Petizione on line per il maestro unico

Clicka sul testo e firma la petizione per sostenere il ritorno del maestro unico

Finalmente ritorna il maestro unico, finalmente la scuola guarda al passato per crescere nel futuro.
Il maestro unico torna in aula per ripristinare un’unità pedagogica fondamentale nelle scuole primarie, essenziale affinché l’apprendimento dei più piccoli possa essere unitario e frutto di un progetto studiato, costante e continuativo.
Il cosiddetto modulo era stato introdotto nel 1990 con una scelta sciagurata: anziché aumentare lo stipendio degli insegnanti elementari, il sindacato volle che se ne aumentasse il numero. Un tre per due da offerta al supermercato. Risultato: molti maestri, tutti con stipendi da fame.
La scuola primaria è il primo contatto che ogni bimbo ha col mondo che lo circonda; l’apprendimento in questa prima fase d’età dipende dall’approccio che gli insegnanti stabiliscono con i piccoli.
È importante che la scuola primaria torni a dare ai bimbi quello che più gli occorre: le basi e il metodo per studiare e non una pioggia di insegnamenti svariati e slegati l’uno dall’altro.
È essenziale che la scuola torni a concedere ai piccoli scolari la possibilità di avere una signora maestra o un signor maestro, guida autorevole e al tempo stesso compagna nelle sfide di ogni giorno, che segue ogni fase dell’apprendimento e crescita della classe da vicino e con costanza, che studia metodi di insegnamento ad hoc per i suoi alunni e che integra gli insegnamenti nel modo più coerente possibile. Una figura vicina al bambino per cinque anni, una persona in grado di meritare col tempo la fiducia e la stima della classe e dei genitori.
A chi dice che così si “demolisce” la scuola primaria italiana, quinta per qualità nelle classifiche internazionali, rispondiamo che i primi quattro sistemi scolastici hanno il maestro unico.
A chi si lamenta dei tagli ai posti, diciamo che è meglio avere meno insegnanti, più preparati e meglio pagati.
Sosteniamo il ministro Mariastella Gelmini nella sua battaglia per una scuola di qualità.

433 Risposte a “Petizione on line per il maestro unico”

  1. Ma aumenteranno ora i salari invece? Ora pochi maestri e molti per strada quindi… capito…
    Non so se era meglio col maestro unico… ma almeno educazione fisica fatela fare a uno diplomato all’ISEF!!

  2. In realtà, in strada non ci andrà proprio nessuno. Quanto all’aumento degli stipendi, prima occorre raggranellare le risorse necessarie. Quanto ai diplomati ISEF, hai ragione. Nel regolamento attuativo ci saranno parecchie sorprese…

  3. come in strada non ci andrà nessuno?! spiegamelo perchè sono un insegnante precaria VINCITRICE DI CONCORSO e non capisco…Veramente pensate che 24 ore settimanali di lezione siano la scelta pedagogica adatta per i nostri figli??
    è giusto tagliare, ma dove c’è il vero spreco… intanto comincerei con il finanziamento pubblico alla scuola privata, poi si potrà di nuovo parlare di tagli alla scuola pubblica laddove c’è demerito…

  4. il maestro unico è solo una fonte di risparmio e nient’altro. Abbiate il coraggio civile di ammetterlo.

  5. Cara Anna, io le scuole le ho fatte tutte pubbliche, e non sono neppure cattolico… Però: non esiste finanziamento alle “scuole private”. Esiste un sistema di scuole PUBBLICHE formato da scuole statali e private (dette paritarie) che hanno determinati standard. Legge fatta da un governo di centrosinistra. Per di più, le scuole paritarie consentono un risparmio allo stato di circa 5 miliardi di euro. Perché, duole dirlo, sono meglio gestite. Per cui, il problema non è lì. Il problema è avere un sistema di qualità. Cosa che oggi non abbiamo, pur spendendo per studente di più. Quanto alla tua situazione, il fatto che tu sia PRECARIA VINCITRICE DI CONCORSO la dice lunga su come si sia gestita la scuola in questi anni. E’ un assurdo. A meno che tu non sia nella situazione che ha consentito a una mia amica di entrare in cattedra dopo 9 anni in cui ha fatto la cassiera, per meri scatti di anzianità. Ma non credo. Dell’assurdità della tua situazione non puoi dare la colpa alla Gelmini, ma in primo luogo al sindacato che ha preferito questa situazione.

  6. Ancora c’è chi parla di scuola pubblica e scuola privata… che barba.

    Possibile che non si possa capire che pubblico deve essere il servizio, garantito a tutti dallo Stato.

    La gestione è altra cosa ed il servizio può anche essere erogato da privati.

    Ciò che veramente importa sono il livello e la qualità di chi insegna, non chi sia a pagargli lo stipendio

  7. Per Valentina: secondo me, si unisce l’utile al dilettevole. Si risparmiano risorse per reinvestirle, e si cambia in meglio. Nel 1990, quando c’erano risorse per aumentare stipendi da fame, il sindacato preferì far assumere maestri…

  8. Il ritorno al maestro unico è un colpo letale a quel ramo di scuola italiana (la primaria) che secondo i dati OCSE-PISA eccelle a livello mondiale. Si sarebbe dovuto intervenire pesantemente nella scuola secondaria, ma naturalmente dietro questo provvedimento si cela esclusivamente la volontà di fare cassa.
    In più i genitori che lavorano dovranno farsi carico (con i loro soldi, dopo aver pagato montagne di tasse!) di trovare qualcuno che si occupi della formazione dei loro figli al pomeriggio.
    Infine, far passare una riforma della scuola per decreto è una vera vergogna.

  9. “È importante che la scuola primaria torni a dare ai bimbi quello che più gli occorre: le basi e il metodo per studiare e non una pioggia di insegnamenti svariati e slegati l’uno dall’altro”.

    Mi spieghi su quali basi lei definisce svariati e slegati gli insegnamenti dei maestri del modulo?
    Sa per caso come si svolge la pianificazione delle programmazione annuali che gli insegnanti presentano ai presidi a inizio a. s.?
    Sa che esse tengono presenti chiare indicazioni ministeriali?
    Sa che settimanalmente tra gli insegnanti del modulo sono previste 2 ore di programmazione unitaria per raccordare tutti gli insegnamenti?!

  10. Grazia ha scitto:

    “Sa che settimanalmente tra gli insegnanti del modulo sono previste 2 ore di programmazione unitaria per raccordare tutti gli insegnamenti?!”

    Quindi gli insegnanti devovo sprecare 2 ore tutte le settimane solo per raccordare tutti gli insegnamenti?

    E avete ancora il coraggio di difendere questo modulo dispendioso, burocratico ed inefficente?

    Ha ragione Bruschi quando scrive:

    “A chi dice che così si “demolisce” la scuola primaria italiana, quinta per qualità nelle classifiche internazionali, rispondiamo che i primi quattro sistemi scolastici hanno il maestro unico.”

  11. Gentile Nicolas,
    nè io nè tutti i miei colleghi coi quali ho trascorso le ore dedicate alla programmazione (e le assicuro, sono tanti, vista la mia condizione di precaria) abbiamo mai sprecato tempo!
    Anche a lei chiedo da dove deriva questa sicurezza nell’affermare le sue opinioni!
    Che siamo stati colleghi di scuola primaria e io non la ricordi?

  12. Ecco, cara Grazia, è proprio la Sua condizione di “precaria” che non va per nulla bene e che La dovrebbe far riflettere. Un sistema basato sui precari, sul numero dei docenti anziché sulla loro qualità e su una retribuzione adeguata è incivile. Sul resto, concordo con Nicolas. Il sistema non funziona. E’ vero che i nostri bambini, fino alla terza elementare (anzi, “primaria”…), sono quinti nelle classifiche internazionali, ma poi si perdono. E la maratona la vince chi arriva primo al traguardo, non chi è in testa dopo 300 metri. Quanto alla mia esperienza di scuola, la mia famiglia sforna insegnanti da svariate generazioni. Nessuno di loro, peraltro, si sarebbe mai sognato di scrivere “nè” al posto di “né”.

  13. Ps, sulle “chiare indicazioni ministeriali” occorrerebbe aprire un capitolo a parte, e lo faremo.

  14. “E’ vero che i nostri bambini, fino alla terza elementare (anzi, “primaria”…), sono quinti nelle classifiche internazionali, ma poi si perdono. E la maratona la vince chi arriva primo al traguardo, non chi è in testa dopo 300 metri”.

    Verissimo quello che scrive! Ma perchè se quei 300 metri sono la parte del percorso meglio articolata, si sta facendo di tutto per demolirla?
    E cosa mi dice sulla metodologia scelta per cambiare quel tratto del percorso? L’emanazione di un decreto legge che non ha tenuto conto del parere sindacale.
    E’ democrazia questa?
    Chiedo scusa per l’errore ortografico commesso.

  15. “Sulle “chiare indicazioni ministeriali” occorrerebbe aprire un capitolo a parte, e lo faremo.

    Con la rivoluzione scolastica in atto, dovrete pensare alle NUOVE indicazioni ministeriali, non a chiarire le vecchie! Quando le delineate, mi direte come dovranno fare i maestri unici ad insegnare in 22 ore settimanali tutti i saperi di base aggiungendo informatica e lingua straniera. Mi spiegherete quando si dedicherà del tempo per il consolidamento e l’arricchimento dei contenuti con gli alunni in difficoltà. Mi illustrate anche come e quando il maestro unico si prenderà cura degli alunni stranieri che hanno maggiori problemi con la comunicazione linguistica.
    Quando farete tutto ciò, tenete anche presente che esisteranno classi di 30 bambini, e magari in alcune di esse ci sarà anche il dislessico, o il disortografico o l’iperattivo.
    E infine vorrei dire: ma perchè devono essere un ministro dell’economia e un avvocato a decidere nel mio campo? Perchè non mi si è neanche chiesto se IO INSEGNANTE lavoro meglio da solo o all’interno di un team?! Chiedetelo!!!

  16. dando solo uno sguardo a questa pagina mi sono accorta come quello che doveva essere uno spazio per la raccolta di firme a favore dell’insegnante unico è divenuto uno spazio di di intelligente e civile sfogo di tanti professionisti che sentono leso il loro lavcoro e la loro ddignità di figure educative. per tanti anni ormai ci si è trovati a barcamenarsi tra riforme scolastiche che, quale più, quale meno, hanno portato gli insegnanti a doversi reinventare nelle competenze, nei metodi, nel modo di gestire il proprio lavoro. ora mi sembra proprio che si stia esagerando. qualcuno di questi dotti, medici e sapienti ha pensato che i propri figli o i propri nipoti frequenteranno questa “scuola”? O, e credo sia lecito domandarselo, codesti signori hanno delle alternative personali a tale inguardabile sistema? E poi, infine, a cosa serve formare dei buoni insegnanti (4 anni di università, dove l’imperativo è la crescita psico-cognitiva del bambino, la pedagogia, la didattica, il tirocinio sul campo, ecc…) se poi in realtà non si vuole neanche ascoltare un loro parere quando si decide dittatorialmente di trasformargli in altro ciò che hanno SCELTO di fare nella vita: l’insegnante della scuola primaria!! LA o IL MAESTRO

  17. I miei bambini svolgono gia’ numerose attivita’ psicomotorie e didattiche alla scuola materna (dell’infanzia) con maestre diverse. Questo gli ha consentito di aprirsi molto dal punto di vista del carattere e di affezionarsi a persone diverse. Non credo che, a questo punto, passare al maestro unico alle elementari possa essergli di giovamento. Anzi, secondo me e’ utile alla formazione del bambino riferirsi a piu’ di una persona docente.

  18. Voglio integrare il commento precedente fornendo un’altro spunto: nella scuola dell’obbligo si pratica poca attivita’ fisica e quella che si pratica molto spesso e’ solo tempo lasciato al gioco. Specialmente per i ragazzi che fanno il tempo pieno, l’attivita’ fisica dovrebbe essere un impegno quotidiano.

  19. Non sono una precaria. Insegno da trentacinque anni e ho fatto anche l’insegnante unica prima della riforma che ha dato dignità alla scuola primaria.
    In questi anni ho speso tempo, energie e denaro per informarmi adeguatamente sulle discipline che dovevo insegnare (la preparazione riguardo le basi teoriche, pratiche e didattiche delle singole discipline data dalla SCUOLA SECONDARIA - !!! - non era certo suffciciente a garantire un livello minimo di qualità dell’insegnamento) e per imparare a collaborare con i colleghi che mi hanno aiutata ad affrontare più serenamente tutte le problematiche che sono sempre più evidenti nei bambini di oggi. Brava Grazia hai detto esattamente ciò che penso dopo trentacinque anni in cui ho lavorato con passione e dedizione. Ora, però, sono davvero stanca di tutta questa gente che parla senza sapere nulla della scuola e soprattutto di chi che prende decisioni basandosi solo sulle direttive di chi deve spendere il denaro pubblico in altro modo invece di investirlo sul BENE primario che sono i nostri bambini. Non vedo l’ora di non essere più parte di questo sfacelo. In quanto a lei, signor Bruschi, spero che abbia dei figli che non vanno ancora a scuola, le auguro con tutto il cuore (a lei, non ai suoi figli, in quanto insegnante non sarebbe etico) che si ritrovino ad avere un/una maestro/maestra unico/unica come alcuni che conosco io …poi vediamo che cosa ne penserà del maestro unico. Sono convinta che farebbe un nuovo sondaggio … oppure trasferirebbe i bambini in una scuola privata. Estendo l’augurio al Signor Ministro.

  20. Ho lavorato poco come insegnante unica, ma con i moduli ho scoperto una condivisione e copartecipazione nella programmazione, nello scambio e nella progettualità che ha reso possibile via via un lavoro serio e competente: a volte neanche bastano le 2 h di programmazione settimanale per nostre classi che superano spesso e volentieri le 20 unità ( dove si opera a livello collettivo, indivualizzato o per gruppi di livello). Sicuramente ci sono situazioni e classi affollate di bambini e insegnanti, ma un ritorno così repentino mi lascia perplessa.: forse che il dibattito è passato di moda?! Non ho ancora udito, peraltro, voci pedagogiche o fonti universitarie farsi avanti…….
    Per dirla come don Milani “l’obbedienza non è una virtù” perciò mi adopererò nei prossimi mesi e vedremo cosa accadrà , intanto La ringrazio anche questo spazio dove è possibile il dissenso.

  21. Non condivido affatto questa “riforma” né nel metodo (un decreto legge!) né nei contenuti. La scuola primaria funziona benissimo, per cui le motivazioni alla base del decreto non sono per nulla da ricercare nella pedagogia. La ragione di tale provvedimento è solo economica. Perché il governo in carica non individua i reali sprechi?
    Invito inoltre a leggere la lista firme e a osservare la legenda riguardante il grafico sui firmatari.
    Per quanto riguarda la lista firme, ho qualche perplessità sui messaggi 19, 21 e 28. La firma 21 non credo sia valida, poiché il contenuto del messaggio è del tutto contrario al decreto e alla petizione a favore del ritorno al maestro unico. I messaggi 19 e 28 contengono tanti e tali errori da far rabbrividire (povera lingua italiana!). Chi ha scritto uno di questi ricorda ancora con stima l’insegnante! Dal momento che si fa notare anche il fatto che sul monosillabo “né” si debba apporre l’accento acuto e non grave…
    Il grafico evidenzia come i firmatari fino a questo momento siano in netta prevalenza persone di una certa età (e non giovani), spesso pensionate… Tali persone hanno il loro bagaglio di ricordi, ma quale esperienza diretta hanno tali persone della scuola primaria odierna?

  22. Ho confuso i numeri. I messaggi ai quali mi sono riferita sono il 10, il 21 e il 29. Chiedo scusa.

  23. Cara Valeria, se andassimo a leggere i messaggi sui forum degli insegnanti, di errori raccapriccianti potremmo raccoglierne parecchi. Non ho cancellato la firma 21, perché siccome credo nel valore della libertà del dibattito (e penso di darne prova su questo blog) non volevo mi si accusasse di censurarlo: purtroppo non è possibile togliere la firma e lasciare il commento. Il messaggio 10 è ovviamente scherzoso, quanto al 29, chi lo ha scritto conosce alla perfezione l’uso dell’apostrofo, ma per qualche insondabile motivo il sistema gli combina il brutto scherzo che vedete.

