Scuola: comincia la battaglia d’autunno

Mariastella Gelmini trova un alleato inatteso nella sua battaglia per il cambiamento: si tratta dell’ex ministro alla Pubblica istruzione Luigi Berlinguer che, in una intervista sul Corriere della Sera, si schiera col ministro e compie alcuni ragionamenti di buon senso. Lo stesso buonsenso e sostegno manifestato da Marcello D’Orta, l’autore del celeberrimo “Io speriamo che me la cavo” e a sua volta maestro in situazioni “di frontiera”. L’anno scolastico è, però, iniziato in trincea e con qualche spunto di pessimo gusto, con la sfilata di maestre e genitori col lutto al braccio e drappeggi funerei in qualche scuola. Dura la risposta della Gelmini: «È vergognoso strumentalizzare i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini il primo giorno di scuola è una festa, un momento di gioia e allegria, non certo un’occasione per terrorizzarli. Sembra non conoscere limite, invece, l’opera di disinformazione e allarmismo messa in piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata oggi non può avere un futuro». Ma dura anche la risposta di Carla Piras, insegnante precaria alla “Luigi Cadorna” di Milano, che pure non condivide l’idea del maestro unico.
Sembra che la protesta abbia avuto pochi proseliti, ma è stata debitamente amplificata da alcuni organi di stampa. Più grave, invece, l’assalto e l’occupazione dell’Ufficio scolastico regionale da parte dei collettivi. Hanno ragione i presidi a chiedere mano ferma, per evitare le consuete degenerazioni. Nel frattempo, sul Sole 24ore, la Gelmini mette i puntini sulle “i” a proposito di alcuni cambiamenti nel sistema dei licei. Nell’intervista, nessuno spazio al “liceo breve”, ipotesi accademica dell’apparato ministeriale destinata a rimanere sulla carta.

Maestro unico: il SI di chi conosce la scuola

L’organizzazione DIESSE (Didattica e Innovazione Scolastica), l’associazione Di.S.A.L. (Dirigenti Scuole Autonome e Libere) e la Federazione Opere Educative, in un comunicato stampa del 10 Settembre 2008, invitano a guardare l’esperienza concreta della realtà scolastica. “(…) la questione del maestro unico sollevata dal decreto legge Gelmini 137/2008 va affrontata senza ostilità pregiudiziali e ponendo l’attenzione alla realtà”. Favorevoli a un sostanziale incremento dell’autonomia scolastica, DIESSE, FOE e Di.S.A.L.  guardano al maestro unico come l’interlocutore migliore per ogni genitore e il punto di riferimento chiaro e sicuro di ogni bambino nel percorso di crescita personale. Il SI di tre organizzazioni che già da tempo si occupano da vicino del mondo della scuola deve far riflettere: è un parere meditato e consapevole a differenza di molti altri frutto di meri strumentalismi politici e di spirito di contesa ad ogni costo.

Scuola e tempo pieno, comincia la campagna di bugie. Smentita di Mariastella Gelmini alle indiscrezioni (false) sulla fine del tempo pieno

Di ritorno da Gubbio, il cellulare diventa bollente. Tutti a chiedere se sia vero che la Gelmini avrebbe cancellato il tempo pieno. La notizia l’aveva data Repubblica con grande rilievo. Ovviamente, è FALSA. Ma non è la prima volta che ci provano. Giovedì sera ci aveva provato Emilia De Biasi, deputato PD di lungo corso, e di solito persona corretta. Solo che a risponderle per le rime e a tagliarle il naso che si allungava c’eravamo io e Paola Frassinetti. Ecco il comunicato del ministero:

SCUOLA: GELMINI, NON E’ VERO LEZIONI SOLO MATTINA A INFANZIA E MATERNA (ASCA) - Roma, 14 set - In merito ad un articolo apparso oggi su un quotidiano nazionale, in cui si afferma che nella scuola dell’infanzia e nella primaria si fara’ lezione solo di mattina, il Ministero dell’Istruzione precisa che la notizia e’ ”priva di ogni fondamento”. ”Il progetto in corso di preparazione - spiega una nota del ministero dell’istruzione - che verra’ presentato nei prossimi giorni al Parlamento e alle parti sociali, prevede, come piu’ volte affermato dal ministro Mariastella Gelmini, la conferma dei modelli orari a 40 ore nella scuola dell’infanzia e a 27 ore, a 30 ore e a 40 ore nella scuola primaria”. ”Il che significa - conclude la nota - che sono confermate le opzioni che prevedono l’orario di lezione anche nella fascia oraria pomeridiana, esattamente come oggi. In particolare il modello a 40 ore del tempo pieno nella primaria verra’ incrementato”. red-cam/cam/ss 141607 SET 08 NNNN 

