Infrastrutture, Bruschi: “Penati approvi la delibera di Forza Italia

Omnimilano del 30 gennaio 2007

“Ma chi è Penati? Dottor Jekyll e Mr Hide, a seconda dell’interlocutore e della piazza mediatica. Speriamo che vinca il dottor Jekyll, e che il presidente sia conseguente al sì a Pedemontana, Tem e Brebemi, visto che, in preda a continue trasmutazioni, cambia idea da un giorno con l’altro. Un primo atto” ha dichiarato Max Bruschi, vice capogruppo in consiglio provinciale di Forza Italia, “sarebbe dire il suo sì alla delibera presentata da Forza Italia con cui si chiede di favorire l’indispensabile aumento di capitale di Pedemontana. Ma un secondo atto dovrebbe essere costituito dall’azzeramento dei vertici di Asam a partire dal professor Sapelli, che non solo si sono dimostrati incapaci di attrarre nuovi capitali sulle infrastrutture, ma che non hanno neppure svolto la funzione di cabina di regia. Altrimenti, perché hanno lasciato cadere nel vuoto gli appelli di Asperti, ad di Pedemontana, per l’aumento di capitale, inducendo alle dimissioni il presidente della società Marco Vitale? Un appello cui ha risposto picche anche Serravalle, che non appare così desiderosa di metter le ruspe su Pedemontana. O è una volontà di Bancaintesa? Quanto alla tassa di scopo, non farei gestire un centesimo da chi si è indebitato per 268 milioni di euro per acquistare le azioni di una società (Serravalle) già di controllo pubblico, o ne ha spesi 6 per sedere nel consiglio di amministrazione della Scala, togliendo risorse alle opere pubbliche e alla cultura sul territorio”.

Mi Spiace Caputo Non Sia Rientrato In Forza Italia

ADN Kronos del 30 gennaio 2007

”L’approdo di Roberto Caputo allo Sdi e l’abbandono della Margherita sono un segnale politico importante”. A dirlo e’ Max Bruschi, vicecapogruppo di Forza Italia in Provincia di Milano. ”Mi spiace che il mio vecchio ‘compagno di banco’ a Palazzo Isimbardi non sia rientrato nel gruppo di Forza Italia per rafforzare la componente laica e riformatrice. Per il resto, spero che Caputo operi in Consiglio con la liberta’ con cui Daniele Capezzone opera nella maggioranza governativa”.

”Mi piacerebbe si costituisse un intergruppo ‘dei volenterosi’, in grado ad esempio di aiutare la battaglia per le infrastrutture. Primi temi? La delibera per l’aumento di capitale di Pedemontana, ad esempio, e una delibera di indirizzo ad Asam sulle reti automobilistiche e metrotramviarie. E si potrebbe proseguire sulla questione dei rifiuti. Se Roberto ci sta -ha concluso Bruschi - pur da opposti versanti, potremmo fare un bel lavoro insieme”.

Nuovo stop alla Pedemontana. Colpa delle banche?

L’opinione del 29 gennaio 2007

di Giovanni Seu

Le dimissioni di Marco Vitale dal vertice di Pedemontana confermano, qualora ce ne fosse bisogno, lo stato di precarietà in cui si trovano le infrastrutture lombarde. L’economista liberal ha gettato la spugna per la sordità dei soci – cioè la Serravalle della Provincia di Milano e Autostrade per l’Italia dei Benetton – di fronte alla richiesta di un aumento di capitale sociale avanzata dall’ad della società Giuliano Asperti. Si chiedeva di assegnare dieci milioni di euro per l’avvio delle attività basilari tra cui la stipulazione della nuova convenzione con Anas e l’organizzazione di una società di cui al momento esiste solo la sede e il Cda. Eppure, nonostante la Pedemontana sia stata dichiarata da Di Pietro come prioritaria tra le infrastrutture lombarde, nessuno ha detto niente e tanto meno ha sborsato i soldi. L’episodio non aggiunge granché alla quarantennale vicenda della Pedemontana, l’asse autostradale che dovrebbe collegare Dalmine e Busto Arsizio, caratterizzata da infiniti stop e rinvii. Stavolta, però, la nuova impasse rischia di essere più pericolosa del solito: in finanziaria il governo ha stanziato 1 miliardo e 90 milioni per l’opera ed è stato definito il nuovo soggetto concedente Anas-Regione per rendere più veloce l’iter. Mai come ora ci sono le condizioni per partire e forse è proprio per questo che si tira il freno: comincia a prefigurarsi una torta da 4 miliardi di euro e le banche sgomitano per accaparrarsela. Questa è la tesi del consigliere di Forza Italia Max Bruschi - autore tra l’altro di una delibera consiliare per l’aumento del capitale sociale - che fa notare come i grandi istituti di credito siano tutti presenti in questa vicenda: il presidente di Serravalle Gianpio Bracchi è anche vice presidente di Banca Intesa mentre il presidente di Asam Giulio Sapelli è legato a Unicredito.

