anno. Io, ribadendo il concetto espresso il 15 febbraio, dopo più di vent’anni di insegnamento entusiasta sul linguistico chiederò di passare allo scientifico perchè avrò la possibilità di una classe in meno e non avrò la responsabilità di dover preparare i miei discenti a una seconda prova dell’esame di stato. Mi spiace molto, perderò anche molto della mia passione che mi ha sempre sostenuto e che mi è stata sempre ripagata dall’entusiasmo dei miei studenti. Demotivare in questo modo gli insegnanti che ancora credono profondamente nella propria missione sia un peccato che non si può perdonare!

  208. Egregio dott. Bruschi,
    Le rivolgo anche io la stessa domanda di Leonardo.
    Grazie per le sue risposte.

  209. “La scuola non può essere un ammortizzatore sociale”

    prevengo già le illuminate risposte del caro Dott. Bruschi…

    Nino Faro

    P.S. una volta i governi di centro sinistra cadevano per questioni legate alla scuola… Oggi, chissà…

    P.S.2 si ricordi caro Dott. Bruschi il fenomeo fisico dello tsunami… Prima dell’onda che travolge tutto il mare si ritira in un silenzio irreale per poi rovesciarsi con la forza brutale che nessuno riesce a fermare…

  210. Gentile dott. Bruschi,
    mi permetta di fare alcune considerazioni sugli insegnanti A031 non in grado, secondo quanto lei lascia intendere, di insegnare Storia della Musica nei Licei Musicali. Questa disciplina, a suo dire, avrebbe “obiettivi di apprendimanto di alto livello” (mi scusi, quale materia non ne ha?) per cui “si ritiene che il possesso dell’LM45 e di un diploma di Conservatorio potrebbe essere l’optimum”. Alcuni di noi si chiedono cosa sia (scusi l’ignoranza) questo famigerato LM45 (forse Laurea in Musicologia?). I docenti A031 che da tanti anni lavorano nelle scuole secondarie superiori, insegnano anche Storia della Musica (non è affatto vero che sia inesistente, come lei ha scritto in un suo intervento, negli attuali Licei).
    Nei Licei sociopsicopedagogici dove si fa Musica in tutto il quinquennio, i programmi a cui si fa riferimento sono quelli del Piano di Studi Brocca che prevedono nel biennio, per la disciplina denominata “Musica”, obiettivi di apprendimento relativi all’ascolto, alla produzione/esecuzione, alla comunicazione, ai linguaggi non verbali, ecc.; mentre nel triennio la disciplina, che modifica la sua denominazione in “Storia della Musica”, prevede prevalentemente obiettivi relativi ai rapporti con i contesti storico-culturali. Si tratta di un programma, quello del triennio, molto complesso e ambizioso, che non sto qui a presentare e commentare. Quello che mi preme sottolineare è: non le sembra ingiusto non considerare questo bagaglio di esperienze e competenze che noi docenti abbiamo maturato “sul campo” e nei nostri percorsi di studio e di abilitazione?
    Mi sembra assurdo considerare la Storia della Musica che si farà nei Licei Musicali entro un quadro normativo diverso (in termini di organico, classe di concorso, ecc.) rispetto a Musica e Storia della Musica che si insegnano oggi in quei pochi licei che lo prevedono. E’ come se per insegnare Storia dell’Arte in un Liceo Artistico ci volessero titoli diversi rispetto a quelli che occorrono per insegnare Storia dell’Arte in Liceo Classico o Scientifico!
    La ringrazio per la risposta.
    Sabrina Ceccarelli

  211. No, Nino, la risposta non può essere “La scuola non può essere un ammortizzatore sociale” perché ci sono docenti precari che hanno oltre cento punti e che devono poter fare qualcosa. Ci sono individui che dopo aver ottenuto un mutuo convincendo le banche rischiano adesso di non poter onorare i loro debiti. C’è gente che penserà al suicidio o che si lascerà vincere dalla depressione! Ma io credo che stiano cercando di pensare a tutti i casi.
    Risponda in modo chiaro alla fondamentale domanda di Leonardo, caro Dott. Bruschi. Grazie

  212. Caro Gabriele Z.

    ti chiedo scusa se posso essere sembrato “brusco” ma ho semplicemente riportato quanto detto dal nostro sig. Ministro.

    Pur essendo Docente da Tempo Indeterminato (quindi illicenziabile - mi rassicura il Dott. Bruschi) sono profondamente addolorato dall’insensibilità più volte dimostrata dagli uomini (e dalle donne) di questo Governo verso la categoria dei “precari storici”.

    Anch’io attendo con ansia e trepidazione la risposta convincente (?) del Dott. Bruschi, sperando che stavolta non giochi ancora allo “scaricabarile” come fatto in precedenza rispondendo in merito ai Licei Musicali (regioni, provincie, Costituzione). Temo che stavolta si appellerà ai governi passati.

    E’ questo un principio deleterio dello Statalismo italiano di ogni colore politico: la mancanza del concetto di Responsabilità.

    Quindi, Dott. Bruschi pendiamo dalle sue illuminate parole di Presidente della Cabina di Regia.

    Temo che Lei, caro Dottore, dimentica che dietro i numeri e le classi di concorso ci sono persone in carne ed ossa che conducono la loro vita e che stanno subendo un’ingiustizia imposta in modo dissennato e generalizzato (troppo generalizzato).

    Una politica che salta l’uomo concreto non ha futuro!

    Saluti

    Prof. Nino Faro

  213. Spettabile dott. Bruschi,
    anche io vorrei sapere come potranno “esaurirsi” mai le GAE con riferimento agli abilitati A031. Grazie per il blog e per le sue risposte cortesi.

  214. Insomma, dott. Bruschi, se state ancora definendo i regolamenti e le modalità di avanzamento della riforma la esorto ad impegnarsi per non lasciare in mezzo ad una strada ‘nfosa (come canterebbe il grande Modugno) i precari, affinché possano finalmente diventare “cari”, senza “pre”. Cordialmente.

  215. Egr. dott. Bruschi, non sottovaluti i docenti di Musica di ruolo, quelli precari e i musicisti in generale: non siamo così pochi, né così arrendevoli (come forse potrebbe sembrare).
    E’ stata compiuta un’ingiustizia troppo evidente a danno degli studenti,a danno della cultura e anche a danno nostro: NON PUO’ FINIRE COSI’.

  216. Cari colleghi musicisti,
    non ho niente di particolare da aggiungere a quello che tutti voi avete esposto in modo chiaro ed esaustivo. Continuare ad urlare che venga finalmente riconosciuta la “dignità” della Musica è impresa vana quando dall’altra parte del muro c’è una completa incomprensione. Purtroppo anche il dott. Bruschi appartiene agli “altri”, a coloro che non sono musicisti, in poche parole alla “società” che non conosce, che non ha la minima idea di cosa stiamo parlando.
    Noi che crediamo in quello per cui abbiamo “vissuto” ( perchè la musica per noi non è solo uno studio, è una scelta di vita) da tanti anni combattiamo contro l’ignoranza di colleghi, genitori e alunni: colleghi che sviliscono il nostro lavoro , genitori che non capiscono come mai il proprio figlio abbia risultati insufficienti in musica, visto che non fa altro che assordarli con la musica, e alunni per i quali il più grande compositore italiano è Gigi D’Alessio (è solo un esempio).
    Con grande pazienza abbiamo operato e continuiamo ad operare (ancora per poco a quanto pare) per far scaturire una consapevolezza diversa nei confronti della Musica ma i nostri sforzi non sono compresi.
    E voglio concludere questo mio intervento con un aneddoto che risale ad una quindicina di anni fa (io insegno da circa 30 anni): un’alunna mi riferì contrariata che una mia collega, avendola trovata con in mano il libro di storia della Musica, l’aveva derisa dicendo “Ma che fai? Studi la Musica?” Al che la ragazza rispose con decisione ma educatamente “Lei parla così solo perchè non sa di cosa sta parlando”.
    Ecco, il problema è tutto qui: nessuno, oltre noi, comprende di cosa stiamo parlando e così sarà anche nel futuro.
    Un cordiale saluto a tutti
    Maria Zappalà

  217. Quello che comprende bene il Dott. Bruschi, cara Maria, sono le regole della politica:

    la politica è mediazione e compromesso (Andreotti docet)

    Purtroppo, in questo caso, l’intelligente (senza ironia) Dott. Bruschi o chi per lui è (sono) incorso (i) in uno scivolone madornale sul piano Culturale e della Gestione delle Risorse Umane.

    Errore grave, gravissimo che si rivolterà contro questo Governo.

    A proposito, vorrei informare il Dott. Bruschi - che è anche un esperto di Comunicazione - che l’onda dello Tsunami sta uscendo da questo piccolo, angusto, spazio mediatico per entrare nella realtà…

    P.S. è ancora possibile rimediare, per carità… basta convocare un Consiglio dei Ministri che prenda atto della “svista” di aver dimenticato la Storia della Musica nel percorso di tutti i Licei (così come è presente la Storia dell’Arte).

    QUESTA SARA’ LA PIATTAFORMA POLITICA E SINDACALE CHE A BREVE RICADRA’ SUL GOVERNO

    Fatevi bene i conti (anche economici) per rispondere a questa richiesta e mettere rimedio alla “svista”

    Un Buon inizio di settimana a tutti, soprattutto ai colleghi di Musica (precari e non) che si accingono ad entrare in aula…

    La Musica è vita

    Chi fermerà la musica?
    L’aria diventa (diventerà) elettrica (molto elettrica)

    Cordiali saluti anche a Lei,
    Egr. Dott. Bruschi

  218. Gentile dott. Bruschi non riesco a comprendere perché siete stati così attenti a tutelare la storia dell’arte presente nei licei artistici, nei licei classici, nei licei scientifici, nei due indirizzi delle scienze umane e non avete avuto alcuna considerazione per Musica mortificandola al punto tale da non lasciarle neppure un piccolo spazio da qualche parte? Ma con che criterio legiferate? Questa è la legge del più forte, ma si ricordi che siamo in una democrazia ed anche noi piccoli faremo sentire la nostra voce contro le vostre nobili scelte “dolorosissime” che ci avete inflitto

  219. Gent. le sig. Bruschi, Le riporto un articolo apparso oggi su Corriere della Sera.it.

    L’ora di musica a scuola
    è una «vitamina» per il cervello.
    Imparare a cantare o suonare può aiutare a migliorare le capacità linguistiche.

    SAN DIEGO (California) - L’ora di musica a scuola? Importante come quella di italiano, di storia o di geografia. O forse di più, dicono i neuroscienziati. Perché ascoltare Beethoven, imparare a suonare uno strumento o a cantare una canzone hanno un’influenza importante sullo sviluppo sensitivo e cognitivo dei bambini e dei ragazzi. E potrebbe anche costituire un buon sistema per curare persone con disturbi del linguaggio come i dislessici o addirittura gli autistici. Musica e percezione del linguaggio, infatti, hanno a che fare sia con il con il sistema nervoso sensitivo che con i più alti centri cognitivi del cervello.

    CLASSI RUMOROSE - «L’esperienza musicale – ha detto Nina Kraus, triestina d’origine, ora professore e ricercatrice alla Northwestern University di Evanston, Illinois, in occasione del meeting annuale dell’Aaas, l’associazione americana per il progresso delle scienze in corso a San Diego, - può aiutare a ascoltare meglio chi parla anche in un ambiente rumoroso perché permette di “isolare” i suoni: abbiamo valutato questa capacità studiando il cervello dei musicisti. Pensiamo a chi suona, per esempio, in un’orchestra: ciascun musicista riesce a cogliere segnali chiave che gli consentono poi di “entrare” al momento giusto». Le ricerche di Nina Kraus hanno dimostrato che il sistema nervoso risponde allo stimolo acustico del linguaggio (cioè a chi sta parlando) e allo stimolo musicale (una canzone per esempio) immediatamente, nel giro di millisecondi. I musicisti lo fanno più velocemente degli altri.

    LA DISLESSIA - «Non solo –aggiunge la ricercatrice, - abbiamo anche dimostrato che l’esperienza musicale permette di ascoltare con più attenzione gli altri interpretando con maggiore facilità le sfumature del linguaggio legate a cambiamenti (anche minimi) dell’intonazione della voce dell’interlocutore». Ecco perché bambini educati alla musica possono mantenere più facilmente la concentrazione e ascoltare meglio la voce dell’insegnante in una classe rumorosa. Ecco perché persone con problemi di linguaggio, come appunto i dislessici o addirittura gli autistici, potrebbero essere aiutati della musica. «Adesso sappiamo che la musica – ha concluso Nina Kraus può modellare i circuiti sensori subcorticali in maniera tale che da migliorare attività quotidiane come la lettura o l’ascolto degli altri».

    Articolo di Adriana Bazzi
    22 febbraio 2010

    Grazie per l’attenzione.

  220. Dott. Bruschi, avrà di certo letto i risultati di questa ricerca?!
    Qui non parlano i docenti di musica ma gli scienziati, i NEUROSCIENZIATI!
    “I dislessici o gli autistici potrebbero essere aiutati della musica.
    L’ora di musica a scuola
    è una «vitamina» per il cervello.
    Imparare a cantare o suonare può aiutare a migliorare le capacità linguistiche.

    SAN DIEGO (California) - L’ora di musica a scuola? Importante come quella di italiano, di storia o di geografia. O forse di più, dicono i neuroscienziati. Perché ascoltare Beethoven, imparare a suonare uno strumento o a cantare una canzone hanno un’influenza importante sullo sviluppo sensitivo e cognitivo dei bambini e dei ragazzi. E potrebbe anche costituire un buon sistema per curare persone con disturbi del linguaggio come i dislessici o addirittura gli autistici. Musica e percezione del linguaggio, infatti, hanno a che fare sia con il con il sistema nervoso sensitivo che con i più alti centri cognitivi del cervello.

    CLASSI RUMOROSE - «L’esperienza musicale – ha detto Nina Kraus, triestina d’origine, ora professore e ricercatrice alla Northwestern University di Evanston, Illinois, in occasione del meeting annuale dell’Aaas, l’associazione americana per il progresso delle scienze in corso a San Diego, - può aiutare a ascoltare meglio chi parla anche in un ambiente rumoroso perché permette di “isolare” i suoni: abbiamo valutato questa capacità studiando il cervello dei musicisti. Pensiamo a chi suona, per esempio, in un’orchestra: ciascun musicista riesce a cogliere segnali chiave che gli consentono poi di “entrare” al momento giusto». Le ricerche di Nina Kraus hanno dimostrato che il sistema nervoso risponde allo stimolo acustico del linguaggio (cioè a chi sta parlando) e allo stimolo musicale (una canzone per esempio) immediatamente, nel giro di millisecondi. I musicisti lo fanno più velocemente degli altri.

    LA DISLESSIA - «Non solo –aggiunge la ricercatrice, - abbiamo anche dimostrato che l’esperienza musicale permette di ascoltare con più attenzione gli altri interpretando con maggiore facilità le sfumature del linguaggio legate a cambiamenti (anche minimi) dell’intonazione della voce dell’interlocutore». Ecco perché bambini educati alla musica possono mantenere più facilmente la concentrazione e ascoltare meglio la voce dell’insegnante in una classe rumorosa. Ecco perché persone con problemi di linguaggio, come appunto i dislessici o addirittura gli autistici, potrebbero essere aiutati della musica.

    «Adesso sappiamo che la musica – ha concluso Nina Kraus può MODELLARE I CIRCUITI SENSORI SUBCORTICALI in maniera tale che da migliorare attività quotidiane come la lettura o l’ascolto degli altri».”

    Mediti, dott. Bruschi, mediti.

  221. OOPS! Chiedo scusa a Rossana! Abbiamo postato lo stesso articolo quasi contemporaneamente!
    Un caso di telepatia “musicale”… :-)

  222. Repetita juvant?

  223. Salve Dott. Bruschi,
    In una intervista ad un noto quotidiano, il ministro dice che “entro l’anno prossimo le graduatorie saranno esaurite”…..può spiegare il senso di questa dichiarazione?

  224. Gentile Dottor Bruschi,
    sono un’insegnate di matematica di liceo scientfico, classe A047. So che non intende tornare sulla questione “classi di concorso” ma vorrei sottoporle il mio caso che è emblematico. Mi sono laureata nel 1981 e ho partecipato ai concorsi acquisendo quattro abilitazioni. Sono entrata di ruolo nel 1984 e dal 1994 insegno in un liceo scientifico. Ora mi trovo nella condizione di poter diventare perdente posto nonostante possegga l’abilitazione per la A049, matematica e fisica. Mi pare di capire che non mi verrà data la possibilità di utilizzare questo titolo se non attraverso la domanda di passaggio di cattedra che, come sa, viene eventualmente accolta solo nella terza fase dei movimenti, cioè quando la partita è praticamente chiusa. Il fatto che abbia ottenuto più abilitazioni dovrebbe rappresentare per me un vantaggio e per l’Istituzione una risorsa, ma non è così a causa di una struttura organizzativa troppo rigida che andrebbe corretta introducendo elementi di flessibilità.
    E nelle mie stesse condizioni si trovano tanti colleghi.

  225. Mi perdoni il Dott. Bruschi se utilizzo il suo blog per rispondere a Rosalba.
    Come sappiamo, cara collega, il contenuto dell’articolo non è una novità. Chi si occupa di musica è al corrente del fatto che nei Paesi anglosassoni, ad esempio, la musica è presente nelle scuole proprio perché, tra l’altro, migliora l’apprendimento di tutte le materie.
    Si parla di un incremento di circa il 30% delle abilità nel calcolo matematico tra coloro che suonano uno strumento. Senza contare gli effetti positivi sull’autocontrollo degli alunni e sull’educazione a lavorare in gruppo.
    E pur non considerando la letteratura scientifica, è opinione comune che i musicisti siano in genere molto longevi: quanti splendidi concertisti anche in età avanzata! Perchè suonare e cantare fanno stare bene, coinvolgono tutto il nostro essere.
    La musica è poi una disciplina che si collega alle altre materie che vengono insegnate a scuola: è un linguaggio universale con regole sintattiche ben precise, analoghe a quelle delle lingue; si compone con i numeri (come quelli delle tavole utilizzate da Bach); si manifesta grazie a leggi fisiche; ha effetti sul corpo umano studiati anche dai biologi; necessita, per essere eseguita, di preparazione fisica; richiede una conoscenza tecnica dello strumento; senza contare i collegamenti con la storia, la geografia, le altre arti.
    Com’è bello leggere Dante ascoltando la musica del Trecento e com’è più efficace studiare le imprese di Napoleone Bonaparte con il sottofondo della Terza sinfonia di Beethoven…
    La cosa più triste è che ancora una volta si perderà un’occasione importante per colmare un grande vuoto.
    E chissà quanti anni ancora si dovranno aspettare per raggiungere il livello degli altri Paesi…

  226. Egr. Dott. Bruschi,

    mi pregio invitarLa all’incontro sul tema “Salviamo la Musica nei Licei” che si svolgerà domani 24 febbraio 2010 alle ore 15,00 presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano.

    In caso di impossibilità a presenziare Le chiedo, se possibile, di inviare un Suo delegato che possa riportarLe i contenuti degli interventi.

    Con la speranza di poterci finalmente incontrare di persona Le porgo

    distinti saluti

    Prof. Antonino Faro

  227. Pur condividendo molte argomentazioni dei colleghi di musica, vorrei ricordare che in diversi Licei socio-psicopedagogici Brocca non esiste l’insegnamento della musica perchè già in fase di istituzione era possibile per le scuole scegliere se attivare musica o storia dell’arte; la stessa cosa si potrebbe dire di molti licei delle scienze sociali poichè l’insegnamento di Linguaggi verbali e multimediali poteva in sede di istituzione della sperimentazione essere affidato a docenti di altre classi di concorso (arte,ecc.). In questi istituti non ci saranno docenti di musica soprannumerari perchè già non esistevano in organico. Per quanto riguarda la “non completezza” della formazione prospettata dal Riordino Gelmini potremmo ricordare, oltre alla mancanza (grave) della musica l’altrettanto (grave) mancanza del diritto, dell’economia, delle scienze umane in tutti i licei (perchè relegare soltanto in un indirizzo materie così importanti per comprendere la contemporaneità?)

  228. Caro sig. Luigi, Le vorrei dire che la battaglia che comincerò a condurre domani non è di natura sindacale ma Culturale e Politica.

    NON SI TRATTA DI DIFENDERE POSTI DI LAVORO

    si tratta di affermare il principio che uno dei “pilastri” fondanti la preparazione deI futuri cittadini italiani è la conoscenza non superficiale del patrimonio artistico musicale che ha reso grande il nostro Paese (almeno in passato).

