Carissime amiche e carissimi amici,
nel farvi i migliori auguri per un capodanno di festa, che sia il prologo di un “grande 2009″, vorrei semplicemente dirvi, dal profondo del cuore, grazie. Grazie a chi segue e sostiene la mia attività politica, perché il loro aiuto è una ventata d’aria fresca che spazza via ogni amarezza. Grazie ai miei meravigliosi allievi del MASPI (e in particolare a Ombretta che mi ha seguito nei primi mesi di trasferta “romana”) perché la loro intelligenza mi rende meno caustico sulle cosiddette “giovani generazioni”. Grazie alle amiche e agli amici personali che sopportano le mie “assenze”. Grazie ai visitatori di questo blog, che oscillano stabilmente tra i 15.000 e i 20.000 al mese.
Spero che ciascuno di voi possa, nel 2009, realizzare anche uno solo dei suoi desideri.
Intervista di Mario Giordano a Silvio Berlusconi, il Giornale, 31 gennaio 2008
«Mi avete fatto lavorare anche voi…». A Villa Certosa Silvio Berlusconi cerca di rubare qualche ora di riposo agli impegni da premier che non conoscono vacanza. Ma c’è sempre di mezzo qualche telefonata, qualche incontro, qualche dossier da studiare. E qualche intervista. Come questa, con cui il presidente del Consiglio anticipa al «Giornale» un po’ del suo (e del nostro) 2009.
Presidente, cominciamo dalla crisi economica. Lei ripete spesso che la durata della crisi dipende dalla reazione dei cittadini: meno si lasciano spaventare meglio è. La crisi è indiscutibile, ma è vero che la riduzione del prezzo del petrolio fa diminuire i costi e dunque aumenta il potere d’acquisto delle famiglie. Qualche ministro ha detto che nel 2009 le famiglie avranno a disposizione fino a 3000 euro in più. Le sembra una cifra eccessiva?
«Credo che il vantaggio sarà anche più elevato. Ma prima di addentrarci nei calcoli, vorrei ricordare che fin dall’inizio della crisi economica il governo italiano ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per garantire la liquidità necessaria affinché le banche continuassero a fare le banche, mantenendo i finanziamenti alle imprese e alle famiglie, e ha dato la propria garanzia perché nessun cittadino perdesse un solo euro dei suoi depositi in banca. È una linea che ho indicato per primo nel panorama internazionale il 10 ottobre, e che ho poi sostenuto nei vertici che si sono tenuti a Parigi, a Bruxelles e a Washington, convincendo tutti i capi di governo dei Paesi industriali a farla propria». Leggi il resto »
Procede a gonfie vele la lotta all’evasione fiscale. Tra il primo gennaio e il 30 novembre di quest’anno - fa sapere l’Agenzia delle Entrate - le riscossioni da accertamento hanno raggiunto i 2,3 miliardi (+46% rispetto allo stesso periodo del 2007), di cui 1,5 miliardi provenienti da strumenti deflativi (+54%) e oltre 800 milioni derivanti da ruoli (+33%). Un anno fa nello stesso periodo (gennaio-novembre) gli incassi da accertamento erano stati pari a 1,6 miliardi, di cui 980 milioni da adesione, acquiescenza e conciliazione e circa 600 milioni da ruoli. E pensare che in questi mesi, ad ogni dibattito cui mi è capitato di partecipare, i sinistri accusavano il centrodestra di aver abbandonato la lotta all’evasione fiscale….
Il Consiglio dei ministri ha approvato i regolamenti attuativi sulla scuola della riforma Gelmini. Le scuole elementari e medie (qui il testo), come già annunciato nei giorni scorsi dal ministro Gelmini, cambieranno dal 1° settembre 2009, le superiori dal 1° settembre 2010. «Per la prima volta in Italia dopo la riforma Gentile del 1923, si mette mano alla scuola con una riforma organica di tutti i cicli (elementari, medie, superiori)», sottolinea un comunicato del ministero dell’Istruzione. «I principi che ispirano la riforma sono più chiarezza e opportunità per le famiglie, più efficienza, semplificazione e snellimento dell’organizzazione e delle procedure, valorizzazione del ruolo dei docenti».
