Scritto il 16 Settembre 2004 da Max Bruschi
Consigliere Max Bruschi: “Presidente Penati, io innanzitutto devo dire che ho una perplessità, una perplessità che in parte è stata suffragata da alcuni degli interventi che ho sentito pronunciare in quest’aula. Io mi trovo di fronte a un programma che, per sua sventura, non potrà vedere realizzate tutte le cose belle e giuste che si ripromette, dal momento che, come si legge nella sua relazione, i tagli del Governo Berlusconi porranno in serio rischio la possibilità delle azioni di governo che i Comuni e le Province hanno elaborato. Allora io mi chiedo: ha un senso discutere di un programma, quando tutto ciò che Ella, Presidente Penati, vorrebbe fare, non potrà farlo per colpa di un Governo avverso e crudele? Ha senso la discussione che stiamo facendo stasera? Io mi domando: a cosa serve un programma? Un programma di un’Amministrazione pubblica, un programma serio di un’Amministrazione pubblica concreta mi sembra sia cosa diversa, è un insieme di scelte concrete fra le diverse opzioni di governo del territorio, fatti salvi i fondi del bilancio che ci sono. Leggi il resto »
Categoria: Interventi |
Scritto il 16 Settembre 2004 da Max Bruschi
Consigliere Max Bruschi: “Egregio Presidente, colleghi Consiglieri, forse per una volta questo doppio appuntamento, perché vuole essere contemporaneamente un appuntamento di rievocazione delle vittime di cui parlavamo prima e di augurio nei confronti delle due nostre connazionali rapite, cui uniamo l’augurio per tutti gli ostaggi attualmente in mano terroristica, non vedrà quest’aula divisa. E non vedrà quest’aula divisa perché gli atti terroristici, in Iraq, in Ossezia e nelle altre parti del mondo, ricordava giustamente Giacarta, così distanti e così diversi in parte per le loro motivazioni, hanno però in comune un punto. Un punto che ha scosso dal profondo le coscienze di tutti noi e che forse ci ha permesso di leggere un conflitto, che vorrei ricordare a tutti i colleghi Consiglieri da 10 anni è stato scatenato, in una prospettiva diversa. Quando si colpisce un bambino, quando si rapisce una donna, quando si decapita un ostaggio, non c’è uno scontro di civiltà, c’è una lotta tra “la civiltà” e qualcosa che civiltà non è. Non c’è lotta tra occidente giudaico, cristiano, illuminista e islam. C’è lotta tra disumanità e umanità, perché non c’è nulla nelle tre religioni del Libro. Non c’è nulla nella Bibbia, non c’è nulla nel Vangelo, non c’è nulla né nel Corano nei detti del Profeta, che possa giustificare un simile atto. Ma noi europei, anche noi italiani in parte, non possiamo dimenticare come più o meno 60 anni fa altre mani, mani cosiddette civilizzate, mani che si nutrivano non del Corano ma di Platone, di Hegel, di Kant, nel cuore della nostra Europa, compivano lo stesso scempio, lo scempio industrializzato dei campi di sterminio. Leggi il resto »
Categoria: Interventi |