I miei colleghi Giovanni De Nicola e Roberto Caputo hanno seguito, passo passo, la folle storia dei fratellini di Basiglio: 13 anni lui, 9 lei, tolti alla famiglia e deportati in un centro per un disegno a sfondo sessuale trovato dalla maestra sotto il banco della piccola, nonostante immediatamente una madre avesse dichiarato subito essere sua figlia l’autrice del disegno. Dopo oltre due mesi, finalmente, hanno potuto riabbracciare i loro genitori. Spero che i colpevoli, per una volta, paghino. A partire dal funzionario che ha ritardato per cinque giorni il timbro (ripeto, il timbro) che ha liberato il fratellino. La vicenda è mostruosa. Ma non la pensa così l’assessore Francesca Corso, che rispondendo in Consiglio alle accuse di De Nicola e Caputo per non aver mosso un dito, si è sperticata in una difesa del “sistema” (presto ve la farò “godere” in rete) che ha distrutto la vita di una famiglia, arrivando all’assurdo di invocare, per i fratellini e i loro genitori, l’aiuto degli stessi servizi sociali responsabili del disastro. Per questo, ho presentato una mozione di censura nei suoi confronti.
Politica, ovvero arte di governare la polis. Ha una propria moralità, costituita dal rispettare il patto con gli elettori e dall’offrire soluzioni ai loro problemi. In Italia, se ne era perso il significato. tanto da trasformare la parola “politico” in un insulto. Ebbene, il governo Berlusconi sembra aver imboccato la strada giusta. Lo riconosce, tra gli altri, Stefano Folli, il miglio notista politico italiano, in un editoriale sul Sole-24ore. Una benedizione, da parte di un giornalista non facile ai complimenti. Come promesso in campagna elettorale, ecco i provvedimenti che aboliscono l’Ici, alleviano la morsa dei mutui, affrontano di petto il tema sicurezza e il tema rifiuti (con Guido Bertolaso, grazie al cielo! di nuovo in campo). Per chi voglia approfondire, ecco il link al pacchetto completo dei provvedimenti, comunicati stampa e audiovideo della conferenza. Mi limito a un commento: bentornata, Politica!
Renato Brunetta passa dalle parole ai fatti. Una sentenza della Corte costituzionale mette in crisi lo spoil system (e un bastone d’acciaio tra le ruote del nuovo governo), rendendo pressoché inamovibili i dirigenti piazzati dal governo Prodi in zona Cesarini, ma il ministro non si dà per vinto: la lotta alla malaburocrazia continua, con tutti i mezzi disponibili. Ricorda, nello spirito, un altro fustigatore del malcostume burocratico, il mitico Raffaele Costa. Il “piano Brunetta”, anticipato da Italiaoggi, è pieno di spunti interessanti e di buone idee: massicce dosi di meritocrazia, trasparenza grazie a internet, fine degli automatismi di carriera, termine allo sconcio delle autovalutazioni con conseguenti altissimi premi di produttività (?!). Una tesi sostenuta anche dal senatore Giampiero Cantoni, al grido di “basta al signor Fannullone”. Speriamo sia la volta buona!
Lo scrittore Roberto Saviano è balzato agli onori (e in questo caso agli oneri, visto la sua vita blindata) delle cronache grazie a Gomorra, una sorta di romanzo-reportage, oggi tradotto in film, che rappresenta un pugno nello stomaco per chiunque lo legga. Un atto d’accusa duro, spietato, documentato non solo contro la Camorra, ma contro la corruzione del senso civico. Proprio per questo, pur nella differenza di idee, Stefania Prestigiacomo chiede il suo aiuto per un “cambio di mentalità” dei napoletani. Ebbene, Saviano cercava casa, al Vomero. Ma Saviano è un “indesiderato”. La paura dello scomodo vicino fa novanta. Che brutto.
Ombretta Colli, in collaborazione coi Consigli di Zona, ha messo nero su bianco una proposta di modifica dei loro poteri che, finalmente, va nella direzione giusta. Elezione diretta dei Presidenti, snellimento delle procedure, diminuzione dei consiglieri, un inizio di nuovi poteri. Si tratta del primo passo, spero, verso la trasformazione dei Cdz in vere e proprie municipalità, in grado di rispondere sul serio alle esigenze dei più di centomila cittadini che ognuno di essi amministra.
