Che vergogna!

Un bambino rom, anche se di soli quattro anni, che mendica insieme con la mamma, e lo fa soltanto per alcune ore e non per l’intera giornata, non è sfruttato e la mamma non può essere condannata per riduzione in schiavitù. La Cassazione ha così annullato una sentenza della Corte d’Appello di Napoli che aveva condannato Mia, una madre rom scoperta a fare accattonaggio con il figlio a cinque anni di reclusione. Penso che i nomi di questi magistrati andrebbero resi pubblici.  Vorrei sapere chi è arrivato a dichiarare che, siccome Mia mendicava con il figlio soltanto dalle 9 alle 13, non c’è «quella integrale negazione della libertà e dignità umana del bambino che consente di ritenere che versi in stato di completa servitù » o che non si possono «criminalizzare condotte che rientrino nella tradizione culturale di un popolo». Il mangel, l’accattonaggio usualmente praticato dagli zingari, scrive la Cassazione, per «alcune comunità etniche costituisce una condizione di vita tradizionale molto radicata nella cultura». La Cassazione chi????

Lunedì 1° dicembre a Bergamo e Macherio

Lunedì 1° dicembre terrò due incontri pubblici per illustrare i provvedimenti del Ministro Gelmini. Il primo a Bergamo, alle 17.30, nell’auditorium di piazza Libertà, con l’on. Giorgio Stracquadanio e il consigliere regionale Carlo Saffioti; il secondo a Macherio, alle 21, presso la Sala mostre della Biblioteca in via Roma 38, con l’on. Elena Centemero.

Chiamiamo i surfisti dell’onda col loro nome: squadristi.

Un centinaio di studenti dell’Onda ha invaso l’Aula magna durante lo svolgimento dell’inaugurazione dell’Anno accademico alla Sapieza di Roma. Il rettore, parlando al microfono, prima di abbandonare l’Aula magna ha sottolineato che il comportameto degli studenti «non è stato democratico». «Ho detto fascisti agli studenti che hanno fatto il blitz, perchè per me fascista è uno che non fa parlare gli altri - ha sottolineato successivamente nel corso di una conferenza stampa seguita alla manifestazione - . Ed è un termine, questo, che posso dire di usare a ragion veduta, visto che mio padre era un partigiano». Non solo: «Sono più di sinistra io - ha aggiunto - di certi pariolini che si vestono da gruppettari per venire all’università e poi girano in Smart per Roma». Il rettore ha parlato anche dei fondi a disposizione delle università: «La crisi finanziaria è un problema serio. Siccome Tremonti ha il problema di tagliare, come rettore devo meritare che i tagli vadano da un’altra parte e che non rompa le palle a me». In un Paese, prosegue, in cui «si dice a cinquemila lavoratori andate a casa, non posso dire al governo che voglio i soldi e basta, li devo meritare».  «Abbiamo travolto anche Frati» hanno gridato invece gli studenti che hanno interrotto la cerimonia. Per la serie “sconfinate distese di nebbia nel cervello”, l’irruzione, hanno spiegato gli studenti, è stata promossa «perchè rispetto ai tagli effettuati dal governo e alla legge 133, il rettore già un mese fa si era posto contro il movimento degli studenti e aveva invitato a trattare con un governo che taglia al sistema universitario e scolastico. I risultati poi si vedono: la tragedia di Rivoli è una dimostrazione». Poco conta che i decreti Gelmini destinino centinaia di migliaia di Euro all’edilizia scolastica e 200 milioni di euro al diritto allo studio, con un intevento senza precedenti nella storia italiana (il precedente più ricco risale al 2003, quando Letizia Moratti destinò alle borse 30 milioni di euro). Non c’è peggior sordo, verrebbe da dire. nel frattempo, dalle urne della Sapienza esce un risultato straordinario delle liste di centrodestra, che guadagnano la maggioranza assoluta dei consensi. La maggioranza silenziosa, nell’urna, si fa sentire.

Mariastella Gelmini: inizia la rivoluzione all’Università

Ecco il testo dell’intervento tenuto al Senato dal Ministro dell\’Istruzione, Università e Ricerca scientifica per illustrare il decreto sugli Atenei.

Onda anomala o “un due tre, casino”?

Ho avuto un piccolo esempio di come il sistema di istruzione italiano fallisca nella sua missione più importante: l’educazione. Che per Socrate si basa sulla disponibilità al confronto. Non so a questo punto cosa diavolo venga insegnato a scuola, almeno alle gocce che compongono un’onda sempre più simile a una increspatura sulla spiaggia di Riccione. Sono sceso a incontrare gli studenti che manifestavano sotto le finestre della Provincia, mi sono avvicinato a un paio di capannelli, mi sono presentato e ho chiesto loro di salire per un confronto. Risposte: “Consigliere del ministro? La consigli meglio, ha tagliato i fondi per l’edilizia!”, “Noi non ci confrontiamo”, “Noi non abbiamo portavoce”, “Noi non deleghiamo nessuno”, “Non vogliamo parlare, ci cadono i tetti sulla testa”. Stesso risultato ottenuto, peraltro, dall’assessore rifondarolo Barzaghi. Morale della favola: più che un movimento di protesta e proposta, mi sembra un assembramento con in testa una vecchia canzone di Jovanotti: “Un due tre, casino!”