In memoria dell’uomo pretelevisivo

recensione a Sergio Valzania, La morte dei dinosauri (Marsilio) su “Il Giornale” del 26 gennaio 2007
Televisione. Anzi, nostra sorella TV. Presenza costante, pressoché obbligata nel salotto e in cucina. Adorata e strapazzata. Vittima, spesso, di moralismi ottusi. O di letture per addetti ai lavori che, nella selva di dati e tecnicismi, manco provano ad affrontare “il” problema. E cioè come, al di là di ogni giudizio di valore, lo “scatolone” (oramai peraltro ridotto a una sottiletta) abbia cambiato nel profondo la struttura sociale dell’Occidente in generale e dell’Italietta in particolare. Ora, “come tutti dovrebbero sapere, ma molti ignorano, il pamphlet è lo scritto nel quale un sapere tecnico viene stressato oltre ogni limite nello sforzo di interpretare una realtà sociale o politica. In un certo senso è un’opera d’arte surrealista, è l’esasperazione di un punto di vista”, asserisce Sergio Valzania in apertura del suo La morte dei dinosauri (Marsilio, pp. 128, euro 8). Esasperazione che può, e in un certo senso deve, diventare urticante. Fare arrabbiare. E riflettere. Valzania ci riesce. Leggi il resto »

Le società partecipate prive di regia

Max Bruschi: Grazie, Signor Presidente, ho visto l’ordine dei lavori di oggi, mi viene però da pensare che noi stiamo discutendo di altro, mentre Sagunto viene espugnata. Io vorrei richiamare tutti i colleghi a quelle che sono le attribuzioni dell’aula e i suoi doveri rispetto al territorio e rispetto agli atti di indirizzo che quest’aula si è dati. Noi abbiamo assistito sui giornali, e purtroppo solo sui giornali, ad alcuni avvenimenti particolarmente spiacevoli, particolarmente spiacevoli soprattutto nel momento in cui convergono su quello che è un atto di indirizzo comune a questa assemblea. Io mi sarei aspettato che questo Consiglio Provinciale si aprisse con le comunicazioni del Presidente Penati o con le comunicazioni dell’Assessore alle Partecipate, non so chi sia, un emerito Signor Nessuno a questo punto, che ci spiegasse cosa diavolo sta capitando alle nostre società controllate e partecipate. È di un paio di settimane fa l’annuncio di una lettera che l’Amministratore Delegato di Pedemontana Asperti avrebbe scritto ai soci e al Presidente Penati, illustrando una gravissima situazione della Società per Azioni di cui è l’Amministratore Delegato.
Alla non risposta da parte dei soci di Pedemontana a questa missiva hanno fatto seguito le dimissioni del Presidente di Pedemontana Vitale.
Allora due atti politicamente gravi, due atti su cui oggi assistiamo all’assenza nei banchi della Giunta del Presidente Penati, dell’Assessore alle Partecipate Mattioli, dell’Assessore ai Trasporti Matteucci, che pure siede nel Consiglio di Amministrazione, se non erro, di Pedemontana.
Non erro e dico che in base ai nostri deliberati, non solo alla modifica statutaria, che non mi risulta sia stata essere ancora pubblicata, ma ad una delibera precedente del Novembre dove si assegnavano al Consiglio particolari prerogative, noi nulla sappiamo. Quello che sappiamo è che evidentemente c’è, non dico del marcio, ma qualcosa che non funziona in Danimarca, c’è qualcosa che non funziona in Serravalle, perché Serravalle, nostra controllata indiretta via ASAM, avrebbe dovuto per voce del suo Presidente Gian Pio Bracchi, per voce soprattutto del suo Amministratore Delegato Di Marco, non parlare di ipotetiche fusioni, contro cui si scaglia del resto l’Amministratore Delegato di Pedemontana Asperti, ma rispondere a quella che era una semplice richiesta da parte di Pedemontana, cioè: signora Serravalle, ci stai o no a sottoscrivere l’aumento di capitale necessario a far sì che Pedemontana non resti ancora una volta sulla carta? Signora Serravalle ci stai o no poi a seguire nel prosieguo dei lavori l’opera Pedemontana?
C’è qualcosa che non va in Serravalle, ma ancora di più e a maggior ragione c’è qualcosa che non va in ASAM. Allora io mi domando: ASAM doveva o non doveva essere la cabina di regia delle nostre società partecipate e controllate? Questa è la prima mission che le abbiamo dato, ma questa cabina di regia non risponde agli ordini del produttore e, anziché fare Guerre stellari, fa l’Ultimo tango a Parigi, perché questo sta succedendo, c’è un mandato, un indirizzo preciso che si è data questa Amministrazione, cioè di individuare due priorità, Pedemontana e TEM, pur con le modalità differenziate a seconda di maggioranza ed opposizione, ma su Pedemontana tutti eravamo d’accordo.
Ebbene, dal Presidente Sapelli non si è udito nulla in proposito, non si è udito nulla per dire a Serravalle: “aderisci all’appello”. Vorremmo capire quali, quanti investitori privati, bancari e non bancari, ci siano, cosa si sta giocando in Serravalle. Quello che registriamo, al di là del fatto che devo riscontrare l’inutilità, a questo punto, dei nostri lavori e della nostra opera e mi dispiace, Presidente, l’assenza degli Assessori ed anche della Presidenza del Consiglio che si sarebbe dovuta attivare in tal senso.
In questa globale assenza di informazioni un unico dato emerge certo, questo dato è che il Presidente di ASAM, il quale, commemorando Leopoldo Pirelli, ricorda di Leopoldo Pirelli tra le altre cose il fatto che Lui fosse scandalizzato dagli stipendi d’oro dei manager… Le chiedo un minimo di tolleranza di 30 secondi.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ORTOLINA VINCENZO
Concessa.