Scuola, la bocciatura dell’Ocse non è una novità. Le contestazioni neppure

I dati OCSE sulla scuola italiana (qui il link al documento completo) sono quelli di tutte le precedenti rilevazioni: catastrofici. Ma l’analisi ci dice anche altro. Ci dice che spendiamo decisamente male. La spesa per alunno è addirittura superiore alla media OCSE (7540 euro contro 7527), in compenso abbiamo gli insegnanti peggio pagati (il dato sul Corriere non è corretto, le nostre maestre non sono le seste, sono le sest’ultime…), il tempo di insegnamento più basso, performance tra le peggiori. Ma il dato più preoccupante è la percentuale altissima (l’80%) di genitori che si dichiarano soddisfatti. Soddisfatti di cosa? Nel frattempo, inizia la canea di proteste. Il PD, in mancanza di idee, annuncia una “tre giorni” per salvare… questa scuola… e alla presentazione del libro “La Fabbrica degli ignoranti” di Floris (non certo di centrodestra) le cui idee e i cui dati, udite udite, collimano con quelli della Gelmini, si scatena la claque:

(ANSA) - ROMA, 10 SET - Una sorta di ”Carta oro” per gli insegnanti. per offrire loro, gratis o quasi, cultura. La ha annunciata stamani il ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Mariastella Gelmini, davanti all’affollata platea riunita nell’aula magna del liceo scientifico Isacco Newton per la presentazione del libro di Giovanni Floris ”La fabbrica degli ignoranti”.
Rimproverando al giornalista di averle rubato l’idea (la Carta per i prof e’ una delle proposte avanzate dal conduttore di Ballaro’ nel libro), Gelmini ha anche precisato, sfidando le critiche (’’so gia’ di suscitare uno scandalo”) che per finanziarla intende chiedere aiuto anche ai privati: ”Fanno bene aziende e banche a sponsorizzare le squadre di calcio ma diano una mano anche alla scuola!”. E se l’annuncio dell’arrivo della Carta Oro ha strappato l’applauso, fischi e vivaci proteste hanno accolto i passaggi dell’intervento del ministro relativi a maestro unico e piano programmatico per il settore.
””Vergogna”, ”E’ lo sfascio della cultura”, ”fateci lavorare”, ‘’siete distruttivi” hanno accusato, a gran voce, alcuni insegnanti precari presenti. Ma la Gelmini, pur provata come tutti dal caldo asfissiante della sala (tra gli altri ad ascoltarla anche il segretario generale dell’Ugl Renata Polverini), ha ribattuto punto per punto, citando a conferma della bonta’ delle sue scelte, i dati Ocse diffusi ieri. ”Non serve trovare capri espiatori o facili alibi, ma e’ dovere di qualunque governo responsabile, e questo lo e’, entrare nel merito delle questioni e trovare soluzioni”. E percio’ ”o qualcuno fa il prestigiatore e moltiplica le risorse o bisogna rivedere i meccanismi di spesa”, con i percorsi piu’ volte indicati.”Brutte pagine” come quelle dei giornali di oggi che sbattono l’Italia in fondo alle classifiche internazionali, secondo il ministro, devono fare da sprone perche’ ”l’Italia ce la puo’ fare ad avere una scuola migliore”. Al Pd il ministro rimprovera poca coerenza (”Bisogna fare una scelta: non si puo’ essere riformisti, un partito che guarda al futuro e ai giovani, e poi semplicemente scegliere la mobilitazione senza avanzare proposte”) e critica chi contesta a priori: ”protestano contro il piano programmatico senza conoscerlo visto che non l’ho ancora presentato”.
E ricorda pure, alla rumorosa platea, che ”quest’anno i tagli che ci sono li ha decisi il governo Prodi” e che ”il gigantesco numero di precari e’ frutto di precedenti politiche sbagliate: io sono qui da tre mesi”. Dall’ex ministro Amato ricordi della sua vita di studente, citazioni di Gramsci, una messa in guardia contro ”la partigianeria politica ottusa” e la consapevolezza che se ”da anni la scuola e’ una priorita” e’ anche vero che ”abbiamo molta strada da fare: rimaniamo quelli che eravamo quanto a potenzialita”’.

