Scritto il 29 Marzo 2009 da Max Bruschi
Vi propongo il discorso di chiusura del Presidente del Popolo della Libertà al congresso di fondazione del nuovo movimento politico.
Grazie per la vostra fiducia, amicizia, affetto.
Mi avete affidato una grande responsabilità, una entusiasmante responsabilità: quella di guidare il Popolo della Libertà.
Mi auguro di essere all’altezza. Cercherò di non deludervi mai.
Nel mio discorso di venerdì ho tracciato un affresco della nostra storia, del percorso che ci ha portato a questo straordinario congresso. Leggi il resto »
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Scritto il 26 Marzo 2009 da Max Bruschi
“Care delegate e cari delegati del congresso nazionale di Alleanza nazionale, qualche giorno fa parlando con i giornalisti sono stato buon profeta, ma era una scommessa vinta in partenza: un po’ di emozione c’è. C’è nel riprendere la parola dopo dieci mesi dall’ultima volta per rivolgermi ancora al mio partito, a tutti quanti voi che rappresentate le centinaia di migliaia di iscritti di Alleanza nazionale, rivolgermi ancora per vostro tramite ai milioni di italiani che nel corso degli anni ci hanno dato tanta fiducia. C’è questa emozione, non soltanto per un naturale sentimento ma anche perché mi è ben chiaro che se colui che fu segretario del Movimento sociale italiano e poi presidente di Alleanza nazionale può oggi essere presentato a una platea con la qualifica di presidente della Camera dei deputati, la terza carica dello stato, è unicamente o in gran parte in ragione dell´impegno, della passione, della dedizione e del sacrificio di tutti coloro che per tanti e tanti anni hanno dato tutto senza chiedere assolutamente nulla. Se oggi i nostri dirigenti possono rivolgersi a voi e ai tanti vostri iscritti rivestendo incarichi istituzionali, se parlano da questo palco i ministri, il sindaco di Roma, donne e uomini che hanno sulle spalle rilevanti impegni istituzionali, diciamolo con sincerità, ricordiamolo con orgoglio e con umiltà: lo dobbiamo a una lunga e bella storia di impegno politico, nel senso più alto del termine. Ed è la ragione per la quale avverto innanzitutto il dovere di dire grazie a tutti coloro che per decenni interi, in ogni parte d’Italia, in momenti particolarmente aspri e difficili, hanno sempre tenuto la schiena diritta e hanno sempre avuto nel cuore un grande, grande amore per la propria terra, per la nostra Italia. Leggi il resto »
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Scritto il 19 Marzo 2009 da Max Bruschi
Gelmini di ferro, titola il Giornale. Motivo: nel Regolamento sulla valutazione (che “vanta” fra l’altro, una recensione positiva su Scuola oggi, testata non certo governativa, e un editoriale perfetto sul Tempo) si è deciso di proseguire nella strada del rigore e di fare chiarezza su uno dei soliti bizantinismi normativi che funestano, in modo particolare, la legislazione sulla scuola. La legge 1/2007, infatti, nel definire i criteri di accesso all’esame di maturità, parla di “valutazione positiva”. Frasetta che vuol dire tutto o niente, e che fu interpretata da Fioroni con “la media del sei”. Ora, se uno studente di terza media deve avere tutte le materie sufficienti per accedere all’esame di Stato, non si vede perché lo stesso non debba valere per gli studenti di quinta superiore. Dunque, sei in tutte le materie anche per accedere alla “matura”. Tra l’altro, avevo presentato il regolamento alle associazioni dei genitori e degli studenti, facendo distribuire il testo, e nessuno aveva avuto nulla da eccepire. Comunque, il “panico” va totalmente ridimensionato. I voti sono assegnati non dal docente, ma da tutti i docenti del consiglio di classe. Insomma, più rigore, più chiarezza e, si spera, una migliore preparazione dei nostri ragazzi.
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Scritto il 13 Marzo 2009 da Max Bruschi
Tra lunedì e martedì, a Roma, ho incontrato il Forum dei genitori e il Forum degli studenti sul “Regolamento” per la valutazione degli alunni, e il Forum delle associazioni professionali della scuola sul “Regolamento” che deriverà dal frutto preziosissimo del Gruppo di lavoro presieduto dal professor Giorgio Israel sulla formazione iniziale dei docenti. Sono stati momenti importanti. Perché credo nel dialogo, non quando si esaurisce in una mediazione fine a se stessa, ma quando consente di affinare un’idea e di raccogliere le opinioni e le esigenze di chi “vive” poi le norme ed è costretto a fare i conti con loro.
