Tem: come volevasi dimostrare
Stamattina l’assemblea dei soci di Tem (sdegnosamente assente il presidente defenestrando, Antonio Duva) ha provveduto a compiere lo scempio che avevo preannunciato ieri, e che l’articolo di Milano Finanza ha confermato anche negli scenari futuri, che vedono Fabio Terragni, neopresidente di Tem, scaldare i muscoli in vista dell’ascesa, il prossimo anno, ai vertici di Serravalle liberando la poltrona di Tem per un Massimo Di Marco che, a quanto pare, non è più ritenuto così affidabile da Filippo Penati… forse in quanto non sestese! E così, Terragni accumula la carica di neopresidente di Tem a quella di presidente e amministratore delegato di Pedemontana e di amministratore delegato dell’Agenzia di Sviluppo Milano Metropoli (altra creatura penatiana nata sulle ceneri di ASNM, “agenzia” che gli abitanti di Sesto San Giovanni conoscono bene, e che frutta a Terragni 75.000 euro l’anno). Un dubbio: come la metterà, Terragni, coll’amministratore delegato Giuliano Asperti? La domanda sorge spontanea: Asperti, dopo aver condotto in porto il via a Pedemontana e dopo pochi mesi di convivenza con Terragni, lasciò l’incarico nella società con una letteraccia. Che la storia si ripeta, visto che Asperti ha portato anche Tem alla soglia degli appalti? C’è altro, ovviamente. La Provincia di Milano ha aggirato, come al solito, il proprio statuto (non portando in aula le modifiche a Tem) e il regolamento per le nomine, facendo designare famuli e famigli dalle controllate Asam e Serravalle. Fra i neolottizzati, spunta il nome dell’avvocato Giovanna Giampà, ignota ai più se non per la sua militanza nel Circolo Archimede, per essere membro della direzione regionale del PD, una sodale di Mario Adinolfi e per essersi iscritta al club “Lei non sa chi sono io”. Ma qui siamo alla lottizzazione spicciola. Che offende meno della consueta, ma illegittima, presenza dell’avvocato Antonino Princiotta tra i sindaci di Tem, che stavolta penso non passerà inosservata a chi di dovere.
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L’ennesimo pasticciaccio brutto: Tem
Ho appena scritto al vicepresidente della provincia, Alberto Mattioli, e ai vertici di Tem per tentare di restituire un minimo di regole alla società chiamata a sovraintendere alla costruzione della nuova Tangenziale Est Esterna. Insomma, il clan dei sestesi sta provando a fare l’ennesimo golpe: facendo approvare in giunta, e non in consiglio, magari per evitare problemi con ”l’opposizione arcobaleno”, la modifica allo Statuto che limita ad un anno la durata in carica degli amministratori. Una proposta che, illegittimamente visto il tipo di assemblea, il rappresentante del gruppo Gavio aveva fatto nel corso dell’assemblea del 7 aprile, come si evince dal verbale. Assurdo! Perché limitare la durata di amministratori che devono compiere atti essenziali, come il nuovo Piano economico finanziario e la nuova Convenzione, oltre alla partecipazione alla gara per l’appalto dei lavori? A meno che non si voglia scaldare il posto a qualcun altro, anche a rischio di indebolire la società in vista di una gara dove chiunque potrà partecipare (galassia Gavio compresa). Inoltre, i nuovi amministratori verranno nominati domani (se nessuno ci mette la pezza) fuori da ogni bando pubblico, previsto espressamente dalla Provincia. Perché? Forse perché si vuole nascondere alla propria maggioranza la volontà di imporre, quale presidente, Fabio Terragni, che accumula (in quanto sestese?) questo ennesimo incarico, dopo la presidenza e l’amministrazione di Pedemontana e la presidenza dell’Agenzia di sviluppo Milano Metropoli? Non è che per caso Terragni venga piazzato alla Tem in attesa di un avvicendamento con l’amministratore di Serravalle Di Marco?
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Alle volte c’è giustizia!
Giorgio Stracquadanio ce l’ha fatta. Rimasto fuori per un soffio dalla Camera dei Deputati a causa del risultato imprevisto della Lega in provincia di Milano, mi ha chiamato stamattina alle 10.53… “sto correndo a Montecitorio, Cristina Muscardini ha optato per conservare il suo seggio all’Europarlamento, subentro”. E’ un’ottima notizia. Giorgio è una delle menti politicamente più fini che conosca, è stato uno dei protagonisti del “backstage” delle campagne elettorali del 2001, del 2006 e del 2008. E poi, a lui debbo molto: per me è stato, è e resterà un grandissimo amico, in un mondo dove di amicizie vere ce ne sono davvero poche. Lasciatemi, oggi, far esplodere la gioia che, la notte del 14 di aprile, mi si era velata di tristezza nel guardare il foglietto dei calcoli fatti con Paolo Del Nero che lo davano fuori senza speranza.
