Scritto il 15 Gennaio 2010 da Max Bruschi
E adesso, che titolo farà Repubblica che, a fronte di una richiesta di approfondimenti sulla riforma della scuola superiore, non si era trattenuta dal titolare (in buona compagnia: Mimmo Pantaleo, segretario generale della Cgil Scuola) su un inesistente “stop del Consiglio di Stato“? La domanda sorge spontanea, visto che la brillante risposta data dal ministero ha chiarito i dubbi ai giudici di Palazzo Spada il cui parere, reso noto ieri, e che si può trovare sul sito dedicato ai Nuovi Licei, si limita ad alcune richieste di modifica su punti secondari: a parte alcune formulazioni da ritoccare, tutto si ridurrebbe a togliere l’obbligo per le istituzioni scolastiche di istituire il Comitato tecnico scientifico (ma potrebbe essere lasciata l’opzione), mentre, per quanto riguarda il Comitato nazionale sull’istruzione liceale, esso potrebbe in realtà essere istituito con un semplice decreto del ministro: questo, naturalmente, in attesa di conoscere gli indirizzi da parte del Parlamento che potrebbe dare utili indicazioni in proposito. Nessun eccesso di delega, dunque, e via libera all’autonomia, ai dipartimenti, ai nuovi quadri orari. Si arrende persino l’Unità. Eppure, nonostante tutto, qualche “agenzia” ancora non si dà per vinta… facendo venire il serio dubbio che non tutti i giornalisti sappiano (o vogliano) leggere.
Categoria: Ma la scuola! |
Scritto il 5 Gennaio 2010 da Max Bruschi
dal Sussidiario, 5 gennaio 2010
di Max Bruschi
«I nuovi programmi vietano le trite nozioni che per tanto tempo hanno aduggiato la scuola dei fanciulli; e richiedono la schietta poesia, la ingenua ricerca del vero, l’agile indagare dello spirito popolare, irrequieto e mai sazio di “perché”; il rapimento nella contemplazione dei quadri luminosi dell’arte e della vita; la comunicazione con le grandi anime, fatte vive e quasi presenti attraverso la parola del maestro (…). Se il maestro (…) sarà pedante ripetitore, la vita spirituale rifuggirà da lui e si manifesterà in quelle forme inconsapevolmente ma irreprimibilmente difensive proprie del fanciullo che sono la irrequietezza e la turbolenza».
È l’11 novembre 1923 e Giuseppe Lombardo Radice licenzia con questa premessa i “programmi” per la nuova scuola elementare. Tolto il lirismo d’antan, difficile non sottoscrivere. E difficile non considerare come, ieri e oggi, schiere di pedanti ripetitori abbiano visto “rifuggire” la vita spirituale e schiere, altrettanto nutrite, di corifei di una malintesa modernità, abbiano messo in soffitta i “quadri luminosi dell’arte” e seppellito le “grandi anime”. In mezzo, la falange di insegnati che, onestamente e umilmente, anno dopo anno, ha cercato di districarsi tra ordinanze, circolari, indicazioni, OSA, “assi”, competenze chiave e compiere al meglio la propria missione educativa e culturale. Leggi il resto »
Categoria: Ma la scuola!, Rassegna Stampa |
Scritto il 4 Gennaio 2010 da Max Bruschi
La pubblicazione degli esiti della rilevazione degli apprendimenti in II e in V primaria svolta dall’Invalsi è passata, salvo eccezioni, sotto silenzio. Un peccato, perché una analisi dei risultati avrebbe meritato di scatenare un ricco dibattito pubblico. Preziosa risulta, in proposito, l’opinione di Norberto Bottani, uno dei massimi esperti internazionali di sistemi formativi, che tabelle alla mano rileva la fragilità della scuola primaria proprio in due aree delicatissime, quali la matematica e la lingua italiana.
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