Per quanto mi riguarda, sono particolarmente soddisfatto di alcune norme a tutela dell’autonomia scolastica di medie e superiori, della riconosciuta specificità dell’insegnamento dell’inglese alle “elementari”, dell’abolizione del modulo “3×2″ in favore dell’insegnante prevalente, del mantenimento del “tempo pieno” a due maestri
I provvedimenti sono quattro e prevedono la riorganizzazione della rete scolastica e dell’utilizo delle risorse umane, la riorganizzazione della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, quella dei licei e degli istituti tecnici. Quindi razionalizzazione degli indirizzi alle superiori, maestro prevalente alle elementari, inglese potenziato per tutti e cinque gli anni del secondo ciclo, anticipi alla materna Leggi il resto »
Il Sussidiario.net mi ha offerto l’opportunità di risponedere ad alcune accuse di “retromarcia” sui cambiamenti nella scuola. Ecco il mio articolo, pubblicato stamattina, che vi chiederei di commentare al link: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=10151
Buone notizie, almeo per chi giudica sacro il danaro dei cittadini. I vertici di Alitalia in carica dal 2000 all’estate 2007 sono indagati dalla procura di Roma per bancarotta nell’ambito dell’inchiesta aperta nello scorso settembre dopo la dichiarazione di insolvenza della compagnia di bandiera. Sarebbero otto tra presidenti, amministratori delegati e direttori generali. Nel periodo preso in esame dagli inquirenti sono stati presidenti dell’Alitalia: Fausto Cereti (1996-03), Giuseppe Bonomi (2003-04), Giancarlo Cimoli (2004-07) e Berardino Libonati (2007). Gli amministratori delegati sono stati Domenico Cempella (1992-01), Francesco Mengozzi (2001-04), Marco Zanichelli (2004) e Giancarlo Cimoli (2004-07), mentre tra i direttori generali figuravano Giovanni Sebastiani e Marco Zanichelli (2003-04). Il reato di bancarotta preso in esame dagli inquirenti fa riferimento a ipotesi di distrazione e/o dissipazione. Gli accertamenti sono curati dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dai sostituti Stefano Pesci, Francesca Loy e Gustavo De Marinis. Nei mesi scorsi, dopo l’apertura del fascicolo, sono stati acquisiti i bilanci degli ultimi dieci anni della compagnia di bandiera. Tra le operazioni all’esame degli inquirenti l’acquisizione di Volare Group, la cessione di tredici aerei di EuroFly alla F. Luxembourg, i rapporti con i fornitori, le consulenze e la politica del personale. Per esempio nel 2000 Alitalia ingloba 1.500 dipendenti di Aeroporti di Roma e sei anni dopo 700 dipendenti di Volare, ma nel frattempo la compagnia avvia una politica di esodi particolamente onerosa.
Spero che la magistratura faccia presto e bene.
Nel silenzio imbarazzante dei massmedia (con l’eccezione di Tiziana Pedrizzi sul Sussidiario) riparte la valutazione della scuola. Il ministro Mariastella Gelmini ha infatti emanato la direttiva che stabilisce l’attività dell’Invalsi a partire dal prossimo anno scolastico. Una direttiva supportata da un documento strategico elaborato da Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini (anche in versione slide) e ricca di novità. Si punta, infatti, a un sistema inglese, che non si limita più a una valutazione quantitativa e alla qualità dei processi nelle scuole, ma punta decisamente alla misurazione dei livelli di apprendimento degli studenti (come mi avete sentito ripetere tante volte) in entrata e in uscita dai percorsi, in modo da verificare, in prospettiva, il “valore aggiunto” che gli insegnanti sono in grado di dare ai propri allievi. Occorrerà tempo, ma finalmente potremo avere un’anagrafe scolastica degna di questo nome, mettere a regime un sistema di merito, aiutare le scuole in difficoltà, garantire la libertà consapevole di scelta delle famiglie. Insomma, autonomia, valutazione, merito si confermano come i tre pilastri dell’azione del “nuovo” Miur.