    Cordiali saluti

    Antonino Maria Eugenio Faro

  229. Gentile dott. Bruschi, mi faccio portavoce anche di altri dodici colleghi di A031 della mia provincia. Vorremmo una risposta alla fondamentale domanda dell’utente Leonardo e cioè “Che prospettive avranno i docenti “precari” abilitati solo nella classe A031 che per anni hanno avuto l’incarico annuale e che verosimilmente, dal prossimo anno scolastico, dovranno fare i conti con la povertà?”. Siamo molto preoccupati e angosciati! Grazie

  230. @Antonino Maria Eugenio Faro.
    E non solo.
    Da anni nelle scuole si cerca di insegnare a decodificare immagini e linguaggi.
    Si invitano gli alunni a non fermarsi alle apparenze, proprio per diventare cittadini responsabili.
    Se si ascolta la musica in modo passivo (così come si fa di solito, perché è presente nella vita di TUTTI e OGNI giorno) si è in balìa di chi questo meccanismo lo sa e lo può sfruttare (i pubblicitari sono i primi).
    Il compositore sa come deve disporre i suoni per fare provare determinati sentimenti alle persone (ci sono tecniche ben precise).
    I politici sanno che uno spot elettorale con una musica costruita in un certo modo può portare molti voti.
    E’ già successo: da parte mia ho decodificato quel gingle, non mi sono fatta influenzare e ho preso la mia decisione con altri criteri; ma quanti altri in percentuale lo avranno fatto? La musica in quel caso era costruita in modo geniale, difficile resistere all’invito.
    E capiterà ancora…

  231. Tra l’altro mi chiedo a cosa è servito abilitarci in A031? Saranno buttati al vento i nostri sacrifici?

  232. Come è noto alcuni studenti non si avvalgono dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC).
    Volevo chiedere per quale motivo non è data la possibilità alle scuole di istituire sezioni senza IRC.
    In questo modo si potrebbe razionalizzare la spesa riducendo il personale di religione. Inoltre nelle sezioni senza IRC si potrebbe incrementare l’offerta formativa (musica ad esempio per rimanere a tema) senza trattenere gli studenti a scuola un minuto in più.
    Non capisco perché in un periodo in cui si sta molto attenti al contenimento della spesa si assista a insegnanti di religione con 5 studenti per classe e il ministero fa una riforma epocale senza affrontare minimamente la questione.

  233. Sono d’accordo con Valerio, ma so che Bruschi non risponderà mai su questo tema. La religione è nel nostro ordinamento una disciplina facoltativa, per quale motivo il Riordino Gelmini la include tra quelle obbligatorie contandola tra le 27 ore del biennio e 30 del triennio? E’ una falsificazione della realtà! I ragazzi hanno 26 ore di insegnamento obbligatorio nel biennio + altre materie facoltative da attivare se ci sono i soldi. Secondo me ci sarebbero gli estremi per un ricorso: Religione non può essere mai considerata materia obbligatoria,nel quadro orario va sempre inclusa tra le facoltative.

  234. Gentile dott. Bruschi,
    considero gravissima una sua affermazione di qualche giorno fa secondo la quale i docenti di AO31 non sarebbero qualificati per insegnare nei licei musicali! Forse lei non conosce bene il nostro percorso di formazione. Siamo tutti provenienti dai conservatori dove ci siamo formati con serietà e spirito di dedizione, molti di noi sono vincitori di un concorso a cattedra, altri hanno conseguito in questi anni il diploma di II livello e inoltre si sono abilitati mediante le SISSIS a numero chiuso di durata biennale; la prego di non insistere sul fatto che le SISSIS sono state volute dalla sinistra dal momento che durante il ministero Moratti queste scuole di specializzazione erano al massimo vigore! Per quale motivo allora noi insegnanti di AO31 saremmo meno qualificati , per l’insegnamento della Storia della musica di un docente di Conservatorio o ancor peggio di un laureato in Musicologia? Lei forse non sa che molti dei conservatori non sono in possesso della Laurea! Dopo l’atto gravissimo di eliminazione della nostra materia dalle Scienze umane vorreste precluderci anche la via dei Licei musicali offendendoci e mortificando le nostre competenze? Le ricordo che la musica è “di tutti ” e “per tutti” e non solo di chi avrà la fortuna di frequentare una classe di liceo musicale a numero chiuso! Il sacrificio cui è stata sottoposta la musica è ingiusto e ingiustificabile, invito lei e i suoi colleghi a riflettere con responsabilità sulla vostra condotta che considero gravissima e antidemocratica. Noi docenti di musica vogliamo essere considerati come tutti gli altri colleghi e non come l’ultima ruota del carro che è possibile staccare senza che nessuno fiati! Non credo sia corretto relegare la nostra disciplina solo agli insegnamenti attivabili, in che modo entreremo mai di ruolo? La prego di rivedere quanto accaduto e di porvi rimedio al più presto!
    Mi rivolgo a tutti i colleghi di musica e a tutti coloro che credono nel valore formativo della musica: non arrendiamoci! Non soggiaciamo a questa manovra infame avvenuta a pochi giorni dall’approvazione della riforma! Mobilitiamoci, secondo me abbiamo bisogno di un nome che si prenda carico del nostro caso, perché non appellarci al Maestro Muti o al Maestro Abbado?
    Aspetto parei Valeria

  235. A TUTTI GLI UTENTI DI QUESTO BLOG:
    E’ una mia impressione ho il sig Bruschi evita accuratamente di rispondere agli infiniti quesiti. Questo evidenzia cosa? Snobbismo? Impossibilità a dare risposte credibili?
    P.s. Vi chiedete come mai in una riforma epocale non si sia toccata l’ora di religione? Provate ad immaginare il perchè?
    Siamo agli occhi degli stranieri un Paese ridicolo, che si vanta di essere libero, indipendente e fondato sulla libertà e pluralità dell’istruzione.
    Il sig Bruschi, risponda sull’ora di Religione e ci dia, a noi comuni mortali, una risposta credibile.
    Grazie, se si degnerà di continuare a darci ascolto.

  236. Giusto preoccuparci, ma credo si debba comunque rispetto ad una persona che ci ospita nel proprio blog e, quando può, si rende disponibile a fornirci delle risposte.
    Non penso che il sig. Bruschi, nella sua posizione, si possa permettere di trascorrere molto tempo a leggere i nostri commenti.
    Possiamo noi perché siamo disoccupati o quasi…
    Cerchiamo di essere realisti.
    L’importante è avere la possibilità di esprimere le nostre opinioni, per cercare di dare un piccolo contributo al miglioramento della scuola italiana che si trova davvero in gravi difficoltà.

  237. Io sono certo che il dott. Bruschi risponderà, non appena avrà un po’ di tempo, anche perché le domande sono poste con stile e cordialità. Lo ha sempre fatto fino ad ora e se non rispondesse questo blog non avrebbe così tanto successo.
    Caro dott. Bruschi, sono per diversi motivi in contatto con diverse comunità di abilitati nella classe A031 (di ruolo e non di ruolo). Mi ascolti: faccia qualcosa di straordinario per la musica nei Licei. Dimostri che non è sordo e cieco davanti alle esigenze e richieste di una importante minoranza. Ascolti gli utenti del suo Blog.

  238. Finalmente abbiamo potuto leggere i testi definitivi nel sito del Ministero! Gentile dott. Bruschi, che cosa accadrà nelle scuole paritarie? Ho visto che molte scuole paritarie fanno già pubblicità per il prossimo anno ma senza fare alcun cenno alla riforma, mantenendo i propri quadri orari. E’ possibile?

  239. Sono un docente di mat+fis in un liceo scientifico dove abbiamo il PNI ma Iin questa sede intervengo come genitore. Mia figlia fa la 3 media e si deve dunque iscrivere alle superiori: a lei interessa molto l’opzione scienze applicate ma abbiamo scoperto che questa opzione non sarebbe automaticamente attivabile nei LS. E inoltre nella mia regione - ma presumo nel resto d’Italia - gli Istituti Tenici Industriali che avevano il LS Tecnologico rivendicano con forza il diritto ad attivare presso di loro.
    Io non vorrei che alla fine per non scontentare nessuno l’opzione scienze applicate non venga attivata per quest’anno. E meno male che a mia figlia non interessano il liceo musicale e quello coreutico che non si ancora dove verranno istituiti!
    Ma in generale per i ragazzi che si devono iscrivere tutte le novità della riforma- sia dei licei che dei tecnici- saranno effettivamente disponibili quest’anno oppure saranno penalizzati da una ristretta possibilità di scelta? Certo ritardare al 4 febbraio l’introduzione di una riforma così drastica è un grossolano errore politico.

  240. @D’Ettorre. Non ho nulla da rimproverare al ministero. Molto alla conferenza unificata Che ha tenuto bloccati i suoi lavori per quattro mesi e mezzo, con motivazioni non proprio nobilissime. Alle Regioni, peraltro, spetta l’individuazione del “dove”. Il vero errore sarebbe stato l’ennesimo rinvio di una riforma attesa da lustri.
    @Loredana. Ho fatto una segnalazione. Il problema è che ciascuna istituzione scolastica pubblica deve distinguere anche nei quadri orari tra ordinamento e potenziamento dell’offerta formativa.
    Religione: ho già risposto più volte su questo tema. L’IRC è fissato da una serie di norme e accordi “Stato e Chiesa” che sono passati INTATTI attraverso una serie infinita di ricorsi presentati di fronte a tutti i tribunali del globo. Se qualcuno vuole modificare la situazione, deve ricorrere al parlamento. Su questo tema, piaccia o non piaccia, ci sono sensibilità assolutamente trasversali “pro” tra centrodestra e centrosinistra.
    A031. Sto lavorando assieme alla Direzione al personale. Tra provvedimento sugli utilizzi e salvaprecari, nessuno resterà in mezzo a una strada. Si tratta invece di lavorare per un utilizzo ottimale e di definire la soluzione in tempi rapidi. Dico “definire”, perché le idee già ci sono. In questa classe di concorso c’è di tutto, anche gente bravissima che potrebbe insegnare tranquillamente in un Conservatorio. MA (ed è un MA enorme) il sistema delle GAE e il vecchio reclutamento non è certo stato fatto per reclutare i migliori. Immagino tutti sappiate che i vincitori del concorso del 1990 sono rimasti pressoché tutti precari… qualcuno sa anche dire il perché? vorrei una prova di sincerità…
    @Gambino. Mi fa piacere che le abbiano risposto altri utenti di questo blog, con i quali non sempre sono d’accordo. Non aggiungo una riga.

  241. Gentile Dott. Bruschi
    apprezzo la sua risposta e la sua onestà intellettuale nel momento in cui riconosce che nelle graduatorie A031 ci sono tante persone qualificate e preparate! La invito a riflettere sulle difficoltà di collocazione delle nostre discipline e sulla carenza di spazi adeguati dove poterle esercitare con serietà! L’occasione dei Licei Musicali è straordinaria, spero che non si esaurisca in un’appendice dei Conservatori dove noi docenti laureati e abilitati non avremmo possibilità di accesso! La invito inoltre a soffermarsi sulla disparità organizzativa esistente fra Liceo artistico e Liceo Musicale: il primo non è a numero chiuso e vi insegnano i docenti regolarmente laureati e abilitati e non i docenti dell’Accademia! Perchè allora questa disparità nei nostri confronti, penalizzante e mortificante?
    Cordialmente Valeria Di Benedetto

  242. Gentile Dott. Bruschi,
    sono una docente abilitata nelle classi AO36 e AO50 pertanto sono abilitata sia in Filosofia che in Storia, vorrei sapere se con la nuova riforma potrò accedere anche all’insegnamento previsto per la classe AO37:
    Cordialmente Rita Ferrigno

  243. Ringrazio il sig. Bruschi per la sua disponibilità, che dovrebbe essere presa a modello da altri esponenti politici. Parlo da elettore di centrosinistra. Non comprendo l’ostilità del sig. Gambino, sulle cui competenze linguistiche non dubitiamo ma che poco interessano in questo blog.
    Tornando al tema che ho proposto, quello scuola/religione, so benissimo che ci sono “accordi stato-chiesa”, ma questi riflettono una arretratezza culturale, o ancora peggio una servitù ai poteri forti, giochi di potere, interessi elettorali…
    Su questo punto la riforma è stata poco coraggiosa, e chi l’ha portata avanti per coerenza non dovrebbe bacchettare quegli insegnanti che sono più interessati a salvare il posto di lavoro che all’interesse degli studenti.
    Sulle graduatorie ad esaurimento è vero che non sono molto meritocratiche, ma per renderle tali basterebbe dare molti più punti al voto di abilitazione e pochi punti all’anzianità di servizio. Invece si fa esattamente il contrario.
    Non c’è motivo di ritenere il docente che supererà la prova di accesso alle nuove lauree abilitanti e le porterà a termine, più meritevole di chi ha superato la prova di accesso alle vecchie SISS e le ha portate a termine. Non ci sono differenze.
    Non è neanche vero che si ammettevano troppe persone alla SISS. Nella scuola secondaria venivano prese 10-12 mila persone all’anno, e altrettante persone andavano in pensione, più o meno. Il problema delle graduatorie strapiene è dato dai corsi abilitanti riservati, ultimo dei quali indetto dal governo Berlusconi 2001-06.
    Non vedo neanche tutte queste novità nel percorso abilitante, mi sembra solo un cambiamento di forma. Le SISS offrivano corsi di didattica disciplinare, corsi di didattica generale e numerosi tirocini nelle scuole, esattamente come col nuovo sistema. Io personalmente ho imparato molto dalla SISS.
    Cordiali saluti

  244. Il dott. Bruschi ha affermato che si pensa di ricorrere anche in futuro a soluzioni quali il decreto-salvaprecari. Vorrei chiedergli se stanno monitorando cosa sta succedendo in Sicilia con i progetti salva-precari. Io lo considero un enorme spreco di denaro: nelle scuole non ci sono soldi per le supplenze, molte classi devono spesso entrare più tardi, uscire prima o essere abbinate ad altre perchè non ci sono supplenti ma…si spendono tanti soldi per progetti che a fine febbraio devono ancora partire e prevedono un impiego per 6 mesi dei quali soltanto tre con studenti (che già ai primi di giugno iniziano a disertare le aule scolastiche). Non sarebbe meglio utilizzare i precari in maniera più utile per le supplenze, anche brevissime, a partire dal primo giorno di scuola?

  245. Caro dott. Bruschi,
    grazie per il suo impegno. So che sta lavorando per il raggiungere la migliore soluzione. Io lavoro all’Università e le assicuro che anche in questo ambiente c’è di tutto e il reclutamento non premia sempre i migliori.

  246. Gent.le Sig. Bruschi in Abruzzo la Regione ha deciso per ora di rinviare “per mancanza di tempo” ogni decisione sul piano scolastico all’anno prossimo e quindi, a meno che la Regione non cambi idea, alcuni indirizzi previsti dalla riforma (come l’opzione scienze applicate del liceo scientifico) non saranno disponibili e questa è una gravissima penalizzazione per chi si deve iscrivere il prossimo alla prima classe perché sicuramente non ci saranno le vecchie sperimentazioni ma non avremo neanche i nuovi indirizzi.
    Infine io comunque non avevo minimamente caldeggiato il rinvio della riforma, solo che la riforma per essere efficace doveva essere pubblicata in GU già a ottobre-novembre 2009 quindi il ritardo non sarà stata colpa del ministero ma delle regioni come dice lei ma il risultato non cambia: c’è molta confusione, quasi tutti i LS e gli ITIS che avevano il Liceo Tecnologico stanno mettendo nella propria “pubblicità” l’opzione scienze applicate generando così grande disorientamento nelle famiglie.
    PS ma per la verità anche il ministero ha fatto le cose con comodo: la Cabina di Regia da lei presieduta è sta istituita il 5 agosto 2009

  247. @ Luigi

    Non conosco il caso siciliano, ma in LOMBARDIA i progetti sono a costo zero, perché entrano nel SP-lombardo solo i disoccupati che percepiscono il sussidio di disoccupazione. Questi docenti “salvati” LAVORANO, ma non percepiscono lo stipendio, nè maturano contributi. Tra un po’, l’INPS non darà più loro il sussidio, perché nel frattempo questi docenti non avranno maturato ulteriori diritti agli ammortizzatori sociali.

  248. Gentile dot. Bruschi, so che non vuole più parlare delle classi di concorso ma vorrei farle presente la situazione di incertezza in cui si trovano alcuni colleghi, per esempio quelli della A047 nei licei scientifici, in mancanza di comunicazioni ufficiali del MIUR sulla loro situazione, in vista della data di scadenza delle domande di mobilità (22 marzo). Ha la possibilità di fornire informazioni sui tempi di pubblicazione di documenti ufficiali su questo tema? Ringraziandola per la pazienza.

  249. Salve a tutti.
    Scusate se mi permetto di intromettermi in queste vostre richieste al consigliere Bruschi, ma ritengo sia opportuno un intervento da parte di una giovane alunna,che frequenta in prima persona il liceo e sa cosa vuole e cosa no. Molte volte mi chiedo se queste vostre riforme sulla scuola siano fondate su delle solide basi o se tutto gira, come sempre, intorno ai soldi. Se prova a fare un sondaggio in tutta Italia prima di togliere le ore di musica dalle scuole vedrà che portando a termine queste vostre proposte finirà con il distruggere i nostri sogni,oltre che la carriera e l’identità sociale e lavorativa di tutti i professori che insegnano questa materia da una vita. Perché dovremmo smettere di studiare musica quando questa materia ci è sempre piaciuta, è uno dei pochi modi con cui ci è permesso esprimere le nostre personalità; studiando la storia della musica abbiamo da sempre arricchito il nostro patrimonio culturale. Se non sbaglio dovrebbe essere questo lo scopo della scuola, ed il vostro qual’è? Far tornare i conti dello stato a qualsiasi costo? E noi, alunni e professori, dovremmo pagarne le conseguenze?? Che democrazia è allora, mi scusi?
    So benissimo che lei pensa che io sia solo un piccolo soffio che non solleverà nemmeno una piuma, ma si ricordi che il mare è formato da singole e piccolissime gocce, se necessario faremo le dovute e giustissime proteste. Ma voglio sperare un po’ in lei, si ricordi che siamo proprio noi giovani il futuro dell’italia ed è importante per noi avere le nostre ore di musica. Music is all we need!
    Distinti saluti. Cristina.

  250. Sono perfettamente d’accordo con Valerio, I docenti usciti dalle SSIS hanno sicuramente una preparazione didattica elevata . Non e’ questa la sede per descrivere a chi ,magari, parla per luoghi comuni ,con quale serieta’ e professionalita’ siano stati tenuti i corsi di didattica , i Laboratori ed il Tirocinio; puo’ darsi che nella mia regione e nella mia classe di concorso i docenti SSIS ed i supervisori fossero particolarmente bravi e preparati , in ogni caso rifarei la SSIS al 100% . Per quanto riguarda il futuro reclutamento cio’ che emerge dalla bozza non si discosta in modo sostanziale dalle SSIS , tanto che mi domando se valesse la pena di disfare un percorso che in molte regioni andava benissimo . Non bastava correggere eventuali disfunzioni nelle regioni dove si evidenziavano ? Questo buttare a mare tanta esperienza e profesionalita’ mi pare veramente anomalo in un ministero come il Miur che dovrebbe far tesoro dei suoi professionisti di didattica ! boh !

    Gent.mo dott Bruschi , come puo’ vedere, sulla stampa continuano le voci sulla eliminazione delle Graduatorie ad esaurimento ,come se tutti dovessimo ripartire da zero. Ma non esiste mercato , azienda o altro ambiente di lavoro dove non si tenga conto della esperienza di servizio , professionalita’ e titoli degli operatori . E non e’ neanche giusto che chi ha gia’ passato concorsi , test d’ingresso ,esami di stato abilitanti .. debba rimettersi a competere con i nuovi laureati . Io credo che le GAE costituiscano un diritto acquisito da tutelare , perc he’ altrimenti cadrebbe la fiducia nelle normarive , nei DM che prima ti assegnano un titolo, affermano che il passaggio a tempo indeterminato avverra’ anche per scorrimento della graduatoria e poi, un bel giorno, con un nuovo DM annullano tutto ! E magari ti annullano anche l’abilitazione ,perche’ con il riordino delle cdc ,assegnano i tuoi insegnamenti in certe scuole ad altre cdc , cosi’ la tua abilitazione rimane svuotata . A me sembra veramente incredibile questo fare e disfare , pertanto spero che Lei, dott. Bruschi , ribadisca come in precedenza ha fatto, che questa voce sull’annullamento delle GAE e’ totalmente infondata . Ed anche sulle CDC , di cui so che non vuole piu’ parlare , vegli , per favore, sul fatto che gli insegnamenti ( se rimangono inalterati) non si possono spostare da una cdc all’altra , perche’ sarebbe come togliere pezzi ad una abilitazione che e’ sancita da un esame di stato !

  251. Gentile dott. Bruschi,
    finalmente sono noti i testi dei regolamenti approvati.
    Salta all’occhio una clamorosa anomalia, quella riguardante il parere espresso dalle competenti commissioni parlamentari.

    Riporto di seguito i tre passaggi chiave.

    ==============================================

    Regolamento Professionali

    ACQUISITI i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, espressi rispettivamente il 20 gennaio e 27 gennaio 2010;
    CONSIDERATO che *tutte le condizioni contenute nei predetti pareri delle competenti Commissioni parlamentari trovano puntuale accoglimento* e che numerose osservazioni sono state recepite compatibilmente con i vincoli imposti dalla finanza pubblica, e altre ancora saranno recepite con separati provvedimenti da assumere nella fase applicativa del riordino;
    ==============================================

    Regolamento Tecnici:

    ACQUISITI i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, espressi rispettivamente il 20 gennaio e 27 gennaio 2010; CONSIDERATO che *le condizioni contenute nei predetti pareri delle competenti Commissioni parlamentari trovano puntuale accoglimento* mentre talune osservazioni sono state recepite compatibilmente con i vincoli imposti dalla finanza pubblica, e altre ancora saranno recepite con separati provvedimenti da assumere nella fase applicativa del riordino;
    ==============================================

    Regolamento Licei:
    ACQUISITI i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica espressi, rispettivamente, in data 20 e 27 gennaio 2010;
    VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella seduta del 4 febbraio 2010;
    ==============================================

    Come si vede, sia nel regolamento dei professionali, sia in quello dei tecnici, sebbene i pareri delle commissioni parlamentari non fossero assolutamente vincolanti, essi trovano (GIUSTAMENTE) pieno accoglimento. Nel regolamento dei Licei, invece, cio’ non accade.

