Pedemontana, ovvero il caos. Si dimette l’amministratore delegato

Corriere della Sera, articolo di Marco Cremonesi
Polemiche sulle dimissioni dell’amministratore delegato. Bruschi (Fi): malagestione delle società autostradali della Provincia Il manager denuncia ingerenze politiche. A rischio l’investimento di 4,7 miliardi
Pedemontana addio, Giuliano Asperti lascia. L’amministratore delegato della società autostradale indirettamente controllata dalla Provincia ha rassegnato le dimissioni mercoledì scorso con una lunga lettera al presidente Fabio Terragni. Il manager bergamasco era infatti espressione di Autostrade per l’Italia (Aspi), il socio che nelle scorse settimane è uscito dal capitale di Pedemontana, sia pure mantenendo un’opzione sul riacquisto.
Le dimissioni cadono in un momento assai delicato: dopo la firma della convenzione con Cal, l’«Anas lombarda», il maxi progetto da 4,7 miliardi di euro entra nella sua fase operativa. Il prossimo giugno dovrebbero partire le procedure di gara per la progettazione definitiva. Ma la lettera di Asperti mette in luce preoccupazioni che non riguardano la sola continuità nella sala dei bottoni: «Nella gestione di questi anni — scrive Asperti — abbiamo sempre anteposto le ragioni e l’interesse della società ad ogni altro pur legittimo interesse: sia quello dei soci, quando in contrasto con quello della società, sia quello delle istituzioni e della politica, quando invasivo dell’autonomia della società. Cosa non sempre facile». La lettera prosegue con un invito alla responsabilità: Pedemontana «è una grande sfida, molto complessa, la più grande impresa economica che si avvierà in Europa». E il cammino «che non è in discesa, va fatto di corsa». Tra l’altro, ricorda Asperti, «le imponenti risorse di terzi (2,8 miliardi di euro) si possono reperire solo a condizioni normative certe, libere da condizionamenti politici, e garantite da una qualificata, trasparente ed autonoma struttura gestionale». Soprattutto i soci «devono essere molto convinti» dell’impresa: «Sotto questo aspetto, l’esperienza di questi quattro anni non è stata sempre esaltante».
Proprio ieri, il centrodestra di palazzo Isimbardi ha attaccato la «gestione schizofrenica delle società partecipate della Provincia e gli inaccettabili sprechi ai danni dei cittadini». Spiega Giovanni De Nicola (An) che «lo scontro è ormai aperto tra gli stessi uomini di Penati. All’ultimo cda di Serravalle il presidente Asam Giulio Sapelli ha inviato un consulente a tenere una durissima requisitoria». Secondo De Nicola, il bilancio della controllata sarebbe stato «massacrato: crescita dei costi per consulenze, margine operativo in discesa a fronte dell’aumento dei ricavi, risultato netto positivo grazie soprattutto alla cessione di titoli acquistati in passato».
Di qui, la richiesta di Max Bruschi (Fi): «Chiederò a Giulio Sapelli di venire in commissione, visto che ha sparato a palle incatenate contro la gestione di Serravalle di cui pure è il “padrone”; e lo chiederò anche a Fabio Terragni per capire se le accuse di Asperti hanno fondamento». Le dimissioni di Asperti, infatti, secondo Bruschi sono «l’ennesimo atto di denuncia nei confronti della malgestione delle società autostradali della Provincia. Occorre fare chiarezza prima di prendere qualunque decisione». Chiude Bruno Dapei (Fi) «giovedì scorso il consiglio provinciale si è impegnato a mantenere la maggioranza di capitale pubblico in Pedemontana, ma lunedì l’assemblea di Serravalle ha ratificato l’esatto contrario».

3 Risposte a “Pedemontana, ovvero il caos. Si dimette l’amministratore delegato”

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