Incarico a Marini? Ma per piacere!

Alle 17 il presidente del senato Franco Marini è convocato al Quirinale per un probabile incarico. Siamo, come c’era da immaginarsi, alla melina. Eppure, mai come ora sarebbe necessario affidarsi agli elettori. Perché ogni giochino di palazzo non fa che approfondire il distacco tra politica e popolo sovrano, diventato oggi un baratro. Insomma, io la penso come Davide, della “mitica” Edicola del Corso (Buenos Ares).

Giovedì 31 gennaio, alle ore 21, il Consiglio provinciale affronterà la questione rifiuti.

In Provincia, la maggioranza non c’è più.


Tem, sicurezza, Expo 2015, Cerba, equilibri di giunta e, tra poco, rifiuti, come registra sul Giornale Gianandrea Zagato. Il centrosinistra, a Palazzo Isimbardi, si regge solo sull’ipocrisia di chi non prende atto che sui temi più rilevanti Partito Democratico e Cosa rossa hanno percorsi divergenti.

Oh bej, oh bej!

“Milano (7 dicembre 2007). Palazzo Isimbardi s’illumina per le feste. Tutte le sere, da oggi fino al 6 gennaio, la sede della Provincia di Milano sarà illuminata e addobbata a festa.
I cittadini potranno ammirare i fasci di luci colorate proiettate sulle facciate esterne del Palazzo grazie all’installazione di 40 proiettori a led, i cui colori sono programmabili attraverso delle apposite centraline. Il susseguirsi di colori permetterà di godere di giochi cromatici che saranno accompagnati agli addobbi suggestivi disposti alle 28 finestre della facciata di corso Monforte. Nel cortile d’Onore, inoltre, è allestito un albero di Natale, alto 5 metri, posizionato su un simbolico pacco dono con oltre 7000 punti luce e 200 palle rosse decorative”.
“Anche quest’anno - afferma il presidente della Provincia, Filippo Penati - illuminando palazzo Isimbardi abbiamo voluto contribuire a creare un’atmosfera di festa nella città, che aiuti tutti i milanesi a trascorrere questo periodo dell’anno con gioia e serenità”. Sin qui, la nota ufficiale. Certo, se i milanesi sapessero che le sole luminarie sono costate 95.400 euro, forse sarebbero meno felici…

Un atto virile?

Se fossi nei suoi compagni di cordata della cosa rossa, arriverei subito al redde rationem. Capisco l’attaccamento alle poltrone, ma francamente dopo queste dichiarazioni viriloidi del Presidente (pro tempore) della Provincia di Milano al Corriere della Sera, che auspica per il Pd la “corsa solitaria”, prenderei atto che la maggioranza non esiste più.

Il fior che avevi a me tu dato / tanti soldini io l’ho pagato

Questo capolavoro di fioriera, poco più di sei metri di affare, è stato posto da Philippe le petit a ingentilire il piazzale antistante Palazzo Isimbardi, già teatro di un rifacimento durato il doppio del tempo previsto e dei cui costi sono alla caccia. Il coso verdeggiante è destinato a far coppia con il già più volte lodato monumento equestre alla gloria di Filippo, il “portatore di luce” per il quale sono stati sprecati 350.000 euro della collettività. E la fioriera, quanto costa la fioriera? 15.925,44 euro, uno sull’altro.

Sui rifiuti, la “cosa rossa” incenerisce Penati

Come volevasi dimostrare, i 10 no della regione al Piano rifiuti farlocco della Provincia di Milano e la (tardiva) apertura di Penati al nuovo termovalorizzatore hanno scatenato le ire della “cosa rossa” (e i tremori dell’assessore Bruna Brembilla) tanto da far sostenere a Repubblica l’eventalità neanche troppo remota di elezioni anticipate. Ci siano (e sarebbe un bene!) o meno, occorre farsi trovare preparati. Capisco le “fibrillazioni” per la situazione nazionale, ma è indispensabile che il centrodestra definisca subito il candidato Presidente e che Forza Italia scelga i candidati nei collegi della Provincia. Philippe è petit come amministratore, ma in campagna elettorale è un osso duro!

Malpensa, la Lombardia s’è desta

Il danno fatto dal governo Prodi al Nord e all’intera Italia attraverso una gestione sciagurate dell’affaire Alitali-Air France-Malpensa c’è ed è grave. Ma, a quanto pare, sotto la regia di Roberto Formigoni, la reazione è stata pronta. Il mondo imprenditoriale si unisce al governatore lombardo nel tentativo di salvare il porto del Paese verso il mondo.

Dies irae

Sri Lanka, una solidarietà pelosa?

Ricordiamo tutti la tragedia dello Sri Lanka, lo tsunami del 26 dicembre 2005. Sugli aiuti della Provincia di Milano, qualche perplessità c’è sempre stata (vedi la spesa folle per i desalinatori), ma nessuno aveva obiettato rispetto all’idea di concentrare gli altri aiuti su due atti: la ricostruzione del villaggio di Kalamulla e della scuola di Negombo per 350.000 euro. Ma poteva l’Ente Provincia evitare di pagare il consueto “pizzo” alle spese di comunicazione? No, non poterva. E così sono sfumati 10.000 euro per la visita coi giornalisti al seguito, 4.000 per la missione di due consiglieri, 23.640 per tre brevi filmati, 6.696 acquistando spazi televisivi per mandarli in onda e ulteriori 23.760 per un filmino di 12 minuti che celebri l’epopea penatiana. In tutto, fanno 68096 euro, una “tangente comunicativa” del 20%. Soldi coi quali si sarebbero potuti ricostruire un paio di villaggi. Complimenti.