    Esite una ragione plausibile (che possa essere resa pubblica) che giustifichi una simile clamorosa diversita’ di comportamento da parte del Governo?
    Grazie mille per la risposta.
    Gaetano Passarelli

  252. ” Immagino tutti sappiate che i vincitori del concorso del 1990 sono rimasti pressoché tutti precari… qualcuno sa anche dire il perché? vorrei una prova di sincerità…” (Max Bruschi, più sopra)

    Gent. Dott. Bruschi,

    intanto sono discpiaciuto che Ella non ha potuto presenziare all’incontro dibattito sul tema “Salviamo la Musica nei Licei” che si è svolto ieri a Milano. Ha perso l’opportunità di ascoltare in modo corale riflessioni - anche costruttive - sui possibili percorsi per “salvare il salvabile” non appena in merito al problema dei posti di lavoro ma danche ella possibilità di una Educazione Musicale nella fascia liceale e direi tout court (all’incontro erano presenti anche docenti della classe A077 e A032, oltre che - ovviamente - una rappresentante del Conservatorio)

    Se è vero che bisogna ripensare globalmente il sistema di reclutamento del personale docente, però, e anche vero che con il “colpo di scure” attuato sulla classe di concorso A031 (e per me A031 equivale al numeretto che l’uomo radar vede sul monitor della torre di controllo e che indica un aereo carico di PERSONE).

    L’atto di sincerità che chiede, coincide col dirLe che ho affrontato due concorsi a cattedra banditi nel 1990.

    Il primo, per la classe A032 l’ho vinto a Napoli (c’erano a disposizione circa 250 posti) mentre il secondo, A031 l’ho superato (primo in graduatoria per la provincia di Catania) in Sicilia, posti 0.

    Perchè ho fatto anche il secondo concorso, secondo Lei? Forse per il piacere di viaggiare ogni fine settimana da Napoli per prepararmi a superarlo? O piutttosto perchè aspiravo a poter insegnare nella fascia Superiore?

    Per inciso, si trattava di concorsi con tanto di prove scritte, pratiche ed orali!!

    Nel frattempo - responsabilmente - dal 1989 ho accumulato una serie “infinita” di corsi di aggiornamento per aquisire le competenze adeguate per l’insegnamento sia dell’Ed. Musicale nella scuola media che dell’Ed. Musicale nella scuola secondaria.
    (ah, dimenticavo - prima di entrare di “ruolo” ho anche insegnato per un anno pianoforte nella neonata SMIM)

    Sento pesare su di me un’ingiustizia COLOSSALE nel momento in cui mi si viene a dire DI FATTO che il mio lavoro è AZZERATO!!

    Mi sento umiliato da una gestione delle risorse umane che non tiene ASSOLUTAMENTE IN CONTO la professionalità acquisita.

    La sfido a mandare in qualunque momento - a sorpresa - un ispettore da Roma o da Milano presso il mio Istituto (Liceo socio psico pedagico Turrisi Colonna di Catania) che verifichi “sul campo” le mie competenze.

    E come me tanti Docenti della classe A031 penso siano pronti e disponibili ad una sfida del genere (stiamo parlando di Docenti a tempo indeterminato e determinato che lavorano da almeno dieci anni).
    Le ricordo anche i Docenti della A031 che svolgono un prezioso insegnamento di strumento musicale pomeridiano nelle ex magistrali.

    Cordialmente

    Prof. Faro

  253. Gent. Dott. Bruschi,
    le scrivo apprezzando il suo stile comunicativo, per sottoporle l’importante questione della guerra “tra poveri” dei precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento che, sembra ormai certo, non verranno cancellate.

    Nel 2007 le graduatorie sono state dichiarate ad esaurimento con la sola possibilità di aggiornare il punteggio ma non di cambiare provincia (a meno di non finire in coda). Nessuno protestò.

    Nel 2009 le graduatorie sono state aggiornate, come già previsto, ma alcuni docenti hanno fatto richiesta di cambiamento di provincia con inclusione “a pettine”: il TAR ha dato ragione a questi docenti ma il ministero ha tenuto duro, ha però promesso che dal 2011, data di nuovo aggiornamento, sarà di nuovo possibile cambiare provincia con inserimento a pettine.

    Ora mi chiedo, e Le chiedo, un parere su questa situazione.
    Ovviamente il rimescolamento delle graduatorie del 2011 porterà grave danno a chi, come me molti altri, basandosi sulla “cristallizzazione” delle graduatorie ha fatto scelte di vita importanti, rinunciando ad altre opportunità lavorative per la certezza di un buon posto in graduatoria e la speranza di entrare presto in ruolo.

    Sarebbe importante tener conto, in ogni atto legislativo, che cambiando le norme si gioca con le vite delle persone, e solo la certezza della legge può fermare la lotta di ricorsi e contro-ricorsi, promossi da pseudo-sindacati, a cui assisto allibito in questi mesi.

  254. Gent. Dott. Bruschi,
    nella riforma dei Licei la materia Matematica è sempre indicata al biennio con Informatica. So che dovranno uscire i programmi ma vorrei fare una riflessione. Nella mia esperienza pre-ruolo mi è capitato di insegnare in un liceo linguistico dove come Informatica si intendeva insegnare a lavorare in Word e a impaginare. Penso che l’introduzione di Informatica al biennio debba essere vista come strumento per l’insegnamento della Matematica e non come l’insegnamento di qualche linguaggio di programmazione o l’utilizzo di qualche programma non finalizzato all’apprendimento della Matematica. Inoltre spero che nelle tre ore ci sarà lo spazio per la geometria: ha un forte valore formativo insegnare il metodo della dimostrazione.
    Cordiali saluti,
    Alessandro Bordin

  255. Egr. Dott. Bruschi,

    a proposito dell’incontro di ieri a Milano… dimenticavo di riferirle quattro parole (in parte acronimi in parte semplici sostantivi) che mi sono suonate come un pugno allo stomaco

    DOP
    UTILIZZAZIONE
    MOBILITA’
    LICENZIAMENTO

    del significato dell’ultima (purtroppo) con i tempi che corrono siamo tutti coscienti…

    Vorrebbe spiegare meglio le prime tre, grazie?

    In attesa di puntuale risposta

    Antonino Maria Eugenio Faro

  256. MENO UNO
    A Trieste: “Il liceo musicale annunciato come new entry dalla Gelmini, per esempio, non partirà se non nel 2011. L’ha chiarito la Conferenza dei servizi convocata venerdì scorso dalla Direzione scolastica regionale guidata da Daniela Beltrame”.
    il Piccolo — 23 febbraio 2010 pagina 12 sezione: TRIESTE

  257. Egr. Dott. Bruschi,

    mi perdonerà l’insistenza ma…. a proposito di

    “definire la soluzione in tempi rapidi.
    Dico “definire”, perché le idee già ci sono”

    Quali tempi?

    Quali idee?

    E’ possibile condividere almeno le idee (visto che i tempi saranno strettissimi).

    O, come al solito (vedi quadri orari) ci verrà calata una “mannaia” sul collo?

    (scusi le immagini forti - scure - in verità usata ada un’altra collega - tsunami, mannaia…) ma mi creda sono assolute metafore che non vogliono istigare ad alcuna forma di violenza. Il gesto del Tartaglia, per esempio, è stata l’azione di un pazzo istigato da un clima di violenza che IO assolutamente non condivido…

    MA

    “Si vis pacem… para bellum”

    e Le ricordo che da martedì scorso la mia battaglia (Culturale e Politica) è scesa sul piano della realtà… dalla quale Ella - non so per quale motivo - già una volta si è sotratta.

    Words are sharper than swords

    (e non le venga in mente il sospetto che io quando uso il latino o l’inglese abbia al mio fianco un dizionario… semmai tra i libri della mia biblioteca giacciono il DEUMM della Utet nonch’è oltre 200 libri di musicologia varia… per non parlare degli oltre 400 Cd di musica classica… o del pianoforte Yamaha C3… che fanno bella mostra non certo per essere IO UTILIZZATO IN ALTRA FUNZIONE DIVERSA DA QUELLA I DOCENTE DEI MUSICA - STORIA DELLA MUSICA presso i LICEI… TUTTI I LICEI)

    Salutandola sempre cordialmente

    mi dispiace di non poterLE fare sentire la mia voce nel momento in cui la metto tra parentesi (si è trattato per inciso di un “crescendo rossiniano”… sonoi partito da un pianissimo per arrivare al FORTISSIMO su un tema ostinato…

    Grazie ancora dell’attenzione

    Spero di poterLa conoscere personalmente quanto prima.

    Saluti

    Antonino Maria Eugenio FARO

  258. precisazione…

    la precedente comunicazione è stata scritta

    giovedì 25 febbraio 2010 alle 13,33

    Prego aggiornare l’orologio del blog

    Grazie

  259. Max Bruschi, il 24 Febbraio 2010 alle 09:35 ha scritto:

    …….@A031. Sto lavorando assieme alla Direzione al personale. Tra provvedimento sugli utilizzi e salvaprecari, nessuno resterà in mezzo a una strada. Si tratta invece di lavorare per un utilizzo ottimale e di definire la soluzione in tempi rapidi……

    Gent. mo Dr. Bruschi,
    non vogliamo provvedimenti per essere “utilizzati”, noi vogliamo (o meglio ri-vogliamo) il nostro posto di lavoro, quello e non un altro. Quello per cui abbiamo studiato e che ci ha consentito di crescere professionalmente. Non vogliamo un’alternativa alla strada, vogliamo essere rispettati come tutti gli altri docenti della scuola italiana.
    Mi auguro che il lavoro di questa “Direzione del personale” sia finalmente “illuminato”, e dimostri come la “cabina di regia” di questa riforma sia ancora in grado di dare una risposta culturalmente adeguata alla Scuola Italiana.

    Grazie per l’attenzione e buon lavoro

  260. una domanda diretta: sono docente di chimica nell’attuale liceo scientifico tecnologico, futuro liceo scientifico delle scienze applicate, appartengo alla classe di conocorso A013 è ho l’ablitazione sulla classe A060: potrò insegnare la nuova materia che accorpa chimica, scienze della terra e biologia? La salvaguardia della titolarità quando un insegnamento permane nella scuola anche se cambia l’appartenenza alla classe di concorso è un punto di fondamentale rilevanza per il MIUR (15/12/09). Al di là di inutili sofismi , questo è ciò che mi preoccupa, dopo 20 anni di insegnamento, alla luce di una così tempestiva scadenza delle domande di trasferimento.
    La ringrazio anticipatamente se vorrà avere la gentilezza di rispondermi.

  261. annuncio urgente a tutti i docenti di musica della scuola italiana. Collegatevi alla Rete per prendere atto della situazione in cui siamo precipitati a seguito della Riforma. Neanche i Licei Musicali!!!!!!!!!!!!! Si parla solo di 11 classi in tutta Italia.
    Sig. Bruschi, cosa puo’ rispondere a questo punto?

  262. Il liceo musicale, vostro “fiore all’occhiello” è già un crisantemo appassito.
    La Musica nella scuola è morta.
    Complimenti vivissimi per gli ottimi risultati conseguiti in sì breve tempo.
    Ad majora!!!

  263. Anche io vorrei complimentarmi con il Dott. Bruschi.
    In poco tempo è riuscito a spazzar via totalmente la cultura musicale dalla scuola italiana.
    Conan il Barbaro non avrebbe saputo fare di meglio.

  264. Insomma, Caro Dott. Bruschi…

    come avevo preannunciato l’onda della tsunami comincia a muoversi verso di voi!

    a questo punto, sincerità per sincerità, in periodo quaresimale devo fare un MEA CULPA, esponendomi forse al ludibrio dei colleghi.

    Ebbene sì, alle scorse politiche ho votato per il PDL convinto da alcune idee forza del progetto berlusconiano.

    Quanto sta accadendo nella scuola mi fa cominciare a riflettere che, forse, quelle idee forza erano solo un grimaldello “glamour” (per usare un aggettivo a Lei caro) per “attrarre” l’attenzione dell’elettorato.

    E’ vero che l’operato di un Governo si misura a fine legislatura… ma è anche vero che NEL MEZZO DEL CAMMIN DI VOSTRA VITA vi siete imbattuti in un EPOCALE errore: pretendere di riformare la scuola a colpi di “scure”

    Ripeto…. trattasi di errore madornale sia sul piano Culturale che sul piano Politico.

    Cordialmente

    Un elettore abbastanza deluso (uso un eufemismo)

    Prof. Faro

    P.S. sarebbe interessante sapere chi sono le “teste pensanti” che stanno rielaborando la formulazione delle classi di concorso.

    Visto che per la cabina di regia avete avuto il coraggio di dichiararle ADESSO ABBIATE L’ONESTA DI COMUNICARCELE PER TEMPO (cioè prima che scada il tempo di decisione).

    ATTENDIAMO CON PAZIENZA (NON INFINITA)

  265. Gentile dott. Bruschi,
    come vede siamo in tanti a rivendicare l’importanza della musica nella scuola superiore, la prego di non sottovalutare questi appelli alla responsabilità, soprattutto in questa fase pre-elettorale!
    Siamo in molti ad essere scontenti e delusi!
    Cordialmente Valeria Di Benedetto

  266. Anch’io ho votato PDL e sono delusissimo in questo momento.
    Nel Paese di Guido d’Arezzo e del melodramma la scomparsa di musica nella scuola superiore è davvero un errore madornale. Marco

  267. Beh, non capisco bene chi e’ riuscito ancora una volta a votare Berlusca, libermente, in cabina elettorale.
    Ma di quali idee parlate?
    Comunque, citando qualcuno, mi vien da dire: va’, e non peccare piu’!

  268. Max Bruschi DIMETTITI!!! oppure comincia a lavorare e fare cose serie , ma quale liceo musicale , vai un po in america e guarda come si fa la musica . poi ti metterai a ridere anche tu su quello che state facendo. dimettetevi tutti solo cosi ci salveremo e la musica ritornerà a far felice il popolo!!

  269. Dott. Bruschi, a prescindere dalle parole e dai fatti con i quali si vuol definire il liceo musicale, mi chiedo che fine faranno le sperimentazioni musicali attivate negli ex magistrali o in altri licei….
    Continueranno?..Verrannno inserite all’interno delle discipline opzionali e quindi stabilite dagli istituti scolastici, secondo il monte orario dell’autonomia?..Verrannno soppresse (francamente, mi sembra improbabile)?
    Cordiali saluti!

  270. Gent Dott. Bruschi, sono insegnante precario e musicista…non posso far altro che accodarmi a tutti gli altri commenti sinora espressi. Quello di togliere del tutto la musica dagli istituti di istruzione secondaria II grado penso sia uno dei più gravi errori. E non mi riferisco al “secondario problema” di lasciare a spasso i docenti di musica, ma alla grave lacuna nella formazione di ogni cittadino del paese considerato la culla della musica e del belcanto…ma oramai sempre meno… Mi pare strano che il MIUR trascuri altri aspetti fortemente trasversali che il linguaggio musicale ha nella formazione generale di ogni individuo. Sono molti gli studi che dimostrano che chi studia musica, suona uno strumento, canta, elabora musica è nella media più intelligente, con maggiori capacità logiche in tutte le altre discipline e minori problemi sociali e psicologici, se presenti. Far musica pertanto fa bene non solo fine a se stessa. L’aspetto ludico fra l’altro legato alla musica, in cui giocando si impara fa comprendere come il linguaggio musicale sia importante fin da piccoli. Non a caso in molte altre lingue “suonare” e “giocare” sono praticamente lo stesso vocabolo: play, jugar, spielen…e questo vale a qualunque età. Condivido con Lei la necessità di dover far partire un progetto di sistemazione di quest’arte nelle scuole a partire dal basso, fin dalle scuole materne, ma non condivido assolutamente il fatto che si debba con ciò eliminare già quel poco che c’è nelle altre scuole di un’arte definibile senza ombra di dubbio patrimonio dell’umanità.

  271. Gent.mo Dott. Bruschi,
    fate presto….prima che Tremonti se ne accorga!!! Non Le voglio parlare dell’operazione anti-culturale, forse la più grande della storia d’Italia ,che avete posto in essere; e neanche dell’ approssimazione e del pressapochismo con cui state portando avanti l’attuazione della stessa ( da ridere, anche se ampiamente prevedibile l’epilogo dei Licei Musicali). Altri hanno già sviscerato i temi a difesa della cultura musicale italiana ed, a tal proposito , voi sapete bene che le ragioni dei musicofili sono sacrosante. Certo, adesso dovete incassare, come un pugile provetto, ma l’ISPIRATORE della riforma vi ha dato dei paletti e voi avete tagliato a destra e a manca come e più di 100 tagliaboschi messi insieme. Ma, e scendo nello spirito reale della riforma al vostro stesso livello, avete sbagliato i conti!!!! Adesso toccherà mantenere 100 o mille, non so quanti siamo, insegnanti di musica alle superiori con incarichi o progetti o altro, al di là della spesa corrente degli stipendi ordinari degli altri docenti. Soldi che avreste risparmiato se solo aveste continuato a prevedere, come quel Beniamino di Brocca fece,la possibilità di scelta dell’utenza e dei collegi tra Arte e Musica negli istituendi liceo delle Scienze Umane e Linguistico (ex Magistrale). Che caspita due conti non li avete fatti? E se se ne accorge Giulio? Suvvia dott. Bruschi, Lei che è un cultore di Verdi certamente ricorderà che il Va’ pensiero rappresentava un’allegoria per il popolo risorgimentale italiano che come gli ebrei nel Nabucco anelavano alla libertà e non vorrei che dopo 1 secolo e mezzo quegli spartiti gettati all’aria dall’orchestra di Sanremo non comincino a rappresentare altro in questo (?) Paese(?).

  272. Vivo nella città in cui è nato Bellini. Le propongo l’emozione di Casta Diva con l’interpretazione della Callas

    http://www.youtube.com/watch?v=TYl8GRJGnBY&feature=related

    Sono sicuro che anche Vincenzo Bellini sarebbe con i docenti di A031. Sa quanta gente ha scoperto il proprio talento proprio nelle ore di educazione musicale? L’educazione musicale è un’esca culturale formidabile.

  273. Sono un insegnante di Musica, disgustato da quanto sta facendo questo governo in materia di politica scolastica. Sono comunque piuttosto sorpreso dalle reazioni dei colleghi: cosa vi aspettavate da questi signori? Quando l’unico obiettivo di una riforma “epocale” è risparmiare, non si può che andare incontro a tagli come quelli a cui stiamo assistendo. Che poi venga completamente affossata la Musica è piuttosto sintomatico del livello culturale e della lungimiranza di chi ci governa. La prossima volta che andrete a votare pensateci un po’ meglio prima di tracciare una croce.

  274. Caro Leonardo,

    purtroppo il linguaggio che “colpisce nel segno” gente come quella che ha partorito questa Riforma Epocale sono le due vignette di Vauro che non vedremo mai in TV

    Nella prima C’è un Kapò nazista, vagamente somigliante al Sig. Bruschi, con la pistola fumante in mano… ai suoi piedi una fossa con Bellini e Verdi morti… mentre una schiera infinita di altri musicisti aspetta. Nella nuvoletta in alto c’è scritto: “Avanti un altro”

    Seconda vignetta.
    Il Prof. Bruschi in cattedra - dietro la lavagna la scritta nuovo liceo e lui che apostrofa un alunno così ” VERDI! FUORI!”

    Una risata li seppellirà… altro che la Callas

    Con spirito ironico e distaccato (alla Vauro)

    saluti a tutti i blogger

    Nino

  275. E’ difficile continuare ad insegnare serenamente. Noi in classe,la mattina, ci proviamo. Ci proviamo, Dr. Bruschi, perchè sappiamo che i nostri alunni lo meritano. E allora continuiamo, come se niente fosse, a parlare di tutto quello che avate tagliato “a colpi di scure”. Poi la sera siamo qui, a leggere, affannarci e deprimerci per questo epocale decadimento della cultura scolastica italiana. Preferirei, Dr. Bruschi, approfondire la lezione di domani mattina. Scegliere gli ascolti, preparare gli spartiti da analizzare, ecc. ecc. E invece? Invece Voi avete scelto per noi. Avete scelto altro.

    Grazie per l’attenzione e per le risposte che tutti noi avremmo il diritto di ricevere

  276. Qualche giorno fa avevo scritto, in merito a Licei musicali, MENO UNO. Oggi sappiamo che il Ministero ha sentenziato: MENO TRENTA.
    E le promesse? E i bei discorsi televisivi sulle convenzioni?
    Dignità professionale vorrebbe che qualcuno si dimettesse, ma sappiamo che questo non succederà. Anzi, verrà attivata una campagna mediatica per convincere i cittadini che abbiamo un Ministro capace di riforme “epocali” (l’unico dopo Gentile), e che i suoi maggiori Consiglieri avevano predisposto tutto al meglio, solo che poi alcuni della solita “sinistra” (?!) e i soliti sindacati hanno avanzato obiezioni pretestuose e tutto viene ritardato, per colpa della sinistra a danno degli studenti e delle famiglie.
    Ma ci faccino il piacere….
    Di passaggio: il Ministro dice che le iscrizioni si possono fare. Ma a cosa iscriviamo i ragazzi, visto che i regolamenti, per essere operativi, devono essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, e che quindi i nuovi Licei, giuridicamente, non esistono ancora? (Ah, questa burocrazia che impedisce di essere efficienti….).