CONSIGLIERE BRUSCHI MAX
A questo punto, io personalmente ed il gruppo di Forza Italia, due cose dovremmo fare, uno, presentare l’atto deliberativo, visto che la Giunta non lo presenta, che consente di dare l’indirizzo ad ASAM di fare quanto è opportuno per l’aumento di capitale di Pedemontana, due, se il regista è assente, la produzione cosa fa? Licenzia il regista. Noi vogliamo Guerre stellari e non Ultimo tango a Parigi, ci domandiamo cosa ancora ci stia a fare il Presidente di ASAM nei ricchi uffici che pure si è dato.

Milano: Bruschi, Su Pedemontana Penati Deve Portare In Consiglio Aumento Capitale

ADN Kronos del 25 gennaio 2007

”Dieci milioni di euro sono, stando a quanto si dice, la cifra che l’ad di Pedemontana, Giuliano Asperti, ritiene indispensabile come aumento di capitale per non perdere il ‘treno’ di Pedemontana”. Lo afferma Max Bruschi, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Isimbardi.

”Ebbene - prosegue Bruschi - in base al nuovo statuto provinciale, di cui Penati si e’ dichiarato entusiasta sostenitore, ogni decisione in merito deve essere presa dal Consiglio. Ci aspettiamo dunque una convocazione urgente che faccia finalmente chiarezza su una situazione che, al di la’ del coraggio di Asperti, si presenta torbida”.

Bruschi afferma, infine, che ”il grido di dolore di Asperti e’ innanzitutto un chiedere ‘chi ci sta’. Noi ci stiamo. E Penati? E Rifondazione-Verdi-Coministi italiani? E Bancaintesa, che e’ il vero dominus degli investimenti della Provincia e il cui vicepresidente Bracchi e’ al vertice di Serravalle? E Unicredit, autorevolmente rappresentata dal presidente di Asam Sapelli? La lettera data ormai un mese fa. Occorre immediatamente far fronte - conclude l’esponente di Forza Italia - a una situazione di emergenza che l’amministrazione provinciale, impegnata nella telenovela del rimpasto, ha tenuto nel cassetto”.

Città metropolitana, la vecchia Provincia ha cambiato nome

il Giornale del 22 gennaio 2007

di Carlo Maria Lomartire

La città metropolitana, dunque, è fatta? Balle. Il filosofo sindaco di Venezia Massimo Cacciari, dell’Unione: «Dal ‘92, ogni maggioranza vara la sua riforma degli enti locali, ma poi non se ne fa mai nulla». Max Bruschi, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio provinciale: «La città metropolitana del governo Prodi è un clamoroso bluff: semplicemente la Provincia cambia nome e tutto rimane come prima».

Scetticismo a sinistra, scetticismo a destra. Infatti per quello che si capisce interpretando il contorto e macchinoso topolino partorito dalla montagna governativa, questa città metropolitana altro non sarebbe che la vecchia provincia ribattezzata e alla quale i comuni passano parte dei loro poteri. Poi tutto il resto, il come e il quando, è da vedere, da decidere: dalle dimensioni reali del «nuovo» ente al sistema elettorale. E soprattutto nulla si sa dello strumento decisivo per la reale autonomia degli enti locali, il federalismo fiscale.

