La bacchetta di Tremonti sulle Veltronomics

Giulio Tremonti ho imparato ad apprezzarlo piano piano. Prima ho gradito il ministro che non mi ha messo le mani in tasca, nonostante un bilancio pubblico da tregenda. Poi ho scoperto l’uomo televisivo, finalmente capace di trasformare in carisma comunicativo (e battute fulminanti) l’aria e il tono da “primo della classe”. Infine, sto divorando il saggista. Sono partito dal fondo, dedicando la mia Pasquetta a La paura e la speranza. Sono rimasto conquistato dalla scrittura nervosa, comunicativa, piana, argomentata. E da una tesi fuori dal coro, proprio come piacevano a me, ai tempi non lontani in cui trovavo tempo per le recensioni. Ci tornerò sopra. Nel frattempo, vi invito a leggere l’intervista a Panorama: Tremonti dice parole definitive sul programma economico del piddì.

La Waterloo del governo Prodi: Malpensa e monnezza

In due dossier di Panorama, ecco i costi imposti al paese dall’incapacità di Romano Prodi, Presidente del PD, e del suo governo di gestire la crisi Alitalia e l’immondezzopoli Campana. Un disastro turistico per l’Italia e una miniera d’oro per la Germania.

Vogliamo togliere la provincia a Penati, please?

E va bene, c’è stato uno scazzo (si può dire, sul web?) tra Silvio Berlusconi e Guido Podestà. Di fronte alla bocciatura di una sua eventuale candidatura al Parlamento per potersi dedicare in tutta calma alla sfida a Philippe le Petit, Guidone ha sbattuto i pugni sul tavolo. Ora, tutto è rientrato. Occorreva un chiarimento, e c’è stato. Podestà è un galantuomo (chiedere a Bruxelles e Strassburgo, dove colleghi parlamentari di tutta Europa e funzionari lo adorano). Spiace che qualcuno continui a inzuppare il biscotto nella vicenda, con interviste e dichiarazioni velenosette. Una volta tanto, forse il centrodestra ha scelto il suo campione col necessario anticipo, che era l’unica cosa che ho sempre implorato a chi mi ha chiesto lumi. I nomi che si son fatti in questi mesi (Lupi, Mantovani, Maiolo, Podestà) andavano tutti bene, ma occorreva evitare che la scelta fosse fatta in zona Cesarini. Per quanto mi riguarda, ribadisco quanto ho dichiarato a Libero. Esiste un “metodo Podestà” che è fondato sul rispetto del territorio e sull’impegno a svolgere al meglio i compiti assegnati dagli elettori e dal partito. Ora, Podestà deve applicare alle elezioni in Provincia lo stesso metodo. Gli altri, sostenerlo.

Walter Veltroni, ma si può affidare il governo a questo qui?

Sarà anche coccolato dai media, avrà anche quest’aria perbenino, apparirà bene in TV… ma dietro a tutto questo, cosa c’è? Il nulla, oppure… ecco, oppure. Benedetto Marcucci, in un brillante pamphlet pubblicato da Rubbettino, Modello Roma. Il grande bluff, spiega i disastri combinati da Uolter in quel di Roma. Possibile che in questo paese i (mal)fatti contino poco nel dibattito politico? Ma lo sapete che negli States uno così i media lo avrebbero massacrato per il suo malgoverno?

Grazie Nancy. Grazie di esistere

Nancy Pelosi, la speaker della Camera dei Rappresentanti statunitense, ha impartito una lezione di etica, stile, moralità. Di fronte all’ignavia delle diplomazie mondiali incapaci di reagire all’ennesimo stupro compiuto dalla Cina ai danni del Tibet e dei diritti dell’uomo e del cittadino, si è recata a Dharamsala dal Dalai Lama, ha detto chiaro e tondo che quanto sta capitando è “una sfida alla coscienza del mondo” e ha fatto appello alla comunità internazionale affinché una commissione d’inchiesta appuri le responsabilità delle violenze. E noi, nel frattempo, ci teniamo la Realpolitick di Massimo D’Alema.

