Mariastella Gelmini: la replica al Senato

GELMINI, ministro dell’istruzione, università e ricerca. Signor Presidente, onorevoli senatori… (Vivi e prolungati applausi dai Gruppi PdL e LNP).

PRESIDENTE. Colleghi, credo che abbiate sufficientemente manifestato il vostro sostegno al Ministro, il quale ora ha il diritto di pronunciare il proprio intervento.

GELMINI, ministro dell’istruzione, università e ricerca. Signor Presidente, onorevoli senatori, sono passati pochi mesi da quando, intervenendo davanti alla 7a Commissione (colgo l’occasione per ringraziare tutti i suoi componenti e, in modo particolare, il Presidente Possa e la relatrice di Commissione, la senatrice Poli Bortone), mentre illustravo le linee di indirizzo del mio mandato, elencai alcuni dati sullo stato dell’istruzione e un’agenda di problemi a cui dare urgentemente risposta.
Se un piccolo, piccolissimo titolo di merito ritengo di avere finora acquisito, è di avere tolto quei dati dalle medie e dalla episodicità con la quale, sino a pochi mesi fa, passavano sotto gli occhi distratti dei cittadini e di averne fatto patrimonio comune a larga parte della pubblica opinione. Leggi il resto »

E ora si muove il popolo del sì

Un ampio articolo di Fabrizio dell’Orefice sul Tempo fa il punto sulle prime mobilitazioni pro Gelmini

E ora si muove il popolo del sì. «Convinciamoli uno a uno»
di Fabrizio dell’Orefice, il Tempo, 23 ottobre 2008
Il popolo del sì c’è. E si muove spontaneamente. Più che un popolo, sono iniziative individuali. Come sempre accade quando si parla di centrodestra: ognuno fa per sé. Ma è uno movimentismo nuovo, che usa internet, che utilizza i gruppi di Facebook.
Il tam tam elettronico. Tutto è cominciato con un semplice indirizzo di posta elettronica fatto girare tra un po’ di amici: vieni a visitare il sito forzagelmini.com. L’aveva voluto un consigliere lombardo, Carlo Saffiotti, ed è ora gestito da Matteo Oriani. Artigianale. Anzi, fatto in casa. Ma efficace. Viene sintetizzato il decreto, i punti salienti e riportate tesi (della sinistra) e antitesi. Quasi cinquemila visioni e trecento messaggi lasciati.
Ma se Garibaldi ha la sua Marsala, la Gelmini può vantare un luogo dove ha lanciato i suoi «mille». È Moniga sul Garda, duemila anime nel Bresciano, quattro passi da casa delle ministra. Nello scorso week end c’era una convention di Forza Italia con trecento persone. All’improvviso è arrivata Mariastella e per la prima volta dopo settimane ha sentito un pubblico amico. Applausi e cori da stadio. Prima di lei era intervenuto un suo consigliere Max Bruschi che aveva infiammato il pubblico smontando tecnicamente pezzo a pezzo le contestazioni. Leggi il resto »

La sinistra a scuola di bugie

Sono scaricabili le slides che rintuzzano, una per una, le bugie della sinistra. Nel frattempo, la mobilitazione  dei giovani di Forza Italia a Milano buca il muro del silenzio grazie a Maria Sorbi del Giornale e a Camilla Montella di Libero. Insomma, il fronte del sì comincia ad alzare la testa. Sul dossier, ecco un articolo dettagliato di Mirko Nuzzolo del TGCOM.

I confini della libertà

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha usato toni particolarmente fermi nell’avvertire che non ci sarà alcun lassismo se le proteste contro il decreto Gelmini dovessero passare il segno. Sono d’accordo. Ho vissuto gli anni della cosiddetta Pantera, che contestò duramente il “quadrifoglio Ruberti”. La colpa? Donava autonomia agli atenei e invece, ma guarda un po’, veniva accusata di aprire alla privatizzazione dell’Università. All’epoca fare lezione era difficile. Oggi, mi auguro di no. Mi auguro che venga tutelato il diritto di chi manifesta e di chi non vuole manifestare, il diritto dei lavoratori a non trovarsi bloccati per strada o in treno. Sono confini della libertà. I confini che nel passato si son lasciati oltrepassare con risultati nefasti. Non conosco personalmente il professor Giorgio Barba Navaretti, ma vorrei stringergli la mano. A muso duro, in una realtà difficile come la facoltà di Scienze Politiche di Milano, ha garantito il diritto allo studio dei suoi studenti.