  24. E comunque: ringrazio tutti per le opinioni espresse, alcune delle quali preziose e che non resteranno “lettera morta”. C’è un anno di tempo, infatti, per lavorarci sopra: dopo la conversione del decreto e i possibili emendamenti, si tratterà di mettere mano al regolamento attuativo. Io qualche idea ce l’ho, e la metterò presto in discussione sul blog. Quanto allo strumento del decreto legge, capisco le ragioni di chi contesta, ma vorrei fare una considerazione e una valutazione. La considerazione: il dibattito sulla scuola non è all’anno zero. Su ogni punto esistono ricerche, studi, una “letteratura” che offre indicazioni. La valutazione. Lo strumento del decreto non abbrevia il dibattito, ma solo i tempi tecnici di approvazione. Insomma, non è che lo strumento del decreto impedisca il confronto. Lo rende più serrato. Il problema è che l’ipertrofia dei lavori parlamentari rischia sempre di rimandare le decisioni al tempo del mai. Lo dico, credetemi, con dolore, perché amo il confronto in maniera appassionata.

  25. Giacchè si parla tanto di meritocrazia, che ruolo si pensa di dare a chi in questi anni ha lavorato come consulente e referente per didattica e nuove tecnologie e ha raggiunto alti livelli di professionalità ?
    Non si può certo chiedere al maestro unico di occuparsi di informatica con classi intere e scarsi mezzi.

  26. Il maestro unico mi sembra ottimale per dare un’impronta omogenea allo studente, inoltre la cura “Gelmini-Brunetta” mi pare possa essere rigeneratrice per un corpo docente che negli ultimi anni era alquanto scaduto in scandali, talmente eclatanti da far concorrenza sui giornali quasi ai fenomeni di bullismo tra gli studenti

  27. Cara Carola, come si suol dire, nulla andrà perso. Casomai, sul tema informatica, quante scuole hanno strumenti adeguati? In quelle che ho visitato io, i bimbi non seguivano la lezione, perché a casa avevano strumenti più avanzati e sapevano già fare le cose che gli venivano spiegate. Ripeto: con le risorse di bilancio bloccate al 97% in stipendi, non si va da nessuna parte.

  28. vergogna! si smantella il welfare e si pretende di farlo per il bene dei danneggiati.Meno tasse, meno servizi, meno innovazione,meno formazione, più demagogia. Il senso critico e il senso del pudore hanno perduto la loro cittadinanza italiana.vergogna!

  29. Io non capisco perché si evita di rivelare che lo Stato sta andando in rovina e l’unica via di uscita che ha è TAGLIARE laddove c’è ipotesi di spreco, ovvero scuola e sanità. La storia ha già insegnato dove si va a finire in casi del genere, e la causa comincia molto ma molto indietro nel tempo. Anni di interessi politici che hanno demolito la nostra già fragile struttura, adesso ci ritroviamo a dover subire riforme che vengono spacciate per risolutive e miracolose (stipendi più alti per gli insegnanti! evviva!), quando in realtà ai ministri è stato chiesto di risolvere il problema ECONOMIA

  30. Io sono una semplice e misera (in quanto povera) insegnante di Scuola dell’Infanzia, e come ben si sa, siamo l’ultimo grado ad essere considerato, a cominciare da alcuni Dirigenti Scolastici, e ben pochi riflettono sul fatto che le basi si costruiscono proprio da noi. Non sarò quindi io (come tanti altri maestri) a fare supposizioni sulla soluzione del problema-scuola, ma sicuramente percepisco ipocrisia e inevitabile danno nei confronti degli alunni, se questa riforma dovesse attuarsi in toto. A parte il fatto che tornare indietro è sempre sinonimo di fallimento, e non credo che la scuola, strutturata come è attualmente, sia nel degrado culturale e didattico, ma poi le esigenze attuali sono differenti da quelle di venti anni fa, e dare prevalenza a materie come italiano e matematica significa voler formare menti “quadrate”. Se poi è questo che si vuole… allora si parli chiaro, ma qui non si tratta di politica, giusto? si tratta del futuro del cittadino italiano.. E se pensiamo ai bambini stranieri con difficoltà linguistiche che hanno bisogno di più insegnanti? ah già.. dimenticavo che questa politica attuale non simpatizza molto per lo straniero, peccato che se il ministro venisse in classe scoprirebbe che sono loro i bambini del nostro futuro, e a quanto pare anche meno “bulli” e più dediti allo studio.. in tal modo sarà più facile emarginarli e impedirgli di stravolgere la politica del paese. L’abbiamo capito.
    Un consiglio mi preme darlo, però. Troppi insegnanti, troppi precari, vero, giustissimo. Ma se mi ritrovo in sezione una collega che non sa parlare italiano e che non sa neanche come si prepara una programmazione didattica, ma che magari ha la possibilità di prendere incarichi dallo Stato che a quanto pare assume cani e porci.. siete sicuri il maestro unico sia la soluzione? auguriamoci che i vostri figli non si ritrovino quella collega come maestra unica. Per quanto mi riguarda, come ho già consigliato a tanti, cercherò di trovare un altro lavoro o espatriare, non mi piace assistere agli sfaceli :)

  31. Vi dovreste solo vergognare!

  32. Per chi non lo sapesse o fa finta di non saperlo, a restare a casa sarebbero proprio i maestri di nuova generazione, laureati in Scienze della Formazione Primaria, un percorso di 4 anni universitari, molto duro e con 3 anni di tirocinio presso le scuole, abilitati in base alla L. 53/2003. A lavorare solo quelli di vecchia generazione… con tutto il rispetto!
    Credo che chi sostenga il delirio della Gelmini dovrebbe quantomeno in cuor suo vergognarsi un pò di se stesso

  33. Laura ha scritto: ”
    Credo che chi sostenga il delirio della Gelmini dovrebbe quantomeno in cuor suo vergognarsi un pò di se stesso”

    Signor Bruschi, la sollevo dell’onere della correzione del “pò” in “po’ ” così non avrà distrazioni nel cogliere il contenuto tristemente vero dell’affermazione di Laura.

  34. Ci tengo a rispondere a Laura. La laurea in Scienze della Formazione primaria, grazie al decreto Gelmini (e un po’ anche al sottoscritto) tornerà ad avere il valore abilitante che Fioroni le aveva tolto. Ed è proprio sul modello della rigorosissima Facoltà (rigorosissima almeno a Milano) che ritengo si debba rimodulare la formazione degli insegnanti. A breve saranno on-line i focus che il Corriere sta dedicando all’Istruzione. Il secondo, di oggi, rileva come la media di età per entrare in cattedra sia intorno ai 40 anni. E se il sistema venisse rivoluzionato, rendendo possibile evitare il purgatorio di lustri di precariato?

  35. Le posso assicurare che nonostante io sia meridionale sono perfettamente in grado di rendermi conto che la sua risposta non dice assolutamente nulla (forse perchè due volte formata, in Filosofia ed in SFP nella padanissima/rigorosissima università di Padova?).
    La verità è che in ruolo è andato solo chi aveva più punti e che ai noi “istruiti” non prospettate altro che qualche padrone che ci sceglie perchè abbiamo un cognome importante, come ad asempio quello della signora Gelmini, che tra le altre innumerevolicose si dovrebbe anche vergognare di non sapere che le SSIS che ha sepolto prevedevano anch’esse un lungo percorso di tirocinio.
    Se solo esistesse ancora un pò di dignità, dovrebbe perlomeno dimettersi dopo essersi scusata di aver fatto l’orco che mangia i bambini

  36. Un’ultima osservazione: è inoltre tristemente vergognoso stravolgere la scuola per decreto e censurare l’informazione, silente su tutte le proteste in corso.
    Complimenti, sparare ai bambini, ai poveracci e alla democrazia in un colpo solo.

  37. In una recente intervista Il ministro Gelmini dichiara che la poltica sulla scuola negli ultimi 30 anni si è comportata in modo irresponsabile: forse perchè se ne sono occupati troppo i politici? eppure era passato qualche tecnico nella sede del ministero e non aveva lavorato poi così male. Come mai nessun idocente universitario o ispettore scolastico spiega, prende la parola, rilascia interviste in merito alle nuove sfide: è un fronte unico e compatto!?

  38. Già.. l’informazione nascosta.. guardate un po’ qua cosa è successo questa estate alle insegnanti del Comune di Milano:
    http://www.protestainsegnantimilano.blogspot.com/

    Pensare che ci fu anche un’intervista rilasciata a Canale 5, completamente insabbiata. E così soltanto chi si è ritrovato per caso ad assistere alle manifestazioni delle docenti ha saputo. Finiremo anche noi così. Pochissimi siti si occuperanno di noi. Per fortuna ci sono i blog, giusto? :)

  39. Bossi: “Gelmini incompetente”

    “Non la cacciamo solo per non fare cadere il governo”

  40. Non avrei mai pensato di essere d’accordo con Bossi… ma è successo anche questo!!!

  41. Beh.. per lui sono 1.300.000 voti in più! mica se li fa scappare :D

  42. A Laura: non mi sembra che aver restituito il titolo abilitante a Scienze della Formazione primaria sia “nulla”. Comincio a vedere qualche preconcetto, del tipo “non parlarmi non ti sento”. Quanto alle SSIS, al momento erano una fabbrica di precariato senza sbocchi perché Fioroni ha CHIUSO LE GRADUATORIE. Dunque, si è compiuta una truffa INDEGNA per un anno costata migliaia di euro a centinaia di giovani. La Moratti intendeva creare un percorso “accelerato” per i “sissini”, ma il cosiddetto sindacato ha detto no e non se ne è fatto nulla. Entro brevissimo tempo, comunque, cambierà e verrà reso stabile il sistema di reclutamento. Quanto ai tecnici passati nella sede del ministero, se Lei conoscesse l’incrostazione e la stratificazione normativa che ci siamo trovati di fronte, rivedrebbe il suo giudizio. Bossi: un mese fa diceva cose diametralmente opposte. Certo, si vede che la baby pensionata della scuola che ha per moglie si è alzata male la mattina, o che ha altri motivi che nulla hanno a che vedere con la scuola.
    In compenso, vorrei fare a tutti voi una domanda, anzi due: la scuola così come è vi piace? avete proposte per cambiare? Lo spazio, come vedete, è assolutamente libero.

  43. In primo luogo i preconcetti nn li ho io ma i ministri di questa repubblica, che senza conoscere minimamente il mondo della scuola sparano a vista da mesi su di essa (e sugli insegnati del sud in blocco). Poi le riformulo la mia domanda in modo diretto: che fine faranno i laureati/abilitati/iscritti in graduatoria provenienti da Scienze della Formazione Primaria? Dovranno insegnare la macarena in spiaggia ai turisti come propone la signora Gelmini?
    In ultimo: non ho difeso la SSIS, ho solo detto che il ministro della Pubblica Istruzione nelle sue diverse esternazioni infelici ha ribadito più volte che era solo teorica mentre in realtà non lo era affatto. E se si mettesse un po’ a studiare prima di parlare?
    Non vi converrebbe difendela: chi ha un briciolo di cultura è perfettamente consapevole che si tratta del peggior ministro della storia d’Italia. Ma purtroppo a cominciare dai bambini per finire alle disgustose proposte televisive, qui si vuole solo spegnere definitivamente la cosapevolezza. E qualcuno se la ride.

  44. Ma non lo vede come sta andando la petizione?
    Per cortesia finiamola di dire come il cavaliere che “è quello che vogliono gli italiani”! Basta coltivare ignoranza. Le cose non si fanno così: ma cosa volete che possano insegnare (tutte le materie!) a classi numerosissime vecchie insegnanti dell’Istituto Magistrale? Avete idea progettazione che c’è oggi dietro gli interventi didattici? Avete consapevolezza che grazie al modello attuale la Scuola Primaria italiana è una delle migliori al mondo? Non c’è nulla di pedagogico! Ed è obsoleto ed anacronistico parlare di una “figura di riferimento”. E’ evidente che non conoscete i bambini di oggi.

  45. Di grazia, siccome non oso darle dell’incompetente, o Le devo dare della bugiarda oppure della prevenuta. Chi ha mai parlato di ritornare all’insegnante dell’Istituto magistrale? Al contrario, abbiamo restituito il titolo abilitante alla Facoltà di Scienze della formazione primaria. Sulle SSIS: Le assicuro che i giudizi dei miei ex compagni d’università, che si erano iscritti con entusiasmo credendo che i signori del sindacato gli avrebbero consentito di entrare in cattedra, erano e rimangono tutt’altro che entusiastici. Alcuni docenti riproponevano ai “sissini” gli stessi corsi universitari. Come dire, a mensa il giovedì polpette! I “laureati/abilitati/iscritti in graduatoria provenienti da Scienze della Formazione Primaria” (e già in questa elencazione qualcosa che non funziona c’è), almeno per come la penso io, devono avere una effettiva possibilità di entrare in cattedra e di giocarsela con tutti gli altri, senza questa ipocrisia tutta italiana delle graduatorie, che tutto valorizzano, salvo la tua individualità e il tuo merito.

  46. Ecco il vero volto che emerge… quello che offende… Altrimenti sarebbe anche auspicabile la dialettica. Io ho solo detto che stando alla situazione prevista, restano in ruolo le vecchie maestre, la maggior parte delle quali proviene dall’Istituto Magistrale e che senza nuovi ingressi, chi ha fatto il percorso universitario rimane di fatto fuori. Se poi ci sono progetti in merito, non mi è dato di saperlo (ed è quello che le chievevo, ma a questo punto credo che mi risponderà mai, anche perchè questa manovra è tutta improvvisata e certamente non lo sa nemmeno lei). Infine, le ribadisco per la seconda o terza volta che non difendo la SSIS (altrimenti l’avrei frequentata) ma mi pare assurdo che il ministro non sappia com’era organizzata. Le sarei grata se mi spiegasse cosa non funziona nel dire che oggi un laureato in SFP è abilitato all’insegnamento ed è iscritto nelle GE. Detto ciò, sono perfettamente d’accordo che venga premiato il merito.

  47. Bossi intanto ha già cambiato idea ed io mi chiedo perché la riforma deve penalizzare la scuola primaria e non gli altri gradi. I precari verranno sistemati con lavori socialmente utili, magari nel turismo?? a parte che anche il turismo è un settore specifico per personale competente in materia, ma questo cosa dimostra, ancora una volta? che questi ministri hanno sempre avuto la vita facile, soldi a palate, non hanno mai sudato per avere uno stipendio, e non hanno mai preso un autobus pubblico. Sarò anche qualunquista, ma il vero politico non prende le distanze dalla realtà lavorativa del cittadino, semmai deriva proprio da essa. Non ci arrivano, purtroppo è fiato sprecato il nostro. Non immaginano neanche la vita che facciamo.

  48. Non intendevo offendere. Presumo Lei sappia che nei prossimi anni è prevista la “gobba” che pensionerà le maestre cui Lei si riferisce. E i pensionamenti superano i tagli previsti. Il problema sarà mettere in ruolo le maestre laureate in Formazione Primaria, senza che vengano uccise dall’attuale sistema delle graduatorie. Quanto alle vecchie maestre, che fossero così sprovvedute non sono convinto… La mia, andata in pensione 6 anni fa, era bravissima. Una pisana formidabile.
    Ps, Il ministro sa benissimo come sono (erano) organizzate le SSIS.

  49. Per lilly… Mio nonno era professore di Italiano, latino e greco al ginnasio e di italiano al liceo. Andava in giro con le pezze al culo (letteralmente) per comprarsi i libri. Mia madre faceva la maestra e mio padre il professore di liceo. Dunque, la vita che fate la ho vissuta con gli interessi. Se poi si riferisce alla Gelmini, la madre era maestra e il padre un piccolissimo imprenditore.

  50. …Mio nonno era professore di Italiano, latino e greco al ginnasio e di italiano al liceo.
    Se poi si riferisce alla Gelmini, la madre era maestra e il padre un piccolissimo imprenditore.

    Mio padre ha svolto per 40 anni il mestire di muratore e Le posso assicurare che io non so appendere un chiodo alla parete.
    Le preciso, inoltre, che io svolgo la mia professione di maestra in una scuola completamente diversa da quella in cui insegnava mia madre 30 anni fa!

  51. Visto l’ostinazione nel difenderla, Le cito testualmente le dichiarazioni della Gelmini:
    “…Non è pensabile che dopo una laurea triennale, seguita da altri due di specialistica, un aspirante docente sia chiamato a fare altre due anni di teoria, senza nessun tirocinio, senza esperienze sul campo”. (Corriere della Sera, 21/07/2008).
    Nessuno ha chiamato sprovvedute le vecchie maestre. Le rispetto. Ma nella maggior parte dei casi non sanno usare il pc e non conoscono l’inglese.
    Infine, è proprio il “problema” che Lei sottolinea nella sua ultima risposta ad essere molto preoccupante.

