Philippe sempre più le petit

La maggioranza di centrosinistra che sorresse l’elezione di Filippo Penati non c’è più. Sui provvedimenti importanti, si squaglia o sta assieme al prezzo di pesanti mediazioni. Oppure, l’opposizione riesce ad infilarsi, come “l’asse” con Rifondazione Comunista che ha portato a modifiche allo Statuto con importanti poteri del Consiglio sulle partecipate, alla mia elezione alla presidenza della Commissione Granzia e Controllo e allo “stop” ad alcune operazioni spregiudicate su Serravalle. Su Expo e sicurezza, invece, siamo noi a votare i provvedimenti “penatiani”, mentre la “cosa rossa”, tutta o in parte, si defila. Sino all’escalation delle ultime ore. Sul CERBA, il nuovo centro avanzato di ricerca biomedica voluto da Umberto Veronesi, la maggioranza si sfalda, come riportato anche da Libero e Giorno. Nelle ore successive, siamo al “redde rationem”: l’intervista su Repubblica del Presidente della Provincia provoca pesanti reazioni della “cosa rossa” e l’apertura di scenari inediti registrati nelle ore successive dal Corriere della Sera e dal Giornale. Cosa accadrà, è difficile dirlo. Resta un fatto: la Provincia di Milano non si è meritata lo “sgoverno” dell’attuale maggioranza, e non può permettersi altri due anni di stallo.

In difesa di Deborah

Deborah Bergamini non la sento da sei anni. Ci siamo conosciuti durante il mio periodo di servizio ad Arcore e la apprezzo moltissimo, dal punto di vista umano e professionale. Per me, resta un’amica. Se abbia o meno, come si suol dire, sbagliato, non lo so. I brogliacci sono una cosa, le sbobinature un’altra. E, val la pena di sottolinearlo, così fan tutti (e di solito, a quanto è emerso dai giornali, fan molto peggio di lei). Non per dire “nessun colpevole, tutti colpevoli”. Ma per dichiarare il mio fastidio di fronte al coro sguaiato delle vergini vestali (la cui verginità è quantomeno dubbia).