Quanto alla “vexata quaestio” del maestro unico (anzi, “viperata questio”, secondo un concorrente al concorso per magistrato), ecco un bell’articolo di Marcello Inghilesi, allievo del “maestro unico” Don Milani

Il blog della settimana - La Terra dei Fuochi

Non so quali siano le idee dell’Associazione “La Terra dei Fuochi”. Non so cosa votino, né a chi siano collegati. Ma sono felice di dare ospitalià sul sito al servizio del TG3 che parla di loro e di augurarmi che la loro opera di vero giornalismo serva a porre fine allo scempio dei roghi tossici in Campania.

 

Petizione on line per il maestro unico

Clicka sul testo e firma la petizione per sostenere il ritorno del maestro unico

Finalmente ritorna il maestro unico, finalmente la scuola guarda al passato per crescere nel futuro.
Il maestro unico torna in aula per ripristinare un’unità pedagogica fondamentale nelle scuole primarie, essenziale affinché l’apprendimento dei più piccoli possa essere unitario e frutto di un progetto studiato, costante e continuativo.
Il cosiddetto modulo era stato introdotto nel 1990 con una scelta sciagurata: anziché aumentare lo stipendio degli insegnanti elementari, il sindacato volle che se ne aumentasse il numero. Un tre per due da offerta al supermercato. Risultato: molti maestri, tutti con stipendi da fame.
La scuola primaria è il primo contatto che ogni bimbo ha col mondo che lo circonda; l’apprendimento in questa prima fase d’età dipende dall’approccio che gli insegnanti stabiliscono con i piccoli.
È importante che la scuola primaria torni a dare ai bimbi quello che più gli occorre: le basi e il metodo per studiare e non una pioggia di insegnamenti svariati e slegati l’uno dall’altro.
È essenziale che la scuola torni a concedere ai piccoli scolari la possibilità di avere una signora maestra o un signor maestro, guida autorevole e al tempo stesso compagna nelle sfide di ogni giorno, che segue ogni fase dell’apprendimento e crescita della classe da vicino e con costanza, che studia metodi di insegnamento ad hoc per i suoi alunni e che integra gli insegnamenti nel modo più coerente possibile. Una figura vicina al bambino per cinque anni, una persona in grado di meritare col tempo la fiducia e la stima della classe e dei genitori.
A chi dice che così si “demolisce” la scuola primaria italiana, quinta per qualità nelle classifiche internazionali, rispondiamo che i primi quattro sistemi scolastici hanno il maestro unico.
A chi si lamenta dei tagli ai posti, diciamo che è meglio avere meno insegnanti, più preparati e meglio pagati.
Sosteniamo il ministro Mariastella Gelmini nella sua battaglia per una scuola di qualità.

Maestro unico, Panebianco docet

Dagli archivi del Corriere della Sera, ecco due articoli di Angelo Panebianco, uno dei più fieri oppositori del “modulo” dei tre maestri.

Vent’anni di progetti sbagliati
LA SCUOLA DEI MISFATTI
Di nuovo tempo di occupazioni studentesche, questa volta non nelle università ma nelle scuole superiori. E di nuovo, come accade ormai da tanti anni, si ripresenta l’avvilente fenomeno degli adulti che “si sdraiano” acriticamente sulla cosiddetta protesta studentesca e la blandiscono, fino a sposarne anche gli slogan più stupidi (come quelli contro la cosiddetta “privatizzazione”), che rinunciano a fare il loro mestiere di adulti: un mestiere che dovrebbe consistere nel tentare di insegnare qualcosa a chi del mondo, se non altro per ragioni anagrafiche, non sa assolutamente nulla. I più lo fanno nell’evidente ricerca di “bagni di gioventù “, altri, i più furbacchioni, nell’altrettanto evidente ricerca di materiale umano, quale che esso sia, da strumentalizzare politicamente. Nel frattempo i problemi veri della scuola restano lì intatti. Leggi il resto »