  52. Pardon, “Vista”, prima che mi corregga…

  53. Grazia, se era per me, io insegno all’Università, e ho le cosiddette “customer” più alte dell’intero ateneo. E agli esami sono tutto tranne che di manica larga. Quanto alla dichiarazione incriminata, è una semplificazione, ma è vero che purtroppo parecchie SSIS non funzionavano come avrebbero dovuto. Ho già citato il caso delle “lezioni fotocopia”. Stiamo pensando a un sistema che abbia il perno nel tirocinio.

  54. Vorrei che rispondessi a queste semplici domande:
    Gelmini,Tremonti,Brunetta, chi di loro è competente in tema di pedagogia e istruzione scolastica?
    In questi giorni di continuo attacco al sistema attuale sulla scuola primaria,qualcuno di loro ha presentato uno schema, un grafico, dei numeri che avallino la bontà del maestro unico (oltretutto di ben 20 anni addietro) rispetto ai risultati che ci riconoscono anche all’estero?
    Nel presentare il piano triennale di riordino sulla scuola mi vuoi far credere che la componente costi-risparmi è legata esclusivamente all’obiettivo di un miglioramento dell’istruzione in Italia?
    Scusami, non credi che tutto ciò si lega perfettamente al motto del tuo datore di lavoro (Berlusconi) che in campagna elettorale disse:
    “non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani”.
    Traduzione: ” niente aumento delle tasse ma, per contro meno servizi per tutti, dalla scuola, alla sanità,ai servizi primari del cittadino, ecc.; smantelliamo il servizio pubblico, chi può permetterselo paghi, per gli altri ci pensi Dio!
    Io incomincirei a preoccuparmi; non si può dire a decine di migliaia di lavoratori cambia lavoro altrimenti non mangi, non puoi farti una famiglia, non puoi avere figli perchè IO STATO ti reputo solo un costo, perchè è questo e solo questo il vero motivo di queste nefandezze proposte dal trio in questione.
    Attendo (con speranza!) una tua risposta, Grazie,
    Santo.

  55. è una vergogna,firmare una petizione per mandare in strada tanti docenti.non è meglio far lavorare tutti ed eliminare tutti questi progetti in cui si finanziano milioni di euro?pensate a questo piuttosto che ingrassare i vostri portafogli:::::::::

  56. SIgnor Bruschi, io prima di fare l’insegnante sono stata cameriera ai piani in albergo e lavapiatti nei ristoranti. E per un periodo centralinista interinale pagata a percentuale senza stipendio fisso. A fine mese non potevo comprare la carne perché costava più della pasta.
    Oggigiorno dire di essere figli di maestra e piccolo imprenditore significa stare bene e non arrivare a vivere quelle realtà che abbiamo vissuto noi disoccupati. Soprattutto se pensiamo a come pagano le tasse gli imprenditori…
    Una precisione: gli insegnanti di 30 anni fa avranno anche faticato a portare avanti la famiglia, ma adesso ottengono una liquidazione con cui puoi acquistarti un monolocale, ed una pensione di tutto rispetto. La mia liquidazione sarà da fame e con la pensione che mi aspetta dovrò chiedere l’elemosina. E non dimentichiamo che l’impiegato statale non può svolgere una seconda professione! Il paragone con i colleghi contemporanei non regge, mi spiace.

  57. Io non so dove abiti Lilly, ma a Milano con la liquidazione da insegnante non ti compri neanche una piastrella di monolocale. Quanto alla pensione, non ne parliamo. Mia madre percepisce poco più di 800 euro. Quanto a Santo: appena il piano di riordino sarà pronto, lo metterò on line. Quanto al resto, i paesi che come preparazione ci superano hanno il maestro unico.

  58. Class action. Non c’è altro nei confronti di chi dice: ” non defletto!” Il confronto è centrale. Si è ministri, non padroni. O si fa i repubblichini?

  59. Il rapporto OCSE 2007 riportato nel volume dello scorso anno Education at A Glance 2007. (Ocse, Paris 2007) a pagina 269 presenta una tabella riguardante tutti i paese OCSE e associati da cui risulta che per l’Italia per il 2004 sul complesso della spesa per l’istruzione e la formazione, come dianzi descritta, quella totale di parte corrente è pari al 93,0%( 91,0%) quella in conto capitale è del 7,0% (9,0 %) quella di parte corrente per i solo docenti è del 62,5 %(63,5 ). Quella per tutto il personale del 80,7%(80,1%). Del 19,3 % (19,9% ) risultano le spese di parte corrente non destinate al personale. Fra parentesi è indicata la media Ocse.
    Quante bugie ci direte ancora?

  60. «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l’esame per ottenere l’abilitazione alla professione». Quindi? «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati e altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l’esame. Per gli altri, nulla. C’era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto». E così, «insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l’esame a Reggio Calabria».

    Questa l’intervista alla Gelmini riguardo la sua scelta di prendere l’abilitazione di avvocato a Reggio Calabria , 57% ammessi all’orale (e poi che schifo le scuole meridionali!). Dice che il papà era agricoltore. Da altre fonti leggo:

    È figlia dell’ex-sindaco democristiano del comune di Milzano, proprietario di un’azienda agricola.. un po’ diverso da agricoltore, quello era mio nonno con i calli alle mani e la pancia sempre vuota.. abbia pazienza…
    Abito a Milano anche io, con 80.000 euro di liquidazione, un mio parente insegnante da 45 anni ha comprato un monovano da ristrutturare in provincia. Non penso sia andata tanto male. 800 euro di pensione? beata lei. Secondo i calcoli, tra venti anni andrò in pensione e percepirò 500 euro al mese circa. WOW!
    Perché non riesce ad ammettere che la Gelmini ha tanta sete di emergere e Berlusconi l’ha scelta apposta inesperta, giovane, ambiziosa ed ubbidiente?

  61. Ah.. giusto per informarla, perché forse non ne è al corrente.. c’è gente che in Italia percepisce circa 400 euro di pensione.. difficile da credere vero? esistiamo sa?

  62. Scusi se scrivo ancora, cosa pensa del fatto che sono stati identificati dalla polizia gli studenti che stamane hanno contestato fischiando la Gelmini? Mi prenderanno le impronte quando andrò a fischiare io sotto il ministero dell’istruzione?

  63. Molta cautela e prudenza da parte del DS del mio istituto e di quelli nei dintorni: eppure ancora ci aspettiavamo qualche segnale da parte di qualche tecnico o ispettore che immagino abbia supportato questi provvedimenti così urgenti. Ci si chiedeva stamattina come affronteremo nella scuola primaria i voti espressi in decimi………da quando insegno non li ho mai usati e la risposta del DS alla richiesta di formazione la risposta è stata alquanto triste (ahimè) e vaga soprattutto in merito a chi dovrà occuparsene: dobbiamo sperare o augurarsi il fai da te? forse che Tremonti si occupa anche di didattica e valutazione?
    Mi è piaciuto l’articolo sul Il Sole 24 ore http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/Ocse-scuola-professori-pagati.shtml?uuid=90dbbaea-7e6d-11dd-af0d-18a3890c8d4c&DocRulesView=Libero&fromSearch

    l’analisi non è solo negativa, si vagliano diversi aspetti: e comunque si tratta di politica scolastica e non si entra nel merito del monte ore delle discipline e della valutazione. Eppure in questi giorni si parla solo di questo……

  64. Vi invito a leggere le vicende dell’illustre zio prete (don Gelmini), accusato di pedofilia, tanto amato dal nostro premier.

    Laura, o ti scusi o sono costretto a bannare il tuo commento. Mariastella Gelmini non ha alcun grado di parentela con don Gelmini. Aspetto due ore.
    Max Bruschi

  65. Che orrore! Se domani fischietto sotto la doccia devo aspettarmi la digos a casa?
    Non voglio vivere in un paese in cui non c’è libertà di pensiero, in cui l’informazione è censurata, in cui la povera gente è calpestata. In cui un soldato in missione paga 30 euro perchè assente sul lavoro essendosi fatto medicare in infermeria. E’ un paese disgustoso. Un paese che non riconosco più. Razzista, dittatoriale, che non condanna i criminali, consente le macro-evasioni fiscali e deride il debole. Che vuole coltivare l’ignoranza fin da piccoli, levando il pane della scuola, per essere poi pronti a farsi intontire dai lustrini delle veline che poi diventano ministri. E’ un paese orrendo, disgustoso.

  66. Il paese che tanto disgusta Susy, il paese del precariato e delle pensioni da fame per le ultime generazioni è il prodotto di 40 anni di governi di Centro-sinistra. Chi ha governato in quel periodo ha inteso la scuola e lo Stato come ufficio di collocamento un tanto al kg senza alcuna selezione meritocratica.

    Non si capisce per quale motivo la media europea di insegnanti in rapporto alla popolazione in età scolare sia sensibilmente più bassa rispetto all’Italia.

    Le insegnanti che lanciano il loro grido di dolore credono veramente che nel resto d’Europa gli studenti siano diversi da noi? Niente immigrati? niente disabili? Niente lingue straniere? Niente informatica? Tutto facile?

    I probelmi sono analoghi, ma vengono risolti impiegando meno personale docente. I primi quattro hanno il maestro unico

    Aggiungo anche che sino alla fine degli anni 50 avevamo un sistema scuola efficente, venivano a studiarlo dall’estero.

    Due considerazioni più che valide per plaudire alla bravissima Gelmini, il miglior MInistro della pubblica istruzione da 60 anni a questa parte.

    Ministro continui così, gli italiani di buon senso sono con Lei

  67. Nicolas ha scritto:
    “Due considerazioni più che valide per plaudire alla bravissima Gelmini, il miglior MInistro della pubblica istruzione da 60 anni a questa parte.
    Ministro continui così, gli italiani di buon senso sono con Lei”.
    E’ proprio vero, siamo un popolo che vive solo di idealismi del passato e di pura propaganda politica.
    Ciò che importa adesso per chi ci governa e per chi crede in questo governo è cancellare la nostra storia recente repubblicana solo perchè amministrata da governi di centro-sinistra. In questo momento non importa il reale pericolo che il nostro Paese stia entrando in recessione, come ormai dimostrato da tutte le statistiche economiche ed intervenire come, ad esempio, stanno facendo in Spagna o in Germania; in questo momento ciò che importa è creare situazioni di estremo disagio sia sociale, di paura per il futuro, dei diritti dei lavoratori, paventando un avvenire tragico se non si accetta tout court le scelte dall’alto decise dai “grandi” ministri di questo governo di destra. Ed allora ben vengano le riforme che vuole tutta l’Italia, come è certo e sicuro Nicolas, dalla Gelmini, da Brunetta, da Tremonti e dai leghisti nordisti Bossi e Calderoli; cancelliamo qualunque concertazione con il popolo, i lavoratori della scuola, dell’Alitalia, di tutto il pubblico impiego, del privato, smantelliamo lo Stato sociale, rendiamo la paura di un futuro, apocalittico economicamente, elemento essenziale per poter dire “non vi sono alternative a quello che noi Governo abbiamo deciso di fare”; applichiamo le regole del padre padrone che decide “senza regole” chi e come deve lavorare, mandiamo “a quel paese” il diritto dei nostri figli di poter avere un futuro con certezze quali famiglia, figli, sicurezza economica, applicando il precariato, anzi rendendolo fondamentale pilastro per legge in tutti i contratti di lavoro; cancelliamo i diritti acquisiti in cinquanta anni di lotta sociale solo perchè di “centro sinistra e comunista”; mandiamo a casa chi ha lavorato per tanti anni con abnegazione e sacrifici senza sapere quale futuro lo attende, tanto è di ieri l’affermazione del “nostro” Berlusconi:
    “Credo di essere presidente del Consiglio di un Paese molto solido con un alto livello di vita e di benessere”.
    Povera Italia, fra dieci anni o forse meno, ci confronteremo con il nuovo tenore di vita deli italiani che sicuramente, a detta del nostro Primo Ministro, non potrà che essere “immensamente” superiore a quello attuale.

  68. La cosa più pericolosa è questo ossessivo insabbiamento che vedo in giro, come la risposta di Nicolas e come quelle date dal signor Bruschi, che eludono totalmente ciò che ha detto l’altro, per capovolgere ogni appiglio nella propria direzione. Politichese di pessima generazione. Magicamente nessuno di loro tocca alcuni argomenti, come ad esempio la falsificazione dei dati OCSE, l’identificazione da parte della digos di manifestanti PACIFICI in difesa del lavoro, la decisione di non pagare più ai dipendenti della P.A. le malattie se inferiori a 10 gg. Mio cognato: 3 figli, al lavoro con la febbre alta, perchè non può permettersi di perdere giorni di stipendio. Un soldato in Afghanistan a cui vengono tolti 30 euro perchè in infermeria…No signori, non c’è nulla di sinistra in tutto ciò. E la vostra offensiva crudele, pericolosamente ideologica, prima o poi sveglierà i teledipendenti ipnotizzati dal carisma del signore delle televisioni.

  69. Mi banni quanto vuole signor Bruschi. Non è così che fate voi? Non credo proprio di aver detto nulla di falco. E’ cosa risaputa

  70. falso

  71. E’ risaputa falsa. La prego di correggere. Io non ho mai censurato nessuno.

  72. Nel 2008 Silvio Berlusconi nomina la nipote di Pierino Gelmini[citazione necessaria], Mariastella, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica.

    Allora si facesse cancellare questa notizia da Wikipedia, signor Bruschi. In ogni caso, non sarebbe certo una colpa, a me non importa di chi sia parente la Gelmini, importa come lavora. Come credo la pensino tanti altri. Quindi non capisco di cosa debba scusarsi Laura.

  73. Infatti le mie critiche non vanno alla sua famiglia ma a lei.
    Glielo può dire qualcuno per favore che tanta gente se lo mette in tasca il suo 100 alla laurea. Quando c’è chi come me si è laureato due volte con lode e lei mi sta sbattendo sulla strada? Qaundo non ha la più pallida idea di quello che dice (posside un vocabolario di circa 25 termini, tra cui “97%”, tra l’altro falso, “uno è meglio di tre”, tra l’altro falsissimo e “status quo”, usato con una generosità rivoltante)?
    A prescindere dai governi, a prescindere dai colori, ci vada gente con un briciolo di meriti a fare i ministri! O hanno sbagliato a SFP a non insegnarmi il pensiero dei grandi pedagogisti Gelmini, Tremonti, Bossi, Berlusconi………? Si è perso il lume della ragione!

  74. La notizia è stata più volte cancellata da WP. Laura deve scusarsi per aver usato una informazione falsa. E, scusate, il dato del 97% sarebbe falso? Vada a vedersi il bilancio pubblicato su internet.
    ps, quanto al “signor” Bruschi, ha la sua brava laurea cum laude e insegna all’università.

  75. In primo luogo non mi riferivo a lei ma al 100 di voto di laurea dichiarato dal ministro. In secondo luogo ho indicato le cifre strumentalizzate in un precedente intervento. In terzo uogo le informazioni pubblicate su internet come lei ha fatto notare non sono certo tutte veritiere. Infine, io chiamo “signore” o “signora” ogni essere umano. Non dimetichi che nessuno chiama “dottore” quelli che state buttando in mezzo ad una strada e le assicuro che molti lo sono, non pochi due volte dottori. Si scusi il ministro piuttosto, che ha buttato nell’angoscia decine di migliaia di onesti lavoratori! Ci mancherebbe…

  76. Questo dibattito sta dimostrando sempre di più la distanza dei politici dal cittadino “comune”. L’ostentazione mi rattrista. Mi fa piacere che il signor Bruschi ci permetta di confrontarci e discutere, ma più scrive più mi viene voglia di abbandonare l’Italia.

  77. .. e questa la considererei una sconfitta, da politico.

  78. 80,7% e non 97%. Non mi prendete in giro!
    Lilly, è quello che sto facendo, cercare di portare il mio piccolo ma pur vivo cervello fuori da questo paese orribile. Al più presto

  79. P.S. Invito tutti a notare che la petizione per il maestro unico è scomparsa… sarà perchè aveva avuto 250 firme contro le quasi 5000 contrarie?
    Forse si vuole evitare che lagente se ne accorga e continuare con gli slogan populisti del tipo: “sono gli italiani a volerlo”?

