Scritto il 12 Dicembre 2008 da Max Bruschi
Il rinvio dell’entrata in vigore della riforma del secondo ciclo (licei, tecnici, professionali) è stata una scelta saggia, dettata da due motivi. Nell’approntare le sue proposte, il ministero ha tenuto conto di tutto il lavoro fatto dai ministri Berlinguer, Moratti, Fioroni; delle proposte e degli studi che sono arrivati nel corso degli anni da parte del mondo della scuola e dagli esperti. In alcuni casi si tratta, come è ovvio che sia, di opzioni diverse, ma in moltissimi altri, e sono decisamente la stragrande maggioranza, assolutamente convergenti, basate su alcune comuni linee di indirizzo e sul Quaderno bianco sulla scuola.
Ma se vogliamo che il nuovo secondo ciclo dell’istruzione superi, in maniera definitiva e il più possibile condivisa, l’assetto che per oltre ottanta anni lo ha sostanzialmente retto, dalla Riforma Gentile ai provvedimenti di Bottai, erano necessarie due condizioni: che la ristrutturazione dei percorsi non fosse percepita come “calata dall’alto”, ma affinata da un serio, rigoroso, cadenzato dibattito; che i nuovi percorsi venissero pienamente recepiti e fatti propri da chi poi è chiamato a dare gambe e respiro ai nuovi assetti, in primo luogo, dunque, dai dirigenti scolastici e dai docenti, ma anche dalle famiglie e dagli stessi studenti che, vivendo l’attuale assetto dei cicli, sono in grado di dare utili indicazioni. Due condizioni incompatibili con i due mesi disponibili oggi.
Per questo, più che di un rinvio, si deve parlare dell’apertura di una fase di dibattito che ha una scadenza precisa, l’anno scolastico 2010/2011.
Categoria: Ma la scuola! |
Scritto il 11 Dicembre 2008 da Max Bruschi
L’emanazione dei regolamenti ha messo il punto a tutta una serie di polemiche pretestuose. Hanno portato i bambini in piazza perché il “tempo pieno” sarebbe stato cancellato e invece il tempo pieno sarà confermato nella sua configurazione con due docenti. Hanno detto che sarebbero spariti gli insegnanti di inglese, e invece non è vero. Hanno detto che tutte le scuole avrebbero avuto l’orario a 24 ore, e invece il modello a 24 ore è una delle opzioni, assieme a quelle a 27, 30 e 40 ore. Tutte norme che, come ho urlato in questi mesi, erano già previste sin dall’inizio.
Il paradosso è che oggi si parla di “marcia indietro” sul “maestro unico”. Al contrario, i provvedimenti dichiarano la fine del modulo 3×2. Le classi a 24, 27 e 30 ore avranno il maestro prevalente coadiuvato da altri insegnanti specializzati. Il tempo pieno avrà due insegnanti su quaranta ore. Che dire, vittoria! Qualcuno dovrebbe chiedere scusa, ma il bon ton, in questo Paese, è merce rara.
Categoria: 1, Ma la scuola! |
Scritto il 5 Dicembre 2008 da Max Bruschi
La Fondazione Agnelli ha diffuso una anticipazione del primo Rapporto sulla scuola italiana 2009, in gran parte dedicato agli insegnanti. Quattro domande, cui si risponde numeri alla mano:1) Quanti sono gli insegnanti in Italia? 2) Come si è giunti a queste dimensioni? 3) Sono tanti o sono pochi? 4) Che cosa succederà nei prossimi anni? E’ proprio quest’ultimo il dato a mio parere determinante: la modalità di formazione e reclutamento delle nuove leve del corpo docente, più della quantità di immissioni in ruolo, può rappresentare, sul medio-lungo periodo, una svolta per l’istruzione italiana.
Categoria: Ma la scuola! |
Scritto il 5 Dicembre 2008 da Max Bruschi
In un’ampia intervista al sussidiario, il rettore della Bicocca Marcello Fontanesi dà un giudizio complessivamente positivo dei provvedimenti Gelmini e individua nelle procedure di reclutamento e nella valutazione degli Atenei due priorità nell’azione di governo.