La testimonianza di una “maestra unica”

”Mi sento quasi come una madre per i miei piccoli alunni. Per questo credo che l’esperienza del maestro unico alle elementari sia più che positiva, arricchente sul piano umano e su quello professionale”. Parola di maestro unico. Fra tante voci ‘contro’, a spezzare una lancia a favore del ritorno di un unico docente alle scuole primarie è proprio una dei diretti chiamati in causa: Monica Caprio, da 18 anni ”maestra unica” in una scuola elementare di Roma, che ha insegnato a leggere, scrivere e ‘far di conto’ a circa 130 bambini portandoli alla ‘licenza elementare’ tra tabelline e abbecedari. ”Rispetto agli insegnanti di ‘modulo’ -spiega Monica all’ADNKRONOS- quella di insegnante unico e’ sicuramente un’esperienza positiva, sia per i bambini che per l’insegnante che non è solo, vista l’età dei ragazzi, una figura professionale ma materna ed amica, figura di riferimento alla quale il bambino si rapporta con fiducia e dalla quale, spesso, acquisisce anche gesti, modi di dire, e con la quale stabilisce rapporti affettivi profondi. Soprattutto nel mondo di oggi -prosegue- il bambino ha bisogno di affetto e la figura del maestro unico è quindi sicuramente positiva. E’ un rapporto che va oltre la scuola.  A dimostrazione di ciò, a parte il fatto che ha portato più di una volta in ”gita scolastica extra”, quindi sotto la sua diretta responsabilità e senza alcun tipo di rimborso o gratifica personale, i suoi ex alunni passati alle scuole medie che spesso vanno da lei a fare i compiti dopo le lezioni, un piccolo aneddoto di ‘vita quotidiana. ”Una delle cose più belle che mi siano capitate -racconta- è stato quando, in un momento di difficoltà personali, i ragazzi in classe mi hanno detto: ‘maestra, perché sei triste, dicci quello che hai, perché noi siamo una famiglia’. Il rapporto che si istaura con ognuno di loro è unico e duraturo…proprio come quello in famiglia”. Certo, anche il team ha i suoi lati positivi, soprattutto nel rapporto con le famiglie.”Lavorando in team, le responsabilità e gli impegni sono divisi e il singolo insegnate lavora più tranquillamente. Insomma -scherza- l’unione fa la forza. Ma, se c’è sintonia, se i genitori sono disponibili e collaborativi il maestro unico è avvantaggiato. E’ lui che segue il bambino con continuità, riesce a valutarlo meglio, in maniera più completa, non solo dal punto di vista scolastico ma anche da quello relazionale. Oltretutto, mettere d’accordo tre teste non è sempre facile”

Gli editori raccapriccianti

Ecco la dichiarazione resa da Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell’associazione editori:
SCUOLA: GRECO (AIE), RACCAPRICCIO PER BLOCCO RIEDIZIONE LIBRI =Milano, 2 set. - (Adnkronos) - ”Leggiamo con raccapriccio l’art. 5 del Decreto Legge 1/9/2008 n. 137”. Lo afferma Enrico Greco,
presidente del Gruppo Editoria scolastica dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge che contiene la disposizione sul ‘blocco’ quinquennale delle riedizioni di testi scolastici.
“Senza nessuna consultazione del settore -continua Greco- il ministro Gelmini ha deciso di bloccare per 5 anni le adozioni dei libri di testo, ignorando i costi sociali altissimi che ne deriveranno. Se ne assume ogni responsabilita’”.
Di raccapricciante, c’è solo la politica vessatoria nei confronti delle famiglie operata dagli editori con la connivenza di tutti quei collegi docenti che, fregandosene dei tetti ministeriali, scelgono testi costosissimi.

Novità tra i banchi

Ecco le novità introdotte dal decreto legge Gelmini, ecco cosa cambia a scuola e nelle università: dal voto in condotta all’introduzione dell’educazione civica, dal valore abilitante alla laurea in Scienze della formazione primaria all’accesso alle scuole di specializzazione mediche, dal maestro unico nella scuola primaria ai nuovi sistemi di adozione dei libri di testo e di valutazione del rendimento scolastico.