I miei colleghi Giovanni De Nicola e Roberto Caputo hanno seguito, passo passo, la folle storia dei fratellini di Basiglio: 13 anni lui, 9 lei, tolti alla famiglia e deportati in un centro per un disegno a sfondo sessuale trovato dalla maestra sotto il banco della piccola, nonostante immediatamente una madre avesse dichiarato subito essere sua figlia l’autrice del disegno. Dopo oltre due mesi, finalmente, hanno potuto riabbracciare i loro genitori. Spero che i colpevoli, per una volta, paghino. A partire dal funzionario che ha ritardato per cinque giorni il timbro (ripeto, il timbro) che ha liberato il fratellino. La vicenda è mostruosa. Ma non la pensa così l’assessore Francesca Corso, che rispondendo in Consiglio alle accuse di De Nicola e Caputo per non aver mosso un dito, si è sperticata in una difesa del “sistema” (presto ve la farò “godere” in rete) che ha distrutto la vita di una famiglia, arrivando all’assurdo di invocare, per i fratellini e i loro genitori, l’aiuto degli stessi servizi sociali responsabili del disastro. Per questo, ho presentato una mozione di censura nei suoi confronti.