I fatti: la Corte di Giustizia di Strassburgo ammonisce l’Italia. La disparità nell’età pensionabile tra uomini (65 anni) e donne (60 anni) nel settore pubblico è una discriminazione da togliere. Altrimenti, saranno multe, multe salate. Renato Brunetta prende atto e, con coraggio, si dichiara pronto a ottemperare. In due interviste, al Giornale e a Repubblica chiarisce i termini della questione, col solito stile diretto e senza fronzoli. Apriti cielo! Un fronte trasversale si getta sul Ministro, nella maggioranza si fanno largo i distinguo e le smorzature. Ebbene, io sto con Brunetta, senza se e senza ma. Non solo perché occorre obbedire all’Europa, ma per le ottime ragioni spiegate in un editoriale da Oscar Giannino. Togliere quello che è, a tutti gli effetti, un privilegio ingiustificato e ingiustificabile a 250 mila pubbliche dipendenti, significherebbe per le casse pubbliche e per il nostro malandato welfare 6,1 miliardi di euro. Da riutilizzare in primo luogo per dare al Paese quei servizi indispensabili ad abbattere la disoccupazione (o meglio, l’inoccupabilità) femminile, dagli asili nido in avanti. Ha ragione Claudia Mancina: il pensionamento anticipato è stato un facile pretesto per non dare alle donne ciò di cui hanno diritto. Togliamo i privilegi, garantiamo i diritti. Quanto ai sindacalisti, farebbero meglio a pensare a far rispettare la legge del 1976 che equipara le retribuzioni tra uomini e donne: oggi prendono il 20% in meno.
Egregio dottor Cruciani,
giovedì, a partire dalle 19, il mio cellulare ha iniziato a suonare incessantemente. Non ho risposto che alla sesta telefonata, e la voce dall’altra parte del “cavo” (oramai solo metaforico) mi ha apostrofato con un “ma che diavolo avete combinato?”, spiegandomi come la Gelmini avesse fatto “marcia indietro”. Ora, Giovedì ero a Roma, in viale Trastevere sede del ministero, e dal pomeriggio, assieme ai dirigenti, ero impegnato a rifinire il regolamento attuativo della “riforma del primo ciclo di istruzione”. Regolamento cui stavo lavorando, per inciso, dai primi di settembre. Non potevo che trasecolare e arrabbiarmi, come si suol dire e non mi è usuale, di brutto. Perché il testo che io avevo in mano, da mesi, recitava che 1) il tempo pieno sarebbe stato confermato; 2) che ci sarebbero state, oltre al tempo pieno a quaranta ore con due insegnanti (esattamente come è configurato dal 1990), tre opzioni a 24, 27, 30 ore tra cui le famiglie e le autonomie scolastiche avrebbero potuto scegliere, tutte con un insegnante attorniato da altri insegnanti specialisti. E da mesi andavo in giro per la Lombardia, ad affrontare maestre e genitori in dibattiti pubblici, o per le televisioni locali, o rispondevo sul mio blog, spiegando che questa sarebbe stato il modello attuativo dei decreti, sentendomi dare del bugiardo.
E ora, che finalmente potevo sventolare i regolamenti e tornare negli stessi luoghi e sentirmi magari “chiedere scusa”…. mi trovo di fronte a una totale e superficiale alterazione della verità. Capisco i sindacati e il centrisinistra, non i massmedia. Ho risposto per quanto possibile sul mio blog, su Facebook, ora sto raccogliendo pezzi di mie apparizioni televisive da piazzare su Youtube.