Malpensa, Philippe paga con una figuraccia le sue crisi da astinenza mediatica

Ieri sera, finalmente, si è tenuto un Consiglio Provinciale dedicato a Malpensa, mesi e mesi dopo che l’opposizione lo aveva richiesto e a oltre tre mesi dalla “prima puntata” (poi sospesa) che aveva visto l’audizione del presidente di Sea Bonomi.  Giorno prima, Philippe le Petit, preso da astinenza mediatica, aveva annunciato in pompa magna un ordine del giorno inteso a chiedere l’aumento di capitale di Sea (che gestisce Malpensa) attraverso l’ingresso dei privati. Privati che, ovviamente, si sono spanciati dalle risate. Ma quel che conta è apparire sulla stampa. Peccato che i massmedia non abbiano messo la stessa enfasi su quanto capitato ieri sera: nessun ordine del giorno della sinistra (che si è limitata a bocciare i nostri), nessuna parola di Penati sull’aumento di capitale, sparito improvvisamente dal dibattito. Una relazione imbarazzante, invece, che propinava una descrizione “pro domo sua” degli eventi. Quanto a Malpensa, un dietrofront totale.
Codicillo. Ho avuto il “privilegio” di intervenire subito dopo la relazione del Presidente (spero di poter mettere il video on line al più presto). Una replica che l’ex venditore di polizze Unipol ha pensato bene di non ascoltare, rientrando in aula solo dopo che ho terminato di parlare. Rispondo come Stecchetti: “Tirate calci? E bene, / ma non è questo segno / che v’ho frustato bene?”. Si sarà mica offeso perché ho tirato fuori una brutta storiaccia di assunzioni?

Tibet: solidarietà unanime, ma al ribasso

Il consiglio provinciale di Milano, per iniziativa del capogruppo dei Verdi, si è espresso dando l’immancabile e giusta solidarietà al popolo tibetano. Ahimé, una solidarietà standard. Bocciati, infatti, i tre emendamenti proposti da me e Giovanni De Nicola. Il mio chiedeva un “embargo” sulle forniture “made in China” dell’amministrazione provinciale sino alla fine delle violenze in Tibet; De Nicola, invece, chiedeva (un po’ provocatoriamente, ma perché negare la verità storica, cari compagni’) che venisse aggiunto l’aggettivo “comunista” a definire il regime cinese e, soprattutto, chiedeva che, ai giochi olimpici, non partecipasse alcuna delegazione istituzionale.  Ma tant’è. Nulla da fare. Oltre che “maanchista”, la sinistra vecchia e nuova è “ribassista”: solidarizza al ribasso, e senza efficacia.
Post scriptum. Su Google ho cercato immagini relative alla tragedia del popolo tibetano. Ho riscontrato un imbarazzante “silenzio visivo”

Le consulenze della Provincia, tra illegalità, opacità e vecchie brigatiste

Il capitolo consulenze della Provincia di Milano si arricchisce di nuovi, ben poco esaltanti capitoli. Manca ancora il documento di indirizzo del Consiglio (che dovrebbe stabilire l’ammontare complessivo delle consulenze e le caratteristiche dei consulenti) e il relativo regolamento, ma i dirigenti fanno come se la legge non ci fosse. L’elenco su Internet stabilito per legge è fermo  al 2006. In compenso, saltano fuori alcuni nomi grotteschi (il dirigente rifondarolo Cassamagnago, fiero avversario della Provincia di Monza e Brianza, messo a fare il consulente…. per il Progetto Monza e Brianza) e inquietanti: tipo l’ex brigatista Paola Besuschio.

L’orrore Alitalia, il sale su Malpensa

Confesso: copio il titolo dall’articolo di Davide Giacalone. Non saprei dirlo meglio. Non so cosa mi indigni di più della vicenda. Se i quindici anni di scelte industriali sbagliate dei vertici della nostra compagnia di bandiera, se la cupidigia di servilismo manifestata da Romano Prodi (del resto, vedi la vicenda euro, la sua schiena scatta a “pigrecomezzi” ogni volta che i padroni francotedeschi lo chiamano all’appello) che svende Alitalia, senza se, senza ma, senza paletti e senza dignità a un quinto del suo valore di mercato (leggere per credere il dossier di Repubblica, che omette però lo scandaloso prezzo di vendita). Il peggio, forse, è il benefit concesso ai francesi: l’aeroporto di Malpensa, pericoloso concorrente degli scali parigini, su cui, come denucia Roberto Formigoni, non solo ci si accinge a “spargere il sale”, ma si cerca di mettere la museruola a Sea impedendole di far valere i suoi diritti. Il tutto, prima del 13 e 14 di aprile.

Ho il mal di scuola e me ne vanto

Ho il mal di scuola. Forse perché, nella mia famiglia, si sono date il cambio generazioni di insegnanti. Un secolo di parenti in cattedra, non è acqua. Per questo, oggi, sono pieno di bile, di rabbia, quanto capita ai nostri giovani è indecente. Sono, in media, disastrosamente ignoranti. Agli ultimi posti nelle classifiche mondiali. Dopo i dati disastrosi del rapporto Ocse 2007, è stato fatto ben poco. Unica luce in tanto buio, la decisione del ministro Fioroni di reintrodurre gli esami a settembre. Peraltro, l’esponente “semplicemente democratico” è responsabile di aver cancellato la riforma Moratti (non che mi entusiasmasse, ma andava nella giusta direzione) e di di aver impugnato di fronte alla Corte Costituzionale la legge della Regione Lombardia che colpiva il problema al cuore, mutando il sistema di reclutamento degli insegnanti. Leggi il resto »