Atenei in rosso…non tutti

Gianni Trovati, sulle pagine de Il Sole 24 ore, segnala la crisi di sette atenei italiani; una crisi pesante in uno scenario universitario che rimane comunque variegato. Il finanziamento statale è fermo e i costi del personale sono in naturale crescita. Tra chi vede migliorare i propri bilanci rispetto all’anno scorso e chi senza sconti sui calcoli si troverebbe già fuori soglia, l’Università italiana deve fare i conti con una manovra estiva che si preannuncia ancora più decisa nel prossimo biennio. Manovra giusta o manovra crudele? Il dilemma non è questo. Il Libro Verde, prodotto dalla commissione tecnica per la Finanza pubblica guidata da Gilberto Muraro, mette in chiaro che le regole, giuste o sbagliate, sono state uguali per tutti, è la gestione del personale, al contrario, ad essere stata diversa fra tutti. Napoli Orientale, Firenze, Pisa, Trieste, Aquila, Cassino e Bari sono già in rosso e altri dieci centri sono già in allarme; Bicocca e il Politecnico di Milano godono invece di ottima salute. I conti sulle spese del personale e la contribuzione studentesca in rapporto al finanziamento statale sono un valido strumento per capire…

Gloria e denari agli studenti meritevoli. E gli insegnanti?

Maurizio Ferrera oggi, in un articolo sul Corriere della sera, parla di merito ed eccellenza nelle scuole: dal sistema americano del Cash for Performance ai bonus per l’eccellenza del liceo Einstein di Milano, buoni agli studenti più bravi spendibili nel mondo della scuola e della cultura. Qualcosa sta cambiando: incentivi al merito e all’eccellenza per una scuola di qualità. C’è chi parla di monetizzazione dell’istruzione, chi di ostacolo al processo formativo, chi di giusto incentivo all’impegno e all’eccellenza; il dibattito in Italia si preannuncia lungo e complesso, molto più acceso che in America. Negli Usa alcune scuole hanno persino introdotto incentivi per gli insegnanti più meritevoli, dando così dignità e prestigio a una delle professioni più antiche e nobili. Albo delle eccellenze e fondazioni come strumenti per ridare slancio al settore dell’istruzione, la strada è in salita ma Mariastella c’è.

Scuola e università: riforme e realismo

Il Ministro Gelmini ieri, all’Istituto di Scienze umane di Firenze,  ha annunciato riforme e progetti e ha invitato al realismo e alla collaborazione di tutti i soggetti che vivono la scuola. In un articolo su Il Sole 24 ore e in una lunga intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, Mariastella Gelmini parla delle novità del mondo dell’istruzione: tagli, scuole di Alta formazione, esami di riparazione, maturità, grembiule e tanto altro. Il rigore di Mariastella viene fuori, responsabilità e dialogo fra le parti restano i suoi chiodi fissi, avendo però ben chiaro dove vuole arrivare.  Su Quotidiano.net puoi dire la tua. 

Il silenzio su Luna, la grancassa su Eluana

“Come può la nostra coscienza sollevarsi per Eluana e immergersi per Luna?” Giorgio Stracquadanio si interroga sul Il Tempo del 24 luglio e con lui mi interrogo anche io.

Amore di babbo e insegnanti “terroni”

di Mario Ricciardi, il Riformista del 22 luglio 2008

Piuttosto che nei libri di storia, la dichiarazione di Umberto Bossi sulla bocciatura del figlio è destinata a entrare in quelli di pedagogia. Quale illustrazione migliore del fenomeno che da anni imperversa in buona parte delle scuole della penisola? Oltre a lavorare per uno stipendio da fame (come ha riconosciuto il ministro Gelmini) i docenti delle scuole italiane devono anche difendersi sempre più spesso dalle accuse di genitori indignati: “non è mio figlio a non aver studiato. La colpa è dell’insegnante che non lo capisce”. Leggi il resto »

Idroscalo, Idrodisastro senza fine

A un anno dalla conferenza stampa dove denunciavo i disastri combinati ai danni della spiaggia dei milanesi dall’assessore rifondarolo Irma Dioli, nulla è cambiato. Niente sponsor, divieto di balneazione, soldi buttati in eventi equopacificosolidali.

Caro Bossi, lascia stare gli insegnanti terroni, e mandami il pargolo

Ieri l’Umberto non mi è piaciuto. Sbaglia la parafrasi dell’Inno nazionale (è la vittoria ad essere creata “schiava di Roma”, non l’Italia. E “Roma” significa Italia. Trattasi di una sineddoche, per la precisione. Poi, sulla metafora “Roma ladrona”, si può anche concordare…). Sbaglia, soprattutto, a prendersela con gli insegnanti meridionali. Un prof lo valuti se è capace o meno, non dal luogo di provenienza. Per restare in tema “terroni”, quel poco di matematica che so lo debbo alla leggendaria insegnante delle medie (pubbliche e al Giambellino), “la dolce signora Perino che col caro figliolo ti frega”. Napoletana doc. In compenso, anni fa ebbi la ventura di viaggiare in treno con una maestrina campana il cui eloquio era da brividi: congiuntivi e condizionali a zonzo per periodi senza capo né coda. Brindo ancora una volta al buon senso del mio ministro, che in una intervista al Corriere mette i puntini sulle “i”, parlando di merito, selezione degli insegnanti e continuità didattica. Lo stesso giorno, peraltro, Mariastella Gelmini raccoglie il plauso su Repubblica, da Mario Pirani, sul 7 in condotta. Non vorrei che l’Umberto fosse irato per l’ennesima bocciatura del figlio Renzo, sturato per due volte di fila alla maturità. Dubito che leggerà mai questo post, ma dispostissimo a leggere la sua tesina e fargli una seria interrogazione (i cognomi della mia famiglia sono Bruschi, Faver, Barbieri, Vassena. Manco uno nato fuori dai confini della Padania) per vedere se sia stato vittima di qualche ingiustizia, o peggio dell’essere figlio di Bossi.

Ma allora, in Italia si può fare…

Ecco la photogallery del miracolo napoletano. Senza san Gennaro, con tanta buona volontà.

Idroscalo… idrobeffa

Per una volta non sono d’accordo con Giovanni De Nicola, che attraverso una raccolta di firme chiede la riapertura della balneazione all’Idroscalo di Milano. Ma la lettera di Filippo Penati, attraverso cui il presidente ribadisce il divieto, è una beffa. C’era un anno di tempo, dalla tragedia e dalle mie documentate denunce dello scorso anno, per effettuare i lavori necessari a restituire ai milanesi la loro spiaggia. E invece, come ha usato i soldi l’”assessor-a” Irma Dioli? Per ricchi premi e cotillon equi, pacifisti e solidali che documenterò, un pezzo alla volta, sul sito.

Una bella notizia. Ingrid libera!

Ingrid Betancourt è stata liberata. La notizia è stata diramata dal governo di Bogotà che ha annunciato che all’ex candidata alle elezioni presidenziali, che era nelle mani dei guerriglieri marxisti della Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane) dal febbraio del 2002, siano stati recuperati anche altri 14 ostaggi - tre cittadini americani (Thomas Howes, Keith Stansell e Marc Gonsalve) e 11 militari colombiani - che a loro volta erano finiti nelle mani dei rivoltosi.