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Costituzione, il federalismo fiscale incompiuto ci costa 26 miliardi all’anno
E’ uno dei chiodi fissi della Lega e di Forza Italia: il federalismo fiscale. I dati diffusi ieri dalla (sempre meritoria) Cgia di Mestre sono assurdi: la redistribuzione dell’Iva crea un’Italia a due velocità, dove chi più produce, più viene punito. Sconfortante la lettura del documento: i più “penalizzati” sono i lombardi. A fronte di 904 euro pro capite prodotti ne vengono “ritornati” 552. La differenza fa registrare un saldo negativo di 352 € procapite. Nel Lazio il saldo è negativo per 288 euro, mentre in Emilia Romagna il dato pro capite è di –217 € e nel Veneto si attesta sul –183 € pro capite. Di segno opposto la situazione nel Mezzogiorno. Tutte le Regioni del Sud presentano saldi positivi con punte di 428 euro pro capite in Puglia, 466 euro pro capite in Campania, 579 € in Calabria, 643 euro in Basilicata e 650 in Molise. Cosa non vada in un assetto statale che punisce la virtù e premia gli sprechi, lo descrive Guido Gentili sul Sole-24 Ore di oggi: solo per fare l’esempio della sanità, di competenza regionale, chi ha mal operato, accumulando buchi paurosi, continua a vederseli coperti. E, per ringraziamento, ne scava degli altri. Inammissibile.
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Il Popolo della Libertà espugna Roma
Il Popolo della Libertà espugna Roma. Secondo i miei calcoli, quando mancano circa 200 sezioni, il distacco è ormai incolmabile. La vittoria strepitosa di Gianni Alemanno ha un sapore tutto amministrativo. Se, infatti, sul primo turno poteva aver avuto effetto il traino delle politiche, al secondo turno i romani, messi di fronte al futuro della loro città, hanno deciso di cancellare quindici anni di centrosinistra e di dire no alla staffetta Rutelli/Veltroni/Rutelli. Eccovi il link con tutti i risultati dei ballottaggi. Il risultato in Provincia di Milano è stato eccellente. Il centrodestra non è riuscito ad espugnare Bresso per un manciata di voti, ma ha invece conquistato l’altra roccaforte rossa, Gorgonzola. I 3 comuni sopra i 15.000, prima del rinnovo, erano tutti in mano al centrosinistra. Oggi, il Popolo della Libertà e la Lega vincono con un ottimo 2 a 1. Non potremmo presentarci meglio all’appuntamento delle Provinciali 2009. Forse, i giorni di Filippo Penati sono davvero contati.
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Beppe Grillo, fatti e (soprattutto) misfatti
Con Beppe Grillo, si sa, ho un fatto aperto. Ai vecchi tempi, la gogna mediatica cui ha cercato di mettermi si sarebbe risolta con un guanto di sfida. Nell’epoca di Internet, tutto diventa complicato. Come si sa, il Grillo rifiuta ogni confronto, e dal suo pulpito mediatico sputa accuse, insulti, sentenze. Filippo Facci, sul Giornale, e Giacomo Amadori, su Panorama, raccontano tutto quello che il capopopolo genovese non vuol far sapere, e i suoi fan non vogliono sentire. Ecco il dossier, liberamente scaricabile. Leggere e diffondere mi sembra quasi un dovere civico. Naturalmente, a differenza che sul suo sito, qui il tutto è liberamente commentabile.
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La saggia politica di Maurizio Cadeo
Lunedì 5 maggio l’Amsa, l’azienda di nettezza urbana del Comune di Milano, col pieno sostegno dell’assessore Maurizio Cadeo, presenterà un progetto per aggiungere alla raccolta differenziata (che per ora si concentra su carta, vetro, plastica e lattine) anche la distinzione tra secco e umido (residui alimentari e organici). Dieci anni fa, per un biennio, il Comune ci aveva provato, con alti costi e risultati scarsi. Oggi, si punta sulla rinnovata attenzione da parte dei cittadini al tema rifiuti… nella speranza che i comportamenti civici si allineino alle dichiarazioni di principio. Incrocio le dita, e dico per l’ennesima volta bravo a Cadeo, col quale mi ha unito la battaglia per il nuovo termovalorizzatore, attualmente ancora impantanato, come tre mesi fa, nelle contraddizioni della Giunta Penati.
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Il blog della settimana - Tolleranza Zoro
Questa settimana vi presento un blog anomalo, Tolleranza Zoro. Autore, Diego Bianchi, diessino della “bbase de Roma”, che posta una sorta di diario semiserio corredato da commenti filmati (reperibili anche su Youtube) sui “semplicemente democratici” che valgono più di un editoriale di Mieli per capire il PD veltroniano, e che ho già postato in occasione delle liste del rinnovamento veltroniano. Ecco l’ultimo, ma sono tutti da gustare…
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Disinformazia?
Mi aspettavo che oggi la stampa desse maggior risalto al brutto scivolone rimediato da Philippe le Petit su Brebemi. Invece, un pezzullo su Libero, un paio di trafiletti su Corsera e Repubblica e nulla più. Ma coma, la maggioranza si spacca su una questione fondamentale, diciamo “politicamente dirimente”, e a parte qualche breve accenno, il nulla? Possibile che tutti abbiano presa per buona la “velina” dell’ineffabile Maggi o quella della capogruppo PD Arianna Cavicchioli dove si derubrica ad “atto amministrativo” un provvedimento dove si decide: di accelerare Brebemi; di affidare l’intera gestione finanziaria al socio IntesaSanpaolo; di riservare la progettazione e la costruzione dell’opera a non meglio specificati “soci” costruttori e progettisti, anche se attraverso società partecipate o controllate? Mah! Nel frattempo, sto ammonticchiando un dossierino su BreBeMi del massimo interesse… e uno su Tem altrettanto gustoso. Se qualcuno, ovviamente, li vorrà leggere.
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