    Cosa sarebbe scomparso? http://www.firmiamo.it/perilmaestrounico ? Non mi importa del numero, mi importa sostenere le cose in cui credo.

  80. Ultime dalla Gelmini:

    “Sono intenzionata a recarmi nelle scuole d’italia per confrontarmi con i ragazzi, raccogliere proposte e chiedere loro se la scuola così com’è li soddisfi o, come credo, se sia necessario mettere mano ad una riforma complessiva del nostro sistema d’istruzione”.

    Scusate, non ho ben capito, vuole sentire proposte da bambini di sei anni? posso rispondere? AHAHAHAHA

  81. Voglio farvi notare questo forum e come sta passando sotto silenzio il numero impressionante di manifestazioni in tutta Italia:
    http://www.bru64.altervista.org/forum/viewforum.php?f=8&sid=cef419be93b3f92a39c1ed853b556f69

  82. Per Laura a conferma e per Bruschi che si informi meglio:

    “L’OCSE non assolve la Gelmini, anzi…
    La pubblicazione dell’annuale relazione dell’OCSE sull’educazione ha messo in luce lo stato preoccupante della nostra scuola. La relazione del presidente Andreas Schleicher, che ha sottolineato l’alto numero di insegnanti della scuola italiana e i loro bassi livelli stipendiali, in particolare è sembrata una conferma delle cose che il governo e il Ministro Gelmini vanno dicendo in questi giorni per giustificare lo sfoltimento delle fila del nostro corpo docente, a partire dal ritorno al maestro unico nella scuola elementare.

    La scuola elementare costa ma è buona.
    In proposito c’è però da dire che Schleicher, (il quale non ottenne la stessa attenzione alcuni anni fa, ai tempi della Moratti, quando dall’inchiesta PISA, trasse le conclusioni che la scuola che boccia e che separa i percorsi di studio non è una buona scuola) ha elogiato la nostra scuola elementare per i suoi buoni risultati. L’ha elogiata pur indicando che i suoi costi e il suo organico sono alti e l’orario dei suoi insegnanti inferiore a quelli europei. La sua attenzione si è semmai appuntata sulla secondaria per l’alto numero di docenti e di discipline.
    Ma intervenire sulla secondaria, si sa, è più complicato che intervenire sulla primaria: più indirizzi, più discipline, classi di concorso ecc. ecc. E poi lì si vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca, cioè al tempo stesso diplomati più specializzati (cosa che richiede più materie specifiche) e meno professori (cosa che si addice ad un insegnamento più generalista). Inoltre richiede più tempo: nuovi indirizzi diversi da quelli attuali e magari più raggruppati richiedono una mappa scolastica diversa da quella esistente e quindi un apposito lavoro delle amministrazioni regionali, provinciali, comunali da cui dipende la localizzazione delle scuole. Ecco allora perché il Ministro Gelmini, in linea con la demagogia del “tutto e presto” dei suoi colleghi di governo (e ripetendo l’errore della Moratti) ha pensato bene di volgere la sua attenzione alla scuola elementare, che è il pezzo di scuola che va meglio, che molti nel mondo ci invidiano e che proprio non andrebbe toccato.

    La percentuale spesa in stipendi non è molto diversa dagli altri paesi.
    In realtà poi i dati OCSE smentiscono la Gelmini proprio su uno dei suoi cavalli di battaglia: quello della spesa per gli stipendi degli insegnanti e del personale della scuola. Nei giorni scorsi, a partire dalla famigerata intervista a “Radio Anch’io” il ministro Gelmini ha sostenuto che il 97% della spesa del Ministero va in stipendi per gli insegnanti e per gli altri lavoratori della scuola. Da ciò ne ha dedotto la necessità di ridurre il numero degli insegnanti sia per ridurre la spesa in ubbidienza a Tremonti, sia, sperando con ciò di sollecitare qualche cannibalismo in categoria, per consentire che una parte di questa riduzione (al massimo un terzo!) venga riconvertita in stipendi più alti (magari secondo il cosiddetto merito).
    Secondo l’OCSE invece a coprire il 93,7% (non il 97%) della spesa non sono gli stipendi, ma la cosiddetta spesa corrente. Di quest’ultima gli stipendi coprono l’80,4% (cioè il 75,33% della spesa complessiva), quelli per i soli insegnanti il 64%. E il dato non è così straordinario perché è in linea con la media OCSE e con la percentuale di spesa degli altri paesi, in particolare di quelli dell’Unione Europea, visto che fanno eccezione solo Svezia, Finlandia, Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca.
    Insomma se il Ministero non investe in strutture e altri strumenti non è perché la spesa per gli stipendi è alta rispetto al resto, ma perché il resto proprio non c’è!
    Tutti i dati si possono verificare e approfondire sul sito della OCSE”.
    Roma, 11 settembre 2008

    Max Bruschi:
    http://www.pubblica.istruzione.it/allegati/sintesi_bilancio_tab_7.pdf. Ho controllato le cifre centinaia di volte, dal momento in cui sono riuscito ad averle.

  83. Cerca popolarità, Lilly, è tutto studiato diabolicamente a tavolino, come quella in mezzo ai bambini col grembiulino cucito dalle detenute. Una cosa rivoltante, sorridente prima di mangiarseli in un boccone … Santo, grazie, non avrei avuto la forza di argomentare il tutto così nel dettaglio… questa storia mi sta facendo ammalare.

  84. Mi dispiace che in tutta questa situazione a pagarne le conseguenze sono le persone che mi stanno vicino; sono giorni che appaio demotivata e senza energie. Voglio sottolineare che per PROFESSIONALITA’, pur se NON LAUREATA, so evitare di trasmettere questo senso di angoscia ai miei allievi. I bambini non hanno colpa del fatto che il lavoro più bello del mondo è diventato quello più degradato. Forza Laura, all’estero staremo molto meglio. Qui sei considerato solo se ricco e ben ammanicato. Non so come entrare in contatto con te, mi piacerebbe ci aggiornassimo. Buonanotte.

  85. Certo torniamo al maestro unico …. ovviamente a perdere il posto saranno le persone più giovani e motivate, che magari si sono sudate l’abilitazione negli ultimi pesantissimi (anche economicamente) corsi abilitanti, per lasciare nelle scuole le maestre più anziane stanche e demotivate … che non ce la fanno più a stare con i bambini … (con ovvie ripercussioni su di essi) ottima scelta !!! un sentitissimo grazie dagli adulti di domani

  86. Purtroppo stiamo avendo proprio in queste ore la conferma di quali siamo i veri sentimenti dei ns. cari governanti con il grosso imbroglio che essi stessi hanno creato con “l’affare Alitalia”: -ACCETTARE O LASCIARE- Se applicano questi stessi principi per tutti i lavoratori, siano pubblici o privati, ci aspetta un truce avvenire, ma dobbiamo sperare e lottare affinchè l’opinione pubblica si svegli da questa specie di ipnosi creata dal “grande comunicatore medianico” che ci governa.

  87. Non faccio che ripeterlo. Credo che a questo punto o si va via sul serio, per non tornare, o ci si mette in gioco in prima persona, assumendosi la responsabilità civile in difesa della democrazia, che è costata la vita a tanti italiani e che stanno spazzando via in un baleno. Sindaci e ministri che difendono il fascismo, capi di stato che vedono cecchini comunisti anche nelle zanzare, parlamentari europei che difendono i tratti somatici veneti, più nobili di quelli degli altri italiani (che sono invece più musulmani!), ministri che offendono chiunque abbia commesso il crimine di abitare al centro-sud (a cominciare dagli insegnanti). E’ un’esperienza quotidiana dolorosa che mi ha tolto la pace.
    Figlia di emigranti del sud, vissuti all’estero una vita intera, a cui l’Italia non ha dato nulla, nè sussidi, nè tangenti, nè raccomandazioni. Nulla, se non il peso di questa cittadinanza di cui nostalgici non si son voluti liberare. Nella difficoltà continua di pagarmi gli studi, per poi scoprire di avere una laurea che non serve a nulla. E allora prendiamocene una seconda, barcameniamoci ancora una volta per fare le magie di arrivare a fine mese… rinunciamo a tutto per passare una vita intera a studiare!
    E poi, quando dopo tutto questo pensi che sia arrivato almeno il momento di avere un lavoro che ti piace, in cui credi, ovviamente lontana da tutti, marito compreso, nell’impossibilità di avere un figlio, perchè impensabile a mille chilometri di distanza, ecco che ti svegli una mattina e scopri che ti hanno ucciso.
    Ecco, una piccola storia italiana. Andrebbe bene per il libro Cuore, quello che il ministro dell’istruzione ha in mente per i piccoli lettori. Che non ho mai proposto ai miei bambini e che non avrei proposto. Come vedete, ormai uso il condizionale, e non al presente.

  88. Caso mai vengo attaccata:
    il sindaco a cui mi riferisco è Alemanno; il ministro che difende il fascismo è La Russa; il premier cui mi riferisco credo lo conosciate; l’europarlamentare è il leghista Borghezio. Quelli che offendono il centro sud sono praticamente tutti (in pole position la signora dell’istruzione, che il sud l’ha solo usato per passare il suo esame).
    Infine:
    “L’europarlamentare leghista Mario Borghezio parteciperà al “Congresso contro l’islamizzazione” in Germania dal 19 al 21 settembre. Aderiscono organizzazioni neonaziste e di estrema destra di tutta Europa”. (L’Unità, edizione on-line di oggi).

  89. Aspetto il giorno in cui i FUTURI ADULTI ITALIANI, e cioè i figli arabi di immigrati arabi e poi albanesi, rumeni, polacchi, indiani, rom che adoro tutti perché tutti mi insegnano ogni anno scolastico qualcosa e mi arricchiscono come persona, (ma difficile arrivare a comprendere questi sentimenti per chi fa discorsi razzisti), cambieranno le sorti di questo Paese MEMORI del pregiudizio e del razzismo che hanno dovuto subire i loro nonni ed i loro genitori. Sarà la nostra giusta punizione. Stanno cercando di mandarceli via (sono i bambini più umili e intelligenti), mentre l’italiano fa sempre meno figli e ci sarà sempre più bisogno di loro. Ed io da “maestra del pongo” quale sono gli ricorderò ogni giorno che quei signori razzisti saranno solo un brutto ricordo, e loro la nostra speranza.
    A proposito, quest’anno ho una meravigliosa classe mista, così mista che è commovente solo guardarli tutti insieme… Cogli la DIFFERENZA, Gelmini..

  90. A proposito di qualità dell’educazione, ma dopo la riforma a scuola in nome di un miglioramento generico per la crescita degli individui, la Gelmini passerà a far eliminare dalla televisione programmi DISEDUCATIVI quale reality-show, veline, maria de filippi e chi più ne ha più ne metta, o il suo presidente non approva che si operi per un miglioramento dell’educazione GLOBALE e non SETTORIALE? la risposta la conosciamo già…

  91. Ah Ah Lilly, che bella ingenuità sperarlo!
    Ma secondo te, dove li recluta i ministri poi se non ci sono più le veline?
    Non dimentichiamo che oggi prima si fanno soldi e popolarità facendo calendari, poi si diventa non parlamentari, ma addirittura ministri, si indossa un vestitino castigato e ci si scandalizza della prostituzione, per cui si decide che è meglio che si eserciti a casa propria, anche se ciò può diventare rischiosissimo per chi lo fa.
    Ti chiedo: secondo te è eticamente accettabile che prima si cerchi l’esame facile alla faccia dei meno furbi e poi non si fa assolutamente nulla di rilevante se non entrare in un partito e alla fine si indossa il ruolo del rigore (voti in condotta, divise ecc.) addirittura nelle vesti di ministro, che dovrebbe essere quantomeno un modello di comportamento? Cosa devono pensare gli avvocati che hanno lottato anni per superare l’esame di abilitazione? Cosa devono pensare tutti gli insegnanti che si sono semplicemente trasferiti in città dove avrebbero avuto un anno di lavoro, che hanno lasciato famiglie, bambini piccoli ecc. e che oggi vengono puntati come criminali?

  92. P.S. Vi invito a riflettere sul fatto che sul metodo tsunami della Gelmini dopo la bocciatura del SIR, è arrivata anche quella di Famiglia Cristiana, più dura di quella dei sindacati! Ma le verrà prima o poi il dubbio che sta diventando impopolare?

  93. Maestro in bianco e nero

    Maestro unico! Non ci convince per niente! Pur volendo concentrarci sulle belle immagini in bianco e in nero che in questi giorni vediamo in TV: bambini educati, ordinati, impeccabili nel loro bel grembiule nero; rispettosi: si alzano in piedi quando appare la loro affettuosa maestra, e poi ….…. sono così silenziosi . Che quadretto idilliaco! Forse dovevamo vivere in quell’epoca lì, sicuramente, noi insegnanti venivamo considerati con più rispetto. Ma io vivo nel terzo millennio dove le cose sono ben diverse con moltissimi colori, tantissimi suoni che ti stordiscono e ti confondono. Non solo vivo in questo millennio, ma vivo giù allo Stivale, in quella parte considerata sud, meridione, dove svolgo il mio bel lavoro precario quasi da vent’anni (non è questo a preoccuparmi, vorrei solo poter lavorare ), e le posso assicurare, signora Gelmini, che qui la confusione aumenta. Le scuole? Penso che lei sia ben informata su scuole come quelle di Scampia o quelle dei rioni napoletani e periferici. Ecco in quelle classi c’è bisogno di un maestro-eroe, anzi supereroe, meglio con superpoteri! Mi fermo un momento …. non trovo le parole giuste. Quello che mi viene in mente è una proposta: è tempo di scendere in campo (come spesso ben dice il nostro Primo Ministro ) e in un campo sud. La proposta è darle un incarico annuale in una di queste scuole (non sono poche). Questa è sperimentazione! Un anno solo! Da sola naturalmente! Ora voglio mostrale un quadretto colorato della mia esperienza lavorativa in una classe quarta, esperienza fatta nell’anno scolastico precedente, visualizziamo insieme: Ciro che lancia astucci e afferra i capelli delle compagne; Simone che urla e canta; Carmela che non ha mai libri e quaderni e Ciro che spesso li strappa; Maria che vorrebbe poter tornare a casa e trovare mamma e papà; Nunzio arriva in ritardo dopo dieci giorni di assenze perché, come dice , nessuno lo sveglia. Non vi dico che lotta farli venire a scuola con il grembiule, anzi farli venire! Come vede non somigliano affatto a quei bambini in bianco e nero forse perché con il colore le cose si notano di più. Si nota di più se non hanno lavato la faccia la mattina o non hanno dormito; si notano di più i capelli spettinati, gli occhi arrabbiati perché pensano a qualcosa più grande di loro. Le sarà possibile creare l’armonia che lei ha ben chiaro nella sua testa, tutta da sola? E’convinta che con il maestro unico risolverà la “bassa qualità della scuola del sud”? Siamo qui ad aspettare la sua sperimentazione. Mi permetto di dare qualche consiglio: la prima cosa è spiegare la necessità di avere delle regole, spiegando il significato della parola; di insegnare un modo meno aggressivo di rivolgersi al compagno e far capire che gli altri non sono avversari da combattere, insomma insegnare soprattutto l’amore, per poi poter andare oltre. Qui la condotta è così relativa , cara Gelmini, per non parlare dei voti! Nulla sembra rientrare in alcuna griglia valutativa o schemi comportamentali. Non dico questo per lamentarmi, perché in effetti sono stata bene, ho trovato un ambiente lavorativo stimolante; un team di colleghi esperti e grazie alla nostra diversità siamo riusciti a risolvere vari problemi, per quanto mi riguarda è stata dura, ma lavorando insieme riuscivamo a comprendere e a vedere e là dove non riusciva l’uno, riusciva l’altro.
    A volte quel punto di vista diverso dal mio è stato illuminante e penso sia stato così anche per gli altri. Vedere qualcosa da prospettive diverse allarga il proprio orizzonte e diventa, così, difficile fossilizzarsi e rimanere con i propri pre-giudizi perché c’è sempre qualcuno che con una frase o con uno sguardo ti sveglia dal tuo assopimento. Non è quello che volevamo? Richiudere di nuovo quella porta dell’aula, dopo che l’abbiamo aperta sul mondo delle possibilità è davvero difficile. Non le sembra triste?

