Scritto il 24 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Ricordiamo tutti la tragedia dello Sri Lanka, lo tsunami del 26 dicembre 2005. Sugli aiuti della Provincia di Milano, qualche perplessità c’è sempre stata (vedi la spesa folle per i desalinatori), ma nessuno aveva obiettato rispetto all’idea di concentrare gli altri aiuti su due atti: la ricostruzione del villaggio di Kalamulla e della scuola di Negombo per 350.000 euro. Ma poteva l’Ente Provincia evitare di pagare il consueto “pizzo” alle spese di comunicazione? No, non poterva. E così sono sfumati 10.000 euro per la visita coi giornalisti al seguito, 4.000 per la missione di due consiglieri, 23.640 per tre brevi filmati, 6.696 acquistando spazi televisivi per mandarli in onda e ulteriori 23.760 per un filmino di 12 minuti che celebri l’epopea penatiana. In tutto, fanno 68096 euro, una “tangente comunicativa” del 20%. Soldi coi quali si sarebbero potuti ricostruire un paio di villaggi. Complimenti.
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Scritto il 24 Gennaio 2008 da Max Bruschi
Si sono già persi 5 mesi, e altri se ne perderanno. Filippo Penati, annuncia il Corriere della sera a firma Maurizio Giannattasio, sembra intenzionato a riaprire sul nuovo termovalorizzatore indispensabile per evitare, tra qui a tre anni, la “campanizzazione” del milanese. Del resto, le Osservazioni che la Regione si accinge a trasmettere a Palazzo Isimbardi sono inequivocabili, come registrano Corrado Dragotto sul Giorno e Andrea Montanari su Repubblica: il piano non va. Le dichiarazioni di Bruna Brembilla, assessore all’Ambiente, a Cronacaqui rappresentano un capolavoro di ipocrisia. Lei, del resto, che il Piano sottostimasse il quantitativo di monnezza da smaltire lo sapeva, tanto che nella prima versione (cassata dai “rosso-verdi”) il termovalorizzatore c’era. E lo abbiamo gridato in aula, che i dati erano sbagliati, che la Regione non avrebbe potuto che respingere il piano. Risultato: sei mesi di tempo persi per fare melina e rinviare il problema. Già. Solo che il Piano dovrà tornare in Consiglio per le modifiche, Verdi, Comunisti Italiani, Rifondazione e forse anche Sinistra Democratica, di termovalorizzatori non vogliono sentir parlare, come non volevano sentire parlare di Expo, Cerba, Tem. Provvedimenti che erano nel programma della CdL, e che senza di noi non sarebbero stati approvati. Ora, però, gradirei si dicesse basta. Su ambiente, urbanistica, infrastrutture e sviluppo, la giunta e il centrosinistra sono spaccati a metà. Vuole, per cortesia, Philippe le Petit prendere atto che la sua maggioranza non c’è più?
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