Il perché del presidio in Statale


L’intervista che ho rilasciato all’emittente web c6 sui motivi che ci spingono a sostenere il Ministro.

Forza Gelmini!

Il fronte del sì agli interventi promossi da Mariastella Gelmini sta alzando la testa. In Statale, a Milano, un tranquillo presidio di informazione è stato organizzato dai giovani di Forza Italia grazie a Pietro Tatarella. A Moniga la “due giorni” azzurra voluta da Emanuel Piona ha galvanizzato tutti, tributando una ovazione a Mariastella Gelmini che, nella conferenza stampa tenuta assieme al presidente Berlusconi, fa chiarezza sul decreto sulla scuola e anche sui “numeri” preoccupanti dell’università.

A Moniga a parlare di scuola

Parte prima

Parte seconda

A Moniga, sul lago di Garda, Emanuel Piona ha dato vita, assieme ai giovani di Forza Italia della Lombardia a una bella “due giorni” di eventi con la partecipazione di alcuni dei massimi esponenti del Popolo della Libertà in Lombardia. Ecco il primo di due frammenti del mio intervento sulla scuola, registrato con mezzi di fortuna. Una giuliva anima pia mi ha raddrizzato la seconda parte…

I riformisti del no

di Ernesto Galli Della Loggia, Corriere della sera del 13 ottobre 2008

Che cosa realmente sanno della scuola, della causa per cui protestavano, gli studenti che l’altro giorno hanno affollato le vie e le piazze d’Italia? Probabilmente solo che il potere, cattivo per definizione (figuriamoci poi se è di destra!), vuole fare dei «tagli», termine altrettanto sgradevole per definizione, e imporre regole limitatrici della precedente libertà (grembiule, valore del voto di condotta), dunque sgradevoli anch’esse. Sapevano, sanno solo questo, non per colpa loro ma perché ormai da tempo in Italia, nel dibattito tra maggioranza e minoranza, e di conseguenza nel discorso pubblico, la realtà, i dati, non riescono ad avere alcun peso, dal momento che su di essi sembra lecito dire tutto e il contrario di tutto. Nulla è vero e nulla è falso, contano solo le opinioni e i fatti meno di zero.
Esemplare di questo disprezzo per la realtà continua a essere il dibattito sulla scuola. Leggi il resto »

Filippo Lauro Penati apre il borsellino… per il suo ritratto multimediale


Comincia la campagna elettorale, evidentemente, e Philippe le Petit dimostra di aver appreso l’arte da Peron e Achille Lauro. Dunque, 25/30 milioni di euro verranno destinati a “rabboccare” i redditi di 25.000 famiglie. una tantum, beninteso. Con che soldi? Qualche rotonda in meno, qualche tinteggiatura in meno, dice il presidente, rimbeccato in questa intervista di Corrado Dragotto da Guido Podestà. Ma di risparmi sulle spese di comunicazione non se ne parla, anzi. E così, nella piazza di via Vivaio già costata un milione di euro, si aggiunge un totem multimediale che trasmette giorno e notte i video di ser Filippo.
Nel frattempo il Corriere della Sera mette in bella evidenza, grazie alla penna di Maurizio Giannattasio, la censura votata dal consiglio alle nomine di famuli e famigli nelle società partecipate violando il regolamento.

ll consiglio Provinciale censura all’unanimità il Presidente Penati sulla questione nomine


Il Consiglio Provinciale ha avuto la schiena dritta. All’unanimità ha infatti approvato l’ordine del giorno della Commissione Garanzia e Controllo da me presieduta che prende atto di nomine effettuate dal Presidente Penati in violazione del Regolamento nella forma e nella sostanza. In particolare, la censura è rispetto alla nomina del Direttore generale dell’Ente, Giancarlo Saporito, alla guida del Collegio dei revisori dei conti di ASAM, la holding con in pancia il controllo di Serravalle, avvenuta violando il regolamento. Il collegio dei revisori della società era stato azzerato dopo che si era opposto, codice civile alla mano, al golpe attraverso il quale era stato azzerato il Consiglio di Amministrazione presieduto dal professor Giulio Sapelli.