    . … curiosità…
    Questa lei la chiama “ rivoluzione del sistema scolastico?
    Lei lo portava il nastrino in testa? È importante, sa…
    Ha poi trovato le case di moda interessate alla divisa scolastica, …. perché anche questo è fondamentale.
    L’idea dei corsi intensivi per gli insegnanti del sud derivano dai suoi traumi infantili o da pre-giudizi nordisti?
    Ha deciso di “massacrare i figli del sud?” vendicandosi un pochino?

    Piccola lettera triste di un’insegnante del sud.

  94. Non preoccuparti Urania, vedrai che presto metterà in campo anche le punizioni corporali e così risolverai tutto.
    Se poi i bambini puniti sono figli di camorristi che decidono di liberarsi della maestra, vedrai che ti faranno una bella cerimonia con divisa e penna rossa, con tanto di medaglia al valor civile!

  95. Pensavo all’obbligo scolastico e a quanti iistituti e licei si sono ritrovati a formare nuove classi e a richiedere un maggior numero di insegnanti: però ad di là non si è andati, solo qualche indirizzo nuovo ma nulla di più. La scuola elementare/primaria sembra essere invece un bersaglio più facile , o magari comodo?

  96. Ministro Gelmini Vada avanti !!!!
    Assieme alle ottime riforme annunciate, accellerate l’ITER della proposta di Legge Aprea, quando i colleghi docenti potranno toccare con mano i benefici che tali norme apporteranno alla scuola italiana capiranno !!!! e il vero volto dei sindacati sarà finalmente svelato.
    Prof. Antonio Libero Bucci

  97. Poi prof. ce li spiega questi vantaggi. E pensi che lei può firmarsi prof. A molti che non hanno fatto meno di leiciò sarà impedito.
    Ma tanto molti ragionano: io sono a posto, che mi importa degli altri!
    Bella etica per un educatore!

  98. Tagli anche alla Scuola dell’Infanzia! Da 40 ore alla settimana si passa a 24, si uscirà alle ore 12.30 (li immaginate i genitori che lavorano fino alle 18?) e una sola insegnante per classe (che ora arriva al numero di 30 bambini). In pratica NO alla didattica, SI’ all’assistenza. E meno male che gli Orientamenti ribadivano che non eravamo assistenti…
    Il professore sicuramente non è insegnante della primaria, lui lavora 18 ore alla settimana, percepisce uno stipendio più alto, sta seduto tutto il tempo o beatamente in piedi alla lavagna, e qualche volta va a prendersì il caffè al bar nelle ore di spacco. Bisogna comprendere chi non si abbassa al nostro livello, è come stare sulle nuvole!
    se cade giù però si fa molto male!

  99. SCUOLA: GELMINI, NON E’ VERO LEZIONI SOLO MATTINA A INFANZIA E MATERNA (ASCA) - Roma, 14 set - In merito ad un articolo apparso oggi su un quotidiano nazionale, in cui si afferma che nella scuola dell’infanzia e nella primaria si fara’ lezione solo di mattina, il Ministero dell’Istruzione precisa che la notizia e’ ”priva di ogni fondamento”. ”Il progetto in corso di preparazione - spiega una nota del ministero dell’istruzione - che verra’ presentato nei prossimi giorni al Parlamento e alle parti sociali, prevede, come piu’ volte affermato dal ministro Mariastella Gelmini, la conferma dei modelli orari a 40 ore nella scuola dell’infanzia e a 27 ore, a 30 ore e a 40 ore nella scuola primaria”. ”Il che significa - conclude la nota - che sono confermate le opzioni che prevedono l’orario di lezione anche nella fascia oraria pomeridiana, esattamente come oggi. In particolare il modello a 40 ore del tempo pieno nella primaria verra’ incrementato”. red-cam/cam/ss 141607 SET 08 NNNN

  100. Ah … meraviglioso!!! Un solo insegnate fa ore ed ore di straordinari…. freschissimo tutti i giorni per insegnare tutte le materie. Le lezioni le prepara nella vita parallela! Gli altri a casa a cucire i grembiulini! Ma non vi rendete conto che è assurdo? Che anche gli insegnati di ruolo non lo vogliono, anche se significa guadagnare di più? Che non è giusto tagliare col macete (chi c’è c’è, chi non c’è non c’è!!!). Caspita non siamo baby sitter! Questo volete dare ai bambini! Per far tacere i genitori! Per non perdere voti! A che serve togliere l’ICI e farla pagare ai bambini??? Siete dei mostri!!!!!!!!!!!

  101. Io sarò un mostro, ma mi sembra, cara Susy, anche se capisco il nervosismo, che Lei abbia perso la capacità di leggere. Dove è scritto “un solo insegnante fa ore e ore di straordinari”?

  102. Se l’insegnante è unico, facendo dei conti matematici, si capisce che o l’insegnante stesso lavora tutto il giorno, o viene sostituito da altre figure. Chi? Come? Che faranno? Chi sono? Che competenze hanno?

  103. Visto e considerato che ad animare questo blog siamo solo ed esclusivamente noi che non ne condividiamo i contenuti e la filosofia, chiedo a Lilly, laura, Susy…a me stessa: e se smettessimo di frequentarlo e finissimo di commentare visto che, neanche chi condivide le idee del signor Bruschi, pensa ne valga la pena!?!

  104. Si legga le linee programmatiche della signora Aprea e company. C’ èqualcuno che ha capito perfettamente che l’organico sarà su 24 ore. E le altre ore? Chi le fa? Come? Perchè i precari sono diventati lebbrosi? Perchè di gonfiano i numeri e l’80% diventa 97%? Perchè non si fanno insieme agli esperti scelte ragionate? Anche volendo stare calmi, il ministro non è un pedagogista, è evidente, adesso i pedagogisti sono tutti comunisti? Perchè prima non si fa la sperimentazione come si faceva in tempi di democrazia? Perchè adesso non solo i cervelli ma anche le maestre dovranno lasciare l’Italia? Perchè ci sono città che già quest’anno sono SENZA INSEGNANTI DI SOSTEGNO? Perchè togliere tutto alla scuola? E’ la primaria!!! Con quale coraggio malefico!!!!!! Se c’è crisi perchè non cominciano a RAZIONALIZZZZARE gli stipendi dei dirigenti di tutti i settori della P.A.? Perchè la nostra voce è censurata? Perchè si risponde alle critiche dando numeri elettorali??????? Perchè non si fanno leggi così importanti con le parti sociali, con il parlamento (tutto!!!)? Perchè devo andarmene? Amo questo paese! Perchè ci state umiliano? Facciamo un lavoro delicato, a volte con bambini difficili, stranieri, famiglie piene di problemi. Nessuno di noi, anche chi viene da SFP si è mai lamentata di guadagnare meno dei docenti delle secondarie. Amiamo il nostro lavoro! Lo abbiamo scelto per passione, consapevoli di tutto. Perchè ce lo togliete? Perchè togliete ai bambini? Lasciate stare i bambini!!!

  105. Gentile Susy, non scolae sed vitae
    traduco non è per la scuola ma è per la vita dei nostri giovani che dovrebbero ragionare quelli come lei.
    Non è certo per fregiarmi del titolo di Prof. che faccio questo mestiere.
    Penso che la visione che anima il ministro Gelmini è quella giusta, crede sia possibile esprimere un parere ed essere tollerati in questo sfortunato paese??? legga la proposta di legge Aprea ed apra gli occhi.

  106. Prof. Bucci, grazie, ma conosco il latino. Resta il fatto che non ne spiega le ragioni. Come al solito, si danno sentenze, senza sostenerne le ragioni.
    Sono un’insegnante precaria di scuola primaria, plurilaureata. Una di quelle che butteranno fuori della scuola. Cosa c’è da capire?
    Esprima il suo parere quanto vuole, io esprimerò il mio fino a quando potrò.

  107. Grazia, Lilly, Susy, è vero. Anch’io mi chiedo se abbia senso scrivere ancora qui.
    Per ora è servito solo a far sentire il mio disagio. Ma il mio dolore non diminuisce.
    Il nostro paese ha ormai un volto buio, pericolosamente nero. Intorno a noi intolleranza e razzismo, individualismo sfrenato, profonda corruzione e depistaggio delle coscienze.
    Sto vagliando seriamente un’offerta di lavoro in una scuola canadese. “Qui”, mi hanno detto candidamente, “mancano tanti docenti di filosofia”… beh potrei rispolverare la mia prima laurea inutile!
    E voi, ai piani alti, avete vinto o avete perso se Laura, Susy, Lilly, Grazia ……. vanno via?

  108. “Gentile Susy, non scolae sed vitae
    traduco non è per la scuola ma è per la vita dei nostri giovani che dovrebbero ragionare quelli come lei.”

    Ma che Professore è uno che traduce il latino ad altri colleghi? mi vengono i brividi a pensare che insegna ai nostri ragazzi valori come il rispetto del prossimo. Non solo sta sulle nuvole, sta anche sul piedistallo ’sto qua! guarda caso difende la politica del narcisismo! cmq io non commenterò più qui, vi rimando al mio blog, se volete contattarmi e commentare usiamo i nostri spazi, almeno nessuno potrà CENSURARCI o farci passare per ignoranti che non conoscono il latino (e anche spicciolo).

    http://www.maestrajoke.blogspot.com

    Prima che qualcuno mi corregga per l’inglese: so benissimo che joke significa scherzo, ma il titolo del blog è Maestra del Gioco. Il nick “maestragame” avrebbe fatto pensare male (e qui siamo in mano a perbenisti che non tollerano la prostituzione in strada ma quella delle veline sì). E poi in fondo il mio lavoro è diventato una burla, quindi ci sta bene.

    A presto colleghi! in bocca al lupo per le proteste, e se dovesse andare male, lasciamo questo paese che sta per tornare alla depressione anni ‘30, prima che sia troppo tardi!

  109. P.P.S. Ho trovato questo articolo del simpatico professore Bucci:

    http://www.socialistalab.it/lettere.asp?id_elemento_lettere=1149

    Da notare gli errori ortografici: “stà” invece di “sta” (orrore dei giovani d’oggi!!!), e “se” invece di “sé”. A parte la figuraccia, dopo che ci ha tradotto il latino, ma avete notato la comunismo-fobia? ecco spiegato l’arcano.

    Professore, prima di fare il socialista sapientino, si faccia dare lezioni di italiano, perché la sua maestra unica ha fatto un pessimo lavoro!!!

  110. Anche io saluto e non commenterò più…
    Ringrazio comunque per lo spazio concesso.
    Lilly, verrò da te :)

    PS MA “SCOLA” SI SCRIVE COSI’ COME LO HA SCRITTO IL PROF. BUCCI?

  111. Ah ah grandi, ragazze. Allora proprio non resisto e devo farlo:
    “Penso che la visione che anima il ministro Gelmini è quella giusta”… Ma come professore, proprio lei, tanto esimio! E non mi mette il congiuntivo?
    Dubito che la sua maestra unica sia viva, ma se lo fosse, la prego di sgridarla un po’.
    Non volevo scendere a tanto ma se mi provocano…
    Lilly, ti seguo.

  112. Si Grazia. C’è anche la variante “schola”.
    A Cesare quel che è di Cesare … il problema sono i congiuntivi!
    Scriverò da Lilly

  113. Ma chi credete di prendere in giro con la favola dell’aumento di stipendio con meno maestri!
    In più, chi propone il maestro unico è incompetente in materia di pedagogia e psicologia infantile! Di più: evidentemente Gelmini e compagni non hanno mai interagito con un bambino. Ipocriti!!!

  114. Sulla favola, basta leggersi il decreto: il 30% dei risparmi verrà usato a questo scopo. Quanto all’incompetenza in pedagogia di chi propone il maestro unico, ci andrei piano. Soprattutto se si parla di “interazione col bambino”. Fino al 1990, non mi risulta che maestre e maestri unici non interagissero.

  115. Decine di migliaia di firme. E la scuola è iniziata oggi. La protesta inizia dal basso, dalla gente. Il NO è chiaro. Provate ad ascoltare.
    P.s.: tutta la pedagogia contemporane parla di interazione peer to peer riferita alle esperienze di coperative learning che i bambini sviluppano in classe. In merito al rapporto maestro-bambino è corretto parlar edi transfer e nessun pedagogista ne vanta il valore esclusivo one to one, anzi tutti gli studiosi americani sottolineano la centralità del team.
    Anche lei signor Bruschi è un pedagogista? Come il nostro caro ministro? Le competenze ai competenti per cortesia! Infine, disgustoso parlare di vergogna quando si è fatta fotografare coi bambini in grembiulino!!! Ma di chi è la vergogna?
    Del resto, per soldi hanno venduto anche Gesù Cristo…

  116. In Campania – dove i taglia della Gelmini farebbero sette mila licenziati – lunedì mattina si è tenuto un sit in in piazza del Plebiscito. La preoccupazione riguarda soprattutto la situazione degli studenti disabili: il caso di una mamma che ha denunciato la riduzione delle ore di sostegno per il figlio, iscritto a scuola media di Torre Del Greco, ha fatto luce sulla drammatica situazione di «mille insegnanti di sostegno in meno rispetto alle richieste degli istituti scolastici, di cui 500 solo in provincia di Napoli». (Fonte: Tutto Scuola).

    Tutto ciò è indegno di ogni commento
    Max Bruschi:Avrei voluto risponderLe personalmente ma, come molti, ha inserito una mail “farlocca”. La invito a scrivermi al mio indirizz di posta elettronica. Purtroppo, il sostegno è un settore dove andrebbe svolta, a mio parere, un’indagine accurata. Chi ha diritto rimane senza, eppure gli organici sono esplosi.

  117. Signor Bruschi,
    mi ero ripromessa di non scrivere più su questo spazio, ma poi mi sono accorta della tabella che lei ha inserito, relativa alle spese in merito alle quali discutiamo da giorni.
    Io le avevo già lette: lei le avrà anche lette cento volte, ma rimane il fatto che la spesa per gli insegnanti, come sostengono i dati OCSE corrisponde all’80% circa. Il famoso 97% è riferito alle spese per il “personale”. Riguarda tutte le persone che lavorano nella scuola! Ma per il ministro che ha tutte le televisioni dalla sua parte la verità diventa discrezionale (a sua discrezione).
    Cordialmente, ma stanca di tanta ferocia

  118. Circa 83.000 maestri perderanno il posto di lavoro… Non so se ci rendiamo conto…un altra delle tante cause di disoccupazione italiana… un’altra delle tante ingiustizie.
    Auguro a tutti coloro che sostengono il ritorno al maestro unico, di studiare con tanti sacrifici per poi rimanere a spasso…e poi vediamo se lo sostengono ancora

  119. Beh, il premier aveva detto che avrebbe risolto la questione dei precari… ma forse avevamo capito qualcosa di diverso!!!

  120. Laura, il Ministro ha parlato di spese per il personale, ha detto e ridetto che il 97% degli stipendi se ne andava in fumo per STIPENDI.
    Quanto a Domenica, il dato non è corretto. Si prevede una riduzione di 87.000 cattedre, ma trasversale ai vari cicli scolastici.
    Luisa, starei attentissima a citare i pedagogisti americani. Il loro sistema primario è a pezzi. Si salva quello privato, che ragiona secondo moduli “stellari”. Gli stessi moduli dei paesi che ci sopravanzano a tutti i livelli di istruzione.

  121. Resta il fatto che l’80% è perfettamente in linea con gli standard europei, come rilevato dai dati OCSE.
    In merito alla citazione di Luisa, Le chiedo cortesemente di indicare i più autorevoli sostenitori viventi del valore pedagogico dell’insegnante unico… perchè mi pare che tutti i pedagogisti italiani dicano il contrario.
    Che la scuola primaria italiana funzioni è un dato di fatto. Almeno Tremonti e lo stesso Bossi lo hanno detto chiaro: “è una questione di soldi!”. Ma raccontare alla gente che si vuole fare una cosa buona è grottesco.