  277. Ho letto con molta attenzione tutti gli interventi……prevalgono ovviamante quelli a difesa di musica ed è giusto. Purtroppo non ho visto nulla sulla brutta fine che fa il Latino nei licei in generale. Ormai ovviamente le discipline umanistiche non servono più ….Il Latino, patrimonio del nostro Paese, diventa una materia di serie b. Due ore solo al liceo lingusiico? Mi mi spiega che senso ha? Si è voluto valorizzare le lingue, ma non pensa che, forse, i ragazzi che sanno di Latino sono quelli che riescono meglio nelle lingue e migliorano di gran lunga la conscenza dell’ Italiano? Altra domanda alla quale non è stato ancora risposto nonostante diversi post. Negli ex magistrali dove ormai confliggono le classi di concorso a050/51 chi perderà il posto? Ovviamante ormai si deve parlare solo così…perché con l’avvio di questa “riforma” in automatico si avranno solo soprannumerrari non più collocabili anche nelle classi di concorso a051 (come nella provincia di Milano) vista l’abolizione della clasola di salvaguardia già dall’anno passato! Vorrei avere cortesamente una risposta chiara perché , pur avendola già fatta anche nella cabina di regia, e altri colleghi lo hanno già chiesto in questo blog…nessuna spiegazione è stata ancora data.

  278. Egregio dott. Bruschi,
    desidererei conoscere in modo circostanziato le motivazioni di carattere educativo e di pertinenza didattica in funzione dell’ indirizzo, in base alle quali il legislatore ha ritenuto opportuno opzionare, nel compilare il monte - ore dei futuri Licei delle Scienze Umane, l’insegnamento del Diritto, a discapito di una disciplina storica e di tradizione come la musica, sempre presente nei programmi degli ISTITUTI MAGISTRALI sin dal loro concepimento da parte di Giovanni Gentile, ma ciononostante rimossa inesorabilmente dal curricolo.

    Grazie

    P.S. E’ nostro diritto avere risposte, è suo dovere fornircele …

  279. Diritto… Dovere

    parole grosse, altisonanti (riferimento inconscio alla musica!), difficili da praticare per tanti politici dei nostri giorni…

    Buon week end a tutti

    (anche al caro Dott. Bruschi)

    Nino Faro

  280. Dott. Bruschi noi precari della A047 non riusciamo più a dormire la notte, so che non vuole parlare delle classi di concorso, ma le sembra giusto l’esclusione al Liceo della nostra materia? E’ paradossale che mentre le ore di Matematica aumentano noi siamo in esubero! Ci dica : si sta pensando a ritoccare qualcosa della Tabella A , si sta discutendo su eventuale variazioni?

  281. Gentile dott. Bruschi,
    ho letto in un suo post precedente una previsione di 16 anni per l’esaurimento delle graduatorie di lingue, ha qualche dato anche per filosofia (A037)?
    Il Ministero ha qualche idea per risolvere il problema delle migliaia di docenti abilitati inseriti nelle graduatorie ad esaurimento?
    Perché non si riduce la mobilità che soffoca molte classi come la 36 e 37?
    E in considerazione del momento drammatico che stanno vivendo molti precari, perché non si sospendono per qualche anno le assunzioni da graduatorie di merito, in modo da far scorrere le graduatorie ad esaurimento?
    La ringrazio per il tempo che ci dedica.

  282. Sono molto delusa .

  283. Gentile prof. Bruschi,

    insegno in università, e al liceo italiano, latino, storia e geografia. Quanto Lei afferma sulla geografia “liberata” è assolutamente in contraddizione con le tre ore settimanali tra storia e geografia nel biennio. Come sarà possibile insegnare geografia con un programma di storia che nel biennio va dalle origini dell’uomo al 1300?
    Quanto al latino, scomparso ormai ufficialmente nel liceo con opzione scienze applicate, tre ore alla settimana nel biennio del liceo scientifico non potranno mai essere sufficienti per insegnare le basi di una lingua tanto logica e complessa, utile a formare, a dare “struttura” e competenze linguistiche generali anche alle nuove generazioni.
    Vedo poi che non c’è limite alla scelta dell’opzione scienze applicate, che temo prevarrà sul tradizionale. Lei dirà che esiste il classico, ma un classico nuovamente antico, con pochissima matematica come lo era fino a vent’anni fa. Dunque chi vorrà una solida formazione scientifica dovrà rinunciare ad avere anche una robusta formazione linguistico-letteraria, come era negli intenti originari del liceo scientifico.

    La ringrazio per l’attenzione e la saluto cordialmente.

  284. Gentile Prof. Bruschi,
    sono una docente di lettere e latino, classe di concorso A051. Intervengo in questo blog per esprimere tutta la mia amarezza e delusione nel constatare nei quadri orari riformati il grave declassamento in cui versa il Latino. Insegno da anni questa disciplina con soddisfazione; i miei alunni riconoscono che l’impegno speso nello studio del latino è ripagato dal possesso di una competenza linguistica e di un patrimonio culturale che non riscontrano nella preparazione degli alunni di altre scuole. Non dimenticate che i ragazzi si confrontano tra loro e sono giudici imparziali del nostro lavoro. Non ritengo giusto valorizzare esclusivamente il versante scientifico del Liceo, a danno di quello umanistico. Considero privo di validità formativa equiparare la grammatica del latino (tre ore nel liceo Scientifico) a quella della lingua inglese, così come è inaccettabile un liceo scientifico, detto delle scienze applicate, privo della lingua latina, lingua che, per secoli, gli scienziati hanno utilizzato nei loro trattati per esprimere teorie basilari per lo sviluppo della nostra civiltà.
    Grazie per l’attenzione. Distinti saluti.

  285. per tutti i colleghi AO31 e aspiranti tali, notizie appena confortanti potete trovare nel sito della cgl scuola sotto la voce AFAM: “Incontro su convenzioni e licei musicali
    comunicato congiunto su convenzioni Afam e licei musicali” del 25.02.2010
    Date un’ occhiata, valeria

  286. Verso il CAOS.
    Se, come sembra ormai certo, verranno attivati solo 10 classi del Liceo musicale, che fine faranno le molte sperimentazioni musicali? Confluiranno in altri licei o verranno mantenute?
    ad es. Cito da un forum: “A Milano, con un patrimonio indiscusso di scuole medie a indirizzo musicale (circa 3mila studenti e 50 scuole in tutta la provincia) si aprirà una sola classe di liceo musicale presso il Conservatorio. Questa classe sarà l’unica ad aprire il prossimo anno in tutta la Lombardia. Restano così al palo il Liceo Quasimodo di Magenta, l’Istituto Tenca di Milano, ma anche i licei musicali previsti nel Piano pluriennale regionale a Bergamo, Brescia, Como, Cremona e Mantova”.
    Domanda: questi Licei cosa diventano? Classico, scientifico, ecc.?
    Quindi iniziano il 2010-2011 una prima classe non musicale? E il prossimo anno? Qualcuno potrà avere una prima classe musicale, una seconda classe xy, terza, quarta e quinta che continuano con la sperimentazione?
    Dott. Bruschi: lei che ha sempre risposte chiare ed esaurienti, mi aiuta a sciolgiere i dubbi? Grazie.

  287. Dr. Bruschi,
    come mai nessuna risposta da quando abbiamo avuto la notizia epocale del taglio dei Licei musicali?
    Possibile che non si trovano parole per giustificare questa decisione? Ma, soprattutto, non si trova una risposta a quella che, ormai è piu’ che palese, risulta essere una ingiustizia epocale nei confronti dell’insegnamento della musica? Possibile che non sia ormai evidente che il solo modo per riconquistare fiducia nei confronti di noi docenti (e non solo) sia quello di rivedere, in modo illuminato, questa situazione?!

    Sempre in attesa,
    un grazie anticipato per la risposta a tutta la vostra cabina di regia

  288. sos bergamo musica

    nella nostra provincia abbiamo 20 scuole medie ad indirizzo musicale
    circa 1500 alunni ( e non le segnalo quanti siano gli allievi di ed musicale nella media inferiore), non tutti coloro di questi che usciranno dalla terza media vorranno scegliere il liceo musicale ma sicuramente nessuno di loro lo potrà scegliere. Inoltre è certo che grazie alle sue/vostre convinzioni, nessuno di loro in alcun modo potrà studiare musica in maniera curricolare in qualsiasi altro liceo. Ma perchè, perchè siete così ostili alla musica?
    pietro luigi

  289. “Save Music in Italy”

    “I hope that someone gets my
    Message in a bottle”

  290. @ Pietro Luigi: sono d’accordo con te, la domanda sulla morte della Musica alla fine è proprio questa:
    P E R C H E’ ? ?

  291. E’ vero che con meno di 27 alunni non si potrà formare una classe? Si dice che per formare due classi con indirizzi diversi servono 54 alunni, mentre bastano 34 alunni per formare due classi dello stesso indirizzo. E’ vero? Non c’è qualche contraddizione? Se fosse così le scuole tenderebbero a restringere l’offerta formativa a scapito degli interessi e del diritto di scelta degli alunni!

  292. PERCHE’ eliminare la Musica? Perchè distruggere la speranza di una cultura più ampia e completa? Forse vi spaventano i cittadini che imparano a pensare e a sviluppare un maggior senso critico?
    RIVOGLIAMO una scuola pubblica a livello europeo!
    RIVOGLIAMO LA MUSICA!!!

  293. @Piatti. Non c’è un problema di destra o di sinistra. C’è un problema di consapevolezza istituzionale e di rigore. La Conferenza Unificata è stata protagonista, per quattro mesi, di una sorta di “sciopero bianco” che ha rallentato il processo di riforma, senza fermarlo. Oggi, mentre alcune regioni hanno operato correttamente e sono pronte serenamente ai blocchi di partenza, altre hanno recalcitrato. Che ci sia qualcuno che tenta, ricorrendo more solito al TAR (magari Lazio) per interrompere il processo riformatore, è nelle cose. Posso non approvare, ma così è: lo scorso anno siamo passati indenni e Consiglio di Stato e Corte Costituzionale, con le loro sentenze, hanno fatto grande chiarezza. Grazie a questa chiarezza, procediamo sereni. Sul liceo musicale e coreutico, a parte le conversioni dei percorsi sperimentali, le regioni erano chiamate a un accordo per distribuire le 40 più 10 sezioni. Accordo che non c’è stato, non certo per colpa del ministero! Nonostante questo, stiamo cercando e cercheremo di aiutare i licei che si sono candidati o ad avere i percorsi a partire da quest’anno (difficile: col tipico atteggiamento del marito che si castra per far dispetto alla moglie… qualche regione potrebbe impugnare il tutto), o a costruire dei percorsi di potenziamento dell’offerta formativa ad hoc. Processo non semplice, ma ci proveremo.
    Sul latino: non è stato assolutamente pregiudicato. Costituisce, lo vorrei ricordare, un “unicum”, una specificità italiana. Ma da consentire a tempo e a luogo. I latinisti che abbiamo consultato non hanno battuto ciglio. Mettere più latino al linguistico (il modulo è stato studiato ad hoc) a detrimento delle tre lingue? No, grazie. Ma l’accusa che era stata fatta allo scientifico “standard” era di essere un classico senza greco. L’abbiamo superata. L’opzione delle scienze applicate ha il suo fascino, ma occorre che chi ha più filo da tessere lo tessa, mostrando nei fatti quanto un percorso possa essere di eccellenza. Al di là delle dichiarazioni di principio, esiste un problema serissimo di apprendimento del latino. Le difficoltà mostrate dagli studenti nel tradurre un Cicerone facile facile sono lì a dimostrare che c’è qualcosa che non va, e che non deriva dal numero di ore, ma forse dall’approccio didattico (e da problemi seri nella lingua italiana…). Quanto alla configurazione del classico, rispetta la tradizione, con qualche innovazione. Dare più ore alla matematica significava togliere ore dalle materie di indirizzo. Scelta contraria ai principi che abbiamo seguito. Casomai, il problema è che nessuno studente, in nessun percorso, trascuri l’ìapprendimento dei nuclei fondamentali di TUTTE LE DISCIPLINE. Il che, come è ben noto, oggi non accade sempre. Dragone si è risposto da solo. Il percorso delle Scienze Umane non ha più nulla a che fare con l’istituto magistrale, come ho più volte ribadito.
    Classi di concorso, problema soprannumeri, esuberi: ho ribadito più volte che la riforma dovrebbe avere un atterraggio morbido, in attesa delle nuove classi di concorso (che comunque dovrebbero valere per i “nuovi”). Il regolamento è in fase di profonda riscrittura.
    @Faro. Adoro Vauro, soprattutto quando morde, anche eventualmente il sottoscritto. Le sarei grato se mi inviasse le due vignette in questione o mi indicasse dove procurarmele. Su tutta la partita della musica, comunque, stiamo progettando degli interventi seri per rilanciarne l’apprendimento lungo l’intero percorso di istruzione. Ringrazio per la “Casta diva” interpretata da Maria Callas. In casa ne ho una dozzina di registrazioni diverse. Stilisticamente, preferisco l’esecuzione della Sutherland, ma interpretativamente la Callas, in quel ruolo, non ha avuto e non ha rivali.

  294. Grazie per le risposte, Dr. Bruschi,
    ora attendiamo gli interventi seri. Considerate che l’inizio del prossimo anno scolastico è imminente, insieme a tutti gli esuberi (parlo ovviamente di docenti a tempo indeterminato). Il lungo percorso di istruzione lascia intendere che anche la scuola secondaria superiore vi è compresa. O no?

    Buon lavoro dalla classe A031

  295. Lei ha scritto: ” … Dragone si è risposto da solo. Il percorso delle Scienze Umane non ha più nulla a che fare con l’istituto magistrale, come ho più volte ribadito…” …

    Se il percorso delle Scienze Umane non ha più nulla a che fare con l’ Istituto Magistrale, e di conseguenza con il Liceo Socio Psico Pedagogico che lo ha sostituito nell’ordinamento, mi spiega allora, cortesemente, perchè TUTTE LE MATERIE SONO RIMASTE ESATTAMENTE LE STESSE, con la sola RIMOZIONE DELLA MUSICA dalle opzioni curricolari?
    Ne consegue che la sola presenza della MUSICA rendeva il “vecchio” indirizzo obsoleto … ma per piacere !!!

    Ah, già … vedo che Educazione Fisica adesso si chiama Scienze Motorie e Sportive … che cambiamento EPOCALE !!!

    Cmq, le avevo chiesto le motivazioni che avevano portato il legislatore ad opzionare il Diritto piuttosto che la Musica … e queste motivazioni non mi risulta siano ancora state fornite …

  296. Insegno, da anni, Matematica e Fisica in un liceo Socio Psico Pedagogico . Visto il taglio delle ore di Matematica , vorrei sapere a quali nuovi programmi dovrò attenermi il prossimo anno scolastico. Riusciremo a sapere qualcosa a riguardo prima di dover scegliere i libri di testo ? Immagino che anch’essi andranno adeguati ai cambiamenti e sono miolto preoccupata per le decisioni che verranno prese. Mi auguro che non venga sacrificata la Geometria , la considero una delle parti più formative della disciplina. E che Informatica ? Cordiali saluti.

  297. Non so quanti si siano dati la pena di leggere i profili dell’allegato A… A prescindere dalle scelte di quadro orario, è lì che occorre guardare.ù Dedico a Dragone questo copia e incolla:
    “Il percorso del liceo delle scienze umane è indirizzato allo studio delle teorie esplicative dei fenomeni collegati alla costruzione dell’identità personale e delle relazioni umane e sociali. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per cogliere la complessità e la specificità dei processi formativi. Assicura la padronanza dei linguaggi, delle metodologie e delle tecniche di indagine nel campo delle scienze umane” (art. 9 comma 1).

    Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, oltre a raggiungere i risultati di apprendimento comuni, dovranno:
    • aver acquisito le conoscenze dei principali campi d’indagine delle scienze umane mediante gli apporti specifici e interdisciplinari della cultura pedagogica, psicologica e socio-antropologica;
    • aver raggiunto, attraverso la lettura e lo studio diretto di opere e di autori significativi del passato e contemporanei, la conoscenza delle principali tipologie educative, relazionali e sociali proprie della cultura occidentale e il ruolo da esse svolto nella costruzione della civiltà europea;
    • saper identificare i modelli teorici e politici di convivenza, le loro ragioni storiche, filosofiche e sociali, e i rapporti che ne scaturiscono sul piano etico-civile e pedagogico-educativo;
    • saper confrontare teorie e strumenti necessari per comprendere la varietà della realtà sociale, con particolare attenzione ai fenomeni educativi e ai processi formativi, ai luoghi e alle pratiche dell’educazione formale e non formale, ai servizi alla persona, al mondo del lavoro, ai fenomeni interculturali;
    • possedere gli strumenti necessari per utilizzare, in maniera consapevole e critica, le principali metodologie relazionali e comunicative, comprese quelle relative alla media education.

  298. Dr. Bruschi,
    e Le sembra che tutto questo non abbia niente a che fare con la disciplina Musica?!?!?!?
    Non mi voglio ripetere, ma in un intervento di qualche giorno fa avevo allegato i programmi della Commissione Brocca. Si veda sopra, semplicemente.

  299. Gentile Dr. Bruschi,
    crede veramente di avermi fornito “LE RAGIONI DELLE (vostre) SCELTE” a favore del DIRITTO, con la conseguente RADICALE ELIMINAZIONE della MUSICA, soltanto ESEGUENDO UN COPIA E INCOLLA DEL PROFILO FORMATIVO DEL LICEO DELLE SCIENZE UMANE? Dai ! Troppo facile !!!

    Facciamo così: visto che lei, nonostante la mia insistenza, per la seconda volta non me le ha fornite, queste ragioni GLIELE FORNISCO IO, partendo opportunamente proprio dall’ultima “competenza” richiesta tra quelle da lei “copiaincollate”, cioè … “POSSEDERE GLI STRUMENTI NECESSARI PER UTILIZZARE, IN MANIERA CONSAPEVOLE E CRITICA, LE PRINCIPALI METODOLOGIE RELAZIONALI E COMUNICATIVE, COMPRESE QUELLE RELATIVE ALLA MEDIA EDUCATION”. Beh, ma è chiaro: si parla di metodologie comunicative … è noto a tutti come gli individui non comunichino per mezzo dei suoni, quanto TRAMITE GLI ARTICOLI DEL CODICE PENALE ! … O dalla seconda … “AVER RAGGIUNTO, ATTRAVERSO LA LETTURA E LO STUDIO DIRETTO DI OPERE E DI AUTORI SIGNIFICATIVI DEL PASSATO E CONTEMPORANEI, LA CONOSCENZA DELLE PRINCIPALI TIPOLOGIE EDUCATIVE, RELAZIONALI E SOCIALI PROPRIE DELLA CULTURA OCCIDENTALE E IL RUOLO DA ESSE SVOLTO NELLA COSTRUZIONE DELLA CIVILTÀ EUROPEA” … Hmmm … qui si parla di tipologie relazionali e sociali proprie della cultura occidentale … è evidente quanto figure come quelle di FIGARO e di DON GIOVANNI qui ” non ci azzecchino niente”, anzi … a Figaro, ai sensi degli artt. da 531 a 536 del codice penale, L’AVREBBERO DOVUTO IMMEDIATAMENTE TRARRE IN ARRESTO PER LENOCINIO … (o meglio, attualizzando il reato, PER AVER TENTATO DI PROCACCIARE UN’ESCORT AD UN UTILIZZATORE FINALE !!!:-) … oppure … “SAPER CONFRONTARE TEORIE E STRUMENTI NECESSARI PER COMPRENDERE LA VARIETÀ DELLA REALTÀ SOCIALE …” … tutto il teatro borghese, la moda del ballo promiscuo, le suites, le passacailles, non c’entrano di nuovo e di sicuro un fico secco, ma … lasciamo perdere …

    Mi arrendo!
    Son venuto per aiuto, ed ho trovato consiglio.
    Tolgo il disturbo. Non la importunerò più (a meno di non dover doverosamente replicare) …
    La ringrazio. Lei è stato più che cortese, e disponibile.
    Devo essere sincero: non mi aspettavo di essere oggetto delle attenzioni di un “politico” in modo così sollecito. Questo le fa onore.
    Cercherò le mie risposte altrove.
    E se non le troverò, continuerò a protestare vibratamente contro questa riforma.
    Penso sia giusto che i nostri figli abbiano la possibilità di conoscere le “COSE DI MUSICA” anche se non scelgono di diventare musicisti. E che sia, parimenti, profondamente ingiusto dover pagare costosissime scuole private pur di non privarli di questa opportunità formativa.

    La saluto

  300. Cari TUTTI che siete intervenuyi, fino ad ora, in questa sezione del blog

    Dobbiamo dare atto al Caro Dott. Bruschi di aver creato un luogo aperto di confronto

    Io persolamente lo ringrazio per avermi dato l’opportunità di “amplificare” mie personali riflessioni che poi sono diventate corali (mi scusi il brutto termine musicale, Dottore) fino a sfociare in un vero e proprio Coordinamento Nazionale Docenti A031.

