Italia, un quadro desolante

L’Espresso, a firma di Emiliano Fittipaldi, pubblica un lungo reportage sulla “discesa di classe”. Insomma, anche il settimanale della sinistra al caviale prende atto della drammatica realtà italiana: per la prima volta dal dopoguerra, i figli stanno decisamente peggio dei padri e sono scettici sulla possibilità di uscire dal declino. Dall’altra parte dell’Oceano è Ian Fisher, sul New York Times, a siglare una corrispondenza il cui filo rosso è “now life is harder”. Mentre la cosiddetta grande stampa si impastoia su retroscena e legge elettorale, non sarebbe il caso invece di mettere i “bamboccioni” al centro dell’agenda politica e mediatica? Magari prima che sia troppo tardi?

Accorpamenti poco giudiziosi

Giorgio Guaiti, firma storica della cronaca “scolastica”, firma sul Giorno un articolo che tratta della scombinata storia del liceo scientifico Severi. Una scuola in crisi di spazi, grazie all’aumento delle iscrizioni, che viene costretta dalla Provincia di Milano alla convivenza forzata dapprima col magistrale Carlo Tenca, e oggi coll’istituto tecnico Cesare Correnti, nonostante il quartiere del “Correnti” sia occupato da altri due licei scientifici. Docenti, studenti, professori “contro”, ma la politica “democratica del consenso”, per Rifondazione Comunista, funziona a corrente alternata.

Diario dalla crisi negata - 2

Il compagno Krusciov mi scrive
“Bello l’articolo di oggi di oggi di Gianandrea Zagato sul Giornale. Le cose stanno proprio così. Da mesi Filippo scalpita. La Provincia gli sta stretta. E prova a divincolarsi. In soldoni, voglia di ricandidarsi, non ce ne è. E dunque, vai di strappo con gli alleati. Leggi il resto »

Provincia, trasparenza innanzitutto

Ecco il testo dell’ordine del giorno urgente presentato da me e da Giovanni De Nicola, sostenuto da Udc e Lega, che chiede la trasparenza sugli atti dei dirigenti e le agenzie che riportano le mie dichiarazioni e quelle di De Nicola.

Occhio non vede, cuore non duole. Ma paga Pantalone

Da tempo lo vado dicendo. La vera casta sono i dirigenti pubblici, e se non si fa trasparenza sui loro atti amministrativi, sarà inutile pensare di porre fine allo spreco di pubblico denaro. Prendiamo ad esempio la molto esimia dottoressa Melchiorri e lo stimabilissimo dottor Giagoni. Il secondo, in particolare, sta cercando di bloccare la mia proposta di regolamento sulla trasparenza. Ho scoperto il perché. Lui, cripta tutto. Tranne i soldi ai poveracci.

La Provincia “criptata”

Capitolo consulenze e spese dei dirigenti, la Provincia di Milano sta peggio del Comune. I dirigenti criptano le consulenze scomode, date magari a chi fa il “moralizzatore” a Palazzo Marino. Ecco l’accusa di Giovanni De Nicola, capogruppo di AN in consiglio Provinciale.

Diario dalla crisi (negata) - 1

Il compagno Krusciov ci scrive:
“Curioso. La Commissione che oggi si riuniva per esaminare gli emendamenti allo statuto di Serravalle ha visto brillare per l’assenza gran parte della Sinistra Arcobaleno. Assente il capogruppo di Rifondazione Nello Patta, assente il compagno rifondarolo Luigi Tranquillino, assenti i rappresentanti di Sinistra Democratica. Unico giustificato, il compagno Luigi Greco (Rifondazione), bloccato da una brutta operazione. Unico presente, e piuttosto combattivo, Guerra, dei Comunisti italiani. Gli è, a voler essere malevoli, che rifondaroli e sinistri democratici risultano essere stati, in queste settimane, abbondantemente pagati in termini di “posti” nei cda delle società. E gli è che è in atto il tentativo “viva il parroco”. Cioè spedire in tribuna la palla. E cioè far saltare la riunione del 18 dicembre, dedicata allo statuto di Serravalle. Come? Si sa, d’inverno l’influenza miete vittime…”

La nuova legge elettorale

Ecco, per capire esattamente di cosa stanno parlando le cronache dei giornali, la bozza presentata da Enzo Bianco di riforma del sistema elettorale di stampo tedesco.

Diario dalla crisi (negata). Prologo.

Ricevo dal compagno Krusciov e volentieri pubblico: 

“Viene in mente la borrachera, la ciucca anarchica spagnola: prima fase borracho; seconda fase muy borracho; terza fase cantos populares; quarta fase cantos patriotticos; quinta fase canto religiosos; sesta fase negacion de l’evidencia; settima fase insulti al clero y apoteosis final. Siamo alla sesta fase, la negacion de l’evidencia. Solo che la corte di palazzo Isimbardi è sobrissima. Da mesi la giunta Penati è in crisi. Su sicurezza, sviluppo del territorio, Expo 2015 i democratici sono appiattiti sul Presidente, la sinistra è dall’altra parte della barricata. Da giorni la “verifica” tiene banco nei corridoi, nei telefonini, nelle segrete stanze. Nodo centrale, la “ciccia”: Serravalle ed Asam. Con Penati intenzionato a vendere, la Sinistra arcobaleno che cerca di fargli trangugiare la maggioranza pubblica nello Statuto. Nodi collaterali: la vicepresidenza del Consiglio Provinciale vacante, gli assetti di giunta da rivedere. Da Palazzo trapela, come ovvio, tutto. Ma tutto appare silenziato. Silenzio (eccezione un colonnino sul Giornale) sul “moralizzatore” Penati che, dopo aver sbandierato ai quattro venti l’intenzione di diminuire gli emolumenti dei consiglieri di amministrazione delle società e di recuperato quanto indebitamente incassato da costoro, “grazia” come un vero sovrano gli amici Di Marco e Bracchi: loro non renderanno uno sghello, nonostante Filippo abbia proposto e fatto votare in Consiglio il contrario. Silenzio addirittura sulla candidatura di Roberto Caputo alle prossime elezioni provinciali (unica eccezione, per ora, il Giorno) nonostante rappresenti una notizia innocua ma golosa: Penati perde il PSI. 
Insomma, un bel tacer non fu mai scritto. Da oggi, grazie all’ospitalità del sito blog.maxbruschi.it, potrete trovare alcuni frammenti “dall’interno” di quanto sta accadendo”.

Il punto su via Varanini

Penati ha comprato casa ai Rom in via Varanini. Ecco un articolo di Gianluca Boari su L’Opinione che ricostruisce la vicenda.