Scritto il 24 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Si sono già persi 5 mesi, e altri se ne perderanno. Filippo Penati, annuncia il Corriere della sera a firma Maurizio Giannattasio, sembra intenzionato a riaprire sul nuovo termovalorizzatore indispensabile per evitare, tra qui a tre anni, la “campanizzazione” del milanese. Del resto, le Osservazioni che la Regione si accinge a trasmettere a Palazzo Isimbardi sono inequivocabili, come registrano Corrado Dragotto sul Giorno e Andrea Montanari su Repubblica: il piano non va. Le dichiarazioni di Bruna Brembilla, assessore all’Ambiente, a Cronacaqui rappresentano un capolavoro di ipocrisia. Lei, del resto, che il Piano sottostimasse il quantitativo di monnezza da smaltire lo sapeva, tanto che nella prima versione (cassata dai “rosso-verdi”) il termovalorizzatore c’era. E lo abbiamo gridato in aula, che i dati erano sbagliati, che la Regione non avrebbe potuto che respingere il piano. Risultato: sei mesi di tempo persi per fare melina e rinviare il problema. Già. Solo che il Piano dovrà tornare in Consiglio per le modifiche, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione e forse anche Sinistra Democratica, di termovalorizzatori non vogliono sentir parlare, come non volevano sentire parlare di Expo, Cerba, Tem. Provvedimenti che erano nel programma della CdL, e che senza di noi non sarebbero stati approvati. Ora, però, gradirei si dicesse basta. Su ambiente, urbanistica, infrastrutture e sviluppo, la giunta e il centrosinistra sono spaccati a metà. Vuole, per cortesia, Philippe le Petit prendere atto che la sua maggioranza non c’è più?
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Scritto il 23 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Che il piano rifiuti della Provincia di Milano fosse basato su dati farlocchi che sottostimano in maniera clamorosa la produzione di immondizia nei prossimi anni, lo avevo denunciato. Che gli impianti siano al limite, è testimoniato dalla mancata “solidarietà rossa” della banda Penati alla giunta Bassolino. Ora arriva la clamorosa conferma: le “Osservazioni” al Piano Provinciale Rifiuti che la Regione si accinge a inviare a Palazzo Isimbardi sono un grido di allarme. Basterebbe l’incipit: “Si rileva che per la stima della crescita dei rifiuti attesi a fine piano e per il relativo dimensionamento impiantistico futuro è stata utilizzata un’assunzione arbitraria di contrazione del tasso medio di crescita, sulla base di azioni politiche di riduzione dei rifiuti solo presunte e non supportate da adeguati studi progettuali… Si fa rilevare che il Piano provinciale ha assunto un tasso di incremento medio annuo dei rifiuti pari all’1%, e che i primi dati rilevati da Arpa per la Provincia di Milano fanno registrare un incremento medio annuo pari a circa l’1,7%”. Dati farlocchi, “indeterminatezza del destino dei flussi di rifiuti”, “ambiguità nella scelta degli impianti di termovalorizzazione”, “carenze delle analisi economico finanziarie”. Insomma, un pasticcio. Ora, l’assessore Brembilla e Philippe le Petit queste cose le sanno perfettamente, tanto che il piano originale era diverso. Le urla della sinistra arcobaleno (la stessa responsabile del disastro campano), han fatto si che, sbianchetta sbianchetta, la delibera fosse cambiata. E adesso? Il tutto deve tornare in Consiglio, dove la maggioranza per far passare le necessarie modifiche non c’è. Ora, grazie al centrodestra sono passati tutti i provvedimenti importanti più recenti, dall’adesione a Expo 2015, al nuovo centro di ricerca sul cancro Cerba alla ricapitalizzazione di Tem, che hanno visto il voto contrario di Rifondazione e compagnia. Stavolta, per quanto mi riguarda, basta. I “due forni” si sono rotti. Philippe le Petit prenda atto che la sua maggioranza non c’è più. Poi, si vedrà, assieme al centrodestra, cosa fare.