    Devo dire che fino ad ora il lavoro di noi tutti (parlo del Coordinamento) è stato davvero egregio.

    Oggi si apre una nuova settimana di “battaglia culturale” che vi vedrà in prima linea, anzitutto in classe, con i nostri alunni, responsabilmente, con la passione che da sempre vi contraddistigue…
    con la generosità anche del non contare le “ore ” di lezione “regalate al collega” (io stesso la scorsa settimana ho fatto due ore di lezione con la collega di filosofia che mi chiedeva un approfondimento “musicale” per una quinta classe Linguistico - lì non fanno musica - a proposito del rapporto Wagner - Nietzsche - Schopenhauer (con tanto di ascolti, pensi un po’ caro Dottore).

    In seconda linea, purtropppo, rimango io - a casa - malato (Sindrome ansioso depressiva reattiva con spunti di agitazione) ….

    Sappiate però che TUTTA questa vicenda CHIEDE GIUSTIZIA.

    E non mi darò pace fino a che GIUSTIZIA SIA FATTA (detto, per carità in tono assolutamente moderno-contemporaneo, secondo i canoni del diritto - sic - come ho già avuto modo di dire in altri interventi ODIO OGNI FORMA DI VIOLENZA; FISICA - MA ANCHE VERBALE).

    Buona settimana a tutti

    Nino

  301. Sig. Bruschi,
    Eccomi qui dopo qualche giorno di apparente assenza e\o di riflessione.
    Le “ragioni” delle scelte. Indicativo questo titolo.
    Andiamo subito al dunque. Nei miei precedenti interventi le ho posto varie domande, alle quali lei con abilità ha dato risposte ad alcune, altre invece sono state abilmente evase. A questo punto ritengo opportuno porgerle una domanda per volta in modo tale che sia evidente la sua risposta o non-risposta.
    Mi piace premettere tuttavia che secondo il mio modesto parere le ragioni delle sue scelte , per ovvi motivi che i lettori capiranno ( salvaguardia nei limiti del possibile delle proprie cattedre), quest’anno si avrà una altissima percentuale di promossi nelle prime 4 classi degli Istituti superiori. Mi auguro di sbagliarmi ma, a fine anno leggeremo le statistiche. Se ciò si dovesse verificare avremo un pericolosissimo abbassamento culturale a livello nazionale, facendoci ulteriormente precipitare nelle classifiche europee. Ma allora la pongo a me stesso: Non è che magari + una mossa studiata a tavolino per incidere sul livello culturale degli italiani poichè, e questo è risaputo, è più semplice governare una massa di ignoranti che un popolo culturalmente attivo?
    Visto questo mio lungo preambolo, mi riservo di iniziare a porgerle le domande sin dal mio prossimo intervento. Tuttavia un suo parere su queste mie azzardate previsioni suppongo siano gradite a tutti i lettori.
    Alessandro Gambino

  302. Gentile dott. Bruschi,
    la sua risposta al collega Giovanni Dragone a mezzo copia e incolla mi lascia basita! Ma stiamo scherzando? è davvero quello che pensa? Non posso crederci!!!!
    Che delusione

  303. Anch’io torno ai miei affanni: devo preparare la prossima lezione per una classe terza, secondaria inferiore. In vista dell’esame ho spiegato alcune semplici forme musicali (canzone, rondò, tema e variazione…).
    Gli alunni si sono incuriositi, mi hanno chiesto quali fossero le forme più complesse; risultato: SI ASPETTANO che li informi su come è costruita una fuga.
    Ed io che, da povera precaria, le fughe le so anche scrivere, ma devo comunque trovare il modo migliore per non spegnere questa voglia di conoscere e saper apprezzare l’arte vera, mi sento gratificata e soddisfatta per il mio lavoro, e nello stesso tempo amareggiata: dovrò nel giro di tre mesi, tra un saggio e l’altro, spiegare loro tutto quanto mi è possibile, su questo ed altri argomenti, perché so che i miei alunni alle Superiori non troveranno più risposte a tali domande.
    Il mio Maestro mi diceva “La musica è come il mare: più ci entri e più diventa grande”.
    Ebbene, nostri destini di marinai sono decisi da persone che pensano di conoscere il mare perché d’estate prendono il sole sulla spiaggia.

    Buon lavoro ai colleghi (non demordiamo, non può finire così) ed un ringraziamento al Dott. Bruschi per avermi ospitata in questo spazio.

  304. Gentile sig. Bruschi,
    vorrei esprimerle tutto il mio disappunto per il trattamento riservato all’insegnamento del latino (fortuna che siamo in Italia!), ma so già che non servirà a nulla, visto lo scopo meramente economico dei tagli previsti da questa pseudoriforma.
    Ritengo che il liceo in quanto tale debba fornire una SOLIDA cultura che permetta poi l’accesso consapevole e critico a qualsiasi facoltà o corso di studi. Introdurre la specializzazione (o la caratterizzazione, per usare un termine meno estremo, ma sinonimico) sin dalla scuola secondaria non mi sembra una grande novità: è un’idea che ha prodotto grandissimi tecnici in altre parti del mondo, ma che certamente non offre al discente un orizzonte culturale di ampio respiro.
    Comunque, quel che è fatto e fatto e credo che non saranno le nostre parole a farvi retrocedere. E’ un vero peccato, perché persino i nostri studenti (insegno in un liceo scientifico) sono basiti quando vengono a sapere della riduzione delle ore di latino previste dalla riforma (non per loro, fortunatamente, a quanto sembra) e addirittura la mia collega di matematica e fisica sostiene che il latino è “un’ottima palestra per la mente” (come dice lei).
    Non le scrivo solo per fare le mie rimostranze (ho scritto ciò che ho scritto solo perché lo dovevo alla mia gastrite, tutto sommato!), ma per porle un quesito: poiché faccio parte della commissione orientamento, vorrei sapere quale opzione, tra le due delle scienze umane, è prevista per i licei, perché la cosa, al momento - ma le iscrizioni sono ormai aperte - non è assolutamente chiara.
    La ringrazio

  305. Gentile Dott. Bruschi,
    la ringrazio per aver risposto agli interventi sulla disciplina Latino. Condivido l’esigenza di un rinnovamento nella didattica di questa importante e formativa disciplina. Perdoni lo scetticismo, ma non mi sembra che l’attuale governo abbia intenzione di investire nella formazione dei docenti…Per le innovazioni metodologiche da lei accennate, servirebbero seri corsi di aggiornamento. Da troppo tempo tutto nella scuola è lasciato alle iniziative dei singoli. Attendo poi con impazienza la pubblicazione dei nuovi piani di studio: dalla lettura di questi potremo verificare le reali intenzioni della riforma. Miglioramento degli apprendimenti o semplice logica dei tagli?

  306. AVVISO: per i prossimi giorni non riuscirò con ogni probabilità a rispondere ai post.

  307. Oggi, Dr. Bruschi, si celebra il bicentenario della nascita di Chopin. Diranno i nostri futuri alunni della scuola italiana: “chi è Chopin?”
    Questo stiamo (state!) preparando per loro e per il nostro Paese.
    Buona serata a chi sta meditando sul futuro della musica, ascoltando le note di Chopin in diretta da Varsavia.

  308. Cara Rossella, sabato scorso 20 febbraio ho presentato Chopin alle alunne di una quinta classe delle scienze sociali.

    Adesso mi sento di entrare nei particolari di una lezione che mi ha segnato nel profondo.

    Dapprima ho eseguito il preludio n.15 (La goccia, per intenderci) facendo anche un riferimento all’uso che Akira Kurosawa ne fa come colonna sonora di un episodio del film Sogni (a proposito, in aula magna c’era anche una classe seconda “scoperta” da insegnante che stava studiando proprio la tematica musica da film) ma poi ho detto che il vero tema di questa pagina di “poesia” al pianoforte è il desiderio di felicità, di compimento che accompagna come un’unica nota tutta la nostra vita.

    Per un momento, prima di andrae avanti nella lezione ho confessato alle mie alunne lo stato d’animo in cui mi trovavao dal momento che avevo appreso che da lì a pochi anni non avrei più potuto insegnare musica a ragazzi come loro (forse mi avrebbero “collocato” - se andava bene - nei nuovi licei musicali).

    Poi sono passato a suonare la mazurka op. 17 n 4 …. e mi sono ritrovato a vivere (e fari rivivere) l’intensità del sentimento di Chopin che in tutte le sue Mazurke ricorda in modo struggente la patria cui non potè più fare ritorno da vivo…. Ho suonato la mazurka in lacrime… Non avevo mai suonato così bene… ma nel frattempo era suonata la campana della ricreazione!

    Ebben quasi tutte le alunne si sono fermate ad acoltare altri brani di Chopin (e non) che ho suonato!

    Ma tutto questo , grazie ai nostri lungimiranti architetti della pedagogia postmoderna avrà presto fine!

    Un amaro buon giorno

    Nino

  309. Cari lettori del blog, il sig. Bruschi non riuscirà a rispondere ai nostri post nei prossimi giorni, Mi auguro non sia un allontanamento premeditato, per sottrarsi alle nostre inquisizioni. Ritengo , mi piace pensare così, che sia per motivi istituzionali, in modo tale che al suo rientro abbia tutte le risposte a portata di mano. Nel frattempo , giorno 26 marzo si avvicina ed io ancora non so dove scrivere mio figlio il prossimo anno . Le indicazioni delle scuole sono altamente confusionarie, quindi ancora non ho potuto decidere quale sarà il male minore.
    P.s. Cari insegnanti invitate più gente possibile a leggere questo blog. Da qui potrebbe partire la rinascita della ” squola” .

  310. caro Gambino e cari tutti,
    cronaca di una giornata di efficientismo ministeriale sui licei musicali, oggi 2 marzo.
    mattino: link alle sedi delle scuole promesso per ieri inesistente.
    ore 17.30 link avviato a unapagine di istruzione.it che rinvia a un’altra pagina “aggiornamento informatico in corso ci scusiamo per il disagio”…
    “A breve sarà resa disponibile una ulteriore lista di istituti con sezioni di licei musicali, da sottoporre, nella prima riunione utile, alla valutazione della Conferenza Unificata”. Quando sarà? prima del 26 marzo?
    perchè mi sento preso in giro?

  311. Coordinamento nazionale
    per la riforma della formazione artistica, musicale e coreutica

    COMUNICATO STAMPA
    alla gentile attenzione del dott. Bruschi

    I LICEI MUSICALI SONO 23, non 10!

    Com’è noto, il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato su Internet gli elenchi degli istituti di istruzione secondaria di II grado funzionanti sul territorio nazionale, suddivisi per regioni e per province, con a fianco di ciascuno indicati i corsi di studio con eventuali opzioni ed articolazioni, il cui avvio è previsto per il prossimo 1 settembre 2010.
    Il sito al quale collegarsi per avere tutte le informazioni è http://oc4jese1.pubblica.istruzione.it/ricscuolesup/

    Come già annunciato da tempo dal nostro Coordinamento, i licei musicali che il ministero ha autorizzato non sono 10, bensì almeno 23:

    Ancona
    Arezzo
    Bari
    Benevento
    Brescia
    Castelfranco Veneto
    Cuneo
    Genova
    Latina
    Lucca
    Milano (2 licei)
    Modica
    Nuoro
    Palermo
    Parma
    Pescara
    Reggio Calabria
    Roma
    Sassari
    Taranto
    Udine
    Vicenza

    Se si confrontano tali Licei con tutti quelli sperimentali attualmente esistenti (circa 40), si ricava che - in questa prima applicazione - più della metà dei licei con sperimentazioni musicali sono stati trasformati in licei musicali.

    Dallo stesso sito ricaviamo che è stato attivato almeno un liceo coreutico a Roma.

  312. Gent. Dott. Bruschi,
    sono un insegnante di liceo di mat e fisica, A049, che il prossimo anno perderà cattedra proprio perchè non potrà insegnare nelle prime classi del liceo ( cari colleghi della A047 non piangete troppo che poi mi intristisco io ). Ma il punto della questione non è tanto quello. Il fatto è che mi pare di non essere messa nelle condizioni di poter pensare ad una richiesta di trasferimento o partime con serenità, non avendo tutte le conoscenze necessarie. Come faccio a prendere una decisione del genere entro il 22 di marzo, con iscrizioni alle prime classi ancora aperte, non sapendo ufficialmente se sarò esclusa realmente da tale insegnamento anche se rimanessero ore residue nel mio liceo sulla A047?
    Chiedo un partime per non dover girovagare per la provincia per poi scoprire magari a luglio che potevo insegnare matematica in prima? So che questo è un caso personalissimo, ma non credo tanto raro. Posso riproporle la questione in termini più generali: che senso ha far domanda di trasferimento entro il 22 marzo senza conoscere le possibilità interne ed esterne alla propria scuola di appartenenza?

    Ne approfitto qui per segnalare che la provincia di Reggio Emilia, nella quale insegno, non ha concesso alle scuole alcun indirizzo che non fosse di pura confluenza,….. nessuno, …. mentre nella vicina provincia di Mantova risultano 40 le nuove istituzioni concesse. Emilia Romagna e Lombardia….. io un’idea del perchè di un tale comportamento così diverso e così penalizzante per le scuole che operano ai confini delle Regioni l’avrei, … che dice, è quella giusta?
    Scusi lo sfogo e l’amarezza .
    La ringrazio per la pazienza

  313. Quindi, Egr. Prof. Domenico Piccichè dovremmo esultare tutti di gioia?

    Ma si è reso conto - scusi l’attacco brutale - che sull’altare dell’alunno “dotato musicalmente” è stata sacrificata la preparazione di base di tutti gli altri alunni dei licei che non potranno accedere a nessuna forma di approfondimento della Musica nè sul piano pratico, nè tantomeno teorico, ESSENDO STATA DI FATTO ELIMINATA la classe di concorso A031 che si rivolge(va) agli alunni “normodotati” sul piano musicale?

    Il binario dell’Alta Formazione Musicale deve correre di pari passo con quello dell’educazione all’Arte Musicale (così come avviene per la Storia dell’Arte)

    in questo articolo vengono forse spiegate meglio le mie ragioni

    http://giornale.lasicilia.it/giornale/0203/CT0203/IFATTI/MO10/53.html

    Grazie per l’attenzione

    certo che entrambi lavoriamo per l’innalzamento della cultura musicale del nostro paese.

    Cordialità

    Prof. Antonino Faro

  314. Ritorno alla questione del Latino, probabilmente le sembrerà noiosa, ma chi la insegna da molto tempo e ha speso molto in questa disciplina non può certo arrendersi nel vedere lo scempio che si farà dell’insegnamento di tale materia. Le devo chiedere, vista la sua riposta, quali latinisti ha consultato che possono avere avallato le scelte dei nuovi licei? I docenti universitari che conosco io ai quali ho sottoposto i quadri orari ne sono rimasti scandalizzati. Sul iiceo linguistico si vuole dare precedenza alle lingue? benissimo, ma secondo lei, se i ragazzi non sanno l’italiano (che è stato anche diminuito di un’ora) possono imparare bene le lingue? Non sapranno nè l’uno nè l’altro anche perché, scorporando l’ora della madrelingua, le ore sono meno di quello se appaiono sio quadri orari.! Mi dice che il latino costituisce un “unicum”, una specificità italiana. Che cosa sta suggerendo? che dovremmo fare nelle poche di italiano anche il latino? Mi sembra una follia! Peccato che in altri paesi del mondo, anche negli Stati uniti, il latino sta avendo un grande successo nei piani di studio perché insegna a ragionare ed è di supporto ad altre discipline. Comunque se la logica era quella di abbassare la qualità della scuola di II gr ovviamente il latino ne ha fatto le spese!

  315. ..concordo pienamente con la collega lucia iorio..non capisco la motivazione didattica che ha portato ad una riduzione così drastica delle ore di latino al liceo scintifico ed al linguistico e pertanto vorrei chiarimenti.In fin dei conti il latino ,oltre a completare la formazione culturale ed umanistica indispensabile per affrontare gli studi universitari ,si deve ritenere una materia assolutamente trasversale in quanto sviluppa le abilità logiche che servono ad affrontare gli studi scintifico-matematici.Inoltre poichè esso è il fondamento linguistico sul quale sono sorte le lingue neolatine ,a maggior ragione al liceo linguistico dovrebbe essere di supporto allo studio di lingue quali spagnolo e francese…

  316. Sottoscrivo le parole delle colleghe Lucia Iorio e Stella Marcoccio. Il valore storico e formativo del latino è indiscutibile. Il quadro orario del nuovo liceo scientifico vede una sensibile riduzione delle ore di latino e, di conseguenza, l’inevitabile compromissione del pieno raggiungimento, da parte degli alunni, degli obiettivi in termini di conoscenze, competenze e abilità. Per quanto riguarda, poi, il cosiddetto Liceo Scientifico delle Scienze Applicate, dove il latino è del tutto inesistente, va da sè che un indirizzo di studi così strutturato, con l’asse umanistico completamente svuotato di contenuto, del “liceo” non ha che il nome. Infatti un liceo senza il latino semplicemente non è un liceo.

  317. Care colleghe, sono perfettamente d’accordo. Non prendiamoci in giro chiamando licei indirizzi di studio che non lo sono!

  318. @Alei. Mah, dire che un moderno liceo, se non vi si insegna il latino, è ul liceo solo di nome mi pare una affermazione azzardata (per esempio si negherebbe la presenza di licei degni di questo nome in quasi tutti i paesi del mondo, nei quali il latino, quando c’è, è quasi sempre opzionale.
    No, il latino è caratterizzante dei licei ad indirizzo classico o quantomeno umanistico, non di tutti i licei.
    Se si potesse individuare una disciplina caratterizzante i licei (oltre all’italiano, matematica, storia, scienze e lingua straniera che sono comuni a qualsiasi scuola superiore) questa non potrebbe che essere la filosofia, non il latino.
    Il latino invece continua ad essere, come nella riforma Gentile, la caratteristica del liceo classico (o di quella sua variante che continua ad essere costituita dal liceo scientifico benchè riformato)

  319. Avevamo un liceo scientifico con più ore di latino che di matematica. Finalmente si è posto rimedio a questo scandalo, sebbene l’egemonia della materie umanistiche nei licei sia ancora forte.

  320. Attendiamo con anzia notizie definitive sulla sorte della classe di concorso A047.

  321. ops
    ho sbagliato a dig
    ansia
    siamo ansiosissimi

  322. Oggi, 4 marzo 2010,
    eccoci, puntuali come ogni giorno, a renderci visibili e a ricordare che:

    la classe A031 attende una risposta (da Max Bruschi? dalla cabina di regia?) sul futuro di tutti i docenti che attualmente insegnano Musica, una disciplina (lo ricordo per chi si sintonizza solo in questo momento su questo utile blog) ELIMINATA /ANNIENTATA dalla scuola secondaria superiore italiana).

  323. Non sono d’accordo, il liceo è tale per la presenza, indipendentemente dalle ore, del latino…il resto è solo inventarsi un qualche cosa…come quello delle scienze applicate……o come quello delle scienze sociali (che adesso verrà abrogato)

  324. ..ma non mi pare che le dscipline umanistiche siano state poi così salvaguardate..basti pensare allo strano accorpamento di storia e geografia presente in quasi tutti gli inirizzi ed anche al liceo classico dove viene meno anche un ora di italiano al biennio…non ne capisco sinceramente la logica..quanto al latino continuo a sostenere la sua trasversalità ed importanza nello sviluppo delle abilità logiche utili anche per lo studio delle materie scientifiche.Non a caso,infatti, molti studenti che provengono dal liceo classico dove la matematica è prevista poche ore settimanali riescono benissimo in facoltà come per esempio ingegneria….non credo che la quasi eliminazione del latino possa portare ad una modernizzazione della scuola superiore nè tanto meno miglioramenti nella qualità dell’offerta formativa…..

  325. Gentile dott. Bruschi,
    dal momento che gli insegnanti abilitati nella A047 insegnano matematica sia nei professionali, che nei tecnici e nei licei, perché non permettere agli abilitati nella A049 di insegnare sia matematica che fisica nei tecnici e nei professionali? Ritenete forse che noi della A049 abbiamo le competenze per insegnare nei licei ma non nei professionali o nei tecnici?