  122. P.s. In merito al sistema americano (che nessuno aveva citato), sappiamo bene che è totalmente in mano ai privati. A cominciare dalla sanità. La stessa sciagurata direzione che sta prendendo il nostro paese, visto che non abbiamo più neanche un ministero!
    Le suggerirei signor Bruschi di evitare di dire continuamente “stamo attenti, stia attenta…”, mi creda è molto inquietante, ha qualcosa di minaccioso. Almeno fatelo con più eleganza. Ma questo non lo ha capito nemmeno il ministro, che spara a vista su insegnanti e genitori senza curare minimamente il dialogo. Crede che starà lì per sempre? Non avrebbe i meriti di starci neanche un giorno! Chissà che il suddito televisivo prima o poi non si svegli…

  123. Il sistema statunitense non è totalmente in mano ai privati. C’è una emergenza scuola pubblica gravissima. Ripeto, io ho fatto tutte le scuole nel sistema statale e ne vado orgoglioso. Lo stesso percorso faranno i miei figli. Ma, così come stanno le cose, se i miei figli non dovessero trovare insegnanti all’altezza, io e mia moglie (oltre ai nonni) siamo in grado di accorgercene e di compensare. Loro saranno fortunati, avranno un’opportunità in più. Sono convinto che occorra cambiare il sistema per chi questa fortuna, questa opportunità in più non ce la ha.
    ps, basta con la parola inquietante. Era un invito alla riflessione, non certo una minaccia.
    Quanto ai sostenitori del maestro unico, tra i pedagogisti Le potrei indicare il professor Crema o il professor Corradini o il professor Bertagna. Se poi andiamo oltrecortina, ripeto che nessuno tra i sistemi scolastici efficaci si sogna di abbracciare il modulo.

  124. Una “figura romantica” o “nostalgica”, che rischia di fatto di rivelarsi anacronistica, in un’epoca come la nostra in cui “i saperi stanno esplodendo”. Così Luciano Corradini, pedagogista, presidente dell’Associazione italiana docenti universitari (Aidu) e presidente emerito dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi), definisce la figura del “maestro unico”, reintrodotta da un decreto legge sulla scuola, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 agosto scorso e pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale.
    Quanti Corradini ci sono????

  125. E comunque il punto non è questo. Ho letto le posizioni del prof. Crema e del prof. Bertagna ed anche quelle dei numerosissimi esperti che sono contrari. In molti comunque in tanti sembrano sostenere che non esiste in realtà un modello migliore di un altro (anche il prof. Crema mi pare). E’ solo che in Italia il modulo ha funzionato e anche molto bene. Lavoro (almeno per quest’anno) con delle colleghe con cui ho fatto insieme un percorso splendido, centrato sugli apprendimenti significativi, con i bambini calati nelle situazioni apprenditive concrete, con cui sviluppare competenze reali. Non ci sarà certo spazio per tutto questo. Nè ci sarà spazio per molti di noi.
    Insomma si parla di professionalità… ma non è evidente che con questa “razionalizzazione” resta fuori chi è appena arrivato, vale a dire chi ha fatto un percorso formativo avanzato?
    Le dico: gli studi che ho fatto li ho già detti. Ho abilitazione in inglese (da SPF), in francese e nel sostegno. Ho specializzazione in Philosophy for Children e conduco sessioni di ricerca filosofica con i bambini (così recupero anche la formazione filosofica precedente). Le dico: non crede sia un peccato sacrificare me? Me e gli altri come me, che continuano a fare formazione (quest’anno farò il master relativo alla figura di bibliotecario scolastico), che non sono pochi? Come le ho già detto: si tratta di una manovra secondo cui “chi c’è c’è, chi non c’è non c’è”. Questa non è un’opinione, è un dato di fatto.

  126. Forse glielo ho già detto: modulo o non modulo, nessuno ha intenzione di sacrificare Lei, al contrario di valorizzare chi continua a “fare formazione” e ad ottenere risultati che siano verificabili. Cosa fattibile solo rovesciando il sistema e recuperando risorse. Quanto a Corradini, mi ha colto in castagna (peraltro incolpevole). Lo avevo sentito prima dell’estate, e nella nostra chiacchierata avevamo sviluppato un ragionamento comune sul “modello stellare”… boh!

  127. Io non so esattamente il suo ruolo in tutto ciò, mi permetto solo di fare un pò l’avvocato del diavolo per sollevare questioni che il succinto (molto succinto) decreto inquisito non chiarisce. Come appunto quella della differente formazione dei precari, che ritengo debba essere affrontato. Un’altra questione ambigua del decreto è proprio l’art. 6 dove si dice che l’abilitazione di SFP riguarda anche chi si è laureato tra l’entrata in vigore della finanziaria dello scorso anno e l’entrata in vigore del decreto 137. In realtà non c’era retroazione e infatti chi si è laureato in giugno ha sciolto la riserva nele GE all’USP e già lavora (almeno per quest’anno). L’abolizione dell’art. 4 (?) della L. 53 cioè il valore abilitante di SFP introdotto con tale finanziaria riguardava chi iniziava il percorso formativo dopo l’entrata in vigore di tale disposizione e non chi lo aveva già avviato. Lei ne sa qualcosa?

    Max Bruschi: “Laura: sì, ne so qualcosa. Quell’articolo del decreto è un poco figlio mio. La formulazione può sembrarLe magari barocca o tautologica, ma ci siamo blindati contro ogni possibile futuro contenzioso.”

  128. Il fattore tsunami
    “Se si cerca su Google la coppia di parole “Gelmini”e “tsunami” si trovano ben 21.200 pagine. Significa che l’accostamento tra il cognome dell’attuale ministro dell’istruzione e il termine giapponese con il quale abbiamo imparato a conoscere l’ondata travolgente suscitata dai maremoti è frequente, è diventato quasi uno stereotipo linguistico.

    Eppure l’esordio ministeriale della non ancora trentacinquenne parlamentare bresciana, che il galante ma caustico Giovanni Sartori aveva definito sul “Corriere della Sera” “leggiadra ma sconosciutissima”, era stato prudentissimo, quasi afasico. Anche le dichiarazioni rese dal neoministro davanti alla commissione Cultura della Camera il 10 giugno 2008, concluse con una forte richiesta di “collaborazione e aiuto in questo sforzo di ricostruzione della principale infrastruttura italiana”, non lasciavano trasparire l’intenzione di procedere a colpi di sciabola e a passo di corsa.

    Ma da quel momento, coincidente con la chiusura delle scuole e l’inizio dell’estate, Mariastella Gelmini ha dato avvio a un crescendo rossiniano di dichiarazioni, passando dal grembiule al voto di condotta e all’educazione civica, dal ripristino degli esami di riparazione e dei voti nel primo ciclo al ritorno del maestro unico nella scuola primaria. Tanti annunci, si pensò in un primo momento, forse per creare interesse e aspettative, e attenuare l’impatto dei concretissimi tagli che nel frattempo la manovra finanziaria del governo (decreto n. 112, poi legge n. 133) aveva inflitto al ministero dell’istruzione.
    E invece il mese di agosto ha segnato il passaggio dalle dichiarazioni e dai tempi lunghi del disegno di legge varato dal governo il primo giorno del mese ai tempi serrati del decreto legge n. 137 del 1° settembre 2008, con il quale già dal corrente anno scolastico torneranno i voti decimali per le materie, il voto di condotta, la scelta quinquennale dei libri di testo e il maestro unico dal 2009-2010. Tutti provvedimenti di grande rilievo, che richiedono un forte coinvolgimento del mondo della scuola, insegnanti per primi, per essere davvero efficaci. Che cosa ha indotto il ministro a rompere gli indugi in modo così drastico e improvviso? Probabilmente l’idea, condivisa con il collega Tremonti, che sia meglio giocare d’anticipo, e che se si è convinti di una cosa, è meglio farla subito. All’inizio della legislatura.

    Ma la scuola richiede quasi per definizione tempi non brevi, o almeno non così brevi, per assorbire e gestire le innovazioni. E c’è il rischio che il disagio professionale degli insegnanti, posti di fronte a tante novità, si intrecci con la protesta dei precari e di chi teme le conseguenze dei tagli di organico, determinando una forte resistenza al cambiamento (come accadde anche al ministro Berlinguer). Per questo inviteremmo il ministro ad ispirarsi al manzoniano “adelante, con juicio”: è importante procedere con i modi e i tempi giusti, definendo un progetto di ampio respiro e cercando di allargare il consenso politico e sociale alle sue iniziative. Senza farsi trascinare dalla frenesia iperattivistica, che può essere una cattiva consigliera.
    (Tutto scuola)
    Ne vogliamo parlare?

  129. Laura: sì, ne so qualcosa. Quell’articolo del decreto è un poco figlio mio. La formulazione può sembrarLe magari barocca o tautologica, ma ci siamo blindati contro ogni possibile futuro contenzioso.

  130. Sì, Luisa. Parliamone pure. “Adelante, Pedro, con juicio” è un’espressione manzoniana particolarmente calzante per descrivere ciò che NON VOGLIAMO ESSERE… Se ritorna con la mente a quell’episodio o lo rilegge, penso possa comprendere cosa intendo. Tuttoscuola si stupisce che dalle parole si passi ai fatti? Dovrebbe essere uno stupore positivo. E’ che in Italia, per restare a Manzoni, siamo abbarbicati alle modalità del colloquio tra il Padre Provinciale e il conte zio. Altre preoccupazioni le capisco. Il “disagio professionale”, la “resistenza al cambiamento”. Però non è che non ci sia stato/sia/sarà dibattito. E’ che non può essere infinito.

  131. Si ma non ha risposto!
    Anzi la sua risposta mi preoccupa alquanto.
    Mi faccia capire meglio cortesemente: non vorrà dire che chi si laurea in data posteriore al’entrata in vigore del decreto 137 non consegue abilitazione?
    Me lo dica chiaramente per favore

  132. No, chi frequenta Scienze della Formazione Primaria può stare tranquillo. Credevo di essere stato chiaro. Il testo del decreto è inequivocabile. Viene restituito valore abilitante alla laurea, punto. Il comma due e tutto il resto servono a garantire chi è rimasto in mezzo tra l’abolizione dell’articolo 5 della legge Moratti e l’approvazione del “decreto Gelmini”.

  133. Il grillo parlante proprio non riesce a tacere:
    decisamente commovente l’immagine del premier e del ministro a S. Giuliano, nella scuola più sicura d’Italia… sarà stata anche in questo caso colpa dei comunisti? Non mi pare ci fossero loro al governo quando hanno fatto il funerale ai bambini.
    In ogni caso mi sarei commossa se non avessi pensato che mentre si concedevano alla stampa in tale televisiva impresa, contemporaneamente alzavano il rapporto alunni/insegnante fino a far scoppiare le classi. Vorrei che vedesse le dimensioni della classe in cui ho insegnato lo scorso anno! E cosa faranno adesso? Una nuova legge che estingue la 626 così nessuno corre più rischi?
    E non mi dica per favore che il piano di risparmio serve proprio a migliorare le strutture, per due ragioni: la prima è che ci vorrebbero anni, e intanto i bambini starebbero in condizioni peggiori e non certo migliori, la seconda è che ritengo che il governo in carica faccia tante promesse e lanci tanti slogan ma alla verifica regolarmente manchino i fatti. Ad esempio, mi pare che il premier abbia detto più volte che avrebbe risolto la questione dei precari… ahahahah divertente, la risolve eliminandoli! Ha idea di quanti precari della scuola perderanno la casa? Che ci sono coppie di insegnanti che non sapranno cosa dar da mangiare ai propri figli? Ma tanto cosa ve ne importa, la scuola non ha l’obbligo di assumere i precari, anche se hanno dedicato 20 anni all’insegnamento, anche se l’hanno mandata avanti per lustri…
    Per non perlare della vicenda Alitalia… che tanto gli è servita in campagna elettorale, ma tanto, anche in questo caso, è tutta colpa dei comunisti…

  134. IL RITORNO DEL MAESTRO UNICO: non solo ragioni economiche
    dietro la scelta del governo.
    Una scuola da far paura. Il “disegno Tremonti” ha una motivazione ideologica.
    Distrugge le utopie della sinistra ma anche la stessa “riforma Moratti”
    di Italo Fiorin *
    Quale è il progetto di scuola che guida l’azione del governo? Prendiamo in considerazione
    quello che rappresenta il segnale più eloquente (meno folkloristico del grembiulino, meno
    enfatico del 5 in condotta, meno populista della riproposizione del voto): il ritorno al
    maestro unico nella scuola elementare.
    Si tratta del primo vero provvedimento strutturale, capace di incidere in modo bruciante nel
    corpo della scuola.
    La mossa è spiazzante, un blitz sul terreno meno presidiato dalle attese: tutti ad augurarsi
    il completamento di una riforma infinita, capace di proseguire e completare i provvedimenti
    avviati dai precedenti governi, ed ecco che viene rivoluzionato l’assetto ordinamentale
    della scuola primaria, quella che – insieme alla scuola dell’infanzia – meglio si comporta al
    vaglio delle valutazioni internazionali e gode di un larghissimo consenso tra i genitori.
    Con una cifra democratica che si commenta da sé, eludendo il dibattito parlamentare ed
    evitando un qualsivoglia confronto con la scuola reale e con chi la rappresenta, il colpo di
    mano si concretizza in un amen.
    Timide giustificazioni “pedagogiche” («anch’io ho avuto una sola maestra») tentano di
    coprire con una foglia di fico quella che ai più appare la vera ragione del provvedimento
    inatteso: il risparmio economico.
    Gli sprechi non sono mai giustificati, ed è comprensibile che quando ci sono difficoltà
    economiche si spenda con maggior oculatezza.
    Naturalmente i tagli e i risparmi riguardano ciò che viene considerato superfluo o meno
    rilevante, si cerca, insomma, il male minore. Non ci vorrebbe molto a dimostrare quanto
    siano pretestuosi o esagerati gli argomenti addotti. Si dice che tre insegnanti sono troppi
    per una classe, sottintendendo che siano impegnati su una sola classe, cosa che non è.
    Ci sono situazioni nelle quali il rapporto numerico insegnante-alunni è eccessivo, ma si
    potrebbero sanare senza ricorrere alla macelleria grossolana; quando si fanno paragoni
    con altri stati, bisognerebbe ricordarsi che da noi operano insegnanti specializzati nel
    sostegno, e questo perché è stata fatta, a suo tempo, una scelta di civiltà che ci onora:
    l’integrazione degli alunni con disabilità e con problemi rilevanti nelle classi di tutti.
    Se la nostra scuola primaria è tra le prime al mondo, lo si deve anche a questa scelta
    coraggiosa, che ha promosso l’individualizzazione dell’insegnamento, la pratica dei gruppi
    cooperativi, la cura della personalizzazione dell’apprendimento, e ha contribuito ad un
    rinnovamento della didattica purtroppo sconosciuto nella scuola superiore.
    Oggi poi le classi sono sempre più multiculturali e sono la scuola dell’infanzia e quella
    elementare, ancora una volta, a farsi luogo di accoglienza e pacifica convivenza.
    Naturalmente tutto questo ha un costo, in termini economici, che finora la nostra comunità
    nazionale ha dimostrato di apprezzare, ed in termini umani, perché sono i docenti e non i
    saccenti che sulla loro pelle sperimentano la fatica dell’inclusione.
    Ma quello che viene svelato dal piccolo golpe estivo è qualcosa di più inquietante di una
    operazione contabile sulla pelle della scuola. La vera colpa della scuola primaria non è di
    costare troppo, ma di essere culturalmente irriducibile alla cultura che oggi vuole
    governare.
    Quando il ministro Tremonti rinfaccia alla nostra scuola di essere figlia del ’68, ci offre la
    vera chiave interpretativa.
    La nostra scuola ha, in effetti, un debito con quel periodo, ma non secondo le allusioni del
    ministro, che attribuendovi l’inizio di tutti i mali, lascia intendere che prima la scuola
    funzionava bene.
    Basti un solo richiamo emblematico: la lettera ad una professoressa, scritta dai ragazzi di
    Barbiana. È del 1967. Bisogna tornare a rileggerla, per ricordarci come eravamo, con il
    grembiulino dal colletto inamidato e il libro di testo governativo.
    Era una scuola che dava i voti e che bocciava. Era una scuola del merito? Era una scuola
    che aveva un orario di 24 ore. Era un tempo sufficiente per il figlio del dottore, ma per il
    figlio del bracciante? E la società è rimasta, oggi, quella di allora?
    L’operazione nostalgia, in realtà, ha un’anima ideologica molto robusta e moderna, anzi
    più che moderna.
    Il fatto è che, progressivamente, il paradigma educativo che ha costituito l’anima della
    nostra scuola – da don Lorenzo Milani e Mario Lodi, dal documento Falcucci alla legge
    517/77, via via fino ai nuovi programmi della scuola media (’79), elementare (’85) e
    materna (’91) – si è indebolito e sta per essere sostituito dal nuovo paradigma vincente,
    quello economico.
    La rivoluzione culturale del ministro Tremonti ha principi chiari: la scuola ha valore se
    risponde alle richieste del mercato, non se è luogo di umanizzazione attraverso la cultura.
    Ai più basti una solida alfabetizzazione strumentale (leggere, scrivere, far di conto) e poi a
    lavorare. Attraverso la competizione si selezioneranno i meritevoli, su questi sarà
    produttivo investire.
    Rischia così di chiudersi, prima ancora di essere stato completato, quel processo di
    riforma che, in sintonia con le riforme degli altri paesi europei, aveva preso avvio a partire
    dalla metà degli anni ’90 e aveva ispirato l’azione dei ministri Berlinguer, De Mauro,
    Moratti, infine Fioroni.
    Pur nella differenza non solo di stile personale ma anche di orientamento culturale e
    politico, c’erano forti tratti di continuità nell’azione dei diversi responsabili dell’istruzione. La
    consapevolezza dei punti deboli era accompagnata da un forte impegno di innovazione.
    La scorsa legislatura aveva consegnato alla nuova una scuola “cantiere aperto”,
    impegnata a completare la riforma, non una tabula rasa. L’agenda condivisa riguardava
    una riforma da completare, non una rivoluzione ideologica.
    Quello che forse non è messo sufficientemente in luce è che il disegno di Tremonti
    distrugge non semplicemente le utopie della sinistra, e i fantasmi del ’68, ma la stessa
    riforma Moratti.
    Che spazio c’è per l’equipe pedagogica, quando ritorna il maestro unico? Che fine fa il
    portfolio, se si ripropone il voto? Che senso ha aprire l’offerta formativa della scuola alle
    proposte e alle scelte delle famiglie, se non c’è tempo che per una mera alfabetizzazione
    strumentale?
    I capisaldi pedagogici di quella riforma vengono tranquillamente spazzati via.
    Quello che viene presentato come ritorno al buon tempo antico e, insieme, come
    premessa di un futuro nel quale il merito sarà riconosciuto, gli insegnanti adeguatamente
    retribuiti, le classifiche internazionali scalate, è in realtà non una operazione di semplice
    cambiamento, ma di mutazione della natura della scuola.
    Nella riforma Moratti convivevano con difficoltà e contraddizioni le due anime, quella
    funzionalista e quella personalista. La rivoluzione di Tremonti toglie ogni ambiguità.
    Spegne la speranza; ci consegna una scuola da far paura.
    16 settembre 2008
    * presidente del corso di laurea in scienze della formazione primaria
    dell’università LUMSA di Roma