Ho un rapporto strano con Vittorio Sgarbi. Apprezzo molti dei suoi interventi (non distinguo forma e contenuto, l’ipocrisia non mi appartiene, e so che quando ci vuole, ci vuole) e ricordo ancora le sue lezioni televisive di storia dell’arte, dove sapeva raccontare come pochi un quadro, un brano di letteratura, un personaggio. Lo adoro quando difende, come sul Giornale, il decoro urbano e la bellezza dagli attacchi inconsulti dei signori dell’architettura. Poi c’è lo Sgarbi dei ricattucci, e questo non mi piace per niente. E’ di questi giorni l’annuncio dell’ennesimo ricattuccio: “Mi candido alla Presidenza della Provincia di Milano, magari con la Santanché!”, ha dichiarato l’ex assessore. Voti previsti, manco a dirlo, lo zerovirgola. Da portare però al mercato delle vacche prima (la battaglia per palazzo Isimbardi sarà condotta sul filo del voto) e magari poi, al fatidico ballottaggio. Caro Vittorio, ti prego, no! Non aprire la strada agli altri professionisti dello zerovirgola, non tu, non ora, non in questa occasione. Nei paesi civili, ci si pone facilmente al riparo dai piccoli taglieggiatori del voto. Ciascuno è chiamato a versare una cauzione, se non raggiunge un certo numero di voti, perde la somma versata. Penso sia un deterrente sano, come ho spiegato a Libero. E penso che l’Italia sia maturissima per cancellare i costi e la scarsa moralità del doppio turno elettorale.
All’inizio fu Berlinguer, Luigi. L’autore di una riforma del sistema dell’istruzione e dell’università i cui danni si sono amplificati nel tempo. Lui, e l’orda di pedagogisti al suo seguito, si misero a scalpellare allegramente l’edificio (certo, vecchiotto e bisognoso di restauri, ma perlomeno solido) eretto da Giovanni Gentile sulle fondamenta dei suoi predecessori. Tra scombussolamento dei cicli scolastici, programmi didattici incomprensibili ai più (costellati da “curricoli”, “assi”, “saperi” ed altre simili amenità), riduzione degli Atenei, grazie al famigerato 3+2, a sottolicei (come mostra il reportage di Roberta Carlini sull’Espresso), non stupisce che nelle classifiche nazionali ed internazionali ”l’infrastruttura del sapere” sia sprofondata. Il tema è trasversale. Forse è possibile creare una (santa) alleanza del merito e dello studio, almeno a leggere l’accorato appello su Repubblica di Pietro Citati.
Per il governo Berlusconi si è aperto un pericoloso fronte europeo, come sottolinea Massimo Franco sul Corriere della Sera. I fatti: il parlamento di Strassburgo, dopo aver ascoltato una allucinante relazione dell’on. Viktòria Mohàcsi, eurodeputata di origine rom della quale, per dovere di cronaca, linko un’intervista, apre il dibattito sulla politica italiana in tema di “zingari” e sicurezza. Capofila, l’ineffabile Schulz, che sono disposto ad accompagnare in un tour illustrativo, a partire dalla Stazione Centrale di Milano. Come dire, la sinistra cerca la rivincita con mezzi non convenzionali? Ne ha gli “euronumeri”, ma sarebbe un peccato. Nel frattempo (e fa bene Stefano Folli a unire le due questioni), il governo, a Napoli, affronta la prova rifiuti. Tra le tante proposte apparse in questi giorni, merita una sottolineatura quella vergata da Michele Ainis sulla Stampa. Il costituzionalista ha ragione: occorre eliminare la massa di pastoie legalburocratiche che rischiano di pregiudicare ogni possibile tentativo per risolvere l’emergenza.
Rubrica buon senso: Guido Podestà è stato nominato coordinatore degli azzurri lombardi, con il non facile compito di traghettare il partito verso l’approdo del Popolo della libertà. E’ una scelta che giudico ottima e in continuità con la gestione di Mariastella Gelmini. Già da coordinatore provinciale, Podestà è riuscito là dove i suoi predecessori si erano schiantati: riuscire a fare emergere, nelle candidature a sindaco, persone di qualità, a prescindere dalla loro appartenenza a questa o quella “corrente”. E i risultati gli hanno dato ragione. Per la prima volta, i comuni del milanese si sono tinti di azzurro. Certo, il “traino” politico nazionale ha indubbiamente aiutato i successi, ma non è stato determinante. Chi ha memoria delle vicende di Forza Italia e delle turbolente alleanze a livello locale, ricorda come in passato l’illusione di farsi scudo dell’immagine di Silvio Berlusconi abbia riservato amare sorprese: lo stesso giorno, negli stessi seggi, lo scrutinio delle politiche vedeva il centrodestra conquistare la maggioranza assoluta dei voti, quello delle amministrative dimezzare i consensi. Le prime interviste rilasciate a Libero e al Giorno confermano “l’ecumenismo di qualità” di Guido. Spero che chi lo sostituirà alla guida del partito in provincia sappia continuare sul suo cammino.