Andrà, dunque, secondo la profezia di Cacciari, che anche stavolta non se ne farà nulla? Be’, i milanesi dovrebbero augurarselo, per diverse ragioni. Limitiamoci ad un paio. Prima: il progetto del governo prevede un «correttivo elettorale» per «tutelare» i comuni minori. Risultato: per Milano che ha un entroterra tanto vasto e due volte più popoloso del capoluogo significherebbe farsi governare dall’hinterland. Seconda regione, i privilegi per «Roma capitale»: soldi in più (e questa non è una novità) e poteri speciali al Campidoglio per trasporti, ambiente, servizi sociali, edilizia pubblica e privata. E perché? Non è forse anche Milano in una situazione del tutto particolare, soprattutto per quanto riguarda traffico, casa, inquinamento? Non ne leggiamo tutti i giorni? E poi si ripete alla noia che, se Roma è la capitale politica, Milano ne è la capitale economica: dovrebbe bastare per conferirle le super-risorse e i super-poteri che il governo romano di Romano riserva a Roma. O si pensa che la condizione di Milano sia analoga a quella di Bari e di Venezia, altre aspiranti città metropolitane? Il centrosinistra poi non si lamenti poi se i milanesi ne traggono le conseguenze elettorali.

E’ tempo di parlare di Craxi

Max Bruschi: Innanzitutto ho il piacere di salutare tra il pubblico un vecchio Consigliere di quest’aula, Vittorio Verticale ha occupato questi banchi per 25 anni, mi fa particolarmente piacere perché è stato mio maestro e tutto quanto so di flussi elettorali lo debbo a lui. Ma intervengo ex art. 83 anche per un altro motivo. Io ho imparato, nel mio far politica, che c’è un tempo per tutte le cose. C’è all’ordine dei lavori una delibera importante che abbiamo largamente condiviso, a proposito dei fatti di Ungheria, ma io ritengo che oggi ci sia un altro degli argomenti all’ordine dei lavori che sia da affrontare subito. Spesso ho discusso con i colleghi e con l’Ufficio di Presidenza sugli ordini del giorno “politici”. In questo momento annuncio innanzitutto che ritiro quel mio antico ordine del giorno sugli atti di violenza, perché non ha più senso. Io ritengo che gli ordini del giorno abbiano un senso nel momento in cui sono caldi, nel momento in cui l’argomento è di attualità. Allora, così come c’è un tempo per pregare e un tempo per ballare, c’è un tempo per il club Petofi, c’è un tempo per la commemorazione dei fatti di Ungheria, ma c’è oggi soprattutto un tempo per Bettino Craxi. Lo debbo al mio passato politico, che non era di socialista ma era comunque di esponente dell’area laico libertaria, lo debbo ad un Consigliere che ha presentato un ordine del giorno dove magari ci divideremo, ma è opportuno andarsi a dividere quando la materia è calda e non tra 3, 4, 5, 6, 7 mesi, quando la nostra discussione non avrebbe più alcun tempo. Per cui, se il presentatore dell’ordine del giorno chiederà, come spero, che il suo ordine del giorno venga presentato subito, io dico subito che il Consigliere Bruschi è disposto a mettere la sua delibera dietro all’ordine del giorno che chiede che quest’aula parli di Bettino Craxi.

Un’aula dedicata al Circolo Petofi

Max Bruschi: Grazie Presidente Ortolina. Sarà un intervento breve e molto sentito. Durante un incontro con l’ambasciatore di Ungheria a Roma ho avuto modo di parlare con lui dell’iniziativa, mi ha dato un po’ di materiale, tra cui una raccolta fotografica dal titolo “Perché rimanga un segno”, una raccolta fatta in tempo reale da uno dei cosiddetti rivoltosi che con una macchina fotografica privata raccoglieva brevi istantanee di quei fatti. Leggi il resto »

Un Consiglio bloccato dai malpancismi della maggioranza

Max Bruschi: Questo anno inizia non bene, perché inizia con un Consiglio Provinciale privo di delibere amministrative, privo di atti amministrativi e con un Consiglio Provinciale che vede l’assenza degli Assessori e dei Consiglieri provinciali di un intero gruppo consiliare. Allora c’è un problema che imballa, cioè il gruppo consiliare e gli Assessori della Margherita… Mi sembra che la posizione del Consigliere Caputo è di uomo libero. Caro Presidente Albetti, non c’è nessun problema. C’è un fatto, io interpreto questa assenza come un fatto politico, ci è stato promesso tempo fa, ci è stato annunciato che sarebbe stato fatto un rimpasto di Giunta, questo rimpasto ha avuto un primo episodio che ha condotto a parecchi mal di pancia all’interno della maggioranza, e che ha visto il Presidente di questo ente assumere su di sé alcune deleghe. E’ stata fatta una legittimissima richiesta politica da parte di altre componenti dello schieramento di maggioranza, che si è risolta. A me, a dire la verità, che si lotti sulle deleghe dell’Assessore Rotondi, dell’Assessore Vimercati o quant’altro, poco importa. Importa però nel momento in cui questi malesseri interni portano ad una nulla azione amministrativa. Leggi il resto »