  135. Dimenticavo:
    Ordine del giorno delle associazioni pedagogiche sul maestro unico nella
    scuola primaria
    Le associazioni pedagogiche
     SIPED – Società italiana di pedagogia
     SIRD – Società italiana di ricerca didattica
     CIRSE – Centro italiano di ricerca storico-educativa
     SIREF – Società italiana di ricerca educativa e formativa
    esprimono il più netto dissenso verso la scelta di tornare al docente unico nei primi
    anni della scuola primaria, e nell’interesse dei bambini, delle famiglie e del futuro del
    nostro Paese, chiedono al Governo di riconsiderare la questione.
    In un’economia globale basata sulla conoscenza, lo stato di salute del sistema socioeconomico
    nazionale è legato al tenore delle competenze disciplinari e relazionali
    acquisiste dalle persone nei percorsi di formazione.
    Il nostro Paese è di fronte ad una vera e propria sfida dell’istruzione. Per affrontarla
    con successo occorre assicurare a tutti la padronanza delle conoscenze
    fondamentali dei saperi linguistici, storici e matematico-scientifici.
    Tale padronanza può essere garantita solo da un’alfabetizzazione forte fin dall’inizio
    della scuola primaria.
    La possibilità di realizzare un’alfabetizzazione forte ha come condizione un processo
    di parziale specializzazione disciplinare dei docenti. Non è pensabile che un singolo
    insegnante possa avere un’adeguata padronanza di tutti e tre questi ambiti e delle
    loro forme d’insegnamento.
    Occorre un modello combinato di formazione iniziale e in servizio dei docenti che,
    oltre a garantire la necessaria preparazione pedagogica e didattica, e una cultura di
    tipo interdisciplinare volta a preservare l’unità del sapere, assicuri l’approfondimento
    di un ambito disciplinare tra il linguistico, lo storico, e il matematico-scientifico.
    Il modulo organizzativo della scuola primaria, sancito dalla legge n. 148/1990,
    prevedendo tre docenti su due classi, ha consentito ai docenti stessi un progressivo
    approfondimento dell’ambito disciplinare insegnato, ed è stata dunque una misura
    che è andata nella direzione di un irrobustimento dell’alfabetizzazione di base, oltre a
    garantire una pluralità di punti di vista preziosa per sviluppare l’intelligenza nella
    molteplicità delle sue forme.
    Gli ottimi risultati ottenuti in questi anni dalla scuola primaria nelle comparazioni
    internazionali del profitto mostrano che il modulo di tre docenti sta producendo effetti
    positivi sulle competenze dei nostri bambini.
    La direzione tracciata dalla 148/90 appare perciò quella giusta, può essere migliorata
    dando compiutezza al Corso di Laurea di Scienze della formazione primaria, ma non
    si può tornare indietro; sarebbe una scelta anacronistica ed infelice.
    Un solo maestro può limitare l’esperienza socio-affettiva degli alunni, che risulta
    invece arricchita dall’attuale pluralità di figure.
    Ritornare al maestro unico significherebbe, inoltre, indebolire la preparazione
    specifica dei docenti sui fondamenti dei diversi saperi, e quindi rendere più fragile ed
    incerta l’alfabetizzazione dei nostri allievi. Il tenore complessivo delle competenze
    realizzate dagli alunni nel corso della formazione scolastica verrebbe inevitabilmente
    a soffrirne.
    In prospettiva, il capitale intellettuale prodotto dal nostro sistema scolastico
    tenderebbe a diminuire, e con esso la competitività socio-economica del nostro
    Paese.
    Le associazioni pedagogiche chiedono, perciò, al Governo un serio e accurato
    ripensamento in merito alla questione della pluralità dei docenti nella scuola primaria.
    Si dichiarano, inoltre, fin da ora disponibili a portare il proprio contributo a qualsiasi
    progetto di miglioramento della struttura della scuola primaria che muova dalla
    conferma di tale pluralità e che avvenga attraverso forme diverse dalla decretazione
    d’urgenza.
    Roma, 11 settembre 2008
    Il Presidente della SIPED, Massimo Baldacci
    Il Presidente della SIRD, prof. Gaetano Domenici
    Il Presidente del CIRSE, prof. Franco Cambi
    Il Presidente della SIREF, prof. Umberto Margiotta

  136. “Ritornare al maestro unico significherebbe, inoltre, indebolire la preparazione specifica dei docenti sui fondamenti dei diversi saperi, e quindi rendere più fragile ed incerta l’alfabetizzazione dei nostri allievi”. Pazzesco. Quando oltre il 90% dei partecipanti al concorso per magistratura fa errori di ortografia, la loro alfabetizzazione attuale, di grazia, come è?
    Mario, si legga cosa diceva don Milani del maestro unico.

  137. Di certo l’alfabetizzazione e l’educazione non si promuove legiferando in maniera assolutamente antidemocratica.
    Don Milani scriveva in tempi diversi ed in situazioni diverse. Ma non mi pare che abbia promosso il classismo. Perchè levando questo inconsistente velo, dietro c’è solo la paura. Scuole a due velocità. Chi può (ha i soldi!), faccia. Gli altri, operai a guardare canale cinque.
    L’Italia vive un periodo mostruosamente buio, e molti non vedono questo buio perchè accecati da una luce effimera.
    Mi fate vergognare di essere italiano.

  138. Due o tre giorni fa il ministro si è svegliato decidendo che i corsi di perfezionamento non devono servire più a nulla. Bene, le dirò che concordo sul fatto che ingrassano le università perchè danno il fatidico punticino in graduatoria.
    Ma, cortesemente, se ne ha l’occasione, faccia presente che se conferma questo intento non sarebbe il caso di dargli retroazione. Per non beffare per la seconda volta chi li ha fatti. Traduco: c’è chi ha già pagato, li ha già frequentati e sarebbe il caso che gli venissero riconosciuti all’aggiornamento delle graduatorie.
    Se si cambia qualcosa oggi deve avere effetto da oggi. Tutti i precari siamo già abbastanza aggrediti dalla vostra violenza, non crede? Non rendete inutile proprio tutto ciò che abbiamo fatto.

  139. Non proceda per citazioni mr. Bruschi. E’ proprio così che procede chi vuole spegnere le coscienze e spingere con forza verso la più assoluta inconsapevolezza.
    Qualcuno di non per fortuna ha ancora avuto ancora la possibilità di andare a scuola. E sa ancora comprendere quanto sia sterile e scorretto procedere in questo modo. Non rispondendo alle cose scomode, appigliandosi a qualche spuntone ed usando le parole altrui concepite per altro.
    Mi dica, se domani le rubano la sua poltrona, decidendo che lei è solo un costo, come la prende? Cosa mi citerà, il sacrificio per la patria?

  140. P.s. mi scusi, sa, la memoria mi inganna, adesso non si chiama sacrificio, si chiama “responsabilità”.
    Concordo, Mario, mi mi fanno vergognare di essere italiana

  141. Io mi vergogno, a dire la verità, di una scuola che è oggi classista. Perché se la preparazione è appiattita verso il basso, a vincere la gara della vita è chi ha altri mezzi per farsi strada, chi ha una famiglia acculturata o con reti di amicizie, non chi ha più talento. Questa è la scuola italiana oggi e questa scuola la vogliamo cambiare.

  142. Io proprio non la capisco. Litigherei volentieri con lei a Porta a Porta (no, troppo di parte!)…
    Qui si taglia con la cesoia sulla scuola pubblica e si potenza quella privata (mi pare che la signora Gelmini abbia sostenuto che anche la scuola privata sia pubblica!) e proprio lei parla ci classismo?
    Ma non era proprio l’abusato don Milani a scongiurare la realtà di una scuola dei Gianni e di una dei Pierini?

    Infine, perchè condannare a morte senza appello i precari? Anche chi è di ruolo lo è stato, magari fino a pochi mesi fa… ed ora a questi ultimi si promettono premi e crescita e gli altri (che non hanno fatto nulla meno di loro!) in pasto ai pesci.
    E’ profondamante ingiusto.
    Capisce? Brucia come il fuoco l’ingiustizia!

  143. Guardi, DISCUTEREI con Lei anche a Ballarò. E mi è capitato di discutere in TV di scuola con conduttori decisamente avversi. Mi vorrebbe però spiegare dove mai la Gelmini stia potenziando “la scuola privata”? Ha detto un’altra cosa, e cioè che le scuole statali e paritarie costituiscono il sistema pubblico dell’Istruzione. Che non è un’invenzione del ministro Gelmini, ma del ministro BERLINGUER. E’ la LEGGE, che nessun governo da allora ha cambiato. Per il resto, a me interessa la qualità della scuola, la qualità dell’istruzione che fornisce, per essere precisi. Una delle migliori in Italia è la Setti Carraro: PUBBLICA, anche se con una sorta di “statuto speciale”. Ed è frequentata da “ricchi e poveri”.
    Quanto ai precari, di fronte a una graduatoria di quasi 300 mila persone, Lei che farebbe? Io comincerei a selezionare i migliori e spiegherei che non c’è posto per tutti. Siamo andati avanti per anni convinti che tutti potessero insegnare. Ci voleva la Gelmini per dire che non è così. Io ho rinunciato quasi 10 anni fa, dicendo no al concorsone (fra l’altro, da un mio calcolo i commissari avrebbero impiegato almeno 3 anni a correggere le prove… ), e poi no alle SSIS, perché non ci sono stato a soggiacere a meccanismi che tutto avrebbero premiato tranne il mio eventuale merito o punito il mio demerito. Debolezza? Forse. Ma vorrei che il sistema cambiasse. Quanto alle classi differenziate di Gianni e Pierini, secondo me non funzionano. Io ho fatto le mie brave elementari e medie pubbliche al Giambellino di Milano, e non cambierei quegli 8 anni con nulla al mondo.

  144. Io credo molto poco a un rilancio che parta da tagli vertiginosi e che non sia stata preparato in alcun modo e in ogni caso decisioni così importanti si prendono in modo molto più democratico.
    E già questo basterebbe a mettere in discussione i buoni propositi.
    Quanto a selezionare i migliori, a sentire lei non è questo che dovrebbe preoccuparmi, visto che faccio parte di quella minoranza dei precari della Primaria che ha fatto un percorso formativo più che dignitoso: concordo cioè sul fatto che non proprio tutti avrebbero le competenze per fare questo mestiere. Ma lei sa meglio di me che negli anni passati migliaia di persone hanno “comprato” l’abilitazione attraverso i corsi di sostegno tenuti nelle scuole private. Sta di fatto che molti di loro adesso sono di ruolo, visto che il sostegno consentiva di accedervi in tempi molto brevi, mentre tante altre persone, pur avendo fatto una formazione molto più completa, in questo momento corrono il rischio di essere tagliati fuori.
    Insomma, non si può fare questa cosa in maniera così sommaria, senza prevedere corsie specifiche, senza se e senza ma!!
    Quanto all’assunzione diretta da parte dei dirigenti, rabbrividisco solo all’idea, perchè credo sappia bene che l’italiano non è come il finlandese: diventerebbe un ingresso solo ed esclusivamente clientelare!! Così come succede purtroppo da tempo nelle università.
    Si pensi bene prima di dare tutto questo potere a pochi…

  145. P.S. ovviamente ho usato il verbo litigare nel senso di discutere animatamente

  146. Stiamo cercando di tenere conto di tutto. Se riuscissimo a mettere a regime un sistema di concorsi, forse almeno una parte dei problemi sarebbero risolti. Quanto alla chiamata diretta, io personalmente ci credo, una volta stabilito un meccanismo severo di valutazione delle istituzioni scolastiche (c’è in GB, ad esempio). Il sistema delle università è un pochino più perverso, ma lo sconcio è stato non coniugare autonomia e responsabilità. L’unica cosa che vedo come davvero “sommaria” è l’attuale graduatoria. Lo ha detto Lei, e concordo: rischia di tagliar fuori i migliori.

  147. Si ma resta il fatto che in questa graduatoria già ci siamo e non credo sia giusto dover superare nuovamente un concorso.

    In secondo luogo, mi pare evidente che ci sia molta, ma molta gente (presumo abbia visionato le varie petizioni che si rincorrono in rete) che è contraria a queato provvedimento. Crede sia ragionevole procedere come Attila senza minimamente ascoltarla?

  148. Mi scuso per eventuali refusi ma ho un animo mediterraneo e scrivo senza rileggere per l’urgenza di parlare

  149. In quelle graduatorie c’è un macello. Di tutto e di più. Resto fermo in quello che è un mio convincimento personale. Siano 10, 100, 1000 o 10.000 gli insegnanti da immettere in ruolo in futuro, vorrei meccanismi che favorissero i migliori. Non i più anziani, né i più furbi, né gli “ope legis”.

  150. Se lei vince un concorso e poi le negano di avere i benefici che tale vincita comporta come la prende?

  151. La prenderei malissimo. Infatti, non è questo ad essere in questione. Poi occorrerebbe aprire un capitolo sui concorsi, su come si svolgono e sui concorsi veri e finti (se non ricordo male, il concorsone era composto di due parti: un concorso e un concorsicchio… o sbaglio?). E sui concorsi dove i “vincitori” sono, magari, il decuplo dei posti disponibili.

  152. Io non so come si è svolto il concorso, perchè ho conseguito abilitazione con SFP.
    E sono d’accordo con lei sul fatto che ci sono molti incompetenti (anche di ruolo!).
    Però ce ne sono tanti altri che hanno vinto un concorso, insegnano da anni, sono molto flessibili perchè abituati al costante cambiamento, hanno continuato a fare formazione… (si, anche perchè dava dei punti, ma comunque l’hanno fatta, a cominciare da me) e vengono tagliati fuori da questa manovra.
    Guardi che parliamo di gente che per anni ha mandato avanti la scuola che assumeva poco e che ha un’età… gli si toglie il pane così.
    La responsabilità numerica dei posti decuplicati poi non è di chi fa il concorso, ma di chi lo ha indetto.

