Gavio e il sodalizio con l’inossidabile dottor Binasco
di Sergio Rizzo, “Corriere della Sera”
ROMA - Bruno Binasco e Marcellino Gavio hanno passato insieme una bella fetta di vita. E non una fetta qualsiasi. Il primo è il manager, il secondo il padrone delle autostrade. Ma questo rapporto non la dice tutta. Binasco e Gavio sono stati soci e il loro sodalizio è così stretto che le rispettive famiglie ne sono coinvolte. Prova ne sia il fatto che anche i loro figli si sono messi in affari insieme: hanno una società di consulenza assicurativa. Fa quindi ancora più impressione leggere la trascrizione di una telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza (pubblicata ieri dal quotidiano il Giornale ) durante la quale Binasco e Gavio parlano della vendita della quota dell’Autostrada Milano-Serravalle alla Provincia di Milano. Dandosi rigorosamente del lei. E con Gavio che chiama «dottore» il proprio interlocutore. Quasi che i ruoli, quello dell’imprenditore e del suo braccio destro, fossero invertiti. Anche se in ogni caso Bruno Binasco è decisamente molto più che un semplice braccio destro.
Tortonese come Gavio, è nato il 6 agosto del 1944, esattamente un anno prima che il bombardiere americano Enola Gay sganciasse l’atomica su Hiroshima. Nell’agosto del 1992, pochi giorni dopo aver compiuto 48 anni, anche lui veniva colpito da una bomba: quella dell’inchiesta Mani pulite. Mazzette alla Dc, diceva l’accusa, e non era che l’inizio. In un anno, Binasco fu arrestato sei volte, record assoluto di Tangentopoli. E in una di quelle occasioni, passata poi alla storia, fece il nome di Primo Greganti, il famoso «compagno G», come destinatario di un miliardo di lire per il Pci. Come si conveniva al manager di un’impresa che viveva di appalti pubblici, Binasco aveva rapporti con tutti i partiti. Anche con la sinistra e il mondo delle cooperative. E ciò lo rendeva perfetto nel ruolo di parafulmine.
Da allora, per quasi tre lustri, il suo rapporto con le aule giudiziarie è andato avanti praticamente senza soluzione di continuità. I lunghi processi per le vecchie vicende di quegli anni, ma anche inchieste poi finite nel nulla, come l’ultima, proprio sulla Milano-Serravalle, nella quale oltre a Binasco e Gavio era indagata anche l’ex presidente della Provincia di Milano Ombretta Colli. Tutto però senza lasciare alcuna traccia. L’inossidabile Binasco è anzi sempre più potente. Amministratore delegato della Argo finanziaria, cassaforte del gruppo, colleziona 20 incarichi in società e consorzi. Addirittura più di quanti ne abbia un altro potentissimo tortonese. E’ Fabrizio Palenzona, presidente dell’Aiscat (l’associazione delle concessionarie autostradali di cui fa parte anche il gruppo Gavio), consigliere di Unicredit e di Mediobanca, esponente della Margherita ed ex presidente della Provincia di Alessandria. Non a caso, pure socio di Gavio nel consorzio di autotrasportatori Unitra. E colonna del sistema di relazioni politiche che ruotano intorno alla coppia Gavio-Binasco. Quanto mai trasversali, come dimostrano i contatti con l’ex ministro dell’Industria e dei Trasporti, il diessino Pierluigi Bersani.
Dal centrosinistra si passa a Forza Italia, dove alla Camera il deputato di Alessandria Francesco Stradella, costruttore, non cessa di perorare la causa delle concessionarie autostradali. Campo nel quale, al Senato, è forse ancora più attivo il presidente della Commissione Lavori pubblici Luigi Grillo, che però è anche molto amico dell’europarlamentare dell’Udc Vito Bonsignore, diventato ormai anch’egli uno dei principali concessionari di autostrade in Italia. Quindi anche concorrente del gruppo Gavio.
Ma come poi non ricordare il viceministro delle Infrastrutture Ugo Martinat, esponente piemontese di An nonché grande sponsor dell’autostrada Asti-Cuneo? E in Parlamento c’è persino chi, prima di essere eletto, nel 2001, è stato presidente della società del gruppo Gavio, Autocamionale della Cisa, della quale Binasco è consigliere: Bruno Tabacci, deputato de ll’Udc e presidente della commissione Attività produttive della Camera.
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