L’Idroscalo espelle le Giacche Verdi

“Libero” di Domenica 27 Maggio, articolo di Lorenzo Mottola
Nessuna risposta, nessun dialogo. La Provincia sfratta dalla loro scuderia le Giacche Verdi, il gruppo di volontari che dal 2002 si occupa di pattugliare le sponde dell’Idroscalo. Oggi per protesta i membri dell’associazione selleranno i loro animali (otto più un pony) e lentamente si dirigeranno nella nuova scuderia a Settala. Una marcia di 17 chilometri lungo le strade più trafficate della zona per protestare contro la decisione di Palazzo Isimbardi che ancora sembrerebbe non avere spiegazioni valide. «Lasceremo il parco dell’Idroscalo con un lungo corteo - spiegano i volontari - attraversemo i comuni di Segrate, Pioltello fino ad arrivare a Premenugo di Settala. Qui, in un recinto non riparato dalla pioggia, verranno sistemati provvisoriamente gli otto cavalli. In considerazione del poco tempo a nostra disposizione non siamo riusciti a trovare di meglio».
La storia dello sfratto delle delle Giacche Verdi comincia il 28 dicembre scorso, quando un funzionario della Provincia, Sergio Saladini, scrive che, per mancanza di fondi, la concessione della scuderia all’Idroscalo non sarà rinnovata per un altro anno, come era stato precedentemente stabilito, ma per soli per tre mesi. I volontari, secondo Saladrini, non avrebbero comunque nulla da temere. Alla fine di quel periodo «sarà nostra cura rinnovare il contratto». Saladini, poco dopo, si rimangia tutto e avvisa che le attività delle Giacche Verdi devono cessare «su richiesta dell’assessore competente». Tre righe, nessuna spiegazione. Se ne devono andare e basta.
Da allora la giunta provinciale sostanzialmente rifiuta di esprimersi sull’argomento. Non ne parla il presidente Penati che, dopo aver ricevuto una lettera dalle Giacche Verdi, decide di chiamare il loro presidente. Una lunga telefonata dopo la quale l’ex sindaco di Sesto ha detto di «essere disposto a valutare altre soluzioni». Pochi giorni dopo, tramite un comunicato stampa, anche lui si rimangia tutto e ribadisce che quegli spazi servono alla polizia provinciale. Per quanto lo riguarda la questione è chiusa.
Non vuole parlare il Consiglio Provinciale che, grazie ai voti del centrosinistra, ha rifiutato di discutere l’Ordine del Giorno del consigliere di Forza Italia Max Bruschi che chiedeva di evitare lo sfratto dall’Idroscalo. «Una decisione grave, come immotivata è la cocciutaggine dell’assessore» dice Bruschi.
Non ne discute, infine, il membro della giunta competente, ovvero Irma Dioli da Pizzighettone, assessore alla Pace e all’Idroscalo di Palazzo Isimbardi. La decisione di buttar fuori i cavalli è tutta sua. Per lei, però, parlano solo i suoi collaboratori che più volte hanno spiegato di «non capire». Non capiscono questa polemica perché «la convenzione è in scadenza e non verrà rinnovata, tutto qua». La ragione di tutto ciò non viene spiegata. «La convenzione è scaduta» punto e basta.
Forse lo sfratto è stato stabilito perché la presenza delle Giacche Verdi era stata decisa nel 2002 dalla precedente amministrazione di centrodestra o forse è perché la polizia provinciale è stata ritenuta più idonea a garantire la sicurezza sul bacino artificiale. Queste ipotesi, tuttavia, non sembrano aver riscontri visto che, come sottolineato da Bruschi «il pattugliamento a cavallo era stato definito da Penati “indispensabile” ai fini della sicurezza e invece oggi è stato liquidato in tre righe, con tanto di proibizioni e ingiunzioni».
Forse allora la ragione è che il contributo di 50mila euro all’anno che la Provincia dava ai volontari sembrava eccessivo. Anche qui, però, la cosa non sembra reggere, perché, come spiega il vice-presidente delle Giacche Verdi Giuseppe Scabioli «noi eravamo disposti anche a rimanere lì senza nessun contributo. Purtroppo, però, non ci è stata data la possibilità di parlarne con nessuno. L’ultima volta che ci hanno convocato è stato per dirci che ci avrebbero rinnovato di sicuro. Poi è arrivata la sorpresa». A questo punto, spiega l’ associazione in un comunicato, «non è più nostra intenzione proseguire nella collaborazione con questa amministrazione».
Le Giacche Verdi all’Idroscalo si occupavano di pattugliamento, antisciacallaggio, ricerca dispersi, trasporto medicinali; nonché alle attività di protezione ambientale che spaziano dalla segnalazione delle discariche abusive, sino alla attività di pulitura di boschi, di argini o di alve. «Il nostro compito - spiega il vicepresidente - non è quello di sostituirci alle autorità ma di fare prevenzione e di essere un tramite tra i cittadini e le istituzioni, inoltre ogni week-end le Giacche Verdi mettono in sella gratuitamente più di 200 tra bambini ed adulti col famoso “battesimo della sella”».