  153. Trattavasi, se ben ricordo del ministro Berlinguer. O meglio, di qualche suo geniale dirigente. Comunque: il concorso, all’epoca, fu un pasticcio. Parte dei posti era bandita con un concorso normale, altra parte (vado a memoria, 50%) con un RIDICOLO corso che valeva come concorso per insegnanti che avevano fatto non ricordo più quanti giorni di supplenza. Naturalmente si largheggiò. Il risultato (l’ho detto altrove) è stato di imbottigliare le graduatorie. Oggi, come mi ha confessato un ex commissario concorsuale, entrano in cattedra alcuni “vincitori” (dopo 9 anni) che alle prove fecero una figura miserrima..Saltò fuori l’idea di un corso specialistico di laurea, che fruttò SFP e SSIS. Solo che … davano l’abilitazione e stop. Dunque, costose fabbriche di precariato. Anziché limitare gli accessi alle SSIS alle effettive possibilità, il tutto divenne un mercato delle vacche con le università, che ci pagavano un pacco di docenti.Doveva sentire come strillavano, quando la Gelmini gliele chiuse… Ci provò la Moratti a fare di SSIS e SFP un percorso privilegiato per accedere alla cattedra (una sorta di corso-concorso) ma, indovina indovinella, il sindacato si oppose. Risultato: dalle SSIS provengono circa il 3% di chi è entrato in cattedra. Meraviglia! Meglio va per SFP, per esempio a Milano tutte finiscono subito alle paritarie. Quanto a chi ha mandato avanti la scuola, posso sembrarle crudo, ma non è che stiamo parlando di LSU. Stiamo parlando di persone cui mettiamo in mano il futuro dei nostri figli. Lei si farebbe operare da un medico che opera solo per anzianità o per corsi di formazione? No, vero? Io spero che I BRAVI, a prescindere dall’età, entrino in cattedra al più presto. E spero che gli INCOMPETENTI se ne vadano fuori a far danni. Magari davanti alle finestre di quei sindacalisti che se li sono cresciuti e coccolati.

  154. I corsi abilitanti ci sono stati (eccome! ) in abbondanza durante tutta l’era Moratti. Bastavano 360 giorni di supplenza. Poi un corso bienale: i docenti con cui hanno sostenuto gli esami (l’ultimo si è concluso pochi mesi fa) sono quelli di SPF ma il programma d’esame non era nemmeno un quarto del nostro.
    Il suo discorso è irreale perchè chi è di ruolo non ha più competenze di chi non lo è (mi creda, passo la pausa pranzo a spedire la posta delle colleghe più anziane che non sanno accendere il pc), anche perchè in entrambi i casi lavorano da una vita! Giriamo e rigiriamo l’argomento: il punto è che ci sono bravi e non bravi sia tra i precari che tra quelli di ruolo! E in entrambi i casi il percorso è stato lo stesso. Solo che adesso si dice semplicemente: chi c’è accenda un cero a un santo, chi non c’è si dia fuoco. E tutto ciò farà felice Tremonti ma è ingiusto.
    Io ho fatto SFP in base a una legge: ora la Gelmini farà altre leggi e non serve più a niente quello che abbiamo fatto noi… qualcuno si metterà a seguire quello che vuole lei…poi verrà un altro politico e toglierà via di nuovo tutto. E quelli che sono presi per il naso (solo perchè sono educata) siamo sempre noi.

  155. Laura, guardi che siamo perfettamente d’accordo. Ma non si può fare “todos caballeros”. Abbiamo/ho salvato scienze della formazione primaria, perché credo in quello che ho visto fare. Se non crede a me, liberissima. Scriva una mail in Bicocca alla professoressa Kanitza. Dopo di che, per la legge italiana, un conto è il titolo di abilitazione, un altro i concorsi cui accedere se si è in possesso di abilitazione. E lo so benissimo che ci sono insegnanti di ruolo che dovrebbero fare altro, e precari straordinari. Mi chiedo e Le chiedo, continuiamo così, o diamo una sterzata?

  156. Quando io ho superato il test a SFP (credo sappia che è strutturato sul programma dell’ultimo concorso), il bando informava che il conseguimento del titolo avrebbe comportato abititazione ed iscrizione nelle graduatorie permanenti. E così è stato. E comunque in queste graduatorie c’è molta gente che ha superato il concorso. Ma come, si annulla un concorso vinto per farne un altro? Ha qualcosa di legale questo? Professionalità, competenza e quant’altro, ma chi dovrebbe averla se ne facciamo le spese proprio noi? Provengo dalla scuola di Galliani e credo sappia bene cosa sta facendo in questo momento…
    Il punto poi è che la matassa delle graduatorie permanenti è molto intricata e che non si può farne un fascio e buttarlo via, nè criminalizzare chi cerca solo di lavorare. E non si possono fare leggi pedestri, senza evere alcuna risposta per tutto ciò e convincere la gente con slogan populisti (ma tanto, come dice il premier, agli italiani bisogna parlare con un linguaggio di terza media!), rassicurando sul tempo pieno (tra l’altro senza un progetto definito in merito) solo per avere il consenso di chi non sa come parcheggiare i figli il pomeriggio. State dando un’immagine mediatica dei docenti come fannulloni, parassiti, rubastipendi (per non parlare della questione dei docenti del sud), criminali, mentre nelle carceri italiane si pensa all’inserimento lavorativo dei detenuti!
    Se poi mi dice invece che le graduatorie d’istituto sono ridicole perchè c’è gente che non ha nè abilitazione nè concorso vinto ma solo il diploma magistrale (e inorridisco se penso che molta di questa gente va a fare additittura l’insegnante di sostegno!) io sono assolutamente d’accordo. E qui c’è veramente gente che senza arte nè parte lavora da anni! Ma anche Brunetta quando parla dovrebbe avere cognizione di causa o meglio essere intellettualmente un pò più onesto: gli unici che lavorano nelle scuole con il solo titolo di studio (vecchio di cent’anni) sono questi ultimi.

  157. Un conto è l’iscrizione alla graduatoria permanente, un conto sono i concorsi che dovrebbero / dovranno inserire subito i vincitori in cattedra permanente. Un conto l’abilitazione, un conto il concorso. Non dico sia giusto, ma è così. E infatti mi sembra sia intorno il 3% il numero dei Sissino o SFPini che è riuscito a entrare in cattedra a tempo indeterminato. Stiamo dicendo due cose diverse. Il problema è che in questo Paese adoriamo le complicazioni, le duplicazioni, i macelli burocratici. Sulle attuali graduatorie d’istituto, ha ragionissima. E sul sostegno dovremmo aprire, senza ipocrisia, un confronto. Non per mettere in dubbio il sostegno (tutt’altro!) ma per distinguere chi “è” insegnante di sostegno, e chi lo fa per raggranellare punti.
    Ps, Ho conosciuto Galliani “sul campo”, mentre insieme (!) spiegavamo ai docenti “disciplinari” l’esperienza positiva di molte (non tutte, purtroppo) facoltòà di SFP, salvandone la specificità e il futuro ruolo. Se è ancora in contatto con lui, glielo potrà confermare.

  158. Galliani non è più preside della facoltà di Scienze della Formazione a Padova: è stato chiamato a Roma proprio per lavorare sull’organizzazione futura del corso di laurea in SFP, che a mio avviso va benissimo così (metta che parta dall’anno prossimo: ci vorranno almeno 5 anni per avere i primo laureati, immagini per averne abbastanza per fare un concorso! E intanto noi che fine facciamo?)
    Resta il fatto che la matassa delle GE è molto difficile da sbrogliare e che mi auguro vivamente che non penalizzi chi potrebbe lavorare seriamente con i bambini… In tutta onestà, io mi auguro che questa storia si risolva con una valorizzazione di chi ha fatto il mio percorso, e non solo per l’interesse personale, ma perchè credo sinceramente che siamo i più qualificati (lo stesso ultimo concorso, senza nulla togliere al valore legale, mi creda, non ha certo sfornato gente più preparata di noi perchè ha scritto un buon tema). Questo in primo luogo nell’interesse dei bambini.
    Quanto al sostegno, sono d’accordo che sia un lavoro che bisogna “sentire” ma ancora pima … almeno lo faccia chi ha fatto un percorso formativo adeguato!

  159. Laura, Le garantisco che consideriamo il modello Formazione Primaria da tutelare e far crescere. E mi batterò con tutti i mezzi per valorizzarle. Ha la mia parola d’onore.

  160. Non so se immagina quanto io creda a questo lavoro (ho lasciato, da folle, un lavoro presso un colosso dell’editoria per inseguirlo, nonchè una vita privata, congelata altrove, in un’attesa indefinita). Per la prima volta mi sono sentita al posto giusto, felice di poco e di tanto. Vorrei continuare ad esserlo.

  161. Riesco, riesco. Tutte le volte che entro in aula provo la stessa sensazione. Non sarà facile, comunque. Non salvare SFP (già salva), ma riuscire a selezionare il meglio. Se ha idee, mi scriva pure, o sul blog o sulla mia mail.

  162. Sono uno studente e non un professore, quindi non voglio entrare in discussioni né commenti.

    Però ho letto molto interessato tutto il suo blog, cercando di capire le idee che stanno alla base di questo progetto che spero vivamente si concretizzi.

    Pertanto Le faccio i miei auguri e continuerò a leggere le novità in merito.

  163. Beh, Filippo, grazie. Ma anche i commenti sono importanti.

  164. Il Ministro Gelmini ha davanti a sè un compito ciclopico ma al tempo stesso epocale.

    La guerra fredda che in Italia si è presentata nella forma più devastante attraverso il ‘68 ,ha avuto bisognodi penetrare nella nostra società attraverso le nuove generazioni e quindi attraverso la scuola e le Università. In quel modo è riuscita a crearsi una generazione intera di persone costruite a proprio vantaggio su cui contare nell’eventualità di una, per fortuna scongiurata, invasione sovietica.

    Di quelle vicende oggi ci restano i cocci, ed il lavoro del Ministro oltre ad essere rivolto ai problemi di ammodernamento, di bilanci etc.. deve fare i conti anche con lo sgrezzamento, mi si consenta questa espressione, di gran parte del sistema e della mentalità che si è radicata in questi anni intorno e dentro la scuola, per non parlare poi dell’Università.

    Una lezione va, però, colta dall’esperienza del ‘68 e che cioè la scuola e la formazione delle nuove generazioni in generale, sono la porta più strategica verso lo sviluppo; occorre cioè, se si vuole pensare ad una sana civiltà, investire sulla formazione delle nuove generazioni; li c’è il crocevia del nostro benessere futuro. Il Ministro avrà, quindi davanti a se dei capitoli che una legislatura di 5 anni non e permetterà di risolvere e tra questi la competitività del sistema universitario che deve poter consolidare la naturale tendenza dei cerveli italiani a rimanere con sodisfazione in Italia.
    Su quest’ultima scommessa si giocherà la partita della competizione globale a cui non possiamo sottrarci, ma le resistenze interne di centri di potere acquartierati lì dentro non saranno certo favorevoli a vedersi smantellare molte delle loro posizioni di privilegio sterili di contributi alla ricerca.

    Insomma bene Ministro, c’è molto da lavorare, siamo solo all’inizio e non mancheranno turbolenze, ma il nostro sostegno siamo sicuri potrà darLe la necessaria serenità per andare avanti sulla strada da Lei e dal Governo Berlusconi intrapresa.
    http://www.new.facebook.com/group.php?gid=22630364403

  165. In risposta allo scambio di qualche giorno fa:
    il corso di laurea in SFP è organizzato in un primo biennio di carattere pedagogico/psicologico e da un secondo biennio di carattere didattico (con un esame di fondamenti ed uno di didattica per ogni materia che si insegna nella scuola primaria): sono 12 esami all’anno, accompagnati (quasi ogni materia) da un laboratorio condotto da insegnanti di scuola primaria. Parallelamente, dal primo anno (e soprattutto dal secondo) inizia il tirocinio (circa 150 ore all’anno) diviso tra quello diretto (a scuola, osservazione in classe) e quello indiretto (con un supervisore: si studia la normativa del sistema scuola, le indicazioni ecc.): nel IV anno di tirocinio vi è un intervento didattico in classe di “almeno” 20 ore.
    Questo accade a Padova, ma è quasi ovunque così.
    Io credo che sia un percorso completo, che non tralascia nulla, efficace. L’unica cosa che cambierei è il tirocinio; ritengo che sarebe più formativo procedere così (molti miei colleghi sono d’accordissimo): fare prima gli esami ed i laboratori, poi fare 1 anno intero a scuola, insegnando, con la guida di un esperto (lo stato non pagherebbe lo stipendio di un anno e noi inizieremmo a lavorare con cognizione, visto che non avremmo fatto anni di osservazione ma lavoro vero e proprio, che è ciò che insegna di più!).

  166. Ma invece di dire cavolate sui soldi che occorrono allo stato…avete dato un’occhiata agli stipendi dei politici?tagliano i fondi alle scuole, tagliano i fondi al nostro futuro e al futuro di questo paese…e intanto ci fanno credere di farlo per lo stato…scusate ma a me tutto questo fa schifo…io penso che si dovrebbe un po’ ragionare con la propria testa prima di scrivere frasi del tipo: “occorre raggranellare le risorse necessarie” (Max Bruschi 3 settembre). Continuiamo a sbavare dietro a paroloni senza senso,a bravi retori che ci rendono loro sudditi e seguaci…mi vergogno di far parte di questo paese… Bisognerebbe informarsi prima di parlare: raggranelliamo tra le tasche dei nostri politici….lì c’è molto da raggranellare………..

    Max Bruschi: Da me, a dir la verità, raggranellerebbe pochino. Come consigliere provinciale ho un gettone di presenza che mi porta 1600 euro al mese al massimo, facendo 22 riunioni, senza contributi, ovviamente agosto escluso.

  167. LA LEGGE E ‘ E DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI COMPRESI : DEPUTATI SENATORI PRESIDENTI DI REGIONE,PROVINCIA E COMUNE PROFESSORI UNIVERSITARI,PRIMARI. DIRIGENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E QUINDI GIA’ 2000 FIRME RACCOLTE IN DUE SETTIMANE PER FA APPLICARE LA RIFORMA BRUNETTA ANCHE AI NOSTRI DEPUTATI E SENATORI IN QUALITA DI DIPENDENTI PUBBLICI E CONTRO LO SMANTELLAMENTO DELLO STATO SOCIALE, LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA, DELLA PREVIDENZA E DELLA SANITA, FIRMATE E DIFFONDETE IL BANNER DELLA PETIZIONE SU:
    http://firmiamo.it/applicazioneriformabrunettaaideputatiesenatori

  168. QUANTI INCARICHI HA ALL’ATTIVO?

    politico italiano,
    giornalista,
    saggista
    docente universitario

    visto che collabora con Brunetta

  169. Ho collaborato con Brunetta, come si dice, “aggratis”, assieme ad altri amici sul programma elettorale. Per il resto, non ho capito il post. Spero, almeno, abbia la buona grazia di apprezzare la cortesia di chi non la cancella come spam.

  170. Signor Bruschi, ma qual’è la sua filosofia?
    Ha notato che questi signori del potere fanno i conti nelle tasche degli altri mandando gente in mezzo ad una strada, tagliando posti di lavoro (una vergogna italiana), non amano la nazione, il prossimo; l’Italia una nazione incivile che non merita di stare in Europa. Ha notato che i loro conti in banca, parliamo di miliardi accumulati sul lavoro di chi produce, aumentano sempre di più e che navigano nell’oro e rovinano la gente con un coraggio che fa rabbrividire anche il più malvagio della terra? La crisi della nazione loro la pagano? Vanno a finire sul lastrico insieme ai loro figli? Perchè non versano i loro miliardi nell’erario dello stato per quadrare il bilancio nazionale e lasciano in pace i lavoratori onesti? Il maestro unico? Una loro scusa ipocrita motivata da ciò che ho appena espresso!

  171. Caro Roberto, non sono d’accordo. Per quanto mi riguarda, la mia filosofia è liberale e il mio conto in banca… piange come quello di molti. Se Lei avesse ragione, dovrei essere un miliardario per condividere i provvedimenti del governo. Invece sono solo una persona che, nella sua attività politica e amministrativa, ha il culto del danaro pubblico ben speso ed è inflessibile di fronte agli sprechi. Cosa questa che mi viene riconosciuta anche dagli avversari.

  172. Signor Bruschi: ha dato una risposta che non ha niente a che vedere con l’argomento che ho introdotto; mi risponda, per favore, in maniera dettagliata, riga dopo riga su ciò che ho scritto e vedrà che l’argomento è molto più profondo.

  173. Non lo metto in dubbio. Ma essendomi dichiarato liberale, la risposta è implicita.

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