  326. Concordo con Paolo Ceglie.
    Io insegno sulla A049 in un polo scolastico che ha al suo interno tecnici e professionali vari ed un piccolo liceo. Quest’anno scolastico mi sono rimaste solo 16 ore al liceo e non ho potuto completare nè al tecnico nè al professionale. Sono stata “spedita” per ben 2 ore settimanali in altra cittadina per raggiungere un altro liceo. Strano che possa insegnare da anni in una quinta liceo scientifico matematica e fisica ma non abbia titolo per insegnare ad esempio in una prima classe di professionale ( ovvio che possiedo abilitazione pure per la A047).
    Credo che, approfittando del riordino delle classi di concorso, varrebbe la pena eliminare queste palesi incongruenze

  327. Sono d’accordo con Ferrari e Ceglie. Sarebbe opportuno creare nuove abilitazioni che consentano di insegnare (una volta conseguite) matematica in tutti gli indirizzi superiori o fisica in tutti gli indirizzi superiori e, in possesso di entrambi i titoli, insegnare entrambe materie. Faccio comunque notare che la 47 inegna solo in un numero ristretto di istituti tecnici (la 49 si trova nei tecnici agrari, per il turismo ITAS, nei vecchi tecnici femminili; la 48 nei tecnici commerciali) quindi rimangono i tecnici industriali (dove in molti casi il programma di matematica va ben oltre quello del classico o del pedagogico). Per quanto riguarda il problema della prof. Ferrari esprimo la mia più sincera comprensione. Dopotutto è quello che accade ogni anno ai docenti di biennio soprannumerari: non poter completare l’orario al triennio anche se in possesso dei titoli e delle abilitazioni adeguate. Non credo che si possa imputare la colpa ai colleghi che in questi casi possono essere visti come una presenza un po’ ingombrante. I docenti della 47 non sono ladri (la maggior parte ha alle spalle lo stesso percorso universitario di quelli della 49) ed hanno conseguito un’abilitazione che consentiva di insegnare anche “matematica: nei licei-biennio”. Non credono anche i docenti della 49 che sarebbe ingiusto che chi da anni insegna al biennio venisse trasferito? Non è forse uguale quello che potrebbe accadere ai molti docenti della 49 che insegnano negli istituti tecnici? Qui nessuno è abusivo: le cattedre le fanno gli USP secondo regole precise che non ci siamo inventati noi. Senza voler esagerare e chiedere reciproca solidarietà avrei sperato almeno nel reciproco rispetto. Se è sembrato che i docenti della 47 mancassero di rispetto a quelli della 49 solo per aver chiesto di mantenere quello che è sempre stato loro mi rincresce, non è certo la nostra intenzione. Mi auguro per il futuro un’utilizzo flessibile del personale docente che valorizzi i titoli e le competenze di ciascuno (in entrambi i sensi) come richiesto dalle più autorevoli organizzazioni del settore.

  328. Casci: non posso che essere pienamente daccordo con lei . Non ci rimane altro che sperare che ” in cabina di regia” o ” nella stanza dei bottoni” qualcuno si convinca che un utilizzo flessibile del personale docente non può che giovare a tutti, istituzione scolastica compresa.

  329. Sono un docente del Liceo Linguistico paritario “A:Lincoln”, gestito dalla Provincia di Enna, quindi pubblico.
    Nella nostra scuola sin dal 1993 abbiamo attuato la sperimentazione del Liceo Linguistico Europeo con tre sotto indirizzi. Nella bozza dei nuovi regolamenti all’art.3 co.3 si fa riferimento ad un emanando distinto regolamento sui licei linguistici europei; ma tale regolamento ad oggi non è stato ancora emanato.
    A quando il lieto evento ??? Visto che dovremmo presentare l’offerta formativa ai genitori dei ragazzi di 3^ media.

  330. Oggi pomeriggio collegio dei docenti molto movimentato; si decide la quota di autonomia per le scienze umane e, come previsto, la commissione preposta opera un ulteriore taglio al latino nel I biennio. Il collegio approva : 80 voti favorevoli, 9 contrari ( noi docenti della A51). Non commento.

  331. Cara collega Anna Maria, purtroppo vi hanno fregato. Questa operazione non si doveva fare anche perché nella opzione giuridica il latino non c’è (purtroppo, mi piacerebbe capire come faranno a studiare diritto gli studenti) . E quale materia sarebbe stata aggiustata?
    Già dall’altro si è voluto lo scempio del latino, poi ci aggiungiamo anche le lotte intestine nei collegi……..
    Non è detto, però, che l’ufficio scolastico provinciale accetti la proposta della scuola…bisogna vedere cosa risponderà. Mi auguro per voi della 51 che respinga la proposta anche perché viene snaturato l’indirizzo.

  332. 1 marzo: sul sito del Ministero vengono indicati 23 sezioni musicali del Liceo musicale e coreutico.
    5 marzo: sullo stesso sito ministeriale i 23 Licei sono diventati 21!! Sono spariti i due Licei del Lazio (Latina e Roma).
    Una curiosità: sul sito del Liceo Berchet di Milano si comunica che tale Liceo rimane Classico, mentre per il Liceo musicale ci si deve rivolgere al Conservatorio. W l’efficienza!
    Un quadro complessivo delle sedi musicali su: http://www.musicheria.net

  333. E’ veramente movimentata e sofferta questa Riforma!!
    Il balletto dei Licei Musicali è emblematico del clima di incertezza totale in cui è precipatata la scuola italiana.
    A031, o altre sigle e numeri, mi sembra, leggendo gli ultimi interventi, che, piu’ o meno, siamo tutti coinvolti in un balletto privo di logica e, soprattutto, di buonsenso!

  334. Guardate questo filmato fino in fondo, per favore.
    Un collega lo ha segnalato sul sito di Edumus.
    C’è da vergognarsi ad essere italiani.
    E con la scomparsa della musica dalle scuole superiori questo è solo l’inizio…

    http://www.youtube.com/watch?v=5Nx-LA8QdZc

  335. Aggiungo la mia voce alle tante in difesa della A047 .
    Secondo me il punto e’ che un’ abilitazione non e’ una cosa astratta ma si riferisce all’insegnamento di una o piu’ materie IN CERTE SCUOLE ; percio’ l’abilitaz A047 significa insegnare Matematica in certe scuole fra cui, appunto , il biennio dei licei . Finche’ rimane invariata la Matematica nei licei non si puo’ escludere la A047 , sarebbe ciome togliere un pezzo di abilitazione . L’esclusione dai licei puo’ valere per una nuova abilitazione futura che potrebbe prevedere un altro percorso ( sia universitario che abilitante) .Per chi gia’ abilitato nella A047 dovrebbe valere cio’ che valeva nel momento dell’abilitazione , se no che senso avrebbe ? Sarebbe il caos , pensate per esempio se un domani decidessero: ” gli abilitati della A049 non possono piu’ insegnare Mat e Fis nei trienni dei licei , ma solo nei tecnici e professionali dove sono previste mat e fisica ” e questo senza alcuna ragione disciplinare o didattica, ma solo per ragioni organizzative . Io penso che nel caso in cui le materie vengano modificate sostanzialmente , o cancellate o aggiunte in certe scuole / indirizzi allora anche le relative cdc possono essere riorganizzate , ma se l’insegnamento in una scuola e’ invariato , allora non me lo possono togliere perche’ io sono ABILITATA da un esame di stato ad insegnarlo .
    La soluzione ottimale per i licei e’ la separazione delle cattedre lasciando agli abilitati della A049 di insegnarle , eventualmente , entrambe . Se non si percorre questa strada ( chissa perche’ ) allora, in mancanza di modifiche alle materie, sarebbe meglio non alterare le attuali cdc , riservando la rioganizzazione ai futuri abilitandi che, conoscendo in anticipo quali materie e dove insegnarle, potranno decidere a quale abilitazione concorrere .

  336. Il consigliere Bruschi ci aveva detto che per tutto il mese di marzo avremmo potuto commentare nel sito dell’INDIRE le indicazioni nazionali (ex programmi) prima dell’approvazione definitiva fissata per i primi giorni di aprile.Mi pare che la tempistica stia slittando, nel frattempo i rapprsentanti delle case editrici girano per le scuole proponendoci vecchi libri, che dobbiamo fare?

  337. Perchè nel sito del ministero non hanno ancora aperto lo spazio FAQ?

  338. “CERCASI MUSICA DISPERATAMENTE…nei licei”
    mi aggiungo alle tante voci in difesa della musica Sono un genitore e devo iscrivere mia figlia al liceo di scienze umane.
    Consultando i quadri orari ho visto con mio profondo rammarico l’assenza della musica (sono un appassionato della musica con la M maiuscola)
    L’ assenza della musica come materia curricolare è fondamentale.In questo modo… il cittadino italiano
    verrà deprivato di esperienze maturanti sul piano emotivo e socio-affettivo, oltre che cognitivo. E
    sappiamo quanto importante sia per la crescita armoniosa e la maturazione dell’adolescente il
    condividere anche sul piano emotivo, partecipando a lezioni in cui si ascolta, si analizza ma anche si
    condividono emozioni.
    Se tutto sarà facoltativo, quale sarà il ragazzo (la prima mia figlia!!)che, pur avendo optato per
    musica, se durante l’anno scolastico si ritrova con varie discipline insufficienti, continuerà a
    seguire le lezioni di musica? La maggior parte opterà per seguire i corsi di recupero nelle materie in
    cui risulta insufficiente…
    Auspico che tali decisioni vengano riconsiderate, soprattutto pensando alla ricaduta che esse
    avrebbero al livello dell’utenza (tanti sono i genitori che la pensano come me!!!)
    Genitore preoccupato……

  339. Negli schemi orari si precisa che vi sono 33 ore di Religione o materia alternativa eppure quando vengono predisposti gli organici non c’è lo spazio per inserire la richiesta di docenti per gli alunni che hanno optato per la materia alternativa. In passato i Dirigenti scolastici si avvalevano di docenti con ore a disposizione, cosa che non è più possibile fare da alcuni anni perchè i docenti con orario di cattedra inferiore a 18 ore (e quindi con ore a disposizione) sono pochissimi e si dà la priorità alle supplenze brevi. Sa se il ministro intende ovviare a questo problema inserendo finalmente nell’organico di diritto i docenti da impiegare per la materia alternativa?

  340. Le ragioni della scelta??? E c’è bisogno di motivarle? E’ talmente evidente la volontà di far cassa sulla scuola che occorre persino spiegare qualcosa a qualcuno? E’ tanto vero che non esiste alcun progetto didattico, se non vuota retorica, che si è imposto il monte ore, sin dal prossimo anno, per le classi seconde, terza e quarta! Ci rendiamo conto? “Togliete quel che volete, ma togliete e arrivate a 27 ore in seconda e a 30 al triennio”: ecco la verità!
    Proprio oggi rileggevo “Apologia della storia o Mestiere di storico” di M. Bloch. Lo storico francese, che scelse di far parte della resistenza e che venne ucciso dai nazisti nel ‘44, denunciava la cultura del tempo, la quale aveva ritenuto che la linea Maginot potesse essere in grado di fermare Hitler. Si trattava, secondo lui, di tornare alle radici di quella cultura per riformarla, proprio in quelle scuole che avevano fallito e che avevano permesso che la Francia avesse, quali politici, persone del tutto impreparate. Ripartire dalla scuola significava, innanzitutto, ripartire dall’insegnamento della storia e dallo spirito critico che questa disciplina può essere in grado di produrre nell’animo delle persone. Vedere il nuovo piano orario, con due orette settimanali a dispetto di classi sempre più affollate, chiude la porta in faccia ad ogni possibile discorso. I signori al governo stabiliscono che insegnare storia ed insegnare ed. fisica sia equivalente. Dobbiamo aggiungere qualcosa? Il sig. Bruschi, il cui ingrato compito costituisce la sola ragione di una certa simpatia nei suoi confronti, vuole ancora continuare a “spiegare le ragioni”, o decide, finalmente, di accettare che - ben prima di ogni possibile ragione - c’è, sin troppo evidente, la volontà di ammazzare la scuola pubblica? Proprio ieri ho letto che le province costano, ogni anno, 14 miliardi di euro. Ma non dovevano eliminarle perché inutili? Davvero vogliamo, sig. Bruschi, motivare la distruzione della scuola pubblica? Non quella privata, ovviamente. Si sa… qualche buon rapporto con la monarchia assoluta del Vaticano è sempre meglio mantenerlo.

  341. Sono perfettamente d’accordo con il collega Alessio. Nei mie post precedenti avevo sottolineato solo il problema del Latino…..ma che dire dell’accorpamento della stora e geografia al biennio dei licei???? e con che motivazione? che hanno obiettivi in comune??? Già ho visto le case editriici in azione che sono venute alla mia scuola dicendomi che stanno preparando dei libri unici di storia e geografia!!!!! La cosa si commenta da sola! Ecco chi ci guadagna.

  342. @Lucia. La cosa peggiore è che nella storia-.geografia deve confluire anche l’insegnamento di Legalità e costituzione (che detto da chi la costituzione la calpesta ogni giorno sa proprio di beffa). Quindi in queste tre ore non ci sarà tempo di fare alcunché, non sarà possibile insegnate nulla di serio, tanto meno lo spirito critico.

  343. ricordo a tutti che fra poco ci saranno le elezioni regionali! pensiamoci quando andiamo a votare!

  344. Mi scuso per non essermi firmato per intero nel messaggio appena precedente e di aver omesso il cognome. Al di là della dimenticanza, mi piace vedere negli ultimi interventi la messa in discussione della riforma e non, piuttosto, la pietosa richiesta di un’ora in più della propria disciplina, sperando di raccattare quanto più possibile. Qui non si tratta di sperare, bramare o incrociare le dita, bensì di denunciare quel che il dott. Bruschi intende persino difendere, quasi fosse giustificabile, in qualche modo, una decisione che è stata preceduta da alcun contributo didattico, da alcuna discussione pedagogica, da nessun confronto con gli operatori della scuola. In nove (9) minuti si è deciso, in Parlamento, di far cassa sulla scuola, di destinare al licenziamento migliaia e migliaia di persone abilitate all’insegnamento, di permettere che maestre di cinquanta (50) anni andassero ad insegnare la lingua inglese con un corsetto rigorosamente on-line, pur di ripristinare il maestro unico (difeso dalla retorica governativa perché segno di un punto di riferimento che, evidentemente, veniva meno in presenza di più docenti), quasi si trattasse di uno scherzetto o, peggio, di una pagliacciata. E sarebbe, questa, dott. Bruschi, la scuola di qualità della quale si intende menare il vanto? Alcun provvedimento, del resto, è stato preso per eliminare ancestrali storture che, da sempre, colpiscono la scuola italiana: davvero così difficile impedire la mobilità dei docenti di ruolo che, pur con un curriculum decisamente inferiore a dispetto migliaia di precari e pur non avendo mai insegnato alcune materie, ottengono - d’un sol colpo, quasi si trattasse di fare il pane - la cattedra nelle materie più svariate, dal latino alla filosofia? Ma lei, dott. Bruschi, qualora avesse bisogno di un buon idraulico, davvero preferirebbe che, ad aggiustarLe il rubinetto che perde acqua, ci fosse un panettiere? E, allora, perché mai ogni anno il 50% dell’organico disponibile viene offerto alla fagocitante mobilità? Davvero ritiene che una maestra alle soglie della pensione, con alle spalle un solo esame di storia e di filosofia (un tempo, ahinoi, era permesso), sia da preferire a chi ha decine di esami ed anni di esperienza d’insegnamento specifico?
    Le ragioni della scelta, dott. Bruschi? Sono, in assoluta sincerità, assolutamente contento di non essere al Suo posto. A motivare l’immotivabile non sono così bravo…

  345. Caro Alessio,
    ti ringrazio per i tuoi interventi illuminanti e chiarificatori! Pur essendo una precaria recente ammetto di non conoscere i numerosi tranelli del nostro sistema scolastico. Questo blog si sta rivelando un’occasione di approfondimento e di scambio d’idee fra chi non condivide il modo di procedere di chi vuol far passare un atto di demolizione della scuola pubblica, per un atto di riforma che mira alla qualità! Ma chi ci crede più caro signor Bruschi?

  346. Buongiorno a tutti gli utenti il blog. Come avevo previsto il sig. Bruschi non ama sottoporsi più ai nostri quesiti sempre più incalzanti. Vi riporto cosa ha scritto in data marzo 2010: ” AVVISO: per i prossimi giorni non riuscirò con ogni probabilità a rispondere ai post.”
    Come leggere questa sua ultima frase… ” FUGA PER LA VITTORIA?” ( La sua), oppure ” FUGA DALLA SCONFITTA” ( quella di tutto il popolo della scuola e pertanto di tutto il nostro Paese, l’Italia, oggi nave senza nocchiero in un mare in tempesta. Riflettete signori , riflettete sul nostro futuro e su quello dei nostri figli!!!!!!!!
    Festeggeremo i 150 anni dell’Unità d’Italia, con il suo naufragio.
    Alessandro Gambino

  347. da http://urtoefficace.linxedizioni.it/2010/03/09/grande-riconoscimento-al-quirinale/

    Grande riconoscimento al Quirinale

    9 Mar. 2010

    Il prof. Giorgio Cevasco, presidente della sezione ligure della SCI, ci ha reso partecipi di una notizia che nonostante tutto lascia intravedere qualche segnale di speranza sul futuro della Chimica come disciplina scolastica. Dico “nonostante tutto” perchè lo stato di salute delle materie scientifiche (e della Chimica in particolare) nella scuola italiana non è ottimale per tutta una serie di motivazioni che non è il caso di affrontare in questa sede.

    Per ora mi preme sottolineare che i docenti italiani, pur tra mille difficoltà, sono in grado di valorizzare eccellenze come la studentessa Alice Balbi, che ieri mattina è stata premiata nel Salone dei Corazzieri del Quirinale in occasione della Giornata Internazionale della Donna.Il Presidente della Repubblica ha concesso le onorificenze di Cavaliere della Repubblica o Commendatore della Repubblica a cinque donne, mentre altre cinque giovani donne sono state insignite del titolo di Alfiere della Repubblica. Tra queste anche Alice, del Liceo Scientifico-Tecnologico “G. Natta” di Rapallo (GE), che lo scorso anno, dopo aver stravinto le Finali Regionali della Liguria, ha vinto le Finali Nazionali della Classe di Concorso A dei Giochi della Chimica.

    Alice ha ritirato l’onorificenza dalle mani del Capo dello Stato mentre lo speaker annunciava che il riconoscimento è motivato dall’impegno e dalla passione dimostrati nello studio della Chimica, manifestati anche con la vittoria in queste gare.

    Complimenti ad Alice ed al suo docente di Chimica, il prof. M. Martinelli, ed auguri per le prossime edizioni dei Giochi della Chimica. Speriamo che si aprano per lei le porte delle Olimpiadi!

    P.S.: Alice frequenta il “Liceo Scientifico-Tecnologico”, soppiantato con la riforma dal “Liceo Scienze Applicate”, nel quale scompariranno sia il Laboratorio di Chimica-Fisica al biennio sia Chimica come materia indipendente al triennio. Il tutto sarà fagocitato all’interno di un unico calderone chiamato Scienze Naturali, lo stesso del Liceo Scientifico tradizionale. Cui prodest?

  348. @Alessandro Gambino

    Carissimo collega,
    credo che il dott. Bruschi vada ringraziato per essersi prestato ad un confronto con i docenti. Di questi tempi è davvero una rarità. Che non basti per tesserne le lodi, inutile dirlo. Si può vendere fumo a chi non ha alcuna competenza in materia, non certo a chi lavora da anni, con merito, nel mondo della scuola. Era la stessa risposta che, mutatis mutandis, offriva Socrate ai sofisti, accusandoli di essere sapienti solo dinanzi agli ignoranti, per poi cedere il passo a coloro che possedevano armi ben più affilate.
    Pur comprendendo le singole ragioni dei colleghi, non apprezzo l’unilateralità degli interventi in difesa di una materia piuttosto che di un’altra, sia essa la chimica o la filosofia. Credo di essere troppo intelligente per non ragionare in termini complessivi. Un liceo, carissimi colleghi, è un liceo, una scuola formativa e la formazione non è appannaggio di alcuna disciplina, ma solo del loro gioco complessivo.
    Una riforma epocale, così si è espressa il ministro Gelmini, avrebbe richiesto tempi e modalità ben più ampi, a dispetto dei nove minuti parlamentari, nei quali l’on. Bocchino si è limitato a menare il vanto del grembiulino, feticcio in grado di risolvere, d’un sol colpo, le difficoltà di una scuola che, disperatamente, prova a tener testa alla crisi di una società intera. Una riforma epocale avrebbe pensato agli studenti e non a far cassa. Avrebbe, ad es., ritenuto fondamentale aumentare le ore scientifiche in un liceo classico che, allo stato attuale, offre ai ragazzi una prospettiva minore rispetto ai pari età di un liceo scientifico. A dispetto di un bisogno sempre crescente di cultura e di cultura scientifica, davvero riteniamo che materie quali la matematica e la fisica possano starsene rintanate in un liceo scientifico? Non me ne vogliano i chimici, i quali certamente han le loro ragioni, se ho preferito un altro esempio. Non me ne vogliano perché, ben al di là del futuro dei docenti che hanno investito tutta la loro vita nella scuola (e, sia chiaro, non si sono abilitati per grazia divina, bensì dopo aver superato - come nel mio caso - un esame d’accesso che selezionò 25 candidati su 300 e compiuto il biennale percorso SSIS), al di là di questo - dicevo - una riforma epocale avrebbe investito nella e sulla scuola. Avrebbe messo e non tolto soldi. Avrebbe eliminato storture come la mobilità di cui sopra abbiam discusso ed impedito che docenti senza competenze e senza esperienza fossero preferiti ad altri con decine di esami specifici ed anni di insegnamento alle spalle. Avrebbe predisposto un criterio oggettivo di valutazione degli studenti, dei docenti e dei dirigenti scolastici, per impedire uno dei mali della scuola, ossia l’autoreferenzialità. Avrebbe predisposto la riforma di curricula universitari (se il pesce puzza, puzza dalla testa!), chiudendo per sempre la porta in faccia alla possibilità di insegnare geografia con un solo esame alle spalle, piuttosto che storia dell’arte, italiano e via discorrendo. Avrebbe capito che pur bravissimi colleghi non possono, al contempo, essere ugualmente preparati in italiano, latino, greco, storia e geografia, materie assai diverse tra loro. Ma, ancor prima, una riforma epocale porta l’indelebile firma del ministro di turno. Il quale, ça va sans dire, deve rispondere delle sue azioni e apparire degno agli occhi dell’opinione pubblica. E così dopo De Sanctis, Coppino, Croce e Gentile, è giunta l’ora di un ministro, avvocato che non sa nemmeno pronunciare il termine “egida”, rifugiatosi in quel di Reggio Calabria, pur di risultare vincitore di un esame d’avvocato, nonché sfiduciato per inoperosità dai suoi stessi compagni di partito del comune di Desenzano. Proprio il ministro Gelmini vuole parlarci della meritocrazia? Le ragioni di una scelta, dott. Bruschi? E quali, di grazia? Suvvia, getti la maschera e abbia coraggio. “La verità” - glieLo ricorda qualcuno che non ha voluto piegare la testa - “è sempre rivoluzionaria”.

