Scritto il 28 Giugno 2008 da Max Bruschi
Ho atteso qualche giorno prima di scrivere qualche nota sulla “questione giustizia” che è calata come un nuovo macigno sull’attività di Silvio Berlusconi. Per riassumere come la penso sul “lodo Alfano”, vi propongo il link all’articolo di Piero Ostellino sul Corriere della Sera e, in calce, una traduzione dell’articolo sul Financial Times, dello stesso tenore, a cura di Ombretta Petitto.
L’Italia fa bene a frenare i suoi giudici
di Christopher Caldwell
Commentando il comportamento di Silvio Berlusconi della scorsa settimana il il capogruppo al Senato del Partito democratico Anna Finocchiaro ha dichiarato “è stato come rivedere un film già visto”.
Dopo soli due mesi in carica come primo ministro, il premier Berlusconi si trova al centro della nota controversia Leggi il resto »
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Scritto il 22 Giugno 2008 da Max Bruschi
La Caporetto ministeriale sugli esami di maturità può essere una prima occasione per dimostrare agli italiani quanto il clima sia cambiato. La Stampa titola: “Cadranno nuove teste per l’esame degli errori” e fa nomi e cognomi degli “indagandi” (la procedura amministrativa va, infatti, rigorosamente rispettata). Ma, oltre alla pars destruens, c’è da mettere mano a una pars costruens, che agisca in profondità sulle incrostazioni burocratiche, a partire dagli esami di maturità. Sono certo che Mariastella Gelmini non perderà l’occasione.
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Scritto il 19 Giugno 2008 da Max Bruschi
Mariastella Gelmini le prove della maturità di quest’anno non le ha, giustamente, volute vedere. La scelta, nel bene o nel male, era stata fatta da Beppe Fioroni, secondo l’antica procedura di rito bizantino che, se da un lato tutela la riservatezza, dall’altro si presta a sbagli. Come nel caso della famigerata “traccia” di Montale e del clamoroso scambio uomo/donna. Ricostruire la procedura non è semplice. Comunque, ispettori del ministero ed esperti vari formulano proposte che trovano il loro terminale in una gloriosa dirigente, veterana della materia, la quale sottopone al ministro una rosa per la scelta. Pare che Letizia Moratti si prendesse un paio di weekend. Ed errori non ce ne furono. Fioroni, invece, se la sarebbe sbrigata in un lampo.
Mi fa piacere che Mariastella Gelmini abbia dato una risposta all’altezza della gaffe. Senza scaricare le responsabilità sul suo predecessore, ha detto tre cose: uno, il colpevole non la passerà liscia (e stamane il vertice del maturitificio è stato rimosso); due, bisogna deburocratizzare le tracce lasciando lo studente più libero di mostrare di che cosa sia capace; tre, rivedere la procedura per evitare errori. La prova, comunque, resta valida. Una circolare (si spera scritta in italiano) inviterà formalmente le commissioni ad analizzare gli scritti valorizzando le capacità dei maturandi.
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Scritto il 10 Giugno 2008 da Max Bruschi
Sullo stato dell’arte della scuola italiana molto è stato detto e scritto. Eppure, basta scavare un poco e il quadro si fa a tinte meno fosche. Dopo aver pianto sull’indagine Ocse/Pisa, mi sono imbattuto in un’altra iniziativa internazionale. Si chiama Iea/Pirls (Iea: International Association for the evaluation of Educational Achievemment; Pirls: Progress in International Reading Literacy Study) e misura, ogni 5 anni, le capacità di lettura dei bimbi al quarto anno di scolarità, tra i 9 e i 10 anni. Sorpresa sorpresa, l’Italia è in ottima posizione. Decisamente sopra la media Ocse, tallona Russia e Hong Kong. Non solo: migliora le proprie performance rispetto alla precedente indagine del 2001. Insomma, la scuola elementare italiana ha mantenuto livelli di eccellenza, anche se mi piacerebbe veder analizzati, oltre al “leggere”, lo scrivere e il far di conto. E allora, cosa diavolo succede tra la quinta elementare e la prima superiore? Sbaglierò, ma il sospetto è che il buco nero sia rappresentato dai tre anni delle medie, in tempi non lontani ciclo di assoluta eccellenza e invidiato all’estero. La prova nazionale di italiano e matematica, cui saranno sottoposti, il 17 giugno, gli alunni di terza media, potrebbe far diventare il dubbio certezza. Forse per questo il comunicato della Cgil è alquanto rococò.
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Scritto il 8 Giugno 2008 da Max Bruschi
“Repubblica” pubblica un’intervista a Roger Abravanel, “guru” di McKinsey e autore del volume Meritocrazia. Che sia un segno dei tempi? che, al di là dei proclami, alcui temi possano finalmente essere condivisi? Lo si vedrà alla prova dei fatti, quando magari la parola merito sarà oggetto, nei vari settori della vita italiana, di interventi legislativi.
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Scritto il 8 Giugno 2008 da Max Bruschi
Che brutta storia! Siamo ancora all’agibilità democratica. Un gruppuscolo di estremisti parcheggiato all’Università di Torino fa di tutto per negarla ad Augusta Montaruli, 24 anni, dirigente dei giovani di Alleanza Nazionale. Solo che non si tratta di impedire un convegno, ma addirittura di fare un esame, in pieno amarcord anni ‘70. Due parole: che schifo. Rafforzate dall’intervista audio incredibile del leaderino Davide Grasso. Ecco la storia di Augusta in una bella ricostruzione di Luca Telese. Aiutiamola a tenere duro.
“Io, di destra, all’università mi nascondo”
di Luca Telese
«No, mi faccia un favore. Non scriva che sono una vittima. Non mi ci sento. Non lo sono».
E cosa si sente, allora?
«Una militante, per scelta. E poi una studentessa come le altre, che si è trovata a fare una battaglia di democrazia. Non per spirito eroico, per necessità».
Chiunque scriva di politica o di giovani, a Torino, la conosce. Perché Augusta Montaruli, 24 anni, dirigente di Azione universitaria, è un tipetto che non passa inosservato. Minuta, determinata, carismatica. Spesso la vedi con il suo inseparabile cane, Scipio («in omaggio all’inno di Mameli»). Da ieri, dopo lo scoop de La Stampa, che ha raccontato la guerriglia all’università inscenata dai collettivi autonomi per impedirle di sostenere un esame, Augusta è un personaggio nazionale, inseguita da giornali e Tg. Da quando gli autonomi l’hanno messa nel mirino, quattro anni fa, gira per i corridoi dell’università quasi sempre scortata dai suoi camerati. E ieri ha scelto di non stracciarsi le vesti, per lanciare un messaggio politico. Leggi il resto »
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Scritto il 8 Giugno 2008 da Max Bruschi
Il blog riprende i suoi costanti aggiornamenti dopo un silenzio “forzoso” dovuto a un impegno gradito ma inatteso. Sono stato infatti chiamato da Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, nella sua “squadra” a viale Trastevere. La trasferta romana e i primi impegni hanno richiesto tutto il mio tempo e la mia attenzione. Da oggi, si ricomincia. In parte con un nuovo angolo visuale, spero sempre con lo stesso spirito.
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