In particolare, sono soddisfatto che il Regolamento sulla valutazione (ecco il testo dell’articolato e la relazione illustrativa) segni una pagina nuova. Perché si è tagliata di netto ogni ipotesi di “pedagogia trasteverina”, lasciando libere le istituzioni scolastiche e i docenti di valutare in base alle proprie scelte educative, fatti salvi i risultati da raggiungere per tutti gli studenti che costituiscono la parte “nazionale” dei piani dell’offerta formativa. Perché le norme, pur nel linguaggio giuridico, sono chiare e superano la necessità delle famigerate “circolari esplicative” e perché si allestirà un testo coordinato che risparmi all’universo scuola la ricerca, spesso faticosissima, di riferimenti normativi. Perché sul voto in condotta si sono dati parametri chiari ed è stata chiamata in causa la responsabilità della “comunità educante”, che dovrà, prima di sanzionare con un 5 e la ripetizione dell’anno comportamenti scorretti, segnalare e cercare di correggere i comportamenti stessi, norma aggiunta grazie a un’indicazione di assoluto buon senso venuta dalle associazioni degli studenti.
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Scritto il 5 Marzo 2009 da Max Bruschi
Oggi sarò tra i relatori di una importante tavola rotonda che si terrà a Torino, nell’ambito del primo Forum nazionale sul libro scolastico organizzato dalla Direzione Regionale del Piemonte. Con me alle 11, presso l’auditorium dell’Arsenale, interverranno:
Francesco de Sanctis, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte
Mario Dutto, Direttore Generale per gli Ordinamenti del Sistema Nazionale di Istruzione e per
l’Autonomia Scolastica del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
Giovanni Biondi, Direttore dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica
Giovanna Pentenero, Assessore all’Istruzione e Formazione Professionale – Regione Piemonte
Massimiliano Costa, Assessore all’Istruzione e Formazione Professionale – Regione Liguria
Beniamino Brocca, Docente di Pedagogia – Università degli Studi di Bolzano
Andrea Gavosto, Direttore Fondazione Giovanni Agnelli di Torino
modera Laura Siviero, giornalista
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Scritto il 3 Marzo 2009 da Max Bruschi
ieri il Sussidiario ha pubblicato un mio pezzo, che può essere commentato al link, sul dibattito apertosi sulla formazione iniziale dei docenti.
Il Gruppo di lavoro presieduto dal professor Israel, insediato pochi mesi fa dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, ha prodotto un ampio documento, i cosiddetti “5 punti”, oggi pubblicato sul sito del MIUR. I “5 punti” offrono una risposta ad alcuni nodi relativi alla formazione iniziale dei docenti in vista dell’elaborazione di un regolamento che possa, rapidamente, colmare il vuoto dovuto alla chiusura delle SSIS e offrire una strada certa per la formazione iniziale (e occorre sottolineare la parola “iniziale”, perché forse non c’è professione al mondo il cui sentiero, per parafrasare Jorge Machado, si “crei camminando”) dell’insegnante. Leggi il resto »
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Scritto il 2 Marzo 2009 da Max Bruschi
Sono stati diffusi ieri i dati relativi ai risultati del primo quadrimestre. Aumentano le insufficienze e il 5 in condotta inizia a mordere. Cominciano nel frattempo ad affluire i dati sulle scelte delle famiglie relative al modello orario di prima elementare, che vede una netta prevalenza di “trenta ore” e “tempo pieno”. Ora, la lettura svolta da parte della stampa di questi dati lascia parecchio perplessi. Ad esempio, l’aumento delle insufficienze nella scuola secondaria sarebbe da imputare all’introduzione del voto numerico, quando invece alle “superiori” il voto numerico c’è sempre stato. Qualcuno ovviamente parla di insegnanti che non sanno insegnare… che ci sono, certo, ma quanti invece sono, banalmente, gli studenti che non studiano? Non è mancato chi ha addebitato la marea di 5 in condotta al fatto che “mancando regole certe, ogni scuola ha fatto da sé”… come se l’autonomia scolastica non fosse un valore e come se il 5 potesse essere attribuito (ma c’è chi ci ha provato) dopo una procedura da processo penale.
Quanto al tempo scuola, chi parla di “sconfitta” del modello Gelmini continua a non capire o a far finta di non capire: in tutte le salse si è ripetuto che il modello a 24 ore era aggiuntivo rispetto agli altri e che gli interventi del governo puntavano a farla finita col modulo “3×2″. Modulo che, dal prossimo anno, è definitivamente morto e sepolto.
La scuola torna severa: boom di 5 in condotta
di Francesca Angeli, il Giornale, 2 marzo 2009
Pierino la peste frequenta di preferenza gli istituti professionali del Sud. Gli studenti di questo canale degli studi superiori si sono guadagnati il disonorevole titolo di maleducati, collezionando il maggior numero di cinque in condotta. I docenti hanno mostrato di apprezzare il voto anti bulli, «colpendo» oltre 30.000 studenti.
Aumenta in generale la percentuale delle insufficienze accumulate dai ragazzi nelle diverse discipline. Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha reso noti i risultati degli scrutini del primo quadrimestre per le medie, le superiori e anche quelli relativi alle iscrizioni alla prima elementare. Leggi il resto »
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