Quando alcuni amici mi hanno segnalato che nell’equivoco era incappato anche Lei (amo la radio e le trasmissioni come la Sua, anche se i ritrmi di lavoro e di vita mi consentono di seguirla solo saltuariamente), devo confermarLe la mia delusione. Oggi sono incappato in una clip di Mariastella Gelmini dell’8 settembre 2008, a Segrate, in occasione dell’apertura dell’anno scolastico. Descriveva la revisione delle “elementari” esattamente come si articolerà il prossimo anno scolastico. Possibile che nessun redattore abbia sentito il bisogno di fare una ricerca d’archivio? E dire che a me lo avevano insegnato proprio al Domenicale del Sole24Ore…
Mi creda Suo, comunque,
Max Bruschi
Ma è mai possibile? Un solo giornalista dei maggiori quotidiani a diffusione nazionalmilanese ha imbroccato il commento all’accordo Gelmini/Sindacati: Renato Farina. Forse non è un caso che non faccia parte dell’Ordine. Sul resto, tutta una ridda di dietrologie sulla presunta marcia indietro dovuta a chissà quale intreccio di trattative e consultazioni o l’accusa di aver calato clamorosamente le braghe. Capite bene come a chi da mesi sta raggranellando insulti e accuse di essere un bugiardo per aver ripetuto esattamente quel che è contenuto oggi nei regolamenti attuativi su “elementari e medie” (conservazione del tempo pieno con due maestri, possibilità di più opzioni di orario, “modello stellare” costruito intorno a un maestro coadiuvato da altri insegnanti) siano, lo dico all’inglese, girate le palle. Io non aggiungo altro. Lascio la parola a Nicola Prochilo, che in una lettera al direttore del Giornale spiega l’amarezza di tanti di noi.
Al direttore de Il Giornale
Caro direttore,
ti scrivo questa lettera con estrema amarezza.
I commenti all’articolo odierno sulla presunta marcia indietro sono significativi. Non ha perso la Gelmini, che in realtà non ha fatto nessuna marcia indietro perché chi, come me e molti altri ha combattuto contro la disinformazione sulla cosiddetta riforma della scuola, conosce i provvedimenti per la scuola primaria e sa che ben poco è stato cambiato (ti invito a dare una scorsa al blog di Max Bruschi per
esempio).
Abbiamo perso tutti, abbiamo dimostrato a mio parere la sconfitta della comunicazione intera del centro destra… (per fortuna che c’è Daniele Capezzone che risolleva un po’ le sorti, ma non possiamo
lasciarlo solo). Berlusconi ha creato un nuovo modo di comunicare che la sinistra ha scippato e migliorato, applicando poi i propri metodi. E noi dal 1994 stiamo a guardare dalla finestra…
Sono mesi che in vari modi ci siamo dati disponibili a creare volontariamente una task force di comunicazione di massa, utilizzando le nuove tecnologie (soprattutto i social network) e sai quale è il
risultato? Nessuno, tranne l’impegno “sovrumano” di Antonio Palmieri che ormai vive le sue giornate in perenne operatività.
L’attività di molti blogger, tra cui quella incessante di Edoardo “il Giulivo” Colombo , che puoi ben vedere sui maggiori aggregatori come www.tocqueville.it e http://perilpartitodellaliberta.com rimane una voce nel deserto: quanti leggeranno per esempio questo articolo?
Eppure noi continuimo imperterriti, ci informiamo, studiamo decreti e regolamenti, spulciamo ogni giornale, guardiamo ogni trasmissione televisiva, partecipiamo ad incontri e dibattiti, senza dimenticarci anche dell’attività sul territorio a parlare con le persone, siamo agguerriti e diplomatici e abbiamo un grosso difetto: siamo sinceri e sappiamo fare critiche costruttive (vedi anche Camelot).
Siamo qui (oddio inizio a sentirmi come il Sindachì del cartone “Ortone ed il mondo dei chi”), ci sentiamo dire ogni giorno da alcuni nostri colleghi del PDL che sul web non si fa politica (alla faccia della vittoria di Obama e del suo attento uso di internet) o che “sui siti” ci scrivono solo i grillini e quelli della sinistra ma crediamo a quello che facciamo.
Direttore, non ti sto chiedendo nessun endorsement, solo una maggiore attenzione nel seguire notizie artificiosamente costruite e nel confezionare titoli, ci sono decine di persone informate che avrebbero
potuto essere contattate per chiedere un chiarimento.
Buona giornata
Nicola Prochilo