Edilizia scolastica: un patto bipartisan è possibile?

Epolis pubblica un ampio articolo sulla situazione dell’edilizia scolastica milanese, gli interventi miei, del sindacalista CGIL Paparazzo e dell’assessore Barzaghi. E’ una materia su cui è inopportuno qualunque scaricabarile, come sottolineato anche dal ministro Gelmini (che ha sollevato il problema immediatamente, appena assunto l’incarico, e fatto stanziare appositi fondi nel decreto) in un’ampia intervista al Messaggeroe al Giornale. Ma su cui è giusto individuare responsabilità, affinché ognuno compia il proprio dovere a seconda delle competenze. Tutte da leggere, da questo punto di vista, le dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario Bertolaso a Repubblica e la mappa del dissesto edilizio abbozzata dal Corriere della sera. Una volta analizzata la situazione effettiva degli stabili di competenza dell’amministrazione provinciale, proporrò all’amministrazione che porti in Consiglio una linea di indirizzo pluriennale che vincoli politicamente anche la futura amministrazione.

Provincia di Milano: fare presto e bene!

A leggere gli articoli di oggi (tra gli altri, Giornale e Corriere della sera) c’è da rimanere perplessi. Podestà conferma la sua disponibilità a sfidare Filippo Penati, La Russa ribatte piccato e proclama: “Tanto c’è tempo!”. Spiace non essere d’accordo. La sabbia nella clessidra continua a scorrere e Penati è una brutta bestia. Raro esempio di pessima gestione amministrativa (e che piacere leggere Panorama, che ricorda l’affaire Serravalle) e di dominio della comunicazione. Con una indubbia presa e con il vantaggio di essere presidente uscente. No, la Provincia di Milano è troppo preziosa per sacrificarla al risiko delle candidature, come sottolinea il leghista Matteo Salvini. Non si tratta di piantare una bandierina, ma di vincere la battaglia. E per vincerla, è bene schierare subito le truppe. Senza capricci “mio/tuo”. In fondo, siamo tutti sotto le insegne del Popolo della libertà.

Il crollo di Rivoli: se ognuno si rimboccasse le maniche!

Mariastella Gelmini al suo arrivo a RivoliIl crollo di un controsoffitto al liceo scientifico Darwin di Rivoli, in provincia di Torino, ha provocato la morte di Vito Scafidi, studente di 18 anni e il ferimento di altri 20 ragazzi. Quattro versano in gravi condizioni; uno di loro ha riportato una frattura vertebrale; rischia di rimanere paralizzato. Secondo le prime ipotesi formulate dai tecnici che hanno effettuando i rilievi all’interno della  4 G, la classe in cui si è verificato l’incidente, alla base del crollo potrebbe esserci  il cedimento di un tubo di ghisa, tra il soffitto e la controsoffittatura.
La scuola è un edificio dei primi anni del Novecento, situato sulla collina di Rivoli. Nato come seminario, ha subito l’ultima ristrutturazione negli anni Settanta quando è stata realizzata una nuova ala dell’edificio. L’incidente si è verificato nella parte vecchia dell’istituto. Leggi il resto »

Prof, pacchia finita: aumenti solo a chi vale

O almeno, questo è l’auspicio contenuto in alcuni emendamenti presentati dal sen. Valditara al decreto Gelmini sull’Università, emendamenti che riprendono, del resto, quanto contenuto nelle linee di indirizzo sull’università.
Ecco l’articolo di Francesca Angeli, su il Giornale, che entra nel dettaglio. Resta da definire un altro aspetto, che riguarda la qualità dell’insegnamento. Spero che un giorno potranno essere “on line” i giudizi degli studenti.

