Scuola, quando il dialogo serve

Tra lunedì e martedì, a Roma, ho incontrato il Forum dei genitori e il Forum degli studenti sul “Regolamento” per la valutazione degli alunni, e il Forum delle associazioni professionali della scuola sul “Regolamento” che deriverà dal frutto preziosissimo del Gruppo di lavoro presieduto dal professor Giorgio Israel sulla formazione iniziale dei docenti. Sono stati momenti importanti. Perché credo nel dialogo, non quando si esaurisce in una mediazione fine a se stessa, ma quando consente di affinare un’idea e di raccogliere le opinioni e le esigenze di chi “vive” poi le norme ed è costretto a fare i conti con loro.
In particolare, sono soddisfatto che il Regolamento sulla valutazione (ecco il testo dell’articolato e la relazione illustrativa) segni una pagina nuova. Perché si è tagliata di netto ogni ipotesi di “pedagogia trasteverina”, lasciando libere le istituzioni scolastiche e i docenti di valutare in base alle proprie scelte educative, fatti salvi i risultati da raggiungere per tutti gli studenti che costituiscono la parte “nazionale” dei piani dell’offerta formativa. Perché le norme, pur nel linguaggio giuridico, sono chiare e superano la necessità delle famigerate “circolari esplicative” e perché si allestirà un testo coordinato che risparmi all’universo scuola la ricerca, spesso faticosissima, di riferimenti normativi. Perché sul voto in condotta si sono dati parametri chiari ed è stata chiamata in causa la responsabilità della “comunità educante”, che dovrà, prima di sanzionare con un 5 e la ripetizione dell’anno comportamenti scorretti, segnalare e cercare di correggere i comportamenti stessi, norma aggiunta grazie a un’indicazione di assoluto buon senso venuta dalle associazioni degli studenti.