  349. Tra le tante pagliacciate, cui continuamente siamo costretti a prestare orecchio, quella secondo la quale il 97% dei soldi investiti nella scuola sono destinati agli stipendi. Al di là del fatto che la stima in mio possesso è decisamente più bassa, mi chiedo come sia possibile che un ministro parli di un indefinita percentuale senza specificare a quanto ammonti la cifra complessiva. Mi si permetta l’esempio terra terra, ma il 97% di 1 euro è 0,97 euro! Perché, invece, non si denuncia il vergognoso investimento che la Repubblica italiana opera nella e sulla scuola, a dispetto dei paesi OCSE?
    Perché non diamo un rapido sguardo su internet? http://www.youtube.com/user/ontoteologia?feature=mhw4#p/f/176/YiS8U4cfJa4
    Chiaro, no? Non lo si dice! Resta quell’indefinito 97%. Sì, ma 97% di quanto? No, colleghi. Questo non ve lo diranno. Perché verrebbe fuori la verità. E, con essa, lo squallore. L’Italia è l’ultima dei paesi OCSE. Amen.

  350. Chiedo scusa: il link è il seguente

    http://www.youtube.com/watch?v=YiS8U4cfJa4

  351. Sono anch’io curioso di sapere come si calcola quel 97% e con cosa lo si confronta. Sappiamo tutti che le spese per l’istruzione sono solo in parte statali (ed è appunto lo stato che deve pagare il personale e quindi avere quasi tutto il bilancio impegnato per tale scopo), le spese per gli edifici gravano sul bilancio degli enti locali, per le attrezzature in alcune regioni si utilizzano anche fondi PON… Le statistiche vanno sempre lette con molta attenzione e i confronti possono essere operati solo tra dati omogenei. Ad esempio sappiamo che in Italia tra le spese per il personale che c’è anche quella per i docenti di religione e di sostegno che in altri stati non sono presenti o sono pagati con altri fondi. E’ nell’interesse di tutti verificare se in tutti i settori di bilancio ci sono sprechi, vederli solo nella scuola e non in tutti quegli emendamenti alla finanziaria voluti proprio dai politici (del partito di maggioranza che ha voluto i tagli alla scuola) per il proprio collegio è pretestuoso e punitivo nei confronti di tutta la collettività.

  352. Ripropongo un appello che avevo lasciato su questo stesso blog lo scorso 15 febbraio:
    “Gent. dott. Bruschi, con il presente pensiero desidero esortarla a riaprire il forum che fino al 5 febbraio scorso era attivo sul sito istituzionale dell’INDIRE. Appare evidente, infatti, che tra tutti coloro che operano nel mondo della scuola è ancora molto vivo il bisogno di confronto e di dialogo sull’importante tema del “riordino” della scuola secondaria superiore. E’ vero che sul sito dell’INDIRE nelle scorse settimane l’oggetto del dibattito era costituito dalle modifiche da apportare alle bozze del regolamento dei Licei, che ormai sono divenute testi definitivi e non modificabili; ritengo, però, che molti degli aspetti dell’intera operazione meritano altri approfondimenti e chiarimenti (come del resto dimostrano i commenti presenti in questo Suo blog personale, in cui anch’io nei giorni scorsi ho lasciato qualche quesito). …”
    L’appello è rimasto inascoltato (e tra l’altro, a quanto sembra, è stato del tutto ignorato dal “proprietario” di questo blog).
    Trovo piuttosto “improprio” che il mondo della scuola, per poter tenere in vita un confronto o un dibattito sul “riordino” della scuola superiore, recentemente approvato in via definitiva, debba far uso di uno strumento “non istituzionale” quale è questo blog.
    Rinnovo, pertanto, il mio appello al dott. Bruschi, scusandomi per aver comunque utilizzato questo suo spazio privato.

  353. @giardina: le ho già risposto, non mi ricordo più in quale sede, sulla riapertura del forum indire. O forse a un messaggio identico. Comunque, uno spazio istituzionale di confronto su un tema (in questo caso, il regolamento tra la prima e la seconda lettura) si apre quando il tema è aperto e si chiude quando il tema è chiuso. Lo spazio serviva a raccogliere proposte, critiche, ecc. funzionali alla stesura definitiva del regolamento. La stessa procedura, a giorni, sarà adottata per la prima bozza delle indicazioni nazionali (ps, per evitare sgradevolissime e pretestuose polemiche - non mi riferisco a lei - , il giorno di chiusura dei commenti sarà immediatamente segnalato).

  354. @bruschi: La ringrazio per la tempestiva rsposta. Lei ricorda benissimo: mi ha già anticipato (proprio nel forum sul sito Indire) la prossima apertura del sito ai commenti sulle Indicazioni nazionali. Sono d’accordo con Lei sul fatto che un forum istituzionale si chiude quando il tema oggetto della discussione è chiuso. Del resto il mio appello non si riferisce alla riapertura di uno spazio-forum su un tema già chiuso, ma all’apertura di uno spazio istituzionale per consentire il dialogo e il confronto, da parte del mondo della scuola, su un tema che reputo apertissimo: la comprensione dei vari aspetti del riordino della scuola superiore. Penso che il confronto e il dialogo siano sempre molto “utili”, a prescindere da quello che si intenda fare dei commenti, dal peso che si pensi di assegnare loro. In questo caso sarebbero utilissimi, se attuati in uno spazio istituzionale, con il massimo della visibilità, per “formare” adeguatamente i vari operatori del mondo della scuola, che (mi permetto di ricordarLe) hanno avuto solo poche settimane (da metà novembre al 3 febbraio u.s.) per conoscere la realtà del riordino e saranno in prima linea, nell’attuazione di ciò che è stato appena regolamentato. La ringrazio, comunque, per aver prestato attenzione al mio pensiero e Le porgo un saluto cordiale.

  355. @bruschi :bentornato!! speriamo ci fornisca le ultime!! sparito Lei nessuno dice più niente !!

  356. Per il dott. Bruschi: vorrei sapere quando uscirà il decreto, a detta di molti di prossima emanazione, sull’attribuzione degli insegnamenti del primo anno dei nuovi licei e dei nuovi istituti tecnici e professionali alle diverse classi di concorso.
    Grazie

  357. @Giardina: vede, c’è un piccolo problema. Esiste un livello (anzi, una catena!) amministrativa che risponde dell’attuazione della riforma ed è preposta alla sua attuazione: gli USR, le USP, i dirigenti scolastici (che sono, appunto, dirigenti dell’amministrazione). Su questo sono piuttosto severo. Insomma, a ciascuno il suo ruolo e le sue attribuzioni. Tra l’altro, i direttori degli USR sono stati coinvolti in iniziative di formazione e di illustrazione della riforma e hanno ricevuto mandati precisi.
    @vincenza: i tempi dovrebbero essere brevi, glielo confermo. Le indicazioni date dal ministro sono per un atterraggio “morbido”, senza “transumanze”.

  358. Come previsto: se le cose non funzioneranno sarà responsabilità di USTR, USP, DS, gli anelli deboli della catena amministrativa, che dovranno rispondere alla severità del dott. Bruschi.
    In quanto all’”atterraggio morbido” consigliamo l’uso di un buon… panettone. Che miseria!

  359. Dr. Bruschi, continuiamo a essere fortemente preoccupati (ma direi che non rende abbastanza l’idea) per l’annientamento della nostra classe di concorso (A031).
    Cosa si sta facendo in proposito?? Come si pensa di rimediare a questa gravissima situazione? Quale “atterraggio morbido” si sta escogitando? E per atterrare dove ?!?
    Attendo, e, come me, moltissimi altri docenti, risposte.
    Grazie

  360. Per questa abilitazione (A031) abbiamo speso 4000 euro di tasse. E adesso? Cosa insegneremo?

  361. Gentile Dr. Bruschi, sono un docente di chimica (classe A013) precario. Rispetto il vostro progetto di riforma della scuola superiore e sono consapevole che il vostro intento è quello di un miglioramento generale della qualità della scuola pubblica. Però vorrei farle notare una (a mio avviso) ingiustizia. L’insegnamento di chimica nei licei viene assegnato, da quello che sembra, alla classe di concorso A060 (futura A046) estromettendo completamente gli abilitati A013 (futura A033), che senza ombra di dubbio hanno una maggiore preparazione nella materia, avendo anche sostenuto nella carriera universitaria un maggior numero di esami di chimica. Vorrei tanto conoscere la sua opinione e,se mi posso permettere, vorrei chiederle di porre rimedio a questa situazione anomala e di valorizzare la professionalità dei chimici non solo nei licei ma nella attuale scuola superiore nella sua interezza.
    Convinto di un suo personale interessamento e in attesa di sue notizie (si spera positive), le porgo i miei più cordiali saluti.

  362. @francesco: ho già risposto sul tema più e più volte. Ne sono consapevole e lo stiamo affrontando per risolverlo.

  363. @Bruschi: La ringrazio nuovamente per la risposta. Desidero, tuttavia, precisare che conosco molto bene l’importanza della distinzione dei ruoli nella Pubblica Amministrazione (e segnatamente nel mondo della scuola) e delle loro attribuzioni. La mia proposta non intendeva minimamente alterare questi confini (come del resto non lo ha fatto il forum attivo sul sito dell’Indire fino al 4 febbraio). Sincere cordialità.

  364. Egr. Dott.Bruschi, sono un docente di tecnologie chimiche in possesso delle abilitazioni A013 e A060 e con anni di esperienza di insegnamento sia in Licei che in Ist. Tec. Propongo di risolvere la questione dell’insegnamento della chimica e scienze naturali con una soluzione di buonsenso che consiste nel far confluire anche la classe A013 nella futura 46; gli insegnamenti specifici sia di chimica(tecnologie, analisi) e di biotecnologie sono limitati ai tecnologici ad indirizzo chimico e biotecnologico e le competenze specifiche per queste non molto diffuse materie possono essere certificate dal possesso della oppurtuna laurea o della precedente abilitazione(13 o 60); per i futuri docenti poi si dovrà lavorare sulla formazione iniziale iniziale: Sarebbe così assicurata una notevole flessibilità nell’utilizzo del Personale che verrebbe ulteriormente accresciuta dalla fusione degli organici degli Istituti di Istruz Sup. attualmente ancora divisi per Direzioni Generali(tecnici licei ecc). La ringrazio dell’attenzione e Le formulo auguri di buon lavoro.

  365. non sono d’accordo con Luigi: premesso che la cosa più sensata sarebbe stata a mio parere che in fase di seconda lettura la chimica fosse stata confermata nel liceo scientifico scienze applicate e anche negli altri licei, come insegnamento a sè stante, ed insegnata da docenti in possesso di laurea specialistica in chimica (come avviene nella maggior parte dei licei del mondo scientificamente e tecnologicamente avanzato, vedi ad esempio liceo cantonale di lugano), visto che siamo di fronte all’assurdità dell’insegnamento-calderone “scienze naturali”, l’unica cosa che può limitare i danni dovuti a questo che mi pare ovvio chiamare macroscopico errore, sarebbe la aspecificità dell’insegnamento “scienze naturali” nei licei, da affidare sia a docenti a013 (futura a-33) che a docenti a060 (futura a46), ferma restando la necessità di organici strutturati in modo da garantire la presenza di docenti di entrambe le classi di concorso. Ovviamente nell’interesse dei liceali, ai quali non vedo perchè non si possano offrire docenti laureati in chimica, ma quasi esclusivamente docenti laureati in scienze naturali o biologiche… Ma sinceramente devo dire che sono pessimista, visto le dinamiche che hanno portato alla eliminazione della chimica dalla proprio per questo riuscita sperimentazione del liceo scientifico tecnologico… Prof. Bruschi, non mi risponda, lasci che siano i fatti a smentirmi…

  366. gentile dott. Bruchi,
    lei risponde a @vincenza: i tempi dovrebbero essere brevi, glielo confermo. Le indicazioni date dal ministro sono per un atterraggio “morbido”, senza “transumanze”.
    Pefetto… atterraggio morbido significa tutto e niente….tempi brevi… ma quando mai?… peccato che domani scada la domanda di partime e io non sappia ancora se potrò insegnare in prima liceo o no ( sono sulla Ao49)… non è una questione indifferente per me… perdo cattedra o no… che vuole che sia… poi mi mandano a completare almeno ad una trentina di chilometri da casa… a meno che non scelga il partime… appunto… entro domani.
    Comunque sia, i vostri tempi brevi sono troppo lunghi per me e in tutta franchezza ( da vostra amareggiatissima elettrice) risultano scandalosi da qualsiasi punto li si osservi.

  367. Bentornato dott. Bruschi. Attendevo una risposta ai miei quesiti, che ho posto come commenti al suo ultimo post. Ma non ho ancora avuto risposte. Forse non era quella la collocazione adatta.
    Ribadisco i questiti.
    1. Come mai ad ora non abbiamo nessuno normativa sulla riforma? I testi normativi di riferimento sono le slides e le dichiarazioni del ministro.E’ possibile mandare avanti una riforma ‘epocale’ in questo modo?
    2. Una volta, spero presto, ufficializzato il DPR serviranno una serie di circolari attuative del ministero, necessarie per la messa in atto del riordino. Ma il tempo passe…
    3. Alcuni punti del riordino aspettano un definitivo chiarimento e disambiguazione, per esempio il cosidetto organizo aggiuntivo e le materie opzionali.
    4. Per non parlare die libri di testo che dovrebbero essere cambiati in base ai nuovi programmi, che però non sono uscitii.
    Sarò curioso di sapere come è possibile insegnare, per esempio, storia, geografia e cittadinanza e costituzione in solo 3 ore al biennio.
    Cordiali saluti

  368. Dr. Bruschi,
    mi ricollego all’intervento della collega Anna Ferrari, per esprimere lo stesso (grande) disagio. Oggi scadono le domande di part-time e non abbiamo ancora nessuna indicazione definitiva sui quadri orario del prossimo imminente anno scolastico.
    Se perderò ore (come ovvio sarà essendo annientata la classe di concorso A031) vorrei poter gestire (nel danno) la mia vita, che, vede, Dr Bruschi, non riguarda soltanto una persona ma una famiglia intera. A questo, avete pensato?!? Può girare la domanda a chi di dovere?
    Grazie

  369. Dr Bruschi
    mi aggiungo alle richieste dei colleghi della classe A031: non vogliamo un’alternativa, vogliamo essere rispettati come tutti gli altri docenti della scuola italiana e vogliamo continuare ad insegnare la nostra disciplina nella nostra scuola…(dopo tanti anni…..!!!)Questi “atterraggi morbidi” ci preoccupano e ci fanno vivere nell’angoscia
    Che cosa state facendo per noi…. Ma, in particolare, per i giovani: volete proprio impoverire il curricolo penalizzando alcuni saperi come la musica, fondamentale per la crescita intellettuale di ogni individuo? Si è detto tanto e tanto….sulla Musica, perché si è così sordi…..ai tanti Appelli…… ?
    In una intervista al maestro Muti all’inaugurazione del conservatorio all’Aquila cito una sua frase :”SENZA LA MUSICA SI E’ COME LE BESTIE” è questa la società che vogliamo?
    Grazie per l’attenzione

  370. Sono uscite le indicazioni nazionali sull’Indire. Buona lettura!

  371. Ci avevo quasi creduto… Le bozze degli OSA degli scorsi anni, comprese quelle del ministero Moratti, presentavano qualche elemento di innovazione. E lei ci aveva fatto credere che i nuovi programmi sarebbero stati un esempio di chiarezza e linearità.
    Ho letto i programmi di italiano, latino e greco. Mi sbaglio o è un copia incolla dalla riforma Gentile? Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Che piattezza, che banali raccomandazioni… Un insulto alla scuola moderna. Un coacervo di luoghi comuni di finto buon senso, che diventano prescrittivi e offensivi ‘elenchi della spesa’, alla faccia della libertà di insegnamento e dell’Autonomia didattica delle scuole. Mi chiedo che cosa possa un insegnante scegliere… è già tutto scelto.
    E poi nel programma di italiano non c’è il minimo riferimento alla faticosissima costruzione delle abilità di scrittura, anche in vista delle non più nuove tipologie di prima prova. In latino e greco regna la restaurazione dei programmi pedantemente cronologici ed enciclopedici… Chi arriverà mai al latino medievale? Ma chi ha scritto questi programmi? Sembrano retrodatati all’Ottocento. Per caso Favini? Ma ancora non se va in pensione?
    Che piattume e che pattume… una scuola così, non va da nessuna parte.
    Una scuola così diventerà un ferro vecchio come quelli che l’hanno pensata.

  372. Più leggo i programmi, più mi sembrano uno scherzo di cattivo gusto. C’è persino indicato che cosa fare in quali parti dell’anno scolastico. Per esempio bisognerebbe affrontare lo studio del fiorentino nella parte finale del secondo anno del biennio. Ma gli OSA non dovevano indicare solo gli obiettivi finali? Questi sono programmi ad annum, ma pure ad mensem, che fanno rabbrividire per la puzza di stantio che emanano. D’accordo che i Promessi sposi siano un grande classico, ma che senso ha esprimere un giudizio di merito su quest’opera negli OSA? Una excusatio non petita? Se permette, caro Bruschi, lo decido io da insegnante quali sono i testi e le impostazioni didattiche più efficaci. Lo Stato mi deve dire solo dove devo arrivare, perché al percorso ci devo pensare io. Invece qui mi si dice pure, e ci manca poco, quali autori trascurare. Ma secondo voi chi riuscirebbe a fare Meneghello in Italiano?
    E poi perché devo per forza affrontare la letteratura in termini di storia della letteratura ? Avrete veramente il coraggio di ufficializzare questi programmi?
    Molti dei discorsi lei ha fatto su questo blog cozzano irrimediabilmente con il vecchiume putrescente di questi programmi.

  373. Lo shock continua, e aumenta la sensazione di trovarsi in un incubo.
    Al liceo linguistico (in cui il latino si studierà solo al biennio per 2 ore soltanto, si pretende di apprendere gli elementi di base della grammatica latina, di fare linguistica comparativa con le lingue romanze, e pure di riuscire a tradurre brani da Cesare, Ovidio e Catullo. Ma ho letto bene? Ma chi ha scritto questi programmi?
    Ma da quale pianete è sceso… Oh Gesù! Diceva la mia insegnante di Chimica…

  374. ho letto la parte relativa alla chimica (all’interno di “scienze naturali”) e mi sembra di una povertà disarmante… io non credo che l’abbia scritta un docente laureato in chimica… mi sbaglio, dott. Bruschi?

  375. Si sbaglia di grosso. L’abbiamo redatta con la SCI e con il prof. Floriano… respingo l’accusa di “povertà”. E’ un percorso base piuttosto ricco, ma che è il docente a dover integrare.

  376. Oh, finalmente una risposta… comunque per docente intendevo docente di scuola, non universitario. riguardo all’accusa di povertà, la invito semplicemente a confrontare quanto proposto per la chimica ad esempio nel liceo musicale e coreutico ed a confrontarlo con i programmi della scuola media (il sottoscritto ci ha lavorato ed è in posesso della relativa abilitazione all’insegnamento)… Se non altro è una bozza, mi auguro che ci siano cocrete possibilità di miglioramento…

  377. Devo far domanda di trasferimento per motivi familiari, abilitata in A013 mi trovo davvero in difficoltà nello scegliere le scuole dato che non ci sono ancora notizie sulle classi di concorso. Gli organici non sono stati pubblicati. Ho la convinzione sempre più netta che chi ha costruito questa riforma abbia sottovalutato enormemente tutti gli annessi e connessi. Credo che prima di promuovere “la riforma epocale” degli indirizzi ci si sarebbe dovuti soffermare anche sui programmi (usciti da poco), sulle classi di concorso, sulle confluenze (non ancora chiare e spesso molto tirate per i capelli). L’inizio del nuovo anno scolastico è solo fra 6 mesi e tutto mi sembra ancora in alto mare…..
    Cordiali saluti

  378. mi scuso per gli errori di battitura nel mio precedente messaggio. Sottoporrei ai lettori del blog ed al dott. Bruschi, che comunque (anche se spesso sono in disaccordo con lui) ringrazio per il tempo dedicato alla lettura di tutti i messaggi, l’articolo riportato nella pagina web http://www.repubblica.it/scuola/2010/03/16/news/licei_libri-2684196/?ref=rephpnews . Che ne pensate?

