Leonka, colpo di coda con rissa
Dopo un corteo tranquillo in centro un gruppetto di leoncavallini attacca il tendone del club Pannella sotto gli occhi della polizia
articolo di Laura Matteucci su l’Unità, domenica 23 gennaio 1994
Zampata finale di una decina di autonomi alla manifestazione di tutti i centri sociali di ieri pomeriggio. E dietro piazza Duomo, all’angolo con corso Vittorio Emanuele, il tendone per la raccolta delle firme dei tredici referendum del club Pannella viene aperto, centinaia di moduli (già firmati) stracciati, mentre volano tavolini e penne. Alla fine qualcuno accuserà qualche graffio, per fortuna niente di più. Due minuti concitati, arrivati intorno alle sette di sera a manifestazione già conclusa, mentre i circa tremila ragazzi (2mila secondo la polizia, 4mila a detta degli organizzatori) che l’avevano animata scendono i gradini che portano alla metropolitana “per ritrovarsi - dicono - nei centri sociali”. I líder maximi urlano: “Compagni, basta, tutti in metrò”, la polizia ha l’evidente ordine di non intervenire per non creare ulteriore tensione.
Ma qualcuno non ci sta a chiudere un corteo, peraltro sfilato quasi del tutto tranquillo, senza neanche un tafferuglio piccolo piccolo; così, prima di svanire nei sotterranei della linea rossa, se la prende con il club Pannella. A caldo, quelli della raccolta firme sono furibondi. Con la polizia, più ancora che con gli autonomi: “Il responsabile è chi ha fatto passare questa gente di qui - dicono - invece che incanalarla tutta in via dell’Arcivescovado verso piazza del Duomo. Le metropolitane ci sono anche lì, no?”. Presente (e, pare, sbattuto per terra) il segretario cittadino del Pri, Max Bruschi, che promette: “Sporgerò denuncia contro ignoti per aggressione. E valuterò se denunciare anche il questore, per omissione di servizio”. Per il fattaccio, scende in campo anche la parlamentare Tiziana Maiolo, a chiedere al ministro dell’Interno Nicola Mancino la sostituzione del questore Achille Serra. Marco Pannella parla di un’azione di “squadracce autonome”. Più distaccato il responsabile del comitato referendario Roberto Miglio: “Si vede che avevano avuto il sentore che il nostro obiettivo era vicino”. […]
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