Roma Dimezzare gli aumenti di stipendio biennali per il professore che non fa ricerca. E non solo. Il docente universitario che non produce pubblicazioni scientifiche verrà automaticamente escluso dalle commissioni di valutazione per il reclutamento e anche dalla ripartizione dei fondi del ministero destinati ai progetti di ricerca di rilevanza internazionale (Prin). È pronta una decisa sterzata nella direzione della meritocrazia per gli Atenei italiani grazie agli emendamenti al decreto sull’università presentati al Senato dal relatore del provvedimento, Giuseppe Valditara. Il decreto licenziato il 6 novembre scorso dal governo e firmato dal ministro Mariastella Gelmini, contiene disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca. Al momento si trova in commissione Istruzione a Palazzo Madama e qui sono stati depositati una serie di emendamenti messi a punto dal senatore Valditara che avrebbero già trovato piena condivisione da parte della maggioranza e del governo. Quello più significativo, e che non mancherà di provocare reazioni contrastanti nella categoria, riguarda la valutazione dell’attività di ricerca. Inserito dopo l’articolo 3, prevede che gli scatti biennali destinati a maturare a partire dal 1° gennaio 2011 (non prima, altrimenti avrebbe un profilo incostituzionale) siano «disposti previo accertamento da parte dell’autorità accademica della effettuazione nel biennio precedente di pubblicazioni scientifiche». Il blocco dell’automatismo degli scatti in molti dei settori del pubblico impiego, e anche per i magistrati, è un argomento all’ordine del giorno nel centrodestra che cerca la via più diretta per riportare efficienza e qualità nei servizi. Il nodo più difficile da sciogliere appare proprio quello legato alla valutazione del merito: chi e come deve giudicare? Nel caso degli accademici i criteri per valutare, in modo obiettivo, il carattere scientifico delle pubblicazioni saranno stabiliti in un decreto ad hoc, dopo aver sentito gli organismi competenti, il Consiglio universitario nazionale (Cun) e il Comitato di indirizzo per la valutazione della Ricerca (Civr). E per i professori che non avranno pubblicazioni scientifiche di rilievo nel biennio precedente lo scatto verrà diminuito della metà. L’assenza di produzione scientifica di rilievo poi avrà una ricaduta non soltanto economica ma anche sul prestigio accademico. I professori di prima e seconda fascia ed i ricercatori che nei cinque anni precedenti non abbiano effettuato pubblicazioni scientifiche saranno esclusi sia dalla ripartizione dei fondi Prin sia dalla partecipazione alle commissioni di valutazione comparativa per il reclutamento rispettivamente di professori di prima e seconda fascia e di ricercatori. «Un docente estraneo al dibattito scientifico non ha titolo per giudicare i candidati», commenta il senatore Valditara. Sul fronte della richiesta di trasparenza agli Atenei da parte del governo un altro emendamento riguarda la pubblicità delle attività di ricerca delle Università. In sostanza si impone al rettore di presentare alla fine di ogni anno «una relazione concernente i risultati delle attività di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico nonché i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati». Tutti i dati dovranno essere pubblicati sul sito dell’Ateneo e trasmessi al governo. Dove sta la novità? Chi non li pubblicherà subirà una pesante ricaduta sui finanziamenti perché il non averli resi noti comporterà una stretta sulle risorse che verranno messe a disposizione sia per quanto riguarda il fondo ordinario sia per quello straordinario. «Questi dati - osserva Valditara - saranno utilissimi anche agli studenti per valutare la qualità dell’Ateneo al quale ci si vuole iscrivere: il livello della produzione scientifica, la capacità di intessere proficui rapporti col mondo dell’impresa». Dal prossimo anno poi si definirà con un decreto la costituzione di un’Anagrafe nazionale nominativa di professori ordinari ed associati e dei ricercatori contenente «per ciascun soggetto l’elenco delle pubblicazioni scientifiche prodotte». L’Anagrafe sarà aggiornata ogni anno e soprattutto sarà obbligatoria.

Nonostante l’Onda, il cambiamento si fa strada

Notizie discordanti dal mondo degli Atenei e zone limitrofe, ma, per parafrasare Mao che di rivoluzioni se ne intendeva, la confusione è il miglior habitat per il cambiamento. E così, ecco Angelo Panebianco riproporre una vecchia ma decisiva proposta per mutare il sistema di reclutamento dei docenti al fine di evitare quanto scrive… il professor Santo Illecito, l’Università di Pavia aprire le aule fino alle 23, il rettore di Genova Giacomo De Ferrari annunciare un drastico taglio ai corsifici. Sull’altro piatto della bilancia, metto la brutta astensione del PD, in commissione al Senato, rispetto alla proposta di una  indagine conoscitiva sulla situazione economica e finanziaria del sistema universitario, proposta da Gaetano Quagliariello. Soprattutto, ci metto l’Onda Anomala. Non so quanti abbiano letto i risultati delle giornate “romane”, il documento generale introduttivo, quelli su didattica, ricerca, welfare o il reportage fatto dal Corriere Magazine. Sono testi che andrebbero letti. Per capire come abbia conquistato l’onore della cronaca una minoranza chiassosa impastata di giuste preoccupazioni per il proprio futuro, ma che non ha la minima idea di come progettarne pragmaticamente uno diverso. Eppure, non tutta la sinistra è così. Ho avuto modo, in alcuni dibattiti, di confrontarmi con alcuni rappresentanti degli studenti di area “pd” e ho riscontrato, nelle differenze, una sensibilità ben diversa sui due cardini di ogni possibile politica universitaria: la coscienza dei problemi e la progettazione di soluzioni che li risolvano. Eppure la ribalta non è loro, ma di un’Onda anomala che, episodi di squadrismo a parte, in fondo fa anche tenerezza…