  379. Secondo il Ministro Gelmini, ”bisogna uscire dalla stucchevole distinzione tra scuola pubblica e scuola privata. La scuola, anche quella paritaria, e’ sempre pubblica”.
    Mi chiedo perché, allora, non estendere alla scuola paritaria le medesime regole istituzionali del reclutamento vigenti nella scuola pubblica. Vincolando la scuola paritaria - che usufruisce di notevoli finanziamenti governativi- ad attingere correttamante dalle graduatorie ad esaurimento, utilizzando abilitati regolari, si costituirebbe un ottimo sistema per esaurire le graduatorie in tempi più accettabili e per traghettare la navicella-scuola dal vecchio regime, tanto inviso alla cabina di regia, alle istituende procedure di formazione docenti. Sarei lusingata di una risposta dal Consigliere Max Bruschi!
    Angelica Palumbo

  380. per il dott Bruschi: una richiesta-suggerimento per l’apertura dei nuovi forum INDIRE riguardo le indicazioni nazionali: sarebbe meglio fossero forum tematici, insegnamento per insegnamento. Es: blog per scienze naturali nei vari licei, blog per italiano per tutti i licei, etc: in questo modo i suggerimenti e soprattutto le discussioni sarebbero meno frammentarie, di più facile lettura per tutti e più produttive.
    cordiali saluti
    Michele Borrielli

  381. Alla cortese attenzione del Dottor Bruschi.
    DAL DIPARTIMENTO DI ARTE DEL LICEO CLASSICO C. F. PORPORATO DI PINEROLO.

    CLASSE DI CONCORSO A025 (attuale) e A02 (futura);CLASSE DI CONCORSO A061 (attuale) e A49 (futura).
    RICHIESTA DI UNIONE DELLE DUE CLASSI DI CONCORSO E
    RICHIESTA DI CONTINUARE LA POSSIBILITA’ ALL’INSEGNAMENTO DI DISEGNO E STORIA DELL’ARTE NEI LICEI ANCHE PER LA ATTUALE CLASSE DI CONCORSO A025.
    * * *
    Noi sottoscritte, insegnanti del Dipartimento d’arte del Liceo Classico G. P. Porporato di Pinerolo, poniamo alla Sua cortese attenzione quanto segue:
    - PREMESSO -
    •Che sono state effettuate le trasformazioni delle classi di concorso A025 in A02 e A061 in A49;
    •Che, al momento, la classe di concorso A025, ora A02, non è più abilitata ad insegnare presso i Licei Classici, Artistici, Linguistici, Musicali e Coreutici, come avvenuto fono ad oggi;
    tutto ciò premesso, con la presente:
    - RICHIEDIAMO -
    di esaminare la nostra segnalazione e, se condivisa, di porla all’attenzione degli organismi competenti affinché provvedano alle opportune modifiche.
    Riteniamo che essendo sempre stati in possesso delle competenze e dei requisiti necessari all’insegnamento di Storia dell’Arte nei Licei Linguistici così come nelle sperimentazioni dei Licei Classici, nei Licei delle Scienze Sociali, nei Licei Scientifici e negli altri indirizzi, sia giusto ed opportuno riconfermare le nostre competenze anche in occasione della riorganizzazione delle classi di concorso, così come avviene per la classe di concorso A49, già A061.
    Riteniamo infatti che per gli insegnanti laureati in lettere le competenze relative al disegno siano alquanto limitate, mentre per gli insegnanti laureati all’Accademia, Dams e Architettura le competenze in storia dell’arte siano invece del tutto adeguate, come dimostra l’insegnamento avvenuto fino ad ora nonché le specifiche competenze relative ai beni culturali , architettonici ed ambientali.
    * * *
    Ringraziamo per l’attenzione e, fin d’ora, per tutte le informazioni e le iniziative che riterrà opportuno intraprendere.
    Pinerolo, 13 gennaio 2010.
    IL DIPARTIMENTO D’ARTE DEL LICEO CLASSICO G.F. PORPORATO DI PINEROLO.
    Elsa Revello

  382. @Borrielli: spiace che non abbia linkato anche la mia risposta…Quanto alla chimica, la SCI non è composta di soli accademici, e comunque il testo è stato valutato da insegnanti dei licei. Quanto alle medie, un conto è ciò che è scritto, un altro quanto effettivamente è fatto.
    @revello:”- PREMESSO -
    •Che sono state effettuate le trasformazioni delle classi di concorso A025 in A02 e A061 in A49″… a dire la verità, non mi risulta alcun provvedimento.
    @Palumbo. Già oggi le paritarie devono attingere da personale abilitato. Mai e poi mai le costringerei a fare ciò che non vorrei facessero le scuole statali, e cioè attingere per un mero ordine che spesso ha ben poco a che fare con la qualità.

  383. @Bruschi:
    1) quale risposta? può darsi il link mi sia sfuggito, le chiederei di provvedere lei, in modo che anche il sottoscritto possa capire
    2) il fatto che la SCI non sia costituita da soli accademici lo so bene, in quanto socio SCI da molti lustri, ma il fatto che Lei si riferisca riguardo alla “valutazione del testo” a soli docenti dei licei non fa che confermare il mio timore che nessun docente di scuola laureato in chimica, abbia partecipato direttamente alla stesura delle indicazioni nazionali per la chimica all’interno delle scienze naturali, in quanto i docenti laureati in chimica e tecnologie chimiche della classe di concorso A013 attualmente non possono insegnare nei licei. Fortunatamente, ripeto, sono solo bozze.
    3) io so cosa effettivamente insegnavo (molti anni fa) ai ragazzini delle medie, e le assicuro che il livello per troppi aspetti proposto sarebbe concretamente quello di una scuola media. Un conto è recuperare lacune pregresse, evidenziate dai test di ingresso delle prime classi di tutte le scuole superiori (e che a mio avviso purtroppo hanno radici non solo nella scuola media, ma in una scuola elementare che talvolta non è così eccellente come qualcuno asserisce), un conto è impostare la didattica dei futuri liceali all’insegna della superficialità, con troppi picchi verso il basso a livelli di scuola media. Non c’è nulla di male a rilevare errori, mi auguro che si cerchi di porvi rimedio nel migliore dei modi, accettando anche il contributo di docenti di scuola non di liceo come gli insegnanti di chimica degli istituti tecnici, che mi auguro non facciano mancare i loro contributi di idee al dibattito.
    cordiali saluti
    Michele Borrielli

  384. O.K. Le Indicazioni (bozze migliorabili) ma necessitiano delucidazioni in merito alla verifica degli apprendimenti. Esempio fisica al biennio dello scientifico: orale-scritto/orale-orale/pratico

  385. Noto che ha chirurgicamente evitato di rispondere ai miei interventi.
    Ribadisco che
    a) i programmi di italiano, latino e greco sono fotocopia di quelli Gentile (con ovvi aggiornamenti dovuti al quasi secolo che intercorre dalla riforma Gentile a questa epocale riforma.
    b) quelli di italiano non tengono conto delle tipologie della prima prova d’esame di stato:
    c) tali programmi risultano proprio enciclopedici, nonostante chi li ha scritti inviti i docenti a non esserlo;
    d) i programmi sono rigidissimamente prescritivi (elenco della spesa e non competenze), non rispettano né l’Autonomia scolastica, nè la libertà di insegnamento.
    e) c’è l’imposizione di una metodologia unica e indiscutibile di didattica delle letterature (rigidamente cronologica) e c’è pure una lezioncina sul valore di Manzoni. Excusatio non petita, ovviamente…
    f) Il programma di latino al linguistico è follia all’ennesima potenza (grammatica normativa quasi completa + traduzione + autori Cesare, Ovidio e Catullo, + linguistica comparativa). Il tutto in 2 ore nel solo biennio!!!!!
    g) Il programma di storia, geografia e cittadinanza e costituzione è semplicemente velleitario e ingestibile.
    In conclusione tali programmi azzerano anni e anni di ricerca pedagogica e di innovazione didattica, sanno di stantio, di enciclopedismo e di vuoto precettismo (ridicoli i toni ‘il docente non trascuri’, il docente non potrà evitare di …
    Cordialmente

  386. LICEO SCIENTIFICO – OPZIONE delle SCIENZE APPLICATE
    Informatica
    PROFILO GENERALE E COMPETENZE
    ….
    Dal punto di vista dei contenuti il percorso ruoterà intorno alle seguenti aree tematiche:
    architettura dei computer (AC), sistemi operativi (SO), algoritmi e linguaggi di programmazione
    (AL), elaborazione digitale dei documenti (DE), reti di computer (RC), struttura di Internet e servizi
    (IS), computazione, calcolo numerico e simulazione (CS), basi di dati (BD).

    VOGLIONO FARE INSEGNARE ALGORITMI E LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE O BASI DI DATI A QUELLI DELLA A034 E A035?
    MA COSA NE PUO’ SAPERNE UN INGEGNERE ELETTROTECNICO O ELETTICO DI QUESTE COSE?!?
    MA PERCHE’ NON METTIAMO TOPO GIGIO AL MIUR, DI SICURO NON FAREBBE PEGGIO DI QUESTI

  387. Egr. Dott. Bruschi,
    rammenti che i docenti A031 sono ancora in attesa di risposta circa la loro collocazione, utilizzazione, riconversione o che dir si voglia.
    Nel frattempo le chiedo:
    nella bozza relativa alla disciplina “Esecuzione e interpretazione” nei licei musicali si parla solo e sempre di “strumento scelto” o “primo e secondo strumento”:nessun accenno allo studio del CANTO lirico, (vanto e orgoglio dei nostri Conservatori che pullulano di studenti di Canto provenienti dall’estero). Voglio ben sperare che lo strumento voce sia stato “sottinteso” e non specificato chiaramente perché inglobato nel discorso generale. E’ così?
    Grazie per le risposte.
    Rosalba.

  388. @Giuseppe:”VOGLIONO FARE INSEGNARE ALGORITMI E LINGUAGGI DI PROGRAMMAZIONE O BASI DI DATI A QUELLI DELLA A034 E A035?”

    Ma cosa c’entrano quelli della A034 o A035?
    La materia è Informatica, non Sistemi o altre cose degli Istituti Tecnologici!
    L’Opzione delle scienze applicate dei Licei scientifici NON E’ IL LICEO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO, è a pieno titolo una variante del Liceo scientifico, da cui si distingue solo per l’assenza del latino e per la presenza dell’informatica e di un maggior numero di ore di scienze.

  389. Sono perfettamente d’accordo con il collega Palomar in merito ai programmi delle materie umanistiche. E che dire delle 2 ore di latino in cui si dovrebbe fare di tutto e di più!!!!!!

  390. Dott Bruschi visto che sono uscite le indicazioni sui nuovi programmi dei Licei,a noi di Matematica può dirci se c’è stata una variazione per A047 attuale(matematica),sarà permesso insegnare al biennio dei licei scientifici tradizionali, o sarà dato tutto alla A049 attuale (matematica eFisica)?

  391. @marco
    è quello che mi chiedo io.
    ma noi che usiamo la logica e la ragione siamo completamente fuori sintonia da quelli del miur.

    qui trovi qualche riferimeno a quanto da me riportato
    http://blog.maxbruschi.it/2010/03/16/nuovi-licei-ecco-i-programmi-protagonista-e-il-novecento/#comment-314730

  392. cara Olimpia, sto cercando di farmelo dire da almeno un mese…. qui e in altri forum. A questo punto ho perso la speranza di ottenere una qualsiasi risposta ( evidentemente nessuno pensa di dovercela… e non mi riferisco solo al Dott. Bruschi ) . Meglio rassegnarci, …. direi che il primo giorno di scuola ( settembre prossimo) possiamo restare davanti ai cancelli e se verremo invitate ad entrare sapremo a quel punto se, cosa e a chi insegneremo…
    In bocca al lupo….

  393. @anna e @olimpia. Non riesco a tener dietro contemporaneamente a tutti i thread, dovendo anche lavorare… Ho risposto più volte sul problema della matematica e della fisica. Per me occorre toccare il meno possibile nei “vecchi” e immaginare invece un nuovo diverso. Nel momento in cui si costituiscono lauree magistrali ad hoc, non penso ci siano difficoltà (ma il dibattito è aperto con le associazioni disciplinari e con le facoltà) per progettare una laurea “matematica e fisica” con un equilibrio di crediti. Lo ripeto, ciò vale per i futuri abilitati.

  394. Dott Bruschi la ringrazio,ma continuo a non capire se verra tolta dai Licei la A047….cmq per i vecchi abilitati di RUOLO forse non cambierà niente, ma per noi precari si,almeno ci darete la possibilità di confluire nella A049 a noi che siamo nelle liste A047?I futuri abilitati avranno chiara la strad, ma a noi che ci siamo abilitati pensando di insegnare al liceo che percorso ci attende?
    @Anna siamo pronti a tutto noi precari della A047 per far valere anche i nostri diritti, quando ci siamo abilitati le nostra cdc prevedeva l’accesso ai licei,non possiamo permettere che ci tolgano i licei perchè finiremmo per non lavorare, quando sarà pubblicata la tabella ci regoleremo.

  395. La parola chiave è “abilitati”. Si tratta, al limite, di creare dei percorsi per ampliare i vostri orizzonti.

  396. Gentilissimo dott. Bruschi, mi fa piacere notare ancora una volta che qualunque modifica sia da intendersi per i nuovi e non per i “vecchi” (sarebbe veramente singolare se gli abilitati anche per la matematica dei licei venissero di colpo defraudati di una parte del loro titolo).
    A questo proposito vorrei sapere come legge alla luce di quanto detto questo articolo (il n 482 del decreto l.vo 297 del 1994)

    Art. 482 - Passaggi di cattedra per modifiche di ordinamento

    1. Nei casi di modifica di ordinamenti scolastici ovvero di programmi di insegnamento, i docenti di materie non più previste e comunque diversamente denominate o raggruppate, sono assegnati dal Ministero della pubblica istruzione, su conforme parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, a materia o gruppo di materie affini, conservando a tutti gli effetti lo stato giuridico ed economico in godimento.
    2. Su proposta del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, il Ministro della pubblica istruzione può disporre la frequenza obbligatoria di apposito corso di aggiornamento e di qualificazione.

    Invece di un passaggio di cattedra non sarebbe più facile lasciare tutto com’è, magari ad esaurimento?

    Faccio poi una riflessione per la laurea magistrale in mate+fisica. Occorre pensare anche all’offerta formativa di un’università: si fa tanto per non avere quadri orari ipertrofici e si creano delle offerte formative nelle università un po’ troppo ricche. Una normale univeristà dovrebbe proporre all’interno della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali lauree magistrali nelle varie scienze (chimica, biologia, geologia ecc) e in più: laurea in matematica, laurea in fisica, laurea in matematica e scienze per le medie, laurea in matematica e fisica. Il tutto appare dispendioso a meno di non sopprimere le magistrali nelle singole discipline (il che mi parrebbe strano e, mi si conceda, aberrante se si considera che la magistrale è un percorso di approfondimento). Difficile capire poi come mai i laureati in mate+fisica non potrebbero insegnare nei tecnici (la laurea magistrale varrà solo per i licei?) Ci vorrebbe allora una magistrale in matematica applicata :) Detto questo, il ministero è ovviamente nella posizione politica per fare di queste scelte (a mio avviso sarebbe molto più corretto avere due sole classi invece di quattro). Se create mate+fisica però fate sì che non esistano lauree (e abilitazioni) separate perchè avremmo una situazione paradossale. Spero comunque, e mi sembra anche di averlo intuito nelle sue parole, che i diritti acquisiti dei docenti già abilitati e di quelli ormai di ruolo non vengano lesi.
    Aggiungo questo: lei è giustamente un po’ avvilito quando deve ripetere quello che magari ha già detto. Faccio notare solo che problemi come questo non sono stati creati dagli insegnanti ma dalla diffusione di una bozza di provvedimento prematura (non erano ancora stati definiti gli indirizzi) non ancora corretta o ritirata. Nelle scuole regna un clima più precario del solito :) Questo è uno dei pochi o forse l’unico canale di contatto con chi conosce lo stato delle cose e la ringrazio per questa possibilità di confronto. Indirizzare spesso il discorso sulle classi di concorso non è solo per curare il proprio orticello. Come le stesse indicazioni nazionali prescrivono molto spazio è dato alla libertà del docente. Quello che il docente deciderà di fare dipenderà soprattuto dal suo percorso e dagli studi che ha fatto. Ben vengano i programmi ma non dimentichiamo che la vera riforma da voi passa nelle mani dei docenti (che ci sono già e che arriveranno).
    La ringarazio e attendo fiduciosa un parere su quanto sopra.

  397. Egre. Dott. Bruschi
    si ricordi che i docenti A031 sono in attesa di risposte.
    Forse!.. non siamo degni di riceverle, visto che, siamo stati “ELIMINATI”……!!!!!!
    grazie…..

  398. Dott. Bruschi
    si sa già se le attuali classi ‘letterarie’ (43, 50, 51, 52) rimarranno distinte e separate o si prevedono accorpamenti?

    Grazie.

  399. @Filippo: la a043 rimane come è, a me piacerebbe “chiudere i rubinetti” della A050 (LASCIANDO INTATTI I DIRITTI DI CHI SI E’ GIA’ ABILITATO) e lasciare solo la A051. Anche chi insegna in un professionale deve poter passare a un liceo e viceversa. Sulla 52 la questione è più complessa. Se tarassimo tutto sulla 52, rischieremmo di non trovare docenti in futuro (latino, greco, storia, geografia, italiano + filosofia…., mi sembra pesantuccia….)
    @Casci: concordo con l’elenco dei problemi. La creazione di magistrali ad hoc dovrà evitare doppioni e sovrapposizioni. Dovremmo “chiudere” a breve con le soluzioni, compresa A31.

  400. @Bruschi: Approfitto della Sua disponibilità a rispondere anche su questioni molto specifiche, riferendomi alla risposta da Lei data al collega @Filippo.
    Sottoscrivo pienamente, da abilitato in A51 e in A52, la Sua ipotesi di lavoro sulle classi di concorso di lettere: far sì che tutti i docenti di materie letterarie siano (in futuro) abilitati ad insegnare anche il latino consente, in periodi di contrazione di iscritti, una più dignitosa e più facile gestione delle eventuali soprannumerarietà in tutte le scuole superiori.
    Purtroppo la difficoltà, a mio pare, consiste nel gestire l’esistente nella difficile fase di “passaggio” al nuovo: cosa succederà nell’immediato, in caso di contrazione di cattedre, in quei licei (ex magistrali) dove attualmente convivono (in una sorta di “pace armata”) docenti di A50 e di A51? Chi tra le due classi di concorso sarà soprannumerario? E’ un bel problema, gent. dott. Bruschi, e non vorrei davvero essere al Suo posto a dover decidere sul da farsi. La saluto molto cordialmente.

  401. @Giardina: per me avere docenti abilitati anche in latino (per usare il suo esempio) non è solo una questione di utilizzazioni, ma anche di qualità complessiva. Però il gioco a incastro degli scienze sociali a prima vista non presenta problemi per l’opzione standard, maggiori per l’opzione “senza latino” che però è nuova di zecca…

  402. @Bruschi pensi ad ampliare l’orizzonte degli abilitati in inglese anche sull’altra lingua.

  403. @paolo: magari con una certificazione C1/C2…

  404. @ Bruschi. Perchè una certificazione per i laureati in lingue?
    Laddove si è già abilitati in inglese e si hanno tutti i crediti necessari per l’accesso alla SSIS in lingua e letteratura francese dove sarebbe il problema dell’ampliamento ?

  405. @Paolo: era una battuta… sono per l’ampliamento delle classi di concorso/abilitazione. Dopo di ché, mi piacerebbe che tra i requisiti delle nuove abilitazioni fosse posto uno sbarramento di certificazione linguistica. Sa in quante università gli esami di lingua sono svolti in italiano?

  406. Gentile Bruschi, mi domando come mai glissa (per usare un termine musicale) sempre quando le viene posto un quesito riguardante musica, A031, A077…
    Non siamo degni di una risposta?

  407. @Silvia: penso che il dott. Bruschi “glissi” quando gli si pongono quesiti sulle Classi di Concorso musicali perché forse è in dirittura d’arrivo la soluzione definitiva.
    Più sopra ha infatti scritto:
    “Dovremmo “chiudere” a breve con le soluzioni, compresa A31″

    Speriamo bene…

  408. Gentile dott. bruschi,
    vorrei sapere quale iter dorà seguire una scuola per attivare uno degli insegnamenti “attivabili” contenuti nell’allegato h.
    Grazie

  409. Perchè nei licei delle scienze umane si torna all’insegnamento cronologico della Pedagogia (vecchio Magistrale)? Perchè è previsto al primo anno l’insegnamento della pedagogia di Socrate, Platone e Aristotele, autori che sono studiati dal punto di vista filosofico al terzo anno? Non sarebbe meglio lasciare al primo bienno una trattazione delle scienze umane “per temi” interdisicplinari, come già in uso al Liceo delle Scienze sociali?

  410. Ritengo interessante il riferimento alla statistica previsto per la matematica dell’indirizzo scienze umane, con i relativi collegamenti interdisicplinari per l’opzione economico sociale. So però per esperienza che in genere i docenti di Matematica non conoscono la statistica. Pensate a corsi di aggiornamento o di riconversione (molti docenti di matematica non hanno sostenuto esami di statistica all’università!)

  411. Sono soddisfatta delle risposte che Dott. Bruschi ha formulato rispetto alle attuali definizioni delle classi di concorso, fermo restando le specificità dei corsi di laurea, credo che