Categoria: Ma la scuola! |
Scritto il 4 Dicembre 2008 da Max Bruschi
Scritto il 3 Dicembre 2008 da Max Bruschi
di Ernesto Galli Della Loggia, “Corriere della sera” del 3 dicembre 2008
Più di un segnale lascia credere che oggi è forse diventato possibile per l’Università italiana aprire una pagina nuova. C’è finalmente un ministro determinato, incline a scelte di razionalità e di buon senso, capace di non farsi intimidire dalle solite sparute minoranze protestatarie. C’è anche un’opposizione che sembra aver capito l’errore della politica del rifiuto, che appare saggiamente riluttante a sposare le agitazioni delle minoranze di cui sopra, e anzi è forse pronta a dialogare con la maggioranza.
La spinta riformatrice è oggi aiutata, infine, da un’opinione pubblica che si è massicciamente convinta che l’Università così com’è non può andare avanti, che bisogna che cambi e subito. Questa opinione pubblica ha in gran parte capito che la questione dei «tagli» di bilancio, sebbene cruciale, non può tuttavia essere disgiunta da una contemporanea, profonda, revisione dell’istituzione universitaria. Sono ormai chiare, e largamente condivise sia dentro che fuori l’Università, le quattro direzioni in cui il ministro Gelmini intende molto verosimilmente andare: Leggi il resto »
Categoria: Ma la scuola! |
Scritto il 1 Dicembre 2008 da Max Bruschi
Onore al merito a Matthias Pfaender, Nino Materi e alla redazione de Il Giornale che, attraverso un lavoro certosino di spulcia dagli albi delle consulenze messi on line dal Ministro Brunetta ci hanno consegnato un dossier della sprecopoli scolastica: consulenze per corsi assurdi (dalle lezioni di shiatsu a quelle di bongo), corsi di snowboard per prof, il costo raddoppiato in dieci anni degli istituti all’estero, il numero assurdo dei bidelli. Nel frattempo ecco una intervista a tutto campo di Mariastella Gelmini a Claudio Sabelli Fioretti.
Categoria: Ma la scuola! |
Scritto il 1 Dicembre 2008 da Max Bruschi
“Vorrei anche denunciare la scandalosa situazione dei concorsi
nel mio settore: non so come vada negli altri, ma da noi e’ prassi che
gli ordinari si riuniscano appena usciti i bandi per concordare i nomi
dei vincitori e la composizione delle commissioni. Non penso che la
correzione alla composizione delle commissioni cambiera’ qualcosa, pero’
se vengono riaperti i termini di presentazione delle domande la
tentazione di presentarmi ce l’avrei. Auspicherei pero’ che tutto il
rumore che e’ stato fatto sui concorsi non cadesse nel nulla e che ci
fosse una qualche forma di controllo esterno, che potrebbe scoprire per
lo meno i casi piu’ eclatanti.
La ringrazio fin d’ora per il tempo che mi ha dedicato e spero di avere
una sua cortese risposta”.
E’ una delle tante testimonianze ricevute in questi giorni nella mia mail. Lascio anonima, come è giusto, la firma, che pure con coraggio questa persona ha messo in calce. Posso solo dire che si tratta di docente con i “numeri giusti” e un curriculum invidiabile. Forse troppo invidiabile! Per costoro abbiamo riaperto i termini di presentazione delle domande per i concorsi che, grazie al sistema dell’estrazione, garantiscono una maggiore possibilità di evitare quanto denunciato da moltissimi. Nel frattempo, il decreto guadagna l’approvazione di Mario Pirani, un giudizio lusinghiero (visto il tipo) da Gianantonio Stella e il sostegno del senatore PD Nicola Rossi, assieme a Ichino un democratico che non ha messo il cervello all’ammasso.
Categoria: Ma la scuola! |