Caso Eluana. Come Bartleby, avrei preferito di no.

“Senza muoversi dal suo angolino, con voce singolarmente soave, ma ferma, Bartleby rispose: “Preferirei di no”.”. Ecco, a leggere del decreto emanato dal governo sul “caso Englaro”, rispondo come il Bartleby di Hermann Melville. Avrei preferito di no sin dall’inizio, quando il “caso” è uscito dalla dimensione privata per assurgere a tema di confronto pubblico all’italiana (e cioè Coppi/Bartali, Guelfi/Ghibellini, il solito dualismo “o di qua o di là” che semplificando fa perdere il nocciolo dei problemi). Avrei preferito, certo, che il parlamento avesse legiferato sul testamento biologico e che in questo dibattito la libertà di coscienza dei parlamentari fosse stata effettiva.
Per ora, guardo il “mio” di testamento biologico, un foglio di carta depositato nella mia scrivania che implora “lasciatemi morire” e che, di giorno in giorno, aggiornerò con la dizione: “addì XYZ, confermo che quanto espresso in premessa rappresenta la mia volontà”. Almeno, nessuno potrà parlare al posto mio.

Lascia un commento