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Scritto il 23 Gennaio 2008 da Max Bruschi
In un articolo di Gianandrea Zagato sul Giornale, alcune sorprese dalle delibere sui fondi terzomondisti dell’amministrazione Penati.
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Scritto il 22 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Scritto il 21 Gennaio 2008 da Max Bruschi

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Scritto il 21 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Guai ad essere contro la cooperazione, l’aiuto ai paesi in via di sviluppo, il commercio equo e solidale e altri ammennicoli del genere. Ma a leggere le 4 delibere della giunta Penati (di 62.000 euro, 71.800 euro, 100.000 euro e 161.500) a Comuni, Enti e Associazioni diverse “a sostegno di attività in tema di cooperazione internazionale, commercio equo e solidale, turismo responsabile” con relativa sequela di contributi a pioggia, dagli 8000 euro per la “Casa dell’immigrazione senegalese in Italia” ai 25.000 “a sostegno del processo di pace nel Sudan” ai 5.000 per il “sistema di allerta contro gli sfratti in America Latina e nei Caraibi”, qualche perplessità viene. Perché non indirizzare i fondi su qualche progetto qualificante? Con i 398.500 euro delle delibere (ma altre ce ne sono) si potrebbero ad esempio fornire mille e più computer a basso costo adatti a situazioni tecnologicamente arretrate. Certo, così non si favoriscono le solite cooperative e associazioni amiche, non si salta di convegno in convegno, ma si otterrebbe un risultato tangibile. Nel corso del prossimo bilancio presenterò un ordine del giorno collegato per vincolare i progetti “terzomondisti” ad alcuni grandi interventi concreti. A partire proprio dal digital divide.
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Scritto il 19 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Mentre il mondo politico si avvoltola nelle beghe di bottega (giudiziaria e non) e Prodi sperimenta sempre nuove forme dell’arte del Tac (Tirare a campare), il paese precipita nel confronto con le altre economie globalizzate. L’Index of economic freedom 2008, la classifica mondiale sulla libertà economica, lo colloca al 64° posto, dietro la Mongolia e il Belize. Lo scandalo rifiuti ha fatto il giro del mondo (e della Commissione Europea, che si accinge a multare) e l’affaire Malpensa (su cui scende in campo, su Libero, Mariastella Gelmini) assomiglia alla famosa battuta del marito che, per far dispetto alla moglie… Come dire, proprio non ci siamo. A preoccupare, è l’incapacità di reagire. Negli Usa, ai primi venti di rallentamento dell’Economia, il Presidente Bush risponde con un poderoso alleggerimento fiscale. In Italia, si cincischia.
Categoria: Blog, Italia sì, Italia no |
Scritto il 19 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Martedì 22 gennaio, dalle ore 12 alle 13.30, Max Bruschi sarà ospite di Aria pulita, la trasmissione di approfondimento e confronto politico di 7 Gold condotta da Simona Arrigoni.
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Scritto il 19 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Angelo Panebianco, editorialista di punta del Corsera e il miglior politologo italiano (il suo Modelli di Partito dovrebbe essere lettura obbligatoria per chi si affaccia alla “cosa pubblica”), spiega, come meglio non si potrebbe, il suo “sì” al referendum elettorale.
Categoria: Blog, Italia sì, Italia no |
Scritto il 19 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Lo sostengo da anni, col supporto di tutti i dati (ad esclusione di quelli, taroccati, della Provincia di Milano): capitolo rifiuti, il territorio milanese è al limite. E difatti, dovendo dare una risposta alla richiesta di soccorso per smaltire la monnezza campana, l’assessore Daniela Gasparini abbozza chiamando in causa la Regione. Insomma, il sistema, nel giro di qualche anno, rischia di saltare senza il nuovo termovalorizzatore. Se dovesse accadere, propongo che i rifiuti vengano depositati direttamente nelle abitazioni dei Consiglieri Provinciali responsabili del no al nuovo impianto.
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