Cadeo ha ragione, Milano rischia scenari campani. Subito un tavolo di revisione del piano rifiuti

“La Provincia di Milano ha approvato, lo scorso anno, un piano rifiuti patacca. Per non dire esplicitamente che è necessario un nuovo termovalorizzatore, si è sottostimato l’incremento di produzione dei rifiuti. E questo per i veti criminali dell’estrema sinistra, dei piccoli Pecoraio Scanio che hanno provocato la tragedia napoletana e che rischiano di gettare Milano dalla stessa piramide di rifiuti” ha dichiarato Max Bruschi, consigliere di Forza Italia alla Provincia di Milano. “Oggi la visione di quanto capita a Napoli ha risvegliato la coscienza dei cittadini, e i termovalorizzatori non sono più un tabù. L’assessore al Comune di Milano Maurizio Cadeo ha lanciato un grido d’allarme: vogliamo ascoltarlo, o preferiamo nascondere la testa sotto la sabbia oggi e sprofondare nella monnezza domani? Chiedo un tavolo di confronto urgente e l’audizione in consiglio dell’assessore Cadeo, dei vertici delle società che si occupano di smaltimento (a partire da A2A), l’eventuale inserimento immediato di un nuovo termovalorizzatore nella programmazione provinciale” Per quanto riguarda la localizzazione, per Bruschi, “è necessario procedere con serietà e chiarezza, coinvolgendo anche le popolazioni locali, e prevedere eventuali forme di compensazione. Sono convinto che gli scenari campani abbiano aperto gli occhi a molti..

Auto blu, o del fuscello e della trave

La battaglia contro le auto blu non mi appassiona. E lo dico a maggior ragione perché l’argomento non mi riguarda, visto che amo girare Milano coi mezzi pubblici. Però va detto che, se usate correttamente (e se non lo sono, si rischia grosso, come ben sanno a Messina), le auto di servizio rappresentano uno strumento di lavoro: preferisco un assessore perennemente in giro sul territorio rispetto a chi rimane a scaldare una poltrona. La demagogia acceca: fare a meno delle auto di servizio, come dimostra il Comune di Milano, fa lievitare i costi anziché ridurli. Bell’affare! Invece, non si guarda ai veri sprechi: il “monumento a cavallo” di Filippo Penati costa il decuplo delle vituperate auto blu. Cari amici, continuiamo a guardare il fuscello, o cominciamo a dedicarci seriamente alla trave?