Penati commissario ai rifiuti si becca un primo sganassone

Proprio in concomitanza con la nomina a Commissario per il piano Rifiuti, Filippo Penati riceve un pesantissimo sganassone a firma Bruschi/Gatti. La 1° Commissione consiliare ha infatti detto no alla trasmissibilità al consiglio della delibera che avrebbe sancito la partecipazione di ASAM a una società promossa dal CORE (attuale gestore del termovalorizzatore di Sesto) per la costruzione di un nuovo impianto in sostituzione di quello sestese. Favorevole, solo il PD, contrari tutti gli altri. La delibera, infatti, confonde il ruolo della Provincia, che verrebbe a ricoprire il dublice ruolo di controllore e controllato, di ente che costruisce e di ente che deve dare le autorizzazioni ed effettuare i controlli; impegna ASAM a un nuovo esborso senza aver ancora coperto il debito di 180 milioni di euro e la coinvolgerebbe in una impresa non prevista dall’oggetto sociale della società. Infine, nessuna richiesta del CORE era agli atti. Una Caporetto per Penati, che pure aveva relazionato personalmente  sul provvedimento, e maggioranza in frantumi. La Commissione ha deciso che, prima di valutare nuovamente l’atto, dovranno avvenire le audizioni del presidente di Asam e del presidente del Core, come richiesto da me e dal consigliere Gatti di Sinistra Democratica. Resto favorevole, come noto, ai termovalorizzatori, ma non c’è fine che giustifichi i mezzi che Philippe le Petit cerca di impiegare.

Serravalle e Asam, il dies irae. Ho richiesto al presidente di Asam di riferire in Commissione

Ecco il lodo arbitrale attraverso cui il collegio composto dagli avvocati Salanitro, Schlesinger e Trimarchi ha condannato la Provincia di Milano a pagare 433.000 euro al Comune oltre a due terzi delle spese di arbitrato e ha rigettato le domande della Provincia. Ma il “lodo” è durissimo nel devastare, in punta di diritto, tutto il gioco di prestigio attraverso cui, il 29 luglio di tre anni fa, la banda di Sesto si impossessò del controllo di Serravalle facendo carne di porco delle prerogative del Consiglio. Nel frattempo, ho provveduto a sollecitare (dopo un anno dalla prima richiesta) all’avvocato Princiotta, segretario generale dell’Ente, la determina che consentirà a un avvocato “terzo” di definire i diritti dei consiglieri in merito all’accesso agli atti, affinché la Commissione garanzia da me presieduta possa far chiarezza sulle opacità delle società, e ho invitato il presidente di Asam, l’avvocato Paolo Manzato, a riferire in Commissione la prossima settimana.