Milano al collasso. O si fa il nuovo inceneritore o saremo invasi dai rifiuti

Libero del 10 aprile 2007
di Carlo Sala
I rifiuti hanno un pregio: sono sintomo di benessere, più se ne producono, più si è consumato. Ma hanno anche l’ovvio difetto di dover essere smaltiti. E Milano nel prossimo futuro s’appresta a vivere meglio se è vero, come prevede l’Amsa, che i rifiuti aumenteranno. Solo che già oggi la città è quasi al limite delle capacità di smaltimento. La soluzione, invero, l’Amsa l’avrebbe anche già trovata: un termovalorizzatore (inceneritore) nella zona sud, sud-est di Milano. Leggi il resto »

Nuova protesta al parco Lambro

il Giornale

di Gianandrea Zagato 

Quelli che non vogliono i rom sotto casa si danno appuntamento mercoledì in piazza Udine. E sempre lì, alle 18.30, si ritrovano anche quelli che per i nomadi sognano l’integrazione a colpi di «solidarietà e di legalità». Manifestazione con meta finale il civico 8 di via Marotta ovvero la sede del centro ambrosiano di solidarietà che, nel cuore del parco Lambro, ospita diciotto famiglie di romeni.
Ospitalità temporanea nella struttura governata da don Virginio Colmegna, che da sempre offre un tetto e un supporto psicologico a ex tossicodipendenti e pazienti psichiatrici: temporanea perché a breve le diciotto famiglie - con 45 bambini di cui 11 sotto i 3 anni - saranno trasferite in un’area di ottomila metri quadrati che il Comune mette a disposizione del Ceas proprio a fianco dell’immobile di via Marotta.
«Decisione irresponsabile, quella assunta dal sindaco Letizia Moratti con la complicità del vicesindaco Riccardo De Corato e dell’assessore Mariolina Moioli, che è destinata a deteriorare la già mediocre qualità della vita in quest’area ricettacolo di tensioni e di illegalità» sostiene Gianfranco De Nicola, capogruppo provinciale di An, che promuove la protesta di mercoledì. Ma De Nicola non è solo, con lui c’è anche il consiglio di zona 3: «È inaccettabile che quest’atto d’imperio di Palazzo Marino vada a violare un’importante area verde per la quale viene chiesto da anni un piano di riqualificazione che andrebbe a particolare beneficio delle categorie più deboli quali bambini, mamme ed anziani» affermano

Pietro Viola e

Gianluca Boari, rispettivamente presidente (An) e vicepresidente (Fi) del parlamentino di quartiere.
Virgolettato sottoscritto da tutta la Casa delle Libertà nel consiglio di zona 3 e anche da

Barbara Calzavara, vicepresidente (Fi) del consiglio di zona 2: «La decisione di Palazzo Marino di “cementificare” un polmone verde per dare un tetto ai nomadi non tiene conto che le tensioni ricadranno inevitabilmente pure sull’area di via Padova, a due passi da parco Lambro, dove sono già in aumento furti e scippi».

E se Max Bruschi, vicecapogruppo di Fi a Palazzo Isimbardi, preannuncia la sua presenza - «perché contesto il metodo dell’assessore Moioli, di prendere iniziative senza confrontarsi con la sua maggioranza» -,

Pietro Accame, consigliere provinciale (Fi) fa sapere che «ci sarà moralmente, causa precedenti impegni». Sostegno alla manifestazione arriva anche da Romano La Russa, presidente della federazione provinciale di An ed europarlamentare: «Piena solidarietà alle manifestazioni spontanee che i cittadini organizzano liberamente. An come sempre non si tira indietro e sostiene la lotta della popolazione che chiede solo di poter vivere tranquilla».


Messaggio che La Russa conclude con un invito alla giunta guidata da Letizia Moratti: «Dia seguito alle promesse fatte al popolo milanese, maggior sicurezza significa anche meno zingari per le strade e soprattutto meno campi nomadi».
Richiamo ad un «impegno» condiviso pure da

Giulio Gallera, capogruppo comunale di Forza Italia: «L’assessore Moioli aveva preso l’impegno che dopo il risanamento di Triboniano non ci sarebbero stati altri campi, noi la richiamiamo a quell’impegno. Vogliamo ricordarle che deve applicare la linea della maggioranza, non inventarne un’altra». Altrimenti? «Si pone fuori dalla maggioranza».

 

Rom, una questione di metodo - Comunicato Stampa

Le posizioni del centrodestra sulla “questione rom” dimostrano la correttezza della linea tenuta dal capogruppo a palazzo Marino, Giulio Gallera, sostenuta dalla stragrande maggioranza del suo gruppo. Gallera ne fa innanzitutto una questione di metodo: può un assessore, su un tema così delicato, prendere iniziative senza confrontarsi con la sua maggioranza? E, soprattutto, può un’amministrazione che ha fatto del decentramento e dei consigli di zona il suo cavallo di battaglia, trascurare le delibere unanimi del Consiglio di zona 3, sia pure per venire incontro alla pietas di don Colmegna? In Forza Italia sono emerse sensibilità diverse, espresse ad esempio da Garocchio, che solo il confronto tra assessore e maggioranza chiesto da Gallera avrebbe potuto ricomprendere, anche perché parecchi esponenti vicini a cielle del consiglio di Zona 3 erano presenti al presidio al Parco Lambro, e addirittura ne erano tra gli organizzatori. Poi, c’è la posizione sorprendente “pro Moioli” di Fabio Altitonante, che da consigliere di zona si era impegnato per il recupero del Parco messo in discussione dall’insediamento dei Rom, ma di questo renderà conto ai suoi elettori. Per quanto ci riguarda, quando il gruppo di FI ha dovuto affrontare la questione Rom, ci siamo confrontati con Gallera e abbiamo concordato una linea che ha isolato parte di Rifondazione Comunista e costretto l’Amministrazione Provinciale a prendersi carico del problema.

Autostrade e pasticci azionari

Max Bruschi: Io non so quanti dei colleghi Consiglieri leggano quotidianamente la rassegna stampa della Provincia di Milano, fra l’altro servizio costosetto ma veramente eccezionale, soprattutto perché alle 8.30 di mattina mette a disposizione dei Consiglieri le notizie necessarie all’espletamento del loro mandato. Oggi la stampa riportava con ampiezza, soprattutto da parte dei giornali economici, Finanze e Mercati, Sole 24 Ore, l’ennesimo episodio della partita sulle partecipazioni societarie nelle autostrade. Leggo il titolo del Sole 24 Ore: “Autostrade cede a Intesa l’intera quota di Brebemi”. Finanze e Mercati: “Autostrade esce da Brebemi, Intesa San Paolo primo socio. Autostrade Lombarde, Intesa San Paolo primo azionista della Prealpina”. Il Corriere della Sera, come suo costume, la prende un attimino più larga e c’è una intervista all’amministratore delegato di Pedemontana Asperti, dove sostanzialmente Asperti dice che la Pedemontana si farà. Leggi il resto »

Salviamo la Verdi!

L’audizione dei vertici della “Verdi” (Luigi Corbani e Gianni Cervetti) ha posto in luce una situazione drammatica per un’istituzione culturale che ha due enormi pregi: un’eccellente programmazione e un rapporto tra costi artistici e costi di gestione invidiabile. Resta, purtroppo, una situazione debitoria drammatica (oltre 20 milioni di euro, tra affitti e diritti d’autore), dovuta alla disattenzione con cui gli Enti Pubblici hanno guardato alla “Verdi” preferendo “investire” nei più noti carrozzoni. Allora, cosa sono i 250 mila euro richiesti a Palazzo Isimbardi rispetto ai 2.700.000 euro che Penati paga annualmente per sedere nel CdA della Scala? A fronte di un piano di rientro dal debito, la mia proposta è che la